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SORSEGGIANDO LACRIME

DI NICOLAI LILIN

lilin.blogautore.espresso.repubblica.it

Diverso tempo fa ho visto un poster americano che ha suscitato il mio interesse. Era raffigurato un aereo che lanciava le bombe e sotto c’era scritto: “se non volete accettare la democrazia, ve la buttiamo addosso”. Allora non avevo capito se era un poster di denuncia politica oppure un’immagine usata per motivare i militari americani a fare il loro sporco lavoro. Ho vissuto e combattuto diverse guerre, ma quell’immagine mi si era impressa nella mente, rimanendo a vagare nella mia coscienza come un enorme iceberg nell’oceano in cerca del suo Titanic da affondare.

Da soldato operativo non ho potuto mai capire come può un uomo d’armi – una persona che impara a maneggiare materiale bellico letale per uccidere il nemico – giustificare, o addirittura incitare, all’omicidio di cittadini innocenti.

Nei miei ricordi di guerra il dolore e le ingiustizie sofferti dai cittadini civili, involontariamente coinvolti nei conflitti, mi tormentano molto di più di terribili e brutali memorie degli scontri armati. Non capisco come alcuni militari riescano a ridicolizzare o ironizzare sulla disperazione e la morte dei civili.

Credo che un simile comportamento sia una chiara indicazione di mancanza di etica, di totale assenza di morale. Persone che si comportano in questo modo non sono degne di chiamarsi soldati. A mio parere sono assassini e basta. È proprio con questa mentalità che oggi opera l’espansionismo militare statunitense. Bombardano e massacrano per i loro sporchi interessi geopolitici, deridendo il dolore altrui nei loro film, nei video giochi, nelle loro canzoni. Purtroppo ci sono diversi esaltati nel mondo che prendono ad esempio il comportamento americano. Ricordo con rammarico il video del soldato georgiano che sparava dalla torretta del suo blindato con una mitragliatrice pesante su un condominio civile, nella città di Tshinval, capitale dell’ Ossezia del Sud. Ripreso con il telefonino da un suo compagno, quel bravo guerriero georgiano, dopo aver scaricato una lunga raffica di colpi contro le finestre dietro cui c’erano delle persone innocenti, aveva gridato per l’esaltazione, a cavalcioni sulla sua mitragliatrice come fosse un cavallo, imitando i cowboy al rodeo. Era disgustoso vedere quello scempio e sapere che quella feccia era il prodotto dell’esercito statunitense.

In questi giorni, seguendo le dinamiche del conflitto civile in Ucraina, vergognosamente taciuto da nostri media, mi accorgo che la macchina propagandistica dei golpisti di Kiev, spalleggiata dagli USA e dalla UE, ha acceso un focolaio di odio e xenofobia in una parte del popolo ucraino che è andato oltre qualsiasi limite di comprensione umana. Riesco a capire perché il governo di Kiev e gli oligarchi a lui vicini danno sostegno agli estremisti nazionalisti militanti: sono in gran parte provenienti dalle falange neonaziste ucraine, confuse nella loro visione politica, in quanto unici esponenti di estrema destra in Europa, insieme ad alcuni dei movimenti di estrema destra italiana, troppo insignificanti da poter essere nominati. Apertamente e senza alcun rimorso, questi militanti diventano burattini dei capitalisti americani, contraddicendo la loro dottrina stessa di nazionalsocialismo, il loro faro ideologico. È chiaro che i nuovi padroni di Kiev hanno bisogno di qualcuno organizzato militarmente, che non abbia rimorsi, che non costa caro e che un giorno, volendo, può essere messo a tacere con una semplice azione legale, rigirando la frittata politica. Per questo usano come squadre di morte falangi di ultras di calcio, nazisti ed esponenti di basso livello delle organizzazioni criminali ucraine sparse per tutto il mondo.

Quando di fronte al mondo intero i golpisti di Kiev sono stati costretti a dimostrare almeno apparentemente di agire nei limiti della legalità, queste falangi estremiste sono state legalizzate e trasformate in vari battaglioni speciali dell’esercito. Proprio da queste figure è composta la base dell’attuale esercito ucraino: esaltati e confusi pseudo-neonazisti, decerebrati ultras di calcio e delinquenti giunti in Ucraina dai paesi dove erano impegnati in racket, furti di automobili, traffici illeciti, omicidi a pagamento e sfruttamento della prostituzione. Attorno a loro ci sono anche vari lobotomizzati dalla propaganda che credono di combattere per la Patria, anche se nessuno di loro capisce che in questo momento, la loro Patria, non solo rasenta un profondo vuoto economico-sociale-politico, ma non possiede nemmeno quella legittimità statale di un governo nato dopo un golpe armato. Tutto quello che avviene oggi in Ucraina viola la sua stessa Costituzione, oltre che le leggi internazionali.

In ogni caso, quello che mi spaventa, non sono gli esaltati violenti al soldo degli oligarchi pro-occidentali. Della loro esistenza si era a conoscenza da tempo. Molte persone che sostengono la legalità, che ci tengono a difendere la Costituzione e i valori dello Stato e del popolo ucraino, si erano preparate in anticipo per difendersi adeguatamente. Quello che mi lascia senza parole sono altri cittadini, gente che una volta poteva essere chiamata normale, ma che è ormai lobotomizzata da media corrotti e falsi, che generano odio e xenofobia. Gente che si esalta per la morte di civili, cittadini come loro. Gente che li chiama “terroristi” solo perché non condividono i loro punti di vista politici. Auspicano la morte per quelli che sono, secondo logica storica, fratelli connazionali.
La donna e la figlia uccise dagli ucraini
Ho condiviso sul mio spazio Facebook la foto di una giovane donna uccisa insieme a sua figlia di appena due anni durante un bombardamento nella cittadina di Gorlovka. L’immagine straziante, un abbraccio mortale tra la madre e la figlia, è stata una scena che ha avuto un forte effetto anche su di me, nonostante abbia già visto il terribile volto della guerra più volte. Credevo di essere immune a certi sentimenti. Invece immaginando che al posto di questa povera giovane madre poteva esserci mia moglie, al posto di sua figlia ci poteva essere la mia bambina, ho sentito rompersi qualcosa dentro di me. Qualcosa che mi ha sconvolto, ha smosso la vecchia melma dai fondali della mia anima, facendomi provare una misera parte di quel sentimento di perdita assoluta, quello che si prova quando se ne va qualcuno che noi amiamo più di noi stessi. Ho sentito il gelo stringermi la gola, come se le anime dei morti che avevo visto nella mia vita fossero tornate tutte insieme per soffocarmi, per farmi sentire il dolore che avevano provato nel momento in cui la vita gli veniva strappata. Ho provato paura per i miei cari. Ho sentito quella paura che ti fa sentire un tremore nelle ginocchia. E, subito dopo, una profonda rabbia. Rabbia per l’ingiustizia, per chi mette in atto genocidi, per chi organizza e fa le guerre per i propri interessi.
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Ma la mia indignazione è cresciuta a dismisura quando ho letto i commenti dei sostenitori della Kiev golpista. Persone che non meriterebbero di essere chiamate tali, che non meritano nemmeno di essere paragonate alle bestie, perché neanche le bestie sono capaci di tanta cattiveria e vigliaccheria. Nei loro commenti, gli irriducibili di Maidan, alcuni ucraini e alcuni italiani, hanno dimostrato la loro vera anima, ormai ridotta ad un cumulo di cenere avvolto nelle banconote verdi americane. Gli insulti nei confronti delle due persone innocenti brutalmente massacrate, superavano qualsiasi immaginabile limite di decenza. Le persone che hanno fatto questo hanno dimostrato di non avere niente di sacro, perché hanno calpestato due figure che rappresentano la sacralità più alta per qualsiasi essere umano, indipendentemente dalle sue origini, opinioni politiche o convenzioni religiose. La madre e sua figlia, che incarnano il senso del passaggio della vita, della bellezza del creato. La povera innocente bambina di due anni e sua mamma sono state chiamate “terroriste” e “separatiste”, la loro morte ironizzata con delle frasi terribili come “ecco, ora non potrete sbandierare il tricolore russo”, “due filo russe di meno”, “se la sono cercata”. Sono intervenuto subito per cancellare i commenti, fotografando la schermata che intendo usare per la denuncia che presto sporgerò nei confronti dei titolari dei profili che si sono espressi in quel modo orribile. Però una cosa non posso cancellare: l’esaltazione degli estremisti ucraini e dei loro sostenitori. L’odio che porta dentro di sé questa gente e che ogni giorno riversa non solo nella rete, ma anche nella vita, anche qui in Italia, nella nostra società, e che non farà alcun bene al nostro Paese.
Le lacrime dei separatisti
In questi giorni ho saputo che in Ucraina un gruppo di attivisti esaltati dall’estremismo razzista e xenofobo ha lanciato una campagna per il sostegno del loro “glorioso” esercito di assassini che bombarda le città del Donbas. Gli attivisti vendono per strada acqua in bottiglia che si chiama “Le lacrime dei separatisti”. Sull’etichetta sono disegnate lacrime a forma di bombe. In questo modo, per un prezzo modesto, ogni passante può dissetarsi durante una calda giornata estiva, consapevole che i soldi pagati per questo piccolo piacere quotidiano contribuiranno a provocare altri morti tra la popolazione civile del Donbas, che ogni giorno subisce pesanti perdite per colpa dei bombardamenti dei militari ucraini. Pare che, per ora, la “democrazia” e la “libertà” che il colpo di stato armato, sostenuto e pagato dagli USA e UE, ha garantito all’Ucraina non vada oltre il piacere di sorseggiare lacrime di civili massacrati, mentre insultano in rete le foto dei loro cadaveri.

Nicolai Lilin

Fonte: ttp://lilin.blogautore.espresso.repubblica.i

Link: http://lilin.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/07/29/sorseggiando-lacrime/#more-161

29.07.2014

Pubblicato da Davide

  • Stodler
    Stanno costruendo le basi psicologiche/mediatiche per poter giustifiacare ogni cosa che faranno in guerra, cercano si disumanizzare il nemico.

    Il popolo ucraino si renderà conto?

    Si opporrà a tutto questo?

    Gli auguro di fermarsi in tempo altrimenti la Jugoslavia sarà il loro incubo reale per i prossimi anni o decenni, visto che qui le guerre tendono ad iniziare e a non finire.

  • Georgios

    "Ιδιώτης" e "ιδιωτεύω" in greco moderno significa "privato cittadino" e "agisco da privato cittadino" rispettivamente.

    Nella Grecia classica invece essere degli "ιδιώται" (plurale) veniva considerato come sinonimo di vergogna sociale perché nella polis democratica chi si faceva i fatti suoi e basta, era un parassita. Per questo per gli ιδιώται era previsto e applicato l’ostracismo. Cioè la comunità dei cittadini della polis decidevano votando (scrivendo sopra un "όστρακον", cioè una conchiglia, il nome della persona da ostracizzare) chi e per quanto tempo doveva essere allontanato dalla città in quanto pericoloso per la polis dato il suo egoismo e la sua indifferenza all’interesse comune.

    Indovinate come e’ stata tradotta in latino questa parola. Appunto: idiota. La più fedele traduzione dell’antico termine e che rispecchia perfettamente il suo vero significato originale. Chi non si preoccupa dell’interesse comune pur vivendo tra animali sociali e pur essendo lui stesso un animale sociale, e’ definitivamente un idiota.

    In periodi come questo gli idioti brulicano. Anche se le cause sociali sono note, non ci sono scusanti a livello personale per nessuno. Anche perché non li possiamo ostracizzare.

  • Gioia_di_Vivere

    Pagheranno, questi assassini pagheranno presto e caro la loro follia criminale.

  • OlausWormius

    Personalmente non la vedo come una buona pratica questa dell’ostracizzazione e non credo sia molto in tema con l’articolo.

    Ad ogni modo in realtà i tempi non sono cambiati più di tanto, basta saperli leggere.
    Il politically correct è la versione moderna dell’ostracizzazione.

  • Stevenson

    Qualcuno saprebbe dirmi chi sono questi movimenti di estrema destra italiana, troppo insignificanti da poter essere nominati?

  • Georgios

    Per valutare la "pratica" dell’ostracizzazione bisognerebbe prima capirla.

    Comunque il mio commento non proponeva il suo ripristino. Era una specie di introduzione sulle origini della parola "idiota". E mi e’ venuto in mente leggendo nell’articolo questo:

    "Ma la mia indignazione è cresciuta a dismisura quando ho letto i
    commenti dei sostenitori della Kiev golpista. Persone che non
    meriterebbero di essere chiamate tali, che non meritano nemmeno di
    essere paragonate alle bestie, perché neanche le bestie sono capaci di
    tanta cattiveria e vigliaccheria. Nei loro commenti, gli irriducibili di
    Maidan, alcuni ucraini e alcuni italiani, hanno dimostrato la loro vera
    anima, ormai ridotta ad un cumulo di cenere avvolto nelle banconote
    verdi americane
    ."

    Chiaro adesso?

  • OlausWormius

    E si comportano così perché agiscono da “privati cittadini”?
    Non vedo il nesso.
    Mi è sembrata una forzatura giusto per introdurre questa leziocina di greco sull’ostracismo.
    Pratica che forse non hai capito tu o che magari hai capito bene dato che si tratta di una pratica socialista totalitaria (assai diffusa durante lo stalinismo che lo riprese proprio dall’antica grecia) che quindi forse attira le tue simpatie.

  • clausneghe

    Purtroppo questa folle guerra che si combatte alle porte di casa nostra, per ora, sta aumentando di intensità e minaccia. Ho saputo da fonti attendibili che il cioccolataio folle e il suo ministro di guerra, consigliati da chi sappiamo, hanno ordinato il lancio di quattro missili balistici SS- 21 Tochka caricati con 450 kg di esplosivo ad alto potenziale, ma adatti anche alla testata nucleare o batterio-chimica o munizioni a grappolo. Questi missili avrebbero dovuto creare un varco per lasciare uscire le truppe Ucraine dal Calderone, zona Donbass, dove sono di fatto accerchiate dai miliziani. Ma non sono mai arrivati sugli obbiettivi, non hanno toccato terra, sono stati disintegrati in volo appena lanciati da reparti venuti in gran fretta dal confine interno della Federazione Russa. Li hanno semplicemente prima visti e poi abbattuti, senza fatica.

    Fin che può Putin tiene un basso profilo e senza troppo clamore agisce, ma non è detto che riesca a contenere ancora a lungo la rabbia dei Russi e dei militari Russi..
  • Georgios

    No. Si comportano cosi perché sono degli idioti.

    Cerchiamo di essere attenti.

    Il significato del termine "privati cittadini" e’ greco moderno, non antico. Quindi nel discorso non c’entra.

    Il nesso lo devi cercare con la parola "idiòtis" che nel greco antico aveva un altro significato, non quello di "privato cittadino" ma quello del solito c…. che pone al disopra di tutto se stesso. Erroneamente per giunta.

    E poi cerchiamo di non essere offensivi. Se tu credi che il mio movente dopo un articolo cosi era quello di fare una lezioncina di greco che devo credere io di te che mi tiri in ballo lo stalinismo? Devo fare anch’io dei nessi sintattici per arrivare a cose da sbatterti in faccia?

    Comunque se ti interessa avrei di cose da raccontarti circa l’ostracismo. Nessuna lezioncina.

  • fefochip

    "Diverso tempo fa ho visto un poster americano che
    ha suscitato il mio interesse. Era raffigurato un aereo che lanciava le
    bombe e sotto c’era scritto: “se non volete accettare la democrazia, ve
    la buttiamo addosso”. Allora non avevo capito se era un poster di
    denuncia politica oppure un’immagine usata per motivare i militari
    americani a fare il loro sporco lavoro."

    non sono un fine traduttore dall’americano ma a me sembra piu una cosa del tipo "se la montagna non va a maometto, maometto va alla montagna"
    quindi la traduzione mi sembra piu "se non vai verso la democrazia, la democrazia viene da te" ovviamente sotto forma di bombe uguali per tutti.
    in realtà questo slogan descrive PERFETTAMENTE la mentalità USA arrogante e violenta.
    la "democrazia" è il bene supremo(almeno cosi viene propagandato), qualunque cosa voglia mai dire deve invadere il mondo con essa e deve essere fatto a ogni costo ,imponendola con la forza e fino a fare stragi su stragi. riprende  il concetto machiavelliano del fine che giustifica i mezzi e lo ripropene esacerbato da una violenza senza precedenti nella storia dell’umanità.

    c’è una frase dell’articolo che mi ha profondamente turbato : il concetto di "cittadini innocenti".
    il testo recita "
    Da soldato operativo non ho potuto mai capire come
    può un uomo d’armi – una persona che impara a maneggiare materiale
    bellico letale per uccidere il nemico – giustificare, o addirittura
    incitare, all’omicidio di cittadini innocenti."
    ma chi sarebbero questi cittadini innocenti?
    nel momento che c’è un giudizio si può essere sempre colpevoli .
    chi giudica? in base a cosa? gli americani in base alle loro convinzioni "democratiche".amen e cosi sia. ammazzate tutti.

    bensvegliato caro NICOLAI LILIN

  • Taser

    Purtroppo, caro Nicolai, sono sempre d’accordo su tutto e fiero di aver letto i tuoi libri. Devo però dirti che, l’esaltazione non è appannagio specifico del popolo americano (seppure loro siano maestri in questo). Senza rischiare di generalizzare troppo posso dire che questa è una figlia mostruosa, tipica del militarismo, e di quei popoli che vivono di guerra e di conflitto da troppo tempo. E seppur sia una tentazione, quella di vedere il soldato glorioso ed etico, stile samurai, che uccide, ma lo fa solo a fin di bene o per difendersi non caderci, perchè…pensaci bene, in fondo questa è proprio la filosofia dell’A-team.

  • Taser

    "Appannaggio"

    scusatemi