Home / ComeDonChisciotte / UN ALTRO CROLLO ECONOMICO E' INEVITABILE

UN ALTRO CROLLO ECONOMICO E' INEVITABILE

DI ADNAN AL-DAINI
dissidentvoice.org

Il crollo economico del 2008 ha lasciato, in tutto il mondo, milioni di persone disorientate e sconvolte dalla catastrofe e dalla devastazione inflitta alle loro vite: la disperazione dei giovani disoccupati di fronte a un futuro incerto e desolante, i pensionati che lottano per sopravvivere con pensioni che hanno perso il loro potere d’acquisto, il povero impiegato che accetta un taglio del suo orario e del suo salario per evitare di perdere il posto di lavoro, i più poveri, i malati e i disabili che cercano di sopravvivere ai tagli alla rete di sicurezza sociale. Le persone trovano difficile comprendere come alcuni banchieri potenti possano causare tanti danni e tanta miseria nelle vite di milioni di persone.Due anni fa, in un precedente articolo (1), scrivevo:



Come si è arrivati a questo? Che tipo di sistema abbiamo creato, che dà così tanto potere a queste persone? Come è possibile che questa gente, a cui è stato affidato il denaro guadagnato dai lavoratori, finisca per inghiottirsi il denaro per il quale le persone hanno lavorato così duramente? Come mai gli è stato permesso di avere una tale morsa sulla vita di milioni di individui? Dov’erano le persone che abbiamo eletto perché si prendessero cura di noi, quando una tale forma distorta e corrotta di capitalismo è stato elaborata? Erano così incompetenti, o sono diventati parte di una oligarchia che li arricchisce proprio come fa con i giocatori d’azzardo del mercato?

Quindi che cosa è successo da allora: i padroni dell’universo, che hanno causato il crollo, hanno cambiato il loro modo di agire? Sono contriti per la miseria che hanno causato? I nostri politici hanno adottato le misure necessarie per evitare che avvenga un altro crollo, o per lo meno, nel caso succeda, si sono assicurati che non minacci intere economie di nazioni ?



The Independent (aprile 2013) (2), cita Jeffrey Sachs, il noto economista della Columbia University che dice:



Incontro, regolarmente, molte di queste persone a Wall Street in questo momento … lo dirò senza mezzi termini: io considero quell’ambiente morale come patologico. E sto parlando dei rapporti umani … non ho mai visto nulla di simile, non l’ho mai percepito in maniera così palpabile …. Non si fanno carico di pagare le tasse, non hanno alcun senso di responsabilità per i loro clienti, non hanno alcun senso di responsabilità per le persone, per le controparti nelle transazioni …. Abbiamo una politica corrotta fino al midollo, mi spiace dirlo, e … entrambe le parti ci sono dentro fino al collo. Questo non ha nulla a che fare con i Democratici o Repubblicani.



E ‘chiaro che il “moneymen” non hanno cambiato il loro comportamento; senza il riconoscimento della loro responsabilità nei confronti della società, la loro arroganza rimane inalterata. I politici, a quanto pare, non sono disposti o in grado di agire per proteggere la società dal prossimo crollo, che sicuramente giungerà se le norme necessarie, le leggi ed i regolamenti non vengono posti in essere . Ogni tentativo di riforma è contrastato con vigore, perché dicono che interferisce con la santità del libero mercato.

Che cosa è un libero mercato? E ‘qualcosa che può essere definito in modo obiettivo?
Il Professor Ha-Joon Chang (3) dell’Università di Cambridge argomenta questo concetto così:



Il libero mercato non esiste. Ogni mercato ha delle regole e dei limiti che restringono la libertà di scelta. Un mercato sembra libero solo perché accettiamo così incondizionatamente le sue restrizioni di fondo che non riusciamo a vederle … Non c’è limite scientificamente definito per un mercato libero. Se non vi è nulla di sacro in nessuno dei limiti particolari di mercato che possano esistere, il tentativo di cambiarli è legittimo come lo è il tentativo di difenderli. Ed infatti, la storia del capitalismo è stata una lotta costante per i confini del mercato.



Ha-Joon Chang cita, come esempio, la legislazione del 1819, per regolamentare il lavoro minorile in Gran Bretagna. Una legge che vietò l’impiego dei minori di nove anni nei cotonifici, considerati particolarmente pericolosi per la salute dei lavoratori. La legge causò un enorme polemica, coloro che si opponevano la vedevano come “la distruzione delle fondamenta del libero mercato.” Nessuno, oggi, nei paesi ricchi industrializzati, spero, sta suggerendo che dovremmo riproporre il lavoro minorile, per liberalizzare le nostre leggi sul lavoro .

Il nostro governo ha salvato le banche dal collasso, usando centinaia di miliardi di pounds delle nostre tasse. Ma hanno avuto il coraggio di fare ciò che è necessario per salvarci dal prossimo crollo?
Non credo.



Dr Adnan Al-Daini (PhD Università di Birmingham, UK) è un ex docente dell’Università di Ingegneria. E’ un cittadino britannico nato in Iraq. Scrive regolarmente su questioni di giustizia sociale e del Medio Oriente.

Fonte: http://dissidentvoice.org/
Link: http://dissidentvoice.org/2013/08/another-economic-crash-is-inevitable/
20.08.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANDROMEDA NURELF

1) http://dissidentvoice.org/2011/09/economics-of-the-madhouse/
2) http://www.independent.co.uk/news/world/americas/top-economist-jeffrey-sachs-says-wall-street-is-full-of-crooks-and-hasnt-changed-since-the-financial-crash-8594779.html
3) http://www.amazon.co.uk/Things-They-Dont-About-Capitalism/dp/0141047976

Pubblicato da Davide

  • Nauseato

    Splendido.

    La legge del 1819 per regolamentare il lavoro minorile.., causò un’enorme polemica, coloro che si opponevano la vedevano come “la distruzione delle fondamenta del libero mercato.”

    Non conosco il riferimento nei dettagli, ma prendendolo per attendibile trovo che basterebbe il calibro di questa osservazione per annientare sul nascere qualsiasi farneticazione liberista e sul sedicente “libero mercato”…

  • AlbertoConti

    La cricca finanza-politica riguarda un’esigua minoranza di persone, le peggiori nel rappresentare il potere della cittadinanza, dello Stato. Se nulla pare scalfire questa associazione a delinquere di stampo mafioso la responsabilità è dell’ignoranza popolare, che questa cricca dominante cura “amorosamente” tramite i media, la distruzione della scuola e dell’università, la distruzione della sanità tramite l’altra cricca industriale del cibo e del farmaco. Ignoranza, ignoranza e ancora ignoranza, vezzeggiata, coltivata, indotta, imposta, obbligata dallo stato di indigenza che si sta imponendo sulle masse di cittadini lavoratori e privati del lavoro stesso. Un circolo vizioso che si autoalimenta e si autoprotegge, senza neppure bisogno che una mente superiore lo coordini e lo guidi nel suo scellerato agire quotidiano. Fino a che la maturazione di una rivolta anche disordinata non lo sovvertirà dalle fondamenta.

  • Hamelin

    Ma piu’ che di crollo economico , credo che si dovrebbe fare riferimento ad un crollo finanziario .
    Il crollo economico non è mai finito dalla crisi del 2008 .
    Solo I BRICs l’hanno scampata finora anche se sembra che le cose stiano cambiando anche per loro .
    Il modello sociale-economico in cui viviamo è ormai obsoleto e si avvia al raggiungimento della sua fine.
    I padroni del vapore ne sono ben consci ed è per questo che sono in fibrillazione e stanno agendo per creare un nuovo sistema a loro immagine e somiglianza .

  • bstrnt

    Analisi totalmente condivisibile.
    D’altra parte, se vuoi sottomettere una popolazione, educane i figli; questo ai popoli è stato totalmente nascosto.
    L’ignoranza e la pressapochezza che distingue uniformemente tutte le principali nazioni occidentali è utile a imporre quisling politici inetti e corrotti; anzi, la corruzione è la condizione indispensabile per entrare in politica: ogni politico deve essere ricattabile.
    Questo dovrebbe pure spiegare la reazione contro i movimenti che difficilmente possono essere controllati, almeno fino all’infusione di una buona dose di quisling negli stessi.

  • ilsanto

    La cricca “finanza-politica” pur essendo formata da un’esigua minoranza di persone è solo la punta di una piramide che coinvolge tutta la società, la sua storia, la sua cultura, l’animo umano, ed i valori che ha adottato. “Se nulla pare scalfire questa associazione a delinquere” è proprio perchè non c’è nessun complotto o grande vecchio da sconfiggere. Ma è il frutto di un costante affinamento, di errori, e di cultura, quante università e grandi economisti e letterati e religiosi e generali e statisti e massoni sono serviti per questo ! Questo è il punto più alto della storia dell’uomo .Quindi non darci addosso con il solito stereotipo del “popolo bue ed ignorante” Se fosse così non ci sarebbero eserciti immensi, spese militari esorbitanti, armi fantascientifiche, servizi segreti onnipresenti, non spierebbero ogni conversazione, non ci sarebbero infiniti livelli di scatole cinesi di potere ne il teatrino della politica, ne carabinieri, polizia, carceri, leggi pazzesche anti-liberali, realtà virtuale, gente che sparisce, droga etc etc. Forse siamo una razza maledetta un ramo secco dell’evoluzione intrinsecamente egoista, violenta, individualista.