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TINTINNIO DI SCIABOLE

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.it

Non saprei proprio come definire l’attuale momento politico: certamente non ci sono i carri armati in piazza…è una cosa all’italiana, come sempre, le cose si fanno e non si dicono, oppure si dicono e si fanno così, senza l’ombra di un’opposizione che non sia quella pletorica di Grillo – il quale continua a sbraitare dal suo blog, e non s’è accorto che la situazione è cambiata – e quella altrettanto pletorica dei suoi parlamentari, che solo oggi si rendono conto d’esser stati ridotti completamente all’impotenza.
Arrivederci fra cinque anni, col 100% dei voti (!).

I casi sono due, ed allarmanti: quello del Consiglio di Difesa – un organo zeppo di militari e gente dei servizi presieduto dal Presidente della Repubblica – che fece parlare di sé già in anni lontani, quando Pertini stornò dal personale militare i controllori di volo, rendendoli personale civile.

Un ammiraglio, all’epoca, ebbe a dire: “Se mi ordina d’inviare due incrociatori a bombardare Tunisi, che faccio, li mando?” Ed il dubbio non era certo mal posto.

Ma era, per così dire, un “peccato veniale” poiché Pertini sciolse in modo gordiano una querelle che si protraeva da anni, e che portava a difficoltà nella gestione del traffico aereo civile.

Per questa ragione il precedente di Pertini cadde nel dimenticatoio (anche se l’atto avvenne per DPR): oggi la situazione è mutata radicalmente, e bisogna far conoscenza con il quasi sconosciuto Consiglio Supremo di Difesa (1) il quale, nasce nel 1950 con la legge 624 (2) sull’onda degli avvenimenti in Corea, che fece temere una nuova escalation mondiale. Da allora in poi, dormì sonno tranquilli.

Il 15 Marzo del 2010 però – dopo che l’Italia aveva inviato i propri aerei (51° stormo, Istrana, 36° stormo, Gioia del Colle) a bombardare la Serbia senza uno straccio di voto parlamentare – si cercò una foglia di fico per coprire un “buco” costituzionale che era diventato una voragine.

La nuova legge – D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66 (3) – cercò di fare meglio nell’esautorare il Parlamento su questioni di guerre…pardon, “Operazioni di Pace” di “Polizia internazionale”, ecc…senza, però, riuscirci del tutto.

Il Titolo II articolo 2 è un capolavoro d’equilibrismo:

Art. 2. Attribuzioni del Consiglio supremo di difesa

1. Il Consiglio supremo di difesa, nel presente titolo denominato «Consiglio», esamina i problemi generali politici e tecnici attinenti alla difesa nazionale e determina i criteri e fissa le direttive per l’organizzazione e il coordinamento delle attività che comunque la riguardano.

“Esamina”, “determina criteri”…già…per chi? Non si capisce, e bisogna saltare fino alle attribuzioni del Ministro della Difesa (Titolo III, Capo I, a)

“attua le deliberazioni in materia di difesa e sicurezza adottate dal Governo, sottoposte all’esame del Consiglio supremo di difesa e approvate dal Parlamento.”

Il Parlamento, piaccia o non piaccia, ha approvato la prosecuzione del programma F-35 (ossia, continuiamo a metterci i soldi), riservandosi poi di non acquistare nulla: atteggiamento ben strano quello di chi, prima ci mette i soldi, e poi li lascia sul piatto!

E noi dovremmo crederci.

Ciò che ha stupito è stato il primitivo sussulto del Consiglio (poi rientrato), che ha avocato a sé le decisioni supreme in ordine d’acquisti: decidiamo noi tutto, il Parlamento non s’immischi. E’ già grave il fatto che qualcuno ci abbia pensato, e l’abbia pure affermato pubblicamente.

In ogni modo, il Parlamento – magari con qualche sotterfugio, oppure con una legge promulgata a Ferragosto – approverà anche l’acquisto, approverà…

La seconda questione, invece, fa rabbrividire.

Nursultan Äbişulı Nazarbaev è un dittatore serio ma “soft”: basta leggere la sua biografia per rendersi conto che monta un cavallo dalle mille staffe: le onorificenze ricevute, poi, sembrano l’esposizione di un negozio di bigiotteria, dall’URSS fino alla Francia, dal Giappone all’Egitto…tutti lo vogliono e tutti lo amano. Come no.

Amano, ovviamente, il suo gas ed il suo petrolio, che gli hanno procurato un patrimonio personale di miliardi di dollari.

Nazarbayev è furbo: è ancora di scuola sovietica. Non lesina certo le briciole per il popolo il quale – se non s’impiccia di politica – può sopravvivere a condizioni migliori rispetto agli stati limitrofi.

Ma il suo potere è dispotico e gli oppositori li fa ammazzare (4) dai servizi segreti (fosse una novità…): che fa lo stato (min.) italiano? Gli serve su un piatto d’argento la moglie e la figlia del suo principale oppositore. Chi l’ha deciso? Pare Alfano. La magistratura (min.) s’accorge dopo che il passaporto era del tutto regolare, il ministro (min.) degli esteri, il ministro degli esteri…abbiamo un ministro degli esteri? Ma va? Quello della giustizia deplora, il presidente del consiglio non ha letto i giornali, dopo averli letti deve “informarsi”.

Che colossale presa per il c…!

Oggi, una donna e la sua figlioletta di sei anni sono nelle mani di Nazarbayev: chi le ha messe?

Chi ha i contratti firmati in mano? L’ENI. Guarda a caso. Che dice Scaroni? Nulla: lui – col suo silenzio – pare affermare: che c’entro io? Una commedia perfetta.

Queste non sono più vicende “diplomatiche”: qui c’è un tintinnio di sciabole, di manette e di soldi che fa paura. E si mandano in frantumi anche i dettami costituzionali: si scopre dopo che il Consiglio di Difesa non aveva il potere di bloccare il Parlamento, si scopre dopo che il passaporto era valido.

Scendiamo di un altro gradino: dalla democrazia alla democratura fino al golpe “soft”, se ti ribelli domani potrà diventare “hard”.

Questo Paese va in malora perché i poteri appoggiano i capitali FIAT, ENI, eccetera…l’esatto contrario di ciò che servirebbe per cambiare marcia.

Servirebbe, semplicemente, immettere liquidità non nel mercato, ma direttamente alla gente: ecco che la piccola e media impresa tornerebbe a lavorare ed ad assumere, i supermercati a vendere.

Non è ciò che più mi piace – nel senso che si potrebbero avere idee migliori – ma al punto cui siamo giunti, questa “pazzia” avrebbe almeno il pregio di fermare la china. Dove si prendono i soldi? Dal riequilibrare l’indice di Gini, che continua a marciare imperterrito verso la sempre maggior sperequazione fra ricchi e poveri.

Una semplice revisione delle aliquote IRPEF: meno al basso, più all’alto.

Già, ma si andrebbero a toccare gli Agnelli, Scaroni, l’ENEL, i Moratti, la Casta milionaria…andiamo a fondo, andiamoci…la nave dei folli ha già l’acqua che lambisce la falchetta…dopo, ci sarà solo il mare.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.it
Link: http://carlobertani.blogspot.it/2013/07/tintinnio-di-sciabole.html
6.07.2013

(1) http://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_supremo_di_difesa  

(2) http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1950-07-28;624  

(3) http://www.edizionieuropee.it/data/html/14/zn34_01_020.html  

(4) http://www.equilibri.net/nuovo/es/node/1132?page=3

Pubblicato da Davide