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SOPRAVVIVERE IN GRECIA

FONTE: RAINEWS.IT

Case vendute a prezzi stracciati. Appartamenti riscaldati con la legna perchè non si hanno i soldi per il gasolio. Trecentomila famiglie senza energia elettrica che cenano a lume di candela. Ecco come si vive in Grecia nel 2014 proprio quando il paese sta per prendere il timone dell’Unione Europea

Un appartamento di 100 metri quadri in pieno centro ad Atene in vendita a 18mila euro ma nessuno lo vuole. Non ruderi da ristrutturare, ma case pronte per essere abitate. È il panorama del mercato immobiliare della Grecia ai tempi della crisi. I prezzi delle case sono crollati del 50-70%. Nei quartieri centrali, quelli più prestigiosi, tantissimi gli appartamenti vuoti o abbandonati al degrado. Dal 2007 ad oggi le compravendite sono scese dell’80% e chi ha la fortuna di avere una casa di proprietà spesso non ha però i soldi per riscaldarla.


Sopravvivere in Grecia

Case vendute a prezzi stracciati. Appartamenti riscaldati con la legna perchè non si hanno i soldi per il gasolio. Trecentomila famiglie senza energia elettrica che cenano a lume di candela. Ecco come si vive in Grecia nel 2014 proprio quando il paese sta per prendere il timone dell’Unione Europea

Un appartamento di 100 metri quadri in pieno centro ad Atene in vendita a 18mila euro ma nessuno lo vuole. Non ruderi da ristrutturare, ma case pronte per essere abitate. È il panorama del mercato immobiliare della Grecia ai tempi della crisi. I prezzi delle case sono crollati del 50-70%. Nei quartieri centrali, quelli più prestigiosi, tantissimi gli appartamenti vuoti o abbandonati al degrado. Dal 2007 ad oggi le compravendite sono scese dell’80% e chi ha la fortuna di avere una casa di proprietà spesso non ha però i soldi per riscaldarla.

MONDO

Gli effetti choc della crisi Sopravvivere in Grecia Case vendute a prezzi stracciati. Appartamenti riscaldati con la legna perchè non si hanno i soldi per il gasolio. Trecentomila famiglie senza energia elettrica che cenano a lume di candela. Ecco come si vive in Grecia nel 2014 proprio quando il paese sta per prendere il timone dell’Unione Europea
Distribuzione di frutta e verdura gratis in Grecia

04 gennaio 2014Un appartamento di 100 metri quadri in pieno centro ad Atene in vendita a 18mila euro ma nessuno lo vuole. Non ruderi da ristrutturare, ma case pronte per essere abitate. È il panorama del mercato immobiliare della Grecia ai tempi della crisi. I prezzi delle case sono crollati del 50-70%. Nei quartieri centrali, quelli più prestigiosi, tantissimi gli appartamenti vuoti o abbandonati al degrado. Dal 2007 ad oggi le compravendite sono scese dell’80% e chi ha la fortuna di avere una casa di proprietà spesso non ha però i soldi per riscaldarla.

Come nel dopoguerra ci si riscalda con la legna
Nella capitale otto condomini su dieci non comprano più il gasolio. In compenso i cittadini per riscaldarsi ricorrono all’uso smodato di camini e stufe a legna, metodi di riscaldamento del dopoguerra che comportano anche molti incidenti: morti da ossido di carbonio o incendi di case e una vera e propria emergenza sanitaria dovuta all’inquinamento atmosferico. Negli ultimi giorni, infatti, a causa dei gas emanati dalla combustione della legna, lo smog nell’atmosfera di alcune città greche come Salonicco e Larissa ha superato i livelli di guardia.

Cena a lume di candela
Rimane il riscaldamento con l’elettricità che per molti è impossibile a causa degli alti consumi che in genere hanno le stufette. Ma c’è anche chi non ha più l’energia elettrica. Grazie al provvedimento del governo, chi non ha pagato la tassa sulla casa, il famoso “Charatsi”, è stato privato della fornitura elettrica. In totale sono almeno 300mila le famiglie senza luce e ad Atene, come in altre città, non è strano vedere i commensali che cenano a lume di candela.

Migliaia di bambini senza vaccini
Con un esercito di disoccupati, la crisi economica si è trasformata ormai in una pesantissima crisi sociale ed esplodono le disuguaglianze. Migliaia di genitori, dopo aver perduto con il posto di lavoro l’assistenza sanitaria, sono stati costretti a non sottoporre più i loro bambini alle vaccinazioni di base. Secondo Nikitas Kanakis, rappresentante greco dell’associazione internazionale Doctors in The World “I bambini privi di assicurazione sanitaria e non vaccinati stanno correndo un grave pericolo oltre al fatto che non possono più andare a scuola perché la frequenza è subordinata alla esibizione dei certificati di vaccinazione”.

Restituite migliaia di targhe auto per non pagare la tasse
Ma non basta. Poco prima di Capodanno migliaia di automobilisti si sono messi in fila davanti agli sportelli della motorizzazione o del fisco per riconsegnare le targhe dei loro veicoli ed evitare così di pagare la costosa tassa di circolazione per l’anno prossimo, imposta che supera i 1.000 euro per le macchine di lusso. Solo nel 2013 sono state riconsegnate le targhe di ben 70mila veicoli. Del resto i redditi dei lavoratori greci, come confermano studi condotti dai maggiori sindacati ellenici, sono diminuiti di circa il 40% dal 2009 mentre, secondo i rivenditori di auto, dallo stesso anno sono state riconsegnate le targhe di almeno un milione di autoveicoli.

La Grecia al timone dell’Ue
Con l’arrivo del 2014 si apre anche il turno di presidenza greca dell’Unione Europea. Un semestre durante il quale si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo (previste a maggio), sulle quali incombe il fantasma dell’avanzata dei populisti e nazionalisti contrari all’euro ed all’Europa. In recessione profonda dal 2009, con il miraggio finalmente di una lieve ripresa nel 2014, sotto assistenza finanziaria dal 2010, la Grecia spera che l’anno che si apre sia quello della svolta. Il premier Antonis Samaras, in un discorso alla nazione, si è detto sicuro che nel 2014 Atene potrà uscire dal programma di aiuti Ue-Fmi. Programma grazie al quale la Grecia ha ottenuto aiuti per 240 miliardi di euro, a prezzo di tagli, sacrifici, ricette lacrime e sangue che hanno esasperato la popolazione.

Disoccupazione al top e un buco di bilancio da 1,4 mld
“Non ci sarà bisogno di nuovi prestiti e nuovi accordi di salvataggio” ha garantito il primo ministro, che vorrebbe emulare il successo irlandese, uscita nei giorni scorsi dal programma di assistenza avviato a dicembre del 2010. Ma la Grecia non è l’Irlanda e domina a Bruxelles come in altre capitali europee lo scetticismo sulla reale capacità di Atene di farcela nei prossimi mesi. Come dimenticare gli altri numeri che pesano sulla ripresa della Grecia: un debito pubblico che si avvicina al 170% del Pil ed una disoccupazione che ad agosto era del 27,3% (del 58% quella dei giovani sotto i 25 anni). Resta poi il problema del ‘buco’ da 1,4 miliardi di euro nel bilancio del 2014 riscontrato dalla troika Ue-Bce-Fmi che dovrebbe tornare in Grecia a metà del mese prossimo, il 13, per poter dare il via libera ad una nuova tranche di aiuti a fine gennaio.

– See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/sopravvivere-Grecia–b51e7c7b-2739-4d45-be8a-8ee9e485aa86.html#sthash.vVm0YcXB.dpuf

MONDO
Gli effetti choc della crisi Sopravvivere in Grecia Case vendute a prezzi stracciati. Appartamenti riscaldati con la legna perchè non si hanno i soldi per il gasolio. Trecentomila famiglie senza energia elettrica che cenano a lume di candela. Ecco come si vive in Grecia nel 2014 proprio quando il paese sta per prendere il timone dell’Unione Europea
Distribuzione di frutta e verdura gratis in Grecia

04 gennaio 2014Un appartamento di 100 metri quadri in pieno centro ad Atene in vendita a 18mila euro ma nessuno lo vuole. Non ruderi da ristrutturare, ma case pronte per essere abitate. È il panorama del mercato immobiliare della Grecia ai tempi della crisi. I prezzi delle case sono crollati del 50-70%. Nei quartieri centrali, quelli più prestigiosi, tantissimi gli appartamenti vuoti o abbandonati al degrado. Dal 2007 ad oggi le compravendite sono scese dell’80% e chi ha la fortuna di avere una casa di proprietà spesso non ha però i soldi per riscaldarla.

Come nel dopoguerra ci si riscalda con la legna
Nella capitale otto condomini su dieci non comprano più il gasolio. In compenso i cittadini per riscaldarsi ricorrono all’uso smodato di camini e stufe a legna, metodi di riscaldamento del dopoguerra che comportano anche molti incidenti: morti da ossido di carbonio o incendi di case e una vera e propria emergenza sanitaria dovuta all’inquinamento atmosferico. Negli ultimi giorni, infatti, a causa dei gas emanati dalla combustione della legna, lo smog nell’atmosfera di alcune città greche come Salonicco e Larissa ha superato i livelli di guardia.

Cena a lume di candela
Rimane il riscaldamento con l’elettricità che per molti è impossibile a causa degli alti consumi che in genere hanno le stufette. Ma c’è anche chi non ha più l’energia elettrica. Grazie al provvedimento del governo, chi non ha pagato la tassa sulla casa, il famoso “Charatsi”, è stato privato della fornitura elettrica. In totale sono almeno 300mila le famiglie senza luce e ad Atene, come in altre città, non è strano vedere i commensali che cenano a lume di candela.

Migliaia di bambini senza vaccini
Con un esercito di disoccupati, la crisi economica si è trasformata ormai in una pesantissima crisi sociale ed esplodono le disuguaglianze. Migliaia di genitori, dopo aver perduto con il posto di lavoro l’assistenza sanitaria, sono stati costretti a non sottoporre più i loro bambini alle vaccinazioni di base. Secondo Nikitas Kanakis, rappresentante greco dell’associazione internazionale Doctors in The World “I bambini privi di assicurazione sanitaria e non vaccinati stanno correndo un grave pericolo oltre al fatto che non possono più andare a scuola perché la frequenza è subordinata alla esibizione dei certificati di vaccinazione”.

Restituite migliaia di targhe auto per non pagare la tasse
Ma non basta. Poco prima di Capodanno migliaia di automobilisti si sono messi in fila davanti agli sportelli della motorizzazione o del fisco per riconsegnare le targhe dei loro veicoli ed evitare così di pagare la costosa tassa di circolazione per l’anno prossimo, imposta che supera i 1.000 euro per le macchine di lusso. Solo nel 2013 sono state riconsegnate le targhe di ben 70mila veicoli. Del resto i redditi dei lavoratori greci, come confermano studi condotti dai maggiori sindacati ellenici, sono diminuiti di circa il 40% dal 2009 mentre, secondo i rivenditori di auto, dallo stesso anno sono state riconsegnate le targhe di almeno un milione di autoveicoli.

La Grecia al timone dell’Ue
Con l’arrivo del 2014 si apre anche il turno di presidenza greca dell’Unione Europea. Un semestre durante il quale si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo (previste a maggio), sulle quali incombe il fantasma dell’avanzata dei populisti e nazionalisti contrari all’euro ed all’Europa. In recessione profonda dal 2009, con il miraggio finalmente di una lieve ripresa nel 2014, sotto assistenza finanziaria dal 2010, la Grecia spera che l’anno che si apre sia quello della svolta. Il premier Antonis Samaras, in un discorso alla nazione, si è detto sicuro che nel 2014 Atene potrà uscire dal programma di aiuti Ue-Fmi. Programma grazie al quale la Grecia ha ottenuto aiuti per 240 miliardi di euro, a prezzo di tagli, sacrifici, ricette lacrime e sangue che hanno esasperato la popolazione.

Disoccupazione al top e un buco di bilancio da 1,4 mld
“Non ci sarà bisogno di nuovi prestiti e nuovi accordi di salvataggio” ha garantito il primo ministro, che vorrebbe emulare il successo irlandese, uscita nei giorni scorsi dal programma di assistenza avviato a dicembre del 2010. Ma la Grecia non è l’Irlanda e domina a Bruxelles come in altre capitali europee lo scetticismo sulla reale capacità di Atene di farcela nei prossimi mesi. Come dimenticare gli altri numeri che pesano sulla ripresa della Grecia: un debito pubblico che si avvicina al 170% del Pil ed una disoccupazione che ad agosto era del 27,3% (del 58% quella dei giovani sotto i 25 anni). Resta poi il problema del ‘buco’ da 1,4 miliardi di euro nel bilancio del 2014 riscontrato dalla troika Ue-Bce-Fmi che dovrebbe tornare in Grecia a metà del mese prossimo, il 13, per poter dare il via libera ad una nuova tranche di aiuti a fine gennaio.

– See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/sopravvivere-Grecia–b51e7c7b-2739-4d45-be8a-8ee9e485aa86.html#sthash.vVm0YcXB.dpuf


Come nel dopoguerra ci si riscalda con la legna
Nella capitale otto condomini su dieci non comprano più il gasolio. In compenso i cittadini per riscaldarsi ricorrono all’uso smodato di camini e stufe a legna, metodi di riscaldamento del dopoguerra che comportano anche molti incidenti: morti da ossido di carbonio o incendi di case e una vera e propria emergenza sanitaria dovuta all’inquinamento atmosferico. Negli ultimi giorni, infatti, a causa dei gas emanati dalla combustione della legna, lo smog nell’atmosfera di alcune città greche come Salonicco e Larissa ha superato i livelli di guardia.

Cena a lume di candela
Rimane il riscaldamento con l’elettricità che per molti è impossibile a causa degli alti consumi che in genere hanno le stufette. Ma c’è anche chi non ha più l’energia elettrica. Grazie al provvedimento del governo, chi non ha pagato la tassa sulla casa, il famoso “Charatsi”, è stato privato della fornitura elettrica. In totale sono almeno 300mila le famiglie senza luce e ad Atene, come in altre città, non è strano vedere i commensali che cenano a lume di candela.

Migliaia di bambini senza vaccini
Con un esercito di disoccupati, la crisi economica si è trasformata ormai in una pesantissima crisi sociale ed esplodono le disuguaglianze. Migliaia di genitori, dopo aver perduto con il posto di lavoro l’assistenza sanitaria, sono stati costretti a non sottoporre più i loro bambini alle vaccinazioni di base. Secondo Nikitas Kanakis, rappresentante greco dell’associazione internazionale Doctors in The World “I bambini privi di assicurazione sanitaria e non vaccinati stanno correndo un grave pericolo oltre al fatto che non possono più andare a scuola perché la frequenza è subordinata alla esibizione dei certificati di vaccinazione”.

Restituite migliaia di targhe auto per non pagare la tasse
Ma non basta. Poco prima di Capodanno migliaia di automobilisti si sono messi in fila davanti agli sportelli della motorizzazione o del fisco per riconsegnare le targhe dei loro veicoli ed evitare così di pagare la costosa tassa di circolazione per l’anno prossimo, imposta che supera i 1.000 euro per le macchine di lusso. Solo nel 2013 sono state riconsegnate le targhe di ben 70mila veicoli. Del resto i redditi dei lavoratori greci, come confermano studi condotti dai maggiori sindacati ellenici, sono diminuiti di circa il 40% dal 2009 mentre, secondo i rivenditori di auto, dallo stesso anno sono state riconsegnate le targhe di almeno un milione di autoveicoli.

La Grecia al timone dell’Ue
Con l’arrivo del 2014 si apre anche il turno di presidenza greca dell’Unione Europea. Un semestre durante il quale si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo (previste a maggio), sulle quali incombe il fantasma dell’avanzata dei populisti e nazionalisti contrari all’euro ed all’Europa. In recessione profonda dal 2009, con il miraggio finalmente di una lieve ripresa nel 2014, sotto assistenza finanziaria dal 2010, la Grecia spera che l’anno che si apre sia quello della svolta. Il premier Antonis Samaras, in un discorso alla nazione, si è detto sicuro che nel 2014 Atene potrà uscire dal programma di aiuti Ue-Fmi. Programma grazie al quale la Grecia ha ottenuto aiuti per 240 miliardi di euro, a prezzo di tagli, sacrifici, ricette lacrime e sangue che hanno esasperato la popolazione.

Disoccupazione al top e un buco di bilancio da 1,4 mld
“Non ci sarà bisogno di nuovi prestiti e nuovi accordi di salvataggio” ha garantito il primo ministro, che vorrebbe emulare il successo irlandese, uscita nei giorni scorsi dal programma di assistenza avviato a dicembre del 2010. Ma la Grecia non è l’Irlanda e domina a Bruxelles come in altre capitali europee lo scetticismo sulla reale capacità di Atene di farcela nei prossimi mesi. Come dimenticare gli altri numeri che pesano sulla ripresa della Grecia: un debito pubblico che si avvicina al 170% del Pil ed una disoccupazione che ad agosto era del 27,3% (del 58% quella dei giovani sotto i 25 anni). Resta poi il problema del ‘buco’ da 1,4 miliardi di euro nel bilancio del 2014 riscontrato dalla troika Ue-Bce-Fmi che dovrebbe tornare in Grecia a metà del mese prossimo, il 13, per poter dare il via libera ad una nuova tranche di aiuti a fine gennaio.

Fonte: http://www.rainews.it
Link: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/sopravvivere-Grecia–b51e7c7b-2739-4d45-be8a-8ee9e485aa86.html

4.01.2014

MONDO
Gli effetti choc della crisi Sopravvivere in Grecia Case vendute a prezzi stracciati. Appartamenti riscaldati con la legna perchè non si hanno i soldi per il gasolio. Trecentomila famiglie senza energia elettrica che cenano a lume di candela. Ecco come si vive in Grecia nel 2014 proprio quando il paese sta per prendere il timone dell’Unione Europea
Distribuzione di frutta e verdura gratis in Grecia

04 gennaio 2014Un appartamento di 100 metri quadri in pieno centro ad Atene in vendita a 18mila euro ma nessuno lo vuole. Non ruderi da ristrutturare, ma case pronte per essere abitate. È il panorama del mercato immobiliare della Grecia ai tempi della crisi. I prezzi delle case sono crollati del 50-70%. Nei quartieri centrali, quelli più prestigiosi, tantissimi gli appartamenti vuoti o abbandonati al degrado. Dal 2007 ad oggi le compravendite sono scese dell’80% e chi ha la fortuna di avere una casa di proprietà spesso non ha però i soldi per riscaldarla.

Come nel dopoguerra ci si riscalda con la legna
Nella capitale otto condomini su dieci non comprano più il gasolio. In compenso i cittadini per riscaldarsi ricorrono all’uso smodato di camini e stufe a legna, metodi di riscaldamento del dopoguerra che comportano anche molti incidenti: morti da ossido di carbonio o incendi di case e una vera e propria emergenza sanitaria dovuta all’inquinamento atmosferico. Negli ultimi giorni, infatti, a causa dei gas emanati dalla combustione della legna, lo smog nell’atmosfera di alcune città greche come Salonicco e Larissa ha superato i livelli di guardia.

Cena a lume di candela
Rimane il riscaldamento con l’elettricità che per molti è impossibile a causa degli alti consumi che in genere hanno le stufette. Ma c’è anche chi non ha più l’energia elettrica. Grazie al provvedimento del governo, chi non ha pagato la tassa sulla casa, il famoso “Charatsi”, è stato privato della fornitura elettrica. In totale sono almeno 300mila le famiglie senza luce e ad Atene, come in altre città, non è strano vedere i commensali che cenano a lume di candela.

Migliaia di bambini senza vaccini
Con un esercito di disoccupati, la crisi economica si è trasformata ormai in una pesantissima crisi sociale ed esplodono le disuguaglianze. Migliaia di genitori, dopo aver perduto con il posto di lavoro l’assistenza sanitaria, sono stati costretti a non sottoporre più i loro bambini alle vaccinazioni di base. Secondo Nikitas Kanakis, rappresentante greco dell’associazione internazionale Doctors in The World “I bambini privi di assicurazione sanitaria e non vaccinati stanno correndo un grave pericolo oltre al fatto che non possono più andare a scuola perché la frequenza è subordinata alla esibizione dei certificati di vaccinazione”.

Restituite migliaia di targhe auto per non pagare la tasse
Ma non basta. Poco prima di Capodanno migliaia di automobilisti si sono messi in fila davanti agli sportelli della motorizzazione o del fisco per riconsegnare le targhe dei loro veicoli ed evitare così di pagare la costosa tassa di circolazione per l’anno prossimo, imposta che supera i 1.000 euro per le macchine di lusso. Solo nel 2013 sono state riconsegnate le targhe di ben 70mila veicoli. Del resto i redditi dei lavoratori greci, come confermano studi condotti dai maggiori sindacati ellenici, sono diminuiti di circa il 40% dal 2009 mentre, secondo i rivenditori di auto, dallo stesso anno sono state riconsegnate le targhe di almeno un milione di autoveicoli.

La Grecia al timone dell’Ue
Con l’arrivo del 2014 si apre anche il turno di presidenza greca dell’Unione Europea. Un semestre durante il quale si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo (previste a maggio), sulle quali incombe il fantasma dell’avanzata dei populisti e nazionalisti contrari all’euro ed all’Europa. In recessione profonda dal 2009, con il miraggio finalmente di una lieve ripresa nel 2014, sotto assistenza finanziaria dal 2010, la Grecia spera che l’anno che si apre sia quello della svolta. Il premier Antonis Samaras, in un discorso alla nazione, si è detto sicuro che nel 2014 Atene potrà uscire dal programma di aiuti Ue-Fmi. Programma grazie al quale la Grecia ha ottenuto aiuti per 240 miliardi di euro, a prezzo di tagli, sacrifici, ricette lacrime e sangue che hanno esasperato la popolazione.

Disoccupazione al top e un buco di bilancio da 1,4 mld
“Non ci sarà bisogno di nuovi prestiti e nuovi accordi di salvataggio” ha garantito il primo ministro, che vorrebbe emulare il successo irlandese, uscita nei giorni scorsi dal programma di assistenza avviato a dicembre del 2010. Ma la Grecia non è l’Irlanda e domina a Bruxelles come in altre capitali europee lo scetticismo sulla reale capacità di Atene di farcela nei prossimi mesi. Come dimenticare gli altri numeri che pesano sulla ripresa della Grecia: un debito pubblico che si avvicina al 170% del Pil ed una disoccupazione che ad agosto era del 27,3% (del 58% quella dei giovani sotto i 25 anni). Resta poi il problema del ‘buco’ da 1,4 miliardi di euro nel bilancio del 2014 riscontrato dalla troika Ue-Bce-Fmi che dovrebbe tornare in Grecia a metà del mese prossimo, il 13, per poter dare il via libera ad una nuova tranche di aiuti a fine gennaio.

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Gli effetti choc della crisi Sopravvivere in Grecia Case vendute a prezzi stracciati. Appartamenti riscaldati con la legna perchè non si hanno i soldi per il gasolio. Trecentomila famiglie senza energia elettrica che cenano a lume di candela. Ecco come si vive in Grecia nel 2014 proprio quando il paese sta per prendere il timone dell’Unione Europea
Distribuzione di frutta e verdura gratis in Grecia

04 gennaio 2014Un appartamento di 100 metri quadri in pieno centro ad Atene in vendita a 18mila euro ma nessuno lo vuole. Non ruderi da ristrutturare, ma case pronte per essere abitate. È il panorama del mercato immobiliare della Grecia ai tempi della crisi. I prezzi delle case sono crollati del 50-70%. Nei quartieri centrali, quelli più prestigiosi, tantissimi gli appartamenti vuoti o abbandonati al degrado. Dal 2007 ad oggi le compravendite sono scese dell’80% e chi ha la fortuna di avere una casa di proprietà spesso non ha però i soldi per riscaldarla.

Come nel dopoguerra ci si riscalda con la legna
Nella capitale otto condomini su dieci non comprano più il gasolio. In compenso i cittadini per riscaldarsi ricorrono all’uso smodato di camini e stufe a legna, metodi di riscaldamento del dopoguerra che comportano anche molti incidenti: morti da ossido di carbonio o incendi di case e una vera e propria emergenza sanitaria dovuta all’inquinamento atmosferico. Negli ultimi giorni, infatti, a causa dei gas emanati dalla combustione della legna, lo smog nell’atmosfera di alcune città greche come Salonicco e Larissa ha superato i livelli di guardia.

Cena a lume di candela
Rimane il riscaldamento con l’elettricità che per molti è impossibile a causa degli alti consumi che in genere hanno le stufette. Ma c’è anche chi non ha più l’energia elettrica. Grazie al provvedimento del governo, chi non ha pagato la tassa sulla casa, il famoso “Charatsi”, è stato privato della fornitura elettrica. In totale sono almeno 300mila le famiglie senza luce e ad Atene, come in altre città, non è strano vedere i commensali che cenano a lume di candela.

Migliaia di bambini senza vaccini
Con un esercito di disoccupati, la crisi economica si è trasformata ormai in una pesantissima crisi sociale ed esplodono le disuguaglianze. Migliaia di genitori, dopo aver perduto con il posto di lavoro l’assistenza sanitaria, sono stati costretti a non sottoporre più i loro bambini alle vaccinazioni di base. Secondo Nikitas Kanakis, rappresentante greco dell’associazione internazionale Doctors in The World “I bambini privi di assicurazione sanitaria e non vaccinati stanno correndo un grave pericolo oltre al fatto che non possono più andare a scuola perché la frequenza è subordinata alla esibizione dei certificati di vaccinazione”.

Restituite migliaia di targhe auto per non pagare la tasse
Ma non basta. Poco prima di Capodanno migliaia di automobilisti si sono messi in fila davanti agli sportelli della motorizzazione o del fisco per riconsegnare le targhe dei loro veicoli ed evitare così di pagare la costosa tassa di circolazione per l’anno prossimo, imposta che supera i 1.000 euro per le macchine di lusso. Solo nel 2013 sono state riconsegnate le targhe di ben 70mila veicoli. Del resto i redditi dei lavoratori greci, come confermano studi condotti dai maggiori sindacati ellenici, sono diminuiti di circa il 40% dal 2009 mentre, secondo i rivenditori di auto, dallo stesso anno sono state riconsegnate le targhe di almeno un milione di autoveicoli.

La Grecia al timone dell’Ue
Con l’arrivo del 2014 si apre anche il turno di presidenza greca dell’Unione Europea. Un semestre durante il quale si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo (previste a maggio), sulle quali incombe il fantasma dell’avanzata dei populisti e nazionalisti contrari all’euro ed all’Europa. In recessione profonda dal 2009, con il miraggio finalmente di una lieve ripresa nel 2014, sotto assistenza finanziaria dal 2010, la Grecia spera che l’anno che si apre sia quello della svolta. Il premier Antonis Samaras, in un discorso alla nazione, si è detto sicuro che nel 2014 Atene potrà uscire dal programma di aiuti Ue-Fmi. Programma grazie al quale la Grecia ha ottenuto aiuti per 240 miliardi di euro, a prezzo di tagli, sacrifici, ricette lacrime e sangue che hanno esasperato la popolazione.

Disoccupazione al top e un buco di bilancio da 1,4 mld
“Non ci sarà bisogno di nuovi prestiti e nuovi accordi di salvataggio” ha garantito il primo ministro, che vorrebbe emulare il successo irlandese, uscita nei giorni scorsi dal programma di assistenza avviato a dicembre del 2010. Ma la Grecia non è l’Irlanda e domina a Bruxelles come in altre capitali europee lo scetticismo sulla reale capacità di Atene di farcela nei prossimi mesi. Come dimenticare gli altri numeri che pesano sulla ripresa della Grecia: un debito pubblico che si avvicina al 170% del Pil ed una disoccupazione che ad agosto era del 27,3% (del 58% quella dei giovani sotto i 25 anni). Resta poi il problema del ‘buco’ da 1,4 miliardi di euro nel bilancio del 2014 riscontrato dalla troika Ue-Bce-Fmi che dovrebbe tornare in Grecia a metà del mese prossimo, il 13, per poter dare il via libera ad una nuova tranche di aiuti a fine gennaio.

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Pubblicato da Davide

  • alvise

    Sono registrato in una chat, si chiama paltalk, è una chat vocale e testuale. Questa chat fonda il principio di funzionamento con le cosiddette "room", le room hanno un titolo, ed in base al titolo si capisce di che cosa si parla in quella stanza.Per scegliere di entrare in una room c’è una lista con tutti i titoli, cliccando su uno di questi si entra nella stanza e si partecipa alla discussione, magari anche solo ascoltando.Nella lista dei titoli, cioè delle discussioni inerenti, nella lista italiana ci sono anche 20-30, ed a volte anche  più, di stanze aperte. Paltalk ha anche una lista dei paesi, direi mondiali, scegliendo un paese si entra nella lista dei titoli delle room, quindi cliccando su una di queste….bla bla…vedi sopra. C’è anche la Grecia nella lista dei paesi. Dopo aver letto questo articolo ho voluto vedere se c’erano room aperte, perchè, mi sono chiesto, alla luce di questi drammatici fatti, ho pensato che la gente avesse altro da fare che parlare in chat.C’erano dieci room aperte, in sette di queste c’era musica, allora col traduttore di google, da italiano a greco, ho scritto – come fanno a cantare, sentire musica quando i loro fratelli stanno morendo.Le room non sono create in automatico, un utente registrato ne può aprire quante ne vuole, dare il titolo che vuole, ed automaticamente diventa moderatore della sua room.Beh, che ha fatto il moderatore quando ho postato il testo che ho descritto?Mi aspettavo una replica, anche forte, ma no, mi ha sbattuto fuori.Questo l’ho fatto su tutte e sette, e stesso risultato.Qualcuno dirà che questa cattiveria non fa testo, per me invece si, per chi conosce questa chat secondo me si fa l’idea di che pasta sono certe popolazioni, gente menefreghista, che non gli importa del vicino dicasa, questo lo posso dire con sicurezza dato che sono anni che uso questa chat, ed una idea empatica me la sono fatta, non da una ma da innumerevoli prove che non sto quì a spiegare, stessa cosa per le chat italiane, gente vuota e senza nerbo. Evidentemente gli dava fastidio che uno li avesse messi di fronte al dramma. Quindi l’idea che mi sono fatto è che i greci, generalmente parlando, in fondo non sono delle brave persone, con tutto il rispetto per chi invece sta patendo quello descritto da questo articolo

  • aNOnymo

    Guarda, io non so veramente se ridere o se prendermela per le offese del tuo commento. 

  • uomospeciale

    Almeno c’è di buono  che tutto quello che non uccide, rende più forti:
    ( Anche più carogne se è per questo..)

  • oriundo2006

    Forse, mal indirizzato ed esposto, vi è comunque un po’ di verità in quello che l’articolo dice: e cioè che il modo in cui la società reagisce ai problemi massimi dipende dalla sua impostazione generale e quella greca non è indenne da mali endemici. Vorrei premettere che sono filo-greco, se non altro per studi fatti e per ragioni ‘etniche’…ma in tempi relativamente recenti sono andato ad Atene e mi ha dato fastidio come i prezzi dipendessero spesso e volentieri dal … portafoglio del compratore: se italiano come il sottoscritto la valutazione di una cosa, di un bene qualsiasi, il suo contrario, il contrario del contrario erano lo stesso purchè proporzionati all’aumento ‘ad libitum’: ricordandomi tanto il ‘così è se vi pare’…aggiungo anche una notevole omosessualità alquanto diffusa, il che rende i rapporti sociali assai ‘complicati’ per chi non vi partecipi…Sono solo due ‘flash’ dunque da non darvi troppa importanza quanto alle CAUSE vere del disastro greco: è solo per dire che il MODO in cui un paese reagisce espone in parte anche la sua natura profonda. Quanto alle cause – le uniche veramente importanti –  non sono legate  a mio avviso alla asserita ‘prodigalità’ dei greci ma invece appartengono a scelte ‘riservate’ a suo tempo fatte dalla dirigenza politica, come espresso tempo fa da Theodorakis.

  • Hamelin

    Quando leggo di questa situazione rimango sempre piu’ perplesso.<br>
    Come si puo’ arrivare a questo punto senza ribellarsi?<br>
    La vera povertà dei Greci mi sembra piu’ quella interiore che materiale.<br>
    Bisogna essere proprio miseri dentro per rifiutarsi di combattere per la propria dignità e per il futuro dei propri figli e del proprio popolo.<br>

  • Maxim

    E ci sono stolti in Ucraina che hanno manifestato per entrare nella UE !

  • aNOnymo
    I greci sono uno dei popoli più ospitali del mondo. Sono abituati ad avere in
    casa loro animali di ogni tipo, inglesi, tedeschi, italiani, olandesi, insomma
    gente frustrata che va in vacanza a fare  le bestie. Detto ciò, il mio
    disappunto nasce dal fatto che una mente sufficientemente sviluppata non
    può generare un opinione o giudizio su di un popolo attraverso una
    chat, oppure, dopo una vacanza a Mikonos con scalo ad Atene. Le tue
    disavventure capitano a milioni di turisti in tutto il mondo. A Roma i turisti
    vengono quotidianamente presi in giro. Quindi  che opinione
    dovrebbero avere costoro del nostro paese? Per quanto riguarda la notevole
    omosessualità, non meriti risposta.  Sulle cause della
    crisi greca, ti consiglio di non inoltrarti in altro campo lungi
    dalla tua sfera di competenza. Ad ogni modo, se si tenta un analisi cerca almeno
    di argomentarla con argomenti seri. Ciao      

  • Allarmerosso

    Ci sono ancora più stolti in Italia che dicono che hanno ragione … 

  • alvise

    Penso che non è stata colta col giusto peso la mia esperienza.Comunque basterebbe aver capito il motivo della frase in grassetto, per concludere che non ce l’ho con TUTTI i greci.Non mi pare che, quando si deve fare un’indagine di mercato o qualunque altra statistica, se la popolazione consta di qualche milione di individui, si contattino tutti. Per quello che mi riguarda la mia statistica personale è quella che ho descritto, se vuoi ridere ancora, fai pure, è un tuo diritto…..

  • Georgios

    Una risposta alle tue legittime domande si trova qui:

     http://www.rischiocalcolato.it/2014/01/speciale-grecia-assuefazione-allapatia-o-che.html

    Leggi anche il commento complementare (in risposta ad alcuni commenti) di Adrianos

  • Georgios

    Recentemente e’ stato pubblicato un post

    http://www.rischiocalcolato.it/2014/01/speciale-grecia-assuefazione-allapatia-o-che.html

    (al quale va aggiunto il commento dell’utente "Adrianos")

    che cercava di dare una spiegazione di quanto succede in Grecia. L’articolo cominciava affermando che quello greco e’ un genocidio.

    In Grecia, se non e’ in atto un genocidio (anche se non si sa di preciso quando esattamente si può cominciare a parlare di genocidio, dopo quante morti per esempio oppure dopo quale tipo di dibattito accademico circa le modalità delle uccisioni), di sicuro sono in atto dei crimini contro l’umanità come conseguenza di decisioni politiche precise prese a livello europeo al fine di soddisfare le pretese degli usurai internazionali.

    Nell’articolo veniva affermato poi che, come per ogni genocidio nella storia, "la ricetta era
    quella di demonizzare prima la vittima per poi passare allo sterminio".

    Purtroppo, leggendo alcuni commenti qui, mi sembra che la denigrazione del popolo greco stia andando a gonfie vele.

    Solidarietà fratelli. Ad attribuire le responsabilità individuali, ci pensiamo dopo. Esistono un sacco di motivi per condannare un popolo qualsiasi partendo da esperienze personali. Ma il giudizio ultimo e’ sempre dato dalla storia. Condannare un popolo intero nel bel mezzo del suo calvario e’ da irresponsabili ed immaturi quando lo si fa in buona fede. Se no e’ da nazisti.

  • oriundo2006

    Mi spiace replicare in questi termini. ma quale sarebbe la mia sfera di competenza ? Quella che lei mi attribuisce nella sua presunzione, ovvero ben poca o nessuna ? Gli argomenti che ho evidenziato sono talmente seri che persino i greci stessi se ne sono indignati ( con scarsi risultati, a dir il vero: http://www.digayproject.org/Archivio-notizie/Mondo-Donna/lesbo_perde.php?c=1339&m=111&l=it ). Quanto al malcostume da me segnalato ( una faccia una razza, Atene o Roma ), non sono i fatti in sè ad essere importanti, ma la mentalità che li sottende. Con questa mentalità non seria non si esce da nessuna crisi. Si affonda insieme a questa, facendosi dettare le ‘regole’ da altri, che per caso sono i propri avversari. E si diventa quello che nell’Ottocento erano i popoli del Mediterraneo, ovvero serbatoio di carne fresca per i ricchi del Nord, al lavoro o altrove. Basta documentarsi.   

  • oriundo2006

    Ti do ragione, tenuto conto però che la crisi incattivisce gli animi e dunque occorre scontare questo fatto nella valutazione. I popoli del Sud hanno complessivamente questo problema, di assai poca solidarietà ‘interna’. Non sono società coese ma differenziate da uno sviluppo storico lunghissimo con innesti continui di ‘ceti dominanti’ che li hanno governati e ne hanno passivizzato il carattere. La reazione di fronte ai problemi storici in tempi recenti è sempre stata nel solco della identità nazionale come fattore aggregante contro lo ‘straniero’, fosse turco o italiano o tedesco. Oggi questa è superata dalla visione eurocentrica e dunque la risposta latita, perchè tornare all’identità nazionale appare una regressione da ‘Alba Dorata’ mentre accettarla significa smarrirla in un coacervo senz’anima e personalità e per giunta a proprio danno. I giovani trovano una soluzione nell’emigrazione ( adesso specie in Australia ) ma questo fatto, analogo all’ Italia, di certo non può costituire una vittoria soprattutto per l’Europa in generale. Quello che a me ha fatto male nelle vicende elleniche è stato il complessivo disinteresse dell’Italia ufficiale nei confronti di un Paese con così tanti legami con noi. Non dovevamo lascirli soli di fronte all’Eu, sapendoli perdenti in partenza. Finiremo per pagarla anche noi con la stessa moneta. 

  • karson

    E’ vero quello che dici, ma pensi che noi Italiani reagiremo (è probabile che a breve tocchi a noi)in modo diverso?

  • patrocloo

    Infatti, come è noto, gli italiani combattono fino alla morte per i loro diritti….

  • patrocloo

    Gli imbecilli sono dappertutto. Bisogna vedere se rappresentano la maggioranza o meno.

  • patrocloo

    Confermo

  • aNOnymo

    Mi scusi, ma se lei mi fa un analisi sulla crisi greca imputando tra le cause una (solo da lei osservata)  notevole omossesualita’ che rende difficile i rapporti sociali, il fatto che le abbiano fregato due euro quando ha comprato un suvlaki, etichettando,percio’, i greci come sfaticati opportunisti, allora mi sembra ovvio che lei e l’altro commentatore non abbiate minimamente l’idea di cosa sia la Grecia, il popolo greco e le ragioni della crisi ellenica.  Il link da lei postato evidenzia ulteriormente la poverta’ di contenuti e di argomenti a sostegno della sua tesi, se di tesi si tratta. Ma a quale mentalita’ si riferisce?
    Infine non si preoccupi per la mia documentazione perche’ oltre a vivere sul territorio greco da molti anni, credo di avere abbastanza documentazione sulle librerie. Forse i vostri commenti sono spinti dalla giovane eta’. Spero.

  • alvise

    «Non dovevamo lascirli soli di fronte all’Eu, sapendoli perdenti in partenza.»

    Su questo sono d’accordissimo, la Grecia ha dato tantissimo a tutto il mondo. Se Champollion  fosse vivo oggi, maledirebbe chi ha fatto cadere così in basso il paese che per mezzo della loro lingua potè decifrare i geroglifici per merito della stele.Ma si sa, fa più clamore una caduta di schumacher piuttosto che la caduta di un popolo antico come i Greci, che tanto hanno dato, sia per l’insegnamento della democrazia partecipata,che, penso, da ignorante in materia, fosse inimmaginabile per il tempo dei faraoni, sia per le molte locuzioni e parole derivate dal greco.Infatti il mio post era di dispregio per l’egocentrismo che tu hai citato, delle persone che descrissi.La grecia dovrebbe essere considerata patrimonio dell’umanità, invece è diventata patrimonio dei vampiri della finanza, dei corrotti, degli speculatori infami.

  • yakoviev

    Ma che è una barzelletta? "Diffusa omosessualità"…ce ne saranno quanti ce ne sono normalmente in tutti i paesi. E poi i prezzi mi sono sempre parsi gli stessi per tutti, fra l’altro quasi sempre sono scritti. 

  • Giovina

    Ciao Georgios. Non prendertela per le opinioni contro il tuo popolo. Chi lo critica fa lo stesso contro il suo popolo ossia contro gli italiani.
    Spesso non rusciamo a capire che anche quello che ci appare remissivo, debole, incantato, rinunciatario, e’ incavolato come noi e pensa degli altri la stessa cosa.
    In realta’ siamo tutti…come dire….stupefatti?
    Per quanto mi riguarda sono vicina ai Greci, con tutta l’anima. Un saluto.

  • Georgios

    Ciao Giovina e grazie per i sentimenti espressi.
    In realtà non me la prendo con nessuno e non mi sono sentito "offeso" per certi pareri contro "il mio popolo". Ci sono pure qua i disfattisti che parlano male dei Greci pur essendo Greci loro stessi.
    Volevo solo fare un discorso "educativo", se mi e’ permesso il termine, perché il disfattismo e’ figlio delle crisi sociali ed e’ assolutamente controproducente.
    Non avete idea di quello che sta succedendo qui, anche se anche voi state patendo non poche disgrazie.
    Ricambio con un caloroso saluto.

  • massea

    Ho fatto una ricerca su internet sui siti delle agenzie immobliari che offrono sul mercato case in Grecia e mi pare che la media sei prezzi sia simile a quella qui in Italia.

    Ma come si fa a scrivere che ad Atene ci sono appartamenti a 18.000 euro e nessuno li vuole?

    Noi vostri lettori abbiamo non solo la coscienza giusta per difenderci dai mass media generalisti , ma anche da voi quando pubblicate articoli some questi.