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SONO TUTTI PER ALFANO (PER LETTA, PER L’EUROPA, PER LA STABILITA’)

DI GZ
cobraf.com

Ho guardato chi è questo Alfano ed è un avvocato siciliano figlio di un deputato democristiano che nella vita ha solo fatto politica. Ha questa faccia diffidente di carnagione scura, che se fosse vestito male lo scambi per un emigrato tunisino, se lo metti a fianco di foto di politici egiziani, tunisini, siriani o palestinesi non lo distingui. Comunque non è questione di Alfano, il governo Letta (e prima di lui Monti) sono voluti da tutti, dall'”Europa” (BCE, Commissione Europea e politici europei), dai giornali, dalla stampa e media esteri, dai mercati finanziari (nuovo massimo del MIb40), dalla confindustria e confcommercio, persino dall’amministratore delegato di Mediaset Confalonieri. (…A un certo punto tutti vanno via e rimangono il Cavaliere e Schifani. Dice il capogruppo: «Presidente, guarda che io non me la sento di andare in aula e fare una dichiarazione di voto per la sfiducia. Ti prego di esimermi da questo incarico». Intanto squilla il telefono…c’è Fedele Confalonieri che supplica Berlusconi a non fare questo passo falso…Un’altra telefonata, questa volta è Barroso, presidente della commissione europea, «Silvio, non ti assumere questa responsabilità». Squilla ancora il telefono e sono il presidente della Confindustria Squinzi e quello della Concommercio Sangalli. Il Cavaliere capitola. Chiede a Bonaiuti di chiamare Alfano che sta in aula. Arriva Angelino….)

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Quando hanno fatto questo voltafaccia stile 25 luglio ieri ero in una clinica convenzionata perchè mi faceva male qualcosa e leggevo l’Ipad circondato da torme di anziani che affollavano i corridoi, in piedi e a sedere. Parlavano solo dei fatti propri, non ho sentito mezzo commento su crisi e fatti nazionali e tra parentesi davano l’impressione di stare tutti benino, nessuno che sembrasse soffrisse di qualcosa, più che altro erano lì per dei “controlli” (io dai medici vado solo in caso di dolore lancinante). Questa massa di anziani che si fanno controllare tutto perchè non si sa mai sono per Alfano, Giovanardi, la Lorenzin, che era una caposala e per Letta, Monti o Bersani. Non capisco nemmeno come abbia fatto il M5S a prendere tanti voti perchè la mia sensazione è che sopra i 60-65 anni la maggioranza della gente è indifferente, non lavorano più, hanno qualche risparmio e la casa e vanno alla clinica convenzionata, che qui al nord non è male

Se si va avanti con la democrazia intesa come il voto della maggioranza questi sono la maggioranza e votano per la sinistra moderata e la destra moderata, che sono praticamente identiche. Sono la zavorra dell’Italia, bisogna che gli blocchino dei soldi in banca perchè c’è un emergenza Euro o Banche oppure che a forza di lasciar degradare l’economia gli vengano a rubare in casa e ci sia veramente delinquenza (come in Grecia adesso) perchè si scuotano.

GZ
Fonte: www.cobraf.com
Link: http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=5541&reply_id=123535812&topicGroupID=1
4.10.2013

Pubblicato da Davide

  • ericvonmaan

    citazione: “Ha questa faccia diffidente di carnagione scura, che se fosse vestito male lo scambi per un emigrato tunisino, se lo metti a fianco di foto di politici egiziani, tunisini, siriani o palestinesi non lo distingui” questa è veramente di bassissima lega caro GZ, non so che faccia hai, ma fammi sapere come ti sentiresti se qualcuno ti giudicasse a priori per “la faccia” e non per le tue azioni. Quanto ai politici che citi, egiziani, tunisini, siriani o palestinesi, li reputi forse scimmie incivili? O barbari terroristi retrogradi? GZ vorrei dirti diverse cose, ma non è questo il luogo adatto. Non sto difendendo Alfano, ma hai usato una frase diffamatoria, razzista e inaccettabile per sostenere le tue opinioni. Da ora in avanti mi sei scaduto sotto i tacchi delle scarope, non hai più nessuna credibilità.

  • Aironeblu

    Perchè offendere in questa maniera, paragonando Alfano ai tunisini, egiziani, siriani e palestinesi? Cosa hanno fatto di male questi popoli per essere associati ad una specie di pitecantropo viscidus dall’occhio disarticolato?

    Tolto il paragone infelice basato sullo stereotipo negativo del mediorientale, purtroppo la verità è questa, a troppi le cose stanno bene così come stanno, specie a quelli che non devono lavorare per vivere.

  • alvise

    D’accordo, potrebbe aver odore di etnia (la preferisco a “razzismo”), ma resta il fatto che anche a me alfano sta sui….Non per le stesse ragioni di GZ, ma per quello che rappresenta.In primis gli avvvocati, e quì metto una pietra sopra sulle loro “parcelle” dove spesso evadono (provato sulla mia pelle, per cause civili e non) il fisco, poi sui parassiti, di cui per me, alfano li rappresenta, poi perchè nella sua vita non ha fatto un…. ammesso che studiare sia un lavoro, per alcuni è stato un piacere,il piacere di conoscere, in ultimo, fa il mestiere che raggruppa la casta dei bugiardi per eccellenza, e il suo capo ne è la prova vivente.Quindi per me,a questa gente il casus belli è più che motivato.

  • GRATIS

    perciò seguendo cobraf dovremmo concludere che l’elettorato anziano vota per uno che sembra tunisino e non si farà mai convincere a votare grillo? Bella scoperta: personalmente mi auguro che gli acciacchi gli psicofarmaci e la disaffezione al voto ne facciano aumentare la percentuale di astensionismo

  • Georgejefferson

    Si l’euro il sistema bancario e gli anziani immobili.Pero parliamo anche di cose serie ogni tanto.Che so,con quella faccia zIBORDI ricorda un po certi zingari slavi..mmm..pero se lo immaginiamo con 2 stracci addosso avremmo difficolta’ a distinguerlo da quei barboni pallidi che affollano certe periferie dell “alte” City.Mmm pero mancano anche i capelli.Ecco e’ un berlusconiano.Trovato l’arcano.Siamo in emergenza da quando manca dalla scena cesare ragazzi.Oltre ai capelli,garantiva anche un po di cervello.

  • giovannizibordi

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    e qualcuno ti giudicasse a priori per “la faccia” e non per le tue azioni. Quanto ai politici che citi, egiziani, tunisini, siriani o palestinesi, li reputi forse scimmie incivili?
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    voi non giudicate mai nessuno in base all’aspetto, l’espressione, la faccia, lo sguardo o altri segni esteriori e vi basate sempre su un approfondita conoscenza personale ? avete mai guardato le facce dei camorristi o mafiosi arrestati, specie i killer e confrontate con quelle ad esempio di programmatori di computer, ricercatori universitari o preti ? Danno la stessa impressione superficiale ? avete mai guardato le facce dei membri del Politburo cinese, dei capi degli “Zetas” messicani e di altri boss del cartello della droga ? Siete così politicamente corretti da affermare che vi danno la stessa impressione di quella dei volontari della Caritas o dei cassieri di banca in media ? Come mai esistono nel vocabolario espressioni come un “aspetto sinistro” e qualunque opera letteraria da Proust a Dickens a Dostojevski contiene descrizioni dell’aspetto esteriore e apparenza di personaggi giudicati dall’autore in base a queste impressioni superficiali, prima di conoscerli. Avete mai letto un romanzo, sono tutti politicamente scorretti perchè tutti collegano l’aspetto esteriore al carattere dei personaggi. L’ideale astratto sarebbe ovviamente giudicare sempre in base ad una conoscenza approfondita della persona e delle sue azioni passate perchè l’apparenza può ingannare, ma dato che non è umanamente possibile farlo sempre statisticamente funziona (in media) anche basarsi sulle apparenze esteriori e tutti lo fanno inconsciamente da sempre ovunque. E tutti lo dicono cinquanta volte alla settimana parlando casualmente con amici e parenti e i romanzi sono pieni di considerazioni come la mia su alfano.
    E se qualcuno trova che la mia faccia e aspetto denota qualcosa di negativo chi se ne frega, perchè essere così suscettibili e fragili. Siamo tutti liberi di pensare e sentire come vogliamo

  • andyconti

    …Parlavano solo dei fatti propri, non ho sentito mezzo commento su crisi e fatti nazionali e tra parentesi davano l’impressione di stare tutti benino… era tanto difficile capire perche’ la nostra politica e’ in queste condizioni?

  • giovannizibordi

    e a proposito, sicuro… i politici arabi, ad esempio gli emiri e sceicchi come i sauditi o Gheddafy o Saddam o i capi talebani o la buonanima di Arafat o questi egiziani hanno in genere facce da ladroni e tagliagole e avresti paura di essere nelle loro mani anche solo basandosi sulle apparenze. E quello che fanno in genere corrisponde a questa impressione. I politici scandinavi o canadesi invece in genere non danno questa impressione, anche se ci sono significative eccezioni, come Tony Blair, che sotto la sua faccia simpatica è un criminale di guerra.

    L’apparenza, in media, diciamo nell’80% dei casi, corrisponde o da indicazioni utili anche sulla realtà, non nel 100% dei casi, sicuro, ma la vita è fatta di eventi probabili e di medie

    E lo sapete benissimo anche voi che fate questi commenti da anime belle

  • gnorans

    Che GZ usi espressioni razziste è il meno.

    I vecchi di adesso hanno fatto un minimo di casino per guadagnarsi un po’ di assistenza medica – per sè e per i propri figli – e quattro soldi di pensione.
    La generazione di adesso non solo si lascia rapinare senza fiatare, ma a quanto pare se la prende anche con i propri vecchi.

  • Georgejefferson

    Non piu belle dei bianchi colonizzatori che da 600 anni depredano il mondo,anzi proprio candide.Perche le tesi pseudo scientifiche razziste sono sempre servite a ripulire certe coscienze sui genocidi,oltre che le anime da mantenere belle.Ma non e’ un problema,ognuno esprime le sue “opinioni” come meglio crede.

  • ericvonmaan

    Una lettura che potrà contribuire ad ampliare ed approfondire le sagge opinioni di Zibordi

    http://www.libreriauniversitaria.it/uomo-delinquente-rist-anast-quinta/libro/9788845272936

  • Georgejefferson

    Con il termine Imperialismo si intende la tendenza degli stati ad estendere il territorio sotto la loro influenza per creare comunità politiche che conglobano, sotto un unico dominio, popolazioni e territori originariamente diversi e separati. L’imperialismo fonda la sua ragion d’essere sull’esistenza di un rapporto di minaccia reciproca tra gli stati, di una inimicizia tale da rendere in ciascuno di essi irresistibile il desiderio di rafforzarsi e di espandersi a spese degli altri. Nell’accezione più moderna, indirizzo di politica mondiale, tipico delle grandi potenze e sollecitato dal loro sempre crescente sviluppo tecnologico e industriale, rivolto al conseguimento di un egemonico predominio politico-economico sulle nazioni industrialmente meno sviluppate e specialmente su quelle sottosviluppate. Il termine imperialismo fu coniato inizialmente per definire la volontà egemonica di Napoleone III, ma si affermò definitivamente solo negli anni ’70 dell’800 in relazione al disegno espansionistico del primo ministro inglese Disraeli. L’imperialismo al quale ci riferiamo è storicamente determinato, cioè il periodo che va grosso modo dal 1870 al 1914-1918. Per estensione, poi vengono definite politiche imperialiste (anche oltre il limite del 1914) quelle hitleriana dello spazio vitale rivolta alla costituzione in Europa della Grande Germania a scapito soprattutto dei popoli slavi, la lotta per la sottomissione dell’Etiopia da parte dell’Italia ed il crescente ruolo egemonico svolto dagli Stati Uniti soprattutto in America e dal Giappone in Asia. Nell’ultimo quarto del XIX sec. L’evento più importante della storia mondiale fu la spartizione del mondo in possessi coloniali e zone di influenza delle grandi potenze europee tra cui quelle di:
    · Gran Bretagna, che nel 1914 raggiunsero i 33 milioni e mezzo di km quadrati con circa 394 milioni di abitanti.
    · Francia, le quali nello stesso periodo raggiunsero i 10 milioni e 600 mila km quadrati con 55 milioni e 500 mila abitanti.
    · Russi, Germania, Belgio e Italia, parteciparono in diversa misura e varie forme alla conquista di nuovi territori finché il dominio coloniale si estese a tutte o quasi le aree disponibili.

  • Georgejefferson

    Inghilterra______
    L’imperialismo divenne una forma universale di azione politico-economica delle potenze industrializzate o che erano sulla via dello sviluppo capitalistico ed ebbe allora la sua manifestazione principale nelle conquiste coloniali o nell’assoggettamento economico di alcuni paesi ridotti a condizioni di semi-colonie. Sterminate regioni furono inserite nell’area della civiltà moderna, ma nella forma della subordinazione coloniale e quindi in condizioni drammatiche di inferiorità. I presupposti ideologici delle tendenze imperialistiche, inizialmente enunciati in Inghilterra in un’opera di Charles Dilke (la più Grande Bretagna, 1868) trovarono larga risonanza nella cultura europea. Il tema principale era l’affermazione della superiorità di determinate razze e nazioni nei confronti degli altri popoli della terra. Poiché questi ultimi erano incapaci di utilizzare le ricchezze dei loro paesi, le nazioni “superiori”rivendicavano il loro diritto di impadronirsene. Scrittori e uomini politici, tra cui il ministro delle Colonie Joseph Chamberlain e il narratore Rudyard Kipling, applicarono queste tesi al popolo inglese ed elaborarono il tema della missione di civiltà che l’Inghilterra doveva svolgere nel mondo. A loro si aggiunsero uomini d’affari come Cecil Rhodes (eroe dell’imperialismo inglese arricchitosi con lo sfruttamento dei giacimenti diamantiferi dell’Africa del Sud) i quali colpirono l’opinione pubblica, più che con la propaganda delle idee, con la pratica dimostrazione delle possibilità di profitto offerte dalle imprese coloniali. Di fondamentale importanza per la politica imperialista inglese fu la spartizione dell’Africa in cui l’Inghilterra stabilì il proprio protettorato nelle regioni d’Egitto, Sudan e diversi territori dell’Africa del Sud. Acquistò inoltre le colonie della Somalia e della Nigeria; il governatore della Colonia del Capo, il sopracitato Cecil Rhodes fece inoltre numerosi tentativi per impadronirsi anche dei territori boeri fino a provocare lo scoppi di una guerra (1899-1902). La resistenza dei boeri, che suscitò una larga simpatia nell’opinione pubblica europea fu stroncata alla fine dalla superiorità militare e dai metodi brutali adottati dagli inglesi. Con la pace di Pretoria (1902) le due Repubbliche boere dei Transvaal e dell’Orange furono annesse agli altri possedimenti inglesi del Sud Africa e formarono con essi l’Unione Sud Africana, sotto la sovranità britannica, ma che godeva di un proprio governo. Non alla conquista dell’Africa si arrestò certamente l’impero inglese. Alle colonie più antiche (Canada, Australia e Nuova Zelanda), a cui fu riservato un trattamento di particolare favore, concedendo una larga autonomia politica ed economica per gli affari interni e il riconoscimento a tutti gli abitanti di cittadini dell’impero britannico con diritti pari agli inglesi, venne annessa l’India, che entrò a far parte dell’Impero Britannico nel 187 quando la Regina Vittoria fu proclamata Imperatrice delle Indie. Dapprima si trattò soltanto di un duro sfruttamento (ad esempio la fiorente manifattura indiana che produceva tessuti di cotone venne completamente rovinata dalla concorrenza inglese), successivamente dopo alcune ribellioni, l’Inghilterra modificò il proprio modo di governare l’India impegnandosi anche a modernizzare la sua economia e a creare una classe media di funzionari indiani istruiti e ben addestrati che collaborassero nell’amministrazione del paese. Il volto più brutale e aggressivo dell’imperialismo fu quello che l’Inghilterra mostrò nei confronti della Cina, costretta dopo una vera e propria guerra ad accettare l’infame commercio dell’oppio. Tale droga veniva importata in Cina, in grandi quantità proprio da mercanti inglesi che la scambiavano con prodotti cinesi. Essa produsse in pochi anni conseguenze catastrofiche sulla popolazione. Ma alle proteste e alle resistenze del governo cinese l’Inghilterra rispose con una guerra che durò dal 1839 al 1842 e fu chiamata appunto Guerra dell’Oppio. La sconfitta della Cina portò al conseguente insediamento inglese ad Hong Kong ed a una lunga serie di trattati commerciali ingiusti, vantaggiosi solo per gli occidentali e imposti con la forza. Il grande antico e civilissimo impero cinese divenne un semplice mercato per la vendita dei prodotti occidentali.

  • Georgejefferson

    Francia______
    La Francia non fu certo da meno nella corsa imperialista al dominio coloniale, stimolata in maniera decisiva dalla ideologia politico-economica dei propri funzionari più importanti. Tra questi Ferry che nel 1885 nella sede del parlamento francese pronunziò una vera e propria “Teoria del Colonialismo”; si parlava di una forma moderna di colonizzazione: non più le esportazioni di coloni, ma di capitali e di merci che non trovassero opportuno collocamento nella madrepatria. Ferry affermava che durante una crisi economica la fondazione di una colonia costituisse la creazione di uno sbocco grazie al quale si potesse superare il periodo di crisi. All’affermazione della funzione economica delle colonie si accompagnava nella concezione di Ferry il “diritto”delle “razze superiori”a dominare “quelle inferiori”. Ferry ribadiva con forza il suo concetto secondo cui compete alle razze superiori un diritto cui fa riscontro un dovere che loro incombe: quello di civilizzare le razze inferiori. Gli appelli all’orgoglio nazionale, alla potenza economica e militare e all’ideologia della “missione civilizzatrice”dell’uomo bianco e delle razze superiori trovarono un uditorio sempre meglio disposto ad accoglierli. Alla spartizione dell’Africa partecipò in maniera decisa anche la Francia. Riprese la sua espansione in Africa (dove aveva già i possedimenti coloniali dell’Algeria, del Senegal, della Costa d’Avorio e dell’isola di Reunion) con la conquista della Tunisia nel 1881. Negli anni immediatamente successivi estese il suo dominio anche nella parte centrale e interna del continente costituendo un impero africano che comprendeva, oltre agli antichi territori anche il Congo francese, il Dahomey e il Sudan occidentale. Il dominio francese si estese in Asia nel 1884 con la conquista del Tonchino, la parte settentrionale dell’attuale Vietnam, realizzata attraverso una campagna contro la Cina.

  • Georgejefferson

    Russia______
    Nel corso dell’800 la Russia aveva iniziato una lenta politica di espansione, che l’aveva portata progressivamente verso sud e verso est. A sud, dopo la guerra di Crimea, si era saldamente installata sul Mar Nero, contrastando la frontiera la potenza turca e l’influenza austriaca nei balcani. La maggiore espansione della Russia era però avvenuta verso oriente con la colonizzazione della Siberia e l’occupazione di territori di confine con la mongolia e la Manciuria. Il maggior porto russo orientale, Vladivostok, fu costruito ai confini della Corea e proprio davanti al Giappone. Nei primi anni del ‘900 la Russia e il Giappone si fronteggiarono. La Russia aveva approfittato della guerra cino-giapponese e del successivo intervento politico delle altre potenze, per consolidare la propria presenza in Manciuria. Nella parte meridionale della regione, a Port Arthur, in una importantissima posizione dal punto di vista strategico e commerciale i Russi costruirono una base navale e militare che costituiva un punto chiave di controllo della Manciuria e della Cina. Il 4 febbraio 1904, senza dichiarazione di guerra, i giapponesi attaccarono la base russa di Port Arthur. Essi avevano l’appoggio politico della Gran Bretagna con la quale due anni prima avevano stipulato un trattato di alleanza. L’efficienza militare del Giappone fu così sorprendente che dopo un anno di assedio l’ersercito russo di Port Arthur dovette arrendersi. Nel 1905 a seguito di altri scontri fra le due potenze fra Russia e Giappone stipularono un trattato di pace la cui mediazione venne attuata dal presidente americano T. Roosvelt.

  • Georgejefferson

    Italia______
    La storia dell’espansione coloniale italiana è senza ombra di dubbio molto più breve e meno brillante di quelle delle altre potenze coloniali. Spinta anch’essa da forti movimenti nazionalisti e aspirazioni ad una estensione del territorio nazionale prese parte anche l’Italia alla corsa imperialista di fine ‘800. Interessata al dominio sul territorio africano acquistò la baia di Assab, sul Mar Rosso, e di Massaua, che con il suo territorio formò la colonia di Eritrea, pose sotto il suo dominio una parte della Somalia (1844-1890). Dopo la sconfitta inglese di Kartum anche le guarnigioni italiane attraversarono momenti di aspra difficoltà. L’eccidio di 500 soldati a Dogali da parte delle truppe etiopiche, eccitò il risentimento nazionalistico e propositi di rivincita e di conquista. Ma il corpo di spedizione inviato nel 1896 per la conquista dell’Etiopia fu sconfitto e distrutto quasi completamente dall’esercito di Menelik ad Adua. Fu il più grave insuccesso che gli europei ebbero nella spartizione del territorio africano. Il dominio italiano vide la propria espansione anche nel territorio della Libia, occupata insieme alle isole del Dodecaneso ed a Rodi, tra il 1911 e il 1912 avendo approfittato della crisi balcanica che aveva messo in difficoltà l’impero ottomano. Anche se al di fuori dell’arco di tempo preso in considerazione, è da ricordare la conquista dell’Etiopia avvenuta in seguito all’attacco dell’esrcito italiano nel 1935 e all’utilizzo delle nuove armi offensive sperimentate nella Grande Guerra. L’invasione italiana in Etiopia si macchiò di atrocità gravissime contro la popolazione civile. Assieme alla Somalia e l’Eritrea l’Etiopia andò a formare l’Africa orientale italiana.

  • Georgejefferson

    Hey bella anima zIBORDI,interprete del popolo del bar,quindi scientificamente giusto…ricorda cesare ragazzi,che il cervelletto lo dava compreso nel presso,chiavi in mano.