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STEFANO

DI RITA PANI (APOLIDE)
r-esistenza-settimanale.blogspot.it

Chissà, forse è andata proprio come andò a Padre Pio. Satana entrato nella cella di Stefano lo ha tentato, e lui per fuggire alla tentazione ne è uscito con le ossa rotte. Nessun colpevole, quindi, per la vita sprecata di un ragazzo che ha avuto la sfortuna di non essere un embrione. In quel caso sì, anche giovanardi sarebbe stato dispiaciuto per lo scempio.
Un oltraggio nell’oltraggio la sentenza che condanna i medici per malasanità, e che nello stesso tempo sospende la pena – che sarà mai?
Capita al medico di sbagliare.Un oltraggio nell’oltraggio anche il processo, che di omicidio non ha mai parlato: lesioni gravi era l’ipotesi di reato. Succede.

Son tante le cose che si potrebbero dire a proposito di uno Stato che uccide e resta impunito, ma avrebbero il suono noioso delle cose troppe volte ribadite, e bisognerebbe per principio aver la pazienza di stilare la lunga lista delle giovani vite sprecate. Quelle che non si aveva interesse a salvare, quelle per le quali nessuno è stato mosso da umanità. Quelle che non erano importanti per nessuno, anzi! “Un drogato in meno” ho letto da qualche parte, su uno di quei giornali di proprietà del Salvatore di giovani egiziane per bene, frequentato da commentatori cristiani, quelli che salverebbero tutti gli embrioni, tutti i malati terminali che vogliono morire.

Che si potrebbe aggiungere quindi allo squallore?

La consolazione, forse, di pensare che per fortuna è solo la sentenza di primo grado. La speranza nel secondo, o nella cassazione. Ma ultimamente perdiamo troppo del nostro tempo a sperare sogni che non si avverano mai.

Un pensiero caro e di solidarietà alla famiglia Cucchi, vergognandomi di questo paese infame.

Rita Pani (APOLIDE)
Fonte: http://r-esistenza-settimanale.blogspot.it
Link: http://r-esistenza-settimanale.blogspot.it/2013/06/stefano.html
6.06.2013

Pubblicato da Davide

  • Mariano6734
  • ireneo

    Lo Stato Italiano, che non ha il reato di tortura nel codice penale evidentemente per tutelare gente che si fa scudo meschino dei suoi miserabili poteri per alzare mani omicide su persone che non possono difendersi, è uno Stato Canaglia.

  • Hamelin

    Prima fallirà questo Stato Criminale che ha usurpato ed infangato il nome dell’Italia e degli Italiani e prima si potrà tornare a pronunciare la parola : Giustizia.

  • Deck85

    Ma com’è che la parrocchietta della legalità (Santoro, Travaglio, Grillo, Vendola, giornaloni di sinistra e poteri forti) e i suoi accoliti segaioli non mettono in pratica ciò che è da 20 anni che ci propinano ossia il famoso mantra “le sentenze non si discutono, si applicano”? Perché la suddetta parrocchietta difende la magistratura quando cazzo le pare? Perché la magistratura fa bene il suo lavoro con l’imputato Silvio Berlusconi e lo fa male con gli imputati del processo Cucchi? Povero Stefano, sei diventato una bandierina anche tu. Riposa in pace.

  • terzaposizione

    Pagano poco gli sbirri e li fanno operare al limite, in cambio chiudono entrambi gli occhi sulla loro violenza. A Terni enensimo esempio di sbirreria canaglia ed impunita….pure la sbirreria turca porta la maricola sulla divisa, da noi?

  • Mariano6734

    sempre dedicati ad i coglioni che si preoccupano delle violenze in Siria ed in turchia:

    https://www.youtube.com/watch?v=unrRGDmdKEc

  • giorgiolx

    tu si che hai capito tutto!!!

  • Aironeblu

    Fermiamoci alla bestialità di questi assasini che paghiamo per proteggerci, non aggiungiamo propagande pro-abortiste ad ogni riga, che non c’entrano nulla con questo vilissimo episodio di violenza.

  • Deck85

    Oh si, spiegami tu come funziona il mondo genio.

  • karson

    Quoto!

  • karson

    Sono d’accordo con te

  • castigo

    chissà cosa mai si aspettavano i genitori di stefano.
    lo “stato” deve proteggere i suoi cani da guardia, sennò dove li trova quelli che si materializzano alle manifestazioni anti inceneritori per manganellare pericolosissime casalinghe, salvo poi risultare tragicamente assenti in posti come scampia……
    se così non fosse come si spiegherebbe la mancanza di qualsiasi segno identificativo dalle divise di questi “galantuomini”?
    eppure sono proprio quelli che “chi non ha niente da nascondere non deve avere paura”…..

  • marco08

    Forse anche noi siamo in parte responsabili. Di fronte a queste tragedie dovremmo mostrarci più determinati nel manifestare il nostro disappunto. Presto rimarrà vivo solo il dolore nella famiglia di Stefano, mentre noi l’avremo archiviata come l’ennesima ingiustizia.
    http://www.lolandesevolante.net/blog/2013/06/quale-giustizia-addio-stefano-riposa-in-pace/

  • ireneo

    La feccia che ammorba le Forze dell’Ordine se non viene rimossa è solo perchè è la MIGLIORE SERVITRICE DEL POTERE, quella che di fronte al lavoro sporco non si tira indietro, i macellai. Se l’ Italia e i suoi politici democratici, questi buffoni, non vuole istituire il reato di tortura,il motivo è questo.

  • Ercole

    Condivido l’articolo, e faccio una riflessione ma perchè quando arrestano i politici, i manager corrotti ,gli evasori ,i distrattori del del denaro , i malfattori della classe borghese ecc..ecc..come mai i difensori della legalità ,dell’ordine pubblico non ci mettono lo stesso impegno è lo stesso accanimento ,e non li prendono a manganellate come fanno con i più deboli della società o quando bastonano gli operai che perdono il posto di lavoro e cercano di difenderlo ?Solo gli stupidi possono dar credito alla “giustizia” borghese, il braccio armato dello stato colpisce sempre a senso unico .

  • ale5

    La poliza italiana è la stessa di sempre, quella dei toruratori fascisti reintegrati anni 50-60, quella dei torturatori con elettrodi e manganelli in vagina anni 70-80 e così via.. ognuno tramandando il proprio bagaglio professionale-colturale.
    Non sono stupito della sentenza, rimane una vita terminata, una famiglia umiliata, la conferma dell’impunità garantita a questi signori (che svolgono un ruolo così importante come lo stipendio dei dirigenti e il numero degli effettivi) e la consapevolezza che la giustizia non passa per i tribunali.