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SI, PUO’ ACCADERE QUI DA NOI: GLI STATI UNITI E LA GRAN BRETAGNA HANNO PIANIFICATO LA CONFISCA DEI DEPOSITI BANCARI

DI ELLEN BROWN

nationofchange.org

Anche se pochi se ne rendono conto, le banche entrano legalmente in possesso dei soldi del correntista, non appena questi vengono versati. Per semplicità, sarà chiamato “correntista” qualsiasi persona o società abbia genericamente depositato dei soldi in una banca. NdT

La confisca dei depositi dei clienti delle banche di Cipro, a quanto pare, non è stata la disperata mossa una-tantum di alcuni funzionari della “troika” europea, che cercavano di salvaguardare i loro bilanci.

Un documento congiunto della FDIC (US Federal Deposit Insurance Corporation) e della Banca d’Inghilterra, datato 10 Dicembre 2012, dimostra che questi piani sono stati discussi a lungo, ed hanno avuto origine nel “Finance Stability Board” del G20 che si è tenuto a Basilea, Svizzera, il cui risultato sarà quello di fornire alle banche un chiaro titolo [di possesso] sui fondi dei correntisti.

La Nuova Zelanda ha promulgato una direttiva del tutto simile [ne ho parlato in un mio precedente articolo], la qual cosa prova che la confisca dei depositi non è una misura d’emergenza solo per quei paesi dell’Eurozona che sono in difficoltà.
Il New Zealand‘s Voxy ha così scritto:

“Il Governo sta spingendo per una soluzione in stile Cipro, nel caso fallisca una qualche banca in Nuova Zelanda, con i piccoli risparmiatori che perderanno una parte dei loro risparmi per finanziare i grandi salvataggi bancari … “.

“La OBR (Open Bank Resolution) (1) è l’opzione favorita dal Ministro delle Finanze Inglese, nel caso dovesse esserci un grande fallimento bancario. Se una banca fallisce tutti i correntisti, secondo le direttive dell’OBR, vedranno i loro risparmi ridursi nel corso della notte, in favore del fondo di salvataggio della banca”.

POSSONO FARLO ?

Anche se pochi correntisti se ne rendono conto, la banca possiede legalmente i soldi del generico depositante, non appena questi vengono depositati.

I nostri soldi diventano di proprietà della banca, e noi diventiamo creditori chirografari in possesso di “pagherò” o di “promesse di pagamento”.

Ma, fino ad ora, le banche sono state obbligate a restituire il denaro sotto forma di soldi contanti, a semplice richiesta. In base al piano FDIC-BoE, i nostri “pagherò” saranno convertiti in “azioni della banca”.
In conclusione, la banca otterrà il denaro, e noi otterremo le azioni della banca. Con po’ di fortuna potremmo essere in grado di rivendere il titolo a qualcun altro ma … quando e, soprattutto, a quale prezzo?

La maggior parte delle persone apre un Conto Corrente per poter avere una cifra “pronta cassa” per pagare le bollette, non per speculare in borsa!

Il documento FDIC-BoE di 15 pagine, si chiama ““Resolving Globally Active, Systemically Important, Financial Institutions.”.

Si comincia con lo spiegare che la crisi bancaria del 2008 ha chiarito che il coinvolgimento dei contribuenti nel salvataggio [delle istituzioni finanziarie] è necessario per mantenere la “stabilità finanziaria”.

In questo modo si sta evidentemente anticipando che il prossimo collasso finanziario sarà su una scala più grande di quanto sia il contribuente che il Congresso siano disposti ad ammettere.
Gli autori affermano:

“Un percorso efficace per restituire ben funzionanti al settore privato le banche della lista G-SIFI (2), è quello di scambiare [o di convertire in azioni] una sufficiente quantità di “debito non garantito” con i soldi dei creditori originali della società fallita [i correntisti]. Negli Stati Uniti il nuovo patrimonio diventerebbe il capitale di una o più entità operative di nuova formazione. Nel Regno Unito si potrebbe convenientemente utilizzare lo stesso approccio, ed il nuovo patrimonio potrebbe essere utilizzato per ricapitalizzare le stesse Società Finanziarie che stanno fallendo, così lo strato più elevato dei creditori diventerebbe proprietario dell’Istituto salvato. In questo modo, ed in ogni paese, i correntisti verrebbero caricati del rischio di essere soci di un Istituto Finanziario”.

Negli Stati Uniti nessuna eccezione è prevista per i “depositi assicurati”, ossia quelli al di sotto dei 250.000 USD, che pensavamo fossero protetti dall’assicurazione FDIC. Tutto ciò può difficilmente essere considerato una svista, dal momento che è la FDIC stessa che ha emesso la direttiva.

La FDIC è una “compagnia di assicurazioni” finanziata dai premi pagati dalle banche private. La direttiva è chiamata “resolution process”, e viene altrove definita come “un piano che si sarebbe attivato nell’eventualità del fallimento di un assicuratore …..”.

La semplice menzione “deposito assicurato”, seppur connessa con la legislazione vigente nel Regno Unito, non lo è con la direttiva FDIC-BoE, che continua a ritenerla insufficiente, il che vuol dire che ha bisogno di essere modificata o sovrascritta.

UN RISCHIO IMMINENTE

Se i nostri “pagherò” [i nostri depositi] vengono convertiti in azioni delle stesse banche, essi non saranno più soggetti alla tutela assicurativa, ma saranno “a rischio”, ovvero soggetti ad esser spazzati via, proprio come è capitato agli azionisti della Lehman Brothers nel 2008.

Che questo terribile scenario possa materializzarsi, è stato sottolineato da Yves Smith in un suo post intitolato “When You Weren’t Looking, Democrat Bank Stooges Launch Bills to Permit Bailouts, Deregulate Derivatives”.

La Smith afferma: “Negli Stati Uniti i correntisti si trovano in una posizione peggiore rispetto a quelli di Cipro, quanto meno se sono correntisti delle grandi banche che giocano nel “casinò dei derivati”. I regolatori chiudono un occhio sui modi con cui le banche usano i fondi dei loro correntisti per finanziare le esposizioni nei derivati. Ed i correntisti, cosa ancor più grave, non sono dei creditori senior [privilegiati, ndt], a differenza dei loro confratelli ciprioti. Vi ricordate della Lehman? Quando quella banca d’investimento fallì, i creditori non garantiti [ricordate! I correntisti sono creditori chirografari] hanno ottenuto solo 8 centesimi per ogni Dollaro che avevano depositato [8%, ndt]. La ragione più importante è che le controparti, nel caso dei contratti in derivati, ​​richiedono delle garanzie per le loro esposizioni, nel senso che diventano dei creditori privilegiati [a differenza dei correntisti, ndt]. La riforma del 2005 ha trasformato i derivati in crediti di tipo senior [privilegiati], per togliere questa assicurazione ai correntisti”.

Ci si potrebbe chiedere perché, nei derivati, la concessione di un collaterale [ovvero di una garanzia in una certa percentuale del totale] dia alla controparte lo status di “creditore garantito”, mentre invece il depositante, che mette 100 centesimi sul Dollaro [ovvero garantisce il 100%], non debba esserlo.

Spostandoci di nuovo sulla Smith, ella scrive: “Lehman controllava due piccole banche le quali, per quanto ne so, non facevano attività retail. Ma, come i lettori ricorderanno, Bank of America spostò la maggior parte dei suoi derivati ​​dalla Merrill Lynch alle due banche di cui sopra, alla fine del 2011”.

Conseguentemente, quei depositi sono ora soggetti ad esser spazzati via, se dovesse esserci una grave perdita nei derivati. Se tutto ciò dovesse accadere, quanto grave potrebbe essere questa faccenda?
La Smith cita Bloomberg: “… la holding company della Bank Of America … deteneva quasi 75.000 miliardi di Dollari in derivati, ​​a fine Giugno …”.

Cifra equiparabile con l’entità dei depositi in derivati della “JPMorgan deposit-taking” [1 bis], di proprietà della JP Morgan Chase Bank NA, che ne possiede per 79.000 miliardi – dati dell’OCC (Office of the Comptroller of the Currency – U.S. Department of Treasury).

La bellezza di 75.000 e di 79.000 miliardi di Dollari in contratti-derivati! Queste due mega-banche, da sole, detengono derivati ​​per un controvalore più grande dell’intero PIL mondiale [che è di oltre 70.000 miliardi di Dollari]. Il “notional value” (3) dei derivati ​​non è la stessa cosa del denaro a rischio, ma un cross-post tratto dal sito:della Smith sostiene che: “Si può stimare che, nel 2010, c’erano 12.000 miliardi di Dollari investiti su derivati a rischio … 12.000 miliardi Dollari costituiscono una somma molto vicina al PIL degli Stati Uniti”.

La Smith continua: “… Ricordatevi dell’effetto della revisione della legge fallimentare (2005): le controparti dei contratti in derivati ​​sono in prima linea, ovvero si accaparrano per prime gli assets dati in garanzia, e lasciano a tutti gli altri le briciole … Lehman è fallita nel corso di un fine settimana, dopo che la JP Morgan si era accaparrata tutti i collaterali [gli assets dati a garanzia, ndt]”.

“Ma la situazione è persino peggiore. Durante la crisi delle “Savings & Loans” [assimilabili alle nostre Casse di Risparmio, ndt], la FDIC non aveva abbastanza “depositi a garanzia” per le liquidazioni da effettuare nell’ambito della “Resolution Trust Corporation” (4). Dovette ottenere dei finanziamenti supplementari da parte del Congresso. Questa mossa apre la strada ad un altro salasso dei contribuenti, in stile TARP (4 bis), questa volta per salvare i correntisti”.

Forse, ma il Congresso è già stato bruciato una volta, ed è restio ad esserlo una seconda volta. La sezione n. 716 del “Dodd-Frank Act” vieta espressamente il sostegno pubblico alle attività speculative in derivati.
E l’Eurozona, dopo aver istituito il “Meccanismo Europeo di Stabilità” [il MES, che impegna i paesi aderenti a salvare le banche fallite], sembra averci apparentemente ripensato.

Il 25 Marzo 2013, infatti, il Ministro delle Finanze Olandese Jeroen Dijsselbloem, che ha giocato un ruolo di primo piano nell’imponente piano di confisca dei depositi delle banche cipriote, ha detto ai giornalisti che questo sarebbe stato il modello da attuare anche per altri eventuali salvataggi bancari, e che “l’obiettivo è che l’MES non debba mai essere utilizzato”.
Questo spiega la necessità della risoluzione FDIC-BoE. Se dovesse passare, la FDIC non avrà più bisogno di proteggere i fondi dei depositanti, ma potrà semplicemente confiscarli.

PEGGIO DI UNA TASSA

La confisca FDIC dei depositi per poter ricapitalizzare le banche è una faccenda molto diversa da una semplice tassa sui contribuenti, imposta per finanziare le spese del Governo. Il debito dello Stato, in effetti, è il debito del suo popolo, dal momento che è il Governo che fornisce i servizi alle persone.
Ma quando le banche vanno in difficoltà con i derivati, queste non stanno servendo i correntisti, che non hanno come obbiettivo la riduzione dei loro profitti. Prendere i fondi dei depositanti è semplicemente un furto.

Quello che si deve fare è aumentare i premi di assicurazione FDIC, e far sì che le banche li paghino se vogliono mantenere i loro correntisti. Ma i premi sono già elevati e la FDIC, come le altre agenzie di regolamentazione governative, è soggetta alla “regulatory capture”. (5).
Il “Deposit Insurance” è fallito, e così anche il sistema bancario privato, che dipendeva da quest’assicurazione per garantire fiducia al lavoro delle banche.

L’haircut (6) sui depositi di Cipro è stato chiamato “imposta patrimoniale”, e descritto dai commentatori come un qualcosa di “meritato”, perché gran parte del denaro depositato nei conti ciprioti apparteneva ad oligarchi stranieri, ad evasori fiscali e a riciclatori di denaro sporco.

Ma se questo modello dovesse essere applicato negli Stati Uniti, si trasformerebbe in una tassa sui poveri e sulla classe media!Gli americani ricchi non tengono la maggior parte del loro denaro nei conti bancari. Lo investono in borsa, nel settore immobiliare, negli strumenti derivati ​​over-the-counter (7), in oro ed in argento, e così via.Potete quindi considerarvi al sicuro, se avete investito il vostro denaro in oro ed in argento? Parrebbe di no – se li conservate in una cassetta di sicurezza in banca.
La Homeland Security (8) ha riferito che le banche hanno il potere di sequestrare il contenuto delle cassette di sicurezza senza un mandato, se la questione è di “sicurezza nazionale”….ed una grave crisi bancaria senza dubbio lo sarà.

L’ALTERNATIVA SVEDESE: NAZIONALIZZARE LE BANCHE

Una possibile alternativa è stata considerata [e respinta] dal Presidente Obama, nel 2009: la nazionalizzazione delle mega-banche che falliscono. In un articolo del Febbraio 2009, dal titolo “I depositi bancari non assicurati sono in pericolo?”, Felix Salmon aveva discusso la questione con Christopher Wood (uno stratega residente in Asia):

“E’ sorprendente che Obama non riesca a capire il fascino politico della nazionalizzazione …. Nonostante la battuta d’arresto, la nazionalizzazione delle banche arriverà, prima o poi, perché la realtà della situazione lo richiederà. Il risultato sarà che gli azionisti saranno spazzati via, e gli obbligazionisti saranno costretti ad effettuare uno scambio debito/azioni, e speriamo che non debbano esserlo anche i correntisti”.

Sul fatto che i correntisti avrebbero potuto essere costretti a diventare azionisti, Salmon aveva commentato:
“Vale la pena ricordare che i correntisti, presso qualsiasi banca, sono dei creditori non garantiti. Essi costituiscono, ma di gran lunga, il più grande gruppo esistente di creditori chirografari”.

Il presidente Obama ha riconosciuto che la nazionalizzazione delle banche aveva ben funzionato in Svezia, mentre il cammino intrapreso dalla Fed non aveva funzionato in Giappone [il cosiddetto “decennio perduto”].
Ma Obama ha optato per un approccio di tipo giapponese perché, secondo Ed Harrison,, “gli americani non tollereranno le nazionalizzazioni”.

Ma questo accadeva alcuni anni fa. Quando gli americani si renderanno conto che l’alternativa è rappresentata dal loro denaro trasformato in uno stock di azioni bancarie dalla dubbia vendibilità, spingere le mega-banche fallite verso il settore pubblico potrebbe cominciare ad avere decisamente più fascino.

Ellen Brown

Fonte: www.nationofchange.org

Link: http://www.nationofchange.org/it-can-happen-here-confiscation-scheme-planned-us-and-uk-depositors-1364735979

31.12.2ì013

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da FRANCO

NOTE DEL TRADUTTORE:

1) La Open Bank Resolution è una politica di lungo termine della Banca Centrale, volta a consentire ad una banca in difficoltà di continuare ad operare, ponendo il costo del fallimento principalmente sugli azionisti e sui creditori (della banca), piuttosto che sui contribuenti.

1 bis) Un “Deposit-Taking Institution è un Istituto dotato della licenza a ricevere soldi e depositi dai privati, su quali pagano degli interessi. Può essere ad esempio una società di costruzioni, una banca o anche una friendly-society.

2) Il Financial Stability Board (FSB), l’organismo internazionale incaricato di risolvere il problema delle banche “troppo-grandi-per-fallire”, pubblica una lista di “Istituti Finanziari globali di importanza sistemica”, chiamata G-SIFI. Le banche di questa lista devono rispettare delle particolari prescrizioni riguardo il loro capitale, secondo le direttive periodicamente aggiornate del FSB (3 anni).

3) Notional Value – Si tratta del valore totale di un asset soggetto a leva finanziaria. Questo termine è comunemente usato nel mercato delle options, dei futures ed in quelli valutari, e si riferisce a quella piccola quantità di denaro investito che però è in grado di controllare una posizione di notevoli dimensioni (con grandi conseguenze per il trader).

4) Resolution Trust Corporation (RTC) – E’ una società di gestione patrimoniale di proprietà del governo USA, incaricata di liquidare gli assets, essenzialmente legati alle attività immobiliari (come i prestiti ipotecari), detenuti dalle Savings & Loans (assimilabili grosso modo alle nostre Casse di Risparmio) dichiarate insolventi dall’Office of Thrift Supervision (OTS), come conseguenza della crisi degli anni ‘80. Ha inoltre preso in carico le funzioni di assicuratore del vecchio Federal Home Loan Bank Board.

4 bis) Il Troubled Asset Relief Program (TARP) è un programma del Governo statunitense per l’acquisto di assets ed azioni da Istituti Finanziari in difficoltà per dar loro modo di rinforzarsi. Fu firmato dal Governo di G. W. Bush nel 2008, in seguito alla crisi dei “subprimes”.

5) Il termine “regulatory capture” viene utilizzato con riferimento alle situazioni in cui un’agenzia di regolamentazione statale, creata per agire nell’interesse pubblico, lo fa invece in favore degli interessi commerciali, o speciali, dell’industria o del settore oggetto della regolamentazione.

6) In finanza, un haircut è la percentuale sottratta al valore di mercato di un asset utilizzato come collaterale (garanzia).

7) I Mercati Over the Counter (mercati OTC) sono caratterizzati dal fatto di non avere i requisiti riconosciuti ai mercati regolamentati. Sono mercati in cui la negoziazione si svolge al di fuori dei circuiti borsistici ufficiali.

8) Homeland Security è un cosiddetto termine-ombrello (si chiamano così, nel linguaggio anglosassone, quei termini usati per coprire un ampio numero di funzioni o di elementi che rientrano sotto un’unica comune categoria), relativo allo sforzo nazionale statunitense per la prevenzione degli attacchi terroristici nel paese, per ridurre la vulnerabilità al terrorismo e minimizzare i danni derivati dagli attacchi che dovessero verificarsi.

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    Va introdotta la pena di morte per la bancarotta, come in Cina.

    Colpirne uno per educarne cento.
  • borat
    anche un bambino capirebbe che impoverire ulteriormente la popolazione trattenendo arbitrariamente i nostri soldi in banca provocherebbe tumulti e rivolte incontenibili mentre sarebbe molto più semplice ottenere lo stesso risultato svalutando la valuta corrente

    per questo motivo questo articolo è inutile e dannoso perché dice cose non vere e mira a creare allarmismo e catastrofismo (e poi non si riferisce neanche all’Italia ma ad altre nazioni).

  • Santamonica

    Bene, lo facessero. E togliamo il contante. Si arriverà prima ad uno scontro sociale e ad un’acquisizione di responsabilità da parte di tutti. Poi si deve nazionalizzare.

  • luiginox

    che ci fanno coi nostri soldi e tutto il casino che seguirebbe se possono stamparsene quanti ne vogliono senza chiedere niente a nessuno?sono anni che stampano valore immaginario che chiamano dollari.li creano dal nulla.allora perchè cercarsi rogne?articolo creato e destinato a seminare panico.cui prodest?

  • makkia

    Trattenere arbitrariamente i soldi non è altro che quello che si fa nelle "corse agli sportelli" e che si è fatto a Cipro.

    Svalutare per salvare le banche invece non si è MAI fatto: è più semplice rubare ai contribuenti.

    Costringere SOLO i correntisti di UNA certa banca a prendersela in quel posto, lascia tutti gli altri spaventati ma non genera una corsa agli sportelli delle banche non ancora fallite (e che ti diranno "con assoluta certezza" che sono ancora solide).

    Quanto al fatto che "anche un bambino capirebbe…" il problema è che questi qui NON sono bambini ma banditi: non è che "non capiscono", capiscono benissimo e se ne fregano.

    Infine quali sarebbero, esattamente, le "cose non vere"?

    p.s.: in Italia hanno appena abbassato da 100 a 50.000€ la cifra "coperta da fondo assicurativo" interbancario. Secondo te che fine fanno i soldi sopra i 50.000 in caso di fallimento?
    La differenza tra vedersi sparire i soldi perché diventi "creditore non privilegiato del fallimento" e vederseli sparire perché diventi "azionista" e quindi devi contribuire al risanamento a te sembrerà fondamentale, ma a me sembra la stessa identica cosa: non li rivedrai mai più.

  • RenatoT

    infatti… intanto le banche accreditano con un Invio i soldi e poi si sequestrano i beni reali.. 

    Ma tu dici che se ne fanno quelli che stanno piu’ in alto? I proprietari delle banche?
    Riducono la popolazione mondiale… semplice. 
  • gimo

    Ascolta,  INFORMARE   la gente non è mai inutile.

  • lucamartinelli

    Tutto interessante…nel frattempo qualcuno scrive da 6 anni che possiamo sempre togliere i nostri risparmi dalle banche…coraggio!! Siamo ancora in tempo.

  • Zret

    La banche FINGONO di fallire per far fallire i cittadini e gettarli nella miseria. 

    Il banco ed i banchieri vincono sempre. 
  • Zret

    Quis custodiet custodes? 

    I politici “onesti” sono quelli che non sono stati ancora colti con le mani nel sacco

    L’anno prossimo l’I.V.A. su molti prodotti e servizi sarà portata al 25,5 per cento e nel contempo saranno aumentati parecchi balzelli. Che senso ha inasprire la pressione dei vari gravami fiscali? Lo stato aumenterà in questo modo il gettito? No. 

    Anche un deficiente capisce che i cittadini già tartassati non possono essere spremuti indefinitamente: alla fine dai limoni non si riesce ad ottenere neppure una goccia. Le pecore vanno tosate, non scorticate. E’ palese che il ricavo per l’erario continuerà a diminuire, insieme con la costante flessione dei consumi associata al fallimento di aziende ed imprenditori. Allora perché i vari governi seguitano ad introdurre e ad incrementare i tributi, se sanno che tale politica deprime l’economia e favorisce l’evasione? 

    Per comprendere gli eventi di questi tempi finali, occorrono nuove, inedite chiavi di lettura. L’inasprimento della pressione fiscale ha come scopo precipuo la sadica vessazione dei cittadini e la loro riduzione in uno stato di indigenza. I ricchi ed i cosiddetti potenti navigano già nell’oro e non hanno alcun bisogno di altro denaro. Le risorse finanziarie solo in minima parte sono destinate ai servizi, il resto serve per garantire il lusso ad una pletora di funzionari e di parassiti, ma giganteschi ladrocini ed artifici contabili da soli bastano per soddisfare questa esigenza. Di nuovo: non è necessario dissanguare ulteriormente i cittadini, pardon i sudditi. 

    Oggi molti, delusi dal Movimento cinque stelle e da altre formazioni, confidano nei nuovi profeti del nulla, Salvini e la Meloni. Non si è ancora compreso che il sistema confeziona sempre nuovi feticci: un bambolotto ne sostituisce un altro. Il popolo è un eterno bambino capriccioso. Il fantolino, stancatosi presto di un balocco, piange e strepita per averne un altro che è quasi uguale al precedente. Dopo che i genitori gli hanno acquistato il nuovo giocattolo, il pargolo dopo un po’ non ci trova più gusto e ne vuole un altro e così via. 

    Alla massa l’establishment dona sempre nuovi pupazzi. Qualche idea di Salvini e della Meloni è pure condivisibile, non difettano di una dialettica talora persuasiva, ma essi, volenti o nolenti, sono organici agli apparati e gli apparati sono del tutto irriformabili. D’altronde in passato l’esecutivo, sostenuto dai partiti cui appartengono i due imbonitori, non ha neppure abolito l’I.R.A.P., a differenza di quanto promesso e strombazzato. Avrebbero credibilità solo se aggredissero, senza mezzi termini, il signoraggio bancario e la  geoingegneria clandestina [www.tanker-enemy.eu]

    Che cosa ci si può attendere in una realtà in cui non esiste alcuna differenza tra Stato e mafia, dove la corruzione è endemica, radicata, dove chi controlla e vigila è più disonesto del più incallito delinquente ? 

    Quando ho appreso dello scandalo romano, con l’osceno connubio tra criminalità organizzata e classe “politica” capitolina, sono rimasto sconvolto, ma non per il marciume scoperto di cui ogni persona con un po’ di sale in zucca può solo essere certa, ma per il fatto che qualche giudice ha indagato e persino disposto misure cautelari. E’ immaginabile che in uno 
    Stato guasto come quello italiano agisca qualche magistrato integerrimo? Forse le inchieste, destinate comunque ad arenarsi ed a rivelarsi un fuoco di paglia, servono solo ad esacerbare l’opinione pubblica affinché, azzerata l’attuale casta, sia spianata la strada a banditi addirittura peggiori. 

    Lo ripeto: il sistema non può essere in nessun modo riformato e neppure leggermente migliorato, poiché nel suo D.N.A. albergano il pervertimento e la frode. 

    Non ci si illuda che la situazione possa evolvere: i politici probi (pochissimi) sono subito silurati o è loro impedito di agire; tutti gli altri sono dei briganti. Alle prossime consultazioni elettorali vedremo probabilmente la Lega nord celebrare un inutile trionfo ed il Movimento cinque stelle, logorato da contraddizioni, tentennamenti ed ambiguità, affondare. Nel contempo affonderà l’Italia… e non solo.