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UN COMMENTO SULLA SOCIETA' IRANIANA (RISPOSTA A GIULIA INNOCENZI)

DI GIULIA PRESBITERO

giuliainnocenzi.blogspot.it

Buonasera Giulia,
sono una studentessa di relazioni internazionali dell’Università di Torino e le scrivo in merito all’articolo che ha pubblicato riguardo alla sua vacanza in Iran.
Mi dispiace molto per i commenti sessisti, volgari o maleducati che alcune persone le hanno rivolto in merito al suo articolo o con altri pretesti, immagino debba essere difficile e pesante da sopportare.

Le scrivo con l’intento di esporre una critica in modo più educato ma non meno netto, affinché – spero – la mia critica sia presa maggiormente sul serio e possa forse stimolare una riflessione più approfondita.

Sono italiana, ma ho studiato e lavorato per lunghi periodi in Iran, parlo Persiano abbastanza fluentemente e credo di avere acquisito nel tempo – anche attraverso lo studio universitario in Italia – una discreta conoscenza della storia, della cultura e della società iraniana. L’Iran sta attraversando un periodo molto delicato, in cui grandi opportunità si accompagnano ad alti rischi. Se i rapporti con l’occidente continuassero a migliorare, il turismo potrebbe giocare un ruolo fondamentale per assicurare una ripresa economica del paese e per portare liquidità alle frange della popolazione che più hanno sofferto nel lungo periodo segnato dall’embargo e dalle sanzioni.
Ora, il fatto che una giornalista in vista come lei pubblichi un articolo sull’Iran in cui non dedica un minimo di approfondimento sulla realtà del paese, in cui si limita a offrire immagini-stereotipo accompagnate da frasi che sono poco più che luoghi comuni, lasciando spazio soltanto ad aneddoti di esperienze negative (per quanto sicuramente provanti) senza minimamente preoccuparsi dell’impatto che questo tipo di mala-informazione può avere sul pubblico, è molto, molto triste.

Non solo dall’articolo appare evidente la sua impreparazione sulle realtà culturali e sociali del Medio Oriente, ma il modo in cui ha reagito ai commenti negativi ricevuti (non intendo quelli volgari, ma quelli delle persone che come me conoscono la realtà iraniana e che l’hanno criticata per la superficialità dell’articolo) denota anche un disinteresse a comprendere meglio le questioni di cui parla e di cui si lamenta, le quali sono molto più complesse di come lei fa apparire in questo articolo.

C’è già tanta disinformazione sull’Iran in particolare e sull’Islam in generale, non c’è certo bisogno di altro pressapochismo sul tema. Il maschilismo in Medio Oriente è un problema molto serio e la condizione della donna nelle società islamiche è estremamente complessa: il modo in cui lei tratta questi temi nel suo articolo è a dir poco riduttivo.

La cosa più grave che trapela dal suo articolo è la sua scars(issima) conoscenza dei principi basilari del relativismo culturale e del postcolonialismo: per dirla in parole semplici, quella sospensione del giudizio di fronte a realtà che non sono basate sui nostri stessi parametri logico-culturali che è l’unica risorsa possibile per approcciare senza pregiudizio realtà profondamente diverse dalla propria, per porre le basi di società inclusive e per superare posizioni xenofobe e razziste.

Di fronte alla ragazza che non si siede a tavola con due uomini sconosciuti lei sfodera subito un giudizio semplicistico, sottovalutando o anzi non prendendo neanche in considerazione le norme sociali tradizionali che si depositano alla base di tutte le culture (compresa la nostra) e che fanno sì che certe cose siano ritenute accettabili ed altre sconvenienti. Paradossalmente, il padre della ragazza, applicando i parametri culturali propri della sua cultura a sua figlia, e applicando invece i parametri di quella che ha compreso essere la cultura occidentale a voi (se siete lesbiche unite pure i letti, se volete potete non indossare il velo per casa) dimostra una capacità di astrazione e di relativismo culturale molto maggiore della sua, Signorina Giulia!

Far passare le donne iraniane per povere vittime senza risorse di un sistema oppressivo è invece una bugia vera e propria. Il sistema è certamente oppressivo, ma le donne iraniane sono estremamente forti e combattive ed al di là delle apparenze e delle formalità il loro potere decisionale nella famiglia e nella società è altissimo. Le donne iraniane hanno imparato a sfruttare a loro favore molti aspetti della cultura in cui sono nate e spesso, al di là di quello che gli uomini affermano in pubblico, i veri capifamiglia nelle case iraniane sono donne, i veri motori dell’educazione iraniana sono donne, la futura classe dirigente non potrà che essere sempre più costituita da donne.

Riguardo agli spiacevoli incidenti che vi sono capitati in Iran, non è mia intenzione minimizzare: il problema nel paese esiste ed è più grave che in altri posti del mondo. Anche a me sono capitati un paio di episodi sgradevoli viaggiando da sola per l’Iran, ma niente di paragonabile a quello che descrivete voi. La frequenza e l’intensità delle violenze subite sono molto, moltostrane. Con ciò non dubito della loro autenticità e non intendo “puntare il dito contro la vittima”, perchè la causa di questi episodi è certamente imputabile a un certo modo di concepire la mascolinità e la femminilità in quella parte del mondo, nonchè all’enfasi sulla separazione tra i sessi che viene imposta dall’educazione stabilita dal potere dominante e che produce effetti deleteri sulla psiche di molte persone.

Intendo però puntare il dito contro una giornalista impreparata che si reca in un paese molto complesso senza l’adeguata preparazione non solo razionale ma anche emotiva, sottovalutando fortemente le difficoltà derivanti dal calarsi in una cultura profondamente diversa dalla propria e la necessità inderogabile di conformarsi a determinate norme che nel proprio paese riterremmo ingiuste o degradanti. Ancora una volta: l’ignoranza in merito a tematiche di relativismo culturale e postcolonialismo. Mi rincresce dirlo in questi termini, ma l’Iran non è un qualsiasi altro paese del Medio Oriente, sotto tutti i punti di vista: sia quelli positivi, che negativi.

Per ottenere un record così alto di esperienze negative in un lasso di tempo così breve, qualcosa avete per forza sbagliato anche voi, e il fatto di non volerlo ammettere non vi fa onore nè aiuta la causa femminista delle donne iraniane. Ci sono cose / atteggiamenti / modi di guardare / di comportarsi / di vestirsi / di parlare che in Iran una donna non può permettersi, o meglio: può permettersi (e spesso la fa, tirando al limite la corda tra il lecito e l’illecito, per affermare la sua volontà all’autodeterminazione), ma essendo conscia dei rischi a cui di conseguenza si espone. Sottovalutare queste norme per poi scandalizzarsi delle conseguenze è a dir poco naif. Conformarsi non significa accettare queste norme come giuste per sè, ma riconoscere il fatto che in questo luogo il rapporto fra i sessi è regolato da altri standard, altre norme non scritte a cui due turiste straniere non possono pensare di soprassedere nè di dominarle appieno.
L’avanzamento dei diritti delle donne iraniane spetta alle donne iraniane, le quali stanno portando avanti da decenni un lento e misurato lavoro di scalpello sulla granitica pietra della loro cultura tradizionale. Già qualcun altro tanti anni fa ha pensato di provare con la dinamite, ma non ha funzionato, anzi.

Un altro errore grossolano denotato dalla mancanza di conoscenza della realtà in cui vi trovavate è quello del vostro rifiuto a ricorrere alla polizia: come vi hanno già fatto notare molti altri utenti, una cosa su cui si può certamente contare in Iran è l’affidabilità della sicurezza interna e la protezione degli stranieri nel paese. Garantire la sicurezza delle turiste straniere e assicurare che al loro ritorno parlino bene del paese e invitino altri a visitarlo è una priorità assoluta del governo iraniano e se vi foste rivolti alle autorità avreste sicuramente trovato aiuto (e probabilmente un “consiglio” su come conformarvi meglio al codice di vestiario e di comportamento islamico: “consigli” sempre fastidiosi e sgradevoli per noi ragazze occidentali, ma ahimè necessari se si vogliono evitare questi incidenti). Voi avete fatto esattamente il contrario: cariche di pregiudizio avete pensato che le autorità non vi potessero essere di nessun aiuto (“in un paese dove uomo e donna prima del matrimonio non possono nemmeno sfiorarsi” avete scritto..altra informazione falsa!) e al ritorno non avete esitato a scrivere un articolo che farà certamente passare la voglia di visitare il paese a qualche migliaia di persone, se mai queste ci avessero pensato. In mezzo ai tanti commenti negativi al suo articolo, infatti, si leggono moltissimi “grazie per l’interessante reportage, accidenti che brutto posto l’Iran!”. Come se ce ne fosse bisogno. Un bel “grazie” da parte di tutti gli iraniani!

Ma ciò che mi ha fatto più arrabbiare del suo articolo è il paragrafo finale, perchè denota non solo superficialità nell’approcciare una cultura altra da sè, ma anche cecità di fronte alla realtà del proprio paese e insensibilità verso coloro che non condividono la sua posizione di privilegio. Quando la ragazzina in chador (altra precisazione necessaria: i chador non coprono MAI la faccia della donna, forse lei si confonde con il burqa) le dice che vorrebbe studiare scienze politiche ma che i suoi genitori non sono d’accordo, per cui studierà psicologia, lei commenta “Abbiamo cominciato a pensare a quante cose avrebbe potuto fare nella vita una donna brillante e curiosa come lei. Se solo fosse stata libera. Se solo avesse avuto il diritto di essere se stessa.”

Il diritto di essere libera? il diritto di essere se stessa? Ma lei crede davvero che basti questo perchè una donna brillante riesca ad avere successo nella vita? Forse lei non si rende conto che la sua condizione – quella di essere una giovanissima giornalista di successo che dirige trasmissioni per le più importanti emittenti nazionali e collabora con i più famosi giornalisti nazionali – è una posizione di privilegio più unica che rara nel nostro fantastico paese in cui le donne sono “libere e padrone di se stesse”! Non metto in dubbio che lei sia arrivata a questa posizione per merito della sua professionalità, ma metto assolutamente in discussione che il suo caso possa essere portato ad esempio per noi migliaia di studentesse di scienze politiche che dopo la laurea ci barcameniamo per anni ed anni tra stage non pagati, collaborazioni “volontaristiche” e infine finiamo a svolgere lavori che nulla centrano con le nostre aspirazioni, coi nostri studi o coi nostri interessi! I genitori di quella ragazza, forse, consci delle simili difficoltà in cui si trovano i giovani iraniani in un paese in cui il tasso di disoccupazione giovanile pare si aggiri intorno al 20%, magari privi di contatti o conoscenze nell’ambito di interesse di sua figlia, hanno semplicemente tentato di proteggerla da un probabile fallimento e di indirizzarla verso una carriera più sicura. Che ciò sia giusto o meno, cos’ha questo a che vedere con il maschilismo o l’oppressione della donna? Di oppressione si tratterebbe se alla ragazza fosse stato proibito di andare all’università per sposarsi e vivere reclusa in casa, invece chi è informato sa bene che le studentesse donne in Iran sono più del 60% nelle università del paese.

La mia lettera è già abbastanza lunga e non sono affatto sicura che lei troverà il tempo di leggerla (chissà quante ne riceve ogni giorno!), quindi meglio che mi fermi qui, anche se cose da dire ne avrei ancora molte.
Cordiali saluti,
Giulia Presbitero

Fonte: http://giuliainnocenzi.blogspot.it

Link: http://giuliainnocenzi.blogspot.it/2015/08/due-donne-sole-in-iran-quello-che-gli.html

27.08.2015

com­mento com­parso in rispo­sta all’articolo di Giulia Innocenzi sul suo blog

LEGGI ANCHE: DUE DONNE SOLE IN IRAN: QUELLO CHE GLI UOMINI NON DICONO

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Un banale “viaggiatore zaino in spalla” risponde a Giulia Innocenzi

    Cara Giu­lia Innocenzi.

    Che dolore, leg­gere il suo repor­tage. [giuliainnocenzi.blogspot.it] Come essere umano sono dispia­ciuto per le disav­ven­ture che ha vis­suto in Iran, paese che ho visi­tato due volte e in cui ritor­ne­rei altre mille. Paese che ho con­vinto molti miei amici — e ami­che — a visi­tare, ma non è molto impor­tante in que­sta sede rac­con­tarle il loro giu­di­zio, al ritorno. Par­rebbe come un’inutile bat­ta­glia a colpi di “a me ha fatto inna­mo­rare”, come a voler com­pen­sare la sua espe­rienza nega­tiva, che certo non si può cancellare.

    Ma sono addo­lo­rato, per­ché la riso­nanza delle sue parole ha un peso molto più forte di quello che potrei direi io sul paese, o le tante per­sone che viag­giano in Per­sia ogni anno (tant’è che il Cor­riere della Sera ha subito pub­bli­cato le sue disav­ven­ture, non le mie, né quelle dei tan­tis­simi viag­gia­tori che rac­con­tano l’Iran con parole magnifiche).

    CONTINUA QUI [ilmanifesto.info]

  • Blackrose4400

    Risposta perfetta! Brava!

  • alexim

    Meraviglioso il commento della Presbitero, grazie di averlo proposto qui. Dopo l’articolo della Innocenzi avevo avuto un momento di sconforto.

    non si tratta di idealizzare l’Iran, per carità, ma la Innocenzi mi ha fatto tanto pensare allo stereotipo dell’italiano che viaggia all’estero e si lamenta perché gli spaghetti che ha ordinato sono scotti. 
  • Toussaint

    Sono d’accordo con la sua
    analisi. Sono stato in Iran diverse volte, anche se per periodi brevi, al più
    un paio di settimane, ed ho avuto rapporti commerciali con diversi iraniani. L’immagine
    che ne ho tratto è senz’altro più aderente a quella che lei ci ha proposto,
    piuttosto che a quella della Innocenzi.

    Ho anzi maturato un’opinione
    molto positiva delle persone che ho incontrato, preparate, disponibili, di
    grande cultura e moderazione. Vedono l’occidente come un mito, come un
    obbiettivo da raggiungere, Los Angeles la chiamano Los Teheranes, come una
    specie di auspicio. Credo che preferiscano gli Stati uniti all’Europa.

    La saputella di turno pretende
    di giudicare un paese da un viaggio fatto senza alcun criterio e nessuna
    precauzione. Vada in giro per un qualche quartiere di una città sudamericana,
    ad esempio, e vediamo se ne esce viva. Oppure nelle periferie delle megalopoli
    occidentali.

    Sono d’accordo anche sul fatto
    che la polizia locale è sempre disponibile e disposta a dare una mano, come disponibili
    sono le persone alle quali si chiede un’informazione o un aiuto.

    La mia esperienza,
    chiaramente, non fa statistica. Erano tutte persone abituate ad avere rapporti
    con l’estero, magari anche con una discreta disponibilità economica. Ricordo
    una percentuale grandissima di ragazze che andava all’università (superiore a
    quella maschile), la loro voglia di occidente, ma anche la consapevolezza di
    dov’è che dovevano vivere, e i tanti escamotage che gli studenti usavano per
    poter stare insieme.

    E’ la miglior gioventù del
    Medio Oriente, insieme a quella turca. Un po’ alla volta usciranno fuori. Ci
    vorrà tempo, ma è la migliore gioventù del medio oriente. Potranno fare molto per il
    loro paese, una volta che saranno messi in grado di operare nel mondo.

     

  • Gil_Grissom

    Egregia signora Presbiterio le faccio cortesemente presente che la Innocenzi nel suo articolo, che non e’ altro che un semplice diario di un viaggio, non si e’ certamente voluta spacciare per un’esperta di cultura iraniana o islamica, ma ha solo raccontato con dovizia di particolari cio’ che le e’ successo e ovviamente le impressioni che ha tratto da tali episodi. E’ un semplice articolo che racconta un viaggio, non un saggio approfondito sulla cultura iraniana. Del resto pensi analogamente ad un turista straniero che venga in Italia,  magari conoscendo poco la storia e la cultura italiana, e che venga derubato a Firenze, a Napoli e a Milano: magari tornando a casa non parlera’ agli amici dei capolavori degli Uffizi, del museo di Capodimonte o del Cenacolo di Leonardo, ma dei tre furti subiti e di quanto sia pericoloso oggigiorno viaggiare in Italia e non vedo come si potrebbe dargli torto. Se poi da questo uno ne ricava degli stereotipi, che non sempre sono mendaci pero’, pazienza, ma non si puo’ occultare od omettere la verita’ per rispetto di una cultura  o di una grandezza passata. Un giornalista ha il dovere di raccontare esattamente quello che ha visto e vissuto non di pensare agli eventuali stereotipi che un lettore puo’ ricavarne.

  • totalrec

    Un giornalista non dovrebbe affatto "raccontare": dovrebbe innanzitutto comprendere e in seconda battuta far comprendere ai suoi ascoltatori/lettori il quadro complessivo (politico, culturale, sociale, ecc.) delle realtà che descrive, offrendone un’interpretazione approfondita. Queste due sceme, invece, si gettano in realtà sconosciute, prive del minimo bagaglio culturale per interagire con esse. Non gli interessa capire ciò che osservano: il loro reportage è incentrato su se stesse, sulle loro ossessioni bigotte da femministe del duemila, sulla loro personalissima e ginocentrica prospettiva sul mondo. La realtà e le tradizioni del paese in cui ci si reca da turisti non interessano minimamente, il progresso si valuta solo ed esclusivamente sui centimetri di pelle delle cosce e dei fianchi che una femmina può esibire prima che qualcuno le piazzi una mano sul culo. Questa robaccia, negli "oscurantisti" anni Settanta, si pubblicava sui giornali scandalistici per casalinghe semianalfabete. Il giornalismo, allora, era una cosa seria e del tutto diversa.

    (GF) 
  • Gil_Grissom

    Cioe’ in pratica secondo te queste due "sceme" sono andate in Iran solo per provocare per poter poi scrivere un articolo da 4 soldi?

  • Noumeno

    giulia innocenzi quella che orgogliosa di avere le femen in studio ?

  • totalrec

    Sono andate in Iran senza minimamente possedere il bagaglio di cultura, curiosità, apertura mentale, capacità interpretative e – last but not least – cautela che a un giornalista degno di questo nome dovrebbe essere indispensabile. L’unico strumento interpretativo che possiedono è il loro integralismo femminista uterocentrico, scaturito dall’ignobile humus ideologico del sistema propagandistico in cui si trovano ad operare, e ad esso riportano e riducono qualsiasi interpretazione.   

    Detto per inciso: non amo affatto l’Islam. Devo però ammettere che la cultura di cui è portatore rende prospere e longeve intere, ampie collettività umane da 1400 anni. L’integralismo femminista, invece, ha portato il continente europeo sull’orlo dell’estinzione demografica nell’arco di pochi decenni. Mi pare inutile aggiungere quale tra queste due forme di integralismo ideologico/religioso presenti, a mio avviso, maggiore urgenza d’essere estirpata.
    (GF) 
  • Gil_Grissom

    Mi scusi l’eccezione ma lei sta paragonando una religione che affonda le sue radici nei secoli ad una tendenza di pensiero che esiste solo da non piu’ di mezzo secolo. Sono due entita’ completamente diverse e soprattutto, vista la differenza anagrafica, non possono avere lo stesso peso e le stesse responsabilita’.

  • MarioG

    Gia’, proprio quella fra l’altro.

    Pensi che credenziali che ha quando esprime giudizi sulla Persia
  • totalrec

    Non ho detto che abbiano lo stesso peso, né le stesse responsabilità. Ho solo detto quale delle due entità mi pare attualmente più devastante per l’Europa e più urgente da annichilire.

    (GF)     
  • GioCo

    3 Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio. 4 Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. 5 Ma
    ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di
    riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. 6 Se
    dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli!
    Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si
    copra.
    7 L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. 8 E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; 9 né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. 10 Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli.
    (Corinzi 11, 3-10)

    Commento splendido ma sprecato. Cosa vuoi dire a donne che rappresentano culturamente un paese dove ha origine la religione dell’amore paritetica non sessista come quella sopra? Cosa vuoi dire a donne che ostentano pratiche paritetiche prive di dignita propria?

    Signorina, la ammiro e mi sono già innamorato. Davvero, non scherzo, la preferisco alle pseudo-seguaci delle Femen, seguacismo che trovo triste. Troppo triste … Lei invece, agguerrita che lotta con i mulini a vento, mi accende la speranza di un idea di donna che non vedo da troppo tempo. Peccato che con l’immagine un po’ grottesca del Servantes non ci colga molto con la sua.
    Accidenti, in sta storia ce ne fosse una almeno un po’ bruttina. Così almeno si poteva scrivere "dice cose interessanti ma preferisco l’altra perché più carina". No? Cioè, c’era un pochetto d’equilibrio.
    Invece Lei ci mette in crisi. A me in particolare.

    La sa una cosa? Il velo serve ad attenuare lo sparpagliamento di feromoni prodotti alla base della nuca nella femmina umana e che quindi ad eccitare i maschietti (e a quanto pare pure gli angeli, che a rigor di logica dovevano esserne immuni). Donna e uomo lo sanno per istinto e i testi sacri non possono di certo avere ignorato la questione. I nostri antenati non erano imbecilli.

    C’è chi poi, sapendolo anche istintivamente, mette avanti al bisogno istintivo la propria dignità e chi invece la perde in fretta. Ma non possiamo condannare nessuno, ognuno ci pensa da se a fare tutto da solo. Indiviniamo chi è? :))

  • Gil_Grissom

    Quindi in buona sostanza secondo lei il pensiero femminista ha avuto conseguenze piu’ nefaste per la civilta’ occidentale dell’Islam?

  • searcher

    Le donne occidentali sono solo delle povere cretine viziate,totalmente inconsapevoli di essere le vittime prescelte di satana stesso

  • gix

    Vede Caro Gil, praticamente mio omonimo, il fatto è che non stiamo parlando di due turiste qualsiasi che scrivono i loro appunti di viaggio, come potremmo essere magari io e lei. Qui stiamo parlando di una giornalista che ha accesso alla tv con tanto di programmi di un certo livello, la quale magari su questa esperienza ci farà una trasmissione per l’appunto in TV. La differenza è banale ma è bene che ce la ricordiamo: se una così dice certe cose, specie in TV, avrà sicuramente un seguito importante, e se avrà dato false informazioni va da se che avrà causato un danno non indifferente, non solo all’Iran e alla sua cultura, ma anche a noi. Saluti

  • gix

    Trovo notevoli le riflessioni di questa studentessa e le condivido in pieno. Come ho già avuto modo di osservare, la Innocenzi non è una turista qualsiasi che scrive un diario su un sito di turismo per l’appunto, ma è una giornalista che va in Televisione e raggiunge anche qualche milione di persone. Considerati gli strumenti che ha a disposizione e il credito che le viene accordato, ha quindi delle grandi responsabilità verso queste persone, soprattutto se di questa esperienza ne farà una trasmissione TV. Se avesse voluto dare la giusta importanza alle proprie osservazioni, forse avrebbe dovuto premettere che si trattava di un punto di vista per forza di cose limitato e che magari avrebbe richiesto un ulteriore approfondimento per verificare se le sue deduzioni potessero avere un valore più generale.  

  • tersite
    Gil, ieri sera in tv hanno trasmesso l’incontro tra Bibi e Renzie, da Firenze.

    Non ti dico cosa ha detto il primo nel suo intervento, ascoltalo se non l’hai fatto ancora. 

  • andriun

    Bravo, vedo che attraverso il ragionamento siamo arrivati finalmente ad una conclusione.

    Tenga conto che se in parte questa affermazione "…che farà certamente passare la voglia di visitare il paese a qualche migliaia di persone…" visto e considerata l’insoddisfazione e la fame di maschio da parte del sesso femminile che è presente da noi in Italia, dovuto in buona sostanza a quella pantomima che la donna italiana è costretta a recitare e che la vede nel ruolo di dominatrice, pena l’essere accusata di non essere intelligente(il che poi è vero se guardiamo ai fatti), è vera solo per una minima parte. Altre, creda a me, invidiano le due turiste e considerato che poi sono anche tornate vive e vegete, un pensierino lo fanno di sicuro per visitare quei posti. 
  • cardisem

    «al di là di quello che gli uomini affermano in pubblico, i veri capifamiglia nelle case iraniane sono donne…»
    —–
    Confermo che questo era (è) vero anche e soprattutto nelle nostre società meridionali…

    Quanto alla Signorina Innocenzi NON ha cultura di nessun genere… È questa la ragione che a prima vista le sue prime dieci parole suscitano in me un rigetto immediato, istintivo… Il NON aver cultura non è in sé una colpa, ma lo diventa quando si pretende di fare testo, di educare, di informare…

    L’attacco all’Iran, diretto o indiretto, incidentale o espresso, è uno degli indicatori per riconoscere anche in questo Forum la propaganda israeliana e i suoi troll, che esistono e son tanti, pagati o non pagati (dettaglio secondario)…

    Non io, ma Obama ha ribattuto ai suoi oppositori come gli attuali “negatori” di ogni accordo con l’Iran siano [congiuntivo] gli stessi che hanno spinto alla guerra contro l’Iraq, con conseguenze che durano fino ad oggi… Chi siano è presto detto: Israele e i suoi fan, dichiarati o occulti… La questione della bomba non poteva essere più mostruosamente stupida e tale perciò da far capire il grado di dipendenza dei media occidentali dalla Lobby israeliana (per non dire “ebraica”)…

    Quando Amadinejad, uomo mite e gentile programmaticamente diffamato, ebbe a dire alla Columbia University che in Iran NON esisteva gli omosessuali intende chiaramente dire che per un iraniano l’omosessualità è un disvalore, mentre è un valore SOLO nelle società  occidentali, civilizzate…

    Il modo di rapportarsi degli uomini con le donne e delle donne con gli uomini (gli uni non possono fare a meno delle altre e viceversa) è una variante culturale che cambia nel tempo all’interno delle stesse società…

    Insomma, la signorina Innocenzi può occuparsi di tutto quel che vuole (e forse con talento), ma l’informazione, il rivolgersi agli altri pretendendo di ammaestrare, non è affar suo…

    Non ho prestato molto attenzione al suo testo (che consecutio temporum e congiuntivi a parte vale zero), ma al tentativo di farne un caso per presunte paccate sul sedere e di nuovo un attacco all’Iran… È significativo come di questa importante notizia su Repubblica sia apparso un articolo…

  • MartinV

    Molto rumore per nulla… un banalisimo aricolo di propaganda anti-iraniana da parte di una giornalista dei nostri giorni (ma dovrà pur lavorare la poveretta) non merita tanto interesse…

  • oggettivista

    Si ringrazi piuttosto Santoro per i criteri in base ai quali seleziona le sue collaboratrici (carina, sorriso sbarazzino, giovanile, simpatica…).

    Inoltre, cosa aspettarsi da un’estimatrice delle Femen? conoscenza e rispetto per la propria ed altrui cultura e religione?

  • Neriana

    Giulia Innocenzi, No Alpitour…… ? ahia ahi ahi ahi            : )

  • cardisem

    La Innocenzi non merita nessun interesse, ma può essere oggetto di studio la forma della propaganda contro l’Iran, quasi tutta ispirata da Israele… Studiando le esternazioni di questa propaganda si può fare la mappatura (anche qui da noi in questo Forum presente) della informazione embedded… Noi saremmo delle “democrazie” che hanno la grande fortuna di essere manipolate da una Innocenzi a sua volta divinamente ispirata…

    Ormai, mi sono abituato a dare valore zero all’informazione corrente che ricevo dal mainstream, mentre invece la mia attenzione si concentra sempre più sul retropensiero dell’informatore, del disinformatore, del manipolatore… Costui mente ordinariamente sapendo o non sapendo di mentire, ma può essere per noi interessante NON ciò che pensa di dire, ma ciò che sta nella sua testa o il suo committente, la sua tesi di fondo…

    Ma non so se riesco a esprimermi: una verità la si può ricavare malgrado il giornalista che che pensa di fornircela, e la verità che ne viene fuori è spesso l’opposto di ciò che si vorrebbe spacciare…

    Scrivo sempre di getto, rubando tempo ad altre mie occupazioni…

  • cardisem

    Carina?
    Mah!
    Io distingue fra due forme di bellezza muliebre:
    quella che ispira rispetto, ad esempio “tanto gentile e tanto onesta…”,
    e quella che al massimo può ispirare delle “palpate al sedere”…

    Di certo pongo in caso in questione nella prima categoria…


    Sul resto non mi pronuncio, ma mi pare che siano esse stesse ad essersi posizionate in questa categoria se andando in Iran non sono riuscite ad avere una diversa attenzione… Dipende poi dall’indice di mascolinità dei palpatori… Vi potrebbero essere persone che in condizione estreme potrebbe palpare anche il sedere di una scimmia… Dipende, tutto relativo, tutto soggettivo…

  • Bastian

    Ne ho visti tanti, ne ho incontrati tanti personaggi così, in Medio Oriente, in Africa, ma anche nella ex Jugoslavia, in Ugheria, nelle Repubbliche Baltiche.

    Partono con i bagagli pieni di pregiudizi e ignoranza, dimenticandosi anche delle cose più ovvie tipo un copricapo per il deserto o una sciarpa per proteggere il collo dai venti del nord  sempre presenti nel Baltico, vanno così come si va allo zoo.
    Nessuna volontà o anche minimo interesse a capire, non passa nemmeno per la loro testolina che quelle meraviglie che hanno sulla loro lista dei posti da non perdere e da fotografare per poi postare immediatamente su facebook, sono il prodotto della stessa cultura che ha i le sue regole, i suoi codici di comportamento, i suoi tabù.
    L’una cosa non può essere disgiunta dall’altra.
    Non ho mai, purtroppo, visitato l’Iran ma ne sono affascinato e spero che prima di raggiungere lo stato di impossibilità a farlo per morte o vecchiaia possa riuscire a visitarlo.
    Non posso quindi parlare del caso specifico più di tanto ma sul "tipo" di visitatore e/o turista che infesta ogni angolo del mondo sì, perchè appunto ne ho visti tanti, troppi.
    Dalle sconsiderate a seno nudo sulle rive giordane del Mar Morto (che si offendevano sdegnate all’invito a coprisri) alle turiste svedesi con gli short troppo stretti (ma quali contorsionismi hanno dovuto praticare per infilarseli?)  e i  fueseaux da manuale di anatomia ginecologica al tempio di Ercole ad Amman (con gli operai addetti al restauro che guardavano fra l’eccitato, lo sbalordito e il disgustato) alle mandrie di giovani e meno giovani, diversamente giovani e convinti di essere ancora giovani a Riga con una cosa sola in testa (secondo la provenienza geografica "fica" o "figa") e che non ho potuto evitare di mandare al diavolo ripetutamente.
    Li ho visti in Africa guardare estasiati i negri seminudi, buoni selvaggi mitizzati, esponenti di  un’Africa mitica che non esiste più (se non  nelle proposte turistiche con visita al villaggio tradizionale inclusa), per poi ritirarsi nei loro resorts equipaggiati di ogni comodità e serviti dai negri civilizzati.
    Il tipo del viaggiatore moderno che non ha nulla da spartire ne’ con il Marco Polo (e altri viaggiatori dell’epoca) ne’ con i più recenti Livingston e altri che con tutte le loro pecche avevano un impianto morale e una cultura alle spalle.
    Non interessa capire, non interessa conoscere, non interessa comunicare, non se ne parla nemmeno di rispettare, che diamine la superiorità della nostra cultura è talmente evidente e lampante (appena appena si possiede un attestato di V elementare o addirittura di III media!) che sono loro a dover rispettare noi (anche se magari hanno un paio di lauree conseguite a pieni voti), anche a casa loro.
    Non parlo solo degli italiani, noto sempre di più questi atteggiamenti anche da parte di Tedeschi, Francesi, Inglesi che un tempo erano mediamente migliori come atteggiamento. Per gli americani poi la cosa è patologica, sembra sempre che siano a Disneyland.
    Pazienza, questo è quello che produce il turismo di massa e l’analfabetizzazione di massa (non è un errore, è quello che producono le scuole occidentali).
    Quello che fa specie è che una giornalista abbia lo stesso atteggiamento di pregiudizio e non tenti nemmeno di fare il suo mestiere, cioè indagare, capire e spiegare, dare una visione critica ma aperta dei fatti.
    D’altro canto fa piacere constatare che nonostante i danni del sistema educativo esistono giovani come la Sig.na Presbitero che riescono a formarsi delle idee originali, mantengono un atteggiamento pur critico ma aperto e un equilibrio che definirei sorprendente, sia nell’analisi che nel tono della risposta.
    Il rispetto che pretendiamo per la nostra cultura a casa nostra lo dobbiamo, almeno a casa loro! alle altre culture.
    Non è chiamando "di colore" o "africano" un negro che gli si dimostra rispetto ne’ indicandolo come negro che lo si umilia, il rispetto è ben altra cosa.

    Soprassediamo poi sull’imprudenza, che secondo me deriva da un’impianto mentale fondamentalmente razzista ed una presunzione di superiorità, di certi viaggiatori.
    Brava Giulia Presbitero, davvero brava!
  • andriun

    Più che vittime di satana(anche se Eva ci ricorda qualcosa), sono vittime di loro stesse. Beata la donna che potrà sentirsi di appartenere ad un UOMO, semmai riusciranno ad uscire dall’impasse in cui ci si sono ficcate a loro malgrado e semmai dopo la loro dissennata attività di pulizia sociale, nè resterà ancora qualcuno. 

  • cardisem

     «Iran, un pericolo per Nord Africa e mondo intero»

      «La
    nostra civiltà è sotto assedio dallo Stato islamico e dall’Iran che
    cerca, a scopi militari, di implementare le sue scorte atomiche. Questo è
    un pericolo che viene dallo stato islamico dell’Iran. Un pericolo per
    il mondo e in particolare per il Nord Africa». Lo ha detto Benjamin
    Netanyahu incontrando Matteo Renzi.
    —–

    I pericoli corsi dal sedere in questione ne sono una prova inconfutabile!

  • Vocenellanotte

    L’isterosofia la trovo più insidiosa del femminismo. Questo è una becera moda, spacciata per ideologia. Quella adula gli effeminati, vero andriun?

  • searcher

    satana e’ una metafora ma e’ sbagliato pensare che non abbia una presenza e sia più che mai operativo e tangibile a cominciare dai valori completamente rovesciati e che oggi si vedono molto chiaramente chi sono i suoi servi,per la maggiore parte inconsapevoli..un esempio il femminismo!

  • temuchindallaCina

    Grande Presbitero!

    Quello che Giulia Presbitero ha sottolineato sulla distorsione di un paese fatto da una giornalista (forse pseudo) è quello che succede anche per altri paesi come ad esempio la Cina. Solamente chi conosce approfonditamente le realtà avendoci vissuto anni può esprimere un giudizio veriterio, sicuramente non chi ci va solo in vacanza.

    Sarebbe ora di finirla con lo sputare addosso a paesi che sono entrati nell’immaginario collettivo come dei paesi incivili, senza diritti umani, con la dittatura e bla bla bla

  • andriun

    Il guaio è che si dice che la donna sia intelligente: visto i risultati che ha portato sia alla società (come giustamente ricordava lei), che a loro stesse, se vi fosse un minimo d’intelligenza ragionata, avrebbero abbandonato l’ideologia del femminismo già da diverso tempo. 

    A livello d’intuito(intelligenza superiore a quella razionale che non ha nulla a che fare con la cultura), lo hanno certo capito, ma come dicevo poc’anzi hanno imboccato la via del non ritorno: non possono rinunciare a recitare un ruolo anche se questo non appartiene loro, tanto che sono pure convinte che qualche legge più aspra e severa nei confronti del maschio, risolverà il loro problema, anzichè acuirlo. 
    Che ingenue, ma soprattutto e che ingenui i loro uomini, che non l’hanno ancora capito o forse sì, ma hanno preso gusto da effeminati che sono nel farsi sottomettere dalla loro donna. Conclusione povera Italia.
  • Earth

    Basta vedere i siti porno, sono pagate per scopare. Chiamale stupide.

    I veri stupidi sono gli uomini che si mettono insieme a queste zoccole. Gli uomini sono i veri stupidi.
    Fonte: conosco un amico che ha fatto un figlio con una che lavorava in un night, e’ stato lasciato appena hanno sfornato la bambina. Ora la bambina la tiene lei e lui e’ distrutto moralmente.
  • andriun

    Già ed è qui che nasce il dubbio sull’intelligenza della donna(da non confondere con cultura). Una che ha assunto l’incarico di sindaco di una piccola cittadina/paese e che pur essendo avvocato si perde ancora in amenità tipo il porre quesiti sociali sul quanto sia giusto dire sindaco piuttosto che in onore della parità di genere, dire sindachessa, come si può giudicare?

    Più ci penso e più mi convinco che la ragione di tutto ciò sta nella presunta attribuzione di intelligenza di un individuo, solo perchè ha potuto accedere ad una qualche forma di istruzione e/o  ha potuto conoscere le persone giuste che lo hanno avvantaggiato nel distinguersi socialmente, ma senza averne alcun vero merito. Senza contare che la donna a parole è contro l’ingiustizia, contro le raccomandazioni, ma stranamente a favore delle quote rosa, che come minimo suona come una vera incongruenza di intenti, che ovviamente gli effeminati arrivano ad accettare proprio perchè intrisi di quella che giustamente viene definita isterosofia.
    Quindi tanto di cappello alle donne "con le gonne", che sanno ancora cosa sia un UOMO e mai e poi mai lo scambierebbero con un effeminato, nemmeno se queste volesse dire assoluta mancanza di privilegi (vedi quote rosa).
  • cardisem

    Sui "diritti umani” e la Cina te ne posso raccontare una din inedita. Essendo però questo un Forum dove nessuno è obbligato a fornire le proprie generalità, e per giunta infestato da troll sionisti, consentimi di tenermi sulle generali.

    In una Facoltà giuridica una candidato al titolo di Dottore di Ricerca presentò il suo lavoro sui "diritti umani” in Cina, sostenendo e illustrando come nella cultura giuridica cinese fosse estranea la nozione di “diritti umani” a noi tanto familiari, e per una ragione molto semplice: non si riescono a concepire dei “diritti”, per giunta “umani”, se non inseriti in un contesto "comunitario”… In un deserto, dove vive un solo uomo, per tutto il corso della sua vita non ha senso parlare di "diritti”, umani per giunta…

    La commissione giudicatrice si divise un due correnti: a) quanto sono incivili e arretrati i cinesi; b) se questa nozione di "diritti umani” non esiste nella cultura giuridica cinese, e dunque non sono "universali”, non è forse il caso di porci noi qualche domanda? Non è che si tratta per caso di una nozione "ideologica” per scopi e finalità "polemiche”, per destabilizzare stati che vogliamo aggredire e che vogliamo aggredire sulla base di un pretesto? Appunto un pretesto di "ingerenza umanitaria”, e quindi esportarzione della democrazia dei “diritti umani”… Ma forse che esiste anche un diritto "animale”? Non è il diritto, qualsiasi diritto, sempre e soltanto un diritto "umano”, cioè creato dagli uomini per poter vivere in società, uscendo da una stato ferino di sopraffazione degli uni sugli altri… E non fu Hammurabi il creatore del primo Codice?…

    Ed infine: si può parlare di "diritti umani” senza risalire necessariamente alla denizione dell’«essenza umana»? Cosa è l’«uomo»?…. omissis…

    Nel 1975 l’ONU dichiarò che il  sionismo era una forma di razzismo, incompatibile appunto con la dottrina universale dei “diritti umani”… Quella risoluzione fu poi ritirata, anzi fatta ritirare come merce di scambio durante i trattati di Oslo, una truffa assoluta…

    E concludo: ma non è che se una cosa poteva essere vera nel 1975 (sionismo = razzismo), non lo è più perché in una trattativa privata, quasi privata e discutibile nei contenuti, alcuni decidono altrimenti…

    I manuali insegnano che una legge successiva può abrogare una legge precedente… Sarebbe dunque ora che una deliberazione odierna dell’ONU abrogasse le deliberazione del 1991, abrogativa della deliberazione del 1975, e dunque il sionismo anche sul piano normativo venisse considerato per cià che è riconosciuto sul piano filosofico: primatismo razziale a carattere GLOBALE…

    Saluti…

  • andriun

    Certo, e non è nemmeno l’unico caso di affidamento. Se fa un giretto su internet, vedrà che padri costretti a fare la spola tra casa, che prima era la loro, e lo stello in cui adesso sono costretti ad soggiornare alla soglia dell’indigenza economico sociale, mentre la moglie può sfruttare l’assegno per rifarsi una vita in tutta libertà/tranquillità ce ne sono a iosa.

    Non solo, vi sono anche casi dove la donna in accordo con il figlio/a inventa un tentativo di violenza, magari dopo aver portato il soggetto al massimo dell’esasperazione, solo per avere il  pretesto che le consenta di avere una vita più agevole/facile e ovviamente usufruire del supporto gratuito che in questi casi lo Stato non disdegna loro, senza averne effettivamente alcun diritto. 
    Inoltre, per concludere, non mancano neppure i casi dove il soggetto donna, che in un momento di rabbia(capita a tutti) denuncia il compagno per "violenza", con l’intento di vendicarsi di un affronto subito, avendo capito di aver sbagliato e quindi di essere in torto, non sia più nemmeno messa nella condizione di ritirare le denuncia, pena una contro denuncia da parte dello Stato per falsa testimonianza e conseguente perdita di privilegi tra cui l’assistenza legale gratuita, ma non solo. 
    Ovviamente di questo i media non parlano minimamente, anche se occorre rendersi conto che siamo in Italia, quindi anche parlarne forse non servirebbe a nulla, considerato il numero di effeminati presenti. 
    Ogni attacco alle ingiustizie sociali suonano all’effeminato come una critica sessista e la donna ovviamente a tutto l’interesse e le ragioni di farglielo credere.
  • Gil_Grissom

    Quando vedro’ una femminista kamikaze farsi esplodere in mezzo a una turba di maschilisti misogeni converro’ con lei.

  • Gil_Grissom

    Io non credo che siano false informazioni, sono solamente diverse le conclusioni che possiamo trarre io e lei dallo stesso episodio.

  • Gil_Grissom

    Ottimo suggerimento, lo faro’, ma qualora tu volessi anticiparmi qualcosa te ne sarei molto grato.

  • andriun

    A parte che non mi risulta nemmeno che si sia stato un UOMO che si è fatto esplodere in mezzo ad una turba di femministe affette da androfobia, quindi non ne vedo il nesso logico, è evidente che chi non vuol vedere non vede, qualunque cosa si faccia per instradarlo sulla strada della realtà. Oramai dovrei farmene una ragione: il morbo ha colpito in profondità e ora sta distruggendo anche la parte sana del nostro tessuto sociale. 

    L’unica soddisfazione(grama) che rimane è quella che la società del caos sta arrivando al suo epilogo forse prematuramente annientata dalle sue stesse azioni/convinzioni.
  • Gil_Grissom

    Questo e’ cio’ che sosteneva Marx, ma finora non vi e’ alcuna certezza che siamo all’epilogo.

  • dancingjulien

    🙂

  • MartinV

    Il mito dell’informazione occidentale… si tratta di propaganda, mescolata con notizie senza interesse… paradossalmente le notizie più affidabili su Repubblica, Corriere e compagnia sono quelle che si possono trovare anche su la stampa scandalistica…

    Gli articoli di politica estera sono esempi per manuali di propaganda…

  • tara

    Buongiorno,

    desideravo rispondere brevemente a Giulia Presbitero, con la quale mi trovo d’accordo su diversi punti. Vorrei tuttavia far presente che, come ha sottolineato anche un altro utente, queste due ragazze hanno semplicemente riportato la loro esperienza. Si è trattato, almeno secondo me, di un semplice resoconto di viaggio e come tale andrebbe considerato. Sono traduttrice di guide turistiche e contributi del genere sono essenziali per tutti coloro che hanno in progetto un viaggio in un determinato paese.

    I futuri viaggiatori possono infatti regolarsi e adottare maggiori precauzioni, evitare di mettersi in situazioni a rischio e così via. Nelle guide che traduco vengono accolti e pubblicati i commenti di tutti, positivi e negativi che siano, in modo tale che il lettore possa avere gli strumenti per prendere una decisione autonoma e obiettiva.

    Se è vero che prima di recarsi in un paese è consigliabile informarsi su quelle che sono le norme sociali e di comportamento (dubito comunque che questa ragazze le abbiano infrante), è anche vero che non siamo tutti studiosi ed esperti di altre culture e che, soprattutto, abbiamo il dovere di informare se l’esperienza è stata negativa.
    Mi sembra che sia proprio questo quello che hanno fatto le due ragaze, niente di più.

    Cordiali saluti
    Laura Gentile

  • cardisem

    John Pilger: «L’informazione è una emanazione del Potere».
    Non ho tempo per illustrare la frase, se mai non fosse chiara… nel suo profondo significato.

  • cardisem

    Si è trattato, almeno secondo me, di un semplice resoconto di viaggio e come tale andrebbe considerato.
    —-
    Non per entrare in polemica,,,

    ma cosa significa un “semplice resoconto”? e come dovrebbe essere considerato?

    Ognuno di noi ha nella sua testa pensieri e giudizi… anzi pregiudizi…

    Per il papa si può distinguere quando parla ex cathedra e quando no…

    Ma la Innocenzi non è il Papa…

    Nella vita siamo tutti e sempre sotto “esame” e ci vuole poco per tradire i propri pregiudizi, retro-pensieri, ideologie, interessi, pulsioni…

    Il guaio è che questa diciamo sempliciotta ce la troviamo di sera nella scatola del televisore con una pistola puntata verso di noi… i suoi proiettili sono i suoi pregiudizi… la sua ignoranza… per non dire peggio…

    Esiste poi il fenomeno emulativo della moda… con tante persone di scarsa cultura e capacità critica diventa piuttosto inquietante l’uso del mezzo televisivo messo in mano a questa sempliciotta… Oh dio, io non riesco a sopportarla più di qualcje minuto e giro subito canale… Non è poi che voglia io fare il Tutore degli spettatori sprovveduti… no! Semplicemente mi ribello e reagisco in un Forum (strumento a comunicazione orizzontale e interattivo) nella quota parte in cui mi è lecito farlo…

  • andriun

    Un esperienza a sfondo sessuale non è detto che sia negativa. Però si sa che pubblicamente occorre nascondersi dietro un dito. Poi come ho già scritto in un altro post, considerata la fame di sesso, delle donne italiane(basta considerare le mail pubblicitarie che mi arrivano nella casella di posta e non solo), non è nemmeno detto che il turismo in quel luogo non abbia un’impennata inaspettata. Ah, dimenticavo sono cose che non si possono dire, ne va del decoro della donna occidentale emancipata.