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“SE FOSSI STATO UN SERVO DELLA GLEBA POTEVO FARE IL CAZZO CHE MI PAREVA…”. QUANDO E' CHIUSA LA SOCIETA' APERTA


DI ALESSIO MANNINO
ilribelle.com

Occorre sopprimere il liberale che è in noi. Perché usurpa il significato etimologico di “libertà”, ed è la migliore maschera della dittatura vigente: il capitalismo totalitario. Libero, oggi, è solo chi ha un dato potere d’acquisto. Nemmeno più il ricco di una volta, col conto in banca pieno: adesso è ricco chi può muovere capitali non suoi. È l’economia finanziaria, bellezza. Fondata sulla liquidità evanescente. Cioè sul nulla.

Popper aveva torto marcio. Quanto è aperta, di grazia, la popperiana “società aperta”? A me sembra di vivere in una società paurosa, paranoica, ossessiva.
Prendiamo la crociata salutista contro il fumo, per esempio. Il liberalismo imperante permette che il fumatore venga trattato come un lebbroso, un appestato sociale, confinato in appositi ghetti, senza più nemmeno il diritto ad uno scompartimento tutto per lui sui vagoni ferroviari. Ci si incattivisce sui vizi individuali e si è oltraggiosamente permissivisti con le malattie collettive (smog, scorie industriali, inceneritori, schifezze negli alimenti, cocaina che scorre a fiumi nei festini dei benpensanti). Le multinazionali del tabacco fanno miliardi a palate con la loro droga legale. Eppure io, persona con una testa, dovrei essere libero di decidere se assumere o no tale robaccia, perché lo Stato, questa glaciale astrazione, non può disporre del mio corpo. Anche perché si tratta di quello stesso, benevolo Stato che, a parte qualche ipocrita campagna pubblicitaria, non muove un dito se aspiro le esalazioni delle fabbriche e i gas di scarico delle auto appena metto il naso fuori di casa o se mangio cibi trattati (cioè quasi tutti) regolarmente acquistati al supermercato, e che mi vuole convincere a inalarmi vaccini inventati apposta contro montatissime influenze pseudo-mortali.

La libertà individuale è poter fare ciò che vuoi senza danneggiare un bene di tutti. Ma neppure l’autorità pubblica può immischiarsi in ciò che posso decidere io e soltanto io. È una sana non-interferenza. Prima dell’industrialismo e della sua smania borghese di regole, l’individuo subiva molte meno interferenze nella propria vita privata di quante ne subisce oggi. Il contadino pre-moderno poteva passarsela parecchio male per ragioni economiche, perché magari il raccolto dell’annata era andato male, ma anche quando era un servo della gleba i suoi obblighi si limitavano alle corvées e alla decima, per il resto viveva sul suo senza obblighi di sorta che non fosse il legame ereditario alla sua terra. Ma se voleva costruirsi con le sue mani un altro pezzo di casa poteva farlo tranquillamente, mentre noi oggi dobbiamo compilare una decina di moduli e chiedere il permesso a una mezza dozzina di uffici pubblici. Certo, allora non c’era l’urbanizzazione selvaggia, ma l’esempio vale per illuminare una differenza capitale: la libertà non va confusa con la possibilità astrattamente illimitata. Una libertà è tale nel momento in cui, se voglio, posso goderne. Adesso, nella democrazia che si proclama liberale, sono libero ma solo all’interno di tante e tali regole che, di fatto, non sono più libero. Ci muoviamo ostacolati da un intrico di divieti, scritti e non scritti, che farebbero inorridire anche il più miserabile dei nostri antenati antichi o medievali. Possiamo circolare ma dall’ora x all’ora y, nel posto tale e non in un altro, stando attenti che non ci sia qualche cartello che vieti di mangiare, di bere o di cucinare in luogo aperto, se abbiamo 18 anni o se la nostra patente ne ha già compiuti cinque. Possiamo dire quello che vogliamo ma a patto di non offendere la sensibilità di ebrei, musulmani, gay, neri, cattolici, donne, animali, bambini, minoranze etniche e memorie sacre del passato (solo alcune, beninteso, quelle funzionali al potere). Possiamo manifestare su piazza, ma se il questore è d’accordo. Possiamo scrivere su un giornale, ma solo se è riconosciuto dall’Ordine e dal Tribunale (benedetta sia l’anarchia di Internet, finché dura). Possiamo aprire un’azienda, ma solo dopo aver fatto una trafila di permessi da far venire i capelli bianchi. Possiamo pisciare all’aperto? No, perché si configura come atto osceno in luogo pubblico. Non si può più nemmeno farsi una pisciata in santa pace.

Ebbene, se fossi stato un servo della gleba potevo fare il cazzo che mi pareva a patto di non insultare il Re e la Chiesa e non fomentare rivolte. Oggi, che sono il cittadino di uno Stato liberal-democratico, continuo a non poter insultare chi voglio (pena la denuncia per ingiuria o diffamazione) e a non poter minacciare l’ordine costituito, ma per soprammercato sono impigliato in una rete di impedimenti sempre più dettagliati, minuziosi, patetici. “Ah, ma sei libero di criticare, c’è la libertà di pensiero” – ribatte la belante pecora liberale. Tanto per cominciare, se per caso non ti dichiari anche tu liberale e, sfrontato che non sei altro, osi pure criticare il sistema liberale in cui vivi, sei out, diventi un essere inferiore, rischi seriamente l’emarginazione sociale. Esprimere pubblicamente fedeltà al partito unico liberale equivale ad avere in tasca la tessera del Pnf sotto il fascismo: senza, ad esempio se vuoi fare il giornalista pagato decentemente, non lavori. Ma poi, andiamola ad analizzare questa famosa libertà di critica. Se critichi gli Stati Uniti, ti vomitano addosso l’accusa di anti-americanismo e sei cacciato fuori dall’agorà delle opinioni politicamente corrette. Se critichi il Papa commetti reato di bestemmia e ti espellono nelle catacombe delle idee impronunciabili. Se critichi il dogma dello sviluppo economico, ti danno del retrogrado reazionario e anche qui il tuo destino è la clandestinità. Se critichi il modello di vita consumista, ti danno del sognatore visionario e se ti va bene ti dicono di sì come si dice sì ai matti.

Se dici che questa non è libertà ma conformismo, ti considerano un pazzo estremista, un potenziale eversore, un nemico della democrazia. Io invece affermo che la democrazia liberale è il regime più liberticida che esista, perché ti concede una libertà teorica che poi svuota con una serie di limitazioni, tabù, muri e ganasce che alla fine, in mano, te ne resta una: comprare, fare shopping. Il fatto è che il consumo dipende dal reddito, cioè da quanti soldi uno possiede. E allora la libertà svanisce, è una bella parola vuota, una presa in giro. I poveri, certo, ci sono sempre stati. Ma almeno un tempo lo Stato se ne strafotteva delle loro abitudini private come di quelle di chiunque. Oggi invece se sei povero, e la soglia di povertà si sta espandendo a vista d’occhio, non puoi nemmeno più darlo a vedere, non puoi avere idee anti-sistema, se ti incazzi e scendi in strada a cantargliene quattro la tua protesta diventa automaticamente “violenta” e perciò non conta. Se ti imbestialisci contro contratti da fame e a scadenza ti dicono che non sei moderno, e se ti riduci a mendicare ti fanno pure la multa e ti spazzano più in là, perché sei brutto da vedere – uno scarafaggio kafkiano che può andare in malora. Altro che il paradiso terrestre dei liberali. I maledetti liberali.

Alessio Mannino
Fonte: www.ilribelle.com
Link: http://www.ilribelle.com/quotidiano/2013/3/5/quanto-e-chiusa-la-societa-aperta.html
6.03.2013

Pubblicato da Davide

  • lucamartinelli

    Caro Alessio Mannino, benvenuto tra chi da anni sostiene che il nostro sistema è una finta-democrazia e sostanzialmente un teatrino volto a fottere il popolo 24 ore su 24.

  • Nauseato

    Be’ … ma non è che occorra essere degli illuminati per poterlo sostenere …

  • Nauseato

    Leggendo mi sono amaramente ricordato una azzeccata quanto acuta frase di Topor [fr.wikipedia.org]: “Io sono fermamente contrario all’aborto, è una intollerabile dimostrazione di impazienza…”

  • aNOnymo

    Questo articolo te lo potevi risparmiare perchè se volevi denunciare la mancanza di libertà di pensiero, parola o qualsiasi altra forma di espressione ti sei incartato in aspetti troppo superficiali e secondo me anche banali.
    Sei cresciuto con latte e biscotti a colazione, la tv, libri, con la possibilità di studiare e svolgere il lavoro che ti piace. Forse non tiricordi bene qual’era la vita dei servi della gleba. Per me è no!

  • lucamartinelli

    Ci mancherebbe. Gli illuminati, quelli veri, sostengono che siamo al meglio del meglio. Anche la maggior parte della popolazione pensa che siamo messi bene. Eraclìto, filosofo dell’antica Grecia, scriveva 2000 anni fa che la maggior parte della popolazione è composta da imbecilli. Che casino, vero?

  • bysantium

    Se critichi il Papa commetti reato di bestemmia e ti espellono nelle catacombe delle idee impronunciabili.
    ?????
    Proprio il contrario, direi.

  • jorge

    Nell’articolo manca ogni riferimento all’uso strumentale fatto dal potere delle leggi e dei divieti. Usando la legge si colpiscono i “dissidenti” e non
    coloro che appartengono alla “nomenklatura” o al gruppo di amici e servitori coagulati attorno al potere, i quali godono di una palese “immunità”. Manca inoltre, ogni riferimento alla voluta ambiguità di molte leggi che favorisce interpretazioni di comodo della legge stessa e agli “eyes wide shut” (leggasi omertà) con cui in molti casi la “cittadinanza” assiste alla lotta (impari) tra un singolo che denuncia la volazione compiuta dal funzionario o dal prestanome e il potere che lo difende, avvalendosi di testimoni infedeli, di verifiche distratte attuate fuori tempo e, in certi casi, perfino di magistrati compiacenti o corrotti.
    Non dimentichiamo che un giudice attento agli interessi della “nomenklatura” e dei sui complici, posizionato strategicamente, può rovesciare con “eyes wide shut” una sentenza esemplare sottoscritta da un giudice ad esso inferiore gerarchicamente, come è successo in circostanze che conosco e ho potuto approfondire.
    Non mi pare che il M5S sia particolarmente sensibile a questo problema sebbene lo stesso Grillo abbia denunciato chiaramente “questa gentaglia che c’é oggi nei comuni che sono solo funzionari di partito” esortando tutti a “guardare, osservare e mettere in rete” ogni disfunzione.

  • Ercole

    Caro Mannino la risposta alla tua riflessione l’ha gia data Marx nel libro L’ IDEOLOGIA TEDESCA e ci ha indicato anche la strada da percorrere….

  • flora

    Secondo me è un buon articolo; è chiaro che c’è una sintetizzazione e semplificazione ma, appunto, si tratta di un articolo. é indubbio che dall’età moderna è iniziata tutta un’opera di penetrazione da parte dei poteri in qualsiasi campo del vivere; educazione, in primis, il lavoro e l’inizio dell’industrializzazione, gli eserciti, la burocrazia, il sistema penale e per dirla con Foucault: “La prigione, una caserma un po’stretta, una scuola senza indulgenza, una fabbrica buia, ma al limite, niente di qualitativamente differente”.
    é molto difficile essere “liberi” e molto facile per chi si fregia di questo aggettivo di cadere nel ridicolo. Parliamo di secoli di politiche volte alla standardizzazione e normalizzazione dei nostri comportamenti e pensieri. Sarebbe innanzitutto utile renderci conto di questo. Poi le solite risposte da “adesso si vive molto meglio, hai studiato, hai millecinquecento vestiti nell’armadio ecc ecc” lasciano il tempo che trovano e anzi.. Rientrano proprio nel modello di “normalità” in cui dobbiamo necessariamente rientrare.

    flora

  • Nauseato

    In effetti.

  • Mariano6734

    «Il consumismo altro non è che una nuova forma totalitaria – in quanto del tutto totalizzante, in quanto alienante fino al limite estremo della degradazione antropologica, o genocidio (Marx) – e quindi la sua permissività è falsa: è la maschera della peggiore repressione mai esercitata dal potere sulle masse dei cittadini. Infatti (è la battuta di uno dei protagonisti del mio prossimo film, tratto da De Sade e ambientato nella Repubblica di Salò): “In una società dove tutto è proibito, si può fare tutto: in una società dove è permesso qualcosa si può fare solo quel qualcosa”.»
    Pier Paolo Pasolini, Salò o le 120 giornate di Sodoma

  • Mariano6734

    esatto. grande sventola qui.
    Criticare il papa e la Chiesa é considerato moderno e liberale. Non criticarlo significa essere bigotto e retrogrado

  • Mariano6734
  • RicBo

    articolo davvero di basso livello, in certe osterie di fuori porta certi argomenti vengono trattati con meno superficialità

  • Pellegrino

    L’unica cosa che non torna nell’articolo è mettere Papa e Cattolicesimo nel novero delle entità inbestemmiabili. Tutt’altro! Offendere Papa e Chiesa fa erigere, ipso facto, il bestemmiatore al rango di “intelligente”, intellettuale, moderno!

  • redme

    “La civiltà non raggiungerà la perfezione finché l’ultima pietra dell’ultima chiesa non sarà caduta sull’ultimo prete.” (Emile Zola)

  • Pellegrino

    a che si deve questa citazione del crasso massone Zola?

  • Aironeblu

    Si poteva esprimere un concetto tanto ovvio quanto ormai banale come quello della dittarura liberistafor dummies in maniera meno superficiale e meno contradditoria: affermando che La libertà individuale è poter fare ciò che vuoi senza danneggiare un bene di tutti e poi lamentandosi di non poter pisciare all’aperto, insultare chi gli pare, fumare in luogo pubblico o circolare con l’auto quando la soglia limite di inquinamento è superata, e quel benevolo Stato che non muove un dito se aspiro le esalazioni delle fabbriche e i gas di scarico delle auto appena metto il naso fuori di casa”, emana provvedimenti per il contenimento del traffico.
    Evidentemente il ribelle Alessio Mannino, intende le libertà individuali come qualcosa di puramente personale, oppure è in buona fede, e sarà ben contento se ci riuniamo tutti a pisciare sotto casa sua riempiendolo di insulti per affermare anche noi le nostre libertà individuali….

  • Aironeblu

    Detto più in sintesi:

    “Se fossi stato un servo della gleba potevo fare il cazzo che mi pareva…”

    E trovare chi ti schiaffeggiava come gli pareva per le stupidaggini che dici.

    P.S. Quando pubblichi un articolo, almeno per il titolo chiedi a qualcuno di spiegarti l’uso di congiuntivi e condizionali, così oltre a fare il cazzo che ti pare riesci anche ad esprimerti nella nostra lingua.

  • ottavino

    Alessio Mannino sfiora il punto, ma resta lontano dal centro del problema. Il liberalismo che viene propinato è una scusa per fare il socialismo, cioè per strutturare le masse, per guidare le mandrie di pecore. Non è un caso che sanità e istruzione siano praticamente dei monopoli, in mano, tra l’altro, a caste più o meno ben retribuite. Il poliziotto, il medico, l’insegnante, il politico sono praticamente OBBLIGATORI. Quindi non è esatto parlare di società liberale. E’ solo una finzione.

  • makkia

    Prova a offenderli dicendo che dovrebbero pagare l’IMU come tutti gli altri, poi vedi quanto vieni considerato intellettuale e moderno.
    Papa e chiesa, davvero.
    Ma… difendere Cristo, no eh?
    E’ parecchio più bistrattato proprio perché il rispetto, bi/multi/partisan e politicamente corretto, della sua figura consente la mortificazione del suo discorso più che in qualsiasi altro ambito dello spirituale.
    Ma già, piagnucolare invece sulle fandonie niceane va di moda. Pressappoco quanto incassare il reddito pietista da Shoah (per l’altra sovrastruttura spirituale occidentale).
    Toccategli il mezzo per far soldi, a questi “spiriti elevati”, e la lacrimuccia ce l’hanno sempre in tasca, pronta all’uso.

  • Georgejefferson

    come no,il socialismo certo..mi mancava la parola

  • yakoviev

    Un secolo e mezzo di lotta per il socialismo quando c’era già e non ce ne siamo accorti…

  • Fedeledellacroce

    Si riferisce al fatto che non é mai troppo tardi per prendere a sassate i preti!
    A proposito del papa e le bestemmie……