Home / ComeDonChisciotte / SIRIA: UN ROVESCIO GEOPOLITICO USA. CHE AVRA' CONSEGUENZE
15318-thumb.jpg

SIRIA: UN ROVESCIO GEOPOLITICO USA. CHE AVRA' CONSEGUENZE

DI MAURIZIO BLONDET
maurizioblondet.it

Le bombe russe non avevano ancora toccato il suolo, che già tv e altri media occidentali urlavano la propaganda americana: “Hanno ammazzato dei bambini!”, “Hanno colpito non l’ISIS ma l’opposizione moderata”, (cioè Al Qaeda…). “Hanno sbagliato bersaglio! Usato bombe non guidate, sono schiappe!” (The Aviationist). Praticamente tutti i media americani, dovendo citare Assad, lo fanno precedere da sereni appellativi come: “Il boia di Damasco”, il “Mostro”, colui che “ha gassato il suo popolo” (accusa comprovata falsa già da due anni: nel 2013 furono i ‘ribelli moderati’ a gettare il gas nervino, apposta per provocare l’intervento occidentale).

La Francia “apre un’inchiesta contro Assad per crimini contro l’umanità”. Ha le prove. Come no: un “fotografo del regime”, nome in codice Cesar, incaricato dal regime medesimo di fotografare i morti e torturati dal suddetto e medesimo regime, è fuggito a Parigi con 55 mila foto di cadaveri straziati. Proprio adesso. Tutto vero: il Corriere lo mette a pagina 2.
Maria Zakharova, la portavoce di Lavrov, Ministro degli Esteri di Mosca, s’è stupita coi giornalisti della rapidità con cui sono comparse foto dei civili feriti. “Sappiamo come si fanno queste foto”, ha detto ricordando “Wag the Dog”, il film del ’97 con De Niro e Dustin Hoffman (in Italia, “Sesso e Potere”) che narra della fabbricazione di una guerra degli Usa contro l’Albania, tutta fatta al photoshop e con effetti speciali elettronici tv.
E’ tutto un gran dispiacere perché, come ha ammesso un think tank di Londra, “la Russia sta danneggiando Al Qaeda, il che è una brutta cosa” (a bad thing). Il think tank che s’è lasciato sfuggire il disappunto è il Royal United Services Institute (RUSI), una emanazione dei servizi. Al Qaeda (oggi Al Nusrah) è adesso “l’opposizione moderata”. Il noto generale Petraeus, solo due mesi fa’ ha apertamente spiegato al Senato che Al Qaeda è oggi l’alleato migliore degli Usa per “ debellare l’ISIS” (leggi: cacciare Assad) e va’ quindi armata ben bene.
Cosa un po’ difficile da far ingollare all’opinione pubblica americana, per quanto manipolata: scusate, ma non è Al Qaeda che – come ci avete detto voi – ha ucciso 3 mila americani nelle Twin Towers l’11 Settembre? E adesso dovremmo allearci con questi? Ma qualcuno l’ha pur ingollata: per esempio Radio Radicale, che mai come oggi s’è rivelato un asset neocon americanista, leggendo religiosamente solo i giudizi del New York Times, del Washington Post, ma soprattutto del Wall Street Journal, senza dimenticare l’organo francese dei Rotschild, Libération, il più scatenato (si sa, Putin è omofobo..).
La tesi generale della propaganda è: Putin, bombardando Al Qaeda, “aiuta l’ISIS” invece di combatterlo. “Getta benzina sul fuoco della guerra civile”, ha lamentato Washington (che ha gettato benzina sul fuoco di tutte le guerre civili che le piacciono, dall’Ucraina alla Libia, dall’Irak alla Somalia…).
In realtà, la ragione tattica delle prime azioni russe è trasparente: anzitutto, ha “ripulito gli angolini” attorno alla propria base aerea, l’aeroporto di Jableh. La prima ondata ha neutralizzato centri di comando, depositi di carburante e munizioni, nidi d’artiglieria e blindati di Al Qaeda (diciamo Cia) a Ghmam e Deir Hana, due città del governatorato di Latakia, a 25-30 chilometri da Jableh. La seconda ondata ha centrato Latamneh et Kafr Zita, nel governatorato di Hama, a 30-40 chilometri dal “suo” aeroporto. La terza ondata ha colpito bersagli nel governatorato di Homs, a 30-50 chilometri a sud-est diJableh. Così, Al Qaeda (o la Cia, diciamo) non potrà più curiosare o insidiare le seguenti operazioni.
Da qui il dispetto generale.
Del resto è comprensibile. La decisa azione russa ha denudato l’ipocrisia americana che, a capo di una “coalizione” che comprende i sostenitori dei terroristi takfiri (Sauditi, Katar, Erdogan) “bombarda l’ISIS” da due anni sì, ma con rifornimenti paracadutati, secondo il governo iracheno che lo sta combattendo davvero. Putin ha visto il bluff, ora ad Obama non resta che in qualche modo accodarsi, a parole, e rassegnarsi alla neutralizzazione dei suoi terroristi; ed accettare in qualche modo una “transizione” che non solo comporta la presenza di Assad (e delle minoranze che garantisce) nella futura sistemazione, ma il mantenimento delle strutture istituzionali. Il tutto, con un prevedibile trionfo non solo militare ma etico e politico di Mosca. In Europa, i tagliagole non hanno acquisito una gran popolarità, con le loro decapitazioni, ed il fatto che Putin li stia cercando di eliminare non può esser fatto passare come una violazione di “diritti umani” o un atto d’inciviltà.
In Medio Oriente, tutti i leader di quell’area hanno visto che Mosca non ha tradito l’alleato pericolante, ma lo sostiene con le sue armi; armi che, si può indovinare, avranno presto una più grossa quota di mercato. L’Iran trionfa, anzi tutto l’asse sciita. La Turchia è mal messa. In Israele si stanno certo chiedendo che fare se Mosca sostituisce Washington come egemone regionale…per fortuna tanti ebrei parlano russo.

Il rovesciamento del dato geopolitico è immenso. Le sue conseguenze si sono appena cominciate a vedere. “Riad non esclude il ricorso alla forza militare per cacciare Assad”, ha proclamato il ministro degli esteri saudita (si chiama Adel al-Jubeir) .

Patetico. L’orribile monarchia saudita che decapita e crocifigge giovani per reato d’opinione (strano che Parigi non apra un dossier per i crimini contro l’umanità per la crocifissione di Ali Al-Nimr: http://rhubarbe.net/blog/2015/09/18/ali-al-nimr-lislam-le-sabre-et-la-croix/) deve guardarsi dal nemico interno.
Anzi più che interno: la rivolta cova nel Palazzo.

Un nipote del fondatore della dinastia Abdulaziz Ibn Soud, anonimo ma sicuramente influente (e quasi certamente sostenuto dai “servizi” britannici) , ha scritto una lettera pubblica e pubblicata dal Guardian per chiedere la detronizzazione del re in carica, l’ottantenne Salman (“in condizioni instabili”, ossia moribondo) e per colpire il suo successore preferito, il figlio Mohammed ibn Salman, che il vecchio morente ha nominato ministro della difesa e insieme dello sviluppo economico: due cariche che dovrebbero dargli tranquillamente la successione, ma oggi sono invece due pietre al collo.

E’ infatti lui, come ministro della difesa, il responsabile della vergognosa guerra che la Saudia, lo stato più ricco della zona, ha sferrato contro lo stato più povero, lo Yemen, con grandi stragi (lì sì) di bambini musulmani. La diffusione sul web di foto di cadaverini yemeniti spiaccicati, maciullati, smembrati dalle bombe saudite sta provocando urti di vomito anche nel regno. Strano che La Stampa di Torino, che ha pubblicato la foto del piccolo profugo per commuoverci e farci accettare i migranti, non pubblichi queste, per farci urlare di indignazione verso la monarchia più mostruosa della storia. Non tutte sono impubblicabili.

http://www.liveleak.com/view?i=424_1443021485

Come ministro “dello sviluppo”, l’erede designato è il colpevole anche delle due stragi di fedeli pellegrini musulmani avvenute a La Mecca in rapida successione. Prima, la caduta della gru (200 morti, si dice) e poi, l ‘inimmaginabile eccidio prodotto, alla Mecca durante la Festa del Sacrificio: ufficialmente quasi 800 morti, secondo l’Iran fino a quattromila.

Certo è che i morti sono stati raccolti coi bulldozer. Erano iraniani (almeno 400), nigeriani, pakistani, egiziani , la cui morte diffonde nel mondo islamico la pubblicità meno auspicabile per la monarchia petrolifera e la sua gestione dei luoghi santi.

Tutti ormai sanno in Oriente che la calca dei pellegrini “é stata causata dall’improvviso passaggio del corteo di Mohammed bin salman al-Saoud, Ministro della Difesa di Riyadh, che, accompagnato da un ‘codazzo’ di 200 militari e 150 poliziotti ha ‘tagliato’ la folla dei pellegrini con una carovana di numerose automobili e furgoncini”, ossia lo stupido arrogante erede. E come fece Nerone quando la voce popolare lo accusò di aver incendiato Roma, lui incolpò i cristiani e li crocifisse, l’erede ha incolpato gli esecutori e i tecnici. Laddove tutti gli arabi sanno che la mostruosa e titanica ristrutturazione-distruzione della Mecca è un enorme affare con mazzette e bustarelle, per cui i fondi stanziati non arrivano alle maestranze. E la famiglia reale c’è dentro fino al collo.

Si aggiunga che il protettore americano ha stretto il noto accordo con l’Iran, e dunque la sopravvivenza dei Saud non è più una necessità geopolitica primaria per Washington.

Si aggiunga la caduta dei prezzi del barile, inizialmente voluto da Casa Saud contro gli sfruttatori dello shale in Usa e per tagliare le gambe al concorrente Russia, ma oggi inarrestabile – e che ha costretto la monarchia a mettere mano alle riserve, e i cui conti sono in deficit (secondo il FMI) per 107 miliardi di dollari, pari al 20% del Pil. Il che può obbligare la numerosa e dilapidatrice Famiglia a tagliare le “spese sociali” (diciamo) con cui i Saud comprano il consenso della popolazione, distribuendole in parte i benefici dell’introito petrolifero. Siccome nonostante queste regalie il 40 per cento della popolazione del paese più ricco del mondo arabo vive in povertà e il 40 per cento dei 20-24 enni sono dichiarati disoccupati, la rivolta contro i monarchi (e probabili dunmeh) cova. Il boia, con le sue 175 esecuzioni in otto mesi, riesce a raffreddarla. Ma adesso la rivolta è esplosa nella famiglia reale stessa, col pronunciamento dell’anonimo principe pubblicato dal Guardian – si noti la maligna astuzia – anche in arabo, per il consumo locale e rinfocolare le discordie.
L’anonimo principe dice che anche i capi tribali stanno dalla sua parte nella critica al re e al suo erede. Notabili vari, e persino elementi della famiglia reale: “un sacco di nipoti, una quantità di seconda generazione sono ansiosi”, ha scritto con scherno. Secondo Khairallah Kairallah, ex direttore del giornale Al Hayat, il sistema di potere saudita non può durare, seduto su questo vulcano, più di un anno o un anno e mezzo. Salvo qualche miracolo come la salita del greggio, che però favorirebbe i nemici (Iran, Russia, gli estrattori del gas da scisto americani).
L’azione di Putin ha ridistribuito le carte in Oriente. Gli americani, a meno che non s’inventino qualcosa, non ne hanno in mano di buone. I mostri sauditi le hanno pessime.
Maurizio Blondet
1.10.2015

Pubblicato da Davide

  • Neriana

    Non sia mai. I russi hanno bombardato i terroristi. Mc Cain urla vendetta dicendo che gli sono costati fior di dollari per addestrare i terroristi 

    One of the Syrian rebel groups backed by the US, the so-called Free Syrian Army, said their commander was killed by a Russian bomb in the province of Hom. US Senator John McCain was quick to pop out and accuse Russia of killing CIA-trained rebels.

    Read more:  http://sputniknews.com/middleeast/20151001/1027873659/media-accuses-russia-of-hitting-CIA-trained-rebels-pentagon-denies-it.html#ixzz3nNkccf2x [sputniknews.com]

    che vergogna gli USA, orma mandiamo tutti i profughi a Washington 
  • temuchindallaCina

    Gran pezzo! Bravo Blondet

  • luis

    Grande Putin: questa volta i giornalisti nostrani leccapiedi del potere occidentale dovranno arrampicarsi sugli specchi per confezionare le notizie : diventa sempre più difficile scrivere di queste notizie per loro. Come dire che i ribelli contro Assad sono in realtà l’isis, pagati, armati e addestrati dagli usa? Come dire che la russia sta veramente combattendo contro quel terrorismo con cui gli usa ci hanno rotto i maroni dal 2001, creato e servito all’occidente per distruggere intere popolazioni in questi  ultimi 15 anni e per accaparrarsi le risorse energetiche.
    Se la russia distrugge veramente l’isis e viene fuori palese palese (anche per la massaia di voghera) che al qaeda è un database inventato dagli usa-israele e che l’11 sett. è stato condotto con droni della us force ed è stato tutta una messa in scena con l’aiuto di computer grafica per far credere al mondo che fossero aerei di linea quelli entrati nelle torri e tutti gli altri dettagli sulle torri cadute sotto l’effetto di termite da demolizione, ecc ……. bhe, allora bisogna fabbricare al più presto un nuovo nemico !!! 

  • orckrist

    Dopo il blocco economico all’Iraq nel 1990 venne chiesto alla segretaria di stato USA Marlene Albright: "“Abbiamo sentito che mezzo milione di bambini sono morti. Voglio dire:
    questo è un numero maggiore di quanti bambini morirono ad
    Hiroshima…….Valeva la pena pagare questo prezzo?”
    E lei rispose: "Si, noi riteniamo che abbia valso la pena”.

    Durante l’operazione "Piombo Fuso" ci sono state 1.364 vittime civili di cui
    di cui 315 bambini e 166 donne (rapporto Goldstone).

    E ora sono gli stessi che accusano i raid russi di aver ucciso bambini.

  • trigone

    Sono con te, solo che temo che non si arrenderanno mai, sono un po’ pessimista…

    Ma ammetto che nutro anch’io una speranza, che e’ sempre l’ultima a morire…
  • giannis

    Ora che si e’ mossa la Russia la domanda piu’ importante e’ : Gli USA accetteranno questa sconfitta ? Io dico di no

  • giannis

    ancora oggi notizia di arrivo di caccia cinesi in siria , sara’ vero ?

  • Cataldo

    I russi in azione diretta è facile siano anche un risultato atteso, dai pianificatori della distruzione della Siria, non va mai dimenticato, non riguarda l’articolo di Blondet è un’avvertenza generale per inquadrare i vari contributi.

    Chi segue le discussioni troverà ripetitive alcune considerazioni,
    con l’individuazione diretta di Russia e China come "nemici" la propaganda USA-NATO ha cambiato
    natura.
    Il motivo è da individuarsi nelle capacità informativa di Russia e Cina, che possono rispondere, almeno all’interno della loro residua sfera mediatica, alla propaganda di guerra con fatti e  costruzioni alternative della realtà, queste anche di riflesso  ritornano nel nostro main-stream, visto che sono comunque potenze ONU del cerchio primario, l’assurdità della propaganda quindi  sale di livello,  è una escalation che non è mai dissociabile da quella politico-militare.

    Ci sono segni di una fase di accumulo del potenziale di proiezione USA, c’è bisogno di approfondimenti per inquadrarlo correttamente, fosse confermato  sappiamo che in passato queste fasi non hanno portato a niente di positivo. La propaganda ha una sua inerzia che diventa difficile da fermare quando comincia a sostanziarsi nei vari apparati.

  • makkia

    Vero.
    Tuttavia non sottovalutare la formidabile delegittamazione che stanno subendo (in effetti si stanno auto-infliggendo) i Portatori di Verità Ufficiali.

    Le teorie mass-mediologiche hanno descritto "l’effetto boomerang" che colpisce le masse. Si ha quando gli disorganizzi l’orizzonte cognitivo, terrorizzandole allo scopo di far loro chiedere, supplicare, per una soluzione, una qualsiasi. Soluzione che normalmente è quella preordinata e accuratamente preparata.
    Porgere la soluzione dà ai "solutori" un’aura di legittimità legale e di prestigio personale, che li rende fortissimi e al solido comando di masse e nazioni.

    Il boomerang si ha quando la soluzione non arriva, o non risolve niente. Cioé non rende stabile l’orizzonte cognitivo, deliberatamente (e in larga parte artificialmente) disarticolato. Questo fa infuriare le masse, e i solutori mancati perdono irreversibilmente prestigio e legittimità.
    Non solo, ma si apre un vuoto di legittimità a disposizione di concorrenti non previsti, purché abili e determinati. Che riceveranno i benefici di credibilità destinati ai persuasori che hanno fallito.

    In parole povere: la propaganda rischia di lavorare al contrario e a favore di altri che non sono quelli che l’hanno creata.
    Mi sembra che siamo all’incirca in una fase di questo tipo.

  • Cataldo

    Una premessa, quando si parla di queste cose bisogna più che mai evitare
    l’errore che tutti facciamo, ovvero parametrare alla propria esperienza
    l’impatto della propaganda, noi facciamo comunque parte di una
    minoranza che cerca di sottrarsi al flusso del mainstream e impiega
    tempo e risorse nel tentativo di comprendere la realtà che ci circonda,
    per di più interloquiamo con altre monadi che praticano la stessa 
    fatica, minoranza della minoranza.
    L’orizzonte cognitivo, se ho
    capito quello che intendi con questo termine, è di continuo plasmato
    dalla realta del flusso mediatico main-stream, gli strumenti utilizzati
    sono antecedenti al rivoluzione digitale, tra i più importanti  la
    diacronia e la decontestualizzazione.

    Con la maturazione della
    rivoluzione digitale e la concentrazione che ne è derivata, sia sul
    piano del numero degli attori e dei canali, sia nel potere di controllo
    verticistico della filiera informativa, questi strumenti ormai
    permettono  il ferreo controllo dell’Orizzonte cognitivo.
    Non ho
    contezza di un "effetto boomerang" ma se ho compreso quanto vuol dire 
    ammesso che abbia un impatto lo farà solo su chi ha un proprio orizzonte
    cognitivo, non potrà mai riverberarsi sulle moltitudini che ad oggi
    sono saldamente preda del mainstream.

    Il terrore come strumento
    per ancorare su alcuni elementi portanti la narrazione della realtà è
    una pratica che nasce con l’uomo, è ovvio sia tra gli strumenti
    principali tutt’oggi, ma più che un problema che attende una soluzione
    salvifica che legittimi i solutori, il terrore mi sembra un substrato
    che viene alimentato da più fonti che non attendono necessariamente una
    soluzione, visto anche che possono cambiare il loro target di "cattivo"
    molto rapidamente, con aggiustatine all’Orizzonte cognitivo".
    Intanto un saluto

  • makkia

    Giusto un’aggiustamento di tiro.
    L’orizzonte cognitivo è quello che abbiamo tutti, che ci permette di decodificare la realtà e interagirci il più efficacemente possibile: è una NECESSITA’, che ci rende più o meno adatti a sopravvivere a seconda di quanto anticipabile/prevedibile è il nostro ambiente.

    Quando questo orizzonte cognitivo viene disarticolato abbiamo paura del futuro e dell’incertezza. Siamo dubbiosi, stressati, ci sentiamo inadeguati.
    Questo "limbo" cognitivo è una situazione insopportabile. Quindi siamo pronti ad accettare proposte, rivelazioni, pianificazioni, che promettano la ri-stabilizzazione dell’orizzonte cognitivo. E siamo molto ben disposti verso chi ci fornisce questa soluzione (come degli allievi col mentore/sensei/vecchio-saggio, per capirci).

    Quindi obiettivo del mainstream non può essere solo destrutturare il nostro orizzonte tramite la paura (come fa il terrorismo): sarebbero solo delle Cassandre moleste e alla lunga odiose.
    No. Devono dimostrarci che l’orizzonte consueto non è più valido (pars destruens) ma che c’è una luce in fondo al tunnel (pars construens).
    Questo è quando gli funziona bene.

    Boomerang è quando si diventa troppo bravi nella pars destruens e ci si dimentica dell’importanza della pars construens. Le masse si sentono abbandonate a sé stesse, si sfaldano in singoli individui in ansiosa ricerca di una soluzione. In momenti diversi, con diversi percorsi e maggiore o minore efficacia, tutti cercano di ricostruirsi un orizzonte cognitivo accettabile (o vanno in depressione, che è l’obiettivo del terrorismo e la sua differenza con la persuasione di massa, oltreché la sua debolezza operativa). E si rendono conto che lo stanno facendo senza l’aiuto dei "distruttori di orizzonti".
    L’accento è nel diventare sempre più imprevedibili come masse, non più compatte ma sensibili a stimoli diversificati (non solo queli accuratamente predisposti).

    Boomerang è la predisposizione a ribellarsi, la sfiducia nelle istituzioni, il cinismo, la delegittimazione delle oligarchie come individui "più abili" e quindi degni di comandarci.

    Boomerang non è un bel momento: è caos. Ma è anche scombussolamento dei piani, rimescolamento delle carte.

  • makkia

    Dimenticavo: un esempio di boomerang (un po’ troppo rapido per motivi esogeni, ma per il resto esemplare) è gli italiani che da fascisti di massa "si svegliano" antifascisti in pochi mesi o addirittura giorni.
    Non è, come semplicisticamente si dice, che gli italiani sono un popolo di furbetti e voltagabbana. E’ che il fascismo ha fallito clamorosamente (e sempre più evidentemente col passare del tempo) nel fornire risposte adeguate. Le masse erano abbondantemente "pronte" a mollarlo, l’armistizio è stato solo il segnale.

    Altro esempio è la rivoluzione khomeinista. La cacciata dello Shah fu un movimento di tutta la società civile, con le varie componenti, di cui i religiosi non erano che una parte, neanche particolarmente ficcante, come opposizione, né quella che aveva sofferto e combattuto di più.
    Ma le elezioni diedero un sorprendente 92% (o 98%? Cito a memoria) agli ayatollah, perché gli altri partiti, come portatori di ideologie (pur diversissime), significavano bene o male "occidente". Solo l’Islam aveva la "fedina penale" pulita di un portatore di realtà diverso e autonomo. Le masse non ne potevano più di visioni contrastanti (che, di norma, chiameremmo sanamente dialettiche) del futuro.