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UN MACELLO DI CENTO ANNI OR SONO

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Gli anniversari sono soltanto una bandierina appuntata su un muro bianco, il muro della Storia. Per un eschimese, un tibetano od un polinesiano, forse, “cento anni” non significano nulla: noi occidentali, però, usiamo tenere questo strano registro, nel quale incolliamo un ricordo agli anni… cose belle, cose brutte… sperando così di rinverdire le prime e di non ricascare nelle seconde. Lavoro del tutto inutile: visto che, puntualmente, le prime rimangono un ricordo collegato, in genere, ad una persona che osanniamo senza mettere in pratica nulla di ciò ci regalò. Le seconde, invece, con una protervia bestiale le consideriamo solo come “avvenimenti”. Ossia: da migliorare, da portare a termine “meglio”.

Esattamente 100 anni or sono, proprio nella sera del 30 di Maggio del 1916, gli equipaggi salivano a bordo e gli scalandroni venivano ritirati a bordo. Uomini di mare, di un mare duro – che non ammette il minimo errore senza presentarti il conto – comandanti di navi passeggeri, nostromi di carboniere, mozzi di pescherecci delle aringhe…prendevano posto nelle scomode camerate ricavate a fianco dei depositi munizioni, incocciavano l’amaca alla paratia, dove pochi centimetri oltre c’era già l’elevatore delle munizioni, quei mostruosi proiettili pesanti tonnellate che sarebbero volati nell’aria per venti, trenta chilometri, cercando d’uccidere altri uomini come loro. Altri uomini che magari conoscevano, con i quali avevano forse condiviso notti di pesca sul Dogger Bank, oppure avevano incontrato in un porto delle Indie… Batavia, Manila, Singapore… ed erano andati a cena insieme… avevano mostrato sbiadite fotografie di mogli e fidanzate bevendo birra ghiacciata o Gin…

Quel giorno la guerra, che separa anche i capelli vicinissimi per creare una pettinatura, una riga, li conduceva a salire su mostri costruiti solo per uccidere, incapaci di portare un solo carico di caffè, inutili persino per pescare un’aringa.
Così, la Grand Fleet, comandata da Jellicoe, salpava nella notte da Scapa Flow, da Rosyth…mentre nell’estuario dello Jade e da Wilhelmshaven partiva la Hochseeflotte (la “flotta d’alto mare”) di Scheer, l’una per difendere l’onore dell’Impero Britannico, l’altra per difendere quello della creatura di Tirpitz. Nella notte, 142 navi da guerra britanniche e 93 tedesche – dalla grande corazzata al veloce cacciatorpediniere – correvano verso il centro del Mare del Nord, ignare della presenza del nemico, inconsapevoli che la più grande battaglia navale della Storia stava per avere inizio. Solo fumosi dispacci, dubbie intercettazioni radio raccontavano della presenza del nemico, ma nessuno sapeva “quanto” e, soprattutto, dove.

Gli inglesi scendevano verso Sud a Occidente, i tedeschi salivano verso Nord ad Oriente e, per un soffio, potevano anche non incontrarsi: gli Dei sono bizzarri, e muovono le ore e le nebbie a piacimento, seguendo i loro capricci. Ma, proprio al centro del Mare del Nord, nei pressi del Dogger Bank, una “carretta” danese saliva verso Nord col suo carico di legname e due cacciatorpediniere delle forze esploranti – uno inglese, l’altro tedesco – la avvicinarono per il riconoscimento: ebbe così inizio la Battaglia dello Jutland (eng) o dello Skagerrak (ted).

La mattina del 1° Giugno, 176.000 tonnellate di naviglio e 8.650 morti giacevano sul fondo del Mare del Nord, bruciati dal fuoco, dilaniati dagli scoppi, annegati. Per la fredda cronaca dei numeri fu una vittoria tedesca: gli inglesi persero il doppio delle navi e più del doppio degli uomini, ma fu una vittoria di Pirro, giacché la flotta tedesca non uscì più dalle sue basi e finì per auto-affondarsi, al termine della guerra, nel 1919.

Il lavoro, per anni, di migliaia di operai – 176.000 tonnellate d’acciaio! – sfumò in un solo giorno, le vite di migliaia di marinai furono bruscamente troncate: le vedove piansero, le fidanzate accesero un lume accanto alla fotografia dell’amato. Dopo qualche anno – a dimostrare che la pragmaticità femminile supera l’orgoglio maschile – probabilmente dimenticarono, o finsero di dimenticare, sposandosi di nuovo. La specie deve sempre correre verso nuove tragedie, e ci vuole sempre nuova carne per alimentarle. Qualcuno ci guadagnò, come sempre: nei cantieri, nelle banche… certamente qualcuno si fregò le mani, come fecero i nostri “ghiottoni” l’indomani del terremoto dell’Aquila.

Solo i venditori di fiori non trassero profitti giacché, come recita una canzone popolare tedesca, “sulla tomba del marinaio non crescono le rose”.

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2016/05/un-macello-di-cento-anni-or-sono.html

30.05.2016

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    Quando l’uomo diventa cretino si lascia trascinare in guerra e si fa macellare ancora più stupidamente di un bue.

    Era così cento anni fa e ancora è così, nulla è cambiato, la stupidità regna incontrastata.
    I pifferai incantatori suonano ancora i loro pifferi di morte e gli uomini come i topi del pifferaio magico li seguono e istupiditi e intontiti dalla propaganda, si gettano nel mare… 
    Rivoluzione avverrà quando getteremo a mare politici e generali, non prima.
  • gaia

    [quote]si fa macellare ancora più stupidamente di un bue.[/quote] Che vor di’ ?

  • falkenberg1

    Lei ha perfettamente ragione così come è assolutamente veritiero ed incontestabile il post del sig. Bertani. Il cretinismo imperversa ancora come e più di prima! I venti di guerra soffiano ancora poichè i mercati, il capitale, il merdoso mondo del profitto e del denaro vuole la guerra per poi ”ricostruire e lucrare”.
    Mi delude, addolora ed amareggia che, nel 2016, esista ancora gente vestita allo stesso modo, anonimo, ridicolo e pronta a scannare, distruggere, devastare in nome e per conto della feccia dell’umanità, di vili e sconci assassini quasi sempre paludati di istituzionalità, prestigio, ufficialità! Svariati anni  fa, durante il servizio militare, in una occasione un ufficiale mi chiese: dovessi ordinarle di sparere sui cittadini in rivolta, lei cosa farebbe? Risposta: sparerei su di te, testa di cazzo! Si scatenò un putiferio di cui vado ancora fiero, motivo di vanto! Ben venga la rivoluzione ma dovremmo essere in tanti a pensarla così!
    Poscritto: altra soluzione per lo ”smaltimento” di generali e politici! Non in mare: troppo inquinanti!!!

  • clausneghe

    Quello che ho detto, gentile Gaia..

    Secondo Lei, un bue salirebbe sul camion della Manzotin se sapesse?
  • clausneghe

    Quotone, falkenberg1!!

  • SeveroMagiusto

    I "pifferai incantatori" necessitano di figure di eroi per
    alimentare la retorica nazionalista. Bisogna trovare modelli da far emulare
    alla futura carne da cannone. Nel caso della battaglia ricordata da Bertani, da
    parte inglese questa figura di eroe fu incarnata dal cosiddetto “Jutland Jack”,
    un giovane di sedici anni che pur ferito a morte rimase al suo posto di
    combattimento a bordo dell’incrociatore “Chester”, episodio che l’autore dell’articolo
    sotto linkato, così definisce:“una morte precoce che lo rese leggenda ed esempio per
    tutti i ragazzi d’Inghilterra”.

    http://www.difesaonline.it/news-forze-armate/storia/jutland-jack-100-anni-dopo-il-ricordo-del-coraggio-di-un-sedicenne [www.difesaonline.it]

  • simonlester

    standing ovation.
    Ho sempre dichiarato ai colleghi che, in caso di guerra , i primi a cui avrei sparato sarebbero stati  i miei ufficiali.
    Comunque sono sempre stato in nettissima minoranza sull’ argomento

  • makkia

    Non è che diventa cretino, l’uomo.
    Le guerre le si fa per motivi concreti (che non vuol dire validi) e intere nazioni partecipano volenti o nolenti. Il singolo è un ingranaggio, ma lo è anche nel bene, quando si edifica invece di distruggere.

    Il cretinismo è quello di chi, pur non essendo fra i pochissimi che le decidono, ADERISCE alla retorica bellica. E anche quello ha delle scusanti (poche, comunque).

  • falkenberg1

    Troppo buono!!  Comunque, noti bene, siamo già in tre! Visto mai!!!!!!!!

  • FBF

    Ogni guerra è teologicamente ed antropologicamente guerra di religione. Per cui questo genocidio di bianchi fu fatto per creare la nuova Europa che conoscerete in un prossimo futuro.

    Detto questo la guerra con armi nucleari o convenzionali è quella più essoterica cioè quella più visibile è la stessa che poi viene usata dal potere per rinnovarsi. 
    Ci sono poi altre forme di guerra occulte. Il femminismo, il progressismo, le tendenze non naturali, il nepotismo, che gli scienziati affermano tipico comportamento zoologico, ed altro. 
    Il nepotismo in particolare è il potere di alieni in un territorio straniero. Alieni che costituiti in clan, aiutandosi, rubano, minacciano e contemporaneamente proteggono – cioè se paghi il pizzo stai tranquillo – servendo il potere. 
    Le energie altrui vengono succhiate, creando le condizioni per decelerare i ritmi naturali degli indigeni fino a non permettere loro la riproduzione e causando l’estinzione non prima di averli fatti impazzire a causa dell’adrenalina prodotta.
    Non c’è ancora una legge che punisce chi rovina la vita o causa l’estinzione ma si potrebbe fare. Gli scienziati non mancano. Naturalmente una legge retroattiva, per un’altra Norimberga.