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TU AMMAZZA LA SIRIA CHE IO COMUNQUE TI AMMAZZO IL DOLLARO


DI ENZOSABE
comedonchisciotte.org

Commento pubblicato nel forum di comedonchisciotte.org
il 2.09.2013

Pare (da questo momento fino alla fine del post si parla solo di ipotesi) che in caso di attacco americano alla Siria, il Presidente Putin abbia dato ordine ai bombardieri russi di non stare a far girare le eliche (o meglio scaldare i reattori) a vuoto a terra, ma di alzarsi in volo e andare a bombardare … indovinate un po’? L’Arabia Saudita. Se ciò è vero, voi (ed anche io) vi chiederete il perchè. Ecco la spiegazione che mi sono dato.

Non so. Ho sentito qualche voce (e tale rimane), p.e.: www.whatdoesitmean.com (in inglese)

Mettiamo il caso che nell’incontro avvenuto qualche settimana fa tra il Presidente Putin e lo sceicco saudita superfiloamericano Bandar Bin Sultan, il primo abbia dato la dimostrazione del possesso di prove incontrovertibili del coinvolgimento saudita nel fomentare l’insurrezione in Siria, con l’ulteriore specificazione che in base a queste prove l’Arabia Saudita di fatto viene considerata dalla Russia nazione belligerante (senza dichiarazione di guerra aperta) nei confronti della Siria alla quale, si può presumere, la Russia stessa è sicuramente legata da un patto di reciproco intervento di difesa (quindi il motivo per attaccare la Russia potrebbe già averlo). Voi vi chiederete ma perchè non attaccare Israele o La Turchia (che pure ci stanno dando del loro) ed andarsela a prendere con i poveri (si fa per dire) e lontani sauditi?

Pensiamoci un po’.
In questo caso gli Usa sarebbero impegnati non solo in un intervento aggressivo nei confronti della Siria (alla quale i russi hanno dato sicuramente i mezzi per affondare le navi e abbattere gli aerei aggressori senza farsi coinvolgere direttamente nella risposta), ma sarebbero impegnati anche in un intervento difensivo dell’Arabia Saudita (con il rischio per gli Usa di avere una confronto diretto con la Russia – e quindi, in questo caso, le parole del Presidente Obama dell’intervento limitato sarebbe solo una sua fantasia, anzi una dichiarazione mediatica per ottenere del consenso a condurre l’attacco sulla Siria).

A questo proposito occorre citare la (presunta?) esistenza di un patto stretto decenni addietro tra l’Arabia Saudita e gli Usa secondo il quale la seconda si impegnava a difendere la prima contro aggressioni esterne a patto che i sauditi commerciassero il loro petrolio solo in cambio di dollari (questo sarebbe il patto secondo il quale si baserebbe l’egemonia del dollaro su tutte le altre valute del globo). Esiste questo patto? Forse si, forse no. Se esistesse, interverranno gli Usa a difendere i sauditi? E soprattutto: sono in grado di respingere l’attacco russo? Tutte questioni aperte. (ripeto queste sono tutte speculazioni).

Comunque le cose potrebbero stare così:

a) se gli Usa non attaccano la Siria allora c’è il rischio che il gasdotto alternativo al Nabucco che arriva dall’Iran e passa dalla Siria si faccia, con indebolimento del dollaro (in quanto si può comprare gas/petrolio in euro o altre valute diverse del dollaro); in questo caso è anche sicuro che non viene ad esistenza alcun gasdotto che consegni gas/petrolio saudita/qatariota che passi per la Siria. Conseguenza in ogni caso: il dollaro continuerebbe ad essere soggetto a quel lentissimo fenomeno di erosione quale riserva mondiale di valuta. Non si deve sottovalutare il fatto che poi altre nazioni petrolifere e consumatrici potrebbero decidere di commerciare il petrolio facendo a meno del dollaro. Il declino degli Usa (e dei suoi alleati, cioè anche noi) avverrebbe lentamente
b) se gli Usa attaccano la Siria, proprio quell’alleato che assicura al dollaro lo status di riserva mondiale, cioè l’Arabia Saudita, rischia di venire devastato da un attacco russo. Attacco che non sarebbe diretto contro la sua classe politica oppure le sue forze armate, ma principalmente diretto a distruggere le sue strutture estrattive (quindi attacco a dir poco limitato e facilissimo nell’esecuzione per una potenza militare come la Russia, in quanto gli impianti sono difficilmente difendibili) mandandola per alcuni anni nella serie B (e forse C ) dei produttori di petrolio.

Conseguenza: il dollaro muore ancora più velocemente in quanto il principale pilastro su cui si regge il dollaro quale valuta di riserva mondiale viene meno. Inoltre in pochi giorni gli Usa perderebbero il suo principale alleato nella regione (essendo Israele il primo), non potendo tra l’altro più finanziare i ribelli-terroristi siriani (dovendo pensare a cose più urgenti, cioè alla propria sopravvivenza). Quindi per i ribelli-terroristi verrebbe meno il principale flusso di finanziamento con presumibile sostanziale eradicamento dei ribelli-terroristi dal territorio siriano (quelli che rimangono si trasformerebbero principalmente in unità di intelligence e sabotaggio per favorire l’attacco esterno).

Certo, questa potrebbe essere solo una fantasia se non fosse per il fatto che la Russia non è la Corea del Nord: a differenza di questa, la Russia può condurre attacchi in qualsiasi parte del globo (basti pensare che uno dei punti di forza della Russia sono i sommergibili). Voglio dire: la cosa è tecnicamente possibile e forse anche molto sensata.

Giudicando spassionatamente la definirei una intenzione geniale.

Bisogna ammetterlo, si può pensare di tutto della Russia tranne che non sia un pericolosissimo covo di finissimi giocatori di scacchi.
Naturalmente farà piacere sentire il parere di chi pensa che questo scenario non sia possibile.

Enzosabe
Fonte: www.comedonchisciotte.org
2.09.2013

Pubblicato da Davide