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TUTTI PAZZI PER MARGHERITA

FONTE: FREEANIMALS (BLOG)

Devo essere proprio bastian contrario, perché tutti gli amici di Facebook piangono,
dolenti, la scomparsa dell’astrofisica Margherita Hack, mentre a me non fa lo
stesso effetto. Solo gli addetti ai lavori sanno che era animalista e sia
Repubblica che il Corriere non fanno cenno alla sua alimentazione vegetariana, ma preferiscono sottolineare il suo ateismo.

La conobbi in occasione della presentazione del mio primo libro, molti anni fa a Trieste, e fu proprio lei a spiegare al pubblico il contenuto de “Il tirannominide”, mia prima fatica letteraria, se mi si passa il termine. Sul suo conto so quello che sanno tutti gli animalisti: che era vegetariana dalla nascita, in quanto figlia di genitori teosofi, che in gioventù faceva atletica e che, pur abitando a Trieste da quarant’anni, non aveva mai perso l’accento toscano.

Un giorno la incontrai per strada e, per dimostrarle rispetto e riconoscenza, volli farle il baciamano, alla maniera degli antichi, ma lei ritrasse la mano come se una serpe stesse per morderla. Ci rimasi male, mortificato, ma in seguito capii che la sua visione politica di Sinistra – era probabilmente anche femminista – le impediva di sottostare a simili inutili smancerie. Da quella volta non ho più fatto il baciamano a nessun altro esponente del sesso femminile.

Una volta mi riferirono una sua frase a proposito dei migranti che ultimamente fanno parlare si sé sempre più spesso: “L’arrivo di stranieri in Italia è un arricchimento!”.

Usò proprio la parola arricchimento e questo la inserisce nella visione di Sinistra del mondo, di quella Sinistra che, facendo un lungo giro di settant’anni, dall’inizio della Guerra Fredda alla caduta del muro di Berlino, ha finito per toccare l’estremo opposto del cattolicesimo più melenso.

Quando mi riferirono quella sua frase, risposi: “Gli stranieri sono un arricchimento finché non le entrano in casa, di notte, e le puntano un coltello alla gola”.

Quella mia risposta non è peregrina, giacché a Trieste è già successo che la gente sia stata svegliata nel cuore della notte da balcanici malintenzionati in cerca di denaro. Le chiamano rapine in villa e non le fanno solo in Veneto. Prendono di mira le case isolate.

Se la Hack e suo marito Aldo hanno un buon sistema d’allarme, allora possono permettersi di considerare gli extracomunitari come un arricchimento, ché tanto ad essere rapinati e stuprati saranno gli altri e, in questo caso, vale il detto che tutti sono froci col culo degli altri. E poi, se in Italia venissero solo laureati, si potrebbe parlare di ricchezza, ma sembra che a spingere le folle da Africa e paesi dell’est verso i nostri lidi sia disperazione e povertà, a fronte della fuga di cervelli nostrani verso paesi dove vengono valorizzati.

Se invece la Hack lasciava la porta di casa aperta di notte, come fanno molte anime belle, allora vuol dire che si affidava alla fortuna, oppure che non teneva tesori in casa.

Ma questi, della Margherita nazionale, sono peccati veniali. La sua appartenenza al CICAP è forse la cosa più grave, ma la sua sponsorizzazione della ricerca sui tumori lo è ancora di più. Strano che gli animalisti se la siano lasciata scappare.

Ho sotto gli occhi una pagina della rivista “Oggi”, tratta dal numero XX di quest’anno. E’ una pagina pubblicitaria della FIRC, affiliata dell’AIRC, in cui campeggia la foto della Hack (mi si perdoni lo scioglilingua), dove la scienziata dice: “Nel mio percorso di vita, ho scoperto più di una teoria sull’universo. Non mi sono mai accontentata di un risultato parziale, volgendo ogni volta il mio sguardo verso un nuovo obiettivo. Anche per la ricerca è importante non cadere nel buco nero della rassegnazione, ma puntare con determinazione a nuovi traguardi. Per questo motivo, ho deciso di disporre un piccolo lascito a favore della Fondazione Italiana per la ricerca sul Cancro”.

C’è da chiedersi se la scienziata fosse ancora capace d’intendere e di volere mentre scriveva questa frase, oppure se il cervello le si fosse già trasformato in pappa. Evidentemente, la FIRC è riuscita ad accaparrarsi l’illustre vegliarda per scopi di propaganda e la signora non aveva tempo per approfondire la questione su come i suoi soldi venissero utilizzati.

Si capisce anche che cane non morde cane e uno scienziato di fama non può non schierarsi dalla parte della scienza, e poco importa se questa scienza è basata sullo sfruttamento e la sofferenza delle cavie animali. La scelta di sponsorizzare la ricerca sul cancro colloca Margherita Hack in quella categoria di zoofili che di diritti animali non capiscono un accidente e che pensano che tutto si riduca all’amore per cani e gatti.

Non mi stupisco di questo! Ho conosciuto un anziano signore appartenente alla L.A.N. (Lega Antivivisezionista Nazionale), tale Mario Coi, che faceva il seguente ragionamento: “I miei gatti mangiano carne, dunque mangio carne anch’io”.

A volte se ne trovano di sagome così!

La dieta vegetariana della Hack non basta, e non deve impressionare. C’è un illustre collega, anche lui longevo, che strombazza a tutto spiano il suo vegetarismo, ma nel contempo non perde occasione per rimarcare la necessità dell’uso di animali nella ricerca. Si tratta di Umberto Veronesi, che è stato anche ministro della salute. A questo punto, tra un Silvio Garattini, vivisettore e dichiaratamente antianimalista, e un Veronesi o una Hack, mi sta quasi più simpatico il primo, con i suoi maglioncini dal collo alto, che non i due VIP vegetariani ma favorevoli alla vivisezione.

Io questi ultimi due personaggi li chiamo gatekeeper, letteralmente “guardiani del cancello”. E il cancello è quello delle idee, quelle che possono passare e quelle che invece devono restare fuori. Li si può anche definire “polpette avvelenate”, cioè parlano bene e razzolano male, limitatamente ai due settori interconnessi che sono l’alimentazione e la vivisezione.

Non si possono disgiungere carnivorismo e vivisezione: sempre di soprusi ai danni degli animali si tratta. Tra i due, Veronesi e Hack, almeno il primo non ha mai detto di essere animalista e la scelta di non mangiare carne gli deriva da motivazioni salutistiche. Se era questo anche il caso della Hack, che lo dicesse chiaramente, perché di zoofili che hanno le idee confuse – e le confondono anche al pubblico – gli animali non sanno che farsene!

Forse si dovrebbe cominciare a capire perché Margherita Hack non mi sta del tutto simpatica, anche se si prestò gentilmente a presentare in pubblico il mio primo libro e anche se si è fatta fotografare con i suoi animali domestici. Anche l’ex Papa Benedetto XVI ama i gatti, ma questo non fa del cattolicesimo una buona religione per gli animali.

Ho provato a fare una ricerca sul sito della FIRC e ho trovato che la maggior parte dei ricercatori da essa finanziati si occupa di cellule in vitro, ma ve n’è almeno uno che studia sulle Drosofile, altrimenti conosciute come moscerino della frutta.

Non ho trovato riferimenti a cavie a sangue caldo, ma che l’AIRC le usi, o meglio, che finanzi chi le usa, è notorio. La FIRC, se non ho capito male, è solo una costola della più famosa AIRC, quella delle arance e dell’azalea, per intenderci.

Ora, manipolare i moscerini potrebbe anche non dar fastidio a persone come la Hack, ma la ricerca si basa purtroppo su roditori e altri mammiferi. La Hack non poteva non saperlo. Mi chiedo quindi come abbia potuto dare il suo consenso a una delle tante associazioni inventate dalle industrie farmaceutiche per raschiare fondi in ogni dove, suscitando emozioni come paura e solidarietà,nelle persone, allo scopo di scucir loro denari.

Ad essere gatekeeper non sono solo singole personalità, come Veronesi e la Hack, ma le stesse associazioni raccoglitrici di denaro, nel momento in cui distolgono l’attenzione del pubblico dalle vere cause delle malattie, che sono iatrogene nella maggior parte dei casi, ovvero generate dalle medicine stesse.

Le cure del cancro, poi, sono conosciute da anni, ma, come con l’auto ad acqua o ad aria, sono state fatte sparire per non danneggiare i profitti economici delle multinazionali. E’ un trucco che, se lo si capisce una volta, diventa lampante e lapalissiano ed è adoperato anche da quelle associazioni sedicenti umanitarie che sventolano foto di bambini sofferenti – ma sorridenti – chiedendo un obolo per combattere la fame nel mondo. La cosa si fa grottesca quando a vendere la bambola di pezza “Pigotta” è l’UNICEF, che destina briciole ai bambini e s’intasca il grosso dei finanziamenti pubblici per la propria struttura. Idem con l’otto x mille della Chiesa cattolica. Quanti di tali soldi sono finiti nello IOR e quanti sono stati dati a padre Gaetano?

Problema, reazione, soluzione. Olocausto, antisemitismo, risarcimenti di guerra.

Inquinamento, denuncia, rientro economico. Spargo il virus, spargo il panico e raccolgo denari per combattere il virus. Mafalda, in una vecchia striscia fumettistica di Quino, se n’era accorta ancora anni fa. Gli anarchici
dei centri sociali accusano di fare solo business grosse associazioni come LAV e Animalisti Italiani.
Ragazzi sedicenti ex drogati fermano la gente per strada chiedendo firme e oboli, salvo poi gettare le firme nel cassonetto della carta da riciclo. Monsanto avvelena la terra, stermina le api e poi offre ai contadini sementi resistenti ai pesticidi. E magari finanzia gli studi sugli impollinatori robot.

Fanno e disfano. Ci guadagnano due volte, inquinando e raccogliendo fondi contro l’inquinamento. Se si arriva a capire questo perverso circolo vizioso, non si può provare simpatia per BigPharma, né per venerabili matrone che si sono lasciate infinocchiare. Di Veronesi non mi curo, viscido com’è.

Allora, cara Margherita, la tua vita l’hai vissuta. I tuoi pets li hai amati. E il tuo ruolo di inconsapevole (ma fino a che punto?) guardiana del cancello delle idee, l’hai svolto. Non piangerò
per la tua morte, né emetterò canti d’esultanza, ma una scivolata come quella
del lascito alla FIRC te la potevi risparmiare. E’ una pietra tombale di cui potevi fare a meno.

Fonte: http://freeanimals-freeanimals.blogspot.it/
Link: http://freeanimals-freeanimals.blogspot.it/2013/06/tutti-pazzi-per-margherita.html
29.06.2013

Pubblicato da Davide

  • Davide71

    Ciao a tutti:

    Citazione dal testo:

    “Non si possono disgiungere carnivorismo e vivisezione: sempre di soprusi ai danni degli animali si tratta.”

    Non penso proprio. Il primo sopruso è previsto dalle leggi della Natura (sennò gli erbivori avrebbero distrutto ogni forma di vita vegetale); il secondo serve solo a soddisfare il sadismo di certi sedicenti scienziati e l’ignoranza di molti…

  • Quantum

    Il carnivorismo l’autore intende quello umano.
    È ormai provato che l’uomo non è né carnivoro né onnivoro, ma è fruttariano.

    Ormai studi enormi come il China Study lo dimostrano…

  • riefelis

    Questo artcolo è semplicemente sciocco.
    Certe argomentazioni vanno ricondotte nella reale area di appartenza estremistica e bizzarra.
    Ma per piacere!

  • Davide71

    Comunque non si possono mettere sullo stesso piano! Esiste una gerarchia anche tra i crimini…

  • marzian

    Ma che problemi ha questo?

  • GioCo

    C’è una serie piuttosto interessante di valutazioni in questo testo, come ad esempio l’idea che essere vegetariani e animalisti implichi una rinuncia alla sofferenza (per gli animali).
    Non sappiamo se gli animali stiano meglio in cattività o soffrano di meno in una foresta piuttosto che in un laboratorio sperimentale. Sarebbe un po’ come dire che gli uomini soffrono di meno al lavoro piuttosto che in carcere: a parte che un extracomunitario obbligato a lavorare in un campo di pomodori gestito dalla mafia non sta certo meglio di un boss mafioso in carcere, l’ambiente non è la sola variabile.
    In quanto alla “sofferenza gratuita” mi pare un “parlare grasso” quello dell’articolista. A parte eccezioni esecrabili, discretamente abbondanti ma ancora nettamente in minoranza rispetto a una media del tenore di vita, c’è una ferocia senza limiti nel difendere i diritti degli animali e non quelli di un giusto processo agli umani, esattamente quella che in passato ha generato mostri di razzismo ideologico ancora vivi nella memoria collettiva.
    Certo che gli extracomunitari formano bande che rubano, stuprano e ammazzano, come lo fanno gli Italiani all’estero, magari sotto mentite spoglie e assunti da aziende di sicurezza private: nessuno vede, nessuno sente, nessuno sa … e quindi non succede. Ma come si fa a considerare diversa la natura di un uomo solo perché è nato in un altro paese? Come si può credere che le pulsioni che muovono le persone, le rendano più perverse o cattive solo perché non sono nate nel nostro paese? Un paese che pure ha dato i natali a uomini feroci pericolosi come Totò Riina e che ha massacrato uno dopo l’altro i suoi eroi. Un paese assediato, schiacciato, umiliato, che ha perso la guerra e ha tradito se stesso più e più volte, in cui tutti fatichiamo a riconoscerci ma che davanti all’extracomunitario stolto, violento, rozzo e incivile (ma non tanto quanto noi Italiani, padroni di gran parte del male nel mondo) che viene qui a fare danni, ecco che l’Italiano si scatena e pur di non opporre come valore la giustizia, si abbandona nel più sublime dei discorsi razzisti, mostrando tutta la sua ipocrisia e ignoranza.

    Forse la Hack non è un gran che coerente e forse non è nemmeno troppo in buona fede, tutti comunque abbiamo le nostre ombre contro cui lottare e mettere sullo stesso piano vivisezioni e altre orribili pratiche di tortura contro la vita e gli animali e le opinioni circa gli stupri eseguiti da extracomunitari, quello si che rappresenta una bella confusione!!!

  • roz

    tutto sto ghirigoro per dire che non ti va bene che la margherita ha lasciato dei soldi ala ricerca sul cancro?

    cioè invece di valorizzare le cose (dal tuo punto di vista) positive, vai a cogliere l’unica (dal tuo punto di vista sempre) negativa.
    sicuramente in tutta l’umanità non ne troverai uno perfetto come te.
    hai voglia a scrivere articoli….

  • NomenOmen

    sono assolutamente d’accordo con te. Inoltre mi sento un po’ a disagio con chi ama gli animali e detesta gli umani (immigrati nel caso dell’autore).

  • NomenOmen

    mi sento un po’ a disagio con chi ama gli animali e detesta gli umani (immigrati nel caso dell’autore). Inoltre qui il signore parla soprattutto di opinioni personali e si scaglia contro una signora che di male non ha fatto proprio nulla, che con le sue azioni ed opinioni non manda in malora interi stati e popolazioni come quei signori che sappiamo bene noi. la signora era una scienziata e come tale si atteneva all’ortodossia del metodo scientifico, non le si sarebbe potuto chiedere un atteggiamento diverso. O forse per il signore èmeglio uno come Zichicchi (o come si chiama)?

    Questo talebano animalista (non fraintendetemi, sono a favore dei diritti degli animali e contro la vivisezione ma non mi piacciono certi estremismi) non avrebbe problemi a curare il cancro con la cartilagine di squalo…ottenuta come????????????????????….ed altri mezzi che coinvolgono gli animali.

    Inoltre suggerirei a tutti di guardarsi i protocolli etici e metodologici sulla sperimentazione animale, che è diversa dalla vivisezione, certamente ancora praticata e sostenuta da alcuni.

    E per finire, permettetemi una domanda, voglio fare l’avvocato del diavolo: in assenza di protocolli di sperimentazione efficaci che non coinvolgano gli animali, quanti di voi si sentirebbero di proibire la ricerca scientifica attuale?

  • NomenOmen

    se potessi ti metterei un Like

  • NomenOmen

    ecco, questo è ragionare!

  • haward

    La Hack era una esponente della “scienza”, cioè degli interessi delle multinazionali che operano in quel settore, sia che si parli di medicina, sia che si parli di energie. E’, quindi, logico e consequenziale che abbia lasciato fondi alle associazioni “ufficiali” per la cosiddetta ricerca sul cancro, animalista, antivivisezionista o non antivivisezionista che fosse. Da strenua paladina dello scientificamente corretto era nel direttivo del CICAP ed ha sempre ed in ogni circostanza ribadito la versione ufficiale positivistica e materialistica dell’esistente. Personalmente, oltre al doveroso rispetto per un essere umano che ci lascia ed al giusto tributo per una mente brillante, non ne sentirò la mancanza.

  • mendi

    L’ho vista qualche volta in tv e mi è sempre parsa una vecchia rancorosa e sguaiata.

  • Behemot

    … l’articolo ha le “sfumature” semplicemente razziste … invece la Hack si esprimeva con la convinzione di essere Padre Eterno, riguardo a quasiasi cosa …

  • vraie

    considerazioni vere ovvie e condivisibili

  • Mariano6734

    non capisco come qualcuno su questo forum si illuda di poter pubblicare certi articoli in cui lo specismo viene messo in discussione. Non lo volete capire che gli italiani sono cattolici, specialmente quelli atei? Per la visione cattolica, specialmente quella atea, gli animali esistono affinche l’uomo se ne serva e non vi é niente e nessuno che potrá sussurare qualcosa di diverso senza essere ingiuriato.

    Ogni volta che si tocca il tema della sperimentazione animale, senza capire una minchia di come funziona la scienza e l’accademia (sono ricercatore di professione), subito si finisce sul solito rivoltate luogo comune populista: “ma che volete dire che la vita di un topolino vale piú della vita dei nostri figli?”.

    A ció uno puó solo alzare le mani.

    Solo le emozioni possono arrivare lí dove non arrivano le idee: http://vimeo.com/15237605

  • marzian

    E per finire, permettetemi una domanda, voglio fare l’avvocato del diavolo: in assenza di protocolli di sperimentazione efficaci che non coinvolgano gli animali, quanti di voi si sentirebbero di proibire la ricerca scientifica attuale?

    Io.

    Solo che non condivido la definizione di “ricerca scientifica” per la sperimentazione animale.

  • Tashtego

    Straordinaria confusione mentale del tipico animalista incazzato col mondo. Il cibarsi di carne e la pratica della vivisezione non possono essere messi sullo stesso piano. In natura esiste il concetto di preda e predatore, non quello di cavia, mi pare.
    In ogni caso potrei andare più in là del tizio ritenendolo un criminale perchè calpesta l’erba quando cammina, essendo l’erba notoriamente un essere vivente. Oppure il mondo vegetale non deve godere degli stessi diritti di quello animale?

  • nigel

    È se ci fai caso assomigliava a Maga Mago’

  • mendi

    Non conosco e non so chi sia questa Maga Magò, quindi non se dire se il tuo sia un commento intelligente o una provocazione imbecille.
    Certo che se assomiglia alla Hack, deve essere ben brutta anche lei, disgraziata.

  • cirano60

    OT: sono ormai anni che sono perseguitato dall’espressione “fuga di cervelli ”
    anche in questo articolo la ritrovo.Non emigrano persone con una più vivida intelligenza, no!,ma cervelli,organi ; già che ci siamo perchè non includiamo il cervelletto, o il fegato sede della razionalità secondo gli antichi. Me li sogno di notte nubi di lobi parietali soapesi, senza corpo, itineranti per il mondo. Sospetto che queste espressioni ripetute in modo ossessivo siano una delle innumerevoli forme di condizionamento degli animalisti, non quelli che difendono gli animali “senza anima”, seguaci delle teorie evoluzionistiche che affermano che siamo discesi dal famoso ominide di qualche eone fa; così di fatto annoverandoci tra gli animali però non commestibili…a voler approfondire però, intendendo il mangiare in senso lato, il discorso diventerebbe molto lungo.

  • torno_subito

    uh… il ditino alzato! sei salito anche sullo sgabello? non sono tutti pazzi per la Hack, pochissimi purtroppo.