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Candidata anti-Ilva lista Tsipras si ritira per presenza SeL

 
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marcopa
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Registrato: Nov 18, 2009
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MessaggioInviato: Ven Mar 07, 2014 9:18 pm    Oggetto: Candidata anti-Ilva lista Tsipras si ritira per presenza SeL Rispondi citando

Antonia Battaglia era impegnata sulla questione Ilva ma aveva posto come condizione per la sua candidatura che nella lista Tsipras del Sud non fossero presenti esponenti di SeL, partito che con Vendola guida la regione Puglia.

Antonia Battaglia ritira candidatura con Lista “L’Altra Europa con Tsipras”
7 MARZO 2014 18:23


TARANTO - E adesso si è arrivati a mettere un punto. Dopo giorni di polemiche e spari (verbali) incrociati sul web, soprattutto su Facebook. dove il fronte ambientalista si è ritrovato nuovamente diviso, Antonia Battaglia spiega la sua decisione finale in merito alla candidatura nella lista ”L’Altra Europa con Tsipras”. Lo fa con una nota che riportiamo integralmente.

Ho ricevuto stamane una bellissima lettera da parte del Comitato per la Lista “L’Altra Europa con Tsipras”, nella quale mi si invita a non ritirare la mia candidatura e a non darla vinta a chi mi vorrebbe fuori da questa lista. La lettera, firmata da Argiris Panagopoulos in nome di Alexis Tsipras, Barbara Spinelli, Marco Revelli e Guido Viale, é stata una grande testimonianza di fiducia nei miei confronti. Ma è con grande rammarico che, mio malgrado, constato ancora che tra i candidati della circoscrizione Sud rimangono i nomi di due candidati appartenenti a SEL.

In una lettera invitata al Comitato con Alessandro Marescotti e Riccardo Rossi, quando ancora le candidature non erano state validate, avevamo posto una condizione *sine qua non*: che nella lista “L’Altra Europa con Tsipras” non ci fossero esponenti dei partiti politici ed in particolare di SEL, le cui posizioni su Taranto sono in contrasto con cio’ che rappresento. La mia dichiarazione del giorno 5 marzo riaffermava quanto già sostenuto al momento della presentazione del mio nome, fin dall’inizio.

I miei principî morali ed etici e la netta consapevolezza di non voler portare avanti una campagna per Taranto e per il Sud tutto in Europa, accanto ad esponenti di un partito che ancora ieri ha continuato a disconoscere le proprie gravi responsabilità sulla questione ILVA, mi inducono a riaffermare con forza la mia scelta. Pertanto ho pregato il Comitato di voler provvedere a levare il mio nome dalla lista dei candidati della circoscrizione Sud.

Auguro ad Alexis Tsipras tutto il successo che merita in Europa.

http://www.inchiostroverde.it/news/antonia-battaglia-lascia-la-lista-laltra-europa-con-tsipras.html
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marcopa
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MessaggioInviato: Ven Mar 07, 2014 9:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ero indeciso se dare subito pubblicità a questa rinuncia di Antonia Battaglia a candidarsi nella lista Tsipras.

Il problema era già noto sui giornali locali ed oggi è arrivata la dichiarazione ufficiale, poche ore fa.

Ritengo positiva ed utile la presenza della lista e forse era inevitabile che nascesse con polemiche visti i tempi stretti obbligati per presentare l' elenco dei candidati.

Anche il PdCI polemizza, infatti nessuno dei suoi candidati proposti è stato ammesso e probabilmente aveva chiesto la candidatura per qualche giovane bravo.

Le candidature avanzate erano state circa il doppio dei 73 posti disponibili e le bocciature erano inevitabili.

Senza voler insistere troppo sul nome della lista più discusso, Luca Casarini, mi domando però perchè è stato candidato nel centro Italia, visto che lui ha vissuto nel Veneto e non mi risulta che sia domiciliato in regioni del centro Italia.

Insomma criteri rigidi ma la logica degli amici sembra presente ancora una volta.Spero però che la Lista prende slancio ma questo dipenderà esclusivamente dal modo di operare dei candidati e degli attivisti, solo loro possono lanciare la lista che potrebbe essere la sorpresa delle prossime elezioni europee.
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marcopa
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MessaggioInviato: Ven Mar 07, 2014 11:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il Manifesto riporterà domani la notizia della rinuncia di Antonia Battaglia.

Ed è in bilico anche la presenza di Antonio Mazzeo in Sicilia, che non gradisce la partecipazione di Valeria Grasso, altra candidata nella lista Tsipras, ad una iniziativa di Fratelli d' Italia.

A questo punto, con la lista ancora non decollata con comitati locali e tematici, occorre uno scatto perchè la forza di inerzia non potrà spingerla,

nonostante i disastri dell' Unione europea ormai evidenti, ma nascosti dai media, dai rischi di guerra e anche un po' dalla nostra debolezza.

Oggi con i problemi di Renzi

-con l' Unione europea,
- la Cgil,
- Roma Capitale dove "è arrivata la Troika",
- il calo delle borse europee,
- le deputate che faranno saltare il suo accordo con Berlusconi,

è evidente che l' ex sindaco di Firenze non sarà sufficiente all' Unione europea per ingessare l' Italia,

ma occorre una spinta per contrastare l' esistente ed avviare una nuova via, per ora non c'e'.

Marcopa


Gior­nata dif­fi­cile quella di ieri per la lista «Altra Europa con Tsi­pras» in Puglia e in Sici­lia. Anto­nia Bat­ta­glia, atti­vi­sta ed espo­nente di primo piano dell’associazione Pea­ce­Link di Taranto, la cui atti­vità di contro-informazione sull’Ilva ha per­messo alla Com­mis­sione Ue di lan­ciare una pro­ce­dura di infra­zione con­tro l’Italia, ha riti­rato la sua can­di­da­tura alle ele­zioni europee.

Bat­ta­glia ha rico­struito le sue ragioni sul sito inchio​stro​verde​.it. Nei giorni com­pli­cati della com­po­si­zione delle liste, insieme a Ivano Mare­scotti e a Ric­cardo Rossi di Pea­ce­link, Bat­ta­glia ha inviato una let­tera ai «garanti» della lista per chie­dere che nella lista non ci fos­sero espo­nenti di Sini­stra Eco­lo­gia Libertà, «le cui posi­zioni su Taranto sono in con­tra­sto con ciò che rappresento».

In que­sti anni è stato molto duro il con­flitto tra le posi­zioni ambien­ta­li­ste dell’associazione taran­tina e il par­tito del gover­na­tore della Regione Puglia Nichi Ven­dola. La ten­sione era nota tanto che il comi­tato dei garanti ha rispo­sto a Bat­ta­glia con una let­tera fir­mata da Argi­ris Pana­go­pou­los, del dipar­ti­mento poli­tica estera di Siryza e can­di­dato in Ita­lia alle europee.


«Una grande testi­mo­nianza di fidu­cia nei miei con­fronti – com­menta Bat­ta­glia – Ma è con grande ram­ma­rico che, mio mal­grado, con­stato ancora che tra i can­di­dati della cir­co­scri­zione Sud restano i nomi di due can­di­dati appar­te­nenti a Sel».

Stiamo par­lando di Dino Di Palma, ex pre­si­dente della pro­vin­cia di Napoli, e Gae­tano Cataldo, coor­di­na­tore regio­nale di Sel. La con­trap­po­si­zione nella sini­stra pugliese è insa­na­bile a tal punto che Bat­ta­glia scrive:


«I miei prin­cipi morali ed etici e la netta con­sa­pe­vo­lezza di non voler por­tare avanti una cam­pa­gna per Taranto e per il Sud tutto in Europa, accanto ad espo­nenti di un par­tito che ancora ieri ha con­ti­nuato a disco­nere le pro­prie gravi respon­sa­bi­lità sull’Ilva, mi indu­cono a riaf­fer­mare con forza la mia scelta».

Il col­le­gio Isole è l’altro fronte caldo per la lista Tsi­pras. Il Il 25 novem­bre 2013 l’imprenditrice anti-racket Vale­ria Grasso, paler­mi­tana, ha par­te­ci­pato a «Rifare l’Italia», un’iniziativa pro­gram­ma­tica di Fra­telli d’Italia di Meloni, La Russa e Cro­setto (ne abbiamo scritto qui). Al tea­tro Sistina di Roma, come testi­mo­nia il video del suo inter­vento, Grasso ha detto di «cre­dere mol­tis­simo in que­sto pro­getto» e «Sono orgo­gliosa che pre­sto si par­lerà di una nuova anti­ma­fia di destra».

Affer­ma­zioni che hanno pro­vo­cato pole­mi­che tra gli elet­tori della lista Tsi­pras. Vale­ria Grasso ha pub­bli­cato sulla pagina face­book della Lista Tsi­pras una dichia­ra­zione in cui ha riba­dito di non avere «nes­suna tes­sera di par­tito» e di «cre­dere in un’antimafia che si nutre di diritti e giu­sti­zia sociale».

Al segre­ta­rio di Rifon­da­zione Comu­ni­sta Paolo Fer­rero non è bastato. Gio­vedì sera su twit­ter ha scritto che la can­di­da­tura dell’imprenditrice è «un errore da risol­vere al più presto».

Ieri mat­tina il gior­na­li­sta Anto­nio Maz­zeo, anche lui can­di­dato nelle Isole, aveva inten­zione di annun­ciare il ritiro della pro­pria can­di­da­tura. Il comu­ni­cato è stato «con­ge­lato» a seguito dell’intervento dei cir­coli di Rifon­da­zione di Mes­sina e Cata­nia. Il gior­na­li­sta ha spie­gato che il suo non è un ulti­ma­tum, né un’avversione per­so­nale verso Grasso che del resto ha par­te­ci­pato a eventi e mani­fe­sta­zioni di realtà non certo ricon­du­ci­bili alla destra. Maz­zeo tut­ta­via non intende con­di­vi­dere un’esperienza poli­tica con chi ha par­te­ci­pato ad ini­zia­tive del par­tito di Igna­zio La Russa che è stato uno degli arte­fici del Muos. La situa­zione è in bilico. A Vale­ria Grasso sarebbe stato chie­sto un passo indie­tro. Oggi Maz­zeo deci­derà se riti­rare la propria.

http://ilmanifesto.it/lista-tsipras-battaglia-peacelink-si-ritira-ce-sel-non-posso-continuare/
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radisol
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MessaggioInviato: Ven Mar 07, 2014 11:29 pm    Oggetto: Avanti di questo passo ... Rispondi citando

marcopa ha scritto:
Ero indeciso se dare subito pubblicità a questa rinuncia di Antonia Battaglia a candidarsi nella lista Tsipras.

Il problema era già noto sui giornali locali ed oggi è arrivata la dichiarazione ufficiale, poche ore fa.

Ritengo positiva ed utile la presenza della lista e forse era inevitabile che nascesse con polemiche visti i tempi stretti obbligati per presentare l' elenco dei candidati.

Anche il PdCI polemizza, infatti nessuno dei suoi candidati proposti è stato ammesso e probabilmente aveva chiesto la candidatura per qualche giovane bravo.

Le candidature avanzate erano state circa il doppio dei 73 posti disponibili e le bocciature erano inevitabili.

Senza voler insistere troppo sul nome della lista più discusso, Luca Casarini, mi domando però perchè è stato candidato nel centro Italia, visto che lui ha vissuto nel Veneto e non mi risulta che sia domiciliato in regioni del centro Italia.

Insomma criteri rigidi ma la logica degli amici sembra presente ancora una volta.Spero però che la Lista prende slancio ma questo dipenderà esclusivamente dal modo di operare dei candidati e degli attivisti, solo loro possono lanciare la lista che potrebbe essere la sorpresa delle prossime elezioni europee.


Avanti di questo passo e non riescono nemmeno a raccogliere le firme necessarie per presentare la lista ... cosa sulla quale sta lavorando peraltro solo il corpo dei militanti di Rifondazione ... gli altri chiacchierano, litigano, si accapigliano, a volte vanno pure in tv ma il lavoro pratico è rimasto tutto sul groppone dei rifondaroli ... che cominciano anche a rompersi un pò le scatole di questa situazione ...

Casarini, decisamente un antipaticone ... ed uno che ha belle responsabilità nello sfilacciamento e nella successiva estinzione a suo tempo del poderoso "movimento no global" in Italia ... ma non è per questo che viene oggi contestata la sua candidatura ... bensì perchè è "pregiudicato" ... nel senso che ha sul groppone alcune piccole condanne penali definitive dovute al suo attivismo politico, cortei non autorizzati, blocchi stradali e cose così ... perchè al comitato promotore della lista avevano deciso, senza dire nulla a Tsipras, di far valere questa assurda regola della "fedina penale immacolata" in uso anche nel M5S ....

A quel punto Tsipras, che è lui stesso "pregiudicato" per motivi analoghi a quelli di Casarini, ha deciso di imporre la candidatura di quest'utimo considerando giustamente una "follia", da un punto di vista comunista, la questione della fedina penale immacolata ... Casarini è veneto di origine e risiede in Sicilia .... ma a quel punto, essendo la sua candidatura appunto "imposta" da Tsipras, da parte del suddetto comitato promotore si è deciso, per evidente dispetto, di candidarlo in una zona dove è appunto meno conosciuto, la circoscrizione Centro.

Senza poi considerare il "macigno" rappresentato, come ben spiega l'articolo iniziale, dalla presenza di Sel, soprattutto dopo il rinvio a giudizio di Vendola per la vicenda Ilva .... Sel che oltretutto, pur avendo una struttura organizzativa di tipo nazionale, non si sta minimamente impegnando a raccogliere le necessarie firme ... e questo fa nascere in molti il sospetto che voglia in realtà far fallire la raccolta per poi presentarsi all'ultimo momento col proprio simbolo, visto che, essendo Sel rappresentata nel parlamento italiano, non avrebbe bisogno delle firme per presentarsi col proprio nome e simbolo tradizionali ....

Mettiamoci adesso pure l'esclusione di tutti i candidati proposti dal PdCI, altra struttura minimamente organizzata con circoli e sedi su quasi tutto il territorio nazionale e che poteva per questo risultare utile al necessario lavoro pratico ..... con queste allucinanti premesse, mi dici dove vanno tutti costoro ?

Vanno dritti dritti verso l'ennesimo fallimento elettorale ... forse addirittura prima delle urne con la mancata raccolta delle firme .... ennesimo fallimento del quale credo proprio non si sentisse il minimo bisogno ...

Per quanto mi riguarda, un altro ottimo motivo per votare M5S ... che, pur con tutti i suoi noti limiti, rappresenta comunque l'unico tipo di voto immediatamente e chiaramente leggibile come un pronunciamento di massa contro "lo stato di cose presenti" ...


Ultima modifica di radisol il Ven Mar 07, 2014 11:50 pm, modificato 1 volta in totale
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oggettivista
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MessaggioInviato: Ven Mar 07, 2014 11:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie marcopa. La mia famiglia, dapprima interessata a questa iniziativa politica, si è così risolta a rifiutare di dare il proprio voto all'ennesima lista arcobaleno. Del resto, come ha asserito ieri lo stesso Moni Ovadia ad Otto e Mezzo, una volta eletti i "garanti" cederanno le loro poltrone ai mestieranti di capitalismo e libertà, di rifognazione consumista e del partito dei falsi comunisti italiani. Quest'ultima notizia smaschera definitivamente gli zombi della sinistra nostrana. Condoglianze a tutti i compagni di buona volontà.
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bdurruti
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MessaggioInviato: Ven Mar 07, 2014 11:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Io non voterò M5S per questo, ma tutta questa faccenda dà il voltastomaco, soprattutto SEL.
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MessaggioInviato: Sab Mar 08, 2014 12:34 am    Oggetto: Rispondi citando

bdurruti ha scritto:
Io non voterò M5S per questo, ma tutta questa faccenda dà il voltastomaco, soprattutto SEL.


Non capisco. Marcopa è del M5S ?
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marcopa
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MessaggioInviato: Sab Mar 08, 2014 11:38 am    Oggetto: Rispondi citando

Io spero che la Lista Tsipras "decolli" ma non ho firmato neanche l' appello, deluso dall' esperienza dello scorso anno, quando la lista di Ingroia fu sequestrata dai partiti e Ingroia stesso, ma già prima Cambiare si può aveva fatto valere logiche di amicizia e affinità facendo intervenire alla prima assemblea nazionale a Roma 40 persone sulle 200 che che si erano iscritte a parlare, scegliendole con logiche almeno poco trasparenti, ma secondo me solo di amicizia.

Sapevano prima che avrebbero voluto intervenire più persone, la settimana precedente ad una assemblea nazionale di Alba erano intervenute 70 persone e qui la platea era più vasta già nelle previsioni,

il criterio di far parlare chi si era iscritto prima , per email, a parte la non possibilità di verificarne l' uso corretto, favoriva chiaramente chi, vicino agli organizzatori, sapeva che molte richieste di intervento non avrebbero potuto essere accolte e si sarebbe usato quel criterio di selezione.

Nonostante tutto la Lista Tsipras contiene molte candidature ottime, ma i candidati ora devono impegnarsi e prendere in mano loro la situazione,

non sono candidati indipendenti nelle liste del PCI !!!! (che faceva per gli "ospiti" tutto il lavoro organizzativo), Ma devono autogestire la loro lista.

Lo faranno ? Spero di si,

Prima cosa dovrebbero dire che non prenderanno solo per sè

LA VALANGA DI SOLDI CHE SPETTA AD OGNI EURODEPUTATO.

Non sono ottimista, perchè conosco la passività, la mancanza di abitudine alle situazioni scomode, dove è più il lavoro da fare che il vantaggio personale da ottenere.

Spero comunque che una minoranza si impegni veramente nell' impresa, che ora forse è diventata veramente tale.
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dana74
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MessaggioInviato: Sab Mar 08, 2014 12:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

"he non gradisce la partecipazione di Valeria Grasso, altra candidata nella lista Tsipras, ad una iniziativa di Fratelli d' Italia. "

ammazza che reato, meglio stare con il partito che ride dei tumori dell'Ilva
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marcopa
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MessaggioInviato: Sab Mar 08, 2014 8:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

ANSA.it

Europee: L.Tsipras, Grasso non candidata
Era in corsa in circoscrizione Sud, polemiche per vicinanza Fdi

08 marzo, 18:18

(ANSA) - ROMA, 8 MAR - Valeria Grasso, candidata nella circoscrizione sud per L'Altra Europa, in seguito ad alcune polemiche scoppiate nei giorni scorsi attorno al suo nome per la trascorsa "vicinanza" a Fratelli d'Italia, ha ritenuto opportuno fare un passo indietro e ritirare la sua candidatura.
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MessaggioInviato: Sab Mar 08, 2014 9:13 pm    Oggetto: Non so nulla ... Rispondi citando

Non so nulla di questa Grasso e della sua presunta "vicinanza" .... finora risultava solo aver partecipato ad un dibattito pubblico organizzato dal partitello della Meloni ... a Fratelli d' Italia ...

Ma l'impressione è quella, sia pure con motivazioni diverse ed anche a volte strettamente locali, di una fuga endemica di tutta una serie di candidati da una barca che oggettivamente sta affondando prima ancora di essere varata ...

L'ho già detto ... tutto fa pensare che Sel stia lavorando per far fallire la raccolta delle firme .... e poi candidarsi col suo simbolo magari aggiungendovi un laconico "per Tsipras" ....

L'esclusione di tutti i candidati, che peraltro erano quasi tutti indipendenti e non iscritti al partito, proposti dal PdCI è un ottimo modo per indurre questo partito a chiamarsi fuori o comunque non impegnarsi ....

Il rifiuto stesso di mettere nel nome qualsiasi riferimento alla "sinistra" sembra fatto apposta per allontanare eventuali elettori di opinione che al termine "sinistra" comunque si richiamano con forza ...

Dopo il rifiuto della tizia di Taranto l'unica candidatura seriamente legata ai movimenti reali è rimasta quella della No Tav Nicoletta Dosio, peraltro inserita in quota Rifondazione e non in quanto rappresentante appunto dei "movimenti" ... assente del tutto poi quella parte dei movimenti, quella soprattutto del "diritto all'abitare", che più è stata protagonista delle lotte messe in piedi dall'ottobre 2013 ad oggi ...

L'ala più "giustizialista" dei promotori iniziali .... Camilleri, Flores D'Arcais, Ingroia .... ha preso cappello per la candidatura del "pregiudicato" Casarini imposta, a mio giudizio giustamente vista l'assurda motivazione di chi voleva toglierla, dallo stesso Tsipras ... e si è di fatto chiamata fuori pure essa ...

La raccolta delle firme, nella pratica tutta sul groppone delle strutture, già non propriamente in ottima salute, di Rifondazione sul territorio, arranca di brutto ... ed anche molti militanti rifondaroli cominciano a lamentarsi, anche in forma pubblica, di questa allucinante situazione ...

E manca all'appello di un impegno pratico reale anche la Fiom ... sulla quale si contava molto ... ma che adesso è tutta presa dalle vicende del congresso Cgil ... e forse non vuole, nei suoi vertici, nemmeno inimicarsi troppo Renzi che sul terreno della "rappresentanza", in funzione anti-Camusso, qualche soddisfazione formale gliela sta anche dando ...

E pure alcuni dei candidati più "prestigiosi" .... Ovadia, Gallino, la Spinelli, Viale .... quando vanno in televisione ci tengono tutti a sottolineare che, se eletti, si dimetteranno immediatamente per far posto ad altri .... rendendo così l'idea che stanno facendo solo da "prestanome" a qualcosa di diverso o comunque di distinto da loro e dai loro nomi appunto "prestigiosi" ...

Ripeto, in queste condizioni dove diavolo credono di andare ?
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marcopa
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MessaggioInviato: Dom Mar 09, 2014 12:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dal manifesto di oggi 9 marzo 2014

Lista Tsipras, mettiamo da parte i fondamentalismi

Giuliana Sgrena,(candidata nella Lista Tsipras nel nord ovest)
8.3.2014

Ho seguito la nascita della lista Altra Europa con Tsi­pras con grande tre­pi­da­zione, col timore che potesse fal­lire. Ho cono­sciuto Ale­xis Tsi­pras al mani­fe­sto e ho pen­sato che tanto entu­sia­smo e attac­ca­mento alla realtà non poteva non con­ta­giarci, che la Gre­cia non poteva essere lasciata sola a sfi­dare quell’Europa che l’aveva con­dan­nata alla mise­ria. Sfi­darla non per abban­do­narla ai nazio­na­li­smi, ma per cam­biarla dall’interno per­ché la poli­tica dell’austerità è una con­danna anche per noi.La sfida per un’altra Europa parte dal Medi­ter­ra­neo, innan­zi­tutto per eli­mi­nare il muro costi­tuito da Fron­tex.

Ho pen­sato di dovermi spen­dere per un sogno che vuole andare al di là dell’Italia, ma per sal­vare anche il nostro paese. Sono rima­sta al di fuori del dibat­tito sulle can­di­da­ture, visto che compagne/i — mili­tanti e non — del Pie­monte e della zona di Como hanno rac­colto le firme per pro­porre la mia, soste­nuta anche da per­so­na­lità di rile­vanza nazio­nale, che rin­gra­zio. Non sono stata can­di­data da un par­tito anche se fac­cio parte di un par­tito, che a sua volta ha pro­po­sto anche can­di­da­ture esterne. Penso che non sia con­sueto nella poli­tica. Que­sto mi ha fatto ben spe­rare nel pro­cesso in corso, con tutti i suoi limiti, ine­vi­ta­bili per un’operazione che aveva tempi brevi e molte pres­sioni e sollecitazioni.

Ci sono stati errori? Sicu­ra­mente. Non si dove­vano can­di­dare espo­nenti di par­titi, che pure non hanno rico­perto cari­che isti­tu­zio­nali negli ultimi dieci anni? Si è scelto di farlo, per allar­gare il fronte e non esclu­dere nes­suno. Mi dispiace molto per il ritiro dalla lista di Anto­nia Bat­ta­glia, impe­gnata nella con­tro­in­for­ma­zione sull’Ilva di Taranto, io penso che avrebbe dovuto con­ti­nuare la sua atti­vità anche, se lo ritiene cor­retto, con­tro il pre­si­dente Ven­dola, che non è can­di­dato. Sarà lui a difen­dere il suo ope­rato davanti alla magi­stra­tura. Senza dimen­ti­care che ora il livello di inqui­na­mento è noto pro­prio gra­zie all’introduzione da parte della regione degli stru­menti per misu­rarlo. In una situa­zione lace­rata com’è quella di Taranto, divisa tra la difesa della salute e la difesa del lavoro, non si può sot­to­va­lu­tare la com­ples­sità e direi quasi l’aporia di una tale que­stione. E poi, si può con­dan­nare una lista per­ché den­tro c’è Sel e il pre­si­dente di Sel è Ven­dola? Se Bat­ta­glia aveva da rim­pro­ve­rare qual­cosa ai can­di­dati di Sel lo doveva fare, ma senza ritirarsi.

Oppure si può con­dan­nare una lista per­ché den­tro c’è Vale­ria Grasso che ha par­te­ci­pato a una mani­fe­sta­zione anti­ma­fia con i Fra­telli d’Italia (ma meno di un mese fa ha pre­sen­tato anche la mani­fe­sta­zione nazio­nale con­tro la Fini-Giovanardi insieme ai cen­tri sociali)? Nes­suno credo l’abbia costretta a can­di­darsi e met­tersi in gioco con scarse pos­si­bi­lità di essere eletta, come stiamo facendo quasi tutti noi. Natu­ral­mente spe­riamo che la lista abbia un grande suc­cesso e ci impe­gniamo per rea­liz­zarlo, ma senza nascon­derci la realtà. Quella di Grasso può appa­rire una scelta con­trad­dit­to­ria ma credo pos­siamo accet­tare la sua spie­ga­zione, il suo dichia­rarsi al di fuori di qual­siasi appar­te­nenza poli­tica. In quanto a Anto­nio Maz­zeo, che invece cono­sco per aver con­dotto bat­ta­glie comuni e che vuole riti­rarsi, spero che non perda la pos­si­bi­lità di dare una dimen­sione euro­pea alla bat­ta­glia anti-Mous.Chi di noi non ha mai com­messo errori? Chi di noi ha in tasca la verità?

Non pos­siamo farci irre­tire da posi­zioni fon­da­men­ta­li­ste che del resto abbiamo sem­pre com­bat­tuto. Dovremmo pro­vare a guar­dare oltre i con­tra­sti locali per dare un oriz­zonte più ampio alle que­stioni che difen­diamo: stiamo par­lando di Europa. Nelle liste Altra Europa con Tsi­pras ci sono diverse posi­zioni, diverse sen­si­bi­lità, per­ché non pro­viamo a con­ta­mi­nare e con­ta­mi­narci? Il cam­mino in seguito sarà più ricco.
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MessaggioInviato: Dom Mar 09, 2014 12:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

marcopa ha scritto:
Dal manifesto di oggi 9 marzo 2014

Lista Tsipras, mettiamo da parte i fondamentalismi

Giuliana Sgrena,(candidata nella Lista Tsipras nel nord ovest)
8.3.2014

Ho seguito la nascita della lista Altra Europa con Tsi­pras con grande tre­pi­da­zione, col timore che potesse fal­lire. Ho cono­sciuto Ale­xis Tsi­pras al mani­fe­sto e ho pen­sato che tanto entu­sia­smo e attac­ca­mento alla realtà non poteva non con­ta­giarci, che la Gre­cia non poteva essere lasciata sola a sfi­dare quell’Europa che l’aveva con­dan­nata alla mise­ria. Sfi­darla non per abban­do­narla ai nazio­na­li­smi, ma per cam­biarla dall’interno per­ché la poli­tica dell’austerità è una con­danna anche per noi.La sfida per un’altra Europa parte dal Medi­ter­ra­neo, innan­zi­tutto per eli­mi­nare il muro costi­tuito da Fron­tex.

Ho pen­sato di dovermi spen­dere per un sogno che vuole andare al di là dell’Italia, ma per sal­vare anche il nostro paese. Sono rima­sta al di fuori del dibat­tito sulle can­di­da­ture, visto che compagne/i — mili­tanti e non — del Pie­monte e della zona di Como hanno rac­colto le firme per pro­porre la mia, soste­nuta anche da per­so­na­lità di rile­vanza nazio­nale, che rin­gra­zio. Non sono stata can­di­data da un par­tito anche se fac­cio parte di un par­tito, che a sua volta ha pro­po­sto anche can­di­da­ture esterne. Penso che non sia con­sueto nella poli­tica. Que­sto mi ha fatto ben spe­rare nel pro­cesso in corso, con tutti i suoi limiti, ine­vi­ta­bili per un’operazione che aveva tempi brevi e molte pres­sioni e sollecitazioni.

Ci sono stati errori? Sicu­ra­mente. Non si dove­vano can­di­dare espo­nenti di par­titi, che pure non hanno rico­perto cari­che isti­tu­zio­nali negli ultimi dieci anni? Si è scelto di farlo, per allar­gare il fronte e non esclu­dere nes­suno. Mi dispiace molto per il ritiro dalla lista di Anto­nia Bat­ta­glia, impe­gnata nella con­tro­in­for­ma­zione sull’Ilva di Taranto, io penso che avrebbe dovuto con­ti­nuare la sua atti­vità anche, se lo ritiene cor­retto, con­tro il pre­si­dente Ven­dola, che non è can­di­dato. Sarà lui a difen­dere il suo ope­rato davanti alla magi­stra­tura. Senza dimen­ti­care che ora il livello di inqui­na­mento è noto pro­prio gra­zie all’introduzione da parte della regione degli stru­menti per misu­rarlo. In una situa­zione lace­rata com’è quella di Taranto, divisa tra la difesa della salute e la difesa del lavoro, non si può sot­to­va­lu­tare la com­ples­sità e direi quasi l’aporia di una tale que­stione. E poi, si può con­dan­nare una lista per­ché den­tro c’è Sel e il pre­si­dente di Sel è Ven­dola? Se Bat­ta­glia aveva da rim­pro­ve­rare qual­cosa ai can­di­dati di Sel lo doveva fare, ma senza ritirarsi.

Oppure si può con­dan­nare una lista per­ché den­tro c’è Vale­ria Grasso che ha par­te­ci­pato a una mani­fe­sta­zione anti­ma­fia con i Fra­telli d’Italia (ma meno di un mese fa ha pre­sen­tato anche la mani­fe­sta­zione nazio­nale con­tro la Fini-Giovanardi insieme ai cen­tri sociali)? Nes­suno credo l’abbia costretta a can­di­darsi e met­tersi in gioco con scarse pos­si­bi­lità di essere eletta, come stiamo facendo quasi tutti noi. Natu­ral­mente spe­riamo che la lista abbia un grande suc­cesso e ci impe­gniamo per rea­liz­zarlo, ma senza nascon­derci la realtà. Quella di Grasso può appa­rire una scelta con­trad­dit­to­ria ma credo pos­siamo accet­tare la sua spie­ga­zione, il suo dichia­rarsi al di fuori di qual­siasi appar­te­nenza poli­tica. In quanto a Anto­nio Maz­zeo, che invece cono­sco per aver con­dotto bat­ta­glie comuni e che vuole riti­rarsi, spero che non perda la pos­si­bi­lità di dare una dimen­sione euro­pea alla bat­ta­glia anti-Mous.Chi di noi non ha mai com­messo errori? Chi di noi ha in tasca la verità?

Non pos­siamo farci irre­tire da posi­zioni fon­da­men­ta­li­ste che del resto abbiamo sem­pre com­bat­tuto. Dovremmo pro­vare a guar­dare oltre i con­tra­sti locali per dare un oriz­zonte più ampio alle que­stioni che difen­diamo: stiamo par­lando di Europa. Nelle liste Altra Europa con Tsi­pras ci sono diverse posi­zioni, diverse sen­si­bi­lità, per­ché non pro­viamo a con­ta­mi­nare e con­ta­mi­narci? Il cam­mino in seguito sarà più ricco.


Film ampiamente già visto ... si chiamava "sinistra arcobaleno" ....

Quanto alla difesa del "Presidente Vendola" ... è tutto dire ...

Mi dispiace solo per Tsipras ... che rappresenta qualcosa di più serio e reale .... andrà certo benissimo nella sua Grecia .... e forse anche in qualche altro paese europeo .... sulla lista "italiana" farebbe bene a non contarci sin da subito ...
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MessaggioInviato: Dom Mar 09, 2014 12:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nella lista Tsipras ci sono posizioni e progetti diversi, chiara ed evidente è però la sua opposizione simbolica all' attuale politica economica dell' Unione europea.

Vorrei contribuire insieme ad altri a rendere chiaro il tema dell' opposizione alla guerra tra gli obiettivi della lista,

sapendo che altri sostenitori della lista hanno posizioni diverse, anche se ugualmente definite pacifiste.

Quindi la posizione contro tutte le guerre, contro la Nato, contro le politiche guerrafondaie dell' UE,

dovrebbero essere presenti, insieme ad altre diverse, come quella di Marcon, Bolini ed altri,

ma sarebbe utilissimo che riuscisse ad esprimersi anche una maggior radicalità sul tema, senza la pretesa di essere egemone od esclusiva in questa lista.

I candidati validissimi che potrebbero condividere questa posizione sono tanti,

da Nicoletta Dosio nel nord ovest, Antonio Mazzeo nelle isole, Francesco Gesualdi nel centro, e altri che non conosco o non ricordo in questo momento.

Anche Giuliana Sgrena, candidata nel nord ovest, ha sui temi internazionali una posizione indipendente che possiamo in alcuni aspetti non condividere,

ma che è assolutamente autonoma anche del partito a cui è iscritta,SeL, e che non l' ha voluta portare nel Parlamento italiano alle ultime elezioni..

La difesa di Vendola nel suo articolo la ritengo eccessiva, già Norma Rangeri, direttora del manifesto, aveva scritto un corsivo in prima pagina per difenderlo quando

il Fatto Quotidiano rese pubblica la sua telefonata vergognosa con il manager dell' Ilva nella quale Vendola derideva un giornalista pugliese a cui il dirigente aveva strappato il microfono.

L' amicizia è importante, ma se un amico o conoscente sbaglia in modo evidente non deve essere difeso acriticamente.

Questo modo di intendere l' appartenenza ha fatto danni gravissimi, ed è l' ora di smettere con la difesa degli amici,

Cosa che invece hanno fatto anche i sei garanti della lista per i quali i comunisti, forse un po' retrò ma onesti, del PdCI sono degli estranei mentre sono considerati "parenti stretti, Vendola, Casarini, e altri di aree a loro più affini.
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MessaggioInviato: Dom Mar 09, 2014 12:57 pm    Oggetto: da InfoAut Rispondi citando

Elezioni europee e Lista Tsipras: Il dibattito è aperto #1

Pur avendo già espresso il nostro punto di vista sulle elezioni europee e l'ennesima proposta "sinistra" che prende il nome di "Lista per Tsipras", riteniamo interessante riprendere - da qui a maggio - quegli spunti di pubblico dibattito sull'opportunità o meno del voto che ci paiono porre qualche questione degna di rilievo (ahinoi pochi).
Molt* compagn* suggeriscono una lettura ideologico-massimalistica di InfoAut sull'argomento, cosa che non corrisponde al nostro ragionamento. Come abbiamo già detto, ci sono situazioni, contesti e momenti in cui il voto può anche assumere - a ben determinate condizioni - una valenza e un'utilità. Non ci sembra questo il caso, dove un'accozzaglia di "personalità" dalla provenienza e dagli orientamenti spesso divergenti si mettono insieme per "un'altra Europa", mai definita nelle linee sostanziali (tra l'altro, ci risulta da alcuni scambi avuti con compagn* grec*, che alcune componenti dell'aggregato Syriza sono tentate da ipotesi anti-europeiste).

L'insistenza sulla "necessità di Europa" è poi quanto di più generico e astratto si possa immaginare. Non si capisce perché i fallimenti su scala nazionale della sinistra verrebbero magicamente risolti con un tocco di bacchetta magica europea, laddove vediamo solo la sommatoria di debolezze e limiti. Qual è stato il dibattito europeo che ha portato alla lista? Quali forze del cambiamento si stanno misurando su questa scommessa? Silenzio... Gli euro-entusiasti di casa nostra non adducono ragioni, agitano parole magiche e pretendono qualcosa che sembra molto ad un atto di fede. La nostra impressione è che l'agitarsi della discussione sia un fatto soprattutto italiano... (ci viene detto che "Tanto mag­giore sarà il valore della lista Tsi­pras quanto più riu­scirà ad essere «non ita­liana» e, per certi versi, «anti­ta­liana»" ma poi troviamo qui dentro vari tromboni, trombati e intellighentia varia di quella sinistra made-in-Sel e affini, di cui ci sarebbe tanto bisogno di sbarazzarsi!).

Nulla ci toglie dalla testa che tanto entusiasmo per questa ennesima avventura elettorale, se si escludono i nostalgici di Social Forum, Arcobaleni e Albe mai sorte, si annidi in quella sinistra molto liberal, tra Sel, Micromega e Repubblica che sente la necessità di appoggiare il greco e chi gli si accoda, da un lato per recuperare l'emorragia di voti a sinistra irriducibili al renzismo, dall'altra per esorcizzare le derive verso il voto grillino.

Piaccia o meno - e a noi non esalta - il M5S è l'unico attore della politica istituzionale italiana che ha alzato la voce di fronte alle nuove ruberie e ristrutturazioni operate tra Parlamento e Governo (a differenza di Vendola che tra una telefonata ad Archinà e un brindisi con Scajola non si fa mancare proprio niente!).

Detto questo, al di là di tutte le considerazioni già espressa sopra, c'è poi anche una questione di fiducia personale, che non ci sembra sia accordabile a nessuno dei delegati, con la sola eccezione di Nicoletta Dosio, che siamo sicuri - nel caso fosse eletta - non mancherebbe di presenziare a tutte le marce verso il cantiere di Chiomonte e alle altre iniziative del movimento e de* compagn*, a prescindere dalla loro legalità. A lei (e a Gigi Richetto, anche lui del movimeno Notav) facciamo gli auguri che merita(no) - pur restando della nostra opinione. In fondo a questa pagina, riportiamo quindi le sue ragioni - e condizioni - relative alla partecipazione alle elezioni come candidata. Lei può affermare quanto sotto riportato, in palese contraddizione con gli/le altr* candidati, proprio perché dietro la 'Lista per Tsipras' non c'è nessun progetto collettivo.

InfoAut_Torino



Lettera aperta ai compagni della sinistra radicale sulle elezioni europee

Carlo Formenti (www.alfabeta2.it)



Dire che la Lista per Tsipras, così come viene configurandosi, rischia di essere un’ennesima occasione mancata per rilanciare una sinistra italiana degna di questo nome è un eufemismo. Quello che si sta prospettando è una sorta di Ingroia2, o Arcobaleno3, affiancato da un’area neoliberale rappresentata dal “Partito dei Professori” di ALBA e da alcuni intellettuali (come Barbara Spinelli e Paolo Flores D’Arcais) che fanno capo a testate come Micromega e il Fatto Quotidiano.

Ma non si voleva arrivare appunto a una lista unitaria in grado di proiettarsi al di là delle vecchie coalizioni dei partitini della sinistra radicale? Sì, ma l’idea era che questo progetto unitario conservasse chiari tratti di sinistra e incarnasse una forte scelta politica contro questa Europa, espressione antidemocratica degli interessi del capitale finanziario globale. Di tutto questo non mi pare resti traccia alcuna, a partire dal simbolo, una sorta di tappo di bottiglia, da cui è stata espunta persino la parola sinistra (a scanso di ogni equivoco, caso mai qualcuno ancora nutrisse illusioni in merito) e nel quale l’unica connotazione ideologica è affidata al nome del leader (si sa, siamo in tempi di personalizzazione della politica) e al colore rosso dello sfondo sul quale il nome si staglia.

Ma ad apparire intollerabili sono soprattutto altri due fatti: 1) l’idea di Europa che emerge dal dibattito politico fra i promotori della lista; 2) la discussione sulle modalità di scelta dei candidati. I primi segnali di un “sequestro” del dibattito su quale Europa vorremmo al posto di quella della BCE e della Troika, si sono avuti con la “discesa in campo” di Vendola e Sel, cui si sono affiancati, pur non appoggiando (almeno finora) esplicitamente la candidatura Tsipras, autorevoli esponenti della sinistra Pd, come Fassina e Civati che, in dialogo con la Spinelli e Gianni Alfonso, prospettano l’idea di una “terza via”, né mercatista né euroscettica.

Da qualche decennio (Blair docet) abbiamo sperimentato sulla nostra pelle dove portino le “terze vie”; nel caso in questione credo portino a far smarrire ai cittadini europei la consapevolezza che tanto le attuali istituzioni quanto l’attuale configurazione del sistema produttivo e finanziario europei sono irriformabili, e che, se si vogliono difendere gli interessi delle classi subalterne, questa Europa può solo essere distrutta per costruirne dal basso un’altra sulle sue ceneri. Ma questi, si sa, sono pericolosi discorsi sovversivi, cui nessuno dei Professori che hanno preso saldamente in pugno le redini del progetto desidera lasciare spazio. Quindi, per evitare falle nel dispositivo, occorre stabilire un ferreo controllo anche sulla scelta dei candidati, e qui veniamo al secondo punto.

Il testo (se ho ben capito redatto da Guido Viale per conto di ALBA) che fissa alcuni punti di principio in merito è un vero capolavoro di ipocrisia. Dopo i soliti peana sulla democrazia dal basso e sul ruolo dei movimenti (che però non sono mai convocati a parlare in prima persona) si dice che vanno accuratamente evitate soluzioni assembleari, primarie e quant’altro perché “manipolabili” dai partitini (cioè i professori si arrogano il diritto di vegliare sulla democrazia perché non “divori se stessa?”). Poi vengono fissati criteri rigorosamente antipartitici in onore al sentimento populista diffuso – tanto per far vedere che non si è da meno di 5Stelle – dove non è difficile capire che, quando si parla di non ricadere nel minoritarismo, il vero bersaglio sono le sinistre radicali e antagoniste più che l’idea di partito in sé. Quindi no a chi abbia ricoperto cariche istituzionali o ruoli politici all’interno di questo o quel partito. Unica eccezione i sindaci.

E perché mai?! Non siamo pieni di sindaci sotto inchiesta per collusione con la mafia, corruzione e quant’altro, esiste forse un solo motivo perché i sindaci debbano essere a priori considerati più affidabili degli altri politici (che non sia mera demagogia populista: sono più “vicini” agli elettori e consimili banalità). E i criteri in positivo? Quelli delle macchine elettorali che ormai mettono tutti d’accordo, in onore delle esigenze di spettacolarizzazione/ personalizzazione della politica: scegliere “nomi forti” che possano attrarre il maggior numero di voti possibile. Proviamo a riassumere. Chi c’è dentro questo progetto?

Un’alleanza fra Professori e intellettuali europeisti che è un curioso miscuglio di populismo di sinistra e riformismo socialdemocratico; i resti compressi e messi in un angolo dei partiti della sinistra radicale e un po’ di nouveaux philosophes postoperaisti felicemente avviati ad arruolarsi nel campo degli europeisti liberali di sinistra: Negri e Casarini (che per la verità non è philosophe né nouveau) hanno già dato il loro appoggio, e da poco si è aggiunto il mio vecchio amico Franco Bifo Berardi che, secondo quanto leggo in una mail che mi invita a sostenerne la candidatura, avrebbe accettato di impegnarsi solo dietro insistenze dei compagni e per “spirito di servizio” nei confronti dei movimenti (ho riso per mezz’ora leggendo quella formula da vecchio notabile Dc che sicuramente gli è stata indebitamente attribuita, nel senso che avrebbe potuto usarla solo per provocazione dadaista).

Una bella ammucchiata da far impallidire tutti i vecchi Arcobaleni e che, temo, avrà scarso appeal nei confronti degli elettori delle classi subalterne incazzati con l’Europa i quali, di fronte a questo pasticcio, saranno fortemente tentati di astenersi o di votare per Grillo. A meno che i compagni dei movimenti trovino le energie per entrare con i piedi nel piatto dei professori e imporre candidature che siano riconoscibili non in quanto “nomi eccellenti” ma in quanto bandiere delle lotte

Carlo Formenti

***********************

«Per una sinistra europea»

Marco Bascetta (Il Manifesto)


Non pochi sono i malu­mori e le cri­ti­che che la lista Tsi­pras e tutto ciò che le ruota intorno stanno susci­tando in que­sti giorni, soprat­tutto negli ambienti più radi­cali. Ne è un esem­pio la «let­tera aperta», piut­to­sto livo­rosa, che Carlo For­menti ha dedi­cato all’argomento, accu­sando l’intera ope­ra­zione di nar­ci­si­smo pro­fes­so­rale e acce­ca­mento elettorale.
Accenti così aspri si potreb­bero capire se que­sto o quel «mirag­gio elet­to­rale» stesse rischiando di disto­gliere ener­gie e atten­zione in una fase di forte espan­sione dei movi­menti o addi­rit­tura di con­di­zio­narne la per­ce­zione e mani­po­larne il senso di mar­cia. Ma con tutta evi­denza que­sto sce­na­rio non cor­ri­sponde in alcun modo alle attuali cir­co­stanze, per quanto otti­mi­smo si possa spen­dere nella loro let­tura. Cosic­ché il lin­guag­gio del puri­smo anti­bor­ghese suona più che altro come un eser­ci­zio di maniera.

Tut­ta­via vi è un motivo di allarme che con­ver­rebbe rac­co­gliere. Comin­ciando col chia­rire un peri­co­loso equi­voco di fondo. La lista Tsi­pras non è e non può essere un pro­getto, sia pure aperto, di rico­stru­zione della sini­stra ita­liana, di ricom­po­si­zione dei suoi medio­cri fram­menti sparsi com­bi­nati con le eccel­lenze della mitica «società civile». La via obli­qua per restau­rare una for­ma­zione poli­tica nazio­nale alla quale, pro­ba­bil­mente, alcuni di coloro che si sono schie­rati, in man­canza d’altro, sotto le inse­gne del gio­vane lea­der di Syriza aspi­rano. Una ope­ra­zione di que­sto tipo non avrebbe alcuna ragione di par­lare in greco. E infatti si tratta, o dovrebbe trat­tarsi, esat­ta­mente del con­tra­rio. Di sosti­tuire, cioè, alla sini­stra ita­liana, alle sue baruffe pae­sane e ai suoi gala­tei giu­sti­zia­li­sti, una sini­stra euro­pea che tragga dalla scala stessa su cui opera la sua radi­ca­lità. Per dirla ancor più ruvi­da­mente, biso­gna impe­dire che la sini­stra nel nostro paese si rifondi come «sini­stra ita­liana», come rie­su­ma­zione di que­sta salma.

Tutto ciò, sia chiaro, muove essen­zial­mente sul piano sim­bo­lico: nes­suno dotato di buon senso può infatti imma­gi­nare che i rap­porti di forza tra le oli­gar­chie finan­zia­rie e le popo­la­zioni del vec­chio con­ti­nente pos­sano essere modi­fi­cati per via par­la­men­tare (per di più trat­tan­dosi di un Par­la­mento, come quello euro­peo, sot­to­po­sto a rigidi vin­coli e povero di poteri reali). E, tut­ta­via, l’occasione elet­to­rale può rive­larsi un buon ter­reno sul quale comin­ciare a ela­bo­rare un pen­siero e un lin­guag­gio che sepa­rino defi­ni­ti­va­mente l’aspirazione alla tra­sfor­ma­zione dei rap­porti sociali dalla dimen­sione nazio­nale e dalle scle­ro­ti­che dina­mi­che poli­ti­che che vi si svol­gono. Tanto mag­giore sarà il valore della lista Tsi­pras quanto più riu­scirà ad essere «non ita­liana» e, per certi versi, «anti­ta­liana». E’ que­sto il solo vero anti­doto alla rie­di­zione degli «arco­ba­leni» e delle «rivo­lu­zioni civili» in cui si è ulti­ma­mente esi­bita, con scarso suc­cesso di pub­blico, la nostra com­me­dia dell’arte poli­tica. Uno strappo, insomma, nel tes­suto «mode­rato» e miope della poli­tica nostrana, for­zan­done riti, vin­coli e con­fini. Uno strappo che Mar­tin Schulz, ban­diera di par­titi lar­ga­mente com­pro­messi con il salasso libe­ri­sta del vec­chio con­ti­nente, non potrebbe in alcun modo rappresentare.

Pen­sare la rico­stru­zione «sociale» e demo­cra­tica dell’Europa come una som­ma­to­ria di suc­cessi delle sini­stre nazio­nali (rie­su­mando il mito, che anche Syriza fatica troppo ad abban­do­nare, dell’«effetto domino»), è un punto di vista che con­trad­dice in pieno la dimen­sione glo­bale e inter­na­zio­na­li­sta nella quale la rivo­lu­zione sociale era stata pen­sata prima che lo sta­ta­li­smo e il nazio­na­li­smo le impo­nes­sero il loro guin­za­glio. Dopo le cata­strofi che ne sono con­se­guite è a quella dimen­sione che dovremmo cer­care di fare ritorno. Rileg­gendo in que­sta chiave la neces­sità dell’Unione euro­pea. Come una neces­sità tanto indi­pen­dente dall’ordine «indi­scu­ti­bile» dei mer­cati quanto avversa all’ordine disci­pli­nare degli stati-nazione che lo asse­conda anche quando fa mostra di denun­ciarne le pretese.

Trac­ciare que­sto oriz­zonte, smon­tare le dema­go­gie nazio­na­li­ste, denun­ciare le com­pli­cità delle classi diri­genti nazio­nali con le oli­gar­chie finan­zia­rie è quanto si può chie­dere a chi sce­glie il ter­reno della com­pe­ti­zione elet­to­rale. Non è certo «uno spet­tro che si aggira per l’Europa», ma sarebbe già qualcosa.

Marco Bascetta


***********************

ELEZIONI EUROPEE E LISTA ITALIANA PRO-TSIPRAS: LA RIPOSTA DEL “MANIFESTO” ALLA LETTERA DI CARLO FORMENTI E LA QUESTIONE DEL SOGGETTO POLITICO

Franco Astengo (www.pane-rose.it)


La lettera di Carlo Formenti indirizzata Bifo e pubblicata ieri da Alfabeta (ripresa anche dal nostro sito: http://sinistrainparlamento.blogspot.it) sul tema delle prossime elezioni europee e della costruenda, nell’occasione, lista pro-Tsipras ha ricevuto una particolare risposta in un articolo di Marco Bascetta, uscito sulle colonne del “Manifesto”.
Tra le argomentazioni usate in questa risposta, emergono alcuni spunti di dibattito e di riflessione che meritano sicuramente di essere approfonditi, almeno dal nostro punto di vista.
Il primo riguarda quella che può essere definita una singolarità nella definizione delle gerarchie al riguardo del rapporto tra movimenti, soggetti politici, eventuali liste elettorali.
Bascetta, afferma, infatti, che le argomentazioni usate da Formenti circa la critica ai modi di costruzione della lista pro-Tsipras (“narcisismo professorale” e “accecamento elettorale”, tanto per ricordare due espressioni contenute nella lettera citata) sarebbero state opportune se indirizzate, in una fase di forte espansione dei movimenti, al tentativo di far sì che i movimenti stessi non risultassero condizionati o manipolati nel loro senso di marcia da espressioni – appunto – di tipo elettoralistico.
Questo scenario non corrisponde però alla realtà e siccome stiamo vivendo evidentemente una fase di “bassa” per quel che riguarda i movimenti, allora è del tutto legittimo che questi siano usati – più o meno direttamente – per costruire, assieme a partitini vari ed espressioni soggettive d’intellettualità di vario tipo, una lista elettorale.
Emerge da questa valutazione di Bascetta una perlomeno, curiosa interpretazione del concetto di rappresentatività politica attraverso cui si pensa che movimenti a bassa intensità e modesta partecipazione (non in fase di “forte espansione” quindi) siano comunque assimilabili ad altre espressioni di soggettività, compresi i partiti, in un “mix” davvero micidiale laddove si confondono piani diversi di rappresentanza e azione politica dai quali è scaturita una sorta di abbastanza ridicolo ”manuale Cencelli” attraverso il quale si sta procedendo alla scelta delle candidate e dei candidati, vagliati da una sorta di Areopago non nominato né controllato da nessuno (candidati autoproposti attraverso il web).
Insomma una “strozzatura del grillismo” che i “movimenti” (quali?) possono sopportare perché si trovano in una fase di “stanca”.
Più avanti scorrendo l’articolo Marco Bascetta affronta il tema del soggetto politico, che rappresenta – alla fine – il dilemma vero che aleggia attorno alla lista Tsipras: nuovo Arcobaleno o “motorino d’avviamento” del nuovo soggetto della sinistra italiana dopo la lunga sequela di fallimenti che ne hanno contraddistinta l’esistenza negli ultimi dieci anni?
Bascetta è categorico: bisogna impedire che la sinistra si rifondi, nel nostro Paese, come “sinistra italiana”: il quadro non può che essere quello della dimensione europea perché non è possibile pensare a una ricostruzione “sociale” e democratica dell’Europa come frutto di una sommatoria dell’azione e dei successi delle singole sinistre nazionali.
In questo quadro risultano del tutto trascurati , a nostro avviso, due elementi fondamentali : il primo riguarda l’assoluta necessità che un nuovo soggetto politico della sinistra d’alternativa (sulla cui necessità non ci sono dubbi) si fondi – prima di tutto – sulla materialità delle contraddizioni in atto e sulla base di quelle contraddizioni elabori il suo progetto al di fuori da riferimenti vaghi, sostanzialmente astratti; il secondo riguarda l’esigenza di porsi a diretto contatto e confronto con la realtà specifica delle condizioni di agibilità democratica che, nel “caso italiano” (“caso” inteso, ovviamente, in negativo) stanno svoltando seccamente verso una dimensione autoritaria.
Si segnala, invece nella risposta di Bascetta, una dimensione europea come “campo d’azione” del tutto indefinita, al centro di un processo di globalizzazione e internazionalizzazione che, come stiamo osservando in questi giorni, appare ormai superato da un impetuoso “ritorno all’indietro” sul terreno – addirittura – della geopolitica ottocentesca e dei richiami westfaliani.
Così come proprio la gestione capitalistica della fase ha mostrato per intero il perseguimento dell’obiettivo di ristabilire, per intero, antichi rapporti di forza posti proprio nei campi dello sfruttamento, del ritorno al servaggio, della negazione dei diritti sociali.
Su di un punto Bascetta ha sicuramente ragione: il progetto di una nuova soggettività della sinistra italiana non potrà essere frutto di ricomposizione dei suoi mediocri frammenti sparsi combinati con le eccellenze della mitica “società civile” (proprio ciò che sta avvenendo, è bene sottolinearlo, con la costruzione della lista italiana pro-Tsipras, non a caso definita “l’altra Europa” senza specificazioni, in maniera del tutto indeterminata rispetto alle coordinate ideologiche, politiche, di riferimento sociale. “Altro e basta: un po’ poco, forse?).
Non si tratta infatti di promuovere una “ricomposizione” ma una “nuova” soggettività affatto diversa da quelle sconfitte e triturate nel passato.
E’ il caso di discutere seriamente di un progetto in questo senso e queste note hanno lo scopo, soltanto, di far riprendere di nuovo una discussione in questo senso anche prendendo atto dell’ambiguità di tentativi che pure si stanno operando.
L’idea internazionalista e del conflitto di classe non possono essere, però, proiettate in una dimensione posta oltre la realtà dello scontro sociale che è ancora, prima di tutto, quello della dimensione dello “Stato – Nazione” .
Cercare di collocarsi oltre, in un orizzonte europeo non definito (tenuto conto che l’Europa è questa, dal punto di vista politico: un’Europa da rompere) significa non intendere la materialità dello scontro in atto oppure più semplicemente (non nascondiamo la malizia) cercare di non dare fastidio al PD.

Franco Astengo

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Lista Tsipras, "Ci sarò solo se sarà uno strumento per i conflitti"

Nicoletta Dosio (http://popoff.globalist.it)

Doverosa premessa all'accettazione di una mia eventuale candidatura.

Il mondo che amo e conosco è quello delle lotte "dal basso".

In esse storie ed esperienze si uniscono, diventano forza collettiva e, insieme, senza leaderismi e opportunismi, crescono verso l'alto, con chiarezza di obiettivi e metodi.

Ne è l'esempio la realtà in cui milito, il Movimento No Tav, che si oppone senza compromessi non solo alla devastazione della Valle di Susa, ma a sfruttamento, ingiustizie, lavoro sempre più precario e nocivo, devastazioni sociali ed ambientali, rapina delle risorse e del futuro di tutti; e mette in discussione, con concretezza e lucidità, il modello di vita e di sviluppo che sta desertificando la Terra.

Ritengo non riformabile l'Unione Europea di Maastricht e fiscal compact, l'Europa delle banche, della guerra all'uomo e alla natura, quella che garantisce libera circolazione ai capitali e alle merci mentre la nega alle persone; l'Europa delle privatizzazioni, dei patti di stabilità e della crisi voluta dal capitale e pagata dai popoli. Penso ci si debba battere non per "democratizzarla", ma per rompere la struttura e le compatibilità che la governano, in modo da ridare a tutti e a ciascuno voce, agibilità, diritti, dignità, uguaglianza e libertà vere e praticabili.

Accetto la mia candidatura solo se potrà essere un piccolo strumento in più a servizio dei conflitti sociali che stanno nascendo e che devono crescere, ai quali vanno il mio impegno e la mia totale fedeltà.


Nicoletta Dosio

Bussoleno, 17 febbraio 2014

http://www.infoaut.org/index.php/blog/italian-connection/item/10915-elezioni-europee-e-lista-tsipras-il-dibattito-%C3%A8-aperto-#1
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