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SEI ANCORA SICURO DI ESSERE LIBERO ?

DI MARCELLO FOA
blog.ilgiornale.it

Ho scritto questo articolo per il Corriere del Ticino usando il mio computer. Quando l’ho finito l’ho mandato via email alla redazione. I lettori l’hanno letto il giorno dopo. Qualcun altro, però, l’ha letto prima di loro, o comunque era in grado di intercettarlo, già pochi minuti dopo l’invio; eppure non era il direttore del Corriere del Ticino, né il redattore a cui l’ho indirizzato. E’ qualcuno che non conosco, che non abita in Svizzera, che opera lontano, dall’altra parte dell’Oceano. Io non sono un terrorista, non sono ricercato, pago regolarmente le tasse; insomma, sono un normalissimo cittadino. Eppure qualcuno sa tutto di me. Sa a chi telefono, perché ha accesso ai dati del mio smartphone. Sa a chi scrivo e soprattutto cosa scrivo perché riesce a intercettare le mie email. Sa cosa leggo perché riesce a monitorare tutti i miei movimenti su internet. Ogni volta che faccio un acquisto online costui prende nota di tutto, mi osserva quando opero sul mio conto di Internet banking, dunque sa quando guadagno, qual è la mia ricchezza privata.Usando Facebook l’intrusione è ancora più pervicace: perché attraverso Facebook l’utente, gioiosamente, mette a nudo la propria vita privata. Indica chi sono i suoi amici, pubblica le proprie foto tanto più se divertenti, insolite, bizzarre, persino intime senza rendersi che un giorno (e penso soprattutto ai ragazzi) potrebbero essere usate contro di lui. Dice dov’è andato in vacanza, chi ha visto, persino cosa ha mangiato. E non si rende conto che tutto quello che viene pubblicato su Facebook non può più essere cancellato, perché anche quando non lo rende visibile al pubblico, resta impresso in un’immensa memoria, sospesa su qualche nuvola virtuale, a cui egli non ho accesso. Perde il controllo del proprio passato e del proprio presente. Come mai prima d’ora in uno Stato Occidentale.

Da inviato speciale sono stato in Unione Sovietica, nella Ddr, in Cina, in diversi Paesi autoritari o dittatoriali. In quanto giornalista sapevo di essere seguito. Quasi sempre il mio interprete o il mio autista era una spia, incaricato di annotare tutto quello che facevo. Una volta in albergo una manina misteriosa ha aperto il mio computer e ha copiato tutti i dati dal mio hard disk; come 007 non era un granché perché ha lasciato un indizio che mi ha permesso di scoprire subito l’intrusione. Il senso di oppressione era costante e per questo ogni volta che tornavo in Europa provavo una sensazione, spesso euforica, di libertà. Sapevo che a casa mia, nel mio Paese, nessuno avrebbe potuto frugare nella mia vita privata e professionale. Oggi, invece, non è più così.

La realtà svelata dall’ex tecnico della Cia Edward Snowden è sempre più sconvolgente. Microsoft, Apple, Yahoo, Google, Facebook, Blackberry eccetera collaborano – volontariamente o sotto costrizione – con la National Security Agency (Nsa), la superagenzia dei servizi segreti americani, accordando un accesso esclusivo ai loro sistemi. E’ come se ci fosse una sorta di porta segreta di cui solo loro possiedono le chiavi.

Oggi un agente segreto non avrebbe più bisogno di aprire il mio computer e scaricare il mio hard disk. Il processo, in gran parte, è automatico. Ogni tanto, a mia insaputa, i miei dati possono essere prelevati e trasmessi altrove. Il problema è che tutto questo non accade in uno Stato totalitario, ma in Paesi che sono democratici e nell’ambito di un processo dalle conseguenze potenzialmente devastanti.
Un principio fondamentale è stato silenziosamente ribaltato usando il grimaldello della lotta al terrorismo. Prima solo chi era gravemente sospettato di aver commesso dei crimini veniva intercettato e seguito; oggi si mettono sotto controllo tutti nel tentativo di scoprire un manipolo di pericolosi eversivi. E non abbiamo nessuna garanzia, nessuna tutela su come, da chi e per quali fini siano usati informazioni private, talvolta intime, a cui nessuno in democrazia e in stato di diritto dovrebbe avere accesso. Le implicazioni sono colossali, i rischi enormi, la sproporzione tra il male e la cura evidente. Quando si può sapere tutto di te, nessuno può sentirsi davvero al sicuro.

Possiamo ancora dirci davvero liberi?

Marcello Foa
Fonte: http://blog.ilgiornale.it/
Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2013/09/27/sei-sicuro-di-essere-ancora-libero/
26.09.2013

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    E’ il G.F. che si palesa, bellezza!
    Abitiamo tutti oramai nella “Casa di vetro”, ce l’ha costruita il “Grande Fratello” sempre presente tra noi, che gli abbiamo dato volentieri una mano o anche due, per entrare nella rete, è il caso di dirlo. Fa tutto parte di un disegno ahimè ineluttabile, che ci vuole interfacciati o meglio microcippati, quando lo deciderà il G.F. che ricordo, vuole non solo essere temuto e rispettato, ma addirittura vuole essere “amato”.

  • massi

    …ah ok il grande fratello… pensavo Gianluca Freda 🙂

  • lucamartinelli

    caro Marcello, se compirai per bene il tuo percorso di conversione, alla fine ti chiederai: ma siamo mai stati liberi?. Auguri.

  • tania

    Non mi è chiara quale sia l’idea di libertà di Foa , e ho la sensazione che l’argomento sia un attimino più complicato delle teorie complottiste sulla ricezione dei dati sensibili . “La prigione” ( dice Foucault ) “comincia ben prima delle sue porte” . Noi accettiamo di vivere in una società-prigione perché restarne fuori sembra più pericoloso . Non siamo solo l’oggetto del controllo , ma anche il soggetto . Rispondiamo all’appello ad essere vigili , costantemente attenti ad attività sospette in stazione o nella metropolitana , al comportamento “ambiguo” del diverso eccetera . La paura giustifica il nostro arruolamento volontario anche al ruolo delle guardie , non solo a quello dei reclusi sotto controllo .

  • searcher

    infatti..mi hai tolto le parole di bocca.

  • alvise

    Secondo me c’entra l’annoso conflitto dei confini, i nostri e di chi ci offre tecnologia.Volendo usare un concetto banale direi “potremmo fare a meno di tutto”:telefono, cellulari, Tv, radio, PC, HiFi, ecc ecc.Siamo colpevoli del fatto che pur sapendo quello che denuncia Foa, non siamo disponibili a rinunciare ai confini dei nostri interessi?Certo che si.Questo muro di confine è di una solidità enorme, non potrà mai essere abbattuto come lo fu il muro di Berlino, anzi, aspettiamoci ancor più strumenti tecnologici nei nostri confini, con grande soddisfazione dei nostri confinanti.D’altra parte l’occhio, tangibile, del G.F, ce lo abbiamo già da qualche anno, le telecamere sopra le nostre teste in molte città italiane, e solo questo, pur nella loro utilità, se ci si pensa bene, è terribile.Mettiamoci il cuore in pace.

  • clausneghe

    Ah Ah ahhhhhhhhhhhhh|

  • eresiarca

    Questo qua si sveglia ora? E continua ad infarcire i suoi articoli di banalità, da “persona per bene”. Ecco, ora anche il mio commento verrà spiato da qualcuno, che paura!

  • ilsanto

    Dunque esiste qualcuno che quando viaggio attraverso il telepass sa dove e quando mi sposto, attraverso facebook dove io metto le mie cose (apposta perchè si sappia ) sa che ho fatto un viaggio e che amici ho e magari se preferisco il pesto alla carbonara, sul mio conto ho qualche dubbio ma anche fosse non ho traffici con i paradisi fiscali quindi ? Magari Berlusconi si incazza perchè i suoi conti esterovestiti sono rintracciabili e non può chiamare le escort senza che qualcuno lo noti e allora ? magari la mafia si incazza perche si scoprono i suoi altarini e allora ?
    Quale libertà vi viene negata ? quella di delinquere ? ben venga.

  • 5palle

    Pensi di aver detto qualcosa di sensato? Troll

  • MartinV

    Potresti voler tenere per te le tue orientazioni sessuali, una eventuale relazione extraconiugale, le idee politiche opposte al tuo capufficio che deciderà del tuo futuro nell’azienda in cui lavori… nulla di illegale, quindi… ma se qualcuno sa tutto di te, può usare una scappatella (che restano affari tuoi) per ricattarti, per distruggerti la famiglia… e poi va a sapere domani quello che sarà considerato legale… magari le leggi cambiano e quello che hai fatto potrà essere usato contro di te…

    ma vabbé, per te finché dai lana e latte il macello è lontano…

  • vraie

    finalmente una buona notizia! Il GF esiste per combattere la mafia, l’evazione fiscale fare il giusto governo della merkel, annientare il bullismo e il femminicidio … lo confermeranno tipi affidabili come Letta, e anche Renzi!

  • vraie

    un problema viene dal non aver paura …. ma anche dall’aver paura
    … e non pensare nulla

  • korsaro

    Perchè da quando quelli che scrivono sul Il Giornale sono liberi?

  • consulfin

    ma quei controlli sono già mafia! la libertà mafiosa non si discute. È la libertà “terroristica” che si discute. Quella libertà che può mettere in discussione la libertà di mafia è sospetta, e non deve essere esercitata.

  • consulfin

    oggi si mettono sotto controllo tutti nel tentativo di scoprire un manipolo di pericolosi eversivi.” Manca sempre, anche negli Autori più avveduti, quel minimo di coraggio per andare oltre e dire che è proprio la libertà eversiva ad essere la base della democrazia. Il popolo deve essere messo nelle condizioni di poter sovvertire lo stato. Diversamente, dobbiamo essere consapevoli di vivere in una moderna monarchia assoluta, in cui non è contemplato il diritto ad uccidere il tiranno.

  • bstrnt

    Marcello Foa pensa davvero che tutto quello che passa nel suo computer sia di pubblico dominio? Ma soprattutto pensa di essere così importante che a qualcuno importi qualcosa se la sera ha mangiato risotto o pollo? Anzi, peggio se ha passato la notte con l’amante o un travestito (visto che è pure di moda)?
    Certe informazioni possono interessare solo se si è importanti e quindi si è ricattabili, ma di solito se si è importanti, si dovrebbero prendere delle precauzioni per rendere qualsiasi messaggio incomprensibile.
    Va bene, non è il caso dell’Italia che i Presidenti del Consiglio parlano per telefonino a ruota libera e poi vengono intercettati dal primo pirla con la tecnologia adatta, ma fa parte del pressapochismo intriso di narcisismo congenito.