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SILVANO AGOSTI E LA DEMENZA DI SENTIRSI ITALIANO (INTERVISTA)

DI PAOLO BARBIERI
ilfattoquotidiano.it

Autore cinematografico, poeta, scrittore. Silvano Agosti si sente sicuramente a disagio in questa classificazione nei ruoli, avendo tra l’altro chiesto (inascoltato) da anni all’Unesco di proclamare l’essere umano patrimonio dell’umanità. L’Essere Umano, in quanto «massimo capolavoro della natura», infatti non può essere ingabbiato in un ruolo. Nato a Brescia 75 anni fa, dopo aver girato il mondo, vive da tempo a Roma. Tra le sue opere letterarie più significative figura Lettere dalla Kirghisia: il racconto di un paese immaginario «ma assai possibile da realizzare», dove si lavora tre ore al giorno, dove i politici si occupano del bene pubblico ma in forma volontaria e dove le persone hanno il tempo di vivere e non solo di esistere.Quanto è lontana oggi l’Italia da quel paese?

È la parola oggi che mi fa sorridere. In poche parole riassumo il percorso della mia emotività. Sono nato in una città di 300mila abitanti che si chiama Brescia e da bambino e da ragazzo mi sono accorto che la chiamavano città ma non lo era. Era un agglomerato di chiese e di banche, di mercati e di negozi ma io pensavo che nella città abitassero cittadini e che il comune si adoperasse per renderli felici, invece non era così. Nessuno si interessava dei cittadini, interessavano i compratori o i clienti delle banche. Allora sono andato via a visitare il mondo. Ho deciso di abitare a Roma pensando che, essendo una metropoli, fosse più vicina a quella che io credevo fosse una città. Invece anche qui mi sono accorto che c’erano tonnellate di monossido di carbonio che riempivano le vie, tutti sottomessi al giogo di lavorare otto, nove, dieci ore al giorno. Ho capito che Roma non era altro che Brescia che avevo lasciato cinque anni prima, ma più grande. Dopodiché ho pensato di abbandonare il concetto di città e di abitare l’Italia. Ma ho scoperto che l’Italia non esisteva. Esisteva uno strano feudo dominato da quattro o cinque cosche tutte a carattere mafioso ed era pilotato dall’esterno da una grande potenza straniera che non nomino e che domina tuttora. Allora ho pensato all’Europa, cioè alla possibilità di sentire che qualcuno si occupasse del mio benessere e che come cittadino venissi valutato per la mia preziosità e non per la mia spendibilità. Purtroppo anche l’Europa si è di rivelata come un’accozzaglia di mercati che si basa sullo spread, sul Pil. Finalmente sono approdato al pianeta Terra in concomitanza del famoso afflusso di una nuova cultura planetaria. Lì mi sono fermato. Oggi penso di abitare su un pianeta che e mi è molto più simpatico di tutti gli Stati occidentali e orientali messi insieme.

L’essere umano non è mai al centro. È questa, secondo lei, la malattia dell’Italia?

Al centro non c’è l’essere umano ma l’imbecillità burocratica. La malattia è di non essere sé stessi ed è la malattia che hanno tutti gli esseri umani. Sono tutti murati vivi nei ruoli. Esistono migliaia di ragionieri, avvocati, mariti, direttori generali, muratori, artisti, papi, registi, attori, elettori, ma l’essere umano dov’è? Io non lo incontro mai se non nei bambini di età inferiore ai tre anni.

La corruzione dilaga nonostante le inchieste. Agli italiani manca il senso del bene comune?

Non è che gli manca. Gli italiani hanno un problema e cioè non hanno alcuna certezza di poter mangiare bene e di poter dormire al caldo. Quando gli italiani, ma vorrei dire quando tutti gli esseri umani, avranno la certezza di poter mangiare in qualsiasi ristorante due pranzi al giorno e di avere una casa che gli viene regalata o data in dotazione a diciotto anni, allora, ma solo allora il ladro sarà veramente ladro, l’assassino veramente assassino e l’accumulatore di ricchezza si rivelerà per ciò che veramente è, un malato mentale.

Grazie alla cultura cattolica e socialista, l’Italia ha coltivato la solidarietà. Da anni però sembra prevalere l’egoismo. Quando è successo?

Non si può dire che prevale l’egoismo quando un essere vivente non ha la certezza del cibo e del sonno …

Faccio un esempio: i leghisti che si schierano contro gli immigrati…
Il leghista è una versione rozza di una persona disperata che non ha vergogna di dire che non ha alcuna certezza. Poi ci sono le persone eleganti che non avendo nessuna certezza del cibo e del sonno accumulano denaro e si chiamano banchieri. Sono tutti sostanzialmente dei dementi dal punto di vista animale. L’essere umano è il massimo capolavoro che la natura ha concepito in cinque miliardi di anni, ma nessuno lo sa, né si tratta come un capolavoro. Questo essere umano viene distrutto scientificamente dalla scuola, dal lavoro coatto, dalla famiglia nucleare, dalla mancanza d’amore. Amore nel senso di tenerezza. Non esiste nessuno che faccia veramente l’amore. Il potere concede la procreatività, cioè il ballonzolare per un po’, come fanno vedere i film americani, sul corpo di una donna e poi metterla incinta così hanno il grande padronato ha dei piccoli nuovi servi. Ma se la gente potesse fare l’amore anche una sola volta nella vita, l’imbecillità diventerebbe così visibile da non poter più esistere.

Lei si sente italiano?

Sentirsi italiano sarebbe un livello di demenza addirittura incurabile.

Cosa si può fare? Ribellarsi?

Ogni persona deve prendersi la responsabilità globale di ciò che sta accadendo (morti per immigrazione, guerre, armi chimiche) e scacciare dalla propria personalità tutti quegli elementi emotivi, culturali che assomigliano in modo allarmante al potere che gestisce il mondo.

Pasolini scrisse nel 1975 un articolo sulla scomparsa delle lucciole come fine di una certa civiltà contadina. «Darei l’intera Montedison per una lucciola…» scrisse. Lei cosa darebbe?

Darei la mia intera felicità perché Pasolini fosse riuscito a capire che i miti sulla civiltà contadina erano da snob. Pasolini era un piccolo borghese affascinato dall’ideologia comunista, suo papà era colonnello. La civiltà contadina? Mi fa ridere, i contadini erano sfruttati fino alle lacrime dagli agrari, non sono mai esistiti i contadini. In realtà si chiamavano famigli ed erano degli eterni precari. Ogni autunno dovevano migrare in un altro fondo, sempre nell’incertezza, sempre nella fame.

Cosa pensa dei giovani italiani?

Li osservo, sono generalmente disperati, smarriti, sono senili nel dedicarsi ai vizi che lo Stato propone ai giovani: alcool, fumo e discoteche. Sono dei relitti smarriti. Questi ipocriti degli adulti, che siedono nei governi, sono anche peggio. Siccome non riescono a garantire il presente dicono che ai giovani bisogna assicurare il futuro. Io ho ribrezzo per l’ipocrisia perché è l’arma più tremenda che offusca il mondo. Molto più potente della menzogna, perché distrugge la vita.

Paolo Barbieri
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/10/dove-la-vittoria-silvano-agosti-e-la-demenza-incurabile-del-sentirsi-italiani/768524/
10.11.2013


Questa è la prima di dodici interviste di Paolo Barbieri a personaggi dell’arte e della cultura in genere per cercare di raccontare la situazione del nostro Paese. Ogni settimana un nome, ogni settimana un punto di vista sul declino dell’Italia e sulle possibili vie d’uscita

Pubblicato da Davide

  • mazzam

    Santo subito.

  • mazzam
  • qasiqasi

    l”essere umano” massimo capolavoro della natura?di questi intellettuali non se ne può più

  • andyconti

    Una tra le tante che non ho capito di quest’intervista da intellettuale snob: ma ai giovani piace fumare e bere o e’ lo Stato che e’ cosi’ bravo a convincerli ad andare in discoteca?

  • iVi

    Discorsi da mondialista della peggio specie. Io all estero mi accorgo di quanto, nonostante tutto, l Italia rimanga uno dei posti più belli dove vivere (e 25 anni fa era bellissima l Italia, non temo smentite). Mi sento italiano e me ne vanto: mangio italiano, vesto italiano (e comprò veramente made in Italy, non marchi italiani made in china), parlò italiano cioè l idioma più bello del mondo ecc.ecc.

    Certo e che se porti occhiali sporchi di merda e non li pulisci il panorama ti sembrerà sempre una fogna…..vero Agosti?

    Era a Brescia e non gli stava bene, va a Roma ma anche li si sentiva stretto, l Europa non gli basta, il mondo no? Mandiamolo sulla luna……..

    E come al solito i mondialisti si contraddicono da soli. Dove parla di prendersi le responsabilità globali dimostra tutta la sua demenza, presumo senile, o semplicemente gli hanno chiesto di produrre un pezzo contro la lega e, siccome glielo pagano un tot a parola, l ha fatta fuori dal vaso.

    Ovviamente stupra la realtà con la cazzata sui clandestini comprapermesso (voi chiamateli stranieri o migranti, io li chiamo per ciò che sono cioè clandestini comprapermesso).

    È vero il problema sono i bankieri che hanno ordinato ai porci in divisa di favorire l ingresso e la permanenza dei clandestini…….ma se le merde in divisa facevano il loro lavoro (e quindi non facevano GL interessi dei bankieri) oggi non avremmo milioni di clandestini-compraapermesso che lavorano, sottopagati, al posto degli italiani. Quindi gradirei informare questo vecchio citrullo su una questione semplice semplice: non bisogna essere leghisti per pretendere il rimpatrio di tt gli stranieri arrivati clandestinamente in Italia (o arrivati perché l Europa dei plutocrati ci ha imposto l apertura delle frontiere con Romania Polonia e simili), e io, ad esempio pretendo il rimpatrio dei milioni di stranieri arrivati in italia clandestinamente o con visti turistici farsa……questi soggetti arrivati clandestinamente si devono prendere le loro RESPONSABILITÀ GLOBALI, e se ne devono andare anche se sono qui da anni, anche se hanno già comprato il permesso, anche se hanno figliato qui……ovviamente si devono prendere le loro responsabilità assieme a chi li ha aiutati quando erano clandestini e assieme agli sbirri che hanno venduto loro i permessi (tutti gli sbirri ammettono di aver ricevuto ordini precisi dai propri superiori: chiudere gli occhi sui clandestini. Evitare indagini approfondite anche quando è palese che i permesso vengono richiesti con documentazione farlocca. Ma le merde in divisa i loro ufficiali non li vogliono denunciare, le merde in divisa le loro responsabilità non se le vogliono prendere).
    Mi fanno schifo questi vecchi intellettuali che scrivono cazzate immonde tanto per trollare: essi usano la lega come scusa per giustificare l invasione allogena (perché loro vogliono far passare il messaggio CONTRARIO AGLI STRANIERI E ALLE LORO ABITUDINI = LEGHISTA IGNORANTE………ma questi cervelloni fintocomunisti, scrittori da cesso dell autogrill, non sanno che anche noi del popolino abbiamo letto il macchiavelli, e le loro trappole ci fanno le pippe?).

    Comunque sto vecchio p***a quando parla dei giovani certifica la sua demenza: i giovani italiani fumano sempre meno, le discoteche hanno un calo d ingressi pazzesco da circa un lustro……..quindi che giovani frequenta sto tipo? Parla dei suoi parenti giovani e pensa di poter cosi riassumere tutti i giovani italiani?

    Io conosco ventenni che fanno ben altre vite e hanno una sola grande colpa: vivono in un paese gestito dai coetanei dell autore. Vecchi ipocriti mondialisti senza cervello e senza buon senso.

    Io mi prendo le mie responsabilità, globali, e quindi egregio Agosti io a te ti ci mando……..col pensiero e col fischio…..

  • jorge

    Commento di “bassa lega” che conferma (nello spirito e nello stile) non solo le tesi di Silvano Agosti ma anche le dure critiche rivolte da PP Pasolini alla “scuola dell’obbligo”.
    Se c’é una critica da fare ad Agosti è proprio quella di non aver fatto giustizia al pensiero di Pasolini.

  • stefanodandrea

    Buonismo d’accatto. E’ chiaro che si presenta come il buono e crede di professare il bene.
    Non mostra di avere consapevolezza dei problemi e il suo mondo ideale è di uno squallore stratosferico; ed è pure irrealizzabile, per giunta. Diciamo che la pensa come me a 10-14 anni (quando la legge giustamente mi reputava incapace di agire e forse anche privo di capacità naturale) e se ne vanta pure. Dubito della capacità di intendere e di volere: “ma se la gente potesse fare l’amore almeno una sola volta nella vita”; “non sono mai esistiti i contadini”; “La malattia è di non essere sé stessi ed è la malattia che hanno tutti gli esseri umani”; “Sentirsi italiano sarebbe un livello di demenza addirittura incurabile”. Solo un demente può pensare simili frasi. Ecco, gli italiani saranno certamente migliori, quando sapranno riconoscere prontanente in questi soggetti dei disadattati, immaturi, incapaci di conoscere la vita, ciarlatani, certamente logorroici, insomma persone delle quali il sistema sanitario deve prendersi cura se chiedono di essere curate. Altrimenti si può benevolmente e amichevolmente ridere di loro come abbiamo fatto tante volte da bambini con gli scemi del villagio. Ma considerarli intellettuali, questo no.

  • ADANOS

    grazie. concordo pienamente.

  • ADANOS

    dai andy che se ci pensi ti rispondi da te.

  • iVi

    OK asserisci che il mio è un commento di bassa leva……adesso però argomenta come ho fatto io, sempre che tu ce la faccia.

  • Mattanza

    Ridere degli scemi del villaggio?
    Considerarli intellettuali?
    Solo un demente puo pensare simili frasi?
    Il tuo commento e’ desolante secondo me.

  • Primadellesabbie

    É chiaro che si tratta di osservazioni allo stato nascente, ha la singolarità di non averle elaborate in qualche modo e qua sta l’aspetto interessante, appesantito dall’incrostazione di qualche spocchia.

    Dice una cosa importante, pochissimo diffusa che andrebbe meditata accuratamente e che porta con se implicazioni significative. Si tratta di un concetto ben conosciuto, che correttamente proposto da chi incarna responsabilità nel mondo dello spirito, rappresenterebbe un grosso ostacolo alla crescente e sconcertante manifestazione di individualità che sembra non avere freno o ritegno: “Ogni persona deve prendersi la responsabilità globale di ciò che sta accadendo“.

    No, non si tratta di un intellettuale, almeno da quello che si può capire da questa intervista.

    É curiosa la reazione da ballerina isterica, che non sopporta l’idea di non essere sola sullo stage quando gli nominano Pasolini.

  • stefanodandrea

    Ho scritto” benevolmente e amichevolmente ridere di loro come abbiamo fatto tante volte da bambini con gli scemi del villaggio”. Che è qualcosa di molto diverso da “ridere degli scemi del villaggio”.
    Si da ragazzino ho benevolmente e amichevolmente riso con uno scemo del villaggio che scriveva poesie. Era una maniera di starci assieme, lui quarantenne e noi ragqazzi di dodici tredici anni. Si rideva benevolmente e amichevolmente appunto. Non si fuggiva, non si aveva paura della stranezza e si chiacchierava non seriamente, anche se c’era sempre qualcuno che ipotizzava avessimo davanti un grande poeta. A lui piaceva: era un modo di passare il tempo.
    Che non sia un intellettuale lo conferma anche qua sotto Primadelle sabbie: Non sono mai esistiti i contadini e bisognerebbe che le persone facessero almeno una volta l’amore nella vita non ti sembrano frasi da demente?
    Comunque questo tizio l’ho conosciuto alla feltrinelli a Brescia e mi diede proprio l’idea che chi lo conosce lo consideri lo scemo del villaggio. Anche il nostro credeva di essere un grande poeta, fumava il sigaro e amava circondarsi di ragazzetti ai quali parlare e recitare.

  • Tetris1917

    Oggi, qualsiasi persona rilasciasse interviste e pensieri sul mondo (di merda) attuale correrebbe il rischio di essere banalizzato dal commento o dal “mi piace” di turno. Agosti è un capolavoro, e come tale bisogna trattarlo.

  • ilsanto

    Non conosco il tipo ma una cosa è certa come non dargli ragione anche perchè sarebbe fattibile domani se si volesse.
    L’uomo è schiavo di un sistema di accumulazione capitalistico demenziale e malato che non ha più senso.
    Più o meno un quarto del PIL mondiale è fatto da un centinaio di multinazionali che occupano circa una trentina di milioni di lavoratori.
    Questo vuol dire che con un minimo di buona volontà si potrebbero nazionalizzare tutte ( non solo le prime 100 ) e suddividere il lavoro cosi che lavoreremo tutti appunto le due o tre ore al giorno questo senza inficiare la produzione anzi forse ne avanzerebbe.
    Potremmo curare l’ecosistema, fare produzioni sostenibili, eliminare l’obsolescenza programmata, essere felici e mandare i miliardari a curarsi in cliniche specializzate in questa patologia.
    Magari qualcuno sentirà la mancanza della pubblicità o della ferrari ma sono certo che anche senza lo yacht troverà una ragione di esistere senza molta fatica.

  • Primadellesabbie

    Attento peró, che inciampi così: “…con un minimo di buona volontà si potrebbero nazionalizzare tutte…“…ma…loro (le multinazionali)…lo sanno?

    Si può fare un discorso come il suo, ma bisogna essere estremamente rigorosi per non sciupare i paradossi sensati, a mio parere. Non si può chiedere all’Unesco di proclamare l’Essere Umano patrimonio dell’umanità, andiamo! Ne va della dignità umana.

    E se l’Unesco rifiuta? L’opera del Padreterno sarà preceduta dai Sassi di Matera in una scala di valori?

    Potrebbe sostenere che si tratta di una provocazione, ma scrive libri, rilascia interviste… .

  • andyconti

    ma non so…io risponderei che a loro piace fumare e bere e che lo stato siamo noi e che e’ infantile responsabilizzare entita’ cosi’ astratte come lo stato. pero’ non so se questa risposta piacera’. grazie comunque

  • Hamelin

    Aggiungerei inoltre che questo buonismo è di chi se lo puo’ permettere.
    Dubito che questo tale intellettuale abbia mai preso in mano una pala ad Agosto e spalato sabbia per 10 ore sotto il sole.
    Avrebbe sicuramente una visione meno aulica e buonista della vita…ma finchè ha pappa pronta e soldi in tasca si puo’ sentire in diritto dall’alto del suo intelletto di fare la morale a chi magari pur essendo ignorante è 10,000 volte meglio di lui.

  • ilsanto

    Hai ragione non lo sanno e la speranza di far passare questa proposta nella testa della gente e poi a livello politico è bassa molto bassa ma così per curiosità non pensi che sarebbe giusto ?

  • Primadellesabbie

    In uno dei più antichi testi che si conoscano un imperatore della Cina dice (lo ho già messo da qualche parte, ripeto a mente): “Mio dovere é provvedere a tutti quelli che hanno lavorato per me, uomini e animali, e che ora sono vecchi, devo anche vigilare affinché chi é ricco non divenga troppo ricco.”

    Non vorrei usare termini come giusto o sbagliato, ma quello che tu proponi é frutto di buon senso. Qualsiasi possibilità di impegnare tutti nella ricerca di un equilibrio che metta da parte l’avidità a me sembra auspicabile.