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SIAMO I MESSICANI D'EUROPA: QUESTA E' L'EREDITA' CHE CI HA REGALATO LA TRATTATIVA STATO-MAFIA

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
Libero pensiero

Seconda puntata su geo-politica e la trattativa Stato-Mafia.

L’Italia, come è noto, soffre di una anomalìa che la rende un paese difficile da gestire e per molti aspetti incomprensibile per gli osservatori esterni. Sembrano essere tutti d’accordo nel sostenere che, tale “anomalia”, sarebbe relativa all’esistenza politica di Silvio Berlusconi per un così lungo tempo.
Non sono d’accordo.
La sopravvivenza di Berlusconi non è un’anomalia, bensì la conseguenza di un’altra anomalia, quella vera, quella che determina l’attuale crisi economica e il totale sfaldamento della nazione.
Le potenze planetarie che contano, negli scorsi decenni, hanno approfittato di tale anomalia italiana, accettandola per forza di cose, e quindi operare facendo razzie a proprio piacimento sul nostro territorio. Finchè non si sono verificate una serie di contingenze (e noi ci siamo proprio dentro) che hanno modificato l’assetto internazionale e hanno trasformato l’anomalia in un elemento disturbatore e molto pericoloso. Quindi, o gli italiani risolvono la propria anomalia, in un qualche modo legittimo, reale, efficace ed efficiente (non finto, tanto per intendersi) oppure finiremo molto presto -davvero prestissimo- per essere commissariati a tutti i livelli dalla Germania, dalla Gran Bretagna, dalla Francia e dagli Usa. Magari a nostra insaputa. Perchè, va da sè, non verranno certo a dircelo e non sarà di sicuro ufficializzato con editoriali sulla stampa cartacea e sui blog in rete.
La nostra anomalia non è unica in Occidente. Esiste un’altra nazione che la pratica, il Messico.
Noi siamo come loro.
Siamo i messicani d’Europa.
La anomalia di cui parlo è relativa al rapporto tra le Istituzioni e lo Stato da una parte e la criminalità organizzata dall’altra.
Non è una originalità, questa relazione, dato che è presente in quasi tutte le nazioni del mondo.
Ma in Italia, purtroppo per noi, ha assunto -per l’appunto- una forma diversa tutta sua che è la seguente: “A differenza delle altre nazioni dove lo Stato usa, manipola e tratta con le organizzazioni criminali locali, per i propri interessi nel nome della Ragion di Stato, in Italia avviene la dinamica opposta. E’ la criminalità organizzata a esercitare il vero potere, e i loro rappresentanti usano, manipolano e determinano l’andamento dell’economia, della politica, del mercato del lavoro, finendo per determinare lo svolgimento della vita sociale del paese”. Da noi i criminali decidono, lo Stato e le Istituzioni eseguono: esattamente il contrario di ciò che accade nel resto del mondo, fatta eccezione per la Repubblica del Messico.
E’ quindi una nazione pericolosa, la nostra, considerata -dal punto di vista strategico-militare- la “più pericolosa in assoluto” nell’intero mondo occidentale, soprattutto quando si verificano delle condizioni belliche o pre-belliche, o una situazione di alterazione e sommovimento del quadro internazionale.
Come si sta verificando da 25 mesi a questa parte, con una accelerazione attuale sorprendente.
Affrontare questa anomalia, prendendo il toro per le corna, è la prima e basilare priorità da affrontare in questa nazione. Se non lo si fa, non sarà possibile nè risolvere nè affrontare nessuno dei problemi reali che ci affliggono come cittadinanza, perchè sono tutti una conseguenza della iniziale anomalia, dall’economia alla politica, dal lavoro al sociale, dalla cultura alla legalità affermata.
Sono le nuove condizioni geo-politiche che ce lo impongono, che ci piaccia o meno.
E’ la solita sfortuna dell’Italia.
E’ la solita fortuna dell’Italia.
Per una serie di complesse e molteplici variabili storiche, ci troviamo sempre di fronte a una situazione strategica che finisce per metterci nelle condizioni di NON poter più procrastinare una scelta decisiva, definitiva, estrema. Questa è la nostra fortuna, perchè è un’ottima occasione. La nostra sfortuna, invece, consiste nel fatto che -come è sempre andata a finire la maggior parte delle volte- avendo prodotto una classe politica di irresponsabili corrotti, il cambiamento di passo viene operato dall’esterno dalle potenze che contano. E naturalmente fanno i loro interessi, non i nostri. Peggio per noi che non siamo in grado di scrollarci di dosso il marcio che noi stessi abbiamo prodotto.
Perchè abbiamo sempre mancato l’appuntamento con la Storia. Per scelta di ignavia.
E così, agenti esterni finiscono per farci cambiare ciò che non funziona. E lo fanno o con le buone o con le cattive. Nel senso di: o con le bombe e/o le invasioni militari, oppure con l’applicazione ferrea di dispositivi di natura economico-sociale che vengono calati dall’alto sulla cittadinanza, costretta ad accoglierli in maniera passiva, senza minimamente comprendere ciò che sta accadendo loro.

Due giorni fa, sul blog di Beppe Grillo, è apparso un lungo articolo a firma di un giornalista di Panorama, Giovanni Fasanella, tratto da un suo libro pubblicato da Chiarelettere proprio sulla trattativa stato-mafia.
L’argomentazione centrale dell’autore è quella consueta di chi sostiene che tra il 1992 e il 1993 ci sia stata una trattativa tra apparati dello Stato e cupola mafiosa che ha poi provocato e determinato l’attuale sfracello. Ho letto con attenzione l’opinione e l’interpretazione di Fasanella e sono d’accordo con lui soltanto per ciò che concerne la descrizione delle dinamiche storiche dall’epopea del Risorgimento fino al 1990. Poi, a mio avviso, le cose sono andate invece in maniera molto diversa e in Italia, ancora oggi, è davvero molto ma molto difficile -per non dire praticamente impossibile- affrontare l’argomento con una visione ampia di insieme che esuli dal quadro provinciale del nostro nazionalismo. Ritengo, infatti, che seguitare a definire le presupposte relazioni tra membri dell’esecutivo e mafiosi come “trattativa stato-mafia” sia un errore riduttivo. Una trattativa ci fu, eccome se ci fu.
Ma fu ben altra cosa.
E avvenne nella primavera del 1987.
Fu la trattativa stati-mafie. Al plurale.
Di cui l’Italia, con la sua bella mafia siciliana e la sua bella ‘ndrangheta calabrese, era soltanto uno degli attori in campo, e non l’unico. Perchè ci fu anche la mafia vaticanense, la mafia irlandese, la mafia russa, la mafia ebraica, la mafia marsigliese, la mafia araba, la mafia colombiana; a vedersela con Usa, Urss, Gran Bretagna, Francia, Israele, Egitto, Arabia Saudita, Venezuela, Al Fatah, Stato del Vaticano.
Ma lì nacque anche la nostra anomalia che ci rende, ahimè, unici e sostanzialmente diversi da tutti gli altri.
La criminalità organizzata esiste dovunque nel mondo; appartiene alla parte oscura della specie umana.
Altrimenti non esisterebbe la polizia.
Notoriamente, in tutte le nazioni, la criminalità organizzata corrompe politici,  magistrati, imprenditori, o comunque sia ci prova, cercando di aggirare la Legge per affermare i loro loschi affari, ma lo Stato li persegue, li controlla, quando esagerano li bastonano e poi li usano quando ne hanno bisogno per operazioni (segrete o meno che siano) legate alla ragion di stato. Servono per far fare il lavoro sporco clandestino. I ruoli vengono rispettati a vicenda. E’ sempre l’Istituzione che gestisce il potere esecutivo e le singole mafie locali lo sanno benissimo e rispettano gli accordi. Quando osano alzare troppo la testa arriva sempre e inequivocabilmente la mannaia dello Stato. Non così in Italia.
E tutto ciò in conseguenza della scelta politica effettuata nella primavera del 1990, quando dopo il crollo del comunismo, proprio in base a specifici precedenti accordi avvenuti nel 1987 quando le grandi potenze e le cupole mafiose internazionali trattarono la gestione degli affari nel mondo post-comunista, in Italia venne attuata una scelta opposta a quella verificatasi in Francia, Germania, tutto l’est europeo e gran parte dell’Impero Sovietico. Quando è crollato il comunismo, nella nazione europea che contava il più agguerrito partito comunista locale (la Francia) il problema neppure si pose. I comunisti, letteralmente “evaporarono” perchè accettarono la generosa offerta da parte dello stato: o in galera o fuori dalla politica per sempre. Soltanto una trentina di dirigenti scelsero (e pagarono) lo scotto; tutti gli altri presero atto della sconfitta e abbandonarono la vita pubblica. In Germania ancora più forte, perchè gli agenti locali della Cia e del KGB finirono processati e in galera in diverse migliaia. Non così in Italia. Se, tra il 1990 e il 1991, nel nostro paese, le istituzioni avessero avuto l’intelligenza, la lungimiranza e la pulizia etica (approfittando del fatto che sia la CIA che il KGB mettevano a disposizione adeguata documentazione) di arrestare, processare e condannare per “attacco all’integrità della nazione, partecipazione a insurrezione contro i poteri dello Stato, tradimento delle istituzioni” un centinaio di persone, tra cui importanti e famosi esponenti del PCI, della DC, del MSI, ai quali affiancare quattro cardinali, quattro generali dei carabinieri e della finanza, quattro magistrati, e quattro intellettuali venduti al nemico della nazione, ebbene, allora il segnale sarebbe stato molto ma molto forte per l’intero paese. Avrebbe significato che la seconda guerra mondiale era finita, ed era finita anche la guerra fredda. Era finita l’ideologia e bisognava andare a ricostruire l’Italia tutti insieme, e si metteva fine a una pagina storica. In tal modo l’Istituzione dello Stato poneva se stessa come fiero garante arbitrale della cittadinanza collettiva, sia di destra che di sinistra, e le organizzazioni criminali avrebbero capito l’antifona e si sarebbero adeguate, accettando con enorme malumore il principio romano di Dura Lex Sed Lex. E invece no. Spudorati e immondi italiani al servizio di criminali della Cia che militavano dentro alla DC e dentro al MSI si misero d’accordo con i loro immondi criminali equivalenti del KGB che militavano ipocritamente dentro al PCI e decisero di perdonarsi a vicenda pur di salvare i gruzzoli accatastati. Centinaia di persone che negli anni 60, 70, 80 si erano costruite carriere, rendite, privilegi, dinastie familiari, grazie ai generosi appannaggi continui che fioccavano da Washington e da Mosca, sono finiti per confluire in Alleanza Nazionale e in Forza Italia, nei DS e in Rifondazione Comunista e poi da lì nel PDL e nel PD senza pagare mai il conto delle loro malefatte. Perchè fascisti e comunisti e cardinali si erano messi d’accordo per tenersi ciascuno il proprio malloppo, ottenuto grazie alla diffusione di falsità, manipolazioni, costanti alterazioni della verità, il tutto ai danni dell’erario e della collettività. E lì, in quel preciso ed esatto momento, la criminalità organizzata italiana agì con spietata abilità strategica e grande lungimiranza, che denotava una profonda e antica conoscenza del proprio pollame. Custodì amorevolmente l’accordo consociativo, battezzando la promozione di assassini fascisti e assassini comunisti e assassini vaticanensi all’interno delle istituzioni e del parlamento, che iniziò così ad essere esautorato, svilito e annacquato.
Lì si inserì, e fu un gioco da ragazzi prendere il potere.

Secondo la modalità consueta della mafia. Ovvero, senza clamore, senza pubblicità, senza visibilità.

Quell’accordo (allora definito di “pacificazione nazionale”) fu il semaforo verde per lanciare alla nazione il segnale che lo Stato di Diritto non esisteva e non sarebbe stato applicato nei riguardi di chi si metteva al servizio dei poteri forti. La Legge esisteva e pestava duro soltanto nei riguardi dei cittadini comuni e di chi non aveva mai voluto avere niente a che fare nè con la Cia nè con il KGB. E così la mafia prese il potere, perchè capì che li poteva controllare tutti e iniziò la sua penetrazione in tutti i gangli delle istituzioni occupando le dirigenze nazionali dei partrti, i consigli di amministrazione delle banche, degli enti, dei ministeri, e poi da lì acquistando tutti i media (in Italia i media sono tutti nelle mani di consorzi bancari e finanziari) la cui direzione e controllo è stata affidata a solerti impiegati di turno, sempre e del tutto consapevoli del fatto che stavano andando a servire la mafia. Non hanno scuse. E non potranno mai essere perdonati.
E’ per questo che devono andare tutti a casa.
Lo faranno con 23 anni di ritardo, senza pagare alcun dazio.
Gli italiani non lo hanno voluto fare per conto proprio, perchè siamo un popolo di cinici opportunisti, traditori e doppiogiochisti. I cittadini di destra hanno seguitato a votare per degli assassini sapendo con esattezza chi fossero, nello stesso identico modo in cui i cittadini di sinistra hanno seguitato a votare degli immondi e impresentabili individui criminali, in entrambi i casi compromessi fino al collo con forze che non hanno mai avuto -neppure per un momento- l’idea di pensare al bene collettivo degli italiani.
E così, adesso, ci dovrà pensare l’Europa che sta premendo in maniera ossessiva perchè l’Italia avvii il necessario ricambio prima che sia troppo tardi, ovvero prima che sia necessario un commissariamento forzato del paese, presentato a tutti come “governo tecnico di emergenza per rispettare gli accordi europei”. La nuova situazione internazionale lo impone, giocoforza.
Il PDL e il PD sono davvero disperati perchè non sanno che pesci prendere.
Il loro perverso e pervertito abbraccio mortale con la mafia siciliana, la ‘ndrangheta calabrese e la camorra napoletana, sta strozzando il paese, ma poichè viviamo in una economia globale esso ha travalicato i confini nazionali producendo e procurando anche gravi danni all’estero, e non è controllabile dallo stato centrale italiano.
Per via della nostra anomalia.
Da noi, infatti, la mafia è la vera istituzione nazionale. Gli altri poteri eseguono i loro ordini.
Se domani a Mosca la potentissima mafia russa commette un grave errore e pesta i piedi a Vladimir Putin che la usa e la consuma a proprio piacimento, dopo poche ore i responsabili finiscono spiaccicati a mitragliate sul piazzale antistante il Cremlino, davanti a tutti. Idem a New York, Chicago, Los Angeles, Nizza, Marsiglia, Dublino, Amburgo, Manchester, Lille, Rotterdam e via dicendo.
Non così a Tijuana o a Ciudad Juarez.
Non così a Milano o a Roma.
Per chi conta davvero nel mondo di oggi, questa situazione non è più sostenibile.
Tutto qui.
Ne vedremo delle belle.
Questo è poco ma sicuro.
Tutto il resto è fuffa per gettare fumo negli occhi e annebbiare il cervello della cittadinanza.

Sergio Di Cori Modigliani
Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it
Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/08/siamo-i-messicani-deuropa-questa-e.html
21.08.2013

P. S. Ecco come wikipedia presenta al lettore l’esistenza della trattativa Stato-mafia in Italia; se siete in grado di leggere tra le righe, capirete da soli come stanno le cose:
La presunta trattativa tra Stato italiano e Cosa nostra[1] sarebbe stata una negoziazione avvenuta all’indomani della stagione delle bombe del ’92 e ’93 tra lo Stato italiano e la mafia per giungere ad un accordo[2] che avrebbe previsto la fine della stagione stragista in cambio di un’attenuazione delle misure detentive previste dall’articolo 41 bis[3]. La trattativa è ancora oggetto di indagini giudiziarie ed è stata dichiarata reale nella motivazione della sentenza[4] del processo a Francesco Tagliavia[5] per le bombe del ’92 e ’93.[6]Secondo tale sentenza l’iniziativa per la trattativa “fu assunta da rappresentanti dello Stato e non dagli uomini di mafia”[7] e comunque ad oggi (2013) tale negoziazione non è stata definitivamente e chiaramente dimostrata. A tutt’oggi, anzi, risulta oggetto di diverse indagini, per le quali sono stati indagati diversi esponenti di Cosa nostra come Totò Riina e Bernardo Provenzano, alcuni politici tra i quali il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri[8], il suo ex socio in affari[9][10] il finanziere Filippo Alberto Rapisarda[11], il deputato ed ex ministro democristiano Calogero Mannino[12] nonché alcuni appartenenti alle forze dell’ordine come il generale dei carabinieri e capo del ROS Antonio Subranni [13] l’allora colonnello Mario Mori[14] e il suo braccio destro al ROS, il capitano Giuseppe De Donno che disse: “Decidemmo di contattare in qualche modo la mafia attraverso Vito Ciancimino per fermare le stragi, ma non ci fu nessuna trattativa”[15].Attualmente (2013), si tende a ritenere che la trattativa sia avvenuta[16] nel periodo tra la morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino[17], e che quest’ultimo possa essere stato assassinato anche perché veniva considerato un ostacolo alla trattativa tra Stato e mafia[18], secondo le rivelazioni ancora da accertare di Gaspare Spatuzza[19] e diGiovanni Brusca[20].

Pubblicato da Davide

  • totalrec

    Il Modigliani confonde la causa con l’effetto. La mafia (almeno quella parte che siamo soliti chiamare “Cosa Nostra”) è una creazione dei servizi segreti statunitensi, una delle tante organizzazioni aventi lo scopo di tenere sotto controllo la politica italiana e renderla manovrabile. E’ stata istituita subito dopo la fine della II GM, è strettamente legata agli USA e in cambio dei suoi servigi le viene garantita l’esclusiva degli appalti più lucrosi (come quello della droga). Non si governa il paese senza stringere con essa accordi aventi ad oggetto la sfera non solo economica, ma anche politica e di politica estera. Qualcosa di molto simile avviene anche in Messico e in America Latina, dove i rapporti tra servizi americani e narcotraffico locale credo non abbiano bisogno di essere sottolineati, come non c’è bisogno di evidenziare la loro natura poliedrica (interessi economici misti a interessi politici, militari, di politica estera, ecc.). Il rapporto costante e ineludibile della politica italiana con la mafia è dunque uno dei tanti effetti del nostro asservimento agli Stati Uniti scaturiti dalla sconfitta bellica, non certo la causa “anomala” dell’ingestibilità del paese. Tale “anomalia” va invece individuata nell’asservimento totale alla politica statunitense delineatosi negli ultimi 20 anni. Questa sudditanza integrale ci ha privato di ogni briciola di sovranità anche in quegli ambiti che altri paesi europei, pur essendo usciti sconfitti quanto noi e peggio di noi dalla II GM, sono invece stati in grado di tutelare.

    (GF)

  • Primadellesabbie

    É solo per caso che Messico ed Italia hanno le bandiere nazionali composte dagli stessi colori?

    (La risposta potrebbe creare più di qualche imbarazzo.)

  • Firenze137

    Insomma io mi ritengo un’analfabeta della politica ed a confronto di Cori Modigliani un ignorante assoluto. Ma come si fa a dire ha ragione l’autore dell’articolo o ha ragione chi ha scritto che la colpa è che siamo stati soggetti agli USA. La mafia, la mentalità mafiosa ramificata a livello di quartiere e direi di famiglia è dentro ognuno di noi, quando non ci incazziamo perchè magari sai che tuo zio, tuo nipote lavora in Comune e in Comune – che è casa nostra – fanno entrare esponenti, rappresentanti di ditte mafiose NOTE a tutti ai quali vengono concessi appalti in barba alla legge antimafia. I nomi delle famiglie mafiose sono su Internet, basta andare a leggerel. Intorno a questi nomi ci sono siti pieni di “altri” nomi di avvocati compiacenti, di commercialisti compiacenti, procure compiacenti. Si insabbiano denuncie e sentenze. Si PERDONO sentenze !.

    Il livello “alto” del malaffare politico – di destra di sinistra, del vaticano ecc. ci sarà pure, ma la “mafiosità” è radicata in ognuno di noi, me compreso che preferisco farmi gli affari miei piuttosto che andare dal parente ammafiato a sputargli in faccia. questa è la mafia che non si estirpa e sta a livelli molto più bassi. E questo purtoppo lo sapeve molto bene Rita Atria che si è suicidata lasciando scritta sul suo diario la frase:

    “Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarsi. Borsellino sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta”

  • Nauseato

    Lo volevo giusto scrivere io. Poi ho letto il commento che pertanto sottoscrivo.

  • Nauseato

    Chi siano gli analfabeti o viceversa gli alfabetizzati, direi che è sempre tutto da capire. Lei e Cori Modigliani a parte.

    Trovo le sue considerazioni del tutto sensate e condivisibili, ma non per questo in necessaria contraddizione con quanto scritto da C.M. vero o no e del tutto o in parte che sia.
    Infatti, dalle Alpi al Lillibeo l’atteggiamento e la mentalità mafiosa sono nel DNA italico. Longanesi aveva molto acutamente scritto:

    “Gli italiani non sono un popolo, ma un insieme di famiglie.”

    Credo che questo esprima perfettamente il concetto da lei evidenziato con altre parole e lo integri ampliandolo. Al di là probabilmente delle intenzioni di Longanesi stesso. Gli “amici”, la “famiglia” (ovviamente intesa nelle sue più ampie accezioni) qui sono praticamente tutto e non ci si può muovere se non se ne è affiliati.
    Come seconda citazione direttamente a seguire, trovo questa di D’Avanzo [giornalista] altrettanto vera quanto drammatica:

    “... Il peggio che può capitarti in Italia è farti sorprendere non protetto da un sistema di relazioni, estraneo a una forma organizzata di interessi, isolato e senza famiglia.”

    Queste due osservazioni pennellano nella loro stringatezza questo disgraziato paese come meglio non si potrebbe.

  • Georgejefferson

    La Gran Bretagna è “un Paese serio”. I conservatori inglesi cacciarono in galera il ministro Jonathan Aitken perché aveva mentito in un’ aula di giustizia su chi pagò la camera d’hotel della figlia in ferie.

    Se ne uscì con questa falsità durante la sopraccitata intervista a Luttazzi in Tv. Al tempo rimasi stupito, e non compresi subito il significato di quell’esaltazione della destra britannica, cioè di Thatcher allieva di Milton Friedman. Disse Travaglio che il ministro inglese Jonathan Aitken era stato ammanettato per quella pur minima violazione di etica politica. Applausi dal pubblico adorante, ma tonto. Vi sembra possibile che si finisca in carcere per una cosa simile, pur anche in Gran Bretagna? La realtà: Aitken era ministro per gli appalti bellici del governo Major 1992, e fu beccato a dirigere un traffico illegale di armi in una triangolazione col trafficante libanese Said Ayas e con un principe saudita, in un mare di mazzette milionarie che coinvolgevano grandi aziende inglesi come VSEL, GEC, Westland, cioè una Tangentopoli in piena regola. Mentì non sulla ridicola storia dell’hotel della figlia, ma su un incontro coi malfattori in un hotel di lusso a Parigi, pagato dal trafficante Ayas. Mentì su uno scandalo criminale di proporzioni storiche, e finì in galera, anche per aver costretto la povera figlia a mentire in tribunale. Fu sfortunato, perché questo è il Paese dove c’è un intero governo che ha mentito alla nazione sull’entrata nella Guerra al Terrorismo, che è costata la vita a 541 suoi concittadini e a circa 2 milioni fra iracheni e afghani, in un intreccio sordido con i servizi dell’odiato Berlusconi; che precedentemente aveva violato ogni norma di legalità internazionale bombardando in Kosovo 372 fabbriche pubbliche e solo 14 carri armati serbi, per poi vendere il Kosovo per intero ai privati attraverso la Kosovo Trust Agency; che ha armato i torturatori indonesiani a Timor e quelli turchi in Kurdistan. Il leader di questa banda di criminali è oggi libero e persino ammirato: l’esimio Tony Blair. E’ lo stesso Paese dove una massa di parlamentari sono stati beccati nel maggio 2009 a rubare soldi pubblici per decine di milioni di sterline falsificando fatture su ogni sorta di finta spesa; implicato fu l’intero parlamento eletto nel 2005, in galera sono finiti in 3 su 650 e per pochi mesi. Il Paese dove “lo scarico sui poveri contribuenti delle perdite delle banche d’affari ha lasciato la maggioranza delle famiglia schiacciata da tagli nel loro reddito paragonabili a quelli degli anni ‘20” (Philip Stephens, Financial Times), cioè un trasferimento truffa di immensi capitali dalla gente a chi delinque coi loro risparmi, e dove nessuno dei criminali è oggi in carcere, roba da far impallidire Tangentopoli e Craxi 200 volte. Dove i tagli all’istruzione lasciano la nostra Gelmini a sembrar compassionevole, infatti una ricerca della Ipsos Mori in Gran Bretagna ha rivelato che il vertiginoso aumento dei costi universitari pianificato dal presente governo taglierà fuori dagli atenei fino ai 2/3 (sic) degli studenti meno ricchi. Ma nelle menzogne di Travaglio questo è il “Paese serio”, quello che mette in galera i politici per aver mentito sulle vacanze di una figlia. E’ anche, incidentalmente, la culla storica del modello Neoliberista e di una delle due sedi dalla Mafia internazionale: la City.

  • Georgejefferson

    2008-2011: Wall Street entra a palazzo con Obama, in blocco, con Larry Summers (Citigroup), Bob Rubin (Goldman Sachs), Tim Geithner (FED di New York), Henry Paulson (Goldman Sachs), William Daley (JPMorgan Chase ), Gene Sperling (Goldman Sachs), Paul Volcker (Rothschild, Rockefeller), Mark Patterson (Goldman Sachs). Daley addirittura ha mantenuto 8 milioni di dollari d’interessi in JP Morgan e nessuno ha fiatato. Obama ha come maggior finanziatore della sua campagna elettorale Goldman Sachs, e infatti mentre 60 milioni di americani con figlie e mogli tremavano a rischio di sfratto e rovina finanziaria per causa delle truffe di Wall Street, Obama ha sborsato 11 mila miliardi di dollari per salvare solo i suoi amici banchieri, per primi Goldman Sachs con subito 14 miliardi di dollari. Sono prestiti scandalosi che funzionano così: Washington ci mette l’85% del denaro per ripianare i buchi delle banche, queste ci mettono il 15%. Se le cose gli andranno bene, le banche s’intascano i profitti; se invece andranno male perdono solo il 15%, perché l’85% lo ha messo il governo. L’economista Warren Mosler ha calcolato che quello che oggi negli USA è chiamato ‘Government Sachs’ ha diretto il più colossale trasferimento di ricchezza dal basso all’1% degli americani nell’intera storia degli Stati Uniti. Conflitto d’interessi di Berlusconi = 7,5 miliardi di dollari – Conflitto d’interessi di ‘Government Sachs’ = 11 mila miliardi di dollari. Fate le proporzioni. Qui è il Cavaliere a impallidire 200 volte.

  • Georgejefferson

    Tangentopoli, vergogna italiana.

    Idem come sopra, ma peggio. Negli USA le mazzette sono state molto più immorali di quanto Craxi abbia mai saputo fare. La più recente Tangentopoli americana ha trionfato sul sangue di oltre un milione di iracheni e oltre 4.600 americani, e su una nazione ridotta in macerie. Guerra in Iraq, Cheney dirige le operazioni ed è un uomo della Halliburton (si legga sopra). Halliburton importava in Iraq del petrolio sotto la supervisione USA, e lo metteva in vendita ai civili iracheni. Fu scoperto che frodavano gente ridotta alla disperazione facendosi pagare il greggio 2,64 dollari al gallone, quando l’esercito americano lo poteva importare per soli 1,57 dollari. Una tangente più ignobile di questa è difficile da ricordare. La consociata della Halliburton, Kellog Brown & Root (KBR), si face pagare 73 milioni di dollari dal governo di Bush jr. per le roulotte destinate alle truppe statunitensi; si scoprì che il preventivo per delle caserme in muratura costruite da altri era della metà esatta, Halliburton aveva amici alla Casa Bianca. KBR intascò poi 88 milioni di dollari per tre milioni di pasti destinati alle truppe che in realtà non furono mai forniti. La stessa ditta ottenne dai soliti noti l’appalto per le riparazioni radio dell’esercito statunitense in Iraq, un’attività espropriata ai tecnici militari americani e pagata alla KBR sei volte di più del preventivo dell’esercito USA. Halliburton organizzò in Iraq i cosiddetti Burn Pits, e cioè degli immensi roghi dove gettava equipaggiamento nuovo ma solo leggermente difettoso, oppure camion e jeep perfettamente funzionanti ma con un semplice pneumatico forato. Ogni pezzo di equipaggiamento così sprecato veniva poi rimborsato da Washington a prezzo di nuovo. La Tangentopoli USA ha anche visto cifre da capogiro passare dal governo a grandi aziende come Carlyle, DRS Technologies, Engineered Support Systems, United Defence Industries, e da queste aziende tornare in parte ai sopraccitati politici in contributi elettorali e, una volta usciti dai loro mandati, in consulenze milionarie.

  • Georgejefferson

    In America Obama è stato eletto coi soldi della gente. In Italia i politici si fanno leggi e trucchi per finanziarsi i partiti.

    Nel Paese col più colossale conflitto d’interessi al mondo non occorrono leggicole per trovar soldi, perché i soldi sono il governo e il parlamento, punto. I ‘ladroni’ italiani sono solo rimasti indietro, e devono rubacchiare per stare in politica. Negli USA le corporations e le lobby finanziarie semplicemente dividono elargizioni da capogiro fra i due massimi partiti a seconda di chi gli promette più favori. Un’occhiata alla documentazione della Federal Election Commission americana toglie ogni dubbio su quanto ho appena affermato. Per venire a Obama, nel 2008 egli ha preso un totale di 116 milioni di dollari dal comparto Wall Street, Farmaceutici, Assicurazioni Salute, Avvocatura, Computers, e i cosiddetti soldi della gente sono in realtà suddivisi in un pool di spiccioli da parte dei cittadini comuni, e un mare di milioni di dollari in donazioni di singoli capitalisti e investitori. Il modello Neoliberale che Travaglio esalta è proprio quello che si fregia di aver introdotto la corsa al Libero Mercato nel finanziamento alla politica, con i risultati di cui la maggioranza degli americani si vergogna.

  • Georgejefferson

    In America chi froda lo Stato va in galera.

    Falsificare la realtà oltre il livello di quest’affermazione richiede genio. Se Marco Travaglio pronunciasse questa menzogna in un bar della Middle America sarebbe linciato, meglio che ste oscenità le dica al sicuro alla RAI dei suoi patron. Ecco chi va in galera negli Stati Uniti per aver frodato lo Stato: una ragazza madre nera dell’Ohio con due bimbi che ha mentito sulla residenza per ottenere fondi pubblici per mandare i suoi figli in una scuola migliore. L’hanno processata e il giudice ha insistito su una condanna modello di 5 anni di carcere (commutata dopo rivolta popolare). Ecco chi NON va in galera negli Stati Uniti: gli autori della più scandalosa frode finanziaria della storia dell’umanità, quella che è costata il lavoro a 30 milioni di esseri umani, che ha messo in ginocchio l’economia mondiale, e che sarà pagata da due generazioni di nostri figli almeno. Sto parlando dell’amministratore delegato di Goldman Sachs Lloyd Blankfein e di John Paulson, proprietario dell’omonimo Hedge Fund, che da una parte vendevano a cittadini, pensionati, Comuni e banche miliardi di dollari in prodotti finanziari che i loro tecnici in telefonate intercettate chiamavano “merda” “fogne”, ma che i loro complici della agenzie di rating garantivano come eccellenti, mentre dall’altra scommettevano miliardi che gli stessi prodotti sarebbero falliti (trascinandosi dietro milioni di risparmiatori e famiglie). Non va in galera Joseph Cassano della AIG, che con una frode da 500 miliardi di dollari ha messo in ginocchio il sistema creditizio del pianeta, con conseguenze così drammatiche da essere già scritte nei libri di Storia. Non è in galera Dick ‘il gorilla’ Fuld, il boss di Lehman Brothers, che ha compiuto pressoché tutti i reati di falso in bilancio esistenti nella giurisprudenza americana, che ha evaso 250 milioni di dollari, che ha mentito sotto giuramento al Congresso USA. Non sono in galera, e sapete dove sono? A contare i milioni su milioni che hanno invece guadagnato dai loro reati: Goldman incassa dalla crisi che ha alimentato con immensi inganni 15 mila milioni di dollari di bonus per i suoi manager– John Paulson incassa dalla medesima truffa 12 mila milioni di dollari – Joseph Cassano 315 milioni di dollari – Dick Fuld 485 milioni di dollari, e i suoi 5 top managers mille miliardi di dollari. E questi sono solo la punta dell’iceberg, ce ne sono centinaia di impuniti così in America. Mi si dirà che uno in galera c’è, si chiama Bernard Madoff. Prima cosa Madoff ha frodato per cifre ridicole confronto ai sopraccitati, secondo non era coinvolto nel grande crimine di Wall Street, e infine costui sta dentro per un solo motivo: perché le sue vittime erano miliardari di New York, e non pensionati, insegnanti, camionisti, o coppie di semplici impiegati freschi di nozze. Questa è la realtà del “Paese serio” che Travaglio propaganda incessantemente, descritta da quelli che questo usciere nostrano non citerà mai, come il senatore Carl Levin, che ha detto: “Questa è la storia di un assalto finanziario che è costato a milioni di americani i loro lavori e le loro case, mentre ha spazzato via chi investiva, le aziende sane e i mercati… E’ una lurida storia di conflitti d’interesse e di estrema cupidigia

  • Georgejefferson

    Che i lettori sappiano cosa accade inoltre nei “Paesi seri” del Neoliberismo anglosassone sdoganati da questo usciere del Vero Potere: ci sono 40 milioni di persone che mangiano una sola volta al giorno (USA, dati Dipartimento dell’Agricultura); ci sono 45 milioni senza assistenza sanitaria (USA) con Obama che ha fatto una riforma che ha regalato per legge 70 miliardi di dollari alle assicurazioni private; c’è il sistema scolastico più iniquo del Pianeta (USA); c’è un ministro del lavoro che si chiama Jeffrey Immelt, che era l’AD di General Electric con metà della sua forza lavoro delocalizzata in Cina… è ministro del lavoro! (USA); ci sono le menzogne dell’ammirato Obama (da Travaglio) che parla di iniquità sociale e ha appena varato tagli al budget che “per ogni dollaro preso dalle tasse dei ricchi ne ruba 2 da istruzione, sanità, e benefit alle famiglie” (USA, da The Nation); c’è una situazione di Stato Sociale talmente disastrosa che Medicines du Monde ha dovuto aprire delle tende per fornire assistenza sanitaria ai poveri del quartiere di Hackney a Londra (GB); c’è un abbandono industriale che, secondo il The Guardian, “ha riportato i livelli di povertà nel nord industriale ai livelli Vittoriani della fine ottocento” (GB). Fa venire la nausea quando il falsario Marco Travaglio, uno degli uomini più informati d’Italia, infarcisce le sue prediche ad Annozero con parole come “i poveri operai italiani… il futuro dei precari”, lui che incessantemente nasconde tutti i sopraccitati disastri sociali ma esalta i loro potenti esecutori nei “Paesi seri”.

    Estratti da Barnard

  • Georgejefferson

    Ma poi,noi italiani UNICI AL MONDO sporchi e cattivi,a quale modello di “cosa nostra” ci siamo mai ispirati scimiottandolo nel nostro piccolo,e sporco (col solo messico ovvio) paese?

  • AlbertoConti

    Commentando l’altro articolo sopra: “UN ALTRO CROLLO ECONOMICO E’ INEVITABILE” ho usato il termine “associazione a delinquere di stampo mafioso” per definire la cricca finanza-politica, ma non limitatamente all’Italia (anzi, lì si parlava di GB), ma in tutto il mondo, occidentale e “occidentalizzato”, BRICS compresi. Quindi ciò che dice Modigliani è vero fino a un certo punto, più nella forma che nella sostanza. Non che male comune faccia mezzo gaudio, ma occorre comprendere le cause generali che alimentano questo andazzo e che sono epocali, universali, legate alla grande metamorfosi economico-sociale guidata dallo sviluppo delle tecnologie applicate ai fenomeni di massa. E’ “l’animo umano” che si rivela inadeguato ai tempi moderni. L’individualismo prevale sul senso del sociale, e questo è motivo di disadattamento ai tempi nuovi. Un grosso problema per la sopravvivenza alla autodistruzione del genere umano.

  • totalrec

    Vedo che si continua a mettere in un unico minestrone l’indole di un popolo (ritenendola evidentemente realtà misurabile e non astrazione teorica) e i caratteri della sua politica nazionale, che sono due cose completamente diverse e non necessariamente interconnesse tra loro. Il fatto che gli italiani possiedano una mentalità mafiosa e familista, vero o falso che sia, non implica in nessun modo la necessità per i governi italiani di intrattenere rapporti con gli ambienti della criminalità internazionale. Sono altre circostanze, di natura storica e geopolitica, e non banalmente etologica, che rendono impossibile prescindere da tale relazione.

    (GF)

  • Slobbysta

    C’è chi si sciroppa tutto..o chi solo un pochino…questo articolo sta dalla parte del pochino…
    Gli Stati non esistono più dal 48…inutile dire aAD ES.l’Italia ha perso la FIAT, non è mai stata italiana..il piano Marshall era dedicato in Italia alla sola FIAT! La mafia è appoggiata dagli USA, ma dietro agli Stati, ci stanno Uomini senza identità nazionale.

  • Primadellesabbie

    @ AlbertoConti

    Alla base di alcuni Paesi esiste una struttura organizzativa e decisionale, la cui esistenza si può desumere, che ne garantisce le regole di funzionamento. Questa struttura gode di margini di manovra e di intervento discrezionali e molto ampi. L’organizzazione “democratica” costituisce un sipario (inizialmente un progetto), a volte ingombrante, a volte funzionale, destinato a mascherare gli apparati dirigenti.

    C’é un gran affannarsi a spiegare il pro ed il contro, il grado di utilità o funzionalità delle cosiddette élites nei progetti di comunismo e fingiamo di non sapere che nel progetto di stampo liberale le condizioni di partenza, che poi si perpetuano indefinitamente, hanno le stesse caratteristiche di fondo.

    La “tenuta” di queste strutture assicura continuità (e affidabilità) a tutto il sistema, e consente di tenere a bada, oltre la così detta opinione pubblica, le organizzazioni mafiose tradizionali e anche quelle improvvisate che vediamo all’opera ultimamente.

    Chi ricorda e ripercorre la storia del pesante e improvviso attacco organizzato e diretto da De Benedetti al colosso Generale de Belgique, e alla efficacissima ed ordinata strategia difensiva messa in atto immediatamente dalle strutture dirigenti del Belgio (compreso il coinvolgimento improvviso del governo in piena notte) avrà più facilità a capire a cosa mi riferisco.

    Il martellante attacco all’Unione Sovietica e la conseguente improvvida abdicazione dell’ultimo zar, borghese ed imbolsito, pare aver prodotto effetti boomerang, imprevisti e inaspettati, proprio nella natura stessa delle strutture in questione. Queste ultime paiono annaspare in territori sconosciuti, di fronte all’improvviso incremento di aggressività dei centri di potere finanziario, verosimilmente anarchici, con cui apparentemente stanno sperimentando difficoltà contingenti nel rapportarsi.

    Rispetto a queste mie considerazioni, il nostro Paese non sembra avere mai superato una certa perifericitá (oserei dire dilettantismo, ma il discorso sarebbe lungo) cosa che consente evidentemente più spazio di manovra alle mafie tradizionali. Aspetto che Modigliani mi pare intenda sottolineare nella parte finale di questo articolo.

  • domenicodamico

    Forse una sotto specie di verità sta in un mezzo fra quello detto da dicori modigliani e jefferson, per quanto riguarda l’Italia.

    E cioè che è in atto una guerra, sul nostro territorio: da una parte le mafie, finora foraggiate più o meno dal capo yankee, dall’altro l’èlite finanziaria internazionale al comando, che vuole prendere direttamente il timone della nave italiana, ormai troppo importante in quanto portatrice insana di un debito (pubblico+privato) troppo grande per essere gestito dai mentecatti cialtroneschi dell’attuale quadro politico.

    Questa guerra è in svolgimento; o qualcuno prevarrà o sarà stretto un accordo. Io credo che si procederà con un accordo.
    La parte sacrificabile è il vertice della politica italiana, operazione mediaticamente molto spendibile.

    Il nuovo, ingenuo e impreparato, verrà indirizzato sui ‘giusti sentieri’.

  • tersite

    L’indole del popolo si può osservare dal degrado urbano che invade molte città. Soprattutto al centrosud. Quello è segno inequivocabile di ignoranza atavica. L’incapacità di comprendere che vivere in un ambiente sano e pulito migliora la salute e la propria qualità della vita, è la prova più evidente di una civiltà arretrata e, nel caso nostro, pure decadente.

  • Hamelin

    Non credo ci sia una Guerra … è l’Elitè Finanziaria Apolide che comanda su tutto .
    Loro usano per I governi mettere su i loro servi , una volta che questi hanno fatto il loro tempo li liquidano e ne mettono su degli altri piu’ ideonei ai loro scopi contngenti.
    Se poi fosse una Guerra avrebbe già vinto facilmente …Ha dalla sua l’arma piu’ potente di tutte .
    Puo’ creare denaro dal nulla.

  • riefelis

    Le solite costruzione FANTASIOSE di Cori Modigliani basate sul NULLA.
    Come fa lui a spere cosa avrebbero stabilito i “potenti” che ci comandano?

    FANTAPOLITICA!

  • geopardy

    Per qualcuno quello che dici è fuffa, perchè, magari, le loro città sono più pulite (non lo so, ma seguo certi esempi portati come indicativi a proposito della “mafiosità” italica e letti sotto questo articolo).

    Gli Usa e la Gb sono i centri del crimine planetario più becero.

    Con questo, sono d’accordo in grandi linee con Modilgliani a proposito delle occasioni perdute dall’ignavia italiana, ma le ritengo colpe molto inferiori a quelle dei paesi sopracitati.