Home / ComeDonChisciotte / UCRAINA: SARA' QUESTA LA STRATEGIA DI PUTIN ?
13714-thumb.jpg

UCRAINA: SARA' QUESTA LA STRATEGIA DI PUTIN ?

DI TYLER DURDEN

zerohedge.com

“L’Occidente ha paura di un’altra grande guerra e Putin sta sfruttando questa paura” – così ha detto un ex consigliere del Cremlino – aggiungendo che “il suo obiettivo finale è una Ucraina che faccia da stato cuscinetto tra Russia e Occidente.” Dopo l’ultima offensiva dei ribelli, ora è militarmente possibile arrivare al pieno controllo di Donetsk e di Luhansk e di creare un ‘ponte di terra’ verso la Crimea, così “senza nessun aiuto, le truppe russe potranno arrivare facilmente nel più profondo dell’Ucraina.” Come riporta Bloomberg, Vladimir Putin continuerà la sua guerra ombra fino a quando avrà creato nelle regioni orientali dell’Ucraina, dei piccoli territori quasi-Stato, con potere di veto sul futuro del paese, così hanno dichiarato cinque tra funzionari ed ex- funzionari e consiglieri russi.

Come sintetizza Bloomberg, la strategia di Putin sembra …

che non voglia accontentarsi di nulla meno della massima autonomia per le regioni ucraine di Donetsk e Luhansk, dove la popolazione è in prevalenza di lingua russa ,

incluso il diritto di queste regioni di respingere importanti decisioni prese a livello nazionale, come l’adesione alla NATO.

Putin è disposto ad aspettare fino a novembre, dopo che in Ucraina si sarà eletto un nuovo parlamento e che sarà iniziata la stagione del freddo, quando usando come leva il blocco del gas naturale potrà arrivare, se necessario, ad un compromesso – così ha detto un funzionario che preferisce restare anonimo, dopo aver parlato con Putin la scorsa settimana.

“L’obiettivo di Putin è mettere l’Ucraina in ginocchio”, ha detto Stanislav Belkovsky, un consigliere del Cremlino durante il primo mandato di Putin che ora dirige l’Istituto per la Strategia Nazionale di Mosca. “Vuole una struttura federale che lasci parte del paese sotto un controllo informale da parte di Mosca e che possa bloccare l’adesione alla NATO”.

La settimana scorsa, Putin ha messo in guardia contro qualsiasi “aggressione” verso la Russia, ribadendo che il paese è sempre “una delle più grandi potenze nucleari del mondo.”

“L’Occidente ha paura di una grande guerra e Putin sta sfruttando questa paura,” ha detto Belkovsky, l’ex consigliere del Cremlino. “Vuole solo spaventare l’Occidente e l’Ucraina e far credere che potrebbe entrare a Kiev e cambiare la mappa dell’Europa se non otterrà quello che vuole. Sta bluffando. “

Bluff o non bluff, la strategia di Putin sta chiaramente andando avanti – secondo Dmitri Trenin, Direttore del Carnegie Moscow Center –

“Il cessate il fuoco è una vittoria importante per la Russia,” ha detto Trenin al telefono. “Se veramente dovesse continuare, la Russia si troverebbe in una posizione di forza per le future trattative. La strategia di Putin si sta sviluppando. Il suo obiettivo finale è una Ucraina-stato-cuscinetto tra la Russia e l’Occidente. “

Comunque, sia Stati Uniti che Unione Europea hanno escluso l’intervento militare nel conflitto in corso.

Questo dimostra il fallimento dell’uso delle sanzioni che non hanno influenzato il comportamento russo e Putin ha avuto “mano libera”, secondo Ian Bremmer, Presidente del Gruppo Eurasia – società di consulenze e ricerche politiche con sede a New York.

“Secondo Putin, bisogna pensare che non si sta parlando di una sfida sul serio”, ha detto Bremmer in un’intervista a Bloomberg Television il 28 agosto.

Come finirà questa partita?

In questo modo l’unica via di uscita per l’Ucraina è ammettere la sconfitta, ha detto Arbatov, ex Vice Presidente della Commissione Difesa del parlamento russo.

“Più si perde tempo, più territorio perderà l’Ucraina e più sarà difficile far fronte alle richieste”- ha detto Arbatov.

* * *

Ecco, questo tutto questo è molto inquietante per l’Occidente, ma c’è anche un rovescio di questa medaglia …

Da Grandmaster Grand Farce (da GaveKal – James Barnes)

A prima vista, questo stato di forza di Vladimir Putin è stato confermato da un piano di pace, in sette punti, presentato ieri, che potrebbe far ritirare le truppe ucraine. Questa richiesta è successiva a quella del fine settimana presentata da Putin a Kiev all’inizio dei colloqui per l’indipendenza del sud-est dell’Ucraina.

Queste sono le nuove realtà che i leader della NATO dovranno masticare nel corso del vertice che inizia oggi e che viene annunciato come il più importante degli ultimi 25 anni. Tuttavia, vorremmo obiettare all’idea di un nuovo leviatano al Cremlino. In effetti c’è stata una escalation estremamente rischiosa contro Putin in Ucraina orientale, portata avanti per procura ma che ha fallito ma il suo obiettivo di dimostrare che il prestigio della Russia era ormai decaduto.

Abbagliato da un facile successo in Crimea, Putin ha sostenuto apertamente i ribelli separatisti che erano militarmente del tutto incapaci e che, oltretutto, godevano di una scarsa simpatia tra la maggior parte della popolazione dell’Ucraina orientale. Il suo più grande errore è stato concludere che l’Ucraina avrebbe smesso di esistere come stato unitario e quindi che non avrebbe avuto la volontà di combattere. Tutto ciò spiega perché i ribelli separatisti erano sull’orlo della sconfitta dieci giorni fa, con il rischio di una invasione russa organizzata in tutta fretta. Dopo essersi presentato come difensore della popolazione russofona, una sconfitta in Ucraina avrebbe fatalmente indebolito la credibilità di Putin.

Putin potrebbe avere scongiurato una sconfitta immediata, ma la posta in gioco è stata indubbiamente enormemente alta. Come si vede ci sono tre grandi scenari che potrebbero presentarsi nei prossimi mesi:

Scenario # 1: – Mosca e Kiev raggiungeranno un accordo di pace globale che prevederà l’autonomia per l’Ucraina orientale e la protezione per i cittadini di lingua russa, mentre allo stesso tempo sarà permesso al paese di mantenere relazioni economiche più strette con l’Unione Europea. L’adesione al Trattato Nord Atlantico sarebbe esplicitamente esclusa.

Scenario # 2: – Non cambierà nulla e continuerà lo “status quo” con i soldati russi che però non avanzeranno. Il conflitto resterà congelato alla situazione attuale in Ossezia del Sud e in Transnistria. Potrebbe esserci qualche combattimento in scala minore per consolidare le posizioni russe, ma questo non degenererà in nessun conflitto più ampio.

Scenario # 3: Invasione dell’Ucraina da parte della Russia con l’esercito che entrerà apertamente per creare, come minimo, una regione cuscinetto indipendente.

Per il momento,lo Scenario # 1 sembra altamente improbabile.

Entrambe le parti dovrebbero fare concessioni importanti e con le elezioni parlamentari ucraine che si terranno il 26 ottobre, il presidente Petro Poroshenko potrebbe trovarsi ad affrontare una pressione troppo forte se non volesse cedere di un millimetro ai separatisti. È anche improbabile che Putin potrebbe approvare un’integrazione economica più profonda con l’Europa per non vanificare la sua unione doganale eurasiatica.

Anche lo Scenario # 3 sembra improbabile

Malgrado le parole bellicose e la minaccia di prendere Kiev in due settimane, un’ invasione russa sarebbe rovinosamente costosa in sangue e denaro e anche su quello che dice Mosca sul fatto che le sanzioni internazionali non bastino per influenzare l’opinione pubblica nazionale, dobbiamo ricordare che la popolarità di Putin è basata sullo standard di vita della popolazione e sulla sana gestione economica che è arrivata dopo i caotici anni di Eltsin, così anche se il presidente continua a parlare di “tempo di guerra”, dubitiamo che Putin voglia abbandonare la sua promessa di un sogno russo che porterà sempre più prosperità alla classe media.

Il risultato più probabile è un “inconcludente” Scenario # 2

Nascerà una regione cuscinetto – instabile – in Ucraina orientale, dove continuerà un conflitto a bassa intensità. A dire il vero, questo sarà un conflitto ben più difficile da contenere rispetto a quelli risolti nel Caucaso, perché Kiev ha una maggior forza di penetrazione per effetto delle sue frontiere contigue e senza ostacoli naturali. Comunque dovrebbe bastare, come effetto deterrente alla guerra, solo il costo enorme per entrambe le parti in caso di conflitto su vasta scala, per evitare l’Armageddon.

Più passa il tempo, più la situazione sembra peggiorare per Putin. Nell’ultimo periodo la Russia potrebbe aver già perso il favore del popolo ucraino; nel 2011 l’84% della popolazione dichiarava un parere favorevole alla Russia e solo l’11% aveva un’opinione negativa. Qualche mese fa, il 60% degli ucraini vedeva di mal occhio la Russia e solo il 35% ne aveva un impressione positiva. Considerando che l’Ucraina è la culla della civiltà russa, Putin sembra aver perso la guerra delle PR.

La Russia può far fronte ad una NATO in espansione ?. La NATO ha già detto che aprirà delle sue basi nei paesi dell’ex Patto di Varsavia. Un rischio maggiore potrebbe arrivare però se le operazioni della Russia in Ucraina, finalmente, dessero una scossa al lungo letargo dell’Europa e la portino a riflettere sulla sua difesa inducendola al riarmo. Malgrado il malessere che vive tutta la zona euro, questi fatti potrebbero far prendere coscenza che Stati liberi non possono contare in eterno sullo scudo difensivo degli Stati Uniti.

La cosa più pericolosa per la Russia è che il suo rapporto ‘speciale’ con la Germania potrebbe essere arrivato alla fine. Da quando il Muro di Berlino è caduto, l’integrazione della Russia nell’economia, nella politica e nelle norme sociali occidentali è stata una pietra miliare per la politica tedesca. Ora, però, Berlino sta allineandosi ad una linea più dura sull’Ucraina, anche se altri stati europei hanno dei forti dubbi sulle ricadute economiche che ne stanno seguendo.

Angela Merkel sembra aver deciso che puntare sui valori, nel lungo termine sarà darà più vantaggi dei danni provocati dalle temporanee difficoltà economiche che potranno creare le sanzioni. Il rapporto russo-tedesco sembra essersi rotto e questo avrà sicuramente un forte impatto sulla modernizzazione economica della Russia.

* * *

Nel frattempo, gli Stati Uniti e l’Europa stanno accordandosi su altre sanzioni per la Russia …. con costi sempre più alti per l’Europa …

Fonte: http://www.zerohedge.com

Link: http://www.zerohedge.com/news/2014-09-04/putins-ucraine-strategy

4.09.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte http://www.comedonchisciotte.org/ e l’autore della traduzione Bosque Primario https://www.facebook.com/bosque.primario

Pubblicato da Davide

  • luiginox

    questo tyler durden chi è?ne azzecca veramente poche in questo articolo .siamo abituati a penne migliori

  • zeppelin

    Tutto
    ciò spiega perché i ribelli separatisti erano sull’orlo della sconfitta
    dieci giorni fa, con il rischio di una invasione russa organizzata in
    tutta fretta.

    Da dove arriva questa notizia?
    Io ho tutt’altre informazioni:

    Nelle
    ultime settimane di agosto sono stati evidenti i successi militari
    delle due autoproclamate repubbliche di Donetsk e di Lugansk. I
    risultati non risiedono soltanto nella conquista da parte delle forze
    della Resistenza popolare dei tanti villaggi e le piccole città sparse
    sul vasto territorio di Donbass, ma primo di tutto nella grande
    sconfitta dei militari di Kiev, caduti negli accerchiamenti coninteri
    battaglioni, divisioni e corpi.

    Migliaia
    di soldati sono stati “intrappolati” attraverso una precisa strategia
    militare portata dai “ribelli”: nell’esercito “regolare” alcuni hanno
    cercati di opporre resistenza combattendo, altri hanno tentato la fuga
    senza buon esito. Soltanto una parte di loro era pronta a capitolare, ma
    la maggioranza è stata annientata dagli attacchi di artiglieria dei
    ribelli e negli scontri frontali. Le forze di Novorossia parlano di più
    di 5 mila morti e feriti dei soldati dell’esercito ucraino.

    Il
    colpo più duro per l’esercito nazionale risiede nell’enorme perdita
    dell’arsenale militare, che è andato ad armare direttamente la
    Resistenza con centinaia di carri armati ed altri strumenti militari,
    fino ai lanciamissili “Grad”, “Uragan”, etc. Tale sconfitta ha portato
    ad una vera e chiara svolta nella guerra civile in corso nell’Est
    dell’Ucraina.

    Kiev, come al solito, cerca di minimizzare la
    gravità della situazione per i suoi militari, negando le centinaia dei
    prigionieri, ammettendo solo qualche centinaia di caduti e continuando a
    chiamare la guerra in corso “Operazione Antiterroristica”. Ma la verità
    parla da sé:

    Il 24 agosto scorso la Resistenza di Novorossia ha
    dichiarato ufficialmente la sua decisione di cambiare tattica militare.
    Tutte le truppe delle milizie popolari di entrambe le repubbliche sono
    state unite ed riorganizzate in unico regolare Esercito di Novorossia.


    Immediatamente,
    lo stesso giorno del nuovo “inquadramento”, il nuovo esercito ha
    cominciato la controffensiva sul vasto territorio attorno a Donetsk e
    Lugansk, cercando di allontanare le truppe ucraine che da un mese
    bombardavano le capitali delle repubbliche causando enormi danni alle
    grandi città, alle infrastrutture vitali, e soprattutto seminando strage
    tra i cittadini civili.

    Nei giorni seguenti il nuovo esercito di
    Novorossia marciava vittorioso, liberando tanti villaggi e accerchiando
    di nuovo in tre punti le truppe del nemico, aprendo il fronte a sud
    verso la città di Mariopoli, che per due mesi ha rappresentato una
    roccaforte per Kiev. La notizia di 60-80 carri armati diretti sulla
    città ha provocato tra i militari ucraini un babilonico panico: i media
    statali e privati, le reti sociali strillavano in modo isterico di
    un’invasione dei russi. Le strade diventavano intasate per il numero
    delle macchine in coda in preda a una fuga dalla città; i battaglioni
    della guardia nazionale in primis!

    In un Paese doveil
    golpe di Stato ha provocato una crisi politica senza fine, dove
    l’economia si trova all’orlo del tracollo e lo stato delle forze
    militare fa pietà e vergogna, la disinformazione diventa l’unico pane
    senza limiti che Kiev è capace di produrre. La propaganda antirussa di
    questi giorni è alle stelle: la Russia ha attraversato le frontiere! E
    come non crederci se i carri armati all’improvviso e gloriosamente si
    avvicinano alla città blindata dell’Ucraina più forte che mai.

    Anche
    il presidente Poroscenko ha dato il suo contributo all’isteria comune.
    L’invasione del Grande vicino per lui sarebbe molto utile: in effetti ad
    essa potrebbe attribuire tutte le colpe del collasso dell’Ucraina. E
    quasi l’unica speranza e unica via d’uscita dalla catastrofe!

    […]

    Ultimi
    aggiornamenti: Oggi l’esercito di Novorossia è riuscito ad accerchiare
    Mariopoli, la seconda più grande città della regione di Donetsk, con
    tremila soldati dell’armata ucraina. Quindi in tre nuove sacche sono
    stati bloccati circa 10 mila soldati, probabilmente un terzo di tutte le
    forze coinvolte nell’“Operazione Antiterroristica” ucraina.

    Il
    29 agosto il presidente russo Vladimir Putin apertamente ha consigliato
    alla dirigenza di Novorossia di non spargere il sangue inutilmente e di
    liberare attraverso i corridoi umanitari i soldati che lasceranno le
    armi.

    […]

    Margarita Nekrassova, 31 agosto 2014
    http://www.novorus.info [www.novorus.info]

     

  • MarioG

    Effettivamente, anch’io ho notato come il passaggio circa "l’orlo della sconfitta dieci giorni fa" sia paradossale (a meno di non basarsi unicamente sull’informazione  governitiva ucraina; ma allora faccia il portavoce, non il giornalista).
    Il momento piu’ critico per i separatisti e’ stato il ritiro da Slaviansk, ma si parla di un paio di mesi fa, se ben ricordo.
    D’altra parte, se 10 giorni fa stavano cosi’ male, e ora la situazione e’ ribaltata, sembra suggerire che sia avvenuto il famoso intervento russo:
    "[…] i ribelli separatisti erano sull’orlo della sconfitta dieci giorni fa, con il rischio di una invasione russa organizzata in tutta fretta".
    "Rischio"? Pare che si astenga dal denunciare l’invasione russa: praticamente si contraddice nello spazio di una riga.
    Le successive considerazioni sul deteriorarsi della reputazione della Russia, mi sembrano sullo stesso livello di credibilita’.

  • Nightinga1e

    Articolo delirante.

  • Franco-Traduttore

    Tyler Durden, personaggio del romanzo/film "Fight Club", è lo pseudonimo dietro cui si "nascondono" tutti i redattori, che quindi sono anonimi.

  • Servus

    Questo Tyler Durden non è una giornalista, è un costruttore di balle colossali. Se questo è il livello dei consiglieri di Obama, possiamo forse credere che non sia tutta colpa di Obama la sua stupida e inefficiente politica.

  • neroscuro2014

    Vi state scaldando per un nonnulla. L’articolo originale è di ben altro orientamento, ma la formattazione che gli è stata data qui, vanifica gli sforzi dell’autore di distinguere il proprio pensiero dalle citazioni degli articoli scritti da altri.

  • Cataldo

    L’articolo riporta quanto detto dalle fonti USA ed è interessante perchè dimostra come siano abili a prospettare la loro realtà alternativa, ne approfitto per alcune considerazioni.

    1) Come scritto all’inizio delle ostilità, dopo il colpo di stato di matrice neonazista a Kiev, l’esercito ucraino* si è scomposto, la componente navale ed aerea per la gran parte si trovava in Crimea, ed ora è sotto il comando Russo, gli aerei scampati sono stati falcidiati in misura inaudita specie nelle ultime settimane;  inoltre gli alti gradi Ucraini sono evidentemente infiltrati del GRU altrimenti sarebbe stato impossibile quello che è accaduto al fronte. Pertanto l’offensiva è stata condotta da una forte componente di gente non addestrata abbastanza, allettata solo dai soldi facili e dalla speranza di bottino: hanno avuto una durissima lezione.

    2) Nei tempi moderni non è mai avvenuto che un gruppo di resistenti sul territorio appoggiati da un grande paese vicino sia stato sconfitto, MAI, pertanto la soluzione militare era funzionale solo alla distruzione del paese, non aveva alcuna prospettiva, questo è importante da ricordare

    3) Per il numero di mezzi distrutti aerei e terrestri, anche se le cronache dei "ribelli" fossero vere solo per un 20%**, siamo di fronte ad una distruzione senza precedenti, che lascia un esercito importante praticamente a zero, costringendo qualsiasi autorità a venire a confrontarsi con un disastro di proporzioni epiche: questo quadro è esattamente quello che volevano i pianificatori NATO, che ora potranno forzare l’europa a ricostruire l’esercito Ucraino, in un modo o nell’altro, e non sono noccioline, gongolano tutti gli sciacalli del complesso M.I.U.

    Qualche commentatore a digiuno di cose militari recentemente ha scritto che la Russia in Georgia aveva avuto perdite ingenti, ma al confronto di quanto è accaduto in Ucraina, non c’è nemmeno paragone, e la Russia aveva di fronte un esercito regolare con consiglieri e attrezzature NATO ed israeliane.

    Alla NATO nessuno credeva  possibile un duraturo successo delle forze di Kiev, la loro speranza e che si arrivasse ad una gravissima crisi umanitaria nelle principali citta filorusse, tale da constringere la Russia ad intervenire, oltre a distruggere alcune entità industriali funzionali al sistema militare Russo. Il loro obiettivo principale è  fallito, ma hanno comunque tanto su cui ridere, ad inizare da un ulteriore giro di espansione ad EST, oltre al rallentamento di importanti riapprovvigionamenti militari Russi a livello strategico.

    Adesso, nei prossimi mesi, tocca allo scacchiere asiatico, ma la strategia non cambia di una virgola.
     

    *paradossalmente una grossa mano ai separatisti è stata data negli anni passati dalprogramma di adeguamento al partenariato NATO, che ha visto molti quadri delle zone ad est estromessi dall’esercito.

    **e non sembra essere cosi, visti i termini del "cessate il fuoco" che sembra più che altro una resa condizionata 😉

  • Truman

    Ho sistemato le formattazioni. Adesso dovrebbero essere più comprensibili.

  • magnesia

    Ma quante se ne inventano per girare intorno al punto fondamentale: nonostante le sonore balle sulle invasioni russe puntualmente smentite se non per carovane di aiuti umanitari, Putin non ha mai abboccato all’amo evitando il peggio. Ma cosa vuole l’asse USA/NATO/UE? Portare il mondo ad una guerra mondiale creando l’ennesimo fasullo nemico immaginario? Intanto qualcuno prova a chiedere ammenda tramite una semplice raccolta di firme:

    dearputin.com [dearputin.com]