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UN GIORNO I GIAPPONESI GETTERANNO 30 ATOMICHE SU NEW YORK

DI MASSIMO FINI
ilgazzettino.it

Caroline Kennedy, figlia di JFK, nuova ambasciatrice americana a Tokyo, ha denunciato la mattanza di 40 delfini avvenuta nella baia di Taiji, nel distretto di Wakayama, dicendosi “profondamente preoccupata dalla disumanità della caccia e dell’uccisione dei delfini” e ricordando che “il governo degli Stati Uniti si oppone a questa pratica”. La caccia ai delfini, specie non a rischio di estinzione, in Giappone comincia in autunno e finisce a marzo e “come la signora ambasciatrice deve sapere noi viviamo di questa attività” ha detto il capo dei pescatori di Taiji.

Sono curiosi questi americani, negli ultimi anni con i loro bombardamenti alla ‘chi cojo cojo’, con i loro dardo senza equipaggio, hanno ucciso, in Afghanistan e in Iraq, centinaia di migliaia di persone, uomini, donne, vecchi, bambini, ma poi si inumidiscono fino alle lacrime per 40 delfini.

Il governatore di Wakayama, Yoshinobu Nisaka ha replicato “La cultura alimentare varia ed è saggio che le diverse civiltà si rispettino a vicenda. Ogni giorno vengono abbattuti maiali e vacche per la catena alimentare. Sarebbe crudele solo uccidere i delfini?”. E il governo nipponico ha tenuto il punto: “Questa forma di caccia è una tradizione culturale”.

E’ il secondo incidente diplomatico che, in soli due mesi, la signora Kennedy provoca in Giappone. A dicembre si era detta “delusa” perché il primo ministro Shinzo Abe si era permesso di visitare il sacrario di Yasukuni dove sono onorati “anche 14 leader politici e militari giapponesi”, condannati per crimini di guerra nel 1946 (nei processi di Tokyo, l’equivalente nipponico di quello di Norimberga. Nel settembre 1986 il ministro dell’Educazione giapponese, Masayuki Fuijno, sollevò un putiferio ponendo l’elementare domanda: “Chi ha dato ai vincitori il diritto di giudicare i vinti?”).

In realtà dietro queste schermaglie c’è qualcosa di molto più profondo. Qualche anno fa mi recai in Giappone invitato dall’università di Kyoto (nemo propheta in patria) a tenere una conferenza su “Americanismo e antiamericanismo. Il ruolo dell’Europa”. In apparenza i rapporti fra Stati uniti e Giappone, che nel Pacifico è ‘la quarta sponda’ degli Usa, erano ottimi, i rapporti commerciali intensissimi. Ma nell’animo dei giapponesi cova un sordo rancore, anche se, chiuso nel loro impenetrabile formalismo, non viene mai espresso. Lo si può notare solo da dei dettagli. Nel periodo in cui ero in Giappone c’era stata una partita di baseball fra americani e giapponesi, che in questo sport sono assai forti, vinta dai primi 4-3 con un punto contestatissimo. Ebbene per giorni e giorni lo Yumiuri Shimbun e l’Asahi Shimbun, giornali serissimi, che parlano solo di economia e di politica internazionale, sono andati avanti a polemizzare su quel punto a loro dire ‘rubato’. La partita era solo un pretesto.

I giapponesi non hanno mai digerito l’Atomica su Hiroshima e Nagasaki e, ancor meno, anche se a noi può sembrare strano, che gli americani, vinta la guerra, gli abbiano imposto di ‘dedivinizzare’ l’Imperatore. L’Imperatore è la simbolica e intoccabile anima del Giappone, non è un uomo in carne e ossa (tanto che il mio giovane interprete, Ken, non ne sapeva nemmeno il nome, non per ignoranza, ma perché non ha importanza). In tanti secoli non c’è stato un solo tentativo di attentato all’Imperatore. Eppure le mura del palazzo imperiale di Kyoto, in legno, sono così basse che anche un ragazzino potrebbe saltarle agevolmente. Attraverso la ‘dedivinizzazione’ dell’Imperatore gli americani, col consueto tatto da elefanti in un negozio di cristalli, hanno cercato di uccidere l’anima stessa del Giappone.

I giapponesi non glielo hanno mai perdonato. E sono convinto che verrà il momento in cui getteranno una trentina di Atomiche su New York.

Massimo Fini

Fonte: www.ilgazzettino.it

24.01.2014

Il Gazzettino, venerdì 24 gennaio 2014

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    Massimi Fini? Sono diventati due? Era già sufficiente,uno..

    Comunque non getteranno mai nessuna atomica per il fatto che moriranno prima, se non fermano Fukusjma.
    Saranno anche mistici questi Giapponesi,a me sembrano più che altro stolti e insensibili ai messaggi "divini" inviati loro per mezzo dello Tzunami.
    Ma ancora uccidono balene e delfini,pur senza averne bisogno, nell’epoca dei super mercati. E’ vero che gli Usa non possono fare prediche a nessuno, ma è pur vero che questi Jap sono piuttosto barbari,a dirla tutta.
  • mystes

    "I giapponesi non glielo hanno mai perdonato. E sono convinto che verrà
    il momento in cui getteranno una trentina di Atomiche su New York."

    MAGARI LO FACESSERO!

  • Primadellesabbie
    Certo non ci sarebbero incidenti se si dedicassero alla raccolta delle carote (anche se i jaina non sarebbero d’accordo perché estraendole si offende la Terra).

    Ciò nonostante devi ammettere che questi yankees sono piuttosto grotteschi, a ben guardare lo sono sempre, ma in qualche circostanza è evidente.

    L’occidentalizzazione del Giappone poi…e sotto la supervisione di MacArthur per giunta (informarsi sulla personalità del Generale)!!!
    E poi la memoria ha un ruolo singolare in un Paese in cui, quando si fanno i debiti, si firma e ci si impegna anche a nome dei discendenti che non si conoscono ancora.
  • Truman

    @clausneghe: ho corretto il refuso “Massimi Fini”.

  • kefos93

    Hai detto bene e sono d’accordo.

  • illupodeicieli

    Il punto è che per mille ragioni, alcune valide e altre meno, si tiene conto di ciò che loro, attraverso mille canali , dicono: le loro opinioni sono tenute in seria considerazione, al punto che "creano opinione". Occorre distinguere ,come per Israele o la Germania, gli israeliani e i tedeschi, dai rispettivi governi e dal loro operato: diversamente sarebbe come se gli italiani venissero identificati in Berlusconi. Dico questo perchè , proprio nelle battute sulla prima guerra del golfo, si diceva che gli americani non sapessero dove fosse il Kuwait, perchè non c’era nella cartina geografica degli Usa: questo tipo di non conoscenza può essere ritenuto, a torto, pericoloso, mentre al contrario ritengo che sia un atteggiamento di indifferenza mista a menefreghismo. C’è una corrrente di pensiero, forse mediata dal cristianesimo e dall’islam, che è quello di andare e convertire: ciò porta le persone a ficcare il naso negli affari altrui, a imporre o a esportare democrazia (e in quest’ultimo caso sappiamo come, magari non solo con le bombe ma anche con qualche rivoluzione colorata e pagata). Semmai mi chiedo come mai ci sia, da parte italiana, una buona dose di masochismo, e che non deve essere confusa con l’autoironia o il saper ridere di se stessi, dato che attraverso la critica a comportamenti altrui, mettiamo pure il caso della caccia alla balene e ai delfini, viene poi adoperata per parlare di problemi nostri, e imporre magari delle scelte sull’onda delle emozioni (forzate e create ad hoc). Su tutte possiamo ricordare le leggi sul terrorismo di cossighiana memoria o le più recenti su internet (senza andare negli Usa con i patriot act), laddove risultano provvedimenti se non inutili, quanto meno sproporzionati, dato che non siamo in guerra e il nemico ci ascolta lo stesso.
    Le domande solite che non vengono, invece, lette durante i servizi in tv sono: come mai non si parla della pena di morte negli Usa o in altri paesi; come mai si parla dei diritti dei gay e non di quelli dei minori sfruttati o dei lavoratori in genere sfruttati e sottopagati; o di come mai gli ufficiali giudiziari negli Usa sono come cacciatori di taglie (un po’ come dalle nostri parti quando gli esattori hanno dei budget da conseguire). E l’elenco, per ogni paese del mondo compreso quindi il nostro, può essere stilato: il fatto è che per ogni affermazione se ne possono fare altre che,come risultato, ottengono solo di spostare l’attenzione dai reali problemi o da problemi più gravi (dipende dai punti di vista).

  • consulfin

    caro amico, sei severissimo: per ogni errore di altri te ne concedi due. Fukushima e tsunami non si scrivono come l’hai scritti tu.
    Per il resto, anche da noi è pieno di supermercati e ipermercati, eppure continuiamo ad ammazzare mammiferi, volatili e pesci di varie misure. Ho l’impressione che, se non si cambia regime alimentare, per riempirli, quei supermercati, bisogna pure ammazzare qualcuno!

  • edoxxx

    Se qui la fine della II Guerra Mondiale la spacciano ADDIRITTURA per LIBERAZIONE!?!

    La come la chiamano? Qualcuno lo sa?
    Oppure Liberati pure la da un governo malefico?