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UN'IPOTESI MOLTO INTERESSANTE SUL FUTURO DELLA SIRIA

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DI THE SAKER

vineyardsaker.blogspot.it

«Ogni wahabita ucciso da Assad è uno in meno che dovremo uccidere noi, in Iraq, Afghanistan, Somalia, Yemen etc.. ..»

Onestamente, credo che i turchi abbiano agito con una stupidità da capogiro e che dovranno fare i conti con il prezzo della loro arroganza. Ormai possono scegliere poco : o trattano con i curdi o trattano con quei selvaggi dei Takfiri-mangiatori-di-fegato.

Butterei giù un’ipotesi su quello che potrà succedere in Siria e mi aspetto qualche commento.

Nella foto: “Strade della Siria, macchiate di Sangue.” – Nino Frezza

JohnM ha appena pubblicato un interessante commento sugli eventi in corso in Siria che, credo, meriti di essere riportato integralmente. Ecco cosa ha scritto :

«Quello che sto pensando è che, parte dell’accordo tra Assad e la Russia con i “ribelli non-islamici ” (definizione discutibile e approssimativa) riguarda la guerra in corso tra quelli che possiamo genericamente chiamare “stranieri” (identificabili difficilmente perché la linea di demarcazione è molto fluida e confusa) contro i combattenti locali. Questo accordo (se esiste) è molto nebuloso, deve contenere un sacco di ” SE” ed il risultato che ci si può aspettare è un grande caos di genti diverse – un “Goat Rodeo”-.

Proprio il genere di confusione che vivono quelli che abitano in questa zona (sia a livello di identità nazionale che di politica estera). Come parte dell’accordo previsto da questa corrente che arriva dal freddo, si chiederà ai combattenti siriani di ripulire la loro casa (sbarazzandosi degli estremisti stranieri), prima di firmare qualsiasi accordo.

Qualche amnistia, qualche modifica alla Costituzione (accidenti a me, se so che dice la Costituzione siriana o se già esista una Costituzione), forse un certo modo di strutturare la politica come è stato fatto in Libano, con la condivisione del potere (forse limitata solo a pochi partiti, escludendo i curdi che avrebbero dovuto essere parte del gioco) per arrivare a mettere sul tavolo la possibilità delle elezioni per le diverse cariche politiche.

Tutto questo ovviamente potrebbe avvenire sotto la supervisione, diciamo, di Russia, Cina e Occidente sotto forma, diciamo, di Germania e/o persino Stati Uniti. Obama troverebbe una chiave di volta per la sua presidenza (già a brandelli e ne avrebbe un estremo bisogno. La Russia guadagnerebbe prestigio e qualche considerazione dagli estremisti di qualche paese che controlla sul fianco meridionale. La Cina farebbe affari. L’Europa farebbe affari con il gas. Assad riprenderebbe un po’ di fiato e recupererebbe una certa credibilità a seconda di come si giocherebbe le sue carte e finalmente, l’Arabia Saudita si troverebbe con un bel bastone nel culo.

Nei prossimi due mesi bisognerà guardare a Turchia, Giordania, Iraq e Arabia. La Turchia dovrà seguire attentamente quello che succederà, perché prevedo un qualche tipo di stato federato per la Siria, che concederà molta autonomia ai curdi ( problema molto spinoso). La Turchia dovrà vedersela anche con i combattenti stranieri che sta ospitando sul suo territorio, quelli che vanno e vengono dalla Siria e dovrà fare i conti anche con il cavallo impazzito su cui è salita da due o tre anni, quando cambiò la sua politica estera. La Giordania ha mantenuto un profilo relativamente basso, ma ha gli stessi problemi.

L’Iraq dovrà fare i conti con gli estremisti (li chiamino come vogliono, ma quello sono) che stanno tornando, come scappati dall’inferno. In parte tutto questo si sta già manifestando (potrebbero vederlo addirittura anche i media occidentali, se volessero) a Falluja, dove tutte le tribù si stanno mischiando apertamente. Arabia Saudita (e Israele) cominceranno a urlare, a disperarsi e a minacciare tutto il mondo. Resta da vedere fino a che punto si spingeranno.»

Ora le mie naturali inclinazioni pessimistiche di solito mi fanno dubitare di ogni ipotesi in cui si pensi che un partito che prima era sempre stato irrazionale, improvvisamente comincia ad agire in modo sensato. In questo caso, quel partito, che prima era irrazionale, sarebbe sia la FSA (Free Syrian Army) che gli Stati Uniti.

Tuttavia questo mio scetticismo è controbilanciato dal fatto che l’accordo raggiunto dal G8 a Lough Erne dice qualcosa di molto simile anche se è scritto in modo ambiguo. Ho riportato il testo dell’accordo sul mio blog, indicando in rosso le parole chiave ed in blu i miei commenti :

« Siamo profondamente preoccupati per le crescenti minacce del terrorismo e dell’estremismo in Siria e anche per la natura sempre più faziosa del conflitto. La Siria deve appartenere ai siriani, comprese le sue minoranze e tutti i gruppi religiosi.

Esortiamo sia le autorità siriane che l’opposizione presenti congiuntamente alla Conferenza di Ginevra ad un impegno per distruggere ed espellere dalla Siria tutte le organizzazioni e gli individui affiliati ad Al-Qaeda, e tutti gli altri attori non statali legati al terrorismo (frase incredibile! Gli insorti e il governo siriano sono invitati CONGIUNTAMENTE a * distruggere * quelle stesse forze che sono state armate dagli USA ? E’ chiaro che il governo siriano possa essere più che felice di distruggere o cacciare al-Nusra, ma i ribelli del FSA? Il G8 sta chiedendo davvero di fare un’altra guerra civile dentro la guerra civile ! ?)»

Al momento nessuno ha ancora prestato attenzione a queste parole, ma il fatto è che questo testo è stato firmato dal G8 e sembrava proprio suggerire quello che stiamo vedendo oggi. Naturalmente , quello che sta avvenendo oggi, potrebbe anche non essere il risultato dell’accordo G8, ma solo il risultato inevitabile di un conflitto le cui dinamiche sono praticamente state scritte prima.

Se vogliamo credere che non tutte le forze contrarie a Assad siano composte solo da quei rettili di Takfiri e se vogliamo credere che Assad sia disposto a lavorare con chiunque, purché sia sano di mente (e credo che entrambe queste ipotesi siano ragionevoli ), allora la cosa più logica per tutti sarebbe unire gli sforzi di tutti – eccetto quelli dei Takfiri – contro i pazzi. Quello che è certo è che il contagio Takfiri ha ormai raggiunto Fallujah in Iraq, e questo contagio sta mettendo in moto una specie di reazione USA- IRAQ-Iran con il rischio che un’orda di wahabiti impazziti possa tentare di mettere le mani su una qualsiasi città strategica.

Oggettivamente, gli Stati Uniti, Iran e Siria dovrebbero lavorare insieme e fare un fronte unico contro i pazzi Takfiri di tutta la regione. Il grande “SE” sta nel capire se c’è qualcuno alla Casa Bianca che abbia cervello e palle per capirlo che e per farlo. Eppure, l’idea è allettante, per non dire altro.

Penso a quante volte i russi hanno detto ” ogni wahabita ucciso da Assad è uno in meno che dovremo uccidere noi nel Caucaso” e mi chiedo se qualcuno a Washington DC non abbia già tradotto quest’idea in “ogni wahabita ucciso da Assad è uno in meno che dovremo uccidere noi, in Iraq, Afghanistan, Somalia, Yemen etc.”

Penso che John abbia veramente ragione quando dice che l’impatto di questo cambiamento sulle dinamiche (ammesso che qualcosa continui a muoversi) dei paesi confinanti sarà cruciale. Onestamente, credo che i turchi abbiano agito con una stupidità da capogiro e che ora debbano fare i conti con il prezzo che ci sarà da pagare per la loro stupida arroganza. Ormai possono scegliere poco: o trattano con i curdi o trattano con quei selvaggi dei Takfiri-mangiatori-di-fegato.

Credo che l’affare migliore sia evidente: trattare con i curdi. In primo luogo, i curdi sono “razionali” e quindi hanno anche lo stesso nemico in comune (i pazzi wahabiti ). In secondo luogo, è giunto il momento per i turchi di iniziare finalmente a cercare un accordo a lungo termine con i curdi, altrimenti rischiano di perdere tutto.

Se i turchi credono veramente di poter continuare a “controllare” i curdi con la forza si stanno prendendo in giro da soli e, da un punto di vista negoziale, è molto meglio negoziare con i curdi adesso, mentre sono anche in una situazione difficile, più tardi i curdi si potrebbero trovare in una posizione di forza sia in Iraq che in Siria (entrambi questi regimi hanno detto di essere disposti a fare un accordo con i curdi).

In ogni caso – Io mi azzarderei a buttere giù una ipotesi :

Potrebbe essere che quello che stiamo vedendo in Siria sia un cambiamento strategico nelle alleanze e che la prossima fase della guerra vedrà una qualsiasi delle monarchie del Golfo allearsi con una qualsiasi delle tante frange di al-Qaeda per mettersi contro gli Stati Uniti, la Siria, l’Iran, gli Hezbollah e anche contro i curdi ?-

Se non sarà così- Come pensate che potrà andare a finire ?

Saluti,

The Saker

Fonte :vineyardsaker.blogspot.it

Link :http://vineyardsaker.blogspot.it/2014/01/very-interesting-hypothesis-about.html

11.01.2014

Il testo italiano di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte www.ComeDonChisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque.Primario

Pubblicato da Bosque Primario

  • Truman

    De te fabula narratur

    L’articolo è buono, ma ho una sensazione di fondo. Per quanto ho imparato, solitamente quando qualcuno definisce un altro “pazzo”, sta semplicemnte dicendo che non ha capito l’altro, che non sa le logiche che lo spingono. Crede di parlare dell’altro e sta parlando invece della propria ignoranza.

  • geopardy

    Osservazione che condivido, pur trovando abbastanza interessante, sotto certi apsetti, l’articolo.

  • valis

    Anche io concordo, tant’è che credevo fosse una ripetizione dovuta alla traduzione… L’autore usa la parola "crazies" che in effetti sembrerebbe giusto tradurre con pazzo, ma anche pazzoide. Comunque poco cambia…

  • Ercole

    Se non si abbatte il capitalismo non ci sarà futuro nè in Siria e nemmeno in tutti i paesi del mondo svegliatevi .