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UN SALTO NEL PASSATO, OSCURO, PER I BANCHIERI CENTRALI EUROPEI

DI WOLFGANG MUNCHAU

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La situazione economica odierna in Europa ha dei paralleli con gli anni ’30 e la veloce ripresa di Hitler

Rileggendo la biografia di Hjalmar Schacht, il banchiere di Hitler, scritta da John Weitz, ho notato alcuni interessanti paralleli tra gli anni ’30 ed oggi, che non avevo mai tenuto in considerazione prima. È risaputo che Hitler faceva affidamento su Schacht, il suo banchiere centrale, per aiutarlo a finanziare il suo piano di riarmo. Ma Weitz fa notare anche – e ciò è potenzialmente rilevante se si considera la situazione odierna dell’eurozona – che Schacht aveva potuto mettere in atto le sue strategie poco ortodosse alla Reichsbank perchè aveva il sostegno di un dittatore.

Se un leader estremista salisse al potere in un grande stato europeo – Francia o Italia, ad esempio – cosa succederebbe se eleggesse un banchiere centrale con la scaltrezza di Schacht? Cosa succederebbe se l’accoppiata devve un rilancio immediato all’economia?

Lasciatemi dire chiaramente che non sto paragonando nessuno ad Hitler – o a Schacht. Il punto riguarda cosa un banchiere non ortodosso può fare se ha il supporto politico per distaccarsi dall’ortodossia.

Schacht ebbe due mandati come presidente della Reichsbank – negli anni ’20, quando pose freno all’iperinflazione che stava penalizzando la Germania, poi dal ’33 al ’39. È difficile identificarlo con una singola inclinazione economica: negli anni ’20 era favorevole allo standard aureo, poi, all’inizio degli anni ’30, si oppose alle politiche di austerità e deflazione. Schacht, opinava, giustamente, che la Germania non fosse in grado di effettuare i pagamenti di riparazione del Piano Young, adottato nel 1929.

Ritornando alla Reichsbank, organizzò una ristrutturazione unilaterale del debito privato che le aziende tedesche avevano contratto all’estero. L’economia tedesca aveva già beneficiato dall’abbandono dello standard aureo nel 1931 e Schacht aggiunse stimolo allo stimolo. Una ragione della popolarità iniziale di Hitler in Germania fu la veloce ripresa dalla depressione, sicuramente aiutata da un mix di tassazione lassista e politica monetaria.

L’attuale politica ortodossa di Bruxelles e Francoforte, condivisa nell’Europa del nord, ha alcuni paralleli con la forma mentis deflazionaria dominante negli anni ’30. I politici e i banchieri odierni sono fissati con gli obiettivi fiscali e la riduzione del debito. Come all’inizio degli anni ’30, l’ortodossia politica ha un qualcosa di patologico. Ogni volta che devono dire qualcosa, i banchieri centrali parlano di “riforme strutturali”, ma non dicono mai quali siano gli obiettivi di queste riforme.

Di base, i problemi economici dell’eurozona non sono difficili da risolvere: la BCE potrebbe dare ad ogni cittadino un assegno da 10.000€. il problema dell’inflazione si risolverebbe in pochi giorni. Oppure potrebbe rilasciare delle cambiali – come aveva detto Schacht. Oppure l’UE potrebbe vendere del debito che sarebbe comprato dalla BCE. Ci sono un sacco di modi di stampare soldi. Sono tutti meravigliosi – e illegali.

Non ci sono partiti nazisti oggi nell’eurozona, escludendo la Grecia. Ma in Francia ed Italia ci sono partiti populisti nella destra che sicuramente chiaramente ai margini del consenso politico odierno. Immaginate uno scenario in cui Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, dovesse vincere le elezioni. Del 2018.

Il mandato di Visco come governatore di Bankitalia, scade in novembre lo stesso anno. Grillo sarebbe nelle condizioni di dare il mandato ad un suo banchiere centrale. Probabilmente sceglierebbe qualcuno pieno di risorse e spietato come Schacht e in grado di pilotare l’uscita dell’Italia dall’Euro, per mezzo di un regime di valuta parallela transitorio, facendo default per quanto riguarda il debito esterno nel frattempo.

La svalutazione e la crescita degli investimenti nel settore pubblico possibili con un nuovo regime potrebbero portare un’immediata crescita economica.

Se Marine Le Pen venisse eletta presidente francese nel 2017, potrebbe dover aspettare 4 anni prima di prendere il controllo della Banca di Francia. Il mandato di Francois Villeroy, il governatore, non scadrà fino al 2021. Con il potere che detiene il presidente francese, però, la Le Pen potrebbe non avere bisogno del supporto del banchiere centrale per fare qualunque cosa voglia.

Non dubito che ogni governo populista in Europa finirebbe con un disastro, anche se nel breve potrebbe creare crescita economica, per questo essi sono tanto pericolosi.

Non dobbiamo aspettarci un esatto ripetersi del passato, ma, per dirla come Karl Marx, la storia si ripete prima come una tragedia, poi come una farsa. Anche questa edulcorata versione degli anni 30 è una particolare forma di tragedia. Il periodo di unione in Europa finirebbe e l’esperimento dell’euro finirebbe con un amaro fallimento.

Fonte: http://www.ft.com/

Link: http://www.ft.com/cms/s/0/625a4122-cbff-11e5-a8ef-ea66e967dd44.html#axzz3zbQLTWxJ

munchau@eurointelligence.com

07.02.2016

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione FA RANCO

Pubblicato da Davide