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SE I POVERI SAPESSERO EFFETTIVAMENTE QUANTO I RICCHI SONO RICCHI, CI SAREBBERO RIVOLTE PER LE STRADE

DI NICOLAS FITZ

scientificamerican.com

La Diseguaglianza Economica: Molto Peggio di quello che pensi, L’immenso divario tra le nostri convinzioni, I nostri ideali e la realta’.

Il comico Chris Rock in una conversazione recente con Frank Rich lo scorso autunno, ha candidamente ammesso: “Oh, la gente non immagina nemmeno. Se I poveri sapessero effettivamente quanto ricchi sono I ricchi, ci sarebbero rivolte per le strade”. I risultati di tre studi pubblicati negli ultimi anni sul giornale Perspectives on Psychological Science suggeriscono che Rock abbia ragione. Non abbiamo idea di quanto diseguale ed ingiusta la nostra societa’ sia diventata.

Nel loro articolo del 2011 Michael Norton e Dan Ariely hanno analizzato le convinzioni della popolazione sulla diseguaglianza Hanno quindi chiesto a più di 5.000 americani di indovinare la percentuale di ricchezza (cioè, di risparmio, di proprietà, azioni, ecc, meno i debiti) di proprietà di ciascun quinto della popolazione. Successivamente hanno chiesto alle persone di costruire la loro distribuzione ideale. Immaginiamo che tutta la ricchezza degli Stati Uniti sia racchiusa in una pizza. Qual è la percentuale di quella pizza che appartiene al 20% degli americani ricchi? Quanto è grande la fetta che possiede il 40% piu povero? In un mondo ideale, quanto dovrebbero avere?


L’americano medio ritiene che il 20% di popolazione più ricco possieda il 59% della ricchezza e che il 40% piu povero il 9%. La realtà è molto diversa. Il 20% delle famiglie americane piu ricche possiede più del 84% della ricchezza mentre il 40% delle famiglie piu povere arriva assieme ad un misero 0,3%. La famiglia Walton possiede, per esempio, più ricchezza della somma totale. del 42% delle famiglie americane.


Non vogliamo vivere così. Nella nostra distribuzione ideale, il quintile superiore detiene il 32% e gli ultimi due quintili possiedono il 25%. Come dice il giornalista Chrystia Freeland, “gli americani in realtà vivono in Russia, anche se pensano di vivere in Svezia. E vorrebbero vivere in un kibbutz”

Norton e Ariely hanno infatti trovato un sorprendente livello di consenso: tutti vorrebbero una distribuzione più equa della ricchezza rispetto allo standard attuale, incluso i repubblicani e i ricchi in generale.
Tutto questo potrebbe far pensare.

Un video infografico dello studio è diventato virale ed è stato visto più di 16 milioni di volte su Internet.


In un altro studio pubblicato lo scorso anno, Norton e Sorapop Kiatpongsan hanno utilizzato un approccio simile per valutare la percezione della disuguaglianza di reddito. Hanno chiesto a circa 55.000 persone provenienti da piu di 40 paesi di valutare quanto gli amministratori delegati aziendali e i lavoratori non specializzati hanno guadagnato. Poi hanno chiesto alla gente quanto gli amministratori delegati e i lavoratori non specializzati dovrebbero guadagnare. La risposta media degli americani ha stimato che il rapporto amministratore delegato/operaio non specializzato fosse di 30 a 1, e che idealmente dovrebbe essere di 7 a 1. La realtà? Il rapporto e’ di 354 a 1.Cinquant’anni fa, era di 20 a1.. Anche in questo caso, l’andamento generale era lo stesso per tutti i sottogruppi, indipendentemente dall’età, titolo di studio, appartenenza politica, o dalle convinzioni personali sulla disuguaglianza e sulla retribuzione. “In sintesi”, i ricercatori hanno concluso, “gli intervistati sottovalutano i divari retributivi attuali, e i loro divari retributivi ideali sono ancor più lontani dalla realtà di quelle sottostime.”


Questi due studi implicano anche che la nostra apatia sulla disuguaglianza è dovuta ai nostri troppo ottimistici errori di percezione. Ad esser sinceri, però, in realta’ capiamo che c’e qualcosa che non va. Dopo tutto, il presidente Obama ha definito la disuguaglianza economica “la sfida che definisce il nostro tempe.”. Ma mentre gli americani riconoscono che il divario tra ricchi e poveri si è ampliato negli ultimi dieci anni, pochi lo vedono come un problema serio. Solo il cinque per centot degli americani pensa che la disuguaglianza sia un problema grave che ha bisogno di attenzione. Nonostante il movimento Occupy possa avere una certa presa, gli americani in generale non sono in rivolta per le strade.


Una ragione ci viene fornita da un terzo studio, pubblicato all’inizio di quest’anno da Shai Davidai e Thomas Gilovich t e che suggerisce che la nostra indifferenza risieda in un ottimismo culturale tipicamente americano. Al centro del sogno americano c’è infatti la convinzione che chi lavora sodo può migliorare la propria condizione economica a prescindere delle sue condizioni sociali di partenza. Davidai e Gilovich hanno voluto sapere se le persone hanno un senso realistico della mobilità economica.


I ricercatori hanno scoperto che gli americani sopravvalutano la quantità di mobilità sociale verso l’alto che esiste nella società. Hanno chiesto a circa 3.000 persone di indovinare la possibilità che qualcuno nato in una famiglia nel 20% più povero si ritrovi da adulto nei quintili più ricchi. Ovviamente, la gente pensa che migliorarsi economicamente sia molto più probabile di quanto non lo sia in realtà. È interessante notare tuttavia come i partecipanti più poveri e politicamente conservatori pensino che ci sia molta più mobilità di quanto pensino realmente i partecipanti più ricchi e liberali.


Secondo Pew Research, la maggioranza degli americani ritiene che il sistema economico favorisce ingiustamente i ricchi, ma il 60% crede che la maggior parte delle persone ce la possono fare a migliorarsi economicamente, a patto di lavorare sodo. Il senatore Marco Rubio ha affermato che l’America non è “mai stata una nazione di abbienti e non abbienti, ma un paese di abbienti e abbienti/in/divenire, ossia di persone che ce l’hanno fatta e persone che ce la faranno.”Certo, una favola del genere piace a tutti, ma forse tolleriamo tale disuguaglianza perché pensiamo che queste storie possano accadere molto di più di quanto effettivamente succedano.


Forse non vogliamo crederci, ma gli Stati Uniti sono diventati la nazione più disugualel tra tutte le nazioni occidentali. A peggiorare le cose, l’America ha una mobilità sociale molto minore rispetto al Canada e all’Europa.


Come i sociologi Stephen McNamee e Robert Miller Jr. sottolineano nel loro libro, “Il Mito della Meritocrazia” gli americani credono ampiamente che il successo sia dovuto al talento e all’impegno individuale. Ironia della sorte, quando il termine “meritocrazia” è stato usato per la prima volta da Michael Young (nel suo libro del 1958 “L’Avvento della Meritocrazia”), il termine era stato concepito per criticare una società governata dall’elite dei talentuosi. “E ‘ buon senso quello di nominare singoli individui per i lavori di cui sono meritevoli “, ha scritto Young in un saggio 2001 per il Guardian.” E ‘il contrario quando coloro che, giudicati di avere dei meriti particolari, finiscono per diventare una nuova classe sociale senza lasciare spazio ad altri.”

ll creatore di questa frase vorrebbe che la smettessimo di di usare questo termine in quanto sottoscrive il mito che chi ha soldi e potere lo meriti (e la convinzione ancor più agghiacciante che i meno fortunati non meritani di meglio).


Enfatizzando eccessivamente la mobilità individuale, ignoriamo importanti determinanti sociali di successo come l’eredità familiare, i legami sociali, e la discriminazione strutturale. I tre saggi sopra citati e raccolti in Perspectives on Psychological Science indicano non solo che la disuguaglianza economica è molto peggiore di quello che pensiamo, ma anche che la mobilità sociale è meno di quanto si potrebbe immaginare. Il nostro peculiare ottimismo ci impedisce di apportare cambiamenti reali.


Il grande comico George Carlin scherzava sul fatto che, “la ragione per cui lo chiamano sogno americano è perché si deve essere addormentati per crederci.” Come fare a svegliarsi?

Nick Fitz è dottorando presso il Nucleo Nazionale per Neuroetica presso l’Università della British Columbia. Studia soprattutto norme sociali di tecnologia, salute, e malattie.
Segui Nick su Twitter @fitznich

Fonte: www.scientificamerican.com

Link: http://www.scientificamerican.com/article/economic-inequality-it-s-far-worse-than-you-think/

31.03.2015

Traduzione per www.comdonchischiotte.org a cura di NUNZIO PERNA

Pubblicato da Davide

  • italosvevo

    E questo è solo l’antipasto , aspetta che inizino a scoppiare tutte quelle belle bolle blu create dalla finanza creativa e vedrete come andrà a finire .Comunque , se mancheranno le proteine i poveri sanno dove trovarle .

  • uomospeciale

    La realtà pura e semplice è che deve essere posto un limite all’accaparramento e all’accumulo senza fine di proprietà, beni materiali, e capitali.

    Il comunismo era un’ideologia fallimentare ma anche la crescita infinita e il capitalismo di rapina senza regole e senza limiti sono destinati a scontarsi con una realtà fatta di risorse in esaurimento
    e disuguaglianze tali da costringere a breve, i più agiati, ad andare con la scorta anche al cesso.

    Come già accade in Brasile e in tutta l’America latina.

    Va posto un limite all’arricchimento personale.
    Quando uno arriva a possedere a sufficienza per vivere decorosamente,
    tutto il guadagno eccedente una certa percentuale di ricchezza, ( diciamo i 10 milioni di euro?) andrebbe confiscato in toto dallo stato e impiegato nel sociale o sul territorio.

    Le borse sopratutto andrebbero chiuse subito.
    E’ profondamente immorale che chi è già fin troppo ricco continui ad arricchirsi in eterno
    senza mai fare un cazzo, limitandosi a vendere o comprare a seconda di come soffia il vento
    e sottraendo all’economia fiumi di denaro che se fossero impiegati sul territorio o in attività reali creerebbero centinaia di  migliaia di nuovi posti di lavoro.

    E a mio avviso, andrebbe posto un limite anche alla quota di ereditarietà..
    Non è giusto  che i figli di chi è ricco o benestante  debbano avere tutto facile,
    tutto regalato, tutto semplice A VITA, solo perché sono usciti
    dai coglioni giusti.

    Troppo comodo.

    Che si guadagnino il pane anche loro.

    Ci sono famiglie dove DA SECOLI nessuno ha mai fatto un solo giorno di vero lavoro solo perché
    il padre, il nonno, il bisnonno, o il trisavolo ha fatto montagne di soldi ancora ai tempi di Luigi XIV,
    o magari con la tratta dei negri.

  • adriano_53

    se la percezione è così distorta sul piano economico, quanto lo sarà su altre dimensioni?
    Oppure, quanto drogata deve essere la psiche americana per distorcere a tal punto la percezione economica?

  • consulfin

    Il fallimento del referendum che si è tenuto in Svizzera sulla proposta di introdurre un limite alle indennità manageriali dimostra che l’ottimismo di cui parla l’Autore non appartiene, purtroppo, ai soli statunitensi

  • FBF

    Non serve guardare dal fondo le stelle. Le cose ingiuste e nonostante tutto benedette le vediamo anche nel luogo di lavoro. Per cui le rivoluzioni possono solo essere fatte da chi non conosce la Realtà. Pardon … le rivolte per le strade. I palazzi rimangono intoccabili e se anche tutto cambiasse non cambierebbe nulla. Lo diceva un filosofo o altro di cui ora non ricordo il nome … tremila anni fa.

  • ilsanto

    Guarda che non è solo la psiche americana ad essere distorta anche noi nel nostro piccolo non scherziamo anzi forse peggio perchè loro hanno il sogno americano noi invece neanche quello.

  • ilsanto

    Guarda che non è solo la psiche americana ad essere distorta anche noi nel nostro piccolo non scherziamo anzi forse peggio perchè loro hanno il sogno americano noi invece neanche quello.

  • ilsanto

    Giusto.

  • Quantum

    Quei furbacchioni degli Svizzeri hanno anche rinunciato ad un accorciamento delle ore settimanali di  lavoro.

  • Quantum

    Le rivoluzioni pacifiche non hanno portato mai a nulla. Dietro a Ghandi o M. L. King ci sono stati invece scontri e violenza. E quelli hanno portato a risoluzioni.

    La propaganda vuole farci credere che le proteste devono essere pacifiche se vogliono portare ad accordi, e che la violenza va sempre condannata.
    Io sono del’idea che solo lotte violente sono in grado di mettere paura al Vero Potere. Ma che soprattutto il reato di tirannia vada riconosciuto con valenza giuridica. E che i tiranneggiati abbiano il diritto di rivoltarsi, e godere dell’attenuante.
  • italosvevo

    Condivido in pieno quello che hai scritto soprattutto il discorso di fondo , di base le opportunità iniziali dovrebbero essere concesse in egual misura a tutti il diritto allo studio ed alla cultura ,una base di partenza economica uguale per tutti e in questo emergerebbero i veri talenti non i figli di papà , troppo facile vantarsi del livello raggiunto quando tutto ti era dovuto . Quella sarebbe la giusta scala il corretto metro di misura delle persone , che poi non è proprio così perché uno che si accontenta e vivacchia per libera scelta senza fare del male a nessuno è visto male dalla società capitalista , ma non è perseguibile dalla legge .  

  • italosvevo

    Condivido in pieno quello che hai scritto soprattutto il discorso di fondo , di base le opportunità iniziali dovrebbero essere concesse in egual misura a tutti il diritto allo studio ed alla cultura ,una base di partenza economica uguale per tutti e in questo emergerebbero i veri talenti non i figli di papà , troppo facile vantarsi del livello raggiunto quando tutto ti era dovuto . Quella sarebbe la giusta scala il corretto metro di misura delle persone , che poi non è proprio così perché uno che si accontenta e vivacchia per libera scelta senza fare del male a nessuno è visto male dalla società capitalista , ma non è perseguibile dalla legge .  

  • lanzo

    In ogni caso puoi sempre reclutare poveri (PS e caramba) per manganellare  gli altri poveri che odino alzare la cresta.

  • Quantum

    Troppo semplicistico…

    Ci sono già teorie più moderne di società e modelli.
    Quella basata sulle risorse è la più moderna ed audace. Perché non prevede neppure il denaro.
    Il PROUTismo invece coniuga il socialismo con lo spiritualismo, mantenendo anche giuste differenze tra gli individui, non come "valore" intrinseco, non esistono persone di valore umano diverso, ma come valore per la comunità del loro lavoro e l’impegno di studio previsto per arrivare a quel livello di abilità.
    Così un medico molto impegnato ha diritto a 30x lo stipendio di un operazio comune, ed anche accesso a elicottero e mezzi di trasporto che lo aiutino nel loro lavoro.