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SUICIDI DI BANCHIERI PER SALVARE LE BANCHE ?

FONTE: DEDEFENSA.ORG

Wall Street si salva dalla bancarotta “suicidando” i suoi dipendenti ?

ZeroHedge.com ha accolto nelle sue colonne, il 28 aprile 2014, un testo di Wall Street On Parade dello stesso 28 apr. 2014 su un certo numero di suicidi (“suicidi” ?) che sono avvenuti lo scorso anno, particolarmente nella Banca JP Morgan, che ha vissuto delle difficoltà finanziarie. Questi suicidi (“suicidi” ?) hanno dato vita a delle speculazioni e a parecchie tesi differenti, collegate ben inteso al clima del settore finanziario e di Wall Street dopo il 2008.

L’ inchiesta di Wall Street On Parade (di Pam e Russ Martens) ha puntato sulla trasparenza. In particolare, sono stati chiesti alle agenzie federali responsabili di queste particolari problematiche dei dettagli su una assicurazione molto particolare, nota come Bank-Owned Life Insurance o BOLI «una pratica controversa che risarcisce la società quando muore un dipendente o un ex-dipendente.”

Nella foto: Dennis Li Junjie fotografato prima del suicidio (SCMP).

I due giornalisti si sono resi conto che si tratta di un “segreto-commerciale” a cui non hanno potuto avere accesso. Hanno comunque portato avanti la loro inchiesta, oggetto di questa pubblicazione. Così hanno saputo che JP Morgan ha sottoscritto una serie di assicurazioni BOLI per 10,4 miliardi dollari, che offrono una copertura per almeno 100 miliardi dollari, e forse diverse centinaia di miliardi di dollari in premi assicurativi … Tutto l’insieme, ben documentato, suggerisce una spiegazione di questi suicidi (più che mai “suicidi”), come si può facilmente intuire – che apre la strada a scenari incredibili, che potremmo anche giudicare, per la loro straordinarietà, oltre qualsiasi tesi immaginabile finora.

Secondo i Centri per il Controllo e la Prevezione delle Malattie, l’aspettativa di vita di un maschio di 25 anni con una o più lauree nel 2006 era di 81 anni di età. Ma negli ultimi cinque mesi, cinque impiegati maschi, con alto grado di istruzione, che lavoravano alla JP Morgan, nel pieno dei loro 30 anni e un ex dipendente di 28 anni, sono morti in circostanze sospettecompresi i tre che sembra si siano buttati dal tetto di un edificio che si rivelano come casi statisticamente rari anche durante il culmine della crisi finanziaria del 2008.

C’è un altro punto imbarazzante che spinge a non considerare queste morti come eventi casuali – non si stanno verificando presso le sedi centrali di JP Morgan Citigroup. Sia JP Morgan che Citigroup sono istituzioni finanziarie globali sia come banche commerciali che come banche di investimenti. Il numero dei loro dipendenti è molto simile 260.000 dipendenti per JPMorgan contro 251.000 per Citigroup”.

Sia JPMorgan che Citigroup hanno stipulato delle quantità massicce di assicurazioni BOLI, di proprietà delle banche stesse, una pratica controversa che paga premi alla società, quando un dipendente o un ex-dipendente muore. (Nei casi di ex dipendenti, le banche svolgono una regolare attività di “spunta dei morti” per mezzo di controlli su documenti pubblici, utilizzando il codice di previdenza sociale degli ex dipendenti per conoscere se se l’ ex dipendente sia morto e se si possa quindi inviare una richiesta di pagamento del premio di morte alla compagnia di assicurazione.)

“Per Wall Street On Parade abbiamo studiato attentamente gli annunci mortuari pubblici degli ultimi 12 mesi per cercare nomi di defunti, dipendenti o ex dipendenti di Citigroup o del gruppo bancario, Citibank. Non abbiamo trovato dati che suggeriscano che Citigroup abbia vissuto la stessa esperienza di tanti decessi di giovani uomini sui trent’anni come accaduto a JPMorgan Chase. Non abbiamo nemmeno trovato notizie di stampa su impiegati del Citigroup che abbiano fatto qualche salto giù da qualche edificio.

“Messi insieme tutti i fatti di cui sopra, il 21 marzo di quest’anno, abbiamo scritto a chi controlla le banche nazionali, l’ufficio del Comptroller of the Currency (OCC) […] L’OCC ha risposto educatamente, con lettera del 18 aprile, dopo averci fatto una telefonata pochi giorni prima, per informarci che non ci sarebbe arrivato niente di ufficiale (sotto il sole) come prevede la legge. (A Wall Street, “sotto il sole” di solito significa “sotto una tenda scura”.) La lettera dell’OCC ci informava che i documenti relativi alla nostra richiesta sarebbero stati trattenuti sulla base del fatto che erano documenti “privati o contenevano segreti commerciali, o informazioni commerciali/finanziarie, fornite confidenzialmente e che facevano riferimento ad affari personali o finanziari di privati cittadini” e che comunque si riferiscono a un “ rapporto contenuto o relativo ad una indagine.

“Il vero lato ironico è che i documenti non riguardano affari finanziari personali delle persone che godono di una giusta privacy personale. Le persone, per lo più, non stanno andando a incassare i premi di un’assicurazione sulla loro vita. In molti casi, non sanno nemmeno che esistono delle polizze di svariati milioni di dollari stipulati sulla loro morte che sono state negoziate dal loro datore o ex datore di lavoro. Altrettanto importante è il fatto che JPMorgan è una società quotata in borsa i cui azionisti hanno il diritto, in base alle leggi vigenti, di essere informati sull’origine dei loro guadagni devono sapere se quei guadagni provengono dal settore bancario tradizionale o da operazioni di investimenti bancari. Oppure questa macabra pratica di trarre profitto dalla morte dei propri dipendenti oggi è diventata un importante contributo per i profitti di Wall Street?

Come si è visto, un aspetto delle informazioni cavallerescamente negate dal OCC è pubblicamente disponibile purché si abbia voglia di andare a cercarle. Il 24 marzo di quest’anno, abbiamo scritto che JPMorgan Chase deteneva (al 31.12.2013) 10,4 miliardi di dollari in attività BOLI presso la sua banca di depositi assicurativi.

Abbiamo preso contatti con l’ esperto di assicurazioni BOLI, Michael D. Myers, per capire che cosa possa rappresentare per JPMorgan detenere un pacchetto di 10,4 miliardi di dollari in BOLI presso la sua banca commerciale, in termini di valore nominale di assicurazione sulla vita dei suoi lavoratori. Myers ha dichiarato: “Senza conoscere la durata dell’investimento o il suo tasso di rendimento, è difficile stimare il valore nominale della copertura assicurativa. Tuttavia, un valore in contanti di 10,4 miliardi di dollari potrebbe facilmente tradursi in più di 100 miliardi di dollari di copertura assicurativa effettiva e non è da escludere che arrivi anche a due o tre volte questo valore” – ha detto Myers, socio dello studio legale di Houston, Texas McClanahan Myers Espey, LLP »

Fonte : http://www.dedefensa.org

Link: http://www.dedefensa.org/article-les_suicides_de_banquiers_pour_sauver_la_banque_29 04 2014.html

29.04.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario