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SIAMO TUTTE OCHE. L'INCHIESTA DI REPORT

DI JUANARIA PIROMALLO

ilfattoquotidiano.it

Non metterò più un piumino Moncler! E dovrebbero fare lo stesso tutti quelli che come me ieri sera erano inchiodati a guardare “Siamo tutte oche”, la magistrale inchiesta di Report della sempre vigile Milena Gabanelli. Ha rischiato di essere “inforcata” da un allevatore di oche in Ungheria la bravissima giornalista Sabrina Giannini mentre indagava sull’illegale pratica della “spiumatura”. Oche blindate come in un lager. Non bisogna essere animalisti per farsi venire la pelle d’oca (ops, pardon per il calambour) nel vedere come vengono strappate le piume, il più veloce possibile, per l’equivalente di 30 centesimi di euro ad animale.

Il risultato è: 100% di animali feriti e sanguinanti, il 20% in modo grave con conseguenze letali, dopo lunga agonia. Trattamento crudele al quale vengono sottoposte quattro volte all’anno. Eppure le normative europee vietano una simile atrocità sull’animale. L’Ue consentirebbe l’utilizzo sul mercato di piumino d’oca ricavato solo dalla pettinatura. Figurarsi!

Parte di questo mercato va a riempire giubbini e giacconi Moncler. Remo Ruffini aveva recuperato negli anni 90, una vecchia azienda, Moncler, in tempi lontani fornitrice di alpinisti e maestri di sci, poi simbolo del paninaro anni 80, ma ormai brand in declino. Comasco e testardo, di studiare non ne voleva sapere, diplomato ragioniere, quanto basta per farsi due conti. Con l’aiuto finanziario del fondo Carlyle, la cura Ruffini funziona: il fatturato cresce, lui si quota in borsa, a questo punto si delocalizza. Non produce più in Italia e va in Moldavia, Romania. Ma la vera chicca sta nella Transnistria (giuro non conoscevo l’esistenza), Stato autoproclamatosi facente parte del territorio della Moldavia, dove i giornalisti non sono i benvenuti e i prezzi di produzione ancora più bassi. E la qualità del prodotto pure.

A conti fatti, il risparmio su ogni capo, rispetto alla produzione quando era eseguita in Italia, sarebbe di 30 euro. Risparmio che, su un piumino che in boutique costa intorno ai mille euro, è veramente irrilevante.

Caro Remo, un modesto suggerimento, dopo questa globale figuraccia, ritorna a produrre in Italia, magari ancora un po’ là, in provincia di Lecce, dove dopo il tuo improvviso “abbandono” hanno dovuto licenziare qualche centinaio di operai. Certo hai investito molto sulla seduzione del marchio, sulla pubblicità, d’impatto le foto a doppia pagina sul Corriere della Sera. Splendida la campagna invernale a firma Anne Leibovitz, molto cool. Oggi vesti Madonna, Carolina di Monaco e altre celebrity, sorridi soddisfatto dal tuo chalet di Sankt Moritz sul patinato AD. Ma non credi che un prodotto di lusso viva anche della sua dignità d’origine?

Prendi esempio da Brunello Cucinelli (lui non si è sottratto alle domande della Giannini) e alla faccia del made in Italy produce tutto in Italia, le ragazze fresche di assunzioni sono fiere di fare le sarte, si accontenta di un profitto di un 9% e i suoi azionisti sono più che soddisfatti. Leggo invece su “Investire Oggi”, che hai chiuso il 2013 in forte crescita di fatturato e utile. Per l’esattezza la società dei piumini Moncler ha chiuso il 2013 con un utile netto normalizzato in crescita del 17% a 96,3 milioni di euro, grazie a un fatturato anch’esso cresciuto del 19% a 580,6 milioni. Il tutto Made in Moldavia. Quasi quasi preferisco il “pataccato” Moncler di piume sintetiche.

P.S. E pensare che avevo simpatia per l’Ungheria, se non altro per aver dato i natali alla protagonista del “Il sacrificio di Eva Izsak” (ChiareLettere)

Januaria Piromallo

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/03/non-mettero-piumino-moncler/1187629/

3.11.2014

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Pubblicato da Davide

  • makkia

    Ma Sabrina Giannini non è il sicario che, sempre tramite Report, aveva "terminato" il "seccante" Antonio Di Pietro per conto dei padroni del vapore di allora, con un’inchiesta dove spacciava le particelle catastali per case? (aiutino: un pollaio può essere una particella, un terreno ne può comprendere anche trenta)

    "uh-oh… mi è semblato di vedele un gatto…"

    Che poi ha ammesso di "aver fatto un po’ di confusione" ma mantenendo "la validità di fondo dell’inchiesta".
    E’ riuscita dove decine di accuse simili avevano fallito, finendo in tribunale con pagamenti a Tonino di centinaia di migliaia di euro di risarcimenti per diffamazione.

    "Sì, sì: è ploplio lei!"

    E adesso Moncler.

    Da chi avrà avuto il "contratto", la nostra dinamica killer? L’avranno contattata nelle darknet con pagamento in bitcoin?

    E quanto alla Piromallo, lo mangia il paté sui crostini di natale? Lo sa che il fois gras si ottiene facendo ammalare di fegato le oche con ingozzamenti forzati? (il fegato ingrossato a dismisura pesa di più a parità di oca).
    Lo sa che sia l’ingrasso che la spiumatura al vivo sono metodi tradizionali della cultura contadina e non "becere manovre del capitalismo nostrano"?
    Lo sa che il piumino pettorale perde le caratteristiche di morbidezza e impermeabilità se estirpato dalla carogna? Che non sarebbe diverso dalla robaccia dei piumini di Ikea o cinesi (buoni come sudarii e di molto inferiori a una normale coperta di lana)?

    Ah, ma certo, che stupido! Il fois gras è un prodotto francese. Non è mica un’azienda italiana.
    Sono quelle italiane che devono andare in merda ed essere comprate con un piatto di lenticchie da qualche crucco o ammarracano.

  • clausneghe

    Sono quasi tutti così, i nostri "padroni". Ignoranti, insensibili, arricchiti volgari senza un minimo di morale. Per i soldi vanno in Moldavia o li attirano qui, i Moldavi, e poi magari li disprezzano e votano Lega, i padrù e  padrunsì.

    Mi piacerebbe vedere all’opera, qui e ora, il  fantasma dei Soviet, le guardie rosse che fucilavano i grassi kulaki.. Ma peggio di loro è il Sistema marcio che gli permette di fare quello che vogliono, compreso avvelenare e inquinare, senza quasi pagare fio. Padroni, Finanza, Politici e falsa informazione, eccovi il peggio. 
  • neutrino

    … ma è così difficile per l’acquirente tipo di una giacca Moncler rinunciare alla piuma naturale?

    Prima della moda dei ‘paninari’ non era così comune avere una giacca in piumino d’oca, a quanto mi ricordi. Se non altro per il prezzo, che pochi si potevano permettere.
    Oggi per capi tecnici la piuma è spesso sconsigliata, a favore di alternative sintetiche, perché si impregna facilmente di sudore, e perde la capacità isolante.
    Non ci vuole molto a capire che se l’imbottitura di una giacca è fatta di piuma d’oca, qualche oca deve averci rimesso qualcosa.. anche se onestamente non mi aspettavo tanta crudeltà.
    Ma è spesso il caso, quando si tratta di grandi volumi, magari per un tempo limitato, come accade per le mode effimere spinte dal marketing, che si cerchino scorciatoie, per aumentare la produzione rapidamente, senza fare esplodere i costi.
    Il produttore è ovviamente responsabile. Ma i consumatori, quantomeno per la leggerezza con cui si disinteressano dell’origine di ciò che comprano, sono responsabili anch’essi. E con l’aggravante, a mio parere, dei ‘futili motivi’. Cioè l’acquisto di un capo non indispensabile, solo per seguire in massa l’ultima suggestione markettara.
  • uomospeciale

    A parte la crudeltà dello "piumaggio" ormai le fibre sintetiche hanno superato  da almeno 20 anni le prestazioni termiche delle migliori imbottiture in piuma o in lana, oltre ad essere molto più igieniche e molto meno soggette a muffe, o proliferazioni di batteri, acari, e altre bestiacce schifose.

    Se la gente provasse un po’ a vedere al microscopio che razza di "fauna" si sviluppa dentro un piumino o su una pelliccia, dopo appena poche settimane di utilizzo, gli passerebbe per sempre la voglia di metterseli.
    Dopotutto sono pezzi di cadavere,  no?

    Insomma  mettersi addosso la pelle, le piume, o il pelo di un’animale con le fin troppe alternative artificiali enormemente più efficienti, pulite, ed economiche che sono disponibili oggi, non è solo di pessimo gusto, ma è anche stupido.

  • LuigiFabozzi

    quel che mi stupisce è che le persone s’indignano…

    ma dove credevate le prendessero le piume?
    il fatto è che siccome adesso va di moda si dirà tutti contro il moncler
    io lo so da dove vengono le piume… e per questo non prendo mai oggetti fatti con pezzi di animali.
    voi domandatevi PRIMA che REPORT faccia una "magistrale" inchiesta, da dove vengono tutte le cose che usate.
  • storpio

    Dato che tutto ció che esce da quella scatoletta di merda che propina una fila di cagate una peggio dell’altra, mi sorge spontanea una domanda.

    Non certo per difendere sta minchia di moncler.. 
    Ma sto Remo Ruffini, se non erro, ha già visto un calo in borsa il giorno dopo la trasmissione..
    Non é che questo elemento stava in qualche modo disallineandosi dalla dittatura..?!?!
    Non ho alcuna prova in merito è solo un sentore, un qualcosa che non quadra..
    Che non sia un mini berlusconi che vuol fare il galletto sfidando il sistema e tac..
    Na mozzata alle gambe giusto per farti capire chi comanda.
  • clausneghe

    Bravo!

  • yakoviev

    Credo che sia un fan di Renzi, comunque  Renzi lo ha citato come esempio di imprenditoria italica positiva.

  • yakoviev

    Discorsi che posso anche condividere, tranne l’ultimo. Mi pare che si tratti di un’"azienda italiana" solo a livello nominale, perchè il proprietario ne ha la cittadinanza, ma una delle mosse del suddetto proprietario è stata proprio la delocalizzazione della produzione che prima veniva fatta in Puglia.

  • Dostojevskij

    Non ho tempo per approfondire l’ennesima ondata di disgusto pubblico telecomandato, mi balza giusto agli occhi questo nome: Transnistria. La regione è da diverso tempo in stato di agitazione e c’è una forse spinta verso la Russia e da quando la situazione Ucraina si è infiammata le varie secessioni stanno per fare fronte comune. Ad occhio direi che se fai affari in quelle zone sei in qualche modo considerato vicino a quella cerchia di imprenditori che guardano troppo a est, oltre il parco giochi della Nato dove invece tutto è permesso. 

    Mettici la stoccata a chi produce in Ungheria e c’hai un paio di piccioni con una fava. Non conosco il signor Ruffini ma, sempre ad occhio e se il ragionamento di prima è corretto, dovrebbe ritenersi fortunato che il suo jet privato non si sia schiantato su uno spazzaneve guidato da un ubriaco che non ha bevuto (cit.)
  • Abrazov

    Non è che la produzione di fibre sintetiche ( pile e tessuti tecno ) sia poco  dannosa per l’ambiente. Certo nessuna oca viene spennata, ma magari parecchi territori e relativa popolazione ne rimangono irrimediabilmente inquinati, sia dalla produzione che dallo smaltimento dei rifiuti.

    Senza contare che i piumini non sono tutti Moncler .
     
    E poi, per quanto mi riguarda , la cosa più  "scandalosa" è che questi prodotti , ma immagino tutti i prodotti, abbiano un costo di produzione irrisorio ( si può arrivare al massimo a 50-60 euro a capo  producendo in Italia con tutte le normative a posto e pagando gli operai il "giusto" ) e vengano rivendute ad un prezzo 10 -15  volte superiore.
  • Truman

    Si, mi sembra ragionevole. Da qui si potrebbe partire per capire qualcosa.

  • Truman

    Comincia a far freddo e ho messo il maglione di lana. Credo sia fatto con il pelo delle pecore, ma continuo a preferirlo ai materiali sintetici. Insomma non facciamoci prendere dalla gabbanellite (imbecillità contagiosa telecomandata).

  • Truman

    In definitiva mi sembra una variante del metodo Boffo.

  • Hamelin

    Bisognerebbe domandarsi chi sono quei fessi che spendono 1.000 EUR per un piumino che vale si e no 40 EUR .

    Questi Business legati alla moda vanno semplicemente perchè c’è gente che è straricca ( in modi piu’o meno legali ) e puo’ permettersi di sprecare i soldi  e buttarli nel cesso.

    Questi della crisi , della precarietà , dei lavoratori ,di gente che non arriva a fine mese non gliene frega nulla .

    Meditate che quando non arriverete a fine mese per pagare le tasse , molte di queste vostre tasse andranno ad alimentare comportamenti di gente del genere , mentre a voi è richiesto di morire di fame .

    Complimenti all’autrice che dice che non metterà piu’ un piumino Moncler … enuncia da sola di che pasta è fatta .

  • rbk

    la cultura contadina non prevedeva l’avvento di milioni di somari con il pallino della piuma d’oca

  • rbk

    Io credo che il punto critico della trasmissione non sia stato la crudeltà del metodo di spiumaggio bensi il "criterio economico" adottato dalla monclear; soprattutto se paragonato a quello totalmente opposto utilizzato da Cucinelli.

  • Ransome

    Ma che due coglioni questi moralisti del cazzo!!! Ora si indignano per le oche che soffrono!!! Ma i piumini che usate per dormire di cosa cazzo sono fatti??!! Tutti sti animalisti/vegetariani/vegani amanti di cani e gatti e orsi della val di Non!!! Ma nessuno che si indigna per chi muore di fame e di malattie nel terzo e quarto mondo??!! Oppure siete solo invidiosi di chi ha i soldi per comprarsi un moncler da 1000 euro??!! Ma andate a cagare…

  • alsalto

    Si sta come gabanellati d’autunno in transnistria le oche.

  • MarioG

    Si sta come a 90 gradi  in transnistria Luxuria

  • GiovanniMayer

    Ecco dove bisognerebbe investire: nella ricerca per il vaccino contro la gabbanellite!

    🙂 ahahah
  • GiovanniMayer

    Credo che la quasi totalità venga dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, poi c’è una piccola parte che viene dallo sfruttamento dell’uomo sull’animale

  • Jor-el

    clan clan clip! 😉

  • Jor-el

    Giusto per precisare, non per entrare nel merito: Moncler produce anche capi in sintetico. Costano uguali a quelli in piuma.

  • makkia

    Il punto non era se delocalizza o meno, il punto è se è appetibile o meno come azienda.

    Follow the money:
    – Chi è l’esecutore di questa sputtanatura di Moncler? La Spinelli (già nota come killer prezzolato) e questa Januaria Piromallo (già dal nome urla "alta borghesia"). Una che critica Moncler per essere roba da kiloeuri in boutique ma intanto apre l’articolo con "non indosserò mai più Moncler". Cioé a dire che lei ce li ha e farà lo sforzo di civiltà di non indossaròli più. E anche se non ce li ha e lo dice come "licenza poetica" comunque ci tiene a farci capire che noi e lei siamo "compagni di boutique".
    E probabilmente è proprio perché lei in boutique ci va che era adatta a scrivere l’articolo.
    Ma questi sono gli esecutori, rimane il dubbio su chi è il mandante.

    – Perché "Moncler il delocalizzatore crudele con gli animali?" e non "Bassetti, il delocalizzatore"? O Malerba? Anche Bassetti fa piumini (come si procura la materia prima?) ma forse al momento non è interessante come acquisto…

    – Perché il confronto con Cucinelli? E’ una mosca bianca, non ha fatturati minimamente comparabili, non è neanche una media impresa come dimensioni, è semi-artigianato (anche se lo compri, devi tenerti i maitres couturiéres, col solo marchio non ci fai niente), non fa piumini.
    Quando mi confrontano "apples and oranges" io sento puzza.

    – En passant mi verrebbe anche da chiedere come mai, se produce in Transnistria (zona Moldavia-Romania), la Spinelli rischia il forcone in Ungheria?
    Potrebbe anche rendermi sospettoso il fatto che la Transnistria è un’enclave pro-russa autonoma dentro la Moldavia pro-NATO (simile al Dombass come situazione) e che l’Ungheria è stata dichiarata "stato canaglia" da Obama per la sua posizione anti-sanzioni e anti-EU.
    Sono troppo complottista? Sì, forse. Certo è una ben felice combinazione che le "atrocità contro gli animali" avvengano in queste località "pro-Putin"…

    OK?

    Delocalizzare e essere crudeli con gli animali è il dito. Io preferisco guardare la luna.
    E a mio avviso la luna è il tonfo del titolo Moncler.

  • makkia

    Ungaretti è grande e alsalto è il suo profeta.

  • makkia

    Non prevedeva neanche l’avvento degli indignati a comando.

    E adesso quei contadini non potrebbero neanche più usare le secolari poltiglia bordolese e verderame come protezione dai parassiti, a pena di perdere la "certificazione bio".

  • makkia

    La Transnistria è filo-russa di nascita. Non c’è alcuna "tendenza". Vestono ancora le divise dell’armata rossa, scrivono in cirillico, parlano russo. In Moldavia scrivono latino, parlano rumeno e i moldavi che usano ancora il russo (che sono anziani o di mezza età urbanizzati, "residuati" del periodo in cui la Moldavia era U.R.S.S.) sono malvisti e discriminati.
    La Transnistria ha fatto una vera e propria secessione: di quelle a fucilate. E sono vivi economicamente solo grazie alla Russia.

    Transnistria, Ossezia (e presto Ucraina sud-orientale) sono enclave russofone che resistono alle chimere occidentali, e che a Putin fanno molto comodo come avamposti di controllo in funzione anti-NATO.

    Sull’Ungheria anche io ho dei dubbi che sia stata "tirata dentro" nel servizio (in fondo noi non sappiamo se i forconari erano DAVVERO ungheresi, ce l’ha detto Report…).

    Ma Ruffini non è anti-NATO e non rischia niente: è un perfetto capitalista.

    Direi piuttosto che, facendo a qualcuno il favore economico-finanziario di bastonare il titolo di borsa Moncler, hanno approfittato per mostrarci "la barbarie" di chi sta dalla parte di Putin (che non è Ruffini, sono la Transnistria e l’Ungheria).
    Insomma: due oche con una fava.

  • makkia

    p.s.:
    Il piumino d’oca è vergognoso "sprecarlo" in un giacchetto che ti fa sembrare un omino Michelin, d’accordo.
    Invece il "piumone" d’oca è un’antica tradizione dei paesi freddi. Lavabile, indistruttibile, caldissimo, leggero e traspirante (la lana, pur eccellente materiale, è in una classe inferiore).
    Usato su un letto dura per sempre, il giubbotto invece si rovina. Il piumone costa sempre una Madonna, ma te lo passi per generazioni, è un elemento del corredo da sposa e un investimento per la famiglia.
    Il "sacrificio" delle oche è in un certo senso rispettoso, data la durata e l’intenso uso.

    "Cultura contadina" significa che sapevano quel che facevano, non che sono "vicini alla natura, felici e umanitari": questa è solo merda New Age, come la gnocca Na’avi che prega per l’animale che ha appena ucciso.
    Mia nonna ammazzava galline e anguille come se fossero oggetti, non "esseri dotati di sensibilità".
    E il maiale si appendeva ai ganci vivo e si sgozzava a dissanguare lentamente, perché se no non pompa fuori tutto il sangue (col quale si fa il sanguinaccio) e non si può lavorare con calma (il sangue marcisce in fretta).
    E d’altra parte la gallina si ammazza vecchia, non quando è tenera, perché produce uova.

    Gli animali sono "il grano dell’inverno": una riserva di proteine per quando c’è meno disponibilità di cibo coltivato. E vengono usati senza sprechi ma anche senza pietà.

  • Tao
    MEGLIO LA MONCLER DI REPORT E DEL FATTO QUOTIDIANO CHE SI SERVE DELL’EPISODIO PER COLPIRE I RUSSI

    Non ho mai indossato un piumino Moncler, non ho voglia di sperperare settecento euro per ricoprire queste membra mortali e passeggere. Non è un capo raffinato che fa l’uomo, lo sappiamo dai tempi dei tempi, eppure molti non la pensano così. Non ci resta che rispettare l’opinione altrui e beato chi ha denari da scialacquare per godersi, nel modo che più gli piace, la vita. Vi confesso che se avessi maggiore disponibilità mi concederei qualche tocco di eleganza in più, solo per fare un dispetto ai pauperisti e ai finti moralisti della decrescita i quali solo a sentirli mi fanno cascare i coglioni. Per quel che mi riguarda però devo impiegare i soldi per le spese quotidiane, con il costo della vita che sale e lo stipendio che quasi non copre più la sopravvivenza. Ma gli ipocriti non mi piacciono e nemmeno le oche giulive, quelle sì da spellare senza preoccuparsi del dolore inflitto, quelle che ora s’indignano per il servizio di Report dopo aver fatto dello stile la loro essenza, della forma la loro sostanza, così sconvolte da annunciare al mondo (il quale non se le fila di striscio) una tardiva contrizione in virtù dello choc subito dopo la trasmissione andata in onda sulla rete pubblica, attinente appunto al maltrattamento dei piumati.

    Sia chiaro, chi sevizia gli animali è una stramerdaccia, soprattutto laddove, con un minimo di accortezza, può evitare di infliggere sofferenze inutili alle bestie. Mi rendo conto che un piumino d’oca lo puoi fare solo con le penne d’oca ma l’operazione non deve sfociare in torture sbrigative e bisogna prestare attenzione agli approvvigionamenti in outsourcing . Nessuno può accusarmi d’insensibilità perché sono stato in passato un pioniere della materia, avendo collaborato col Ministero della Sanità alla redazione di un progetto sul benessere animale, ergo non prendo lezioni da chicchessia sull’argomento. Tuttavia, continua a farmi ridere un paese che non sa garantire il benessere delle persone e dei propri cittadini ma s’impegna “anima e core” a proteggere (spesso solo a parole) la fauna da sfruttamento economico. Bene, detto ciò si capisce lontano un miglio che questa è stata una operazione di concorrenza scorretta, di guerra economica architettata da qualche competitore al quale Report ha prestato i suoi servigi. Il programma si è già lasciato andare in passato a non innocenti compagne denigratorie di aziende italiane, leader sui mercati esteri, e lo ha fatto con informazioni sospette o elaborando teoremi unilaterali che avevano come obiettivo quello di screditare, agli occhi della pubblica opinione, campioni imprenditoriali nazionali. E’ successo con varie inchieste, spesso parzialissime, che avevano l’intento di creare complicazioni a best companies italiane attive in settori delicati dove l’intreccio tra politica ed affari è strettissimo e la competizione non sempre regolare.

    Così fan tutti in detti ambiti (italiani e non) ma la signora Gabanelli ha, in maniera incautamente spiccia, indirizzato le sue attenzioni esclusivamente su chi non le andava a genio, probabilmente imbeccata da detrattori dei nostri interessi economici statali. Le inchieste contro Eni e Finmeccanica avevano questo sapore complottistico, laddove il campo veniva artificiosamente ristretto a due attori (il Cane a sei zampe e Piazza Monte Grappa) ma non alla generalità degli operatori attivi nello stesso comparto. Ciò avrebbe permesso ai telespettatori di valutare la situazione nel suo complesso senza criminalizzare questo o quello. Evidentemente, la Gabanelli e i suoi collaboratori non erano interessati al quadro generale mentre si offrivano al re di Prussia. Report è un covo di provocatori e bisogna guardarsi bene dalle sue investigazioni ad orologeria.

    Non è un caso che sull’episodio ci abbia ricamato un giornale di qualunquisti e di forcaioli come Il Fatto Quotidiano, stracolmo di pennivendoli ipocriti, il quale parlando dei “piumini criminali” della Moncler non ha perso l’occasione per infilarci la solita invettiva contro i russi, colpendoli indirettamente con una critica alla Transnistria: “Stato autoproclamatosi facente parte del territorio della Moldavia, dove i giornalisti non sono i benvenuti e i prezzi di produzione ancora più bassi. E la qualità del prodotto pure” (potete leggere qui http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php…). Capito come funziona con questi sciacalli dei media a mezzo televisivo e stampa? Meglio la Moncler di questi perenni traditori.

    Gianni Petrosillo

    Fonte: http://www.conflittiestrategie.it [www.conflittiestrategie.it]

    Link: http://www.conflittiestrategie.it/meglio-la-moncler-di-report-e-del-fatto-quotidiano-che-si-serve-dellepisodio-per-colpire-i-russi [www.conflittiestrategie.it]

    5.11.2014