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SULLA SIRIA CAMERON INSULTA LA NOSTRA INTELLIGENZA, E SI PRENDE UNO SCHIAFFO VIRTUALE DA PUTIN

DI FINIAN CUNNINGHAM
dandelionsalad.wordpress.com

Si dice che un’immagine valga più di mille parole. Una recente fotografia del primo ministro britannico, David Cameron, e del presidente russo, Vladimir Putin, a Londra, ne è la riprova. Quando i due leader tennero una conferenza stampa a Downing Street ill fine settimana scorso, in vista del vertice del G8, Cameron aveva lo sguardo penoso di un uomo disperato. Putin, invece, appariva controllato. Quest’ultimo ha parlato in toni misurati e con un certo discernibile spregio nella voce.I due erano appena usciti da un “difficile” – linguaggio diplomatico per “polemico” – incontro privato in cui la Siria era in cima all’agenda. Sembra pure che il presidente Putin si fosse fatto aspettare dal suo ospite britannico per un’ora prima di arrivare.

Dopo, durante la conferenza stampa, un imbarazzato Cameron si aggrappava alla tribuna come se si trovasse ai bordi di un precipizio, mentre Putin sciorinava i suoi commenti. Cameron aveva buoni motivi per apparire intimorito, mentre pendeva dalle labbra del leader russo. Poi Putin spinse la diplomazia al limite quando disse: “Non potete negare che non si ha veramente bisogno di appoggiare gente che non solo uccide i propri nemici, ma li fa a pezzi e mangia in pubblico i loro organi a favore di telecamera. Sono forse queste le persone che desiderate sostenere? Sono loro quelli che volete armare? Tutto questo ha molto poco a che fare con i valori umanitari proclamati in Europa da centinaia di anni”.

Era l’equivalente retorico di uno schiaffo in faccia pubblico per il presuntuoso primo ministro britannico.

Putin si riferiva esplicitamente agli innumerevoli filmati emersi negli ultimi mesi, in cui si vedono una serie di atti barbarici commessi da quelli che l’Occidente definisce “ribelli” e che da due anni e mezzo hanno intrapreso una guerra in Siria per cercare di rovesciare il governo del presidente Bashar al-Assad. Tra le atrocità li si vede sviscerare corpi di vittime uccise e costringere bambini a decapitare soldati e civili.

In realtà questi “ribelli per la democrazia” che i governi e i media occidentali hanno mitizzato, altro non sono che un’armata brancaleone, una forza paramilitare di estremisti e terroristi che sono piovuti sulla Siria da una trentina di Paesi, tra cui Libia, Arabia Saudita, Qatar, Turchia e Caucaso russo. Questi mercenari condividono la medesima, astrusa, teologia wahabita/salafita, che dà loro una ideologica luce verde per macellare chiunque si metta di traverso alla loro idea di creare un emirato fondamentalista in Siria. Le potenze della NATO, guidate dagli Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, hanno armato fino ai denti questo esercito per procura dotandolo di coordinamento logistico e facendolo addestrare da forze speciali per fare il lavoro sporco dell’Occidente e causare un cambiamento di regime.

Incessanti ragguagli testimoniano che l’americana CIA e la britannica MI6 stanno convogliando il traffico terroristico in Siria dai confini di Turchia, Giordania, Libano e Israele. Ci sono pure notizie attendibili che agenti segreti militari occidentali hanno equipaggiato e addestrato i mercenari in Siria all’uso di armi chimiche, tra cui il micidiale gas nervino sarin, il che contraddice quanto i governi inglese, francese e americano sostenevano la scorsa settimana quando asserivano che fossero le forze nazionali siriane ad utilizzare armi chimiche. Tale recriminazione occidentale – peraltro presentata senza uno straccio di prova – è stata fermamente confutata dalla Russia e dalla Siria.

Eppure, quando Cameron parlò per primo alla conferenza stampa londinese, sembrava voler sollecitare Putin sull’urgente bisogno di implementare principi umanitari.

È ironico vedere come la Gran Bretagna e i suoi alleati occidentali, che sponsorizzano il terrorismo di stato in Siria, accusino la Russia di destabilizzare la Siria e la regione circostante mantenendo normali relazioni diplomatiche con il governo sovrano di Damasco e per il sostegno di Mosca ad una conferenza di pace prevista a Ginevra tra l’amministrazione Assad e membri dell’opposizione politica interna. Putin ha ricordato al suo ospite britannico che la consegna di armi ad Assad, fatta dalla Russia, in particolare del sistema di difesa S-300 antiaereo, era parte di un negoziato stabilito da lunga data – a differenza delle orchestrazioni clandestine di jihadisti stranieri messe in atto da stati canaglia occidentali e arabi in totale violazione di leggi e norme internazionali.

Eppure, persino di fronte a queste prove schiaccianti, Cameron si sforzava di mantenere una postura da statista, mentre Putin lo osservava con un misto di indignazione e di tedio.

Quasi con disperazione, Cameron cercò di ottenere un certo consenso con il suo ospite russo, dicendo: “Quello che emerge dalla nostra conversazione di oggi è che possiamo superare queste differenze se riconosciamo di condividere alcuni obiettivi fondamentali: mettere fine al conflitto, impedire alla Siria di frantumarsi, lasciare che il popolo siriano decida chi li deve governare, combattere e sconfiggere gli estremisti.”

La promessa di Cameron di “lasciare che il popolo siriano decida chi li governa e di portare la lotta agli estremisti e sconfiggerli” altro non è che un esecrabile vecchio trucco che i politici inglesi sono maestri nel rifilare.

Il premier britannico aggiunse che la Gran Bretagna e la Russia avrebbero dovuto mettere da parte le loro divergenze per trovare “un terreno comune”. Ciò che questo archetipo britannico di dissimulazione tende a fare è di lusingare in qualche modo Mosca per ottenere che questa scarichi il governo di Assad lasciando la Siria in balìa di predoni e squadroni della morte appoggiati dall’Occidente. Dov’è il “terreno comune” in questo accordo? Suona di più come il voler spingere Russia e Siria dentro un baratro.

Poche ore dopo l’incontro di Downing Street tra Cameron e Putin, l’ex ministro degli Esteri francese Roland Dumas svelò separatamente ai media francesi, di essere stato avvicinato da funzionari britannici con un piano per destabilizzare la Siria addirittura due anni prima dello scoppio del conflitto nel marzo 2011.

Altrove, nel fine settimana, il ministro degli Esteri britannico William Hague continuava a fingere che la Gran Bretagna fosse dalla parte dei “moderati” in Siria, chiosando alla BBC: “Al momento stiamo inviando attrezzature salva vita, e a chi le mandiamo? Beh, stiamo inviandole agli elementi dell’opposizione più moderati e sensibili. Ovviamente, non stiamo inviandole a gruppi di estremisti, a quei gruppi che ci preoccupano molto, quelli che potrebbero diventare una minaccia terroristica.”

Anche questa è pura doppiezza e dissimulazione britannica, vista alla luce lampante della verità. Il cosiddetto Esercito Siriano Libero, composto da mercenari e meglio conosciuto come l’Esercito Fornito dall’Estero, si compone di oltre il 70 per cento di jihadisti stranieri, la maggior parte dei quali, come il Jabhat Al Nusra sono affiliati ad Al Qaeda. Il collegamento tra l’intelligence militare britannica e americana e il legame Al Qaeda-Mujahideen è una collusione di lunga data, che risale agli anni ’80 in Afghanistan, quando questi fantaccini condussero una guerra sporca per l’Occidente contro l’Unione Sovietica.

È chiaro che i russi non hanno bisogno di spiare le telefonate o le e-mail del governo britannico per sapere della decennale collusione esistente tra la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e i terroristi per procura di Al Qaeda – una collusione che ha provocato un vortice di distruzione e di sofferenza umana in Siria, con più di 90.000 morti.

Perciò, quando il presidente russo Vladimir Putin parlò a Londra di terroristi cannibali sostenuti dalle potenze della NATO, aveva ragione di schiaffeggiare virtualmente Cameron. E aveva ragione a farlo sussultare ed aggrapparsi con nocche bianche alla tribuna prima di mollargli lo schiaffo virtuale, perché pochi minuti prima Cameron aveva cercato di insultare l’intelligenza di Putin e del resto del mondo con le sfacciate menzogne circa il ruolo nefasto della Gran Bretagna in Siria.

Finian Cunningham
Fonte: http://dandelionsalad.wordpress.com
Link: http://dandelionsalad.wordpress.com/2013/06/24/cameron-insults-our-intelligence-over-syria-and-gets-a-slap-from-putin
25.06.2013

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da GIANNI ELLENA

Pubblicato da Davide

  • AlbertoConti

    21 marzo 2010 – Roma e Damasco ancora più vicine. La visita di Stato di quattro giorni in Siria del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha infatti rafforzato i già stretti rapporti bilaterali tra i due Paesi.

    Amicizia è la parola all’insegna della quale si è svolta la prima missione di un presidente della Repubblica italiano a Damasco, così come hanno avuto modo di sottolineare sia Napolitano sia il rais siriano, Bashar Al-Assad, al termine dei colloqui ufficiali di giovedì.

    Attenzione e cordialità che sono andate però oltre la pura formalità: protocollo a parte, i due presidenti insieme alle rispettive consorti si sono infatti incontrati informalmente in tre diverse occasioni, compresa una cena a quattro in un ristorante di Aleppo, dove le due coppie sono arrivate a bordo di un’auto guidata dallo stesso Assad.

    L’ultima occasione per un saluto è poi stata offerta questa mattina dalla visita al sito archeologico di Ebla, dove da quasi cinque decenni lavora una missione italiana. “E’ la prova concreta – ha commentato il presidente della Repubblica – dell’importanza della cooperazione e della comprensione culturale tra Italia e Siria”.

    Infatti, se è vero che il ritrovamento del sito, una delle scoperte più importanti dell’ultimo secolo, è frutto degli scavi italiani condotti dal professor Paolo Matthiae, la missione è andata avanti anche grazie alla collaborazione della Siria. Ragione per cui Napolitano si dice “molto contento che Assad abbia assicurato ogni sostegno anche in futuro”, promettendo di essere disposto ad incrementare gli aiuti offerti da Damasco.

    Un impegno che inoltre faciliterà l’organizzazione del cinquantesimo anniversario della missione italiana, che cade nel 2015, e per la quale “sono previsti grandi eventi”, dice sempre il capo dello Stato. “La visita a Ebla – conclude soddisfatto Napolitano prima di lasciare la Siria per rientrare a Roma – è la degna conclusione della mia visita”.
    ============================================ 26 giugno 2013 – i veri stati canaglia non si smentiscono mai, e noi gli reggiamo il moccolo, come da 70 anni a questa parte.

  • MassimoContini

    come non condividere ?

  • Aironeblu

    Peccato che lo schiaffo sia stato solo metaforico.

  • boemo66

    Al di la del fatto in se, che pare ovvio anche al più imbecille che voglia far finta di non sapere, gli inglesi (e con loro gli americani) nei decenni hanno combinato disastri ovunque con le loro “buone intenzioni” atte a colonizzare, radere al suolo e accaparrarsi tutto ciò che si muovesse nel loro interesse. Oltretutto sono più le figure di merda che han collezionato di quello che pensavano di portare a casa. Ma insistono, come sembra, a mostrare le loro faccine di circostanza quando presi in fallo. Ben venga quindi ogni tanto un Putin di turno che li svergogni davanti alle telecamere di mezzo mondo. Peccato che la notizia (come da copione) non abbia avuto alcuna rilevanza nei cosiddetti “media di rilievo”. Occhio non vede, opinione pubblica non duole… ovviamente. Il circo continua imperterrito e le bestie sono sempre più inferocite. Occhio!

  • consulfin

    ancora con questa storia del gas nervino… ma la relazione di Carla Dal Ponte non aveva chiarito tutto in merito?

  • clausneghe

    Veritiero articolo, bisogna sentirsele dire dagli Inglesi certe cose, vero giornalettisti Talioti? Occhio che in Siria corre il filo rosso che può portare allo scontro in vista dell’Armageddon …

  • Georgejefferson

    Presto qualcuno busserà a quella porta e lei verrà chiamato; in corridoio ci sarà un suo superiore: come prima cosa si complimenterà per il bel lavoro svolto, le dirà che lei farà del mondo un posto più sicuro, riceverà un elogio ed una promozione, e poi le comunicherà che mi rilasceranno. Lei protesterà, probabilmente minaccerà di dimettersi, ma alla fine io sarò rilasciato, esattamente per la stessa ragione per cui le pensa che sarò condannato: io sono in rapporti d’affari con i più vili e sanguinari uomini della terra che si sono proclamati leader; ma alcuni di questi uomini sono i nemici dei suoi nemici, mentre il più grosso commerciante d’armi del mondo è il suo capo: il Presidente degli Stati Uniti, che spedisce più merce in un giorno di quanto faccia io un anno. A volte è imbarazzante avere le sue impronte digitali sulle armi; a volte lui ha bisogno di un uomo come me per rifornire truppe che non può rifornire personalmente. Così lei definisce me un male ma, sfortunatamente per lei, io sono un male necessario.

  • Notturno

    Bravo Alberto.

    Conservare la memoria e’ una cosa piu’ pericolose per i menzogneri e i voltagabbana e tu hai appena fatto quello che avrebbe dovuto fare ogni giornalista.

    Grazie

  • MartinV

    Almeno con la Siria non avevamo un patto di non belligeranza con l’inchiostro delle firme ancora fresco…

    La questione è: quale sarà il prossimo paese che l’Italia tradirà ?

  • Shivadas

    Grazie Alberto del ricordo.

  • yiliek

    Chissà se verrà il giorno in cui saremo traditi noi

  • robertoz

    Mi sembra sia stato in quell’occasione (2010) che Napolitano abbia dato ad Assad una onorificenza per l’impegno in ambito della democrazia e dei diritti umani, onorificenza poi ritirata l’anno scorso o quest’anno dallo stesso Napolitano. Indovinate chi ha divulgato la notizia: “Report”. Come dire anche la Gabanelli quando serve si inchina a chi la comanda, se vuole ancora lavorare!