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TU, POTRESTI DIVENTARE UN TERRORISTA ? GLI SCENARI PREVENTIVI DIFFUSI DAI MASS MEDIA PER LA SFIDA AL TERRORISMO DA PARTE DI UNA FORZA DI POLIZIA MONDIALE

DI BERNIE SUAREZ

activistpost.com

La domanda posta di recente da Matt Apuzzo – che scrive per il NYTimes – è: “Chi potrebbe diventare un terrorista?”. La risposta è: non c’è risposta. Non c’è alcun modo di prevedere chi risponderà di sì alla chiamata a partecipare al terrorismo sponsorizzato dallo stato. Non confondiamo la realtà vera e propria con la realtà artificiale che la televisione e i grandi mezzi d’informazione presentano alle masse. Pertanto, cerchiamo di essere assolutamente chiari. Nella realtà della Seconda Dimensione nella quale vivono i mass media, la questione si pone sul presupposto che là fuori ci siano delle entità che scelgono in modo del tutto autonomo di diventare terroristi. E’ in questa realtà che si pone la domanda: “Come è possibile prevedere chi saranno – per scelta – i prossimi “terroristi”?

La domanda è intesa a facilitare la realtà artificiale presentata dai grandi gruppi d’informazione. Guardando meglio dietro le quinte di questa falsa realtà, scopriamo grandi piani a lungo termine che implicano l’istituzione, il finanziamento e l’armamento di gruppi di “opposizione“, quegli stessi gruppi che successivamente saranno coinvolti nel terrorismo ‘sintetico’ e che offrono una “soluzione” preventiva. In questo caso la soluzione non è ovviamente disponibile, ma l’articolo sottintende che se si potesse in qualche modo identificare anticipatamente i terroristi, allora saremmo sulla strada giusta per “sconfiggere il terrorismo”.

Una cosa da osservare di questo articolo recentemente pubblicato sul NYTimes, è che ai ‘controllori’ viene affibbiato il ruolo di perdenti scontati. Di che parlo? Ecco alcuni esempi:

Quando l’ISIS fu presentato all’opinione pubblica mondiale nell’estate del 2014, i mass media li glorificarono, gli diedero un nome e un titolo, gli attribuirono decapitazioni ed altro ancora. Poi, alla fine del 2014, ecco Obama in televisione, con atteggiamento da perdente scontato, che dice al mondo che non ha ancora un piano preciso per sconfiggere l’ISIS. Questo atteggiamento è stato sfruttato dai repubblicani e dai critici di Obama per definirlo “morbido con il terrorismo” (pensiamo alla dialettica Hegeliana). Poi, dopo aver assunto quel ruolo di perdente ‘morbido con i terroristi’ e uscirne ovviamente sconfitto all’inizio del 2015, ecco che salta fuori con una soluzione: “Che ne dite di una risoluzione sull’ autorizzazione alla forza militare illimitata (AUMF)?” E così, quel ruolo iniziale di sconfitto, di uno che non ha una soluzione a portata di mano, gli dà la giustificazione per agire in futuro in modo del tutto opposto.

Abbiamo assistito ad una simile dialettica nel 2014, con Ebola. La debole e impotente reazione iniziale all’isterismo ‘sintetico’ provocato dai mass media, è stata successivamente criticata dalle Nazioni Unite come esempio di inettitudine e debolezza. Poi, nel 2016, abbiamo visto come questa critica abbia condotto all’appello per un centro di comando medico globale, in risposta all’inerzia iniziale condannata dalle Nazioni Unite.

In questo recente appello dei mass media per un’identificazione preventiva dei terroristi, non solo Stati Uniti ed altri paesi NATO sono considerati deboli e impreparati ad individuare i terroristi, a causa di analisi errate e di fattori inaffidabili, ma circola anche un messaggio più importante e sottile: quello che BISOGNEREBBE, anzi, SI DOVREBBE trovare il modo – per il nostro bene – di identificare i terroristi prima ancora che colpiscano. In pratica, questo appello auspica l’individuazione di una tecnica alla ‘Minority Report’, che ancora non abbiamo. Sottolineando, in grassetto, la posizione di perdenti strategici scontati dimostrata in prima battuta.

Quello induca le persone verso la violenza – e sa da essa le si possano allontanare – è un mistero che da sempre tormenta i governi di ogni parte del mondo. Tale questione ha riassunto di recente notevole importanza con l’ascesa dello stato islamico e con la serie di attacchi in Europa e negli Stati Uniti. Nonostante i milioni di dollari spesi in ricerche sponsorizzate dal governo, e il tanto pubblicizzato impegno della Casa Bianca nel trovare delle risposte, non sembra esserci ancora niente oggi che assomigli anche solo vagamente ad un consenso condiviso sui motivi per cui una persona diventi un terrorista.

Dopo tanti finanziamenti e pubblicazioni su pubblicazioni, ad ogni attacco terroristico ci rendiamo conto che siamo ben lontani da trovare delle risposte alla domanda principale: cosa induce la gente a ricorrere alla violenza” ha scritto Marc Sageman, psicologo e consulente del governo, nella rivista “Terrorismo e Violenza Politica nel 2014”. “Ci si pone sempre gli stessi quesiti, e non si trovano ancora delle valide risposte”.

Poi, con un rapido colpo di spugna, sentiamo dire che probabilmente chiunque potrebbe diventare un terrorista e che forse un migliore programma di ‘vigilanza’ sulla popolazione civile potrebbe risolvere il problema…

Deve essere la comunità a individuare e segnalare comportamenti anormali” ha detto Denis McDonough, il vice consigliere per la sicurezza nazionale del tempo. Come esempio, ha citato le assenze ingiustificate (dal lavoro o da scuola) come primo segnale di probabile attività illegale o terroristica. “Le assenze ingiustificate dal lavoro o dalla scuola possono indicare una possibile attività di estremismo violentoha detto.

Ma negli anni che sono seguiti si è fatto ben poco per ridurre la lista dei probabili precursori terroristici. Anzi, la scienza oscura indica che chiunque può diventare un terrorista. Alcuni studi suggeriscono che i potenziali terroristi sono istruiti ed estroversi; altri dicono che sono più a rischio gli individui reclusi e ignoranti. Altri studi ancora puntano agli adolescenti, persone giovani, impazienti e con un forte senso dell’avventura, inclini a “lottare per raggiungere una propria dimensione”.

Giovani impazienti, assenti ingiustificati, persone istruite, chiunque può essere un terrorista. A questo punto uno inizia ad interrogarsi sul senso di questo articolo. Eccolo.

Questo è solo il primo round di una lunga manovra di ingegneria sociale. Le masse sono lentamente indotte a credere che davvero chiunque può diventare un terrorista: istruzione, classe sociale, professione, nazionalità e religione non hanno più rilevanza, quindi dobbiamo sospettare di chiunque intorno a noi. L’uomo nero è in mezzo a noi e non sappiamo chi é. Anche senza dirlo espressamente, ci preparano mentalmente all’istituzione di una task-force preventiva anti-terrorismo che finalmente troverà la giusta “soluzione” per l’identificazione dei futuri terroristi.

Articoli vaghi e disinvolti come quello qui citato, sono la prima fase di un tentativo di condizionamento delle masse, il ‘ground-zero’ di un piano a lungo termine per l’istituzione di uno stato di polizia globale, caratterizzato da tecniche di prevenzione dei crimini alla Minority Report. In realtà, tutto questo fa parte di Agenda 2030, la Rete delle Città Forti, con l’obiettivo dichiarato di ‘pace e prosperità globale’.

Ecco di che parlano gli articolo di propaganda come questi. Gettano le basi per una tecnologia pre-crimine, sottolineando i nostri attuali fallimenti e inadeguatezze, legandoli proprio all’indisponibilità di tali tecnologie. Di solito i fallimenti precedono sempre una futura ‘soluzione estrema’ (si pensi a AUMF).

Prima riusciamo a riconoscere le loro tattiche, prima riusciremo a sconvolgere i loro piani. Tutto questo parlare di ‘prevenzione del crimine’ ignora che il terrorismo è sponsorizzato dagli stati e utilizzato come uno strumento per destabilizzare altre nazioni e a privare la gente dei diritti individuali. Dobbiamo essere uniti in questo 2016 per denunciare ogni atto di terrorismo artificiale e sponsorizzato, prima che si arrivi a queste future ‘soluzioni’ che consolideranno il loro nuovo ordine mondiale globale.

Se condividete, diffondete questo articolo.

Bernie è uno scrittore rivoluzionario, con un background in medicina, psicologia e tecnologia dell’informazione. E’ autore di L’arte di sconfiggere il Nuovo Ordine Mondiale; nel corso degli anni ha scritto numerosi articoli sul tema della libertà, della corruzione e delle cospirazioni di stato. Ha condotto il programma radiofonico 9/11 – Caduta Libera. E’ autore del Progetto Televisione – Verità e Arte, dove condivide articoli e video sui problemi che più muovono le nostre coscienze, offrendo soluzioni ai problemi attuali. I suoi sforzi sono sempre stati diretti ad incoraggiare la gente a cercare la verità, a rivelare le tattiche governative di propaganda, paura e inganno e ad affrontare la psicologia di come porsi di fronte al nuovo ordine mondiale. E’ anche un ex-Marine americano che crede che sia dovere di ogni americano difendere la Costituzione degli Stati Uniti contro tutti i nemici, esterni ed interni. Attivista per la pace, è fermamente convinto che l’informazione e la consapevolezza sono il primo passo verso la libertà dalla schiavitù del controllo globalizzato che minaccia l’umanità. E’ convinto che l’amore vince ogni paura ed è compito di ognuno manifestare per le soluzioni e i cambiamenti necessari per il mondo, poiché solo così si può sperare nella vittoria e nella liberazione della razza umana dal dilagante sistema schiavistico globalizzato, e ridare speranza alle future generazioni.

Fonte: www.activistpost.com

Link: http://www.activistpost.com/2016/03/will-you-become-a-terrorist-mass-media-setting-early-stage-for-global-police-pre-crime-challenge.html

29.03.2016

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Pubblicato da Davide

  • gnorans

    Mi viene in mente un’idea balzana.
    Esistono videogiochi il cui nocciolo consiste nello sparare per strada a chi capita.
    Questi videogiochi girano ad esempio sulla playstation, e i giocatori possono comunicare tra loro.
    Può essere un sistema di reclutamento per i giovani virgulti più promettenti?
    Mi domando ancora: perchè non esistono videogiochi sul tema "spara alla persona giusta"?

  • giannis

    Perche’ i videogiochi come anche televisione , giornali , scuola , libri di storia , musica ecc… sono tutti controllati dagli "illuminati "

  • rbk

    La Istigazione è definita dal C.p come :
     Azione compiuta sulla psiche
    altrui al fine di far sorgere o rafforzare motivi di impulso, ovvero di
    affievolire motivi inibitori.
    I. a delinquere Delitto previsto dall’art. 414 c.p., che si configura quando si istighi pubblicamente qualcuno a commettere uno o più reati.

    Molti sostengono che i terroristi nostrani siano spie false flag agenti etc..

    In realtà credo che la verità sia molto più basica ed istigare qualcuno a commettere qualcosa è molto semplice per delle Organizzazioni con grandi mezzi a disposizione tra cui il controllo del principale mezzo di comunicazione con il quale si influisce sulla psiche altrui,la tv.
    Analisi comportamentali,sociologiche,psichiche delle masse, potenziate e affinate grazie ai mezzi di profilatura di massa come il controllo dei social,dell’audience, dello share,delle comunicazioni private, dei gusti delle tendenze ,delle aspirazioni etc etcc permettono agli Analisti di formulare "messaggi personalizzati"destinati ad influire sulla psiche del target identificato come idoneo a svolgere determinati azioni.
    Esattamente come fà la pubblicità che sviluppa  un messaggio idoneo a spingere il cliente ad acquistare un prodotto, un analista di marketing strategico(politico) è in grado di sviluppare" messaggi specifici "efficaci a far sorgere o rafforzare motivi di impulso, ovvero di
    affievolire motivi inibitori necessari ad un individuo a commettere atti di terrorismo.
    Messaggi che trasmessi tramite tv a milioni di persone sono percepiti e recepiti solo da coloro che corrrispondono ad un determinato profilo psicologico.

  • makkia

    Esistono e sono proprio quelli che dici tu.
    Si chiamano "sparatutto", un tempo erano a giocatore singolo e ti facevano incontrare solo nemici, che andavano abbattuti.
    Quelli "moderni" a giocatore multiplo invece rendono obbligatoria la presenza di giocatori della tua squadra e ti penalizzano se spari per sbaglio a uno della tua squadra.

    E’ assai difficile che servano a reclutare, visto che le abilità richieste per essere buoni giocatori sono solo i riflessi, che scemano coll’età (passati i 30 anni puoi giocare anche 12 ore al giorno ma sarai una mezza schiappa rispetto a quando eri ragazzino). Altre caratteristiche necessarie a un killer non sono evidenziate o evidenziabili né dalla frequenza con cui il ragazzo gioca né dai punteggi che ottiene.
    Ad esempio c’è un gioco in cui devi "imbroccare" le note giuste su una chitarra elettrica (vera) e suonare così il più fedelmente possibile i pezzi di grandi chitarristi: le abilità richieste sono le stesse degli sparatutto (escluso il fatto che "suoni" una tastiera invece che una chitarra).

    Il gioco in generale sostanzialmente serve ai bambini/adolescenti a simulare una situazione in modo da capire quali cose NON fare in una situazione vagamente simile nella realtà, quali errori NON commettere, come organizzarsi meglio con sé stessi e con gli altri.

    Il videogame (soprattutto questi di cui parli) ha un elemento compulsivo, di coazione a ripetere, che lo differenzia marcatamente dal gioco vero. Non è educativo (quasi) in niente e non prepara/predispone a niente.
    Ne deriva infatti una super-specializzazione in un campo tapmente ristretto di azioni/abilità che non solo non sei "migliore" in una qualsiasi attività nella vita reale, ma non sei neanche particolarmente abile in altri videogiochi, pur simili.

    Sull’impatto psicologico dei videogame invece le cose sono talmente confuse che non si sa praticamente niente.
    E come non lo sanno gli psicologi non lo sanno neanche i reclutatori.

  • gnorans

    Quello che dici va bene per un gioco di tiro all’astronave aliena, ma nel nostro caso caso si tratterebbe di individuare gente portata a sparare a sconosciuti inermi, poi se azzeccano un tiro su dieci pazienza …

  • makkia

    Ah, OK. Non sai niente di videogiochi e hai buttato lì una tesi da complotto come un’altra… scusa se mi sono intromesso nel tuo divertissement.