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TORNO DALL'ARGENTINA: IL NOSTRO TRISTE FUTURO

DI MAURIZIO BLONDET
effedieffe.com

Cari lettori, sono stato a Buenos Aires. Ho indagato su miracolo eucaristico, evento passato sotto silenzio dalla Chiesa, su cui forse riuscirò a scrivere un libro.

Oggi, però, voglio anticiparvi la mia sensazione: Buenos Aires come immagine del nostro futuro. Più avanti di noi, precisamente, nella decadenza. Infissi divorati dalla ruggine e cadenti, spazzatura, auto e cellulari di seconda mano, computer ingrigiti con gli schermi a tubo catodico, marciapiedi resi impraticabili dalla rotture delle piastrelle (come si usano lì) che nessuna aggiusta, riparazioni malfatte, maniglie che (nell’albergo a 4 stelle) ti restano in mano, bagno che perde, tetti dove le tegole rotte vengono sempre più estesamente, spicciativamente e con minor costo sostituite da lastre di metallo ondulato, martellate e peste: la mancanza di manutenzione nell’illusione di risparmiare, primo colpo d’occhio che rivela, allo straniero, la decadenza.

La gente del posto non se ne accorge, s’è assuefatta al decadimento, in quanto è stato graduale, non vede più la stracca desolazione che la circonda. E l’inflazione, tornata al 30%. E gli scioperi dei dipendenti pubblici che vogliono aumenti sennò spaccano tutto, e la manifestazioni di piazza di questo o quel gruppo che esige sussidi, e la criminalità che risale, con la disoccupazione… Il tutto fra l’obelisco e la strada più larga del mondo, avenida Nueve de Julio, straordinari edifici copiati nel secolo scorso dalla Parigi di Luigi XIV o dalla Berlino neoclassica del ‘900, grattacieli di ieri e palazzi art déco, tutti i segni monumentali di quella che fu, fino agli anni ’40, se non un’epoca grande, un’epoca ricca, lussuosa – l’epoca in cui l’Argentina era esportatrice mondiale di carne e grani.

Tale è rimasta nell’età della globalizzazione e della new economy telecom-digitale, questo è il guaio. O uno dei guai, che si uniscono a tanti – e tutti, ahimé – i sintomi che vediamo in Italia.

Anche l’Argentina è stata sottoposta dall’estero alla fase di «austerità». Come i nostri politici hanno agganciato la nostra economia all’euro (ossia al marco tedesco), così quelli argentini imposero l’assurda convertibilità fra la moneta nazionale, il peso (valuta inesistente sul mercato globale) e il dollaro USA: per un peso, ti davano un dollaro. Faceva comodo ai grandi creditori internazionali, come oggi la condizione italiana fa comodo alla Germania. Come da noi con l’entrata nell’euro, si disse che la misura avrebbe reso più responsabili i governanti, inducendoli ad indebitare meno lo stato. Non funzionò. Fu una deflazione atroce, metà della popolazione disoccupata. Sotto le cure «di risanamento» del Fondo Monetario, il cui direttore esecutivo di allora per caso era il tedesco Horst Kohler, il quale è rimasto famoso in Argentina per una frase che noi, e i greci, abbiamo udito da Angela Merkel e dalla stampa tedesca: «Gli argentini debbono soffrire. Non c’è via d’uscita senza sofferenza».

In quel mentre, il FMI aveva prestato altri 8 miliardi di dollari (a tasso proibitivo) all’indebitato Paese: un prestito «supplementare» che si addizionò a tutti gli altri, e il cui solo esito – e forse, il solo scopo – fu di ritardare l’inevitabile bancarotta, in modo da facilitare la fuga dei capitali stranieri dall’Argentina: Goldman Sachs, JP Morgan e simili ebbero tutto il tempo di vendere i loro miliardi di pesos ricevendo altrettanti miliardi di dollari: oltre venti miliardi di dollari uscirono dall’Argentina fra ottobre 2001 e i primi giorni del 2002.

Quando il Paese fece default, il Wall Street Journal strillò d’indignazione e minacciò «gravi conseguenze» per il debitore insolvente , ma per un motivo che confessò così: prestare agli Stati sudamericani, scrisse, per la finanza globale «è stata una delle poche possibilità d’investimento con buoni profitti» nel decennio precedente. Eccome: buoni del Tesoro messicani rendevano l’8%, quelli venezuelani il 16, quelli argentini ad un certo punto anche più. È stato bello fin quando è durato, senza nessuno sforzo d’ingegno e senza rischio per gli «investitori», se si ha dalla propria parte il FMI che rallenta la crisi terminale dei paesi debitori, dando il tempo di ritirare i capitali alla pari.

Il Wall Street Journal, scrive Osvaldo Tcherkaski, grande giornalista argentino (ne avessimo noi uno così) «ha svelato il paradosso dei mercati finanziari globali: quanto più fanno crescere a livelli impagabili i debiti di questi Paesi, debiti generati dall’estorsione dei mercati stessi e gestiti dalle banche, maggiore è il profitto». È per questo meccanismo che i pochissimi ricchi sono diventati sempre più pochi e più ricchi, estraendo interessi da favola alle masse di poveri sempre più poveri, e sempre più numerosi. Per questo appunto la finanza ha voluto la globalizzazione.

Fatto è che l’Argentina ha rotto il gioco. Governanti per una volta coraggiosi (ne avessimo qualcuno noi…) hanno sganciato il peso dal dollaro e contestualmente, dichiarato bancarotta. Pardon, si parla di «ristrutturazione del debito» estero: ma anche così, significò un taglio del debito pari al 18% del Pil.

Così alleggerito, e con la svalutazione che lo rendeva di nuovo competitivo (e ghiotto per la finanza), il Paese – a prezzo di gravi sofferenze per parte della popolazione – ha preso a crescere impetuosamente; ha recuperato la caduta del 20% del livello di produzione, assorbito gran parte dell’enorme disoccupazione, soppresso la fiammata iper-inflattiva, ricostituito l’unità monetaria (nell’austerità, erano spuntate 14 sub-monete locali, provinciali). Anche il protezionismo ha svolto il compito benefico ben noto: industrie globali, come per esempio Samsung, per poter accedere al mercato argentino, hanno accettato di costruire (o montare) i cellulari in… Patagonia.

Questo impulso dinamico però s’è sfiatato. Lo dice Roberto Lavagna, il Ministro che ebbe il gran coraggio di ripudiare il debito: «Le opportunità che abbiamo costruito tutti insieme con grande sforzo nel periodo 2002-2006 si sono perse. In meno di due anni l’attivo di bilancio ottenuto si è ridotto a meno della metà, e nei due anni seguenti (200-2009) s’è tramutato nel quasi tradizionale passivo dei conti pubblici nazionali. Gli investimenti nella produzione reale sono rallentati dal 2006, e quindi la creazione di posti di lavoro è rallentata fino a giungere all’11% di disoccupati. L’inflazione accelera, la fuga di capitali è ripresa, le finanze delle provincie sono sempre più debilitate».

Insomma, dice Lavagna, «s’è sprecata l’occasione storica, che tanto ci è costata, e che non si doveva perdere». Se gli si chiedono le cause, l’elenco che ne fa evoca – sinistramente, desolatamente – l’elenco dei mali italiani. Per dirne solo qualcuno,

Un federalismo non risolto» – edulcorata espressione per «istituzionalmente pasticciato alla furba per soddisfare le pretese centralizzatrici fingendo di devolvere poteri», dove le regioni (in Argentina, «province»), private della «prerogativa di gestione dei loro propri introiti», si trasformano in «mendicanti presso il Governo Centrale», che esercita così di nuovo il «centralismo di cassa, che consiste nel dare fondi in cambio di favori politici».

«Clientelismo», «limiti inefficaci al finanziamento dei partiti», «cariche elettive trasmesse ai familiari, padri, figli, fratelli, mogli…». «Sindacalismo» fierissimo, comunistoide, reovucionario, che picchetta le fabbriche e gli uffici pubblici, ed esige dallo Stato i soldi. «Fragilità istituzionale», ossia leggi malfatte e ampiamente disobbedite…

«Disordine dei conti pubblici che obbliga ad emettere titoli di debito a tassi altissimi d’interesse, abbandonando la politica di dis-indebitamento: dis-indebitamento che Lavagna non suggerisce «per ortodossia economicista», bensì «come strumento per “fare” politica economica, per prendere decisioni senza il condizionamento di fattori interni ed esteri»: i creditori, infatti, ti condizionano e ti impongono le loro ricette nell’interesse loro, non del Paese.

Politiche agricole dissennate, come «il massacro di bestiame da carne e da latte» perseguito per anni, allo scopo di sostenere i prezzi, e che ha ferito il motore principale dell’economia argentina.

«L’istruzione, fattore essenziale» e mancante: i poveri delle favelas (qui si chiamano «villas miserias»), in cui il cardinal Bergoglio ha visto sempre il suo vero gregge e tesoro di non si sa quale religiosità popolare ancor sana, sono sì poveri, ma – letteralmente – non sanno fare nulla: non hanno imparato alcun mestiere, e dunque il loro sbocco è la criminalità, la droga e la prostituzione, l’attività di cartonero (chi raccoglie cartoni usati ed altre spazzature per pochi pesos al giorno). Questo al livello basso della società. Ma al livello alto, Lavagna denuncia le falle del sapere scientifico e tecnologico nella borghesia imprenditoriale e nei pubblici dirigenti, il non saper produrre con ambizione «beni e servizi di qualità, varietà ed utilità superiore», accontentandosi di qualità inferiori. Occorre con urgenza una vera riforma dell’educazione, una frustata intellettuale: «Se non siamo capaci di questo tipo di sviluppo, il Paese decadrà vegetando come produttore di beni primari, agricoli e minerari, senza capacità di fare valore aggiunto e dunque lavoro qualificato». E magari, vantandosi che « come si mangia bene da noi, non si mangia da nessuna parte». Slow food ed Expo sull’alimentazione, invece che sulle tecnologie d’avanguardia…

… ma scusate, mi sto confondendo. Non so più se parlo dell’Argentina o dell’Italia. Del resto, cosa volete: metà degli argentini sono italiani, e tutti se lo ricordano, e quasi tutti hanno visitato i Paesi dei loro nonni e genitori: in Calabria, in Sicilia per lo più… Quasi tutti hanno il sogno di tornare, l’idea di un’uscita di sicurezza, che impedisce di metter radici nel comune destino argentino.

Lo ammette Lavagna: «Al peggio della crisi del 2002, il Paese ha vissuto una solidarietà e una unità eccezionale: ricchi e poveri erano tutti meno egoisti, più responsabili, più comunitari». Come in guerra, il Paese si rinsaldò. «Oggi questi comportamenti si sono diluiti. Nella classe alta è riapparsa l’idea del Paese in cui si vive, nel quale si dorme, ma nel quale non si tengono i principali impegni economici, i veri investimenti. Nei professionisti e imprenditori, riappare il consumo di ostentazione, del mostrarsi spesso al costo di non essere, e non di rado conseguito indebitandosi. I settori più bassi e poveri sono tornati ad essere sempre più abulici, discreditati, e sempre più si vanno di nuovo convertendo in soggetti passivi del clientelismo».

Come nel nostro Meridione, mi vien da dire. Lavagna conclude che occorre «un impegno della società per un progetto nazionale», l’impegno all’inesorabile, non evitabile, «destino comune». Difficile, quando metà della popolazione è italiana, un ben noto non-popolo, e divorata dalla nostalgia e dal sogno di tornare- in Calabria.

Argentina, bella donna non amata, dico a Fernando Gonzalez, che è stato mio generoso anfitrione nei giorni passati. Fernando è un giudice della Cassazione penale argentina, giovane, intelligentissimo, coltissimo (20 mila i volumi della sua biblioteca), tradizionalista cattolico. Devo a lui tutti gli incontri importanti che ho avuto, spesso eccellenze intellettuali vere (come l’antico gesuita padre Saenz), ne avessimo alcune qui… Fernando mi ha raccontato che il Governo Kirchner, di sinistra, ha stancato tutti; ma che a destra non ha un candidato presentabile per le prossime elezioni. Anche in questo, è Italia. «Argentina, bella donna che i suoi uomini non amano», gli ripeto. Lui dapprima nega, vuol difendere gli argentini; poi si addolora e mi dice: «La tua frase mi fa pensare».

Maurizio Blondet
Effedieffe

Link: Torno dall’Argentina: il nostro triste futuro

22.03.2014

Pubblicato da Davide

  • Georgejefferson

    Quante parole,bastava dirlo subito,la "colpa",e’ della "razza italiana" intrisa negli argentini.Colpa da "espiare",vedi che servono i preti.

  • sovranista

    Articolo assai pessimistico, ma purtroppo realista.

    I settori bassi della popolazione sempre più abulici e decerebrati dai media a loro volta sempre più insulsi, ci sono sempre stati e sempre probabilmente ci saranno, a meno che non si relizzi il comunismo o anche il fascismo se è per questo. 

    Comunque nel caso specifico dell’Italia, occorre prima cambiare la testa della gente, costruire il cosiddetto "Uomo Nuovo". E per far questo credo che non ci vorrebbero come minimo tre generazioni di governo duro, centralizzato e pianificatore, in parole povere, dittatura per padri figli nipoti e pronipoti. Una volta cambiate le teste forse si avrà qualche buon risultato, fermo restando che è naturalmente necessario nel contempo uscire dalle ben conosciute gabbie.

  • sovranista

    Su questo sono d’accordo, anche se comunque come dico nell’altro mio commento, noi Italiani avremmo bisogno di essere profondamente rieducati…

  • Georgejefferson

    Educati da chi?A quale titolo?

  • Georgejefferson

    A si? E chi sarebbero questi "educatori con la forza"?E a quale titolo si atteggiano a superiori per meritare il compito di "educatori"?

  • Georgejefferson

    E’ questa la tua idea di "sovranita"?Se e’ questa non sei molto dissimile dalla Troika,infatti dicono le stesse cose tra di loro,solo su scala continentale.

  • sovranista

    Ri-educati al rispetto della cosa pubblica in particolare, rieducati al rispetto da parte della cosa pubblica dei cittadini,
    Perchè in alcune città o cittadine si percorrono interi intrecci di strade senza un cestino per la spazzatura? E poi ci lamentiamo se la gente getta cartacce per strada…

    O perchè dove questi ci sono devono venire distrutti da una banda di teppisti (comuni ragazzini, mica le gang dei film americani) senza che nessuna autorità faccia niente?

    Sono piccole cose, ma nell’insieme fanno.

    PS
    rispondo alla tua domanda "da chi?" Ovviamente dallo Stato, E’ lo stato che deve fornire buona scuola e buona educazione, oltre naturalmente a sviluppare politiche economiche che vadano  a beneficio dell’intera popolazione

  • sovranista

    ho risposto a questo nell’altro commento…

  • sovranista

    Guarda che io e la troika non potremmo essere più distanti, io intendo la sovranità  come monetaria e come indipendenza dell’Italia in politica ed economia all’interno come verso l’estero, il tutto naturalmente in salsa egualitario-socialista. sono rimasto un pò trinariciuto dopo tutto…

  • Georgejefferson

    Eccolo la…sono piccole cose,ma nell’insieme fanno.Pensa che lo dicono pure i grandi ricchi che comandano,intanto,per farle,quelle piccole cose (piccole in senso relativo)ci hanno dato una bella moneta,e forte anche,che ci protegge.Cosi,le grandi intanto ce le sogniamo.Ma vedrai che ce li concederanno qualche cestino in piu,anzi,continueranno a farci concentrare sulle conseguenze di chi alimenta contesti…basta che facciamo avanzo primario per pagare tutto sull’unghia degli interessi usurai.Pensa che i cosidetti "moralizzatori" che hanno piu cestini e civilta,sono gli stessi che non si azzardano mai a fare "gli educatori" verso loro stessi e le loro abitudini degli aiuti (prestiti a interesse naturalmente disinteressati)

  • Georgejefferson

    ugualianza o ugualitarismo?E’ diverso sai.

  • Georgejefferson

    Che poi,quella dei cestini,immondizia e delinquenza e’ questione di razza o contesto storico?

  • Georgejefferson

    Ma a proposito.Questo "stato" che deve ri educare,cosa ti garantisce che chi lo gestisce attui l’interesse del paese?E se ti riempiono di cestini e mettono in galera i ragazzini per darti una "parvenza" del tuo modo di percepire la civiltà…e sotto banco alimentano accordi per impoverire le masse dei piu oppressi?(che quindi alimenta la delinquenza comunque)Chi ti garantisce?Quale controllo popolare attuare?I rapporti di forza permettono di sedersi ad un tavolo a pianificare questo controllo?

  • pasquale50

    Italiani un popolo di disonesti, di gente subdola, vigliacca, arrogante,
    con il paraocchi che appenna ha un pò di potere cerca di fottere il
    fratello..a partire dai vigili urbani al generale dell’esercito,
    dall’amministratore di condominio al presidente del consiglio, dal
    piccolo artigiano al grande imprenditore, dal delinquente comune al
    mafioso internazionale, dal "commesso" di banca che si intasca la sua
    commissione al Banchiere della grande banca di partito..etc,

    Tutti
    cercano di fare soldi e sfruttare la propria posizione per vie legali,
    trasversali o con la forza pià bruta, non per il bene della comunità ma
    solo per se stessi..
    Una popolazione che ha permesso, incoraggiato e
    sviluppato quasi geneticamente questi valori (e li ha persino esportati)
    merita di fallire miseramente..

    Noi la culla della civiltà moderna dovevamo essere migliori e da esempio, invece…

    Mi
    spiace solo per le perone oneste e corrette che ancora vivono su questa
    espressione geografica..che sono succubi di tali genti, che hanno
    pagato e pagheranno per l’egoismo e l’avidità (di potere e soldi) di
    alcuni.

    ..Questi non sono Italiani ma solo stronzi!!.

  • Gariznator

    Vorrei far notare che non siamo affatto tutti uguali, abbiamo forse uguali bisogni… Questo potrebbe essere un punto di partenza. Evito stupide precisazioni dicendo bisogni PRIMARI.
    Il controllo può essere esercitato solo da un popolo consapevole. l’utopia Anarchica è quella che più mi piace, ma la realtà è che il popolo va educato. Non importa da chi… Fanno bene i fascisti, fanno bene un po’ tutti i regimi e intendo fanno bene come fa bene un latte caldo ok? Non fanno bene nel senso che agiscono rettamente… I fascisti tirano da una parte, i comunisti tirano dall’altra comunque serve il controllo popolare, serve un popolo consapevole che ora non c’è. L’utopia Anarchica non può funzionare, non può funzionare il comunismo, non può funzionare il socialismo. Forse il fascismo un po’ di più in questo periodo storico… Mah… E comunque la grande fregatura è che veniamo rieducati per fare piacere a pochi individui che ci vogliono controllare e in questo, e lo posso dire senza paura di dire cazzate, era meglio il fascismo (che essendo anarchico odio…) il punto è che mancano i piccoli eroi pazzi. Renzi, Letta, Napolitano & C. da mo’ che si erano presi del piombo da qualche parte sulle loro carcasse putride.. Ma la società è corrotta, non c’è più nulla… Quindi ben venga la rieducazione fascista, comunista etc etc magari se ci rompono i coglioni a viso aperto la gente si sveglia…

  • brumbrum

    Quoto la tua analisi, ma devo aggiungere che non siamo gli unici ad avere queste qualità.

    Popoli sani io non ne ho mai incontrati
  • Georgejefferson

    Non ho ben capito,gli italiani in quanto tali,quindi anche tu?O la tua famiglia?E poi hai comparato con l’estero con vari studi ed esperienze (tante) per poter affermare che "gli italiani" sono piu moralmente inferiori degli altri?A quale titolo?La tua,piccina percezione della realtà forse?

    Quoto il finale,non italiani ma stronzi,e nel mondo ce ne sono tanti,in primis i razzisti autoconpiacenti come "superiori" (non tu magari)
  • Georgejefferson

    I popoli,sempre gli altri.E tu,sei migliore?perche se sei migliore non vai in politica?

  • Georgejefferson

    E chi lo ha detto che siamo tutti uguali?Mi copi incolli dove lo avrei detto visto che "mi fai notare"?

    Il controllo può essere esercitato solo da un popolo consapevole.

    Quale consapevolezza?La tua singola percezione di consapevolezza?A quale titolo la ritieni migliore degli altri?

    l’utopia Anarchica è quella che più mi piace, ma la realtà è che il popolo va educato

    Rinnovo la domanda,tutti che vogliono educare,ma gli altri pero,mai se stessi,e le persone che"devono educare"a quale titolo di superiorita morale?

    Non importa da chi… Fanno bene i fascisti, fanno bene un po’ tutti i regimi e intendo fanno bene come fa bene un latte caldo ok?

    A ecco,non importa da chi,l’importante e’ che io,a mio inoppugnabile giudizio,decidi che il popolo va educato (gli altri,sempre gli altri)

    I fascisti tirano da una parte, i comunisti tirano dall’altra

    E se invece,nella sostanza,tirano DALLA STESSA PARTE,tu che ne sai?Sei cosi convinto Gariznator?Io no,e per quale motivo la tua opinione vale piu della mia o di chiunque altro?

    comunque serve il controllo popolare

    Quale?tutti milioni di persone la sera con le web cam?Le stesse masse che pero sono stupide,quasi per natura si induce a credere,a che pero vanno educate,ma da chi e a quale titolo?A dal popolo,semplice,e come no

    L’utopia Anarchica non può funzionare, non può funzionare il comunismo, non può funzionare il socialismo

    E che percezione hai tu dell’utopia anarchica,o del socialismo,o del fascismo?Come te la hanno raccontata?O come era di ideale alle origini?E come era di ideali alle origini?Lo sapresti descrivere?

    E comunque la grande fregatura è che veniamo rieducati per fare piacere a pochi individui che ci vogliono controllare 

    Ma va?E pensa che tra loro si dicono le stesse tue opinioni,lo sapevi?

    era meglio il fascismo (che essendo anarchico odio…)

    E che ne sai?Ci sei vissuto?O ti bastano i libri storici e chi li scrive,oppure la testimonianza del bisnonno,quindi parziale?

    il punto è che mancano i piccoli eroi pazzi

    Infatti vedi che appena qualcuno urla qualcosa che ha un minimo di visibilita viene subito messo alla pubblica gogna,come piccolo dittatore nostalgico delle epoche tragiche di chi manipolava le masse come robottini.E tu,o io magari,saremmo tanto meglio da rischiare la nostra piccola vita?

    Ma la società è corrotta, non c’è più nulla… 

    E’ in se,o e’ stata plagiata da precisi contesti storici?E noi,ne siamo esenti?Magari solo perche non buttiamo le carte in terra?

    Quindi ben venga la rieducazione fascista, comunista etc etc magari se ci rompono i coglioni a viso aperto la gente si sveglia… 

    Il vecchio,tanto peggio,tanto meglio,lo accetto da chi e’ pronto a morire,non da giornalisti opinionisti seduti al caldo (non tu).

    Ti sto provocando Gariznator,niente di personale.Sei giustamente libero di pensare a quello che vuoi.

    Emm…e se da domani te lo impediscono?(la liberta di espressione)Perche devono educarti perche "il popolo va educato"?

    Dai che scherzo,ciao
  • Gariznator

    Ribadisco il popolo va educato, nel popolo ci sono io e ci sei tu. E se domani mi impediscono di dire ciò che voglio? Vedrò al momento. Io sono pronto a morire, lo sono da quando sono nato. E ripeto un educatore vale l’altro… Serve anche solo per rendersi conto che l’educazione è sbagliata, basta che qualcosa ci sia che nasca la scintilla. Il fatto è semplice qui siamo tutti liberi e tutti schiavi, la mia opinione vale meno di qualunque altra opinione, vale più di ogni altra opinione, è irrilevante, è la Verità, è merda, è quello che è… Il controllo non si esercita con la webcam si esercita interpretando, ognuno con la sua testa, agendo ognuno col suo corpo. La società è corrotta perchè siamo tutti uguali, perchè vincono i mediocri e perchè bastano poche parole chiave per innescare una specie di indignazione pelosa. Perchè si parla di stronzate. Meglio una dittatura a viso aperto, un asteroide di merda che ci sommerga. Tutto è meglio di questo. Ciò detto stampati questo commento e puliscitici il culo, non mi aspetto di essere preso sul serio, capito o condiviso. A me basta pensare con la mia testa esattamente come mi può bastare una bella sega. Saluti e buona domenica.

  • Gariznator

    Ah mi ero dimenticato. Chi dice che bisogni essere moralmente superiore per educare qualcuno?? Non sei stato a scuola? Immagino abbia imparato qualcosa anche da chi reputavi moralmente, intellettualmente o fisicamente inferiore. Ognuno ha la sua perla da condividere, se non si è porci la si apprezza. E poi chi di dice che io penso che vadano educati solo gli altri? Io stesso vado educato, me ne rendo conto e pensandola come la penso lavoro su me stesso giorno per giorno. Noto i miei condizionamenti e pregiudizi e non ho la pretesa che qualcuno chiami la mia merda cioccolato, allo stesso tempo non chiamo cioccolato la merda di nessuno. Spero di essere stato chiaro e magari di averti fornito la scaletta per scendere dal piedistallo su cui sei salito commentando questo articolo.

  • pasquale50

    ..,in nessuna frase ho detto gli italiani sono peggio dei tedeschi o degli americani o cinesi e non ho detto che siamo moralmente inferiore ad altri..ma che siamo corrotti, immorali..etc
    …se non accettiamo, non vediamo i nostri difetti e ci crediamo sempre superiori, non potremo mai migliorarci.. e superare gli anni di trasformazione che ci aspettano..
    la mia piccina e umile percezione della realtà corrisponde purtroppo alla triste realtà, non servono studi perchè queste esperienze si vivono sulla propria pelle,..

    Io certo non vengo a dire ho la verità assoluta nè la voglio imporre..espongo solo il mio pensiero e se ti turba è perchè anche tu nel tuo piccolo hai fatto dei "torti" a un tuo fratello italiano.

    Una nazione si vede dal proprio popolo e non mi sembra che eccelliamo in campi di moralità, purtroppo.

  • Georgejefferson

    Mah,non e’ a me che "turba",infatti non ho detto che eccelliamo nel campo della moralità

  • sovranista

    Non penso proprio…

  • Georgejefferson

    Ti sei scaldato a?Bene,vedi a salire sui piedistalli come e’ facile giudicare?Potresti anche dirlo a Blondet e al suo razzismo spicciolo del cazzo,nelle sue analisi insieme a sprazzi di verità,male non gli fa,dato che sa benissimo cosa sono le manipolazioni inconsce dei popoli,e chi le indirizza.Solo che il suo credo religioso (in senso di convinzione in se estremizzante,non in senso religioso stretto)lo induce sempre ad avvalorare tesi da lui concepita sulle "razze"per natura

  • sovranista

    E quanto sei pignolo… Comunque intendevo la prima

  • sovranista

    Meno male che qualcuno è d’accordo con me, almeno così mi sembra di capire.

  • Lestaat

    Sarà.

    Probabilmente gli argentini avevano deciso di farmi uno scherzo quando due mesi fa ero a Buenos Aires, perchè io tutta questa decadenza, questa rovina non l’ho vista. Anzi. Roma, Milano, Bologna, Firenze sono ridotte abbondantemente peggio.
    Che ne so….forse avevano ripulito le facciate con la cartapesta per il mio arrivo.
    Buenos Aires ha i problemi di una qualsiasi metropoli, cosa che per l’italiano medio è del tutto incomprensibile dato che qui non ce ne sono di metropoli.
    E poi, leggere dell’epoca grande degli anni 40 da anche il voltastomaco.
  • Gariznator

    No no, non mi sono scaldato affatto… Ti sei sfreddato tu? Comunque mi aspettavo una risposta più pertinente… Poi se mi dici dove ho giudicato mi fai un gradito servizio. Io ho solo detto ciò che penso, tu hai solo fatto il bastian contrario senza forse nemmeno aver capito. Ma chi se ne frega! Voglio dire, sono anarchico, imparo pure da te. Altre volte, oggi forse dovresti masturbarti davvero piuttosto che alla tastiera 😉
    Scherzo! Non m’importa in realtà! Ma mi farebbe piacere essere letto con più attenzione, almeno con la stessa che io riservo agli altri. Ma non si può avere tutto, io continuo ad avere fiducia nel prossimo. A forza di educatori di basso o alto livello, a forza di batoste torneremo ad essere tutti anarchici e consapevoli. Senza bisogno di maestrini

  • brumbrum

    Senti , non ho capito cosa cazzo tu abbia mangiato oggi ma di sicuro era qualcosa di acido con qualche punta allucinogena.

    Con i popoli ci sto dentro pure io e tua sorella oltre a te naturalmente.
    Per quel che mi riguarda e da quel che ho visto, differenze sostanziali negli esseri umani non ne esistono, sono un po tutti italiani.
    Quando possono tutti si inculano a vicenda, di qualsiasi colore abbiano la pelle.
    Di torti al prossimo di sicuro ne ho fatti in vita mia ma anche tu.
    L’importante è cercare di non perseverare
  • Gariznator

    Più o meno, sull’egualitarismo avrei da dire… Mettiamola così: si dovrebbero dare pari opportunità a tutti, chi poi non le sa cogliere non si lamenti se viene lasciato indietro. Ho sintetizzato alla grande, e forse sarò male interpretato magari da Georgejefferson (E se venissi lasciato indietro tu? E chi decide quali sono le opportunità da dare? E i disabili? Etc etc?).

  • Pai

    Se leggete Bagnai, il motivo per cui sono di nuovo in crisi è perchè hanno di nuovo adottato un tasso di cambio fisso che col tempo è diventato troppo forte per la loro economia.

  • sovranista

    Ovviamente, anche nella società più ugualitaria si danno uguali possibilità di sviluppo a TUTTI, secondo ovviamente le proprie attitudini. Che poi uno sia portato per fare il cuoco piuttosto che  l’astrofisico, vuol dire che cucinerà… E se non saprà fare questo potrebbe essere un ottimo chissachè….

  • geopardy

    Razzismo di bassa lega, l’Argentina è stracolma di immigrati dal nord Italia e non solo dal sud.
    Non credo ci sia da aggiungere altro.

  • Georgejefferson

    L’importante è cercare di non perseverare..giusto

    E cosa centra l’essere italiano?
  • brumbrum

    booooo………

    ho perso il filo…..
    ades no a beer na olta, dopo ga pense
  • Georgejefferson

    Mettiamola cosi,e se non hanno mai voluto,dei poteri forti, dare pari opportunità a tutti?Perche dovremmo resettare tutto sai,anche le grandi proprieta.Cosi si vede meglio se chi viene lasciato indietro lo e’ per demeriti propri.Comunque,lascio una bella definizione non mia di uguaglianza (non egualitarismo)che magari apprezzerai:


    Nel pensiero Illuminista l’eguaglianza, oltre alle ovvie considerazioni su diritti e doveri, aveva un portato molto profondo: significava il dialogo su basi paritarie e sulla base della ragione, e non di un pregiudizio o di una dottrina, verso le altre culture, le altre genti, gli altri costumi, le altre idee. 
    Attenzione, il confronto e il dialogo non significava per nulla l’annullamento della propria diversità o specificità, né la perdita delle altre diversità, anzi il contrario. 

    Era proprio l’amore per la diversità, la comprensione della diversità, l’apprezzamento della diversità, il rispetto della diversità, e la nozione che la cultura si sviluppa grazie ai contributi di ogni diversità e specificità culturale. 
    Infine era il concetto che nessuno dispone di una verità da imporre e quindi l’Illuminismo, proprio nel concetto di egalitè, si poneva assolutamente su un piano anti-dottrinario. 

    Nota mia,tutto questo e’ stato tradito
  • Georgejefferson

    Si dice che i bresciani sono rompicoglioni per natura,sarai mica bresciano e’?,infatti io sono un "meticcio".Scherzo dai

  • Gariznator

    Su questo mi trovi d’accordo e anche su questi argomenti ho trovato molto interessante il libro verde del caro Gheddafi. Annullare i grandi patrimoni e porre un tetto massimo alla ricchezza privata. Vietare per legge gli stabilimenti troppo grandi e distribuire il lavoro sul territorio. Annullare i grandi stati e tornare a piccole comunità che al loro interno decidono come meglio credono per poi rapportarsi con le comunità vicine. Ormai siamo lontani e questa crisi non ci aiuterà di certo. Persone naif credono che questo falso stop al capitalismo ci darà nuove opportunità, io non lo credo. Il discorso è vastissimo e a tratti doloroso da affrontare, ma a me piace pestare l’acqua nel mortaio e cuocere la rugiada, ognuno faccia ciò che può perchè alla lunga tornerà utile a tutti.

  • geopardy

    Innanzitutto, tu non sei Blondet, che è dotato di altri occhi, tu sei un semplice essere umano e non puoi avere la visione divina che ha lui.
    Chi mi assicura, poi, che tu non sia parente della Kirchner?
    Blondet ha una visione superiore a quella del Papa, si evince dall’articolo.
    Chi mi assicura, che tu non sia la perpetua di Bergoglio?
    Chi mi assicura che tu non sia calabrese?
    Chi mi assicura che tu sappia fare una professione od un mestiere?
    Chi assicura che tu abbia una maturità superiore comseguita in una scuola di livello tecnologico adeguato?
    Qui i fgermo.
    Come puoi ben vedere, sono tanti gli stereotipi che si possono utilizzare per neutralizzare l’opinione altrui, solo traendo spunto da questo articoletto.

  • Ossimoro
    Anche a me risulta che nel XX secolo furono tanti gli emigranti che dal nord Italia si recarono in argentina. Molti dalla Liguria.
    Se non erro l’Argentina dopo la crisi adottò la MMT per poi abbandonarla, anche per volere dei capitalisti locali, e rilegarsi nuovamente al dollaro, una valuta forte.
    Anche se uno Stato stampa la propria moneta, perde di fatto la sua sovranità quando il proprio debito è espresso in una valuta diversa (questo perché non Può ovviamente stampare altre valute!).
    È stata poi anche oggetto di grandi fughe di capitali, evento che devasta qualunque economia
    Al di là di colpevolizzare i popoli (il bene e il male non sono peculiarità di un popolo specifico), penso che le storture nelle economie causate dal laissez faire delle giurisdizioni offshore abbiano massivamente contribuito alle crisi globali degli ultimi tempi. 
    Guadagnano creando bolle speculative, guadagnano da atti rapaci resi possibili dal conseguente scoppio delle bolle.
    Guadagnano sempre. E per l’inevitabile simmetria, qualcun altro, senza colpe, perde… Sempre.
    La Deregolamentazione e la detassazione resa possibile alle grandi multinazionali tramite i paradisi fiscali ha accresciuto i loro profitti e indebolito le economie degli Stati e la forza della piccola e media impresa.
    Il sistema offshore ha certamente neutralizzato gran parte dei processi democratici, sottraendo ricchezze agli Stati, alterando la corretta competizione a danno dei contribuenti e delle PMI.
    Se gli Stati non faranno una seria lotta al sistema dei paradisi fiscali non ci sarà mai soluzione all’alternanza delle crisi e alle sofferenze delle persone. Questo dovrebbe essere obiettivo primario per l’ONU e per la UE. I debiti pubblici insostenibili sono generati dalle speculazioni spesso incontrollabili. L’egemonia della moneta rapace sta alterando la vita di miliardi di persone.
    E la carenza nella popolazione di una buona informazione (grazie ad un mainstream che sapientemente guida la costruzione di un consenso errato), il degrado nell’istruzione specifica, sommati all’eccesso di deleghe conferite alla politica rinunciando al controllo… Il tutto perché "indaffarati" a divenire esperti di calcio, di moda, di VIP, ha determinato uno strapotere di una classe dirigente sempre più asservita ai poteri forti.
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti, ed era inevitabile andasse diversamente.
    Non sono d’accordo sulla negatività del popolo italiano. 
    E la storia ci conferma nei secoli come un popolo di scienziati, artisti, inventori, ingegneri, giuristi,  economisti, ecc.
    Credo invece che siamo anche troppo forti per essere riusciti ancora a galleggiare in un sistema globale che ê contro i popoli dal lato del potere economico, criminale, finanziario. Anche se temo che le risorse interiori siano ormai allo stremo delle forze.
    È necessario scuotersi e impegnarsi direttamente nella realtà che ci circonda. Basta delegare.
    E se è vero che, stando ad es. a lettera43, persino JP Morgan Chase si (pre)occupa della Grillonomics, forse qualche speranza all’orizzonte c’è…
  • Ossimoro
    Anche a me risulta che nel XX secolo furono tanti gli emigranti che dal nord Italia si recarono in argentina. Molti dalla Liguria.
    Se non erro l’Argentina dopo la crisi adottò la MMT per poi abbandonarla, anche per volere dei capitalisti locali, e rilegarsi nuovamente al dollaro, una valuta forte.
    Anche se uno Stato stampa la propria moneta, perde di fatto la sua sovranità quando il proprio debito è espresso in una valuta diversa (questo perché non Può ovviamente stampare altre valute!).
    È stata poi anche oggetto di grandi fughe di capitali, evento che devasta qualunque economia
    Al di là di colpevolizzare i popoli (il bene e il male non sono peculiarità di un popolo specifico), penso che le storture nelle economie causate dal laissez faire delle giurisdizioni offshore abbiano massivamente contribuito alle crisi globali degli ultimi tempi. 
    Guadagnano creando bolle speculative, guadagnano da atti rapaci resi possibili dal conseguente scoppio delle bolle.
    Guadagnano sempre. E per l’inevitabile simmetria, qualcun altro, senza colpe, perde… Sempre.
    La Deregolamentazione e la detassazione resa possibile alle grandi multinazionali tramite i paradisi fiscali ha accresciuto i loro profitti e indebolito le economie degli Stati e la forza della piccola e media impresa.
    Il sistema offshore ha certamente neutralizzato gran parte dei processi democratici, sottraendo ricchezze agli Stati, alterando la corretta competizione a danno dei contribuenti e delle PMI.
    Se gli Stati non faranno una seria lotta al sistema dei paradisi fiscali non ci sarà mai soluzione all’alternanza delle crisi e alle sofferenze delle persone. Questo dovrebbe essere obiettivo primario per l’ONU e per la UE. I debiti pubblici insostenibili sono generati dalle speculazioni spesso incontrollabili. L’egemonia della moneta rapace sta alterando la vita di miliardi di persone.
    E la carenza nella popolazione di una buona informazione (grazie ad un mainstream che sapientemente guida la costruzione di un consenso errato), il degrado nell’istruzione specifica, sommati all’eccesso di deleghe conferite alla politica rinunciando al controllo… Il tutto perché "indaffarati" a divenire esperti di calcio, di moda, di VIP, ha determinato uno strapotere di una classe dirigente sempre più asservita ai poteri forti.
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti, ed era inevitabile andasse diversamente.
    Non sono d’accordo sulla negatività del popolo italiano. 
    E la storia ci conferma nei secoli come un popolo di scienziati, artisti, inventori, ingegneri, giuristi,  economisti, ecc.
    Credo invece che siamo anche troppo forti per essere riusciti ancora a galleggiare in un sistema globale che ê contro i popoli dal lato del potere economico, criminale, finanziario. Anche se temo che le risorse interiori siano ormai allo stremo delle forze.
    È necessario scuotersi e impegnarsi direttamente nella realtà che ci circonda. Basta delegare.
    E se è vero che, stando ad es. a lettera43, persino JP Morgan Chase si (pre)occupa della Grillonomics, forse qualche speranza all’orizzonte c’è…
  • Ossimoro

    Chiedo scusa a tutti per il doppio invio che ha replicato il commento…  🙁

  • ope

    Tutto vero. E sembra che il problema sia fondamentalmente la cultura. Quella cultura che deve salvaguardarsi dall’ altra cultura, quella dei furbi e degli speculatori. Di fatto fino ad oggi in itlaia abbiamo avuto servi dei poteri europei e bancari, e affaristi in casa. Ora nell’ingnoranza del vero, sono sutti ingabbiati nellaloro miseria di incapacita’ di gestire uno stato, perche’ l’ italia non e’ uno stato, ma e’ un condannato in stato di detenzione. Deve pagare la pena di aver sottoscritto trattati e vincoli tali che non solo gli hanno creato il debito, ma hanno perso sovranita’ e diritto di difesa, non essendoci materia di etica se non quella mafiosa servile e ingnorante voluta e no.

    Poi si uno stato coltiva il popolo cio’ tutti a mantenere un tenore di consapevolezza di che cos’e’ la vita con la garanzia di ottenerla e di gestirla, ma non e’ un oggligo, se non alla fine quando le possibilita’ non ci sono piu’, perche’ di gente capace ce n’e’ a iosa, e’ che, sonotutti corrotti e incolti.

    E poi la radice del male e’ che: non e’ posibile in una mente e sistema umano arrivato a questo punto, cieco e micidiale, le regole economiche abbiano un senso.  Piu’ regole e piu’ vincoli per arrivare a un’ unico scopo: guadagnare, comandare, potere, espansione, presa delle risorse primarie mondiali, geopolitica, eserciti,  ecc ecc.

    Dobbimo vivere per esistere, e mantenere la vivibilita’ sul pianeta, senza farci patire e rischiare la decimazione se non l’ estinzione, no castronerie.

    Ma sembra che sia arabo questo, in tanta ipocrisia che ci sostiene ( LI ).

  • brumbrum

    Bresciano doc, e dur come en soc…… 

     
    di testa intendo
    ciao