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TERRORISMO, SUGGERIMENTI PER GLI INQUIRENTI DI BRUXELLES (E DI PARIGI)

DI GIULIETTO CHIESA

ilfattoquotidiano.it

Telecamere, esercitazioni e singolari coincidenze simboliche. Alcune indicazioni d’indagine per l’ennesima strage

1. Sarebbe interessante sapere come mai non è stato possibile, fino ad ora, vedere le registrazioni delle telecamere di sorveglianza delle zone in cui sono avvenute le esplosioni all’aeroporto Zaventem. Quello che il mondo ha visto fino ad ora è stato il fake del filmato dell’esplosione della bomba terroristica del 2011 nell’aeroporto Domodedovo di Mosca. Esso appare come un’operazione di diversione volta a disorientare l’opinione pubblica. Un’indagine per scoprire gli autori di questa diversione sarebbe auspicabile. Ma parto dalla constatazione che l’aeroporto di Bruxelles è pieno di telecamere di sorveglianza. Nell’area colpita dall’attentato vi erano numerose telecamere in funzione. Sicuramente più d’una ha ripreso le esplosioni.

Da quelle immagini si potrebbe facilmente scoprire sia dove furono collocate le valigie, sia dove si trovavano i terroristi al momento degli scoppi. Insieme a molte altre circostanze preziose, incluse quelle dei movimenti dei terroristi prima e dopo l’esplosione. La polizia ha detto che qualcuno dei terroristi è saltato in aria insieme alle valigie, ma non vi è alcuna prova di una tale affermazione. Immagino che voi abbiate già guardato quelle immagini. Saremmo tutti molto contenti di poterle vedere anche noi. Fino ad ora le immagini che circolano, riguardanti, Zaventem sono state girate da alcuni cellulari di testimoni presenti. Nulla che provenga dalle telecamere di sorveglianza. Non credo ci sia un segreto di Stato da custodire. O mi sbaglio

2. E’ emersa la notizia che nella notte tra il 25 e il 26 febbraio le autorità belghe, insieme alla direzione della Metropolitana di Bruxelles, promossero una esercitazione anti-terrorismo nella stessa metropolitana. Esercitazione che si svolse dalla mezzanotte alle 4 del mattino, alla quale presero parte — secondo notizie di stampa che qui allego — circa 300 persone. Una metà delle quali furono agenti, forze dell’ordine, pompieri, personale medico, e circa 150 furono dei “figuranti” cioè persone civili reclutate a pagamento per “recitare la parte” dei cittadini vittime di un attentato. Il fatto —molto curioso e tanto degno di nota che mi permetto di sottoporlo alla vostra attenzione — è che l’esercitazione si svolse esattamente nel tratto di tunnel (che collega le due fermate della metropolitana di Maelbeck se Shumann) che è stato teatro dell’attentato terroristico del 22 marzo scorso.

La metropolitana di Bruxelles è molto grande. La probabilità di una coincidenza casuale tra luogo dell’esercitazione e luogo dell’ attentato terroristico appare molto bassa. Più probabile è l’ipotesi che i terroristi supposti musulmani, siano stati informati da qualcuno degli organizzatori dell’esercitazione, sicuramente non musulmani. O, peggio, che qualcuno degli organizzatori dell’esercitazione coincida con qualcuno degli organizzatori dell’attentato. Mi domando se adeguate indagini siano state già effettuate in questa direzione. Se fossi al vostro posto, le farei.

3. C’è un’ulteriore, davvero singolare, circostanza connessa con il massacro del Bataclan del 13/11/2015. Di quella tragedia esiste una ed una sola fotografia. Non ce ne sono altre. Lascio a voi trovare una spiegazione all’incredibile. Dentro quel locale c’erano infatti almeno 500 persone. Sicuramente al 99% tutte dotate di cellulare. Come si spiega che nessuno fece una foto e nessuno la pubblicò su youtube? Né durante, né dopo? Nessuna delle numerose persone da me consultate crede che nessuno delle centinaia di telefonini abbia scattato una foto della mattanza. Ma non è di questo che voglio parlare. Intendo invece segnalare il misterioso disegno che “qualcuno” tracciò a terra, sul pavimento della platea del Bataclan. Accanto alla quindicina di cadaveri rimasti a terra, visibili nella foto, “qualcuno” sembra avere trascinato, attorno ai cadaveri, uno spazzolone o qualcosa di analogo, largo circa un metro o poco più, intriso di un liquido di colore simile al rosso. Guardando attentamente quel disegno si scopre l’impressionante somiglianza con un altro disegno che campeggia ancora, mentre scrivo, sulla facciata di vetro dell’ingresso principale dell’Aeroporto di Zaventem.

Sicuramente avete degli esperti di analisi fotografica che potrebbero consentirvi di verificare (o smentire) queste analogie. Essendo da subito chiaro anche all’ultimo analfabeta europeo che, in caso le analogie si rivelassero fondate, il 13/11 parigino avrebbe contenuto in sé l’annuncio del 22/3 brussellese. In tal modo mandando all’aria tutte le ricostruzioni degli eventi fin qui circolate nei media in base alle rivelazioni fin qui fornite dagl’inquirenti, cioè da voi. Difficile immaginare che gli sbandati, pregiudicati e ricattabili, che sono stati esibiti in pasto ai media come le menti dei massacri, siano stati così raffinati da concepire una messa in scena altrettanto complessa. Qui sembra di vedere in filigrana non solo un’organizzazione impeccabile, ma un piano di lunga prospettiva dotato di segnalazioni e preavvisi criptati che “qualcuno” ha inviato a “qualcun altro”. Se vi impegnate in questa direzione, simile a una sciarada, chissà che non scopriate dove e quando sarà il prossimo attentato? Lasciando da parte il non piccolo dettaglio — tutt’altro che musulmano — che la data del 22/3 (rovesciandola all’americana in 3/22) ricorda molto da vicino il numero 322 che sta alla base del teschio con ossa incrociate della Skull and Bones, l’associazione studentesca segreta dell’Universita di Yale, di cui fu membro anche George Bush Jr. Coincidenze, nient’altro che coincidenze, si dirà. E chi può affermare che anche il succedersi di tante coincidenze possa non essere una coincidenza? (Roberto Quaglia).

Le mie proposte, per ora si fermano qui. Ma soltanto per brevità e perché non perdiate altro tempo raccontandoci storie ridicole come quelle che avete elaborato fino ad oggi. Gli altri suggerimenti (e altre domande) seguiranno.

Giulietto Chiesa

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/28/terrorismo-suggerimenti-per-gli-inquirenti-di-bruxelles-e-di-parigi/2587218/

28.03.2016

Leggo ora il post di Giulietto Chiesa e non sono stupito dalle reazioni che suscita. Nessuno qui a ilfattoquotidiano.it condivide i suoi strampalati interrogativi sugli attentati. Lo abbiamo dimostrato seguendo con puntualità la cronaca dei fatti. Pubblicando decine di interviste a investigatori, esperti e magistrati. E pure qualche scoop.

Detto questo credo che sia giusto ammettere un nostro errore. Le righe che scrivo solo ora sarebbe stato più corretto pubblicarle in contemporanea col post di Giulietto. Senza però censurarne il contenuto. Come è noto quello dei blog è uno spazio libero in cui è consentito ai blogger esprimere opinioni che non corrispondono alle nostre. In ossequio a un principio liberale a cui non intendiamo venir meno. Nei prossimi giorni, in ogni caso, ci occuperemo di questo tipo di teorie complottistiche con un’inchiesta giornalistica. Rispondere coi fatti, e non con la censura, alle parole è sempre la via migliore. Sarà un dibattito interessante.

Peter Gomez

Pubblicato da Davide

  • AlbertoConti

    " … i suoi strampalati interrogativi sugli attentati …"

    La montagna di omissioni, distrazioni, balle spaziali che voi giornalisti quotidianamente ci propinate non sono cose strampalate, sono fatti registrati che vi inchiodano alle vostre responsabilità ed al vostro tradimento deontologico, almeno sulla cronaca. Ma ci siete o ci fate, caro Peter?

  • temuchindallaCina

    Come ho sostenuto da tempo, il "Pacco quotidiano" è il peggior giornale italiano, e questa ne è l’ennesima riprova, altro che storie!

  • Penta

    Chiesa è senz’altro una brava persona, ma accanto ad affermazioni sensate riesce a farne altre che, sinceramente, fanno cadere le braccia, più sotto le palle e, più sotto ancora, le calze.

    Purtroppo queste seconde affermazioni ridicolizzano non solo le prime, ma tutti i plohunter seri.

  • Eshin

    STRAMPALATE N.2 (ovvero Comincia la caccia alle streghe)

    Ho dato un’occhiata alle reazioni "strampalate" al mio ultimo post sul blog del Fatto. Ce ne sono già più di 500, pensate? Ma tutt’altro che unanimi contro di me ( in realtà è piuttosto una "shit storm" [tempesta di merda] contro la mia persona, che non una contestazione dei miei suggerimenti agl’inquirenti). Rispondo qui ad alcune delle contestazioni dei fatti e dei suggerimenti da me avanzati. La prima richiesta era, e rimane, la seguente: hanno le registrazioni delle telecamere. Che le mostrino. Altrimenti chiunque è autorizzato a dubitare della descrizione dell’attentato all’aeroporto di Zaventem fatta dagl’inquirenti. Oppure dobbiamo considerarla gà scritta nel bronzo? La seconda osservazione era: potrebbe esserci una somiglianza tra lo strano (inspiegabile) disegno sul pavimento della platea del Bataclan e il logo disegnato sulla facciata di Zaventem. Dicevo agli inquirenti: fate l’analisi. Si sono scandalizzati in molti. Contagiando anche Gomez. Perché non provano a chiedersi chi ha fatto quelle strisce (che sono visibili e innegabili)?Avevo anche accennato al fatto che c’era solo quella fotografia. Altro scandalo, urla e invettive. Ma nessuno ne ha tirato fuori un’altra, di fotografia. E ci sono state numerose arrampicate sugli specchi per "spiegare" come mai oltre 500 persone con telefonino in tasca "non" hanno scattato foto, e "non" hanno messo niente su youtube, "dopo" l’eccidio, quando le luci si sono accese. Nessuno che si è chiesto: chi ha scattato quell’unica foto? Nessuno che abbia esaminato la stranezza dell’assenza di altre foto in un mondo in cui tutti fotografano tutto, anche le cose più mostruose? Ma quello che ho detto non è stato smentito. 
    Infine: ho parlato dell’esercitazione nel tunnel della metropolitana tra le fermate Shumann e Baalbek. Le obiezioni che sono emerse, tra alte grida, insulti e strilli, sono state che il tunnel non era quello. E che l’esercitazione era "antincendio" e non "antiterrorismo". Il tunnel era infatti nuovo, ed è denominato Shumann-Josaphat. Ma – si vada a vedere su Google – pressochè parallelo a quello in funzione. Ma io avevo le fonti, ineccepibili e verificabili, entrambe scritte prima dell’attentato, ed entrambe facenti riferimento all’esercitazione di cui sopra. Le devo a Daniele Penna, di Salto Quantico.org [l.facebook.com] (di cui ho pubblicato il video e il commento, ma nessuno degli untori è andato a vederlo) e sono precisissime. La prima pubblicata da "Le Soir" del 24 novembre 2015, dove si preannunciava una esercitazione-disastro, prevista nella metropolitana di Bruxelles per il successivo 9 aprile. Vi era scritto che l’esercitazione era stata progettata "a causa della minaccia terroristica", e che l’entrata in funzione del tunnel Shumann-Josaphat —inizialmente prevista per il 13 dicembre — veniva rinviata. Successivamente un altro sito belga, "Info" (anch’esso citato da Penna e anch’esso nello stesso link da me citato) informava che l’esercitazione vi era stata, con la partecipazione di circa 300 addetti, di cui la metà "figuranti". Solo che non avevano aspettato il 9 aprile a farla, ma l’avevano anticipata alla notte tra il 25 e il 26 febbraio. Urla e invettive a iosa, ma nessuna smentita dei fatti riportati e per i quali mi ero limitato a suggerire agl’inquirenti di fare indagini supplementari. Dunque non c’è da modificare nemmeno una virgola di quello che ho scritto. Solo ci vuole un’aggiunta: sta cominciando la caccia alle streghe. Chi vuole partecipare si metta in coda.

  • Eshin
    “Caso Chiesa”: dopo tutte le menzogne scritte, ora “Il Fatto Quotidiano” da lezioni di Deontologia

     

    Una tempesta di proteste e sarcasmi si sta abbattendo in queste ore sul, solitamente ottimo, Giulietto Chiesa per un – incauto – articolo [www.ilfattoquotidiano.it] che ha avuto l’ardire di pubblicare sul suo blog; un blog incastonato tra i tanti altri ospitati da “Il Fatto Quotidiano”.  E interviene a gamba tesa pure il direttore de “Il Fatto”,  Peter Gomez, che, addirittura nello stesso blog di Chiesa, in calce al suo articolo, dopo aver assicurato che non c’è “nessuna  intenzione censoria” si lancia contro gli “strampalati interrogativi” esposti da Chiesa e paventa una “inchiesta  su questo tipo di teorie complottistiche”. E questo detto dal direttore di un giornale che non ha avuto alcuna remora a spacciare come “notizie” eclatanti bufale come questa [www.lantidiplomatico.it], questa [www.francescosantoianni.it], questa [www.lantidiplomatico.it] o questa [www.lantidiplomatico.it] (solo per citarne qualcuna tra le tante menzogne di guerra immortalate da “Il Fatto”) fa davvero cadere le braccia…….

    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6119&pg=15001

  • Holodoc

    Quando si comincia a pensare che ci siano domande che non è lecito porre siamo già in una dittatura.

  • francescosantoianni

    Inalterata la stima nei confronti di Giulietto, ma devo dire
    che sono davvero sorpreso nel leggere quello che ha scritto oggi nel suo Blog
    sul Fatto Quotidiano a proposito della foto “rivelatrice” che, come ho cercato
    di spiegare nel mio articolo qui sotto linkato (scusate l’inevitabile autopubblicità)
    è una delle tante operazioni di intossicazione realizzate per screditare chiunque
    si permette di mettere in dubbio la Verità Ufficiale. Che, non a caso,
    continuano ad essere chiamati con dispregio “complottisti”

    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6119&pg=15001 [www.lantidiplomatico.it]

  • Firenze137

    Trovo l’articolo di Giulietto "stimolante" verso una tematica abbastanza
    diffusa sulla rete che si occupa dei messaggi in "codice " di certe
    organizzazioni esoterico-loggesche tra le quali  Giulietto ne cita una
    Skull & Bones.
    Ma ce ne sono notoriamente altre. Basta andare sulla
    rete.

    Però non posso fare a meno di notare che questa nota in calce
    Gomez secondo me non l’avrebbe proprio dovuta scrivere. Se è vero come è vero il
    detto "excusatio non petita accusatio manifesta.."

    Se lasciava
    l’articolo solo soletto ognuno si faceva le sue considerazioni
    personali. Ma Gomez ha voluto prendere le distanze.

    Coma mai ? 

  • omega86

    Più che la verità sugli attentati, questo articolo mi sembra solo evidenziare l’utilità dello spazio commenti nei quotidiani online: sembra di vedere il gregge che urla all’unisono "4 zampe buono, 2 zampe cattivo!"

  • Stodler

    Amaramente vero.

  • rocks

    penso che se Chiesa abbia voluto scrivere queste cose sul blog del Fatto è perché qualcosa si sta muovendo nella monolitica editoria italiana.

    Stamattina Minoli ha urlato allo scandalo che nessun giornale italiano abbia scritto che la conquista di Palmira è ad opera di Russia, Iran e Siria. Solo il Sole24ore l’ha scritto. Mi sembra di vedere un interesse industriale verso la Russia e l’Iran (Eni?) che spinge per avvicinarci di là. Mentre gran parte dell’editoria (il Fatto compreso, ovviamente) sarebbe più politicamente affiliato alla NATO. Gli attentati in Francia e Belgio sono evidentemente episodi di una guerra globale che stira l’Europa fra est e ovest. Noi poveri comuni non possiamo sapere fino in fondo le responsabilità degli uni e degli altri in queste stragi. Così come non lo sappiamo per quelle degli anni 70-80 in Italia. Osservo solo che tutte le volte che appare questa tensione appaiono le stragi. Stavolta Obama era a CUba e a parte alcune parole il suo messaggio sembrava anche voler dire agli europei che questa volta sono fatti loro. Che devono decidere, che non possono continuare a stare nel mezzo. Chissà, magari è in realtà un bene che l’occidente si sia ritirato dalla Siria, lasciando perdere l’appoggio all’ISIS e che alcune potenze locali si siano prese la responsabilità di ripulire lo scacchiere senza puntare troppo il dito contro di noi (cioé l’hanno fatto, ma neanche troppo in realtà). Sono momenti di tensione e noi si paga, ma almeno non è più come durante la prima e la seconda guerra mondiale, allora anche l’europa fu sotto tensione per decidere il proprio futuro, le conseguenze furono ben diverse. Meglio oggi.
  • natascia

    Il giornalista si distingue per l’onestà intellettuale. Il giornalista può sbagliare, ma a certi livelli e con certe esperienze è difficile. Tutte le altre cose, in cui il Fatto Quotidiano, quotidianamente si esibisce, accessoria partecipazione  a parte, di persone di specchiata onestà intellettuale  come Giulietto Chiesa, più che ad informazione  assomigliano molto a business.

  • whugo

    È innegabile che essendo già difficile far passare versioni alternative a quella ufficiale ponendo le giuste domande e facendo le giuste osservazioni, il fatto di aggiungervi simbolismi occulti, numerologici e quanto altro, non faccia altro che porgere il fianco a tutti gli appecoronati esistenti.

    Non perché questi  simbolismi non esistano in senso assoluto, ma perché presuppongono uno studio ed una preparazione in materia che non è alla portata di chiunque e la cui dimostrazione abbisognerebbe di un libro o di una serie di articoli dedicati.
    Inserirlo in un articolino come ha fatto Chiesa non ha alcun senso.
    Ha sbagliato, hai perfettamente ragione.
  • bstrnt

    Caro Giulietto, hai 2 grossi difetti: 1) Non sei ossequiente al pensiero unico imposto, 2) Usi la testa per ragionare, e questo è gravissimo (della serie: oggi è più consigliato usare la testa per portar le corna)!

    La vicenda di Bruxelles sembra una riedizione, in piccolo, dell’11 settembre: mancano le riprese delle telecamere dell’aeroporto, così come nessuno ha visto le riprese delle decine di telecamere attive al Pentagono, esercitazioni antiterrorismo come l’11 settembre, quattro sfigati che riescono a sincronizzare differenti attentati meglio della CIA, qualche povero disgraziato su cui far ricadere tutte le colpe.
    Allora sarei a fare un invito al sussiego di tanti benpensanti: invece di stigmatizzare il ragionamento di Giulietto, che non fa una grinza, perché non utilizzare un po’ meglio quella massa grigia che ci ritroviamo dentro la scatola cranica (anche se questo non è oggi politicamente corretto)?
  • JackPerez

    "Pronto, Peter, ma che cazzo permettete che venga scritto sui vostri blog? Vai a far partire uno shitstorm contro Chieda, quel comunista complottistadi merda…"

  • lanzo

    @ Firenze137

    Si lasciare l’articolo cosi’ com’e’  e lasciare alla gente decidere.  Come no. Pecchi di ingenuita’ –  se non avesse il guinzaglio forse avrebbe fatto cosi’, ma arriva il padrone che ti dice: cazzo ti pago a fare ? fai il tuo lavoro (disinformatore) o ti prendo a calci in culo.  
    Ritenere che i giornalisti siano dei duri e puri e’ un’illusione pericolosa.  Sono piu’ o meno come qualsiasi stipendiato, sia statale che privato, o mangi sta minestra oppure la paghi in termini di mancate promozioni, boicottaggi, emarginazzioni  o – dove consentito – licenziamento.
    Con i tempi che corrono e con i privilegi che i giornalisti alla Gomez hanno, supermutua, accesso immediato alle migliori strutture sanitarie, sia per loro e famigghia , mentre magari noi stronzi per fare una tac ci mettono in lista d’attesa di 3 anni, compensi per fare le comparsate nei talk show, sicuramente sconti sui biglietti aerei. 
  • Firenze137

    @lanzo, concordo. Ma forse non si beccava in quello che ho scritto che è proprio la "necessità" di quello che dici tu – e cioè che un direttore non si può lasciar "fregare" da un giornalista "sottoposto", di andare fuori dai binari imposti dalle linee editoriali "concordate" con le alte sfere ,  che l’ha spinto a scrivere la sua nota.

    Ma è proprio questo dato di fatto – o come dicono gli avvocati . la "circostanza" della nota in calce, che è la prova provata, sia dei binari imposti che delle alte sfere.

    Insomma la nota in calce è una specie di marchio di qualità che Giulietto non aveva
    chiesto e che gli è stato regalato.
     
    Almeno secondo me.

  • lopinot

    Grave, gravissimo passo falso del FattoQ. Se si lascia a un giornalista, un intellettuale, un reporter uno spazio libero in cui esprimersi se non viola delle leggi o delle convenzioni acquisite, accostargli una nota come quella di Peter Gomez è l’equivalente di un licenziamento di una voce scomoda, esattamente come hanno fatto con Santoro, Biagi e compagnia.
    Il taccone del discorso sulla censura è peraltro peggiore del buco, non c’è più nulla da dire: la censura è questa, e del resto come per la rosa anche con un altro nome lo stesso profumo avrebbe.
    Anche io a sentire certe posizioni davvero troppo complottiste mi trovo a disagio come nel caso delle simbologie numeriche e massoniche mi lasciano perplesso, tuttavia oltre a non fare niente di male, le interpreto come una scappatoia psicologica per dare un senso ad atti come quelli di Bruxelles che davvero lasciano interdetti e smarriti.
    Ad ogni modo l’ostilità che proviene da molti fronti nei riguardi di Giulietto Chiesa è un’altro dei grandi misteri, in quanto si tratta di un livero e di un odio smisurato, di una rabbia davvero inspiegabile, quasi che parlare contro all’imperialismo e a favore di tesi divergenti da quelle cucinate nel mainstream suscita un dolore nei filogovernativi e sopratutto filoamericani simile a quello di una colica renale.
    Questo accodarsi alle teorie liberiste e imperialiste in modo tanto assoluto è uno dei grandi quesiti che mi pongo da tempo.
    Perchè essere tanto filoNato, filoamericani, filoindustriali, filoliberisti dinanzi ad un mondo che è dinanzi agli occhi di tutti sempre più simile a una galera. un centro di sterminio dei diritti, una piantagione di soldi per magnati e un tacco piantato sulla faccia di lavoratori e cittadini? 

  • lopinot

    Grave, gravissimo passo falso del FattoQ. Se si lascia a un giornalista, un intellettuale, un reporter uno spazio libero in cui esprimersi se non viola delle leggi o delle convenzioni acquisite, accostargli una nota come quella di Peter Gomez è l’equivalente di un licenziamento di una voce scomoda, esattamente come hanno fatto con Santoro, Biagi e compagnia.
    Il taccone del discorso sulla censura è peraltro peggiore del buco, non c’è più nulla da dire: la censura è questa, e del resto come per la rosa anche con un altro nome lo stesso profumo avrebbe.
    Anche io a sentire certe posizioni davvero troppo complottiste mi trovo a disagio come nel caso delle simbologie numeriche e massoniche mi lasciano perplesso, tuttavia oltre a non fare niente di male, le interpreto come una scappatoia psicologica per dare un senso ad atti come quelli di Bruxelles che davvero lasciano interdetti e smarriti.
    Ad ogni modo l’ostilità che proviene da molti fronti nei riguardi di Giulietto Chiesa è un’altro dei grandi misteri, in quanto si tratta di un livero e di un odio smisurato, di una rabbia davvero inspiegabile, quasi che parlare contro all’imperialismo e a favore di tesi divergenti da quelle cucinate nel mainstream suscita un dolore nei filogovernativi e sopratutto filoamericani simile a quello di una colica renale.
    Questo accodarsi alle teorie liberiste e imperialiste in modo tanto assoluto è uno dei grandi quesiti che mi pongo da tempo.
    Perchè essere tanto filoNato, filoamericani, filoindustriali, filoliberisti dinanzi ad un mondo che è dinanzi agli occhi di tutti sempre più simile a una galera. un centro di sterminio dei diritti, una piantagione di soldi per magnati e un tacco piantato sulla faccia di lavoratori e cittadini? 

  • Vetter

    La controinformazione della controinformazione ha da tempo iniziato a screditare la controinformazione!

    Sono certamente numerose le operazioni di intossicazione realizzate per screditare chiunque si permette di mettere in dubbio la Verità Ufficiale, e essere certi delle fonti prima di scrivere un articolo dovrebbe essere l’imperativo base per ogni giornalista, in molti oramai ritengono quasi estinti quei reporter che scrivevano su carta la realtà che stavano vivendo di prima persona, oggi sopratutto i blogger (il più delle volte giornalisti di un tempo che per continuare a lavorare senza compromessi si riciclano sul web) lavorano con quello che possono reperire da altre fonti, nel caso specifico Giulietto potrebbe essere stato tratto in inganno da questa foto, ma lui stesso dice essere l’unica reperibile, e cosa ancora meno chiara da chi è stata scattata?
    Se non è certo che sia ufficiale come può essere certo che sia frutto dell’operato degli intossicatori della realtà? 
    Secondo Hicham Hamza questa foto è di fonte Israeliana, e la sua divulgazione ha causato il suo arresto per aver violato la segretezza delle indagini. 
    Quello che non mi è chiaro, è se questa foto era ritenuta essere un falso anche dalle autorità che ne erano in possesso(suppongo fossero loro ad esserne in possesso, visto che accusano il giornalista di una violazione di segretezza delle indagini), o è diventata un falso a seguito della sua pubblicazione?
    E’ stato accertato da chi è stata scattata, o se trattasi di una foto ritoccata, è stata mai pubblicata la foto originale per rendere evidente il falso, ed è mai stato trovato l’artefice dell’eventuale manipolazione?
    In ogni caso questa immagine ritoccata o no, con questo simbolo tracciato a terra, circolava già a febbraio (il 22 il giornalista francese pare si sia consegnato alle autorità), quindi ampiamente prima dell’attentato a Bruxelles, se ciò è vero, l’associazione con il logo dell’aeroporto rimarrebbe lecita, e l’eventuale intento di minaccia codificata pure, indipendentemente se a lasciarlo siano stati realmente i "terroristi" del Bataclan o un mistificatore a seguito.