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SPUNTA FUORI IL CAVALIERE BIANCO CHE SALVA LA GRECIA ANTICIPANDO AD ATENE € 5 MILIARDI SUL GASDOTTO

FONTE: ZEROHEDGE.COM

Un report di Zero Hedge sulle voci di un imminente accordo della Grecia con Putin, che ad un prezzo irrisorio assesterebbe un colpo forse definitivo all’Eurozona al collasso e alla geopolitica americana delle sanzioni. L’avvicinamento tra Grecia e Russia avviene comodamente, su un tappeto rosso steso dai tedeschi, che come sempre si dimostrano lungimiranti e flessibili…

Con la Grecia sull’orlo del fallimento e costretta a razziare i fondi pensione pensione e la maggior parte degli altri fondi pubblici, con davanti a sé un altro mese di pesanti rimborsi al FMI, e con la BCE che si è spinta ad ipotizzare l’introduzione di una valuta parallela, un Cavaliere Bianco è apparso dal nulla, ad offrire 5 miliardi di dollari in contanti.

Il Cavaliere Bianco non è altro che Vladimir Putin. “Solo perché la Grecia è piena di debiti, questo non significa che sia legata mani e piedi, e non possa avere una sua politica estera indipendente, aveva detto Putin in precedenza.

Secondo Der Spiegel, che cita una figura di alto livello del partito al governo Syriza, la Grecia è pronta a firmare un accordo sul gas con la Russia già martedì, accordo che potrebbe portare fino a 5 miliardi di € nelle spolpate casse greche.

Secondo un alto funzionario greco, la mossa potrebbe “ribaltare le sorti” del Paese oberato dal debito.

Reuters aggiunge che, nel corso di una visita a Mosca all’inizio di questo mese, il primo ministro greco Alexis Tsipras aveva espresso interesse a partecipare ad un gasdotto che porterebbe il gas russo verso l’Europa attraverso la Turchia e la Grecia:

“Secondo l’accordo, la Grecia avrebbe ricevuto delle anticipazioni dalla Russia sui profitti futuri attesi legati al gasdotto. Il ministro dell’energia greco ha detto la settimana scorsa che Atene avrebbe ripagato Mosca dopo il 2019, quando si prevede che il gasdotto entrerà in funzione.

I funzionari del governo greco per il momento non hanno commentato la notizia riportata da Spiegel.”

Naturalmente, nella situazione della Grecia, la probabilità di un rimborso effettivo è trascurabile: dopo tutto, la probabilità di un default greco è altissima, e 5 miliardi di € potranno fare ben poco per cambiare la sostenibilità del debito greco. E Putin lo sa molto bene.

Tuttavia, il leader russo non agisce per bontà di cuore, ma semplicemente secondo un altro calcolo, col quale conta di prendere due piccioni con una fava:

Dopo la fine del South Stream, per cui l’UE aveva fatto pressioni sulla Bulgaria perché rifiutasse il passaggio del gasdotto russo verso l’Europa, la Russia aveva bisogno di un percorso alternativo che evitasse completamente l’Ucraina (e la Bulgaria), cosa che secondo i piani del Cremlino sarebbe dovuta accadere nei prossimi 3 anni. E con l’Ungheria e la Serbia ansiose di ospitare il transito del gas russo verso l’hub centrale europeo dell’Austria, la Grecia era l’anello mancante per il transito della rete fissa. Con questo accordo, la Russia ottiene il via libera per estendere il Blue Stream fino all’Austria e preservare la sua posizione dominante sul mercato europeo dell’energia, lasciando l’Ucraina completamente isolata.

Blue Stream

Cosa forse altrettanto importante, improvvisamente la Russia apparirà come il generoso benefattore che corre in soccorso della Grecia, soffiando sul fuoco delle discordie della zona euro e consolidando ulteriormente l’opinione pubblica in suo favore. Come promemoria, alcune settimane fa abbiamo dimostrato che la Russia ha già un più elevato indice di gradimento tra la popolazione greca rispetto all’Eurozona. In questo modo, la Russia ha appena conquistato un alleato fondamentale al prezzo irrisorio di soli € 5 miliardi, senza nemmeno dover ristrutturare l’intero bilancio greco se la Grecia dovesse uscire dall’euro ed entrare nell’Unione economica eurasiatica. Il che significa anche che tutti i futuri tentativi di imporre ulteriori sanzioni alla Russia attraverso l’Europa falliranno, grazie al veto greco.”

La Russia non è la sola a cercare di dividersi le spoglie della zona euro al collasso: anche Pechino ha investito nelle infrastrutture greche e il Telegraph riporta che la scorsa settimana ha comprato 100 milioni di € di debito pubblico a breve termine.

Ironia della sorte, è stato niente meno che il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble ad affermare che i greci sono liberi di perseguire accordi con la Russia e la Cina, se hanno urgenza di evitare un fallimento imminente. Risulta così che i greci hanno deciso di fare esattamente quello che hanno loro suggerito i tedeschi, e il risultato non sarà certamente gradito alla Germania.

L’unica questione che subito si pone dopo quello che potrebbe essere un altro colpo magistrale di Putin è cosa farà l’Europa, ora che nel giro di meno di un anno Putin ha, non solo “annesso” la Crimea, ma anche attratto la Grecia nella sua sfera di influenza.

Versione originale:

Fonte: www.zerohedge.com

Link: http://www.zerohedge.com/news/2015-04-18/greek-white-knight-emerges-putin-give-athens-%E2%82%AC5-billion-advance-gas-pipeline-fees

18.04.2015

Versione italiana:

Fonte: http://vocidallestero.it

Link: http://vocidallestero.it/2015/04/18/zero-hedge-spunta-fuori-il-cavaliere-bianco-che-salva-la-grecia-anticipando-ad-atene-e-5-miliardi-sul-gasdotto/

18.04.2015

Pubblicato da Davide

  • FBF
    Come si dice in certi ambienti: far fare le cose in modo "spintaneo". 
  • lucamartinelli

    Io non so se la mossa russa avrà successo. Spero di si! Ben venga qualsiasi cosa possa fermare il massacro dell’Europa voluto dalle bande criminali massoniche neo-oligarghiche e filo-naziste. Ben vega tutto quello che potrà far tornare i cow-boys a pascolare le vacche.

  • lucamartinelli

    Sembra che non sia vero niente. leggete qui: http://it.sputniknews.com/economia/20150418/275887.html

  • albsorio

    La Grecia ha circa 323 miliardi di debito 5 cosa cambiano?

    Una cosa diversa sarebbe:
    1 uscire dall’euro
    2 usare il gli euro greci per pagare il debito
    3 emettere moneta del popolo senza debito a garanzia
    4 estrarre, in proprio, gli idrocarburi del Mare Egeo.
  • Tao

    Grecia. Lo ha anticipato il magazine tedesco Der Spiegel

    Quin­dici miliardi di euro. Que­sta è la somma che potrebbe pre­sto arri­vare ad Atene dai governi di Rus­sia e Cina.

    A rive­larlo, ieri, organi di stampa greci (i set­ti­ma­nali Arfí e Agorá), ma anche il sito web dell’autorevole perio­dico tede­sco der Spiegel.

    L’interminabile que­relle sull’ultima tran­che di pre­stiti da Unione euro­pea e Fondo mone­ta­rio (7,2 miliardi) si arric­chi­sce dun­que di un ele­mento nuovo, che dovrebbe raf­for­zare la posi­zione nego­ziale dell’esecutivo di Ale­xis Tsi­pras nei con­fronti delle isti­tu­zioni inter­na­zio­nali (la ex tro­jka), tut­tora con­tra­rie a con­ce­dere gli aiuti per la solita, immo­di­fi­ca­bile ragione: «le riforme pro­gram­mate sono insod­di­sfa­centi». Cioè: non obbe­di­scono ai det­tami della reli­gione dell’austerità.

    Il denaro pro­ve­niente da Mosca sarebbe legato al pas­sag­gio in Gre­cia del gasdotto «Tur­kish Stream»: forse già mar­tedì i due Paesi potreb­bero siglare l’intesa che por­te­rebbe nelle lan­guenti casse del governo elle­nico una somma sti­mata intorno ai cin­que miliardi.

    Dagli ambienti gover­na­tivi russi è arri­vata una mezza con­ferma: «nel loro recente incon­tro — ha affer­mato il por­ta­voce del Crem­lino Dmi­tri Peskow — Vla­di­mir Putin e Tsi­pras non hanno discusso di aiuti finan­ziari, ma hanno affron­tato que­stioni di poli­tica energetica».

    Tra­du­zione: «non ci stiamo sosti­tuendo alla Ue come nuovi cre­di­tori, i nostri sono affari fra stati sovrani». Natu­ral­mente, entrano in gioco anche deli­cate que­stioni geo­po­li­ti­che: l’eventuale gasdotto con­sen­ti­rebbe alla Rus­sia di rifor­nire l’Europa senza pas­sare dall’Ucraina.

    La stessa idea che era alla base del pro­getto «South Stream», can­cel­lato lo scorso dicem­bre per effetto della crisi diplo­ma­tica fra Mosca e l’Ue. Da Pechino arri­ve­reb­bero circa 10 miliardi — ripor­tano i media elle­nici — sia come paga­mento anti­ci­pato per l’utilizzo di alcuni moli del porto del Pireo, sia come inve­sti­menti nel sistema fer­ro­via­rio greco. Un’ipotesi che non deve stu­pire: Tsi­pras e il suo mini­stro delle finanze Yanis Varou­fa­kis hanno sem­pre detto di non essere a priori ostili a ogni forma di pri­va­tiz­za­zione, ma di essere con­trari a quelle che si tra­du­cono in pure e sem­plici sven­dite del patri­mo­nio pubblico.

    Scelte certo dif­fi­cili e con­tro­verse (anche den­tro Syriza), ma adot­tate con moda­lità e scopi ben diversi da quelli cono­sciuti nel periodo in cui ad Atene era la tro­jka a det­tare legge.

    Tra le prime rea­zioni del mondo poli­tico euro­peo, quella del mini­stro delle finanze tede­sco Wol­fgang Schäu­ble. «Mi ral­le­gro per la Gre­cia, se le cose stanno così» ha dichia­rato il vete­rano espo­nente demo­cri­stiano (Cdu), in mis­sione a Washing­ton per il mee­ting di pri­ma­vera di Fmi e Banca mon­diale. «Tutto ciò che aiuta la Gre­cia va bene». Nel nego­ziato con la ex tro­jka, però, non cam­bia nulla: «I pro­blemi restano, e la Gre­cia deve con­ti­nuare nella discus­sione con le tre isti­tu­zioni», ha chia­rito Schäu­ble. Nes­sun com­mento — rife­ri­sce lo Spie­gel online — è venuto invece dalla Com­mis­sione europea.

    Jacopo Rosatelli
    Fonte: http://www.lmanifesto.info
    18.04.2015

  • Jor-el

    "la Russia non ha promesso aiuti finanziari, perché nessuno li ha chiesti" ha detto Putin.