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SECESSIONE MOLTO PROBABILE (L'ASCESA DELL’INVALIDAMENTO)

DI KIRKPATRICK SALE

The American Conservative

Secessione molto probabile: quello che ci può insegnare il Movimento di Indipendenza del Vermont su come reclamare una comunità e creare una visione a dimensione umana per il 21° secolo, di Ron Miller e Rob Williams, ed. Chelsea Greeen. 272 pagine

Ritengo di recensire questo libro, anche se sono uno dei collaboratori, perché esso è una giusta raffigurazione della crescente tendenza di questa terra a resistere a un governo federale diventato incapace, corrotto, che è andato troppo oltre, troppo grande e troppo intrusivo. Questa tendenza può essere etichettata, per comodità: invalidamento.
Non importa che la parola non appaia in questo volume, poiché è il suo spirito a farlo. Il volume si chiama “Secessione molto probabile”, e cresce da un movimento di secessione nel Vermont che è stato attivo, a intermittenza, per un decennio. Ma non credo che davvero ci sarà una secessione nell’immediato futuro. Invece il sottotitolo arriva più vicino a ciò di cui parla questo libro -indipendenza statale. È una raccolta di saggi da un giornale chiamato Vermont Commons, che ha iniziato ad essere pubblicato nel 2005, e essi affrontano ogni aspetto di ciò che serve a uno stato per assumersi tutti i processi che nel corso degli anni sono stati ceduti al (o confiscati dal) governo federale: denaro, regolamentazioni del commercio, energia, salute, educazione, democrazia, sicurezza alimentare, informazione, diritti e politiche sociali come l’aborto o il matrimonio gay.

Ovviamente, ogni tentativo di aumentare o consolidare indipendenza a livello statale si scontrerà alla fine contro leggi e regolamenti a livello federale. Prendiamo il cibo, per esempio. Un saggio qui evidenzia che il Vermont non sarà capace di produrre il cibo “localmente o regionalmente …. finché non citeremo apertamente e smantelleremo la tirannia del nostro sistema di cibo corporativo-industriale – che è supportato dal nostro governo”. Prosegue osservando i regolamenti federali che sono cresciuti nel ventesimo secolo, che “hanno di fatto raggiunto un certo livello di sicurezza alimentare” ma al costo di “creare un sistema dove i piccoli mattatoi e la carne disponibile localmente sono scarsi a causa del capitale di investimento necessario per ottemperare a tutti gli standard di sicurezza”. Così, anche, con il latte, che il governo federale ha richiesto da tanto di pastorizzare e produrre e imbottigliare in stabilimenti costosi con processi costosi che sono molto difficili da sostenere per un piccolo contadino.

Quindi se il movimento per il cibo nel Vermont – che ha fatto molto negli anni recenti per promuovere l’allevamento locale e il commercio- fonderà mai un sistema agricolo veramente indipendente e veramente locale dovrà trovare un modo di spingere indietro le regolamentazioni e le pratiche federali: cioè, invalidamento.

Oppure prendiamo l’educazione. Un altro saggio qui mostra tutti i modi nei quali il Vermont potrebbe avere scuole che sviluppino il pensiero indipendente, senza prestare attenzione ai voti o alle prove e fornisce esempi di ciò che viene fatto in alcuni posti nello stato. Ma è difficile espandere questi modelli quando il governo statale è obbligato, da leggi statali e nazionali, ad avere un’educazione standardizzata. “Un obiettivo vitale dell’indipendenza del Vermont” scrive Ron Miller, un fondatore del movimento “educazione olistica”, “è una cultura educativa che rispetta e incoraggia l’apprendimento su scala umana, che supporta comunità di apprendimento amorevoli e premurose”. Ma va contro “la politica di educazione autoritaria” e le esigenze federali di “nessun bambino lasciato indietro” e “corsa verso la vetta.” “La politica di educazione nazionale è una ragione in più per cui dobbiamo sfidare il potere in crescita dell’impero americano,” scrive. “Dobbiamo declinare le spinte del governo federale a partecipare a qualsiasi “corsa verso la vetta””.

Ma declinare ciò significa molto di più di un gentile “no grazie”. Necessita di una deliberata campagna per invalidare le leggi federali. Ciò richiede coraggio, ma questo è ciò che un numero sorprendente di legislature statali stanno mostrando ora.

Atti per l’invalidamento sono stati introdotti in tutte le legislature statali nella nazione, in particolare nei pochi mesi scorsi: non meno di dieci stati hanno accolto proposte nell’ultima settimana di Febbraio. Secondo una stima al Tenth Amendment Center, che segue vicende di questo tipo, ci sono più di 70 programmi proposti per invalidare le leggi federali e le pratiche sono ora nelle legislature statali, a volte etichettate coscientemente come invalidamento, altre no.

Per esempio, 12 stati hanno introdotto proposte per leggi statali riguardo la marijuana, sfidando le regolamentazioni federali riguardo il Controlled Substances Act del 1970, unendosi ai 15 stati che hanno già passato diverse disposizioni sulla discriminazione, inclusi più recentemente Washington e Colorado. (In modo interessante, non sono confinati a stati blu o rossi ma si stendono in tutto il territorio: Alaska, Washington, California, Nevada, Arizona, New Mexico, Montana, Michigan, Arkansas, Vermont, Rhode Island e Maine.)

Le leggi statali contro le disposizioni del National Defense Authorization Act che consentono al presidente di trattenere indefinitamente chiunque, cittadino o no, che sospetta di legami col terrorismo, sono state introdotte in quasi la metà degli stati, di nuovo da costa a costa, e sono passate in Arizona, Utah, Maine e recentemente in Virginia -lo stato che ha usato per primo l’invalidamento, nel 1798, contro gli Alien and Sedition Acts (1).

Ulteriori leggi di invalidamento statale sono state introdotte quest’anno riguardo le misure di controllo della minaccia armata (chiamate Second Amendment Preservation Bills) in 25 stati, riguardo l’Obamacare in 6 stati (e una è passata in North Dakota, mentre altri 26 stati hanno rifiutato di sistemare “scambi” di stati sotto questa), e riguardo la privacy invasa dai droni in 14 stati (una è passata in Virginia). Ciò in aggiunta ai 15 stati che hanno rifiutato di attenersi al Real ID Act (2) del 2005 e altri 10 dove la resistenza è passata in entrambe le camere della legislatura, un rifiuto così totale che la legge, che sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2008, rimane ora inattiva senza nessun segno che gli agenti facciano pressione per renderla effettiva. E, solo per rendere ciò completo, numerosi stati hanno proposto leggi per una o più di queste cause: oro e argento come valute legali, riconoscimento del Tenth Amendment, superiorità dello sceriffo (sul poliziotto federale), protezione della Guardia Nazionale e libertà dalle regolamentazioni federali di canapa, cibo e ambiente.

Dopotutto, prova convincente –generalmente ignorata dai media, sia di massa che locali- che c’è una resistenza diffusa al governo federale, sufficiente a far introdurre e passare leggi dagli stati che alla fine esercitano i diritti del Tenth Amendment che sono stati per tanto inattivi.

Un saggista di questo volume, lo scrittore Roland Jacobson, riassume efficacemente il caso dell’indipendenza del Vermont e la ragione per cui è arrivato a confrontarsi direttamente con il governo nazionale.

Se dobbiamo coltivare le nostre tradizioni -per lasciare prosperare quelle cose che hanno reso il Vermont unico- abbiamo bisogno di staccarci dal sistema nazionale. Per troppo tempo le decisioni riguardo scuole, foreste e acqua sono state prese da senatori del South Carolina, presidenti del Texas e giudici di Chigago, gli interessi del Vermont non saranno tenuti a mente….


Non c’è dubbio che gli aspetti caratteristici del Vermont sono sotto pressione crescente da parte di una varietà di fonti esterne. La questione è cosa fare a riguardo. Ha più senso il Vermont, diventa più se stesso in qualche modo andando per la sua strada? Una semplice prova aiuta a rispondere. Se il Vermont fosse stato una Repubblica indipendente per tutto il tempo, voteresti che si unisca agli Stati Uniti? Certo che no. Sarebbe impensabile.

Ecco qui. Una logica incontestabile. Uno stato che vuole fare le cose diversamente dai dettami del governo federale deve iniziare invalidando le leggi dalle quali non vuole dipendere — e alla fine dovrà diventare “più se stesso” andando “per la sua strada”. Questo è ciò che si chiama secessione – e chi lo sa? Sulle basi di questo libro, il Vermont veramente potrà più probabilmente separarsi.

Kirkpatrick Sale
Fonte: www.theamericanconservative.com

Link: http://www.theamericanconservative.com/articles/the-rise-of-nullification/
6.06.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ILARIA GROPPI

Note:
1) Alien and Sedition Acts: con l’Alien Act il presidente in carica poteva espellere qualunque straniero che si trovava sul suolo statunitense se considerato pericoloso. Con il Sedition Act qualunque persona avesse redatto uno scritto nel quale si ravvisava qualche offesa al congresso, al presidente o al governo poteva essere perseguita legalmente (fonte: wikipedia)

2) Real ID Act: introdotto nel 2005, modificava le procedure standard per il rilascio di patenti di guida e carte d’identità, insieme con diverse modifiche riguardo le politiche di immigrazione per far fronte al terrorismo (fonte: wikipedia)

Pubblicato da Truman

  • Mariano6734

    giustissime osservazioni. Le normative introdotte negli ultimi venti anni a titolo di “sicurezza” non sono altro che un modo estendere il dominio su ogni attivitá umana e conseguenza diretta di ció (anche se non intenzionale) é lo scoraggiamento delle piccole attivitá, le quali difficilmente possono disporre del capitale per ottemperare a tutte le “norme di sicurezza” europee. Un tempo fare della marmellata e venderla al mercato era una cosa per tutti. Ora bisogna avere un laboratorio a norma, il cui costo é pari a quanto uno potrebbe guadagnare vendendo marmellate per 20 anni.

    L’osservazione dell’articolista e di questi del Vermont sono giustissime. Ma quando farai una campagna per l’abolizione di queste norme di sicurezza, o per l’abolizione dell’obbligo di una educazione autoritaria e standardizzata, avrai sempre milioni di idioti che grideranno “AIUTO, VOGLIONO PORTARCI VIA LE NOSTRE SICUREZZE”.
    È inutile, non riesco ad immaginarmi come un pubblico posso mai capire ció che diceva Benjamin Franklin: “Chi fra la Libertá e la Sicurezza sceglie la Sicurezza non merita nessuna delle due”.