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SEGNALI DI RICORSI STORICI ?

DI GIULIETTO CHIESA

ilfattoquotidiano.it

Mi è capitato di ricevere in regalo, tra il Natale e i fuochi d’artificio di fine anno, due libri, che subito consiglio di leggere: Come si diventa nazisti, di William Sheridan Allen (introduzione di Luciano Gallino), Feltrinelli, e La famiglia Karnowski, di Israel Singer, Adelphi. Ho finito il secondo, che è un grande, grandissimo romanzo, e sto leggendo il primo. Entrambi quasi freneticamente. Diciamo che sono entrato nel 2014 sotto l’impressione fortissima provocatami da queste letture.

Un caso? Naturalmente è un caso. Ma la nostra vita è piena di “casi”, di coincidenze che, a guardare bene, qualche cosa significano; che sono il prodotto di ‘atmosfere’ magari impalpabili, ma che muovono i nostri gesti, aprono e chiudono i cassetti delle nostre emozioni, qualche volta richiamando ricordi, altre suggerendo attese premonizioni, o confermandole; che ci collegano a emozioni di altri, che circolano nell’aria e si trasmettono più sottilmente dei bacilli del raffreddore. Chissà perché due persone diverse, l’una indipendentemente dall’altra, hanno sentito il bisogno, o il gusto, di indirizzare i miei pensieri in una certa direzione. Proprio adesso.

E chissà perché, questa volta – di nuovo ‘per caso’? – ho deciso di leggere subito l’uno e l’altro di questi due regali. Un titolo (e l’autore della presentazione) del primo può spiegare il mio interesse contingente. Ma il secondo è nato dalla mia ignoranza (avevo confuso Israel Singer con suo fratello Isaac Singer, il secondo essendo un premio Nobel per la letteratura, scrittore tra i miei primi preferiti). Eppure quest’ultimo mi ha portato sulla stessa carreggiata dell’altro, dove non pensavo di passare.

L’impressione, l’emozione, sono evidentemente collegate al presente e al prossimo futuro. Ma le due “storie” si riferiscono entrambe all’intervallo tra le due guerre mondiali, e ai luoghi (la Germania, l’Austria, la Polonia, la Galizia, la Russia) in cui la seconda guerra mondiale si preparò senza che quasi nessuno – tra le vittime, intendo dire – se ne accorgesse.

William Sheridan Allen racconta, con una inchiesta fittissima di dati, come una comunità pacifica, sostanzialmente democratica, attraversata da una crisi economica e sociale, e – evidentemente – morale, si trasforma in pochi anni in un piccolo, feroce esercito di fanatici, di assassini e di complici di assassini.

Israel Singer racconta, in forma di romanzo, la saga della famiglia Karnowski, il cui capostipite, David, emigra a Berlino da una microscopica comunità di ebrei polacchi, attraversando una delle frontiere su cui, non molti anni dopo, si massacreranno milioni, e facendo vivere a se stesso, a suo figlio Georg, e al suo nipote Jegor, la tremenda esperienza della persecuzione nazista.

Non voglio qui raccontare nulla di queste ricostruzioni, una letteraria, l’altra storiografica: non è questo l’intento, e la sede. Del libro di Israel Singer voglio qui sottolineare soltanto la profondità – e l’umanità, inevitabilmente, a tratti, feroce – dell’analisi della stratificazione delle comunità ebraiche che s’incrociano nella Berlino tra le due guerre. Delle loro miserie e viltà reciproche, come del coraggio e della vitalità insopprimibile con cui si difesero, o semplicemente soffrirono e subirono. Sullo sfondo, senza che mai appaia la parola “nazismo”, si scorge il prima lento e poi impetuoso muoversi dei “giovanotti con gli stivali” che arriveranno al potere. Il tutto con la connivenza corale di presunti “ariani” di ogni classe. Una tragedia che avviene, matura, prima impercettibilmente, poi con la forza di un torrente in piena che tutto travolge. “Resistibile” – come la chiamò Bertolt Brecht – lo sarebbe stata soltanto se coloro che la subirono, o l’appoggiarono, si fossero accorti dove avrebbe portato.

La famiglia ebraica dei Karnowski precipita nello stesso gorgo che gli abitanti della piccola città dell’Hannover (tutti, senza eccezione: commercianti, impiegati, operai, padroni) stavano contribuendo a creare. Hitler arriva al potere con il consenso delle masse, trasformatesi in una micidiale miscela esplosiva. Qui si affaccia l’analogia con il nostro presente. L’Europa, di cui ci apprestiamo a eleggere quest’anno il nuovo Parlamento, è attraversata da una crisi che ne mette in discussione le fondamenta. Umori analoghi a quelli di allora, non identici, serpeggiano a tutti i livelli.

Non ci sono “giovanotti con gli stivali” che marciano delle strade, ma ci sono – in uffici senza rumori – signori in giacca e cravatta la cui ferocia, già ampiamente dimostrata, è gelidamente, religiosamente superiore a quella dei faraoni. Non solo non c’è giustizia: non c’è ragionevolezza, non c’è visione. C’è, si vede, basta guardare bene in mezzo alla nebbia del mainstream, il caos che prepara una mattanza. Leggendo questi due libri ho avvertito la sensazione di trovarmi su un piano inclinato, che sta accentuando la sua pendenza. 1929: aggiungi dieci anni e avrai il 1939.

2008: aggiungi dieci anni e otterrai 2018. So bene che le analogie sono spesso cattivi indicatori. So bene che i ricorsi storici non esistono, com’è vero che l’umanità non si può mai bagnare due volte nella stessa acqua. La questione, ora, è che potrebbe non esserci più acqua. Ma basta guardare due dati: quello del riscaldamento climatico in atto e quello della produzione “infinita” di denaro, cioè di debito, per capire che la crisi del 1929 fu un esercizio di bella calligrafia rispetto a quello che si avvicina a passi da gigante: scarabocchio mostruoso che minaccia qualcosa di inimmaginabile.

Giulietto Chiesa

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it

Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/07/segnali-di-ricorsi-storici/833717/

7.01.2014

Pubblicato da Davide

  • cardisem

    Io mi sono rotto con tutte queste storie di un passato in cui non ero neppure nato. Sempre più mi vado convincendo, ma non mi consentono di dire apertamente ciò che penso, ossia che questo ceto politico, insediatosi dopo il 1945 non abbia saputo fare di meglio per costruire la sua legittimità che di demonizzare i regimi precedenti.<p>.
    Dicono: prima era il Male che più Male non si può, il Male Assoluto. Poi siamo venuto noi ed è tornato il Bene, forse non quello Assoluto, ma certamente assai meglio del Male che c’era prima.<p>Vi è stata una alleanza (non dico quale) fra diverse componenti, almeno due, che trovano reciproca utilità in questa opera di demonizzazione del Passato. Si badi bene: il passato! Orbene, un passato è appunto passato e non potrà mai più ritornare, come non possono resuscitare i nostri padri e i nostri nonni, che vengono demonizzati in blocco, venendo demonizzato tutto il loro tempo. In pratica, ci chiedono di rinnegare e infamare i nostri morti, i nostri avi.<p>Io questo lo chiamo con una espressione: Antifascismo fascista.<p>Questi signori, a mio avviso, hanno superato tutto il male che attribuiscono a chi li ha preceduti.<p>Se i media non fossero complici di questo vero e proprio lavaggio del cervello, di questa propagazione dei più beceri pregiudizi, da tempo delle streghe, non vi sarebbero tanti cazzoni che ancora danno credito a queste baggianate…<p>È di questa sera la notizia della censura a un comico francese…<p>Forse è un atto preparatorio per chiudere la bocca a Grillo e mettere fuori legge il Movimento Cinque Stelle, che ha avuto il 25 % in una botta sola e rischiano per davvero questi signori di doversene andare tutti a casa.

  • patrocloo

    Chiesa, fatti curare tu e i tuoi ricorsi storici

  • Fernesto
    Ottimo Giulietto Chiesa .

  • mediterraneo

    @ cardisem:

    Hai detto proprio quello che ho pensato tante volte per quanto riguarda la nostra storia . Se si guarda e si legge senza preconcetti la storia ,e autori " alternativi" alla menzogna ufficiale  ,si vedra’ che di porcate se ne  sono fatte da tutte le parti . Sia dalla parte dei neri come dei rossi , ultimamente sono rimasto incuriosito dalla storia di Bombacci ,il fondatore del Partito comunista Italiano ,che scelse di stare dalla parte dei vinti …

  • mediterraneo

    ….. che mentre stava per essere ucciso corse incontro ai partigiani urlando : " viva il socialismo ! "

  • TarasBulba

    Giulietto Chiesa è una persona preparatissima che seguo e stimo da tempo.
    La sua analisi non sembra affatto fuori dalla logica.
    Speriamo che non si avveri nella storia e in questo senso facciamo ( anche nel nostro piccolo) quello che è possibile , per spegnere tensioni e odii,  per aiutarci tra noi, per  riportare un pò di serenità, di ottimismo, voglia di superare  questo  travagliato periodo storico denso di problemi.
    Buon anno a tutti.

  • Fernesto

    poteva urlarlo anche prima… quando i suoi amici fascisti uccidevano o
    rinchiudevano in carcere comunisti , socialisti , anarchici
    ecc.. 

  • Ercole

    Penso che G.Chiesa dica tante verità ,ma purtroppo è figlio di un male incurabile LO STALINISMO.

  • mediterraneo

    ma che stai a ddire, hai letto quello che ho scritto?  pensa ho letto , ma mi sa che tu non l hai fatto , arcipelago gulag , sai di cosa parlo ? li erano i compagnucci che rinchiudevano e facevano faville contro la popolazione russa , ma no i rossi erano santerelli … mavaaciapaíratt

    ti faccio un piacere ti do un links ,magari hai voglia di leggerlo ……   o l autore e’ un imperialista ??

    http://www.ristretti.it/areestudio/cultura/libri/arcipelago_gulag.pdf

  • Fernesto
    i gulag ? cosa c’entrano ? Stavi parlando di Bombacci..
    Stavi esaltando
    Bombacci come fondatore del PCI , come colui che urlava "viva il socilismo" …
    io ti rispondo che in realtà comunisti e socialisti li uccideva o li
    rinchiudeva in carcere…

    Comunque si , anche nei gulag sono finiti
    molti compagni…

  • mediterraneo

    Scusa pensavo rispondessi direttamente a me

  • cardisem

    Alla mia rapida annotazione, che ha prodotto un’attenzione di cui ringrazio, vorrei aggiungere una precisazione. Non ce l’ho con Giulietto, di cui mi ritengo estimatore. Ce l’ho con pregiudizi così forti forti e radicati di cui lui stesso è artefice, figlio e prigioniero. Si è detto: figlio dello stalinismo. Vincere certi pregiudizi è troppo forte perfino per un Giulietto Chiesa… Io comunque ne sono fuori e spero che per questo non mi mettano dentro, non solo in senso metaforico.

  • Viator

    L’articolo contiene una parte condivisibile e una scemenza.

    La parte condivisibile, ma al tempo stesso alquanto scontata, è la constatazione della china autodistruttiva che le società "occidentali" – cioè quelle aggregate al carro del conquistatore statunitense – stanno percorrendo man mano che seguono a ruota la parabola di decadenza del sovrano d’oltreoceano.
    La scemenza consiste nell’assunzione della mitologia antinazista forgiata dalla propaganda di guerra dei vincitori, poi rinfocolata dallo spirito mitogenico del Sessantotto e dagl’interessi del gXXXXXXX internazionale (la censura è dovuta alla persecuzione poliziesca del libero pensiero praticata dall’attuale regime repubblicano). Le crisi danno luogo a guerre e queste agiscono sia fra gli stati che al loro interno; la persecuzione e l’eventuale sterminio di minoranze storiche è prassi consolidata della storia universale; i miti e i pregiudizi che alimentano tali pratiche non sono né più goffi né più arbitrari di quelli che alimentano i periodi di pace (che differenza ci sarà fra la religione della razza e quella dell’umanità?).
    Personalmente, intorno a me vedo solo desiderio di non pensare e di campare nel più squallido e tranquilloso consumismo. Per questo motivo credo che la preannunciata mattanza arriverà con un po’ di ritardo rispetto alle previsioni di Chiesa, nel giro di di 20-25 anziché di 8-10 anni. L’importante è che arrivi, più le contraddizioni sottostanti avranno tempo di enfiarsi e più sarà sanguinosa.
  • MATITA
    In silenzio e in punta di piedi mi permetto una umile considerazione,considerazione che mi porta inevitabilmente a essere pessimista per IL  futuro: Siamo ancora alle vecchie ideologie che ci hanno inculcato con la forza e con la storia mal raccontata , destra e sinistra, rossi e neri sud contro nord….. tutto per dividere e evitare di inquadrare il nemico comune.

    E chiaro che la storia è stata raccontata a arte , falsificata e misticizzata ; sarebbe ora che si conìnciasse a discutere di punti unici e insindacabili sui quali confrontari e unirsi ; poi ci si dividera sui particolarismi ma solo dopo aver dato alla stato le basi inprescindibili dai colori e opinioni morali e culturali (sovranita monetaria, moneta, banca centrale di proprieta dello stato, welfare di base……)

    Qui credo che ci troveremo divisi tra un gruppo esasperato di grillini (che appoggio ), vecchi e nuovi fascisti e comunisti, leghisti secessionisti e federalisti che dopo venti anni di nulla leghista ancora credono nella lega, e uomini di potere e gente comune che non vuole cambiare perchè li ci mangia ( pd.pdl,montiani finiani casiniani ecc,,,).

    Una rivoluzione non tra due contendenti ma un fraticidio tra convenienze e ideologie di ogni tipo…..tutto questo a che scenario ci porta?

  • Servus

    Ottimo G. Chiesa. 

    Ma da diversi autori sembra che il mondo deflagrerà già prima del 2018.
  • pierodeola

    Non temiamo il ritorno del nazismo.

    Il nazismo,e da molto tempo,è già fra noi ma i grandi commentatori allineati al potere non vogliono vederlo.

    Il nazismo ha istruito opportunamente il padrone USA che ha trasferito e usato solo i criminali del nazismo,non le persone perbene,per organizzare quello che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni in tutto il mondo.

     
  • haward

    E, quindi, anche il buon Giulietto Chiesa alla fine si è dovuto allineare al Pensiero Unico. Peccato, perchè con tutti i suoi limiti (come ogni essere umano), Chiesa, nel triste panorama giornalistico italiano, si è quasi sempre distinto per una certa autonomia di giudizio e per una buona conoscenza delle dinamiche politiche e storiche a livello nazionale ed internazionale. Ma oggi, per continuare a lavorare "su piazza", è obbligatorio recitare a memoria la solita litania.

  • bstrnt

    Parla lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia per non vedere la realtà?

  • bstrnt

    Concordo, i fondamentalisti puritani sono a tutti gli effetti il IV Reich che ha acqusito vitalità dopo l’implosione dell’URSS.

    Quanto paventato da Chiesa non è paranoia, basta vedere la Grecia!

    Tuttavia l’intera Europa è oramai collaboratore e sodale del IV Reich, la Merkel può far ben finta di poter dire qualcosa di suo, purché non sia in contrasto con i dictat dei fondamentalisti puritani, ma ricordo l’esistenza di una "Die Deutschland Karte" che sancisce che fino al 2099 la Germania resta a tutti gli effetti colonia e dominio del paesi anglofoni!  

    Quello che mi piacerebbe conoscere se vi è pure una "Carta Italiana" o se grazie ai servizi della mafia al IV Reich sia un po’ più mitigata …. dal servilismo dei nostri politicanti sembrerebbe proprio di no!

  • patrocloo

    Non mi pare che Chiesa parli di realtà, ma delle sue paure.
    D’altronde l’analisi pragmatica dei fatti non è mai stata il suo forte…

  • Truman

    Probabilmente Hitler non era così cattivo come lo hanno dipinto.

    Ma anche Stalin è stato demonizzato, se Hitler perse la II GM, Stalin perse la Guerra Fredda. E credo che questa sia la loro principale colpa. I vincitori sono sempre buoni e belli.

    E allora anche la parola stalinismo la userei con attenzione.