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SEI ANNI DOPO L'INIZIO DELLA GRANDE CRISI IN EUROPA IL PANORAMA SI PRESENTA COME SEGUE…

DI JOSEPH HALEVI

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(1) la crisi bancaria non se ne è andata anzi è come un focolaio di peste o colera che riprende appena può (vedi Austria questi giorni).

(2) la cosiddetta unione bancaria che avrebbe dovuto creare le condizioni per formare una sorta di Federal Deposit Insurance Corporation tipo Stati Uniti volta al salvataggio delle banche non è decollata, tra l’altro proprio perchè non vogliono salvare il pubblico (cioè la massa dei correntisti) bensì prevalentemente i detententori di titoli che poi in maggioranza sono banche e fondi vari. Inoltre la principale ragione finanziaria per cui l’unione bancaria è stata insabbiata è proprio l’assenza di una fiscalità europea. Di conseguenza devono escogitare veicoli finanziari molto particolari ed aleatori sui quali, in sostanza, c’è poco accordo perchè lascerebbero fuori molte banche.

(3) Le operazioni di Draghi hanno ridotto la pressione speculativa sui titoli pubblici (anche perchè c’è una grossa quantità di denaro proveniente dalla rinnovata bolla borsistica USA che cerca collocamenti ovunque) però non hanno prospettiva in quanto non risolvono il problema bancario europeo che può essere affrontato solo nazionalizzando le banche più esposte e mettendo l’intero settore sotto controllo svuotandolo dei titoli marci. Il problema si aggrava perchè questi titoli vengono sepolti come in una latrina da altri titoli e quindi si fondono con l’insieme delle attività cha appaiono nei bilanci bancari. La vicenda del Monte dei Paschi di Siena è istruttiva riguardo la maniera in cui i contratti sui derivati vennero nascosti tra i vari emails.

(4) L’Europa è molto più finanziarizzata degli USA. Ironia della sorte: fino pochi anni fa i Merkozy accusavano gli USA per la sua supposta accentuata finanziarizzazione; invece l’Europa era molto più avanti nel processo. Lo sapevano e millantavano? Credo che non lo sapessero perchè, come venne poi fuori dalla buffonata degli stress test tedeschi le banche e le autorità locali nascondevono tutto. La gravità del caso austriaco di questi giorni sta oltretutto nel fatto che le banche gravano sul paese tre volte l’ammontare del pil.

(5) Il debito pubblico non fa che aumentare. Nel caso austriaco aumenta esattamente come aumentò in Irlanda ed in Spagna quando lo stato si accollò il fardello dei fallimenti bancari. Ma sta aumentando anche per via dell’austerità come dimostra la situazione italiana e spagnola. Ora se sulla base del (largamente prevedibile) fallimento degli Alesina-Giavazzi, cioè dell’austerità espansiva, si fosse passati al rifinanziamento pubblico del debito, essenzialmente con la sua monetizzazione, ciò non costituirebbe un problema così grave, così come non è grave il fatto che il debito pubblico in Giappone sia circa il 240% del pil (semmai è grave il fatto che la spesa pubblica giapponese non riesca a rilanciare il paese). Ma ciò avrebbe richiesto consolidare il debito europeo dentro un matrimonio tra Tesoro europeo e BCE. Matrimonio impossibile perchè non c’è un partner, cioè il Tesoro europeo. Non lo si può fare senza una fiscalità europea ed una giurisdizione europea della BCE. A mio avviso la BCE non ha i poteri che ha una banca centrale nazionale come ad esempio la Bundesbank prima dell’euro. Si ritorna pertanto al punto di partenza, l’assenza di un sistema europeo. Sono permesse, da parte della BCE, solo operazioni di fleboclisi (quelle che vanno bene) e di coma indotto. Il sistema non solo bancario ma l’intera economia oscilla pertanto tra la flebo (soprannominata ripresa) e coma indotto.

(6) Quanto sopra significa che (a) il sistema bancario più avvelenato – che si trova nelle zone francogermaniche (Francia, Germania, Belgio, Austria) – non può essere disinfettato dalla sua tossicità, (b) il debito pubblico grava sui paesi perchè non ci sono meccanismi che ne garantiscano il finanziamento ma solo espedienti e situazioni fortuite (come la bolla azionaria USA).

(7) Bene, facciamo l’Europa federale dunque? NO! Le difficoltà sono insormontabili anche ipotizzando che la ragione vinca sugli interessi specifici e che quindi tutti concordino sull’urgenza di passare ad un ordinamento federale in cui il Parlamento di Strasburgo sia una vera Camera legislativa e ove il governo a Bruxelles scaturisca dalle elezioni per Strasburgo.

(8) L’economista Jacques Sapir ha calcolato quanto costerebbero i trasferimenti solo all’interno dell’eurozona dai paesi nordici (in cui ci sarebbe anche la Francia!) ai paesi del sud: i 2 iberici ed i 2 ionici. Il suo calcolo ipotizza convergenza verso livelli di performance comuni (in rapporto al pil) in due campi: quello dell’istruzione pubblica e della ricerca e sviluppo. Dai calcoli risulta un trasferimento pari al 10% del pil dei paesi del blocco nordico, cosa ovviamente impossibile. Come ho già scritto ho dei dubbi circa i criteri usati da Sapir, però come thought experiment l’esercizio non è senza valore. Ora se si dovesse costituire un’ Europa federale per tutta l’UE, i trasferimenti sarebbero veramente massicci soprattutto verso i paesi dell’est europeo dell’UE ed il valore di questi sarebbe sicuramente nell’ordine dei valori calcolati da Sapir per l’Eurozona. Ne consegue che la prospettiva federale è fuori dagli orizzonti europei per motivi oggettivi. Faccio questa osservazione per far capire agli spinelliani che il non detto (spingiamo verso l’Europa federale) non funziona. Bisogna riconoscere l’UE per quello che è.

(9) Conclusione: senza un accordo UE per la riacquisizione dell’autonomia fiscale e della politica monetaria non c’è via d’uscita dall’austerità mentre non c’è soluzione per la tossicità bancaria.

(10) L’anno prossimo cominceremo a vedere cose interessanti dato che nessun paese può attuare il fiscal compact, neanche la Germania il cui debito è di circa il 90% del Pil, senza tentare forti manovre restrittive. Per l’Italia e la Spagna dovranno essere mostruose ed il debito aumenterà!!

Joseph Halevi
Fonte: www.facebook.com
Link: https://www.facebook.com/joseph.halevi.7?fref=ts
23.03.2014

Pubblicato da Davide

  • Fernesto

    (7) Bene, facciamo l’Europa federale dunque? NO! Le
    difficoltà sono insormontabili anche ipotizzando che la ragione vinca sugli
    interessi specifici e che quindi tutti concordino sull’urgenza di passare ad un
    ordinamento federale in cui il Parlamento di Strasburgo sia una vera Camera
    legislativa e ove il governo a Bruxelles scaturisca dalle elezioni per
    Strasburgo.

    (8) L’economista Jacques Sapir ha calcolato quanto
    costerebbero i trasferimenti solo all’interno dell’eurozona dai paesi nordici
    (in cui ci sarebbe anche la Francia!) ai paesi del sud: i 2 iberici ed i 2
    ionici. Il suo calcolo ipotizza convergenza verso livelli di performance comuni
    (in rapporto al pil) in due campi: quello dell’istruzione pubblica e della
    ricerca e sviluppo. Dai calcoli risulta un trasferimento pari al 10% del pil dei
    paesi del blocco nordico, cosa ovviamente impossibile. Come ho già scritto ho
    dei dubbi circa i criteri usati da Sapir, però come thought experiment
    l’esercizio non è senza valore. Ora se si dovesse costituiire un’ Europa
    federale per tutta l’UE, i tasferimenti sarebbero veramente massicci soprattutto
    verso i paesi dell’est europeo dell’UE ed il valore di questi sarebbe
    sicuramente nell’ordine dei valori calcolati da Sapir per l’Eurozona. Ne
    consegue che la prospettiva federale è fuori dagli orizzonti europei per motivi
    oggettivi. Faccio questa osservazione per far capire agli spinelliani che il non
    detto (spingiamo verso l’Europa federale) non funziona. Bisogna riconoscere l’UE
    per quello che è.

    Se saltano euro e UE , per la Germania
    sarà anche peggio . Quindi la Germania inizierà presto a guidare
    la costruzione di un’Europa politica .
     

  • Georgejefferson

    Quindi per stare in piedi,il "sogno",si deve attuare trasferimenti a fondo perduto nella misura di 100 miliardi all’anno per avariati anni come minimo (e questo ormai si sa) verso est e sud…quindi cosa racconteranno ai loro popoli che per anni gli e’ stato detto che tutte le colpe

    sono dei maiali del sud ed est debitori mafiosi e spendaccioni?Non succederanno casini secondo te?

  • Fernesto
    ( a prescindere dalle cifre ) secondo me la Merkel inizierà a dire ai
    tedeschi che i maiali non sono più maiali , hanno fatto i compiti a casa , che
    ora è arrivato il momento per fare un’Europa politica ecc..
    ecc.. 

  • Georgejefferson

    Certo,vedrai le risposte

  • ROE
    Bisogna accettare la realtà per trasformarla. Basta stati, banche, monete a corso legale, lavoro subordinato, profitto. Dobbiamo sostituirli con una nuova organizzazione politica realmente democratica, un nuovo sistema di credito per l’economia reale, una moneta del lavoro, libere associazioni di lavoratori-produttori e produzione per soddisfare bisogni di tutti (nei limiti di sostenibilità della natura). Tutto il resto è solo chiacchiera, sogno, illusione, inganno.

  • italosvevo
    sarà dura per tutti, i campi di lavoro , i kolkoz sovietici , tutti questi esperimenti del passato sono falliti ,la natura umana non è fatta per scelte sociali ma solo individuali , comunque quella che

    indichi è l’unica strada , speriamo che l’umanità si ravveda .

    buona fortuna a te e al genere umano .

  • ROE

    I comportamenti umani sono effetto di bisogni, desideri ed emulazioni. Qualcuno deve innescare un nuovo processo (emulabile). Per sé e per tutti gli altri.

  • Firenze137

    scusate la banalità, ma di fronte a questo muro immenso della finaziarizzazione di TUTTI e di TUTTO (in Europa ma anche nel mondo) "ci stà" ( come dicono i romani) secondo me un comun denominatore e cioè: i che i soldi che "generano" i soldi.

    Per quanti sforzi l’homo Sapiens possa fare per cercare di dominare, controllare, regolamentare,  la innata voracità desiderio di accumulo dell’"homo homini lupus" quando si tratta di soldi, qualsiasi tentativo in tal senso diventa un’utopia e cioò credo per la natura propria dell’uomo che evidentemente di fronte al guadagno facile e "gratuito" non ha impedimenti.

    La moneta del Monòpoli è un esempio di moneta fine a se stessa che nessuno "controlla" a proprio vantaggio. E’ un mezzo di scambio dei beni delle case ed alberghi di Parco della Vittoria  e delle Società previste dal gioco.

    Nella realtà di tutti i giorni c’è sempre Qualcuno che tiene il BAnco del Monòpoli e "trucca" il gioco a vantaggio di se stesso o di un "gruppo" di giocatori. Questi giocatori "bari" – come ha detto anche  Barnard in diretta sulla GAbbia – possono essere simbolicamene una regione o una nazione come la DE della Merckel.

    I soldi non devono generare i soldi. C’è scritto – forse non proprio a caso – su un libro che è stampato e diffuso in tutto il mondo in tutte le lingue. LA Bibbia. I soldi che generano i soldi viene chiamata col suo nome e cioè USURA. E il fatto che sia usura non dipende dal tasso applicato. E’ SEMPRE usura.

    Lo so la mia è una "pia" illusione, però se riuscissimo a togliere l’usura, quella vera, forse.. non si sa mai..