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SIC TRANSIT GLORIA MUNDI SE VALE PER GHEDDAFI VALE ANCHE PER BERLUSCONI

DI MASSIMO FINI
ilgazzettino.it

Hanno sbagliato due volte i Pd e i grillini a volere a tutti i costi la decadenza da senatore di Berlusconi in base alla legge Severino. Il primo errore è giuridico. La Severino prevede la decadenza del parlamentare condannato a più di due anni e tale decadenza si configura come una pena ulteriore rispetto a quella comminata dalla magistratura che potrebbe benissimo non comprendere l’interdizione dai pubblici uffici. La Severino non è quindi una norma amministrativa, è una legge penale e come tale irretroattiva se più sfavorevole al reo. Il secondo errore è politico. Perchè consente al Cavaliere di «interpretare» come diceva Montanelli «la parte che gli riesce meglio: quella della vittima». Non c’era alcun bisogno di affrettare i tempi dato che fra un paio di settimane la Cassazione non potrà che confermare i due anni di interdizione comminatigli, su indicazione della stessa Cassazione, dalla Corte d’Appello di Milano. In quanto alle famose ‘carte americane’ che lo scagionerebbero è singolare che Berlusconi le presenti solo ora quando ha avuto dieci anni di tempo per farlo. Ma quand’anche la magistratura decidesse di avviare un procedimento di revisione l’interdizione rimarrebbe fino a una molto eventuale sentenza di assoluzione.

Precisato questo le cose più gravi sono avvenute nei giorni precedenti la decadenza. E sono le dichiarazioni dello stesso Berlusconi. «Il Presidente della Repubblica non deve esitare un attimo a fare, senza che io lo richieda, un provvedimento che cancelli questa ignominia», cioè il suo affido ai servizi sociali (nemmeno Adriano Sofri si era spinto a tali livelli di impudenza). A parte che i servizi sociali se li è scelti lui, se li considera umilianti poteva decidere per i domiciliari, di una gravità inaudita è stata la contemporanea affermazione che la sua decadenza «si chiama colpo di Stato». Qui siamo all’attacco frontale alle Istituzioni dello Stato. Proviamo a seguire l’argomentare, chiamiamolo cosi’, di Berlusconi nelle sue conseguenze. Se una sentenza dello Stato italiano, emessa in nome e per conto del popolo italiano, da tre giudici di primo grado, da altri tre d’Appello, di cinque della Cassazione, è, oltre che «criminale» come ha successivamente aggiunto il Cavaliere, «un colpo di Stato» vuol dire che non esiste più una magistratura legittimata ad emettere sentenze (nè vale coprirsi le pudenda affermando che non si è contro tutta la magistratura, ma solo contro una sua parte, bisogna rispettare i giudici che ci giudicano, è troppo facile, e ipocrita, rispettare i giudici che non ci giudicano). Significa la dissoluzione dello Stato, perlomeno dello Stato di diritto. E allora bisognerebbe avere la coerenza di aprire le carceri e liberare tutti i detenuti, perchè non esiste più uno Stato che ha titolo per tenerli dentro.

Il giorno prima della decadenza Berlusconi si era piegato all’umiliazione di chiedere aiuto ai Pd e ai 5 Stelle invocando rispetto per la sua persona, quando in vent’anni di tracotanza e di prepotenze non ha mai avuto rispetto per nessuno, nè per gli avversari politici («i signori della sinistra», «comunisti», «Di Pietro è un uomo che mi fa orrore», eccetera), nè per i suoi ex amici, nè per alcun altro. Quando fu linciato il suo fraterno amico Gheddafi («Raramente ho visto due uomini cosi’ legati, cosi’ affini, cosi’ fratelli» aveva affermato il finanziere tunisino Tarak Ben Ammar) Berlusconi se la cavo’ con la cinica frase: «Sic transit gloria mundi». Vale anche per lui.

Massimo Fini
Fonte: www.ilgazzettino.it
29.11.2013

Pubblicato da Davide

  • mendi

    D’accordo sul caimano. Però non se ne può più dei privilegi di cui gode la casta degli intoccabili, cioè dei magistrati. Altro che la legge è uguale per tutti o tutti sono eguali davanti alla legge.
    Tutti sì, magistrati esclusi. E non mi venga a parlare Fini di stato di diritto, non ci crede neanche lui.

  • eresiarca

    Stesso discorso che per Barnard. Non sono riuscito ad arrivare in fondo. Ma signor Fini, Lei che peraltro ha scritto pagine non banali su svariati argomenti, si rende conto che fare POLITICA in Italia, cioè in una nazione occupata che a stento conserva qualche barlume di sovranità, è un’impresa pressoché disperata? D’accordo sul fatto che Berlusconi non è uno stinco di santo (ma chi lo è tra i suoi più feroci accusatori, in primis i magistrati?), ma evitiamo di stracciarsi le vesti per le “istituzioni”, queste istituzioni della Repubblica delle Banane, che sono più marce delle classiche uova andate a male. Un “ribelle” quale Lei si qualifica non dovrebbe scendere a questi livelli, ma, anzi, dovrebbe unire alla sua indole “anarchica” una capacità d’analisi un tantino più profonda, che le farebbe vedere che la fine di Berlusconi ha molto a che fare con quella di Gheddafi e quella che, vivaddio, non riescono a far fare a Putin (altrimenti, tanto per dirne una, per scaldarsi quest’inverno dovrebbe elevare la dose di grappini che già sorbisce). In politica non si agisce con le questioni di principio di cui si fanno scudo testate con cui collabora (“Il Fatto”, per esempio) e che sono tanto facili da agitare quando ci si limita a fare il grillo parlante. Tutto questo moralismo che sento negli antiberluscones sinceramente mi spaventa e, nel Suo caso, mi sorprende.

  • ericvonmaan

    A me basta l’onore che il nostro eroe dimostrò nei confronti del suo “fraterno amico” Muhammar Gheddafi. Il suo comportamento in quella tristissima (e vergognosa per tutta l’umanità) occasione mi basta e avanza per non provare alcuna pietà ne comprensione nei suoi confronti.

    Spero solo prima o poi di poter finalmente assistere a un qualsiasi TG in cui, nemmeno una volta, venga pronunciata la parola “BERLUSCONI”

  • cirano60

    Non sono esperto in diritto ma chiedo a qualcuno che lo è, forse presente sul blog, se le sentenze sono di pubblico dominio e in caso affermativo , sarebbe un’opera meritoria reperire e pubblicare le motivazioni della sentenza di condanna per frode fiscale del sig. Berlusconi; sicchè ciascuno possa venire a conoscenza del fatti e trarne le conseguenze.

  • Aironeblu

    Ottimo commento che vale molto più dell’articolo: sottoscrivo tutto senza cambiare nemmeno una parola.

  • Aironeblu

    Cit:
    di una gravità inaudita è stata la contemporanea affermazione che la sua decadenza «si chiama colpo di Stato».

    Perchè cosa è accaduto invece nel novembre 2011, quando con una telefonata della Merkel è stato destituito l’ultimo governo eletto del nostro paese? Sono passati due anni, sarebbe tempo di accorgersi che non siamo più nemmeno formalmente un paese sovrano, invece di animarsi per lo spettacolino di serie B su Berlusconi che va in onda da quasi 20 anni.

  • mediterraneo

    .. mi sembra giusto ..

  • Primadellesabbie

    Sarei d’accordo con voi se il protagonista di questa vicenda, una volta deciso di darsi alla politica, avesse smesso i costumi e i codici di comportamento del piazzista.

    Non é stato capace perché non conosce altri modi o non ha voluto provarci, e ci ha costretti a sentirci, per tutto questo tempo, dei potenziali clienti, entusiasti dei suoi prodotti o infastiditi delle tentate vendite sue o dei suoi colporteurs travestiti da deputati e senatori.

    Provate a guardare le cose da questa ottica e molte cose risulteranno più chiare.

  • MrStewie

    anche io quoto in toto questo commento. non c’è molto altro da aggiungere…

  • MrStewie

    Da noi, sono cattolici anche gli atei. Ed il cattolico italiano è così: ora concentra su Berlusconi tutto il male possibile, mondandosi dei suoi peccati. Cancella la memoria e si scorda di cosa ha fatto la sinistra per permettere a B. di essere quello che è. E si mette le mani sugli occhi per non vedere le decine e decine di basi americani sul suo territorio: ennesimo caso pagliuzza-trave. E B., che appunto a fare l’agnello è bravissimo, regge questa farsa. E’ manifesto che B. non conti più nulla da quel novembre 2011.

  • dana74

    per fortuna che ora il parlamento è pulito e libero da clientele. Bravo Fini. Complimenti. Naturalmente il cable dell’ambasciatore spogli che ordina di far fuori politicamente Berlusconi per via dei rapporti con Putin e con Ghedafi è un’invenzione della vittima.

  • mystes

    Concordo pienamente. Il comportamento di Berlusconi nei confronti di Gheddafi fu semplicemente vergognoso. Questo sul piano umano. Sul piano politico fu un vero e proprio tradimento degli interessi italiani, visto che la Libia oltre a fornirci il petrolio ci dava una certa sicurezza contro l’assalto dei clandestini alle nostre coste.
    Bastrebbe solo questo episodio per gridare a squarciagola: B. vattene fuori dai c….. perchè non sei degno non solo di governare una nazione, ma di sedere in parlamento.

  • dana74

    naturalmene per Fini gloria mundi COINCIDE con il Washington Consensus