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UNA ARGENTINA CHE FALLISCE SPAVENTA L' UCRAINA

DI VALENTIN KATASONOV

strategic-culture.org

E’ vero, l’Argentina è inadempiente, non ha pagato il suo debito estero, cose che accadono in un mondo in cui una intera nazione può diventare una vittima degli avvoltoi finanziari.

Una dimostrazione di forza del cosiddetto imperialismo legale degli Stati Uniti.

Argentina vittima di avvoltoi finanziari

Tutto è cominciato nel 2001, quando l’Argentina dovette dichiarare un default sovrano di circa 130 miliardi di dollari. Era come sempre la solita storia, lo stato non aveva né i soldi per pagare il suo debito (in gran parte interessi sul debito) né per rimborsare la somma presa in prestito. Fu il più grande default nella storia.

L’ Argentina cominciò a negoziare come ristrutturare il debito e i finanziatori decisero di cancellarne la maggior parte (il 75%) e di modificare le condizioni sulle modalità di pagamento per la parte restante. Ci ci sono state due ristrutturazioni di quel debito nel 2005 e nel 2010 ma pochi obbligazionisti, che detenevano circa 4 miliardi di dollari di bond argentini, si sono rifiutati di rispettare i termini di restituzione previsti dagli accordi. Tra questi c’era anche un piccolo gruppo di hedge-fund che detenea più di 1, 3 miliardi di dollari di obbligazioni, gestiti dalla Elliott Management Corp. del miliardario Paul Singer.
Gli hedge-fund, che già all’epoca venivano chiamati “avvoltoi che svolazzano sulla finanza”, avevano comprato titoli di Stati che erano sull’orlo del default sovrano o che erano già stati messi in mora, poi ( come se ingenuamente non avessero avuto idea di cosa avevano comprato) richiedevano il pagamento del 100% del valore nominale, rifiutandosi di accettare qualsiasi compromesso. La loro audacia si è sempre poggiata sui rapporti informali che i gestori di questi fondi hanno sempre intrattenuto con la magistratura degli Stati Uniti e della Gran Bretagna.
Normalmente quando vanno in tribunale chiedono il pagamento del 100% del valore nominale delle obbligazioni e vincono loro. Questo fenomeno è stato definitoimperialismo legale”.
La Corte di New York ammazza-leggi, oppure come funziona l’ imperialismo legale

L’Argentina è il miglior esempio di come funziona l’imperialismo legale. Gli avvoltoi si sono rivolti al tribunale di New York per citare in giudizio l’Argentina ed ottenere l’intero importo del suo debito, senza nessuna ristrutturazione. A ottobre 2012, la Corte d’Appello del Second Circuit, di New York, si è pronunciata sulla clausola pari passu che decreta che il pagamento ai creditori debba essere effettuato per intero e contemporaneamente ha vietato alla Argentina di continuare a pagare i suoi debiti ristrutturati fino a quando non avrà eseguito la decisione della corte.

Ma per l’Argentina, fin dall’inizio, è stata tutta una lotta in salita. A novembre del 2012 un tribunale americano stabilì che il paese doveva restituire tutti i debiti degli obbligazionisti contemporaneamente. Il problema di questa sentenza è che se l’Argentina dovesse pagare Singer e i suoi amici per l’intero importo che stanno pretendendo, anche gli altri creditori potrebbero pretendere di essere pagati per intero, mettendo così il paese di fronte ad un debito di più di 15 miliardi di dollari da pagare subito: più della metà delle riserve del paese.

Alla fine dei conti il debito totale dell’Argentina potrebbe arrivare a 120 miliardi di dollari. L’ Argentina ha impugnato la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, ma la scorsa settimana i giudici non hanno nemmeno accettato di ascoltare il caso. Ora l’Argentina ha dovuto affrontare la scadenza della mattina del 31 giugno, quando avrebbe dovuto pagare l’ultima rata di interessi ( ristrutturati) a tutti gli obbligazionisti. Non è stato raggiunto nessun accordo ( e il pagamento non ha potuto essere effettuato) così le principali agenzie di rating hanno abbassato notevolmente il rating per gli investimenti nel paese. Tutti i pagamenti che l’ Argentina stava facendo secondo le condizioni previste dalla ristrutturazione del debito sono stati bloccati dalla sentenza del tribunale.

UCrainA AD UN PASSO dAl DEFAULT

L’Ucraina è uno di quei paesi che dovrebbe imparare a memoria qualche pagina del libro dell’ Argentina. I 1°di maggio il debito estero dell’Ucraina è arrivato a 140 miliardi di dollari e quelli del settore privato era pari a 100 miliardi di dollari. Allo Stato mancano 36, 86 miliardi e il debito pubblico è pari al 38,6 % delle riserve auree.

Per chi preferisce guardare sempre il lato positivo delle cose, si può dire che la situazione non è poi così male. Il debito pubblico complessivo dell’Ucraina (compreso quello interno) è di 65, 22 miliardi al 1 ° maggio 2014 cioè il 40% del PIL del paese. Anche se certi esperti dicono che si potrà arrivare anche al 60% fino entro la fine dell’anno.

Non è impressionante se lo si confronta con la Grecia, per esempio, che, secondo diverse stime ha un debito pari al 150-160% del PIL. Il dato può essere al 100% per alcuni paesi della zona euro. Ma c’è una piccola differenza qui; negli altri paesi in Europa non c’è una guerra che infuria, non ci sono agitazioni, il processo di riscossione delle imposte va avanti senza problemi e la cosa principale il PIL non sta crollando. Il 60% non è una percentuale critica nel momento in cui l’economia tiene. L’economia ucraina sta crollando. Questa è la conclusione a cui è pervenuta Standard & Poor. Ha ha classificato il rating dell’Ucraina a livelli più bassi: secondo le stime di S & P, il PIL scenderà del 7% quest’anno. Esperti privati ​​prevedono che il PIL (in potere d’acquisto PPA) si ridurrà di un terzo. Non ci sono i presupposti per credere che rallenterà la crisi ucraina in tempi brevi, la maggior parte degli esperti prevede l’Ucraina andrà in default sul debito pubblico estero, indipendentemente da come andranno gli eventi in Donbass.

E’ possibile ristrutturare il debito dell’Ucraina?

A Kiev lo capiscono bene tutti e sperano ancora su qualche particolare agevolazione per una ristrutturazione del debito estero. Vediamo quali sono le prospettive. Una parte del debito dell’Ucraina appartiene ai cosiddetti investitori privilegiati o organizzazioni finanziarie per i quali è vietata qualsiasi modifica delle condizioni di concessione dei crediti. Il governo ucraino deve ingenti somme a questi investitori come il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e la Banca Europea per gli Investimenti. Normalmente la ristrutturazione del debito viene effettuata sulla quota delle obbligazioni. Il debito sovrano generale dell’Ucraina, al 1° maggio 2014, in Eurobond era di 17,4 miliardi di dollari, che equivale a circa la metà del debito pubblico estero del paese. Franklin Templeton è il più grande obbligazionista dell’Ucraina. Il 1° maggio 2014 il portafoglio in Eurobond dell’Ucraina in mano alla holding americana era di $ 7,6 miliardi, ovvero circa il 43% del debito complessivo in eurobond dell’Ucraina. Franklin Templeton ha tutte le caratteristiche dell’avvoltoio finanziario. Questi investitori non sono gente che si mette d’accordo con i creditori per farsi restituire almeno una parte del debito e non decidono di ristrutturarlo.

L’Argentina e Yatsenyuk che alza la voce

Il 31 luglio il Primo Ministro dell’Ucraina Yatsenyuk ha fatto una dichiarazione gridata. «La prima grande notizia economica di oggi è che l’Argentina andrà in default» ha detto in parlamento «E la seconda è che l’Ucraina non andrà in default, e ci andrà mai». Forse punta le sue speranze sulle sponsor americani. Ci sono veramente pochi che credono però che Washington concederà qualche miliardo (o anche qualche decine di miliardi) per ristrutturare il debito dell’Ucraina. Bruxelles difficilmente alzerà un solo dito per aiutare, perché la situazione della Unione Europea è abbastanza paragonabile con gli stessi problemi del debito che sta affrontando l’Ucraina

Naturalmente, Yatsenyuk non è tanto ingenuo da credere nella buona volontà di un avvoltoio finanziario come Franklin Templeton. Forse conta su Washington per influenzare la compagnia americana. Può essere che sia ben consapevole di come si è svolto il processo di ristrutturazione in Grecia nel lontano nel 2012. Gli oligarchi del mondo tagliarono circa 100 miliardi dollari di debito e questo esempio può essere interpretato da Yatsenyuk come motivo di ispirazione. Permettetemi di ricordare che nel caso della Grecia, lo stesso gruppo di magnati di tutto il mondo sfacciatamente ignorò la riluttanza di un piccolo numero di investitori (per lo più quelli tedeschi che non hanno nessuna relazione con gli avvoltoi finanziari) che voleva partecipare alla ristrutturazione. Nel caso della Grecia però gli oligarchi – i tycoon – stavano perseguendo altri obiettivi (di cui avevano urgente bisogno per evitare il rischio di un default di tutta l’Europa); in quel caso furono altri a partecipare, a beneficiare e a perdere soldi.

Quindi, se Yatsenyuk vuol paragonare l’Ucraina di oggi alla Grecia di allora, lo fa invano. Farebbe meglio a prendere in considerazione qualcosa d’altro non potrebbe, per esempio, pensare ai «boss» americani che hanno interessi personali nelle operazioni di questa holding? Infatti, se non fosse per certi interessi particolari, sarebbe difficile spiegarsi perché Franklin Templeton si è comprato tanto volentieri quelle obbligazioni ucraine di cui, altri investitori si stavano febbrilmente liberando?
Anche se, Yatsenyuk quando si parla di soldi non ascolta nessuno, sa perfettamente quello che sta facendo.
Ma può anche essere che la sua dichiarazione ad alta voce non sia stata altro che un suo pio desiderio o abbia voluto provare a creare un fronte i coraggiosi.

Valentin Katasonov

Fonte: http://www.strategic-culture.org

Link : www.strategic-culture.org/news/2014/08/03/argentina-declared-in-default-warning-to-ukraine.html

3.08.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario