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UN EURO PER L’AMERICA LATINA ? I PRIMI PASSI VERSO UNA VALUTA UNICA

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DI PATRICIA REY MALLEN
ibtimes.com

L’America Latina è la destinazione commerciale del momento.
Con i tassi di crescita superiori alla media e una serie di paesi tra cui scegliere, gli investitori stranieri
stanno affollando la regione e tutte le più forti economie del mondo vogliono entrare nel gioco.
Tutto questo improvviso interesse, benvenuto per tutti, ha favorito una maggiore integrazione tra alcuni governi latinoamericani ed ha incrementato gli scambi all’interno dell’area.L’“Alianza Bolivariana para América” ( ALBA ) è stata istituita con l’obiettivo di promuovere la cooperazione e l’unità del mercato. Fu fondata nel 2004 a L’Avana, dall’ allora Presidente venezuelano Hugo Chavez e dal leader cubano Fidel Castro. All’alleanza poi si aggiunsero la Bolivia (2006), il Nicaragua (2007), l’Honduras (2008) e Ecuador (2009). Nel 2008 le nazioni caraibiche membre del CARICOM (Caribbean Community) entrarono come gruppo e furono invitate a partecipare anche Giamaica, Messico e Argentina.

Dato che i paesi dell’ALBA concordavano tutti su una politica di sinistra per sviluppare sia il mercato di liberi scambi che i loro sforzi comuni per lo sviluppo, l’organizzazione ha fatto passi da gigante verso una integrazione più profonda ed è arrivata a proporre la creazione di una moneta unica
per tutta la regione: il “sucre”.

L’idea fu ventilata, per primo, dall’allora Presidente brasiliano Luis Inácio Lula da Silva – un paese non membro dell’ALBA – che nel dicembre 2008 disse in un’intervista che la recente creazione della Banca Sudamericana sarebbe stato il primo passo per arrivare ad una Banca Centrale Latino Americana con una sua moneta propria. Il progetto fu ripreso da Chávez che nell’aprile 2009, proprio mentre l’Ecuador stava entrando nel gruppo, e tutti i paesi membri firmarono l’accordo: nacque “il sucre”.

Il motivo del nome della nuova moneta è doppio: da un lato, vuole onorare Antonio José de Sucre, uno dei combattenti per la libertà del Sud America e braccio destro dell’eroe venezuelano Simón Bolívar (l’accordo per la nascita del sucre è stato firmato nella sua città natale, Cumana in Venezuela) e dall’altro, rappresnta l’acronimo di Sistema Unitario de Compensación Regional de Pagos.

La moneta fu adottata immediatamente come moneta di scambio, nel tentativo di affondare il dollaro (il valore del sucre è pari a USD 1,25 ). Nel 2010, la Bolivia fece la sua prima esportazione in sucre inviando 5.000 tonnellate di olio di soia al Venezuela per 4,46 milioni di sucre. Lo scorso maggio, il Nicaragua e il Venezuela hanno firmato la loro prima operazione in sucre, quando il Nicaragua vendette fagioli neri al Venezuela per 25 miliardi di sucre.

Tuttavia, oltre a queste specifiche operazioni di mercato, il sucre non è stato utilizzato molto di più. “Sta ancora muovendo i suoi primi passi”, ha detto Omar Rachid, l’autore di “Dall’Euro al Sucre: Economia dell’ integrazione sud americana.”

Rachid scrive che, mentre la moneta aspira a diventare un sostituto del dollaro nel commercio latino-americano, le sue fondamenta poggiano sul dollaro e questo renderà più difficile riuscire ad ottenere una sua indipendenza dallo stesso dollaro. “La Banca Sud Americana è stata costituita con fondi in dollari USA per 20 miliardi, e il sucre si regge su questa base”, ha aggiunto.

L’ avvocato argentino René Alberto Langlois ha detto che il sucre, un giorno, diventerà la valuta reale comune in tutta la regione ma che prima i paesi membri dovranno armonizzare le loro politiche economiche. “La creazione di una Banca Centrale Comune, che batterà moneta, sarà l’ultima fase del processo”.

Rachid ha ricordato che alcuni paesi della regione, come Panama e El Salvador, usano il dollaro americano come moneta, cosa che rende l’integrazione totale e l’abbandono del dollaro praticamente impossibile in questa fase.

Un altro ostacolo per il sucre è la sua accettazione internazionale, fattore fondamentale per la sua riuscita nei mercati globali. “Il fatto che il Venezuela sia il suo più grande promotore non lo sta aiutando nel farlo percepire come una moneta internazionale di scambio”, ha detto Rachid. “Mette alla prova la sua credibilità.”

Tutto considerato riuscirà mai il sucre a diventare la moneta unica dell’America Latina?

“Forse”, ha detto Rachid. “Ma ci vorranno anni. Anche l’euro ci ha messo mezzo secolo per diventare la moneta unica in Europa.”

Patricia Ray Mallen
Fonte : http://www.ibtimes.com

Link : http://www.ibtimes.com/latin-american-euro-regions-first-steps-towards-unique-currency-what-sucre

10.07.2013

Traduzione per ComeDonChisciotte a cura di BOSQUE PRIMARIO

Pubblicato da Bosque Primario

  • mincuo

    Con la grande differenza che c’è tra Paese e Paese in termini di inflazione, budget, term of trade ecc… non è proprio una buona idea un “sucre”. Poi politicamente o meglio propagandisticamente serve per “l’unità” e blablabla…., ma economicamente non è una buona idea allo stato attuale.

  • Black_Jack

    Ma non c’è ancora, ne stanno solo parlando.
    E’ vero che non sarebbe una buona idea adottarlo adesso, ma nell’ottica del consolidamento di un nuovo sentimento comune di “sudamericanità” è utile parlarne, a mio avviso.

  • Aironeblu

    C’è da sperare che il disastro dell’Euro faccia riflettere i soci dell’Alleanza Bolivariana. Se da un lato in Europa la faccenda è aggravata dagli intenti criminali di partenza con cui è stato promosso il passaggio all’euro, d’altra parte anche in ipotetiche condizioni di limpidità e legalità, sovranità monetaria e banca dentrale comuni, l’adozione di una moneta unica aumemterebbe necessariamente i divari tra le varie nazioni favorendo le più forti.

    Semmai si potrebbe pensare ad una sovra-valuta comune da affiancare alle valute nazionali con tasso di cambio flessibile per i vari paesi, che avrebbe il gran vantaggio di liberare l’America Latina dalla sudditanza al biglietto verde.

  • Servus

    Con queste premesse con il SUCRE faranno la fine che stiamo facendo noi con l’euro.

  • mincuo

    Sì, sì, ma la parola unità evoca condivisione di intenti, di vedute, di sentimenti. Allora la gente pensa che una valuta unica sia lo stesso.
    E’ il solito buono 1 —–>buono 2.
    Ma è un sillogismo improprio. Magari è il contrario, anzi lo è per certo, a meno che non si siano già determinate condizioni particolari e particolarmente stabili. E in quel caso è indifferente. Si fa, per ultima, perchè “non cambia molto”, costa leggermente meno come transazioni e aumenta il potenziale di appeal come riserva per le BC fuori.

  • Ercole

    Sono i rapporti di forza di ogni singolo imperialismo che determinano la nostra esistenza ,non le monete di scambio :il problema non è la moneta ma le leggi che determinano l’accumulazione del capitale a maggior ragione in una fase di sovrapproduzione di merci,è il capitalismo nella sua fase imperialista bellezze.

  • Aironeblu

    Già, ma il problema è che la moneta, almeno nel caso dell’euro, è esattamente uno degli strumenti illegali che favoriscono l’accumulo dei capitali in mani private.

  • Truman

    Ho il sospetto che una valuta comune di scambio, con cambi flessibili, possa essere utile. Finchè in Europa c’è stato l’ECU, moneta virtuale, che consentiva di riallineare i cambi, ci sono stati probabilmente più vantaggi che svantaggi. Anche la crisi italiana del ’92 avrebbe potuto essere gestita diversamente, senza bruciare capitali a vantaggio di Soros.

    Insomma una valuta comune di riferimento è tendenzialmente favorevole se il gioco non è truccato come è stato fatto in Europa.

  • Ercole

    lo so ma la rapina viene perpetuata in tutto il mondo con qualsiasi moneta.

  • ilsanto

    Che dopo l’euro ci sia ancora qualcuno nel mondo che non ha capito che è uno strumento per distruggere quello che resta degli stati dopo che la politica ha già fatto la sua parte ( e continua imperterrita a farla ) mi lascia perplesso sulla capacità intellettiva della razza umana.
    Se si vuole definitivamente dare il potere alle strutture sovranazionali ed al capitale internazionale, se si vogliono cancellare gli stati, abolire la democrazia, proseguire nella concentrazione del potere e della ricchezza a scapito dei più, se si è deciso di trasformare il mondo in un gigantesco lager dove eliminare per consunzione chi non fa parte dell’uno per cento dei privilegiati ecco allora è una idea grandiosa.
    Perchè non ricordare la storia della torre di babele ? perchè Dio è intervenuto ? perchè ha confuso le lingue ? perchè li ha dispersi in tutto il mondo ? era pazzo ? o forse un unico supremo potere mondiale è una tale jattura che è meglio evitarla con grande cura ? Un giorno mi sono licenziato in tronco ed uscito per strada il mio primo pensiero è stato meno male che ci sono migliaia di ditte dove cercare lavoro pensa se il datore di lavoro fosse stato UNO ! ero FOTTUTO.