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Senza antidoti

DI NICOLAI CAIAZZA

megachip.globalist.it

La vicenda di Lavagna un esempio di depravazione istituzionale.

Fernando Arrabal raccontando la guerra civile spagnola osservava come il grado di degradazione conseguente alla sconfitta della rivoluzione avesse presentato anche fenomeni di depravazione: alcune madri denunciarono il proprio figlio alle autorità franchiste.

A Lavagna una madre avendo constatato che il figlio sedicenne faceva uso di droghe leggere si è ripetutamente rivolta alla Guardia di Finanza per chiedere una perquisizione nella camera del ragazzo. La quale avendo constatato che non si trattava di un criminale ma di un consumatore normale ha svolto la perquisizione a loro dire con un certo tatto. Secondo la loro dichiarazione sono intervenuti perché la signora aveva insistito e “sembrava disperata”. Il ragazzo, saputo dell’intervento delle guardie si è lanciato dalla finestra, perdendo la vita.

La “disperazione” della delatrice in questione è stata poi commentata da lei stessa nel corso del funerale. Ha ringraziato la Guardia di Finanza per il loro intervento (anche se ha avuto come effetto collaterale la morte del ragazzo). Le sue parole:

Grazie per aver ascoltato un urlo di disperazione di una madre che non poteva accettare di vedere suo figlio perdersi e ha provato con ogni mezzo di combattere la guerra contro la dipendenza. Non c’è colpa né giudizio nell’imponderabile e dall’imponderabile non può che scaturire linfa buona per la lotta contro il male… grazie“.

Forse bisogna considerare questa signora anch’essa come una vittima, una vittima della propaganda dove il potere costituito non ha remore a sacrificare innocenti pur di imporre i propri interessi anche con la violenza. Tra Bush e questa signora c’è una differenza solo quantitativa. Mentre quello non ha avuto dubbi nel sacrificare le persone presenti nelle Torri Gemelle e quindi nel decimare le popolazioni di Afghanistan, Irak, etc., questa signora non ha avuto dubbi: primo la “lotta contro il male” poi il ragazzo.

Un prodotto del bombardamento quotidiano dei media è proprio il ricorso alle forze di polizia. Addirittura da Sanremo Claudio Conti non ha potuto fare a meno di “ringraziare” le forze dell’ordine, come se queste avessero avuto un ruolo nella qualità delle canzoni. Questa vicenda è un esempio che ha mostrato un rovesciamento della coscienza di molte persone senza antidoti: il sentimento materno che è alla base dei sentimenti umani, è stato sostituito dalla osservanza fedele alle istituzioni del potere, sfociando in questo caso in vera e propria depravazione istituzionale.

 

Nicolai Caiazza

Fonte: http://megachip.globalist.it

Link: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=127348&typeb=0&senza-antidoti

16.02.2017

Pubblicato da Davide

  • vocenellanotte

    Forse non ho capito bene, ma ho la netta impressione che l’autore del post non sappia di cosa parla.

    • oriundo2006

      Stigmatizza la sostituzione ‘ideologica’ della figura materna con l’autorità esterna ( latamente ‘paterna’ ) rappresentata dal potere dello stato, i finanzieri. Insomma, al posto di ‘comprensione’, dialogo ( ed al limite una punizione domestica severa ma rapportata alla gravità del fatto, non certo oggi drammatico nè isolato, purtroppo … ) irruzione ed inquisizione, uomini armati, punizione dall’alto senza possibilità di scuse o altro. Niente perdono e buonismi vari ma punizione con espiazione severa ed esemplare: è la via protestante alla risoluzione dei conflitti tra singolo e società. Non per niente negli Usa le galere sono piene…come anche le società sono piene di drogati, alcolizzati, gente border-line: questo approccio non serve a limitare il disagio individuale di fronte ad un mondo troppo complesso per esser capito davvero da un adolescente. Neppure il buonismo serve. E allora ? Tollerare tutto o non tollerare niente ? Oppure finalmente a scuola fare prevenzione, prevenzione seria con medici e assistenti sociali che dimostrino il rischio delle droghe e della vicinanza ad ambienti di spaccio e delinquenza varia ? Ma è possibile persino immaginarlo con ministri dell’istruzione come abbiamo avuto ed abbiamo ? Io sono contrario alle droghe, avendo avuto da vicino esperienza di persona amata e morta per questo: dunque non sono oggettivo. Ma non avrei certo chiamato i finanzieri.

  • Zerco

    Guerra civile spagnola, Afghanistan, Irak, 11 settembre, Bush, Franco, Arrabal, giù giù fino a… Sanremo. Aiuto! Va bene, va bene, Nicolai Caiazza, ci hai convinti. Tranquillo, fatti pure tutte le canne che vuoi. Non lo diciamo a nessuno. Siamo amici.

    • ALG

      Capisco che in prima battuta questi fatti possono sembrare totalmente slegati gli uni dagli altri. Tuttavia dietro ad ogni evento esteriore c’è una forma pensiero che lo genera. Appunto le modalità di pensiero totalmente materialiste, cioè incapaci di vedere il vero bene cheè solo lo sviluppo dell’essere umano, e non l’ordine, lo Stato, la famiglia… sono alla base di tutti quegli eventi. Dobbiamo ammettere che abbiamo la testa imbottita di dogmi, etichette, bandierine.
      L’unico modo per superare questa condizione e iniziare a guardare negli occhi tutte le persone con cui ci relazioniamo e parlarci da anima ad anima.

  • Paolo Fascella

    Perfettamente d’accordo con Nicolai. Un’ottima deduzione. Non capisco come la madre non capisca che è grazie a lei che suo figlio si è suicidato si vede che questo a poca importanza rispetto alla morale dei poteri costituiti. Cosa posso dire “grazie mamma per avermi capito”:

  • Patrizia Rametta

    non hai capito niente!… bisogna capire cosa voglia dire avere un figlio adottivo con voragini nell’anima e vederlo distruggersi.. una Grande Mamma… ha fatto quello che una mamma avrebbe fatto.. provare in ogni modo a tirar fuori dal buco nero il figlio… Ascolta le sue parole .. non è necessario farsi di canne per sopravvivere… si sono ragazzi piu’ fragili che sanno fermarsi… quella mamma conosceva il disagio profondo del figlio .. e per una Donna che ha fortemente voluto quel figlio nessuno puo’ arrogarsi il diritto di giudicare… e con tanta banalità..

    • Piramis

      “nessuno puo’ arrogarsi il diritto di giudicare”
      Ottima frase.
      Sarebbe addirittura migliore se la applicassi anche a te stessa, magari.

    • clausneghe

      Ma non dire minchiate, scusa. Conosco gente che fuma canapa e derivati da quaranta anni e non sono finiti male come voi terroristi ignoranti continuate a pensare mentre vi avvelenate con lo smog…
      Fortemente voluto? Ma quella lo ha comperato, come si compera un cagnolino, mi sa. Le sterili devono rimanere sterili altrimenti succedono queste cose. Ammazzano i figli o viceversa. Ma che grande mamma,buona donna,piuttosto.. ma vai, vai…

      • Patrizia Rametta

        Il generale Gdf Renzo Nisi: “Famiglia da ammirare”
        “Quella di questo ragazzo – dice il comandante – è una famiglia da ammirare perché non ha fatto finta di nulla, perché ha avuto il coraggio di non nascondersi dietro a un problema. Un problema che c’era, anche banale, ma c’era. La mamma si è data da fare in tutti i modi e alla fine si è rivolta a noi”. “Quello che è successo – sottolinea Nisi – è una cosa imponderabile, fuori da quello che umanamente uno si può immaginare. La mamma del giovane è venuta in caserma e ci ha detto che il figlio usava droghe leggere, che aveva paura che fosse finito in un brutto giro. Abbiamo capito che non ci trovavamo davanti a un criminale e siamo intervenuti quasi con una finalità pedagogica visto che erano appunto pochi grammi”. “Noi siamo al servizio dei cittadini – conclude l’ufficiale – e capita a volte che siano gli stessi genitori a chiamarci per chiederci aiuto. Abbiamo agito con tutte le cautele del caso, ma è stato un fatto davvero imponderabile”.

        • Piramis

          “imponderabile” è il termine dietro cui si nasconde l’imbecillità della soluzione adottata e l’assurdità del sistema che la richiede.
          Se non fosse “imponderabile” sarebbero colpevoli, gli uni e l’altra, ergo DEVE ESSERE “imponderabile”.
          Serve ad evitare conseguenze penali da una parte e a tacitare la coscienza dall’altra.
          E pare che qualcuno ci creda e pure che lo sostenga.

    • roberto321

      “Grande Mamma” perchè ha provato a gettare suo figlio nelle fauci della giustizia? Lo sa che per uno spinello in Italia si prendono dai 2 ai 6 anni di reclusione? Ma santo dio metà dei giovani provano lo spinello, tutta la mia “compagnia” quando avevo 16 anni (ora ne ho 53) se ne faceva, mica è un buco nero, mica son diventati tossici. A pensare male si fa peccato… ma credo proprio che se fosse stato figlio del suo grembo anzichè adottivo col cavolo che l’avrebbe denunciato alla GdF.

  • roberto321

    il problema è che i genitori non sanno più fare i genitori. Potrei capire se avesse avuto un figlio tossico che rubava in casa o si prostituiva, ma questo poveretto dopo qualche spinello si è ritrovato la finanza che gli perquisisce la camerettta, con conseguente denuncia penale, il tutto perchè sua madre e suo padre non hanno saputo parlargli guardandolo negli occhi. E’ ovvio che il suo suicidio è stato una ritorsione contro i suoi genitori, e probabimente lo ha fatto quando solo dopo aver capito che sono stati “loro” a tradirlo. Comprendo il suo stato d’animo e se mi fossi ritrovato a 16 anni nella situazione di quel ragazzo avrei reagito anch’io molto male.

    • marcocolli

      Lei ha centrato il problema; ho dei figli con cui mi confronto,sostengono anche loro la sua tesi.

    • Camillo

      Credo che il suo sia il solo commento centrato sull’argomento.
      Due genitori incapaci di risolvere i (piccoli) problemi del figlio. Si, piccoli. Non spacciava e non si prostituiva; questi sintomi avrebbero indicato grandi problemi.
      Hanno chiamato la GDF sperando che potesse fungere da assistente sociale. Grave errore.

  • Pyter

    Si sono rivolti alla finanza perché gli psicologi privati sono a pagamento.
    Quelli pubblici sarebbero gratis ma te li mandano solo quando c’è già il morto.

  • Nicolass

    è vietato suicidarsi per uno spinello… mentre è lecito farsi ammazzare in un reparto oncologico per un tumore ai polmoni provocato dal fumo di sigaretta…. paese che vai Stato che trovi.

  • clausneghe

    Mi sembrava di aver letto che la signora in questione era la matrigna, non la madre e questo se vero spiegherebbe la mancanza di amore di questa donna scema.
    E’ vero, non se ne può più di queste divise facinorose e forti con i deboli, se la prendono con i ragazzini che fumano una resina vegetale tutto sommato non più pericolosa del tabacco (che lo Stato criminale spaccia a piene mani) e se ne guardano bene dal molestare i veri mafiosi o gli Albania o gli irregolari, che quelli ti piantano un coltello nella pancia…
    Bisogna liberalizzare tutto, solo così si finirà la folle guerra alla droga che così tante vittime ha causato, nel contempo ingrassando sempre più i veri criminali che se andiamo a cercare bene troviamo dietro a sontuose scrivanie, non certo in strada.

    • Patrizia Rametta

      non era matrigna semplicemente ha adottato ilbimbo in Colombia se poi vogliamo chiamarli figliastri c’è da rabbrividire

  • silvano

    A volte vengono focalizzati problemi grandi dove in realtà l’unico gap è la comunicazione, io non sono genitore ma fumo “spinelli” da ormai 31 anni, ho un lavoro, una normale relazione sentimentale, e un esistenza relativamente appagante…questo lo faccio presente ai vari genitori nel caso servisse loro un esempio….ovviamente non sono qui a pubblicizzare la mia condotta di vita, ma faccio presente che duetre canne al giorno non hanno mai ucciso nessuno mentre alcol o sigarette si…con l’unica differenza che questi ultimi sono forniti dallo stato, lo stesso chiamato da quella madre per risolvere i suoi problemi…ma si badi bene, erano i suoi problemi, il ragazzo di problemi fino a quel giorno non ne aveva….meditate..meditate!!

  • raniran

    Si certo, come al solito in questa “pseudo società ” se è Lei ad uccidere o ad istigare al suicidio è una poveretta bisognosa di cure,
    se invece Lui è FEMMINICIDIO , Violenza contro famigliari e immediatamente incarcerato.
    QUESTA L’EUROPA
    Due pesi due misure.
    ALe

  • MarioG

    Di depravato c’e’ piü’ che altro il sofisma del Caiazza: se il figlio si e’ suicidato per la perquisizione della finanza, la colpa e’ della perversa decisione della madre.
    Allo stesso modo, quando uno studente bocciato si suicida, la colpa sarebbe dei professori.
    Evidentemente il Caiazza ci vuole dire che la madre avrebbe fatto bene a rassegnarsi all’uso di droghe (perche’ “leggere”) da parte del figlio. Il solito antiproibizionista che cerca di strumella bella talizzare in modo vergognoso un fatto di cronaca: Un applauso alla dirittura morale che l’autore ci porge.

  • gianni

    E se invece delle canne si ubriacava e in camera aveva 2 birre e 1 bottiglia di vino ??

  • Sergio Tomasi

    Sento fortemente puzza di candida idiozia volteriana in questa signora. La stessa degli utili idioti religiosi. La stessa di Abramo che non si fa scrupoli a sgozzare Isacco, giusto perche un potente di turno glielo ha chiesto. Almeno nell’assedio di Gerusalemme le madri mangiavano i figli per fame… qui vedo solo utili idioti al sistema. La tronfia stupidità; questo mi terrorizza piu di ogni cosa.

  • Echoes

    Un po’ assurda la vicenda… Faccio quasi fatica a crederci. Da come reagiamo alle avversità che dimostriamo di che pasta siamo fatti, e qui non voglio entrare nel merito della mamma/matrigna timorata ma nel gesto del ragazzo. Ma che ti ammazzi per questo? Mannaggia la peppa

    • Patrizia Rametta

      appunto tutti a parlare di droga e non del grande disagio che i figli adottivi sviluppano durante l’adolescenza

  • ivan giuliano

    vocenellanotte spiega dove hai intuito che l’autore non sappia di cosa parla.
    quello che ho capito io e che viviamo in una dittatura e tanti lottano per difenderla.

  • Truman

    Sono fatti estremamente delicati, per i quali sarebbe opportuno mantenere riserbo e avere pietas per tutti quelli che sono coinvolti.
    Eppure questi fatti sono stati urlati e costringono a riflettere. Mi ricordano anche troppo dei fatti analoghi a cui ho assistito più da vicino.
    “Complesso del giocattolo” si potrebbe forse chiamare la sindrome che colpisce il bambino che compra un giocattolo e si ritrova di fronte ad un prodotto che non soddisfa le sue aspettative. Così ritorna dal venditore a chiedere indietro i soldi, o nei casi limite distrugge il giocattolo difettoso. L’archetipo di fondo è che chi compra qualcosa ha il diritto di essere soddisfatto. E’ un principio fondatore che difficilmente riesce a fondare realmente una società, perchè ignora completamente la vita ed i rapporti umani. E’ un principio che può andare bene per la mente di un bambino.
    Ma nella dittatura della società dei consumi tutti siamo bambini. Lo voglio ripetere: il consumatore è un Bambino (nel senso dell’Analisi transizionale) e a tutti noi stanno solo lasciando la libertà di consumare.
    Non è difficile prevedere che disastri come quello dell’articolo succederanno ancora.