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SI FA PRESTO A DIRE BONINO

DI MARCO TRAVAGLIO
ilfattoquotidiano.it

Molti italiani vorrebbero Emma Bonino al Quirinale. Perché è donna, perché è competente, perché è onesta e mai sfiorata da scandali, perché ha condotto battaglie spesso solitarie per i diritti civili e umani e politici in tutto il mondo, forse anche perché è sopravvissuta a Pannella e perfino a Capezzone. Insomma, un sacco di ottimi motivi, tutti veri e condivisibili. Ma della sua biografia, in questo paese dalla memoria corta, sfuggono alcuni passaggi politici che potrebbero indurre qualcuno, magari troppo giovane o troppo vecchio per ricordarli, a cambiare idea e a ripiegare su candidati più vicini al proprio modo di pensare. A costo di essere equivocati, come ormai accade sempre più spesso, complice il frullatore del web, li ricordiamo qui per completezza dell’informazione, convinti come siamo che di tutti i candidati alle cariche pubbliche si debba sapere tutto. “Conoscere per deliberare”, diceva Luigi Einaudi, cuneese come lei.Nata 65 anni fa, la Bonino è stata parlamentare in Italia sette volte e in Europa tre volte, a partire dal lontano 1976. Da sempre radicale, si è poi candidata nel ’94 con Forza Italia fondata da Berlusconi, Dell’Utri, Previti & C., e col centrodestra berlusconiano è rimasta alleata, fra alti e bassi, fino alla rottura del 2006, quando è passata al centrosinistra. Ha ricoperto le più svariate cariche: deputata, senatrice, europarlamentare, commissario europeo, vicepresidente del Senato, ministro per gli Affari europei nel governo Prodi.

Ed è stata candidata a quasi tutto: presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, presidente delle Camere, ministro degli Esteri e della Difesa, presidente della Regione Piemonte e della Regione Lazio, alto commissario Onu ai rifugiati, rappresentante Onu in Iraq, addirittura a leader del centrodestra (da Pannella, nel 2000).

Nel ’94, quando si candidò per la prima volta con B., partecipò con lui e la Parenti a un comizio a Palermo contro le indagini su mafia e politica. Poi, appena eletta, fu indicata dal Cavaliere assieme a Monti come commissario europeo. Il che non le impedì di seguitare l’attività politica in Italia, nelle varie reincarnazioni dei radicali: Lista Sgarbi-Pannella, Riformatori, Lista Pannella, Lista Bonino.

Nel ’99 B. la sponsorizzò per il Quirinale, anche se poi confluì su Ciampi. Ancora nel 2005, alla vigilia della rottura, la Bonino dichiarava di “apprezzare ciò che Berlusconi sta facendo come premier” (una legge ad personam dopo l’altra, dalla Gasparri alla Frattini, dal lodo Schifani al falso in bilancio, dalla Cirami alle rogatorie alla Cirielli) e cercava disperatamente un accordo con lui. Sfumato il quale, scoprì all’improvviso i vizi del Cavaliere e le virtù di quelli che fino al giorno prima lei chiamava “komunisti” e “cattocomunisti”.

Molte delle sue battaglie, referendarie e non, coincidono col programma berlusconiano: dalla deregulation del mercato del lavoro (con tanti saluti allo Statuto dei lavoratori, articolo 18 in primis) e contro le trattenute sindacali in busta paga. Per non parlare del via libera alle guerre camuffate da “missioni di pace” in ex Jugoslavia, Afghanistan e Iraq. E soprattutto della giustizia: separazione delle carriere, amnistia, abolizione dell’azione penale obbligatoria, responsabilità civile delle toghe e no all’arresto per molti parlamentari accusati di gravi reati: perfino Nicola Cosentino, imputato per associazione camorristica.
Alle meritorie campagne contro il finanziamento pubblico dei partiti, fa da contrappunto la contraddizione dei soldi pubblici sempre chiesti e incassati per Radio Radicale.

Nel 2010 poi la Bonino fece da sponda all’editto di B. contro Annozero : il voto radicale in Vigilanza fu decisivo per chiudere i talk e abolire l’informazione tv prima delle elezioni.

Con tutto il rispetto per la persona, di questi errori politici è forse il caso di tenere e chiedere conto.

Marco Travaglio
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
6.04.2013

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Dopo la Carfagna, la Biancofiore e la Prestigiacomo, arriva a sostegno della candidatura al Quirinale di Emma Bonino niente meno che Matteo Quero col suo circolo “Nessuno escluso” (http://www.nuovavicenza.it/2013/04/nessuno-escluso-appello-per-bonino-presidente/) (liberali rawlsiani, la mente filosofica del gruppo è il presidente di Aim, Paolo Colla). L’amicone del sindaco Variati e del diletto portavoce Bulgarini ha lanciato una petizione a favore dell’ex senatrice radicale con il solito elenco di motivazioni banali: riforme radicali, società aperta, riaffermazione dei principi costituzionali, inclusione di tutti i cittadini, innovazione, maggiore integrazione politica europea. Non è citato lo spinello libero, unico elemento umanamente simpatico dell’antipaticissima badessa laica. Strano.

    Il primo a proporla come nuova presidente della Repubblica è stato Mario Monti, come lei ex commissario Ue (entrambi su nomina di Berlusconi, con cui rivaleggia in ipergarantismo amnistiatore), e già qui… Ma il torto di Emma Bonino è semplicemente di essere Emma Bonino. Si sente sempre dire: a lei e ai Radicali dobbiamo le conquiste civili degli anni ’70, nel suo caso specialmente il diritto all’aborto. Premessa: la legge 194 sull’aborto è da difendere perchè fino a prova contraria non è obbligatorio essere anti-abortisti né tanto meno cattolici. Quel che infastidisce di questa donna inquietantemente ossuta e perennemente agitata è che nella sua concezione femminista abortire diventa una pratica al tempo stesso meccanica e da totemizzare, con lei nella parte dell’assatanata predicatrice di feti morti – e, ai tempi, fatti morire dalla sua stessa mano con un vaso e una pompa da bicicletta. Abortire, invece, deve sì essere un diritto, ma resta pur sempre, e come tale va considerato, un atto doloroso, da compiere con tutti i crismi, le cautele e dopo averci pensato non una ma dieci volte. Non un gesto da crociata né una banale operazione chirurgica.

    Tuttavia il rigetto per una Bonino for president, per quanto mi riguarda, ha ben altre ragioni. Squisitamente politiche. La Giovanna d’Arco radicale è da decenni, come il suo mentore Pannella, la foglia di fico del regime partitocratico contro cui tanto si scagliava, fatto salvo il posarsi di fiore in fiore da una coalizione all’altra, dal centrodestra (dal 1994 al 2006) al centrosinistra (dal 2006 a oggi), non facendo soverchie differenze fra chi combatteva prima e chi attaccava  dopo (non per niente, uno della loro nidiata è Capezzone, che quanto a coerenza te lo raccomando). C’è da riconoscerle che non conosce gli eccessi di narcisismo patologico di Pannella, il suo presenzialismo parolaio, il suo indecente vittimismo con scioperi della fame e della sete moralmente ricattatori e consapevolmente impotenti. Ma mentre lui, digiuni gandhiani a parte, è uno che mangia mezzo chilo di spaghetti a colazione e fino a qualche anno addietro conservava una gioviale fisicità, la Bonino è magra, incorruttibilmente magra, robespierrianamente bruciante le calorie nella vampa totalizzante dell’ideale.

    E il suo ideale è un mondo dove i falsissimi diritti umani (http://www.peacelink.it/nobrain/a/18450.html) trionfino con le buone o con le cattive, e con essi, anche se lei non ne fa parola, il nostro omologante modo di vivere, che poi è quello mutuato da sessant’anni dagli Usa, e i nostri interessi economici, che lei finge di non vedere. A qualsiasi prezzo: nessuna guerra, nessuna intrusione è abbastanza giustificata se c’è da spazzar via regimi e tradizioni che non si adeguano all’etnocentrismo occidentale, di cui lei si pone a vestale guerriera. Così, la pacifista nel 1995 fu una guerrafondaia accanita contro la Serbia in Kosovo, e nell’Afghanistan talebano si comportò da isterica intollerante (http://www.blitzquotidiano.it/frase-del-giorno/massimo-fini-su-emma-bonino-1168842/) quale è, meritandosi l’arresto. Fra il battersi per una super corte marziale planetaria (la solita giustizia di parte, s’intende occidentale) e andare in giro per il mondo a fare la missionaria apripista di ong ficcanaso e multinazionali predatorie, la casta diva ha trovato il tempo per farsi eleggere varie volte in parlamento (sette a Roma e tre a Strasburgo, a partire dal lontano 1976), fare il ministro degli affari europei nel secondo governo Prodi, correre per la presidenza della Regione Lazio, e contemporaneamente piagnucolare perché le tv di regime non le danno abbastanza visibilità – anche se, pure qui, il maestro Marco la supera in peggio di varie spanne, in fatto di chiagni e fotti.

    Va da sé che un tipo così non può che essere filo-israeliana, e su questo, come si dice, basta la parola. Pare che fra i grillini goda di una certa simpatia perché i Radicali sono stati storicamente gli unici sostenitori della democrazia diretta in Italia. Vero, ma domando: se mai un giorno un democraticissimo voto popolare dovesse mandare a quel paese la sua amata Europa tecno-finanziaria, le sue care guerre umanitarie, l’agognato liberismo all’americana (pardon, “modernizzazione sociale”, l’ipocrita nom de plume), se insomma il sistema referendario, altro indubbio ma malamente utilizzato merito della pattuglia radical, dovesse contraddire l’odiosa Emma, lei che farebbe, invocherebbe le armi di qualche illuminato paese straniero – indovinate quale – per rimettere le cose boninamente a posto? PS. Se alla presidenza della Repubblica si vuole un pacifista vero, ma soprattutto una coscienza senza doppi strati e falsità ideologiche, allora il nome circola già: Gino Strada.

    Alessio Mannino
    Fonte: http://www.nuovavicenza.it
    Link: http://www.nuovavicenza.it/2013/04/bonino-al-quirinale-ma-non-scherziamo/
    6.04.2013

  • Tao

    Emma Bonino è un OGM… faccia il Presidente della Monsanto

    Con grande preoccupazione abbiamo ascoltato della candidatura di Emma Bonino a Presidente della repubblica Italiana.

    Rammento che Emma Bonino, nel periodo alla Commissione Europea e non solo si impegnò molto a favore degli OGM

    1. introduzione delle soglie di tolleranza di OGM negli alimenti, senza etichettatura, che avviarono la contaminazione e commistione dellle derrate alimentari nei supermercati italiani e dell’ambiente, attraverso il Trasferimento Genico Orizzontale delle particelle di DNA transgenico nei batteri e nell’ambiente…

    2. raccomandazioni per la coesistenza (impossibile) con le coltivazioni OGM… per fortuna non applicata in Italia

    3. promotrice della Marcia degli “Scienziati” Manipolatori del Dna, che volevano essere liberi di invadere l’Italia con gli OGM…

    4. Interventi continui sulla stampa a favore della contaminazione con OGM senza eitchettatura anche dei prodotti Biologici…

    cavillo di Troia che avrebbe dovuto consentire finalmente (per la Monsanto e le altre Multinazionali transgeniche), anche la semina di OGM in Europa e in italia

    … e molto altro…

    ….insomma

    un’ottima Presidente dellla “Repubblica secondo Monsanto”….

    Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo

    ACCADEMIA MEDITERRANEA PER L’AGROECOLOGIA E LA VITA (AMA la Vita)

    ————

    Studio AGERNOVA – Servizi Avanzati per l’Agroecologia e la Ricerca
    Loc. Viepri Centro 15, 06056 Massa Martana (PG)

    La Bonino, in un articolo su repubblica del 2009 (riportato di seguito), confonde ben bene le idee alla gente sulla Coesistenza con gli OGM e necessità di contaminare il Biologico… Per quel motivo andai con Beppe Grillo al Parlamento Europeo, ospiti di Giulietto Chiesa, cercando di scongiurare l’approvazione della contaminazione dei prodotti biologici con OGM … senza etichettature… e partecipai con interventi allo show di Beppe Grillo “reset” a Rieti… ma non ci fu nulla da fare… passò la soglia di “intolleranza” di 9 grammi di OGM per kg di ingrediente (0,9%) , quale “Cavillo di troia” per consentire poi le coltivazioni di OGM… come si può capire facilmente dall’articolo della Bonino.
    Ora il M5S deve chiedere con forza che l’Italia applichi la tolleranza zero OGM sul Biologico e in tutti gli alimenti, come tutela della sicurezza ed informazione corretta dei consumatori, ai sensi del codice dei consumatori ed utenti… con tests Presenza /assenza di OGM ed etichette obbligatorie per i prodotti importati… visto che in Italia gli OGM non si possono coltivare.

    PS: Nel gioco delle Parti, come potete leggere dall’articolo della Bonino, Carlin Petrini, Presidente di Slow Food, chiedeva una tolleranza di OGM nel Biologico di solo 1 grammo per Kg di ingrediente (0,1%)… ?!! … prendendo in giro gli Italiani con un “Cavillo di Troia” un pò più piccolo… ma sempre (in) tolleranza di OGM nel Biologico si tratta…
    Per fortuna oggi c’è Il M5S e una promessa di Beppe Grillo al tempo di aiutarci a fermare gli OGM in Italia: Forza Ragazzi !!

    Saluti,
    Prof. Giusepep Altieri

    OGM, PERCHE’ LA NORMA UE GARANTISCE I CONSUMATORI

    La Repubblica – 25 novembre 2008 di Emma Bonino*

    Caro Direttore, Ho letto con attenzione l’articolo di Carlin Petrini sugli Ogm e il loro supposto “assalto” al biologico (La Repubblica, 20 novembre). Posso dissentire con le sue tesi, nonostante la nostra comune età ed origine braidese? 1) Per Petrini il 1° gennaio 2009 sarà una giornata di lutto perché segnerà la scomparsa definitiva dell’agricoltura biologica. Tranquilli: quella fatidica data non cambierà una virgola della normativa europea per quel che riguarda la soglia di presenza accidentale di Ogm nel biologico. Il regolamento comunitario che entra in vigore il 1° gennaio prossimo è la mera applicazione di quanto già previsto dalla Commissione europea con la sua Raccomandazione del 2003 (556/2003) sulla coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche, e il Regolamento dello stesso anno (1829/2003) sugli Ogm, dove viene indicato che la presenza accidentale di Ogm dei prodotti alimentari, sia convenzionali che biologici, non deve essere segnalata sull’etichetta se il livello è e resta al di sotto della soglia del 0,9%. Nulla di nuovo sotto il sole, quindi. 2) Petrini chiede di fissare la soglia a 0,1%, cioè la percentuale minima rilevabile. Segnalo che neppure la federazione mondiale per l’agricoltura organica (IFOAM) è su una posizione così integralista (e isolata: in Europa solo 4 Stati membri su 27 la sostengono). L’IFOAM è per un totale divieto dell’ingegneria genetica ma realisticamente sostiene, tenuto conto che prodotti Ogm sono già in circolazione, sugli scaffali come nei campi, che qualsiasi soglia, anche de minimis, non può che essere decisa arbitrariamente ed è quindi di per se in contrasto con i principi della coltivazione organica. Meglio quindi una legislazione meno stringente che non obblighi i produttori di biologico a costose analisi: diversamente, agli occhi dell’IFOAM, al danno si aggiungerebbe la beffa. 3) Nessun Consorzio di tutela ha un prodotto che si vende perché biologico. Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele vendono per miliardi di euro ed esportano in tutto il mondo, come prodotti di punta del Made in Italy, perché sono sani, certificati, controllati e buoni, anche se provenienti da allevamenti che usano mangimi contenenti fino al 60% di soia da Ogm. E non può sfuggire ad alcun consumatore avvertito che il biologico che si vende nei supermercati è nella stragrande maggioranza impresso con il marchio dello stesso supermercato (GS ha ScelgoBio, Coop ha il suo…). Insomma, gli azionisti di riferimento del “Biologico Spa” sono le grandi catene di distribuzione dell’alimentare che hanno appena finito di affamare Parmigiano Reggiano e Grana Padano costringendoli a vendere le loro forme ad un euro sotto il prezzo di costo. 4) Ultimo punto, quello della sicurezza. Quante altre volte dovremo leggere notizie come quella della settimana scorsa proveniente da Pisa, dove ad una kermesse alimentare sul cibo naturale ci sono stati 9 intossicati, tra cui 3 bambini? Sono anni che mi batto contro l’equazione un po’ semplicista “prodotto senza Ogm uguale prodotto sicuro”, che oltretutto suona come pubblicità ingannevole. Invece c’è forse una lezione da trarre dall’esperienza del mais Bt (l’unico Ogm coltivato in alcuni paesi europei), più sicuro per l’ambiente perché non usa pesticidi, più sicuro per il consumatore perché ha meno fumonisine, sostanze altamente tossiche alla salute umana abbondanti nel mais tradizionale ma ancor di più in quello biologico, e più conveniente per i coltivatori che arrivano a guadagnare fino a 400 euro in più per ettaro. Invece di nascondere a se stessi tutte queste criticità volando eccessivamente alto, a me pare più serio dire: facciamo un prodotto sano e garantito, sicuro per il consumatore indipendentemente dal suo metodo di coltivazione. Pensare di garantire solo quel 2% di italiani che acquistano biologico è a dir poco elitario. E chiedere di aumentare i prezzi dei prodotti alimentari convenzionali del 2-4%, come propose Petrini l’anno scorso, per agevolare una migrazione al biologico è una scelta irrispettosa della gente che già ha difficoltà a fare la spesa e, soprattutto, non garantisce maggiore sicurezza alimentare. *Vicepresidente del Senato

    —————–
    ulteriori informazioni sulla Bonino…

    Il giorno 06/apr/13, alle ore 01:13, Livio Giuliani ha scritto al fatto quotidiano:

    Caro Direttore

    il collega Prof. Giuseppe Altieri, noto agroecologo, esprime in calce il suo disappunto per questa campagna di stampa favorevole che sostiene la candidatura di Emma Bonino alla Presidenza della Repubblica. Candidatura nefasta, per le ragioni che il Prof. Altieri spiega bene.

    Aggiungo che la famosa campagna per le presidenziali che Emma Bonino fece anni fa è stata pagata da noi. Perché fu pagata con 6 dei miliardi versati dalla RAI a Radio Radicale per acquistare:

    1) il diritto a svolgere un servizio, quello delle riprese delle sedute del Parlamento, che era ed è sempre stato della RAI;

    2) le stazioni radio fatiscenti di Radio radicale, con la motivazione, all’apparenza, truffaldina, che trattavasi delle stazioni radio dedicate alle riprese del Parlamento, mentre Radio Radicale tratteneva nel suo patrimonio le stazioni radiotrasmittenti efficienti. Dopo una segnalazione dei sindacati RAI, per i quali le stazioni cedute da Radio Radicale non erano praticabili perché in contrasto con le norme del d.lgs. 626/1994 -, come mi fu riferito allora da un tecnico addetto al Centro RAI di Pescara – San Silvestro durante una mia verificazione disposta dal TAR Abruzzo Sez. Pescara – la RAI affidò proprio a Radio Radicale la “gestione” delle stazioni in tal modo acquisitate; di fatto per le trasmissioni parlamentari vennero utilizzati gli impianti costruiti dalla RAI e le altre, in generale, non vennero piu’ utilizzate, salvo la corresponsione da parte della RAI di un esoso canone di gestione.

    Segnalo che la pretesa titolarità dei diritti di ripresa delle sedute parlamentari fu rivendicata da Radio Radicale, non senza manifestazioni degli attivisti del partito Radicale, e riconosciuta dal Presidente del Consiglio Ciampi che inopinatamente riconobbe 10 miliardi l’anno per tali servizi. Di lì la pretesa radicale divenne un titolo cedibile e fu, come sopra ceduto … a carico nostro.

    Segnalo altresì che la sbandierata stima europea di cui godrebbe Emma Bonino è pura invenzione della stampa che la sostiene: emma Bonino fu Commissaria europea dell’unica Commissione che fu cacciata anzitempo per le imponenti manifestazioni dei belgi che manifestavano contro la corruzione di quella Commissione (la prima cui prese parte Monti come commissario).

    Segnalo inoltre che Emma Bonino, con il suo sodale Pannella, è l’unica ad aver battuto il record di voltagabbana parlamentare, conquistato la prima volta da Gabriele D’Annunzio che, eletto deputato, passò dai banchi della sinistra a quelli estremi della destra. Emma Bonino è passata dai banchi della sinistra (si ricorderà quando i radicali ingaggiarono una lotta con i comunistiper occupare i banchi di sinistra del Parlamento) a quelli della destra, nel 1994, in maggioranza con Berlusconi, che la premiò con la nomina a Commissario europeo di quella Commisione corrotta che fu sostituita dalla Commissione, dove dei due commissari italiani fu confermato il solo Mo; per passare di nuovo nei banchi della sinistra con il secondo Governo Prodi, dopo che il Partito aveva assunto la connotazione contraria alle istituzini europee di partito per gli Stati Uniti di Europa. Si ricorderà pure l’endorsement di Emma Bonino ad ognni avventura militarista: dal Kossovo, all’Afganistan, all’Iraq, dopo aver fatto credere per decenni agli italiani di essere pacifista e seguace di Gandhi. Appetto a lei scilipoti è un monumento di lealtà e coerenza.

    Un caro saluto.
    Livio Giuliani

  • qasiqasi

    la signora bonino, così pacifista e ghandiana,ricordo come strillava ai tempi della guerra dell’ex jugoslavia.strillava perchè i bombardamenti eran pochi,insufficienti a distruggere velocemente i”cattivi”.una vera colomba carnivora da sempre agli ordini(e al soldo)dei plutocrati angloamericani giudaico massonici.

  • clausneghe

    Aggiungiamo pure, anche se sappiamo che “Travagghiu” non gradisce, che la Bonino è fervente neo-sionista con tanto di stella gialla autoappuntata sul suo magro petto e su quello bolso del collega Marco.Questa è la colpa più grave, oltre a tutte le altre che ha collezionato questa donna secca e legnosa che non vorrei vedermi attorno,nemmeno per merenda,per dire, che me la rende improponibile,ai miei occhi.. E se vi offendete, amici suoi,chissenefrrega. Non sono fasista e neanche nasista,eh!

  • Behemot

    ….. Noooooooooooooooo !!!!! Per l’amor del Cielo, ‘ sta gatta morta, noooooooooooooooooooooooooooooooooo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • bysantium

    Vade retro…

  • albsorio

    Mi fa schifo perfino postare il link ma se volete cliccate e fatevi voi un’idea:—> http://www.google.it/#hl=it&safe=off&output=search&sclient=psy-ab&q=emma+bonino+pompa+bicicletta&oq=emma+bonino+pompa+&gs_l=hp.1.0.0l2j0i22i30l2.11553.34256.1.37652.24.21.3.0.0.0.2932.11096.0j5j5j3j3j3j8-1j1.21.0.ckwqrh..0.0…1.1.8.hp.VZYZG5qRhg8&psj=1&bav=on.2,or.r_qf.&bvm=bv.44770516,d.ZWU&fp=8b5c10ddea5e035a&biw=1024&bih=418

  • Servus

    Concordo con l’ultimo commento: vade retro satana!

  • vraie

    la elezione di EB sarebbe un significativo segno di continuità in caso di uscita di scena dell’altro Grande Statista. MM (sono tutti e due “soci bilderberg”)

  • albsorio

    Altro articolo chiarificatore, una persona come la Bonino io non la voglio in nessuna carica, menchemono quella di prima Presidente della Repubblica donna:—-> http://www.losai.eu/quando-emma-bonino-praticava-aborti-clandestini-con-la-pompa-delle-biciclette/

  • radisol

    L’ultimo commento è una minchiata clerical/fascistoide ….. già risultata uno stucchevole fake nei lontani anni settanta … ma per il resto dei giudizi negativi concordo …. la Bonino NO !

  • albsorio

    Non sono un cattolico praticante, destra e sinistra sono concetti superati… la Bonino doveva essere messa da parte da molto tempo, figuriamosi se è degna di rappresentare un Paese.

  • Behemot

    …. ma vai per intero …. !!! …. VADE RETRO SATANA !!!!!

    … ecco …. non è meglio così ????

  • geopardy

    Vade retro Saragat!

  • vimana2

    Travaglio ha bisogno di recitare la parte del ” complottista ” per fregare i ” complottisti “…..la Bonino ha fatto molto altro di peggio che lui nn dice in quanto collaboratore…..sull’11/9 nn ha mai detto niente…..

  • terzaposizione

    Vade retro SIONISTA

  • bardo

    Il demonio, per me rappresenta il demonio. Un orrore di donna. Una sterminatrice.

  • haward

    Ricordiamoci che i Radicali si definiscono liberali, liberisti e libertari. Sono liberisti estremisti. E, poichè il liberismo ci è stato imposto dall’elite finanziaria anglo americana di matrice calvinista-ebraica, ecco spiegata la “visione del mondo” della Bonino. Con il naturale corollario dei dogmi della democrazia e dei diritti civili che hanno sempre ammantato, ipocritamente, il feroce potere detenuto dall’oligarchia sovranazionale. Tutto questo il buon Travaglio, ovviamente, non lo può dire e, quindi, per mettere in cattiva luce la Bonino, ricorre al solito arsenale anti berlusconiano. Ma non è che la Bonino e i Radicali siano di “destra” (o di “sinistra”). Anche loro prendono ordini ed eseguono quello che viene loro richiesto. Infatti, stranamente, alle ultime elezioni si sono, praticamente, autoeliminati, presentandosi sotto un assurdo e semiclandestino “Amnistia Giustizia e Libertà” che ha raccolto lo 0,5%. Fatevi da parte per non dare troppo nell’occhio, non schieratevi con nessuna parte politica ed avrete un bel regalo.

  • bysantium

    E’ ormai da tempo che tra i papabili ad essere eletti alla Presidenza della Repubblica circola il nome di Emma Bonino. Ora, per una serie di contingenze politiche la cosa si sta facendo ancora più insistente. E preoccupa.
    Sulla prossime elezioni del sostituto di Napolitano si gioca un’importante partita politica. Anzi, la vera partita politica. Tutto il resto ne dipende, compreso il futuro governo. Tutti lo sanno ed è per questo che la tattica e il surplace hanno la meglio.

    Il Pd ha due spinte interne. Una è la tentazione di Bersani di eleggere Romano Prodi con il “metodo Grasso”, ossia alla chetichella, senza accordi previ di natura organica. In questo modo si eleggerebbe un Presidente “di parte” e non rappresentativo della maggioranza degli italiani. Dal punto di vista di Bersani ne varrebbe la pena, però, perché così facendo si metterebbe in angolo Berlusconi e lo si accerchierebbe definitivamente con un Presidente a lui ostile. Certo, una “occupazione” di tutte le cariche istituzionali dopo aver “pareggiato” le elezioni comporterebbe, a lungo andare, molte conseguenze negative, ma nell’immediato potrebbe dare dei frutti. L’altra tendenza interna al Pd vuole scegliere un Presidente non di “parte” e quindi gradito anche al Pdl, come base per un successivo governo di unità nazionale con dentro anche il partito di Berlusconi.

    In questo quadro è possibile che si trovi una convergenza proprio sul nome della Bonino. Mara Carfagna, del Pdl, l’ha indicata, seppure a titolo personale, come una persona gradita. Il segretario del Partito socialista Nencini l’ha proposta. Sta montando sui media la campagna pro Bonino. Lo scorso 4 aprile Il TG2 ha dedicato un lungo servizio sulle donne in politica che terminava con la Bonino. “Io voglio Emma Bonino Presidente” è il manifesto lanciato dai Radicali nella loro pagina face book. Il 5 aprile è uscito il solito sondaggio SWG secondo il quale Emma Bonino sarebbe al primo posto anche nel gradimento degli italiani. In precedenza era uscito un analogo sondaggio secondo cui tra i Grillini Emma Bonino, insieme a Rodotà e a Zagrebelski, era ai primi posti. Insomma: la consueta macchina propagandistica è iniziata alla grande. I deputati cattolici nel frattempo tacciono (o quasi), come pure il mondo cattolico in quanto tale, che sembra ormai pronto ad accettare tutto (o quasi) dopo aver deciso di poter votare tutto (senza quasi).

    L’elezione alla Presidenza della Repubblica di Emma Bonino sarebbe un fatto gravissimo per l’Italia. Lei rappresenta una cultura radicale fatta di etica libertaria ed esasperato individualismo. In questi decenni Emma Bonino e i Radicali hanno decostruito tutti i principali valori su cui si era retta la società italiana. Non sono stati gli unici, naturalmente, in quanto di numero esiguo, ma ne sono stati l’avanguardia e la Bonino ne è il simbolo. Le cosiddette battaglie per “i diritti civili” hanno portato in Italia le leggi sull’aborto e sul divorzio, che la Bonino considera ora troppo restrittive. La sua linea è per la depenalizzazione delle droghe, per l’apertura ad ogni “tipo” di famiglia, per la completa autodeterminazione circa il fine vita, per il suicidio assistito. In tema di fecondazione artificiale la Bonino è per l’abolizione della legge 40, o la sua definitiva apertura, a favore di un completo “fai da te” in tutta questa delicata problematica. La Bonino è per l’ideologia del gender, per la distribuzione senza limiti della cosiddetta “contraccezione d’emergenza” a carattere abortivo, per il mercato della banche del seme, per l’utero in affitto. La Bonino è per liberalizzare tutto, individualizzare completamente l’etica sociale, superare definitivamente la natura. E’ liberista sfrenata in economia ed è libertaria sfrenata in etica sociale. Rappresenta l’ideologia della borghesia moderna allo stato puro, che è un’ideologia nichilista. Quando parla – e ne parla spesso – di legalità e di diritto, li intende in modo assolutamente contrattualistico, senza il minimo riferimento ad una eventuale e remota legge di natura, nemmeno nelle forme aggiornate a cui hanno approdato alcuni intellettuali laici.

    Con lei al Quirinale avremmo una interpretazione puramente formalistica, più che positivistica, e non sostanziale della Costituzione, senza riferimento ad un suo retroterra culturale e antropologico. Emma Bonino non rappresenta gli italiani. Sarebbe un Presidente non condiviso e non condivisibile. Esporrebbe la massima carica della Repubblica all’obiezione di coscienza. Toglierebbe alla nostra Costituzione la terra sotto i piedi.

    La storia di Emma Bonino – chi è veramente e cosa vuole la leader radicale – vale la pena essere conosciuta. Per questo vi suggeriamo di acquistare il libro di Danilo Quinto a lei dedicato “Emma Bonino dagli aborti al Quirinale?”, direttamente dal nostro sito (clicca qui)

    No alla Bonino al Quirinale
    di Stefano Fontana08-04-2013
    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-no-alla-boninoal-quirinale-6203.htm

  • affossala

    Una donna che andava in giro per i paesi poveri a pubblicizzare le multinazionali americani del condom e i piani di sterilizzaizione della Banca Mondiale !!! Non ci potrebbe capitare di peggio .