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TURCHIA FUORI DALLA NATO ?

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Del golpe turco è stato detto tutto e il suo contrario … golpe da operetta, golpe fai da te, false flag, ma che golpe abbiamo noi, così è se vi golpe, golpe sì o golpe no … quindi non c’è molto da aggiungere, se non ribaltarlo dai fondelli e osservarlo da un’altra angolazione … non tanto un’indagine alla Sherlock, per cercare il responsabile del delitto, quanto una riflessione sul magma geopolitico internazionale, che vede tramontare l’efficienza organizzativa e il progetto realistico delle oligarchie atlantiche, in un processo di ricomposizione delle alleanze e delle strategie globali, dagli scenari sempre più oscuri e confusi.

E dopo il Brexit, altre alleanze si sganciano dalla morsa autoritaria degli USA, e si rimescolano in tattiche strategiche, come le tessere impazzite di un puzzle che non riesce a trovare il proprio equilibrio. Come mai la rivolta dei colonnelli si è infranta contro l’assedio alla base americana di Incirlik, dove si trovano 80 testate nucleari? Come mai l’attività alla base militare di Incirlik è stata sospesa, e il governo turco ha chiuso lo spazio aereo ai velivoli militari? Come mai Ankara ha disposto in stato d’assedio la base statunitense, vietando tutti i movimenti in entrata e in uscita?
E ancora … come mai il Comando delle forze USA in Europa, ha posto in stato di massima allerta tutte le forze Usa di stanza in Turchia?

È chiaro che le vicende turche hanno evidenziato le forti tensioni di una guerra civile in atto da tempo nel Paese, ed hanno anche rigirato il coltello nella ferita del conflitto apertosi con gli USA. La chiusura dello spazio aereo sarebbe stata giustificata con la necessità di riprendere il pieno controllo della situazione nell’area dopo il fallimento del golpe, una misura che ha portato alla sospensione delle missioni americane contro i jihadisti dello Stato islamico.

Ma ha evidenziato anche la rottura di rapporti con gli States. La Turchia infatti, sotto la guida di “Kemal Ataturk” era stata quasi per un secolo il partner perfetto per gli Stati Uniti, e aveva rappresentato la frontiera dell’occidente, per la sua strategica posizione geopolitica. Del resto dai tempi degli zar, fra ottomani e russi non correva buon sangue, però la necessità dell’URSS di trovare uno sbocco verso il Mediterraneo aveva provocato un attrito costante. Nessun paese poteva essere così utile sul fronte sud eurasiatico meglio della Turchia, ed anche oggi nessun riparo è migliore della Turchia davanti al pericolo proveniente dall’Est.

Il colonialismo islamico poi ha sempre cercato di restare costantemente allineato agli States, come affidabile partner mediorientale, ed ha affiancato Israele per decenni nelle politiche di contenimento delle istanze arabe … per di più Ankara oggi fornisce il secondo apparato militare della Nato … tutto ciò le ha permesso di sviluppare un modello di stato autonomo, una strana combinazione di progresso e tradizione, di modernità e cultura confessionale. Però la Turchia non può certo confrontarsi con l’occidente in termini di rispetto dei diritti, di suddivisione dei poteri democratici e di libertà individuali, e il precario equilibrio acquisito, conveniente per lungo tempo per tutti, è entrato in crisi proprio con l’ascesa al potere di Erdogan e del suo AKP, il partito conservatore islamico.

Sulla politica interna del sultano di Ankara l’occidente ha chiuso entrambi gli occhi, ma quando sono entrati in gioco i rapporti internazionali, allora l’allerta si è imposta: l’asse in Egitto con i Fratelli Musulmani fa indispettire il Cairo di Al Sisi e gli USA, il riconoscimento dello Stato di Palestina ha mandando su tutte le furie Israele.

Ma ultimamente il problema Siria rende i rapporti esplosivi, quando la Turchia permette il transito di uomini e rifornimenti verso l’ISIS e appoggia apertamente i miliziani fondamentalisti al confine siriano … quando offre le basi NATO per bombardare l’ISIS, e poi permette che le stesse basi siano stoccaggio di materiali per i terroristi.

A ciò si aggiunga che l’ascesa dei curdi siriani preoccupa parecchio Erdogan, mentre i piani di Washington puntano viceversa sui curdi per porre un freno ad Assad. Quindi dopo aver abbattuto un aereo russo nel novembre scorso, dopo aver provocato Putin, Erdogan continua a muoversi tra scaltrezza e inganno … fino ad oggi, in cui prova a riallacciare i fili con la Russia e con Damasco.

Quindi, anche se la Turchia ha rappresentato un’alleanza necessaria e irrinunciabile per gli USA, negli ultimi tempi l’ambiguità politica del regime di Erdogan ha destato parecchi malumori. L’alleanza con Ankara è assolutamente necessaria per gli USA, ma Erdogan avrebbe potuto benissimo essere sostituito … quindi verosimile che dietro il golpe del 15 luglio ci siano gli USA, ormai stanchi di un cane pazzo che fa il triplo gioco.

Ma il golpe naufragato si è inevitabilmente tramutato in una crisi internazionale, a dimostrazione del coinvolgimento yankee … e le motivazioni appaiono complesse, una rottura evidente tra gli interessi della Turchia e quelli occidentali … poi dal puzzle geopolitico spunta Fethullah Gülen, un anziano Imam in esilio negli Usa, accusato da Ankara di essere l’ispiratore del fallito golpe, magnate e predicatore sufi, uomo d’affari e intellettuale, che da vent’anni sconta un esilio volontario in Pennsylvania.

Eppure nei tempi passati la santa alleanza di questi due islamisti – Fethullah Gülen, detto “Hoca”, il Maestro, ed Erdogan – aveva eliminato la storia laica del passato e costruito il presente regime confessionale dell’AKP. Le vicende politiche degli ultimi tempi però hanno istigato crepe e divisioni in quelle forze armate una volta compatte e detentrici di un forte potere economico: l’ascesa dell’AKP e dei gulenisti ha ridimensionato un sistema dominante per decenni.

Fethullah Gülen nel frattempo è riuscito a governare la più potente confraternita musulmana, una sorta di Opus Dei islamica, che ha raggiunto milioni di seguaci e un fatturato di miliardi di dollari, costruendo scuole, università, controllando giornali e gruppi economici, infiltrandosi nella magistratura e nella polizia. I due però ad un certo punto entrano in conflitto, perché Gülen mirava ad una riforma radicale della repubblica, mentre Erdogan non intendeva rovesciare completamente il sistema kemalista e puntava invece a una democrazia islamico presidenziale dai tratti autoritari.

Fethullah Gülen nega il proprio coinvolgimento nel golpe, però la spaccatura con Erdogan evidenzia la rottura degli interessi strategici della Turchia, che puntava a diventare il Paese leader del mondo musulmano, annettendosi economicamente Siria e Iraq … quando però nel 2011 il piano è naufragato, Erdogan ci ha provato con la guerriglia jihadista, all’inizio approvata anche dagli americani in funzione anti-Assad e anti-Iran. Poi sono arrivate le intese con Teheran sul nucleare e il “tradimento” da parte degli USA, mentre i golpisti a loro volta accusano il presidente per la sua politica anti-Nato.

Comunque sembra essere quasi certo che il fallimento del colpo di stato sia stato determinato dal dominio dei cieli, in quanto la fuga di Erdogan non sarebbe stata interrotta dai caccia F-16 dei golpisti, che avevano sorvolato ripetutamente Ankara e Istanbul, ma non avevano intercettato l’aereo presidenziale … un errore grossolano, che forse trova una spiegazione nella rotta del Gulfstream 4 presidenziale (monitorata dal sito Flightradar24) … perché il leader in fuga avrebbe raggiunto le coste del Bosforo e poi avrebbe continuato a volare per ore in circolo, proprio sopra l’aeroporto di Bandirma, nel nord della Turchia, prima di tornare a Istanbul. Transponder acceso, individuabilissimo, ma i caccia degli insorti l’hanno ignorato. Dunque nessuna ipotetica fuga verso Germania, Londra, Teheran o il Qatar, e nessun attacco da parte dei caccia F-16 dei golpisti, che hanno praticamente “ignorato” il volo, nonostante fossero stati spediti elicotteri e aerei a bombardare la residenza presidenziale a Bodrum.

Ormai il destino delle relazioni tra Erdogan e Obama sembra essere appeso a una serie di tracce radar, quelle che collegano la base di Incirlik alla rotta dei caccia golpisti. Anche se tra una quantità confusa di dati difficilmente dimostrabili, sembra esserci finora solo un punto fermo: il decollo di almeno un aereo cisterna dalla pista di Incirlik, base militare statunitense, che sabato 16 luglio è stata assediata dalla polizia.

Invece alcuni indizi preannunciano il riavvicinamento tra Turchia e Russia, infatti a giugno il presidente Tayyp Erdogan inviava una lettera di scuse a Vladimir Putin per l’abbattimento dell’aereo russo avvenuto a novembre 2015 … dove si dichiarava disposto a risarcire la famiglia del pilota ucciso e a condannare i responsabili dell’omicidio.

Ad agosto poi, da Sochi sul Mar Nero i due presidenti, Vladimir e Tayyip si incontreranno, per l’Assemblea generale dell’ “Organizzazione di cooperazione economica del Mar Nero”, per cercare di mettere una pietra sopra i difficili rapporti vissuti negli ultimi mesi. L’embargo commerciale russo ha ferito anche l’economia turca … e per i russi la Turchia è anche un importante partner economico dal commercio pari a 30 miliardi di dollari, con una forte utenza nelle esportazioni energetiche. Quando il sipario è calato a novembre, la Russia preparava la costruzione di una centrale nucleare da 20 miliardi di dollari in Turchia e lavorava al gasdotto South Stream, dall’enorme capacità annua di 67 miliardi di metri cubi, un progetto per fornire gas russo ai Paesi sud-europei.

Insomma la svolta politica è evidente: un probabile rallentamento d’intesa sul conflitto siriano e il tentativo di uscire dall’isolamento geopolitico, ricucendo i rapporti con Russia, Israele, Iraq ed Egitto. La Russia da parte sua è ben consapevole che la sua diplomazia in Medio Oriente necessita di rapporti con la Turchia, le cui politiche regionali sono spesso in contrasto con l’occidente … ad esempio sul Mar Nero, Russia e Turchia hanno storicamente dominato, ed il piano degli Stati Uniti d’imporre una presenza della NATO nella regione ha creato forti contrasti.

Gli USA del resto avevano buonissime ragioni per sostenere un colpo di stato che eliminasse Erdogan, ed ora si trovano a dover impedire la riconciliazione con Putin. La geopolitica del Medio Oriente sta mutando alla velocità della luce, mentre gli USA hanno dimostrato in questa circostanza, disorganizzazione e ritardo, e i segni di una crisi di sistema.

Al contrario Putin, sempre vigile in realpolitik, ha confermato la sua buona disponibilità aggiungendo di essere pronto “ad aprire la via al superamento della crisi nelle relazioni bilaterali ed iniziare il processo di rinnovamento degli sforzi congiunti sulle questioni internazionali e regionali e sullo sviluppo delle relazioni tra i due Paesi in diverse aree“. (Sito web del Cremlino)

Ora in Turchia è in corso il secondo colpo di stato, questa volta condotto direttamente da Erdogan contro gli oppositori, con epurazioni, liste di proscrizione e sentenze che evocano la pena di morte, come scrive Con Coughlin, esperto di difesa e relazioni internazionali sul “Telegraph”: “Il tentativo di golpe militare promosso la scorsa settimana da un gruppo di ufficiali scontenti può non essere riuscito, ma ora è in pieno svolgimento un altro colpo di stato, quello dei sostenitori della politica di Erdogan contro gli avversari, che spianano la strada all’autoritarismo del presidente”.

Secondo Coughlin, alla luce di questo scenario la NATO potrebbe escludere la Turchia, le azioni del presidente turco non lascerebbero altra scelta all’Alleanza Atlantica. “Il fatto che Washington parli apertamente della possibilità di sospendere la permanenza della Turchia nella NATO dimostra quanto sia logoro il rapporto tra Ankara ed i suoi alleati occidentali dopo il fallito golpe militare … e ancora “Se Erdogan intende perseguire la via dell’Islamismo, la NATO non avrà altra scelta che sbarazzarsi del suo problematico alleato turco”.

Effettivamente finora gli Usa hanno sopportato di tutto … sotto Erdogan, la Turchia è stata il principale alleato dell’ISIS …. una flotta di 2.000 autobotti ha trasportato oltre confine, in Turchia, il petrolio siriano rubato, finanziando ancora una volta le truppe dell’ISIS. Quando la Russia è intervenuta in Siria, ha bombardato la flotta di autobotti, distruggendone 1.500. In risposta, il presidente Erdogan ha ordinato a jet turchi di abbattere il caccia russo, causando una crisi diplomatica dopo che i ribelli appoggiati dai turchi ne avevano ucciso il pilota. Erdogan insomma è stato uno dei più grandi sostenitori del terrorismo islamico … ora la frattura sembra insanabile … riusciranno i nostri eroi a mantenere il compagno di merende nell’Alleanza Atlantica ?

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

20.07.2016

Pubblicato da Davide

  • annibale51

    Tranquilla Rosanna, ci riusciranno, ci riusciranno…e senza nemmeno troppi sforzi. I leaders europei, Merkel compresa, sono degli zerbini mentre la Turchia è troppo strategica per essere mollata dagli americani. La domanda giusta secondo me sarebbe invece quanto durerà ancora questa alleanza atlantica? visto che Gran Bretagna e Turchia sono comunque dei pezzi da 90 che si allontanano dall’ unione, o meglio, dal subordine agli interessi USA. In quanto a Erdogan….beh, direi che ha fatto bene i suoi conti e che bisognerebbe giudicarlo anche dal punto di vista della crescita economica turca di questi ultimi 10 anni.  Sulla presunta mancanza di democrazia in Turchia…. è meglio lasciar perdere. 

  • 1Al

    Bella domanda. Come sempre il tempo è galantuomo e ci dirà la verità. Certo un eventuale uscita della Turchia dalla NATO, con un riavvicinamento alla Russia, cambierebbe completamente lo scenario geopolitico attuale. Putin in questo campo è un fine stratega, ha pazienza, visione lunga e intelligenza da vendere. Staremo a vedere. 

  • Rosanna

    Appunto … mi sembra che l’alleanza atlantica non stia navigando in buone acque … dopo il Brexit e il riavvicinamento della Turchia alla Russia, le relazioni tra alleati si stanno facendo sempre più rischiose … intanto Trump, dal suo osservatorio privilegiato,  sta soffiando sul fuoco …

    http://video.repubblica.it/dossier/elezioni-usa-2016/rampini–il-discorso-di-trump-dipinge-un-america-disperata/247142/247252?ref=HRBV-1 [video.repubblica.it]

    Rampini: ”Il discorso di Trump dipinge un’America disperata”
    Tra crimine, violenza, crisi
    economica, declino mondiale, quella dipinta a Cleveland da Donald Trump
    nel discorso di accettazione della nomination repubblicana per la Casa
    Bianca è un’America a pezzi. Tra disperazione e redenzione. Sono questi i
    due livelli del discorso di Donald Trump

    http://video.repubblica.it/dossier/elezioni-usa-2016/trump-il-discorso-di-accettazione–forza-e-sicurezza-saranno-ripristinate/247141/247251?ref=vd-auto&cnt=1 [video.repubblica.it]

    Trump, il discorso di accettazione: ”Forza e sicurezza saranno ripristinate”
    "Questa è l’eredità che ci ha
    lasciato Hillary Clinton: morte, distruzione, terrorismo e debolezza. Ma
    l’eredità di Hillary Clinton non deve essere l’eredità dell’America".
    Nel discorso più importante della sua carriera politica fino a questo
    momento, quello di accettazione della nomination del partito
    repubblicano, Donald Trump dipinge l’America in modo oscuro, prendendo
    di mira la rivale democratica nella corsa per la Casa Bianca. "Questa
    Convention si svolge in un momento di crisi per la nostra nazione:
    attacchi contro la nostra polizia, terrorismo nelle nostre città,
    minacce al nostro stile di vita. Un politico che non coglie questo
    pericolo non è adatto a guidare il nostro Paese",

  • Cataldo

    In attesa di un commento all’articolo invio questo link ad una disamina della situazione turca scritto nel maggio 2014,
    antimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2818:la-vittoria-elettorale-di-erdogan-e-la-fine-della-turchia-come-modello&catid=85:turchia

    E’ molto agile, da un quadro per valutare  la profondità dell’azione di svilimento e repressione della "turchia bianca" o di una sua grande parte, che sta compiendo Erdogan.

    Questa azione è di cosi vasta portata e di veloce attuazione che declassifica il golpe a copertura mediatica di quello che sta accadendo adesso, è solo un elemento propedeutico, questo è un dato di fatto che prescinde anche dalla intenzionalità degli attori effettivi del golpe stesso.

    Un altro inciso, per adesso, è sulla sindacabilità da parte turca di quello che si fa dentro le basi NATO, questa opzione è molto prossima allo zero.

  • PietroGE

    -Proprio perché nella base di  Incirlik ci sono circa 60 testate nucleari (e la situazione della regione è quella che è), lo spazio aereo della Turchia viene monitorato costantemente dagli americani. Questi ultimi sapevano, quindi, dove si trovava Erdogan ad ogni istante. Abbattere il suo aereo sarebbe stato facilissimo.

    -La guerra civile in Turchia è già finita. Hanno vinto gli islamici e il kemalismo, che non aveva più sostegno nel popolo, è stato definitivamente distrutto. La Turchia è ora una repubblica islamica e sta cercando di sfruttare proprio questo carattere per guadagnare influenza in un MO che si sta sempre più islamizzando, dopo la scomparsa dei leader laici come Nasser, Saddam, Gheddafi e ora Assad.

    -Le ripercussioni sulla NATO sono difficili da analizzare. È vero che la NATO ha bisogno della Turchia, è anche vero il contrario. Infatti, Erdogan dopo le prime accuse agli USA ha moderato di molto i toni. Sa che se si formasse uno stato curdo in una Siria smembrata avrebbe tutto da perdere.

    -Più interessanti sono i rapporti con la Russia. A Putin farebbe molto piacere vedere la NATO indebolita ai suoi confini, farebbe molto meno piacere una Turchia islamizzata che avrebbe una influenza notevole sui milioni di musulmani (molti di etnia turca) che popolano la Russia e che non sono solo nel Caucaso.

    -Forse il cambiamento più importante nella geopolitica internazionale lo porterà la vittoria di Trump alle elezioni americane, sempre che poi riesca a fare quello che dice di voler fare. Tra il dire e il fare, come è noto, c’è di mezzo la lobby.

  • Rosanna

    Grazie Cataldo, l’articolo è interessante ma credo che sia un po’ datato, quindi non possa  conoscere le vicende più recenti  … mi trovo d’accordo in linea generale con la disamina, però ci sono alcuni punti che non capisco:

    – che cosa intende con "Obama ha scelto di governare il mondo indirettamente, e non nella forma
    dell’Impero Americano del suo predecessore; cosa che include anche un
    allentamento della campagna antislamica."?

    – "Allora perchè Washington dovrebbe mettere il suo destino nelle mani
    della traballante alleanza fra gulenisti e kemalisti, cioè puntare su un
    golpe che comporterebbe il pericolo di una lunga guerra civile, cosa
    che sembra essere avvenuta nel mondo arabo?" … invece io credo che la guerra civile sia all’origine del golpe, cioè che gli USA abbiano approfittato proprio della guerra civile già in atto da tempo, per fomentare un colpo di stato per altri versi molto male organizzato … insomma le rivoluzioni colorate non sempre riescono come dovrebbero, data anche la crisi dell’unipolarismo globalizzato

    – non ho capito bene nemmeno le tue riserve alla mia tesi … secondo te il golpe è stato una false flag organizzata da Erdogan stesso?

    Quindi io vedo invece un tentativo, del resto fallito, da parte degli USA di eliminare Erdogan, perché ormai sempre più inaffidabile, dato che si sta avvicinando alla Russia e al mondo islamico, infatti di Erdogan potrebbero fare a meno … ma della Turchia no …

  • PikeBishop

    Bla, bla, bla, bla, bla, bla.

    Mi ha sempre stupito la capacita’ dei tuttologi di imbastire articoli che non significano niente, che non vanno a parare da nessuna parte e che sono una perdita di tempo per tutti quelli coinvolti, specie i lettori, su temi per cui non esistiono dati certi, non esistono notizie affidabili e per di piu’ non si conosce assolutamente lo sfondo culturale, sociale e storico delle vicende sulle quali si vorrebbe disquisire.
    Ora i "kommentatori" si moltiplicano, rendendo l’informatica l’arte di spedire il buio alla velocita’ della luce.
    Ma come diceva il Dottor Goebbels, l’importante e’ che ci sia il nome ripetuto al fondo dell’articolo e piu’ volte il nome appare piu’ prende peso l’articolista.  Non importa se stai dicendo qualcosa, l’importante e’ fare rumore.
  • Rosanna

    E’ vero … Putin è un fine stratega e vede di buon occhio il riavvicinamento della Turchia, e questo naturalmente crea forti scompensi nell’alleanza atlantica, perché gli USA non accetterebbero mai di essere ulteriormente indeboliti nella loro guerra ormai secolare contro la Russia …

  • giannis

    Se il golpe lo hanno voluto gli USA per eliminare erdogan quest’ ultimo ha i giorni contati

  • giannis

    Esatto , l’ obbiettivo principale USA e’ eliminare Putin , quindi non lascerebbero mai che la Turchia si allei con la Russia , piuttosto faranno guerra alla Turchia con scuse false come fanno sempre

  • Rosanna

    Hai ragione pikebishop, ma un articolo non è una tesi di laurea, né un saggio storico, né un trattato di geopolitica contemporanea … è semplicemente un articolo, che cerca di riflettere sugli eventi dell’attualità, facendo osservazioni giuste o sbagliate, avanzando ipotesi condivisibili oppure no, suscitando curiosità che potrebbero destare altre riflesssioni … attraverso una interazione dialettica che attribuisce significato ad un sito di informazone come questo … quindi non di tuttologia si tratta, ma piuttosto di scambio fertile e vivace di idee, ipotesi, informazioni, riflessioni … sui temi di attualità storico politica  contemporanea …

    Del resto, come diceva Edward H. Carr, in "Sei lezioni sulla storia" dceva:

    "Lo storico deve possedere la capacità di comprendere la mentalità degli
    uomini che studia, può guardare il passato e comprenderlo solo con gli
    occhi del presente al quale appartiene; la sua funzione non consiste né
    nell’amare il passato né nel liberarsi di esso bensì nel rendersene
    padrone e nel comprenderlo per giungere a capire il presente. E’ la concezione collingwoodiana della storia, che presenta anche delle insidie come per esempio il rischio che l’interpretazione conti tutto ed i fatti nulla. L’uomo infatti non è mai totalmente coinvolto nell’ambiente circostante ma nemmeno totalmente indipendente, pertanto il rapporto storico-fatti si svolge su un piano di parità: la storia è un continuo processo di interazione fra lo storico ed i fatti storici, un dialogo senza fine tra presente e passato… "

    E noi che non siamo storici … ci proviamo.

  • Veron

    i commenti dei leader europei, sempre pronti ad abbaiare quando il padrone lo chiede, mi fanno pensare che gli USA non siano estranei al golpe.

    inoltre la macchina internazionale del fango è già in pieno movimento, simile a quella che si rivolse a Putin dopo il golpe in Ucraina.
    ergo, adesso si dovrebbero vedere i preparativi per un "regime change" stile NATO.
  • Rosanna

    Su alcuni punti avrei da obiettare …

    – certo Erdogan ha abbassato i toni di accusa verso gli USA, ma perché deve comunque trovare una mediazione, quindi ha riaperto la base Nato, ma vuole l’estradizione di Fethullah Gülen …

    – dato che la sua situazione si era notevolmente indebolita, sia per l’ambiguità della sua condotta politica , che per la guerra civile interna, ora deve riaffermare il proprio potere attraverso epurazioni, liste di proscrizione, licenziamenti e sospensioni dagli incarichi per tutto l’establishment a lui avverso …

    – sulla vittoria di Trump non ci giurerei, dato che la vera guerrafondaia, sostenuta dalle lobby delle armi, è proprio la Clinton …

  • PikeBishop

    Ci proviamo a fare cosa, chiacchere senza un solo dato certo?  Il moltiplicarsi della chiacchera?  

    E’ come parlare di calcio al bar davanti alla Luisona (il croissant che giace li’ da anni), che se la mangio mi uccide di sicuro, ma e’ meglio che stare al bar e sentire i pro ed i contro della formazione della nazionale proposta da Pino il Barbiere, che ha giocato a calcio 2 volte all’oratorio, ed e’ informatissimo sulle palle che raccontano i quotidiani "sportivi" che segue avidamente.  Peccato che i quotidiani sportivi non abbiano traccia di notizia e se le inventino di sana pianta e che, in ogni caso, nessuno sa veramente come sara’ la formazione, la tattica, lo stato di forma insomma niente, niente, niente, niente, niente.
    Una tesi, un dato, una linea di pensiero sono necessari per affrontare qualsiasi disanima, se non per i pallonari.
    Qual e’ il tuo punto in questo articolo?  Non ce lo avevi, non uno singolo.  Ma non puoi esimerti nel commentare questa notizia con un articolo, perche’ se no si potrebbe pensare che non hai una opinione su tutto nonostante tutto e mi citi anche Carr e Collingwood, next it’ll be dear old Latinorum.
    Generazione Erasmus anyone?
  • annibale51

    Lascia perdere Repubblica Rosanna, tempo perso…

  • gilberto6666

    Speriamo.

  • Rosanna

    I giornali mainstream non vanno demonizzati … qualche informazione la danno, poi spetta a noi condividerle oppure no … comunque quelle che ti ho postato sono fonti attendibili, la prima è il discorso di Trump … e l’altra è un breve commento fatto da Federico Rampini … poi lo sappiamo benissimo che Repubblica tifa per la Clinton … la quale molto probabilmente vincerà, dato che è finanziata dalle lobby delle armi e dato che Trump viene sempre presentato come un pazzo furioso e  nazista …

  • Rosanna

    pikebishop, se non hai capito la linea dell’articolo, e nemmeno la tesi sostenuta, sono problemi tuoi, non certo miei … molti altri hanno capito il senso e hanno risposto argomentando … se tu ti accontenti della polemica fine a se stessa … ancora una volta sono problemi tuoi …

  • 1Al

    Niente di più semplice, gli basterà tirare fuori una boccetta con un po’ d’acqua dentro e il gioco è fatto. Mi vien da ridere.

  • giannis

    Che poi le lobby delle armi sono quelle che comandano gli USA dal 1192001 , quindi perche dovrebbero mollare ora ?

  • 1Al

    Insomma, il vero golpe non c’è stato, ma è in arrivo. In effetti la Turchia fuori della nato e alleata di Putin non ce la vedo proprio. O meglio, non ce la vedono quelli d’oltreoceano e alleati.

  • giannis

    Concordo , bravo

  • Cataldo

    Appunto perchè è datato non è influenzato dagli eventi correnti 😉
    Non è che si condivida tutto l’articolo, citato, ma inquadra alcuni eventi in modo sintetico e convincente.

    La madre di tutti questi cambiamenti rapidissimi nello scenario turco  è  il successo, o il mancato insuccesso 🙂 delle
    operazioni russe in Siria. il giocattolo è esploso in mano a tanti, in
    primis Erdogan.
    Con il potenziale ingresso di una flotta da guerra
    NATO nel mar nero, che prevede che la turchia ignori le convenzioni internazionali sul mar nero, accettando l’eccezionalismo USA,  molti bluff sono caduti, questo è il processo naturale che
    accompagna una propaganda che si autoalimenta, la necessità di
    supportare con azioni concrete la nuova guerra fredda contro la Russia
    toglie ossigeno all’Erdogan di turno, ma le conseguenze non sono sempre prevedibili.

    Non credo che il golpe sia stato organizzato dagli USA, forse non è stato ostacolato, o è stato parzialmente foraggiato sottotraccia;  di sicuro Erdogan ne aveva contezza da tempo, cosi come è improbabile che gli USA facciano partire un golpe senza oscurare le fonti di informazione, se c’era un impegno diretto avremmo visto un approccio completamente diverso del mainstream sulla faccenda, come insegna l’esperienza storica .

    Molte fonti attendibili vedono una intelligence russa attiva con la controparte turca, proprio nei giorni precedenti il golpe. In ogni caso al momento la proscrizione ha assunto i connotati di una rivoluzione interna, e quindi come dicevo, al di la delle eventuali intenzioni, il golpe rispetto a quanto accade oggi è solo un pretesto mediatico.

    Obama ha optato per la strategia di velare il suprematismo USA, l’ esempio lampante è la Siria. dove non ha osato un intervento armato diretto, ma anche in Libia a ben vedere ha nascosto abbastanza la mano, un modo diverso di approcciare le crisi internazionali che diverge dalle pratiche dei suoi predecessori, che non hanno avuto la possibilità di diluire in una nebulosa di buone intenzioni parolaie le responsabilità imperiali. Questo modo di procedere crea però tante ambiguità in più, come era stato avvertito per tempo da molti commentatori della presidenza Obama,  ambiguità che  sono altrettanti spazi di manovra, sia diplomatici che militari, come ha dimostrato l’intervento russo in Siria.

    Gli eventi attuali vanno inquadrati più ampiamente, altrimenti restiamo ancorati alla cronaca del presente senza approfondirne gli aspetti rilevanti.
    Non ho modo di approfondire, vedremo se l’incontro con Putin si farà a breve, vedremo se sul campo siriano si materializzerà la svolta di postura politica turca, alla luce di questo deve essere valutata l’azione di Erdogan, sarebbe una svolta di ampio respiro, che coinvolge tutto lo scacchiere mediorientale.

  • Rosanna

    MI sembra che le tue riflessioni non siano troppo distanti dalle mie …

    – non credo nemmeno io che il golpe sia stato organizzato in primis dagli Usa, ma che ci sia stato da parte loro un aiuto consistente (il rifornimento dei caccia F-16), che si inseriva in un contesto di guerra civile già esplosivo per ragioni interne.

    – definire il golpe un pretesto mediatico, significa ignorare la difficile situazione sociale della Turchia e il fatto che Erdgoan si stia riattrezzando di quei poteri accentrati, che le opposizioni politiche avevano usurpato, indebolendo ulteriormente la sua posizione.

    – l’ambiguità di Obama, alfiere del neoliberismo, non poteva che sfociare in una poliica di contenimento delle tante guerre in attivo, cui si sono aggiunte quella di Siria, che non poteva condurre con il pugno di ferro, dato che si era formato un fronte oppositivo già ambiguo, per quanto riguarda la Turchia, e determinato, per quanto riguarda la Russia.
    Le decisioni di Erdogan saranno sicuramente determinanti per tutta l’area mediorientale, però dopo l’attentato all’aeropoto di Istanbul, dopo il golpe e la nevrastenia degli Usa … mi sembra più un morto che cammina … forse solo politicamente, ma anche no …

  • PikeBishop

    Un articolo non e’ come una barzelletta di cui bisogna capire la tesi sottintesa altrimenti non funziona.  La tesi, normalmente e’ in chiaro e non fa ridere sotto i baffi.  E’ palese. 

    Se non sai la differenza tra un articolo o una barzelletta chi di noi due ha dei problemi abbastanza seri?
    Era naturalmente una domanda retorica, so che stai ciurlando nel manico, che diamine.  Solo che non pensavo che potessi arrivare a queste latitudini per nasconderti dietro a un dito.
  • gix

    Come giustamente ha detto G71, uno che magari sarà pure di parte ma sicuramente un po’ se ne intende, liste di proscrizione per 50/60 mila nominativi di persone da eliminare o arrestare, non si preparano certo dalla sera alla mattina. Poi bisognerebbe riflettere anche sul fatto che il turco, se non ricordo male quanto afferma Magaldi, è un "frequentatore" autorevole, se non dei peggiori bar di caracas, almeno delle massonerie più inquietanti della terra. Su questi due elementi bisognerebbe ragionare per capire cosa sta succedendo. Poi certo, come pare evidente e fa rilevare la Rosanna, il personaggio è certamente infido e da prendere con le molle, tutt’altro che un servo allineato e docile, come purtroppo la maggior parte dei politici in europa. Alla fine direi che quello che conta è che gli interessi in campo stanno mettendo finalmente in crisi rapporti basati sull’ipocrisia e sul timore verso la superpotenza. Forse è proprio questo il punto, se un turco qualsiasi, benché potente, si sente di poter sfidare la superpotenza, nonostante tutte le armi  e le risorse sovrumane che questa possiede, vuol dire che veramente il mondo sta cambiando.

  • Fischio

    Il mondo non cambierà, in meglio s’intende, finchè non sarà abbattuto il Sistema Capitalistico….Analisi, approfondimenti, ricerche, sono comprensibili da un punto di vista del sapere, ma se in ultimo, date le tragedie che si stanno consumando (di questo passo sarà la fine), e le proposte, poche, e che restano strette al sistema vigente, la comprensione non serve a nulla….

  • Rosanna

    Hai detto bene gix, il mondo sta cambiando, ma la belva ferita è molto più pericolosa, e infatti sentivo proprio ora che c’è stato un nuovo attentato in Germania, a Monaco di Baviera … quindi siamo in guerra se qualcuno non l’avesse capito e io credo che ad usare terrorismo sociale siano sempre i soliti noti … quindi la volontà di usare la strategia della tensione, contro i populismi, che vogliono affrancarsi dall’Europa e contro i tentativi di riavvicinamento alla Russia … lo storico nemico dell’impero …

    http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2016/7/22/MONACO-DI-BAVIERA-SPARI-CENTRO-COMMERCIALE-Video-attentato-Germania-media-locali-morti-e-feriti-ultime-notizie-oggi-22-luglio-2016-/716078/ [www.ilsussidiario.net]

    MONACO DI BAVIERA, SPARI CENTRO COMMERCIALE / Video, attentato Germania: media locali, morti e feriti …

    SPARI CENTRO COMMERCIALE MONACO DI BAVIERA, ATTENTATO IN GERMANIA: CAOS NELLO SHOPPING CENTER

  • Rosanna

    La comprensione è servita poche volte nella storia … ma qualche volta è
    servita, durante le rare rivoluzioni avvenute … le vicende storiche
    comunque sono mosse dal capitale e dagli interessi … sono loro che
    decidono, non certo gli "ideali" dei popoli …

    Secondo il
    celebre incipit del “Manifesto del Partito Comunista” del 1848, “la
    storia di ogni società esistita sino a questo momento è storia delle
    lotte tra le classi”: ciò significa che il movimento storico è animato
    dal conflitto e, in questo senso, è dialettico e, cioè, nega e supera le
    fasi precedenti.

  • LinCad

    E’ possibile, ma non probabile in tempi brevi. I nemici di Erdogan stanno venendo epurati da ogni posizione di comando, l’esercito e’ indebolito, quindi "regime change" ha ottime possibilita’ di tradursi in guerra civile. Non credo che gli usa vogliano questo in turchia.

  • Fedeledellacroce

    Ma quanto spirito polemico!
    Possibile ce non hai niente di meglio da fare?
    Rosanna scrive chiaramente ed ha esposto i suoi pensieri su un fatto recente.
    Se pensi di essere cosí tanto al di sopra delle possibilitá di narrazione e deduzione di Rosanna, beh, allora scrivilo tu il pezzo!

  • FBF
    Il "colpo di stato" in Turchia è stato una mossa politica ed economica più semplice di quello che appare. Basta leggere attentamente l’articolo di Maurizio Blondet del 2012. Erdogan: un altro barbaro sognante?
    Per cui il progetto attuale della Turchia, è sicuramente di uscire dalla Nato.
    Ma come farà? Se la "Merkel avverte: un Paese che applica la pena di morte non è degno dell’Europa" vuol dire che la pena di morte ci sarà …. http://it.blastingnews.com/politica/2016/07/merkel-alla-turchia-un-paese-che-applica-la-pena-di-morte-non-e-degno-dell-europa-001020847.html 
    Prepariamoci perciò alle esecuzioni probabilmente un massacro. 
  • Tanita

    Suggerisco la lettura di questo articolo (e anche la sua traduzione). Magari merita di essere postato in questo sito.

    "The Twilight of NATO" by Thierry Meyssan

    ("Il crepuscolo dell’OTAN")

    http://www.voltairenet.org/article192832.html

  • Fischio

    Vero…ma ciò che manca in questo periodo storico è ‘la lotta di classe’ poichè latita la coscienza politica. Basta guardare le sparute contestazioni qua e là per capire l’arretratezza del movimento operaio. A riguardo torna a puntino la sentenza di Trotsky:’ Senza un Partito, aggirando il Partito…con un surrogato di Partito , la rivoluzione proletaria non può vincere". Perciò se i salariati e subordinati di tutto il mondo non si riagganciano al patrimonio lasciato da Marx e Lenin e di conseguenza la condanna a Stalin, non ci sarà via d’uscita…

  • Rosanna

    Grazie FBF, articoli molto interessanti …

    ne ho scovato uno anch’io a sostegno della stessa tesi

    http://vocidallestero.it/2016/07/22/il-nuovo-medio-oriente-esce-lamerica-ed-entra-la-russia/ [vocidallestero.it]

    Il Nuovo Medio Oriente: Esce l’America ed Entra la Russia

    Zero Hedge rilancia [www.zerohedge.com] un’interessante analisi di Ghassan Kadi [thesaker.is]
    sugli eventi che si stanno dispiegando in questi mesi in Medio Oriente.
    Dalla Turchia a Israele, dalla Siria all’Iran, l’insieme dei “puntini”
    indica che gli Stati Uniti stanno progressivamente perdendo terreno e
    influenza diplomatica nell’area medio-orientale, a tutto vantaggio della
    Russia, che si sta presentando sulla scena come unica potenza capace e
    determinata a stabilire un equilibrio e a risolvere i conflitti.

  • Rosanna

    Grazie Tanita, molto interessante !! … Meyssan è sempre molio documentato e geniale nelle sue disamine … è stato uno dei primi giornalisti a scovare la bufala dell’11 settembre

    http://www.ibs.it/code/9788887517347/meyssan-thierry/incredibile-menzogna-nessun.html [www.ibs.it]

    Osservatore attento dell’attualità
    internazionale, il giornalista T. Meyssan è stato attratto dalle
    anomalie delle prime fotografie dell’attentato contro il Pentagono, poi
    dalla confusione e dalle contraddizioni della versione ufficiale, anche
    per quanto riguarda il World Trade Center.Ha allora condotto
    un’inchiesta che l’ha trascinato di sorpresa in sorpresa, una più
    stupefacente e terrificante dell’altra.  Questo libro si fonda
    esclusivamente su documenti della Casa Bianca e del Dipartimento della
    Difesa, così come sulle dichiarazioni dei dirigenti civili e militari
    alla stampa internazionale.Tutte le informazioni che riporta sono
    referenziate e dunque verificabili dal lettore.

  • geopardy

    Quella che stanno smantellando è la rete di Gulen (un incrocio tra Opus Dei e loggia P2), di cui conoscono perfettamente l’estensione, che raggiunge quasi ogni segmento della società turca, compresi giudici, insegnanti e militari.

    Se questo sia giusto o meno, credo, che noi non siamo in grado di saperlo con certezza.
    Al di là della detestabile politica di Erdogan, il fatto è che, mentre se da noi c’è un attentato e si sospende Shengen e si instaura una politica di emergenza (vedi Francia), con la sospensione di tutta una serie di diritti acquisiti (figuriamoci in caso di golpe militare fallito), nessun mass media ufficiale si sognerebbe di agitare il pericolo di svolta autoritaria, mentre per gli "altri" sì.
    Noi abbiamo avuto due governi (o tre) non eletti da nessuno, che stanno manomettendo la Costituzione e prendendo decisioni terribili per il nostro futuro a colpi di fiducia, ma nessun mass media ufficiale (ma anche non) si sogna di gridare al golpe (che sarebbe la giusta definizione da Monti in avanti).
    Stiamo "perdendo" tempo con le "follie politiche" di Erdogan, eletto a maggioranza dal popolo turco, senza vedere che le medesime riforme vengono proposte da noi dai morbidi "golpisti".
  • gix

    Si certo, osservazioni giuste. Io però non sarei così pessimista, la gente in Italia, magari confusamente, comincia a sospettare che sotto sotto c’è la fregatura. Certo è ancora una minoranza, e c’è una massa consistente che frena la presa di coscienza di quanto tu dici. Ma alla fine non è difficile accorgersi che in Italia vi è una classe politica che lavora in una direzione sola. Quando ti cominciano a toccare pensioni, risparmi, lavoro, sanità ecc…. 

  • geopardy

    Il "perdendo tempo" non vuole riferirsi ad alcuna critica nei confronti del legittimo articolo.

  • geopardy

    Personalmente, nella vita mi sto dando da fare, per quanto mi sia possibile, per informare e per impedire tutto ciò.

  • Tanita

    Infatti. E’ proprio con i suoi articoli sull’11 settembre che ha attratto la mia attenzione.

    D’altra parte, qualsiasi osservatore esterno ai fatti poteva e puó capire che l’11 settembre non avrebbe potuto esistere senza quanto meno la complicitá del governo americano (se non altro).

    Quello che io vedo é che i governi, specie certi governi, stanno uccidendo i propri cittadini, oltre ad aver massacrato e massacrare quotidianamente migliaia di persone nel Medio Oriente, in Africa e altrove.

    Sembra che molti americani se ne rendano conto ormai. Vedremo. E gli europei? Tanti milenni di Storia per fare alla fine tanta fatica a capire qui prodest?