Home / ComeDonChisciotte / SANGUE PURO (COME SI ALIMENTA L’ ODIO FASCISTA IN GRECIA)
11726-thumb.jpg

SANGUE PURO (COME SI ALIMENTA L’ ODIO FASCISTA IN GRECIA)

DI SOFIANE AIT CHALATET E CHRIS JONES
Global Research

Sabato 30 aprile, il partito fascista greco, Alba Dorata, ha tentato di creare una banca del sangue ad uso dei soli cittadini greci.
Sostenitori di Alba Dorata sono arrivati negli ospedali di tutto il paese e, dopo un gran battage pubblicitario, hanno chiesto di donare il sangue, che però doveva essere destinato solo ai Greci.

Nell’Ospedale Generale di Samos, come in molti altri luoghi, contro i fascisti si è creata una vasta coalizione formata da cittadini e dal personale medico che ha bloccato la loro entrata al centro di donazione del sangue.

La manifestazione è cominciata alle 9.30 e terminata alle 16:00, quando il centro trasfusioni ha chiuso per il fine settimana. Quelli di Alba dorata se ne sono andati senza aver ottenuto quello che volevano.

E’ stata una vittoria significativa per tutti quelli che si oppongono a Alba Dorata. A Samos almeno questa è stata una delle purtroppo rare occasioni in cui i membri di tutti i partiti di sinistra si sono uniti in uno scopo comune. L’atmosfera che volevano creare i cinquanta attivisti non si è creata. Il personale medico del centro trasfusioni non ha mai lasciato la prima linea del picchetto e lì sono rimasti per tutta la manifestazione. C’è stata unanimità completa perché quello che voleva Alba Dorata era assolutamente inaccettabile e disumano. Qui passava una linea rossa che non si poteva e non si doveva attraversare.

Ma la resistenza contro questa manifestazione ha sollevato anche qualche domanda inquietante sul rapporto che esiste tra Alba Dorata e il governo greco. Quando Alba Dorata indisse la manifestazione tutte le associazioni di medici e molti altri gruppi professionali sanitari avevano detto esplicitamente che la loro proposta era assolutamente inaccettabile e in violazione di ogni principio di etica professionale. La donazione del sangue deve essere fatta senza nessuna condizione, e nessuno ha il diritto di stabilire chi saranno i destinatari del sangue donato. Questo sentimento è stato riportato dalla gran parte dei media mainstream greci, ma da parte del governo, e in particolare il Ministero della Salute, c’è stato solo un silenzio. È un silenzio che dice molto. Su un tema così sfacciatamente immorale come questo, che chiaramente offende tanta gente, il silenzio del governo ha profondamente dimostrato che Alba Dorata ha poco da temere dallo Stato per un ampio spettro delle sue attività.

A Samos, la natura di questa complicità è stata dimostrata dal comportamento della direzione dell’ospedale. Quelli del picchetto potevano vedere la direzione in fondo al corridoio dell’l’ingresso principale dove, per ore e ore, i capetti del piccolo contingente di Alba Dorata ripetutamente entravano e uscivano. Quello che la gente voleva sapere era che c’era da negoziare? La cosa era chiara : Le donazioni di sangue sono incondizionate e questo principio non è negoziabile. I medici del picchetto hanno ribadito che questa era la posizione del personale in tutto l’ospedale e che tutti erano assolutamente contrari all’iniziativa, perché disumana oltre che illegale.

Verso le 14:00 il Procuratore capo dell’isola è arrivato e anche lui ha cominciato a entrare e uscire dall’ufficio del direttore e per tutto il giorno, il personale medico del picchetto veniva chiamato per parlare con il direttore dell’ospedale e attraverso questi canali è trapelato il pensiero della direzione.

Dall’inizio, il fatto, che la direttrice non abbia ordinato a Alba Dorata di lasciare l’ospedale e di abbandonare il tentativo di donare sangue ad una banca del sangue esclusivamente per i greci, era un chiaro segno, se non delle sue simpatie, almeno di una sua debolezza morale e della sua vigliaccheria.
La disponibilità della direzione a negoziare con Alba Dorata per così tanto tempo rafforza questa considerazione, come il non aver comunicato alla stampa quali erano i motivi del picchettaggio e il non aver appoggiato lo staff medico. Poi quando è arrivato il procuratore, la direzione dell’ospedale ha deciso di chiamare la polizia per far rimuovere il picchetto a causa del rumore della protesta, che disturbava i pazienti … che la pensavano come i dottori.
Debolezza e complicità.

Ma la polizia non è mai arrivata, anche se durante le sei ore di picchetto le auto della polizia attraversavano regolarmente il parco dell’ospedale senza fermarsi. Si sapeva però che agenti in borghese sono stati in mezzo ai manifestanti per tutta la giornata.

Non possiamo comunque lasciare spazio a nessun autocompiacimento per Alba Dorata. Su quest’argomento per esempio abbiamo saputo che durante la giornata i fascisti hanno trovato una scappatoia che permetterà a club privati e a associazioni di crearsi delle scorte private di sangue, che resterà sotto il loro controllo e di cui potranno stabilire i destinatari.

Abbiamo saputo che proprio questo era uno dei punti principali del negoziato tra Alba Dorata e la direzione dell’ospedale e sembra che la direttrice abbia ceduto su questo punto, anche se in passato questa eccezione poteva essere concessa solo per particolari gruppi sportivi e associazioni simili e certamente non per un partito politico. Da quanto abbiamo capito, Alba Dorata ha creato un “proprio conto del sangue” nell’ospedale generale di Samos. E questo ha sollevato una vera questione di diritto che viene ora messo in discussione, soprattutto in considerazione del fatto che i fascisti hanno pubblicizzato esplicitamente il loro comportamento nel dare una cosiddetta assistenza sociale, sia questa alimentare o materiale comunque sempre limitata ai soli Greci.

Considerando che il sindaco di Atene, giovedì prima di Pasqua (2 maggio) ha impedito a Alba Dorata di distribuire aiuti alimentari in Piazza Syntagma per il fatto che questo gesto avrebbe alimentato razzismo e odio, con effetti che vanno ben oltre i limiti del comportamento umano. Ma lo Stato greco continua a rifiutarsi di condannare e di impedire a Alba Dorata di corrompere le istituzioni su cui, come partito politico, non dovrebbe avere nessun controllo. Il personale medico del picchetto di Samos ha detto che gli squadristi giravano per i reparti ospedalieri vestiti con le loro insegne fasciste dando aiuto solo ai Greci e dando fastidio ai lavoratori stranieri che lavoravano come badanti nelle famiglie e che assistevano persone anziane malate e ricoverate in ospedale.
Casi come questo si stanno verificando anche nelle scuole, dove gli insegnanti devono intervenire per vietare comportamenti fascisti di gente che molesta i figli dei rifugiati e degli immigrati, che vengono aggrediti e intimiditi.

Alla fine di aprile sull’isola di Samos abbiamo imparato due lezioni importanti : Una è la necessità di fare un fronte unito per affrontare il virus di Alba Dorata. L’umanità è una sola, e questo concetto deve essere protetto e rafforzato.
La seconda è che lo Stato greco deve essere sfidato per la sua complicità e il suo fallimento nell’affrontare questo virus che propaga odio sia a Samos che nel resto del paese.

Il turismo è una parte essenziale dell’economia greca.
Chiunque pensi di venire in Grecia (e in particolare a Atene) dovrebbe scrivere all’ambasciata greca del proprio paese per chiedere rassicurazioni sulla propria sicurezza e sulla propria incolumità durante la sua visita. Questo diventa particolarmente urgente se il colore della pelle identifica chiaramente che non si è greci.
Lo Stato greco ha bisogno che qualcuno dica chiaro che la sua complicità con il fascismo non sarà tollerata e che il suo silenzio su temi che degradano l’umanità e che spingono le persone verso l’odio sociale e alla violenza è del tutto inaccettabile.

Sofiane Ait Chalatet, Chris Jones

Fonte: globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/the-development-of-fascist-hatred-in-greece/5334057
5.05.2013

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di BOSQUE PRIMARIO

Pubblicato da Bosque Primario

  • Ercole

    Proletari Greci non dividetevi ,non cadete nella trappola nazionalista :che senso ha denunciare i metodi repressivi di Alba Dorada sen non si combatte contemporaneamente contro la propria borghesia?Sono due facce della stessa medaglia . Organizzate il vostro partito rivoluzionario e chiedete conto a chi ha interesse a tenere in vita questo sistema sociale è questa l’unica strada da percorrere per mettere la parola fine alla barbarie del capitale.

  • Viator

    Con il che si evidenzia ancora una volta la perfetta contiguità della sinistra (per ridere) col progetto globalizzatore portato avanti dalla dittatura finanziaria.

    Un aspetto fondamentale di tale progetto consiste nell’introduzione di orde di disperati nei paesi ex-sviluppati allo scopo di moltiplicare l’esercito industriale di riserva ed affrettare lo smantellamento dei diritti del lavoro e del potere contrattuale dei sindacati. A copertura di tale schema è stato montato il pregiudizio antirazzista, elevato a nuova religione laica dai media di regime.

    Le élites politiche della ex- ex- sinistra, interamente corrotte ed asservite ai poteri forti, lanciano l’appello alla mobilitazione contro chiunque opponga un’ombra di resistenza a questo progetto di sistematico smantellamento dell’integrità razziale, sociale ed economica dei paesi europei. Il popolo (cioè il gregge, cioè gli idioti) di sinistra, completamente orbato dei propri referenti ideologici tradizionali, abbocca prontamente all’esca di un alito di idealità (soprattutto se ammantato col vocabolario della vecchia fede socialista), e marcia a testa alta contro il “fascismo” di chi si oppone alla definitiva terzomondizzazione del loro paese, con annesso sfruttamento indiscriminato della popolazione da parte dei centri di potere multinazionale.

    Ed ecco che, quando si tratta di asservirsi ai disegni dei loro padroni nemmen più occulti, si ricrea “l’unanimità completa ” dei militanti di sinistra.

    Negare le trasfusioni alle orde di allogeni è un “tema sfacciatamente immorale” e “disumano”? I militanti di Alba dorata si riconoscono nella morale della razza-nazione anziché in quella dell’umanità! Tanto per un credente della seconda risulterà immorale negare le trasfusioni a un extracomunitario, tanto per un credente della prima risulterà immorale garantirgliele.

    I militanti di Alba dorata “degradano l’umanità”? E certo, non vi si riconoscono. “Spingono le persone all’odio sociale e alla violenza”? Perché quale rivoluzione in tutto l’arco della storia umana è stata possibile senza violenza e odio sociale? La teoria e la pratica della lotta di classe e della dittatura proletaria forse ne prescindevano? “L’umanità è una sola”? Spiegatemi perché non possa essere multipla e spezzettata. Proclamare slogans è facile, dare dimostrazioni di contenuto difficile

    Alba dorata esprime i sentimenti del popolo: quelli che nei Paesi occidentali, fatti oggetto di un più capillare martellamento informatico e non ancora devastati a livelli greci dall’immiserimento galoppante indotto dalla globalizzazione delle merci e della forza lavoro, sono ancora fatti oggetto di censura ed autocensura.

    Vedrete che fra un paio d’anni, quando andrete a raccattare cibo nei cassonetti dell’immondizia e non ci saranno più riscaldamento e medicine, nascerà un’Alba di rinnovamento anche in Italia.

  • Tonguessy

    Alba dorata esprime i sentimenti del popolo…Il popolo (cioè il gregge, cioè gli idioti)
    Inutile ogni ulteriore commento.

  • haward

    E sì, gli attuali problemi per il popolo greco sono le iniziative di Alba Dorata, gruppo chiaramente costituito e manovrato al solo scopo di depistare ulteriormente i poveri greci e creare confusione.

  • oriundo2006

    Verissimo. Ma forse allora si potrà ancora difendere le ragioni del radicamento nella propria realtà senza dover contemporaneamente avallarne gli eccessi.

  • geopardy

    Concordo

  • Kovacs

    Esattamente!!! un gruppo come alba dorata da un lato mantiene caos all’interno del proprio paese scatenando battaglie tra poveri, e dall’altro viene utilizzata dai gruppi di potere Ue per spaventare chi della Ue ne ha piene le scatole (senza i nostri diktat tornano i nazi cattivi).
    Se alba dorata fosse veramente nazionalista, invece di prendere a sprangate dei poveri cristi andrebbe nei palazzi del governo a prendere a calci in culo chi li ha svenduti……..

  • geopardy

    Non è una questione di destra o sinistra, da quando l’uomo ha scelto di uscire dai limiti tribali ha sempre allargato il concetto di società, rendendolo sempre più inclusivo.

    L’evoluzione dell’uomo non è una questione di destra o sinistra, che è un concetto nato nel secolo scorso e che sta già facendo il suo tempo.

    Quando si dice greci, ad esempio, si parla di un crogiulo di popoli ed etnie che si sono incrociate nei secoli e millenni.

    Figuriamoci cosa possa essere la “purezza del sangue”, che non appartiene più da parecchi secoli neanche alle comunità chiuse ebraiche

    Questi al più possono vantare un diritto di sangue ritornando all’età della pietra, ma non erano greci al tempo.

    Geo

  • Viator

    E’ vero che il processo d’incivilimento, aumentando le possibilità di spostamento e comunicazione, promuove l’interazione fra i popoli. Ma questa può assumere (e storicamente ha assunto) tanto la forma della cooperazione e del meticciamento, quanto quella dell’invasione e dello sterminio. Per quale motivo la prima dovrebbe risultare intrinsecamente preferibile alla seconda?

    Quanto poi alla “purezza del sangue”, essa si riferisce sempre allo status etnico vigente in un determinato momento storico, ed è tanto un pregiudizio aggregativo quanto l’opposta valorizzazione del melting pot e l’ideologia dei diritti umani, oggi trasfigurata in religione di regime dai media asserviti alla dittatura dell’alta finanza.

    I greci di oggi sono il risultato di una serie di mescolanze? Bene. E per quale motivo al mondo sarebbe loro vietato dire: “siamo contenti colla mescolanza attuale e vogliamo conservarla, tanto più quando gli allogeni in arrivo sono costituiti da orde di disperati che portano miseria e criminalità, e moltiplicano la nostra esposizione allo sfruttamento indiscriminato del capitale”??

  • Truman

    Credo che la situazione greca prefiguri qualcosa che può succedere anche in Italia, quando la sinistra abbandona tutti i suoi ideali e tutte le sue battaglie, essa lascia il campo libero alla destra, che a questo punto straripa.

    E mentre Letta, Bersani, D’Alema, Prodi, parlano in modo politicamente corretto di aria fritta (oppure dei diritti dei LGBT) gli spazi per varie forme di fascismo si ampliano.

    Insomma i razzisti sono sempre esistiti, ma in questo periodo hanno campo libero.

  • Lif

    Domanda provocatoria: e se, diciamo, non domani, ma magari dopodomani, le bastonate le iniziassero a dare anche ai vecchi politici? E’ una domanda ingenua, lo so, ma la preoccupazione di molti qual’è, esattamente? Che quelli di Alba Dorata abbiano o NON abbiano abbastanza coraggio?
    E a proposito: tutti quelli che sono variamente inseribili in un insieme definibile come “identitari” (anche se alcuni vengono etichettati e magari demonizzati come “fascisti”, “nazisti”, ecc.) hanno in comune, oltre alla preoccupazione per un proprio Popolo-Sé messo in pericolo dall’invasione demografica di appartenenti a Popoli-Altri, anche il fatto di aver, in varie occasioni, richiesto un freno a tale invasione demografica (e a vari effetti collaterali). Ma per quale ragione tali preoccupazioni non vengono prese in considerazione dai non-identitari? Qualcuno riesce a giustificare, in maniera credibile, questo NO continuo alle istanze identitarie? Non crederete realmente che l’esistenza dei popoli sia un pericolo per l’umanità? Ops! Mi sono risposto da solo. Peccato che quella che molti chiamano “umanità” sia un marchio registrato da qualche parte tra New York, Londra, Tel Aviv, Parigi o poco altro.

  • Truman

    Un lungo commento ricevuto dalla Grecia per email (utente Georgios).
    Grecia: Sinistra e Alba Dorata

    Ho letto l’articolo intitolato “SANGUE PURO (COME SI ALIMENTA L’ODIO FASCISTA IN GRECIA)”

    dell’8 Maggio, sul quale avrei qualcosa da dire, ma continuando a leggere i commenti ho capito che c’è da dire molto di più. Mi riferisco al 2° commento, quello dell’amico Viator delle 02:03:16.

    Perché se nell’articolo ho intravisto un certo tipo di ingenuità legata alla deforme e sfocata visione della realtà sociale che è propria della cosiddetta “sinistra” d’oggi (che di “sinistra” ha soltanto il modo sinistro di fare politica e che chi commenta riesce a descrivere in modo quasi perfetto), le conclusioni del suo intervento mi lasciano sbalordito. Forse però una spiegazione c’è. Cioè quella dovuta al fatto che affinché uno possa esprimere dei giudizi validi sui fenomeni politici di una società, la deve conoscere abbastanza bene. Non so se rendo l’idea, quando io parlo dell’Italia con i miei connazionali la loro mente ragiona in “modo greco” e devo spiegare molte cose per poterli aiutare a capire cosa intendo veramente. E questo non è dovuto naturalmente alla mia “saggezza” o alla mia “intelligenza” (!) ma semplicemente al fatto che sono vissuto per 10 anni in Italia e seguo la vita politica e sociale del vostro paese ininterrottamente da quando sono andato via.

    Ma procediamo con ordine.

    Per quel che riguarda la sinistra, qui abbiamo 3 principali correnti. C’è il SYRIZA, che vorrebbe auto-descriversi come qualcosa di simile alla vostra Rifondazione ma che in realtà ha tutta l’aria del PD (e non solo in apparenza). Poi c’è il Partito Comunista (KKE) che se ha ereditato qualcosa dall’oramai estinto PCUS è la burocrazia partitica e il dogmatismo ideologico. Nessun nesso con quello che dovrebbe essere la sua ragion d’essere, il materialismo storico e la dialettica applicate alla società a beneficio della grande massa dei lavoratori. Questi due partiti appartengono all’arco istituzionale-costituzionale e letteralmente vivono di questo, nel senso che ogni loro elettore si traduce in un introito (qualcuno l’ha calcolato in 7-8 euro) che finisce nelle loro casse.

    Il problema è che in Grecia oggi la Costituzione è stata in pratica abolita dopo il Contratto di Prestito che – pur non essendo mai ratificato dal Parlamento – viene applicato regolarmente con i vari Memoranda. Infatti la Grecia non è più uno Stato vero e proprio, avendo rinunciato irrevocabilmente e incondizionatamente all’immunità per via dell’esercizio di sovranità nazionale (Statuto ONU).

    Quando nel maggio del 2010 era stato approvato il 1° Memorandum, il nostro parlamento fu letteralmente preso d’assalto da centinaia di migliaia di persone (naturalmente non soltanto proletari) che sarebbero potute benissimo riuscire nel loro intento (cioè a salvaguardare la Costituzione) se avessero avuto al loro fianco degli autorevoli esponenti della società, come sono i partiti della sinistra e i sindacati. Badate che questo avrebbe avuto delle conseguenze benefiche per tutta l’Europa (dei popoli) specie per il sud Europeo. E invece, i partiti e i sindacati hanno “rispettato” le regole “democratiche” e la Costituzione (che proprio grazie a quella votazione era stata soppressa). Perché hanno fatto la loro scelta partitica e non politica. Perché hanno deciso di schierarsi contro il popolo e non con il popolo. Naturalmente continuarono con il teatrino delle proteste, delle denunce di incostituzionalità ecc., ma quando si veniva al dunque facevano i cortei separati (durante lo stesso sciopero, nella stessa città, alla stessa ora!).

    Il fenomeno si è ripetuto varie volte negli ultimi 3 anni, con le stesse dolorose conseguenze per la popolazione. Botte, cariche, gas, dei feriti (anche un morto), sono cose che tutti sanno. E alla fine la gente ha iniziato a capire che è sola. E che deve cominciare da zero. Creare qualcosa dal niente che rappresenti tutto il popolo come è già successo tante volte nel passato ovunque, come la storia insegna. Il guaio è che questi processi sono lunghi e dolorosi. E qui cominciano le colpe della terza corrente di sinistra, quella dell’arcobaleno extraparlamentare (ma non solo, perché includo anche gran parte dei simpatizzanti dei due partiti di sinistra perché ciò che ho scritto finora riguardava i loro dirigenti).

    Credo che quando qualcuno si dichiara marxista abbia l’obbligo ma anche l’interesse di conoscere certi aspetti intriganti del pensiero barbuto sul concetto della nazione. Non è che sia cosa banale e facile ma, per esempio, Il Manifesto sarebbe un primo passo. Sopratutto però deve utilizzare la dialettica, perché anche se questa teoria (la migliore finora che abbia inventato l’uomo per descrivere la propria società e il suo evolversi) non ammette vangeli e sacre scritture, è facile cadere in soluzioni di “apparente” o “ovvia” conferma o smentita teorica. Ragion per cui bisogna anche essere molto attenti nella ricerca perché la rete è un po’ un campo minato in materia. Posso dare un contributo che ho trovato a proposito (è in inglese):

    http://links.org.au/node/164 [links.org.au]

    Per farla breve, finora il gradino più alto di società organizzata secondo criteri economici e di produzione che l’uomo ha raggiunto nella sua storia è lo stato nazione. Questo ha elevato l’individuo dallo stato di suddito a quello di cittadino, il che comporta dei privilegi scritti (Costituzione), tra i quali anche quello di avere il diritto di proprietà. La lotta di classe ha portato a questo e la lotta di classe porterà al gradino superiore. Non voglio fare l’indovino su che cosa sarà esattamente questo “gradino superiore” ma quel che è sicuro è che sarà raggiunto attraverso la risoluzione delle contraddizioni del gradino precedente, cioè nell’ambito dello stato nazione.

    Come i fatti dimostrano, negli ultimi 3 anni, lo stato nazione (che è anche lo stato sociale) è sotto attacco in Europa. Qualcuno parla di Feudo-Capitalismo, altri lo chiamano Capitalesimo ma non è questione di terminologia. Il significato di questo regresso sociale lo sentono tutti sulla propria pelle.

    Invece la questione è: Siccome il nemico, la nuova aristocrazia, banchieri, finanzieri, multinazionali che siano, è comune, se io mi alleo con altri strati sociali, con altre classi, tradisco la famosa lotta di classe? O invece la promuovo? Ci sono state varie rivoluzioni nel passato, potremmo forse trarre delle lezioni. C’è stato il 1789, il 1848, la rivoluzione Messicana, quella Russa, la Cinese, la Cubana e tante altre meno “famose” nel mondo, non mi pare che in ciascuna di queste ci fosse una classe-portatrice del cambiamento, che attaccava la classe dominante da sola, mentre il resto della società se ne stava sugli spalti a guardare la partita.

    E invece da quella parte lì, la parte marxista con la certificazione DOC, sentiamo “Proletari (magari di tutto il mondo) unitevi!” e “Il padrone è sempre padrone che sia greco o tedesco” e ancora “Il capitalismo è sempre capitalismo” il che è vero, alla fine questo capitalismo si mangerà la società intera, proletari e non, ma questi illuminati del marxismo non danno retta a certe particolarità, l’importante è portare avanti il grande disegno rivoluzionario, non gli passa neanche per la testa che cosa ne pensavano Marx ed Engels degli stati nazione dell’Europa nel 1848, secondo loro, come aveva detto Gaber, “ma allora Marx, tu non sei più marxista!”. Loro hanno il loro vangelo secondo (il povero) Marx. Alla faccia del materialismo storico.

    E la gente aspetta fuori, nelle piazze, nei quartieri, con la paura che gli taglino la corrente elettrica, gli pignorino la casa, senza lavoro, senza soldi, senza mangiare, senza ospedali, gente semplice, tra cui i proletari sono una minoranza, perché la Grecia non era mica famosa per le sue industrie (quelle che c’erano le hanno chiuse i “socialisti” del PASOK quasi 30 anni fa, facendole fallire a beneficio dei proprietari e caricandole sul bilancio dello Stato), la Grecia è il paese del turismo, dei servizi, dell’artigianato, dei piccoli negozi e di poche piccole imprese. E mentre questa gente aspetta con l’unica speranza rimasta rivolta al suo simbolo di nazione sotto attacco, cioè la sua bandiera che rappresenta anche l’orgoglio ferito dallo straniero, arrivano questi ignoranti idioti a dirgli che quello è un simbolo borghese. Lasciando campo libero ad Alba Dorata.

    Malgrado questo voglio darvi una notizia confortante. I greci non abboccano all’esca. Primo perché hanno una memoria ancora molto forte del fascismo e del nazismo. Secondo perché in fondo sanno molto bene che l’essenza della loro nazione è rappresentata dalla loro lingua, religione, usi e costumi, paesaggio (in senso lato, cioè anche sociale) del loro vivere, in parole povere dalla loro storia sociale ma non dal sangue o il DNA che sono deliri oltre che idiozie naziste. Terzo hanno il senso del ridicolo e quelli di Alba Dorata ce la mettono tutta. E, quarto, la gente ha avuto molte volte l’occasione di mettere alla prova le pirotecniche e banali stupidaggini dei rappresentanti di Alba Dorata. Sia in parlamento in votazioni che contano (p. es. per l’istituzione di una commissione d’inchiesta per uno scandalo di svendita), sia nelle piazze in occasione di manifestazioni di carattere patriottico (p. es. contro la visita della Merkel). Quindi, secondo me, Alba Dorata non potrà mai avere in Grecia l’incidenza che ebbe il partito nazionalsocialista in Germania, perché semplicemente Alba Dorata lavora per l’occupante. E questo la gente lo vede. Certamente però l’assenza di un grande fronte patriottico che facilmente rappresenterebbe la stragrande massa della popolazione avrà, alla lunga, delle conseguenze negative. E questo è responsabilità della “sinistra”.

    Il discorso cambia però quando veniamo alla questione degli immigrati. Non voglio spendere parole su cose evidenti, come la dilagante povertà e disoccupazione in contrasto alla smisurata cura del governo in materia di supposti atti di razzismo. Sono cose che hanno la loro logica. Quello che sembra molto meno logico è l’eccesso di interesse sull’argomento da parte della sinistra ufficiale che a volte supera quello governativo.

    Vogliamo vedere questa logica?

    Prima di tutto in un paese di circa 10 milioni di abitanti ci sono già 1,5 milioni di stranieri.

    Poi, secondo Dublino II, questi immigrati sono obbligati a rimanere nel primo paese europeo in cui arrivano. Immagino lo saprete perché suppongo varrà lo stesso anche per l’Italia. Quindi anche se un disgraziato vuole raggiungere il fratello in Olanda e, mettiamo, ce la fa, l’Olanda ce lo rispedisce indietro.

    E il razzismo? Certamente ci sono episodi di razzismo. Alcuni spontanei, nati dalla miseria generale ma anche dall’avidità, come ad esempio denunciare gli immigrati alla polizia pur di non pagarli. Altri da parte di immigrati verso altri immigrati di diversa nazionalità in processi di estorsioni e sfruttamenti vari (invito Hassan, che è appena arrivato ad Atene, nel Peloponneso perché c’è lavoro, sequestro Hassan, chiedo il riscatto alla famiglia e se poi qualcosa va storto, uccido Hassan dopo averlo prima, non a caso, torturato). Ed infine, altri casi bene orchestrati, sia da parte di Alba Dorata o agenti provocatori, sia da parte di chi dal mercato della carne umana ci guadagna soldi a palate. Che prima grida al razzista e poi sbarca le carovane dei disperati e li dirige verso i suoi campi per usarli come schiavi. Il segreto è creare il clima, per poi colpevolizzare chi si vuole spremere. E’ di pochi giorni fa una pubblicazione in forte rilievo dell’”autorevole” Der Spiegel in cui si denunciano crimini razzisti da parte dei greci. Buona ragione affinché intervenga, per ragioni umanitarie naturalmente, la gendarmeria europea di recente istituzione. Ricorda qualcosa degli anni trenta in Germania? Per esempio i beni immobili degli ebrei?

    Ma la logica ancora più sottile è creare le condizioni per una specie di guerra civile in Grecia. La cosa faciliterebbe il lavoro della svendita del paese e aprirebbe la strada ad interventi militari in piena regola. E’ stata già annunciata l’idea dell’utilizzo di caserme dell’esercito (che si trovano in fase di smantellamento per “diminuire la spesa pubblica”) per “ospitare” gente che non riesce a pagare il fisco.

    Quindi nella creazione di un clima di fanatismo e di scontro, greci contro greci, greci contro immigrati o immigrati contro immigrati, Alba Dorata insieme a organizzazioni anche islamiche tipo “Esercito di liberazione siriano” al soldo di vari interessi possono fare molti danni.

    Che posso aggiungere? Solo il vecchio “Uomo avvisato, mezzo salvato”. Forse ci guadagneremo tutti, anche se noi siamo veramente in una situazione drammatica.

  • Lif

    Intervento molto interessante. Aspettando comunque di vedere quanto Alba Dorata sia onesta o meno, il resto non mi stupisce troppo, perché comunque c’erano già stati anni fa degli allarmi, diciamo così, sia per ciò che concerne le masse di stranieri in terra greca (http://euroholocaust.iobloggo.com/1301/rivolte-teleguidate/&cid=352514), sia per quanto riguarda le prospettive greche più in generale (http://euroholocaust.iobloggo.com/1323/da-un-rapporto-della-cia/&cid=352514).

    Per il quadro generale dell’intervento, condivido il ritenere le “sinistre” un freno all’emergere di un fronte patriottico maturo, non esclusivamente “fascista” o “post-fascista”, anche riguardo alla realtà italiana (e, scusandomi, mi ri-autocito: http://euroholocaust.blogspot.it/2012/10/concetti-ideologici-4-la-lotta-di-classe.html).

  • geopardy

    Quando si coniuga sangue e socialismo, nasce il nazi-fascismo (social-nazionalismo).

    Il nazi-fascismo, mai se la prende con la parte forte della società, ma va a focalizzare sempre su quella più debole la sua mala-azione.

    Quello che tu agiti è un problema reale, ma la risposta dal passato non può venire, oggi l’intero mondo ne è protagonista, ma c’è un particolare da non tenere in poco conto, non sono loro che sono venuti qui, ma i nostri antenati ad andare là a togliergli il pane e continuano tutt’ora i discendenti.

    Quella stessa categoria sociale che ora toglie il pane anche ai suoi “simili”.

    Se alba dorata vuole essere veramente utile, verso di questi dovrebbe rivolgere le sue attenzioni, ma sono nazisti-fascisti e contro i potenti neanche si azzardano a pensare di andarci.

    Quelli veri di sinistra ci vanno e ci sono sempre andati a lottare contro i veri potenti, non perdono tempo con chi è più sfigato di noi, anzi, tende a prenderne le istanze.

    I movimenti marxisti proponevano le lotte di liberazione nazionali, tenendo conto della cultura di ogni nazione, in un contesto di lotta di classe internazionale però, altrimenti sarebbe stata una lotta la cui durata sarebbe svanita in un arco di tempo storicamente breve (l’Urss ne è stato un esempio).

    La pseudo sinistra “colta” ha abbracciato in toto la globalizzazione capitalistico-finanziaria ed ha completamente perso di vista le sue radici (Gramsci, per citarne uno, ha affrontato il tema di nazione), scegliendo il campo della Nato come modello internazionalista, servendo il proprio padrone che, invece, avrebbe dovuto combattere.

    il vuoto lasciato da una forza che per quasi tutto il secolo scorso ha osteggiato il capitalismo, rischia di essere riempito da chi non fa lotta di classe, ma genera divisioni livellate verso il basso e lì devono rimanere per loro.

    Geo

  • Viator

    Condivido in parte ciò che dici. Ma per quale motivo la lotta contro chi è più sfigato di noi dovrebbe essere una “perdita di tempo”? E’ forse impossibile che gli sfigati ci danneggino? Secondo te i romani del tardo impero non avevano motivo di temere danni da parte degli sfigatissimi e poverissimi barbari che vivevano a nord del limes?

    L’intero tuo discorso parte dall’idea, che tendi a dare per scontata senza che lo sia affatto, per cui le divisioni politiche devono imperniarsi sulla discriminante economica. E per quale motivo questa dovrebbe risultare più cogente di quella nazionale, o razziale, o religiosa o altro?

  • Georgios

    Non e’ soltanto una perdita di tempo ma addirittura catastrofico e autolesionista per le seguenti ragioni:

    Divide ed impedisce la creazione di un ampio fronte contro un ben individuato ed unico nemico che d’altronde e’ l’ideatore e l’esecutore di un semplice piano: Mescolare diverse popolazioni che fino ad allora vivevano più o meno pacificamente ciascuna nel proprio paese, abbassare gli standard di vita di quelle socialmente più progredite e favorire lo sfruttamento tramite l’aumento di offerta della forza lavoro. L’odierna versione del divide et impera.
    Crea le condizioni per una guerra civile che darebbe il pretesto per l’intervento di forze militari con la scusa delle ben note e già applicate altrove “ragioni umanitarie” cosa che faciliterebbe la distruzione dello stato nazionale (nello specifico della Grecia, ma vale per tutti) tramite la svendita e l’appropriazione delle sue ricchezze.
    Darebbe luogo ad un’ulteriore passo verso l’applicazione di questo piano in tutti i paesi europei con in prima linea quelli del sud.

    La lotta si fa verso il potente e non verso il più o il meno sfigato che e’ venuto qui non per sadistico dispetto ma perché costretto. Chi lascia la sua casa se non e’ costretto a farlo?

    Non dimentichiamo poi che il limes romano non aveva soltanto lo scopo di funzionare come una linea difensiva ma serviva anche a favorire nuove conquiste. Il limes germanico augusteo non era solo una specie di Linea Maginot ma anche una via di penetrazione verso nuovi territori. E poi i barbari del periodo a cui ti riferisci non immigravano. Invadevano armati come veri e propri eserciti, altro che sfigatissimi e poverissimi. Non c’entrano per niente con le ondate di immigrazione che vediamo oggi nel mondo.

    Per quel che riguarda la “discriminante economica”, come ho cercato di spiegare, la considero determinante nella formazione del tipo di società che si ha in ogni periodo storico. Non ho certo cercato di dimostrarlo perché e’ impossibile in questa sede. Potrei solo dire che l’uomo, a differenza di ogni altro animale sulla Terra, ha la capacita di produrre dei beni e il suo metodo produttivo si rispecchia nel tipo di società che ogni volta ha, a seconda del suo progresso scientifico e tecnologico.

  • Viator

    Caro Georgios,

    le tue osservazioni non sono stupide. Purtroppo la tua religione marxisteggiante ti impedisce di collocarle in una prospettiva meno militante e più equilibrata.

    Hai una visione semplificata del mondo come una battaglia serrata fra due formazioni che sono o dovrebbero essere compatte e serrate. Se la formazione dei lavoratori perde compattezza perde punti a favore dell’avversario capitalista.

    La realtà è molto più sfumata. L’elemento decisivo non è rappresentato dalla lotta di classe, ma da un processo di decadenza che sta dissolvendo tutti i legami organici e trasformando l’umanità occidentale in un coacervo di individui privi di ogni dimensione in profondità, interessati soltanto a mettersi soldi in tasca sul brevissimo periodo e a non pensare. L’attuale crescita delle diseguaglianze è frutto di questo processo, per cui cessa di esistere ogni forma di resistenza organizzata ai padroni del vapore. E’anche frutto della crescita delle tecnologie mediatiche, che da una parte hanno consentito la globalizzazione, dall’altro fanno crescere al gregge uno schermo al posto del cervello.

    Ciò che ci sta rovinando è la globalizzazione, e la libertà di movimento della manodopera ne rappresenta una buona metà. Siccome è la metà più immediatamente percepibile dai poveri cervelli del gregge, è anche il punto di partenza naturale per chi voglia opporsi a questo processo.

    Grottesca poi la tua idea che gli attacchi contro le orde migratorie siano un’astuzia delle élites globaliste per avere un pretesto per scatenare la repressione. Vuoi fare la guerra di classe e la rivoluzione, e hai paura di dare pretesti al regime!! La verità è che il sistema è talmente decadente e corrotto da risultare sempre più fragile, e che giocare sulla giustificata frustrazione della povera gente verso le orde di allogeni che portano bruttura, miseria, disoccupazione e criminalità è il modo più efficace per approfondirne le linee di frattura.

    Ciò che ha in mente Alba dorata è un ritorno alla realtà del capitalismo umano, sociale e produttivo che ha prosperato fino agli anni Settanta, e che poi è quello che i nazifascismi si proponevano di instaurare a vantaggio della propria popolazione.

    E’ un progetto irrealistico? E’ molto probabile. Tuttavia:

    1) è certamente più realistico di qualsiasi sogno di costruyzione di un socialismo libertario che non si è mai visto sulla faccia della terra;

    2) è l’unica strada realizzabile per destabilizzare il regime. Che poi ciò sfoci in un trentennio di guerre civili e meno civili, è un prezzo che il rivoluzionario dev’essere pronto a pagare. Senza la prima guerra mondiale non ci sarebbero state né l’Unione sovietica né la Germania nazionalsocialista. Restituire al gregge dolore e disperazione è il modo migliore per strapparlo al suo compiaciuto inebetimento consumistico.

  • Georgios

    Caro Viator

    Grazie del “non stupido”. Sono onorato.

    Ne avrei di cose da scrivere ma andrei molto per le lunghe. D’altra parte ho cercato di esporle come meglio potevo nel mio intervento iniziale ma ho paura che non le hai guardate attentamente. P. es. avresti notato che sono contro ogni tipo di vangeli, compresi quelli marxisti. Certamente pero’ ognuno ha la facoltà di interpretare la storia come la sua fede politico-religiosa (marxisteggiante o fascisteggiante) gli impone e la sua conoscenza storica del mondo gli permette.

    Due o tre cose pero’ le voglio dire:

    Nel mio intervento la parola “socialismo” non appare neanche una volta. Anzi, nel punto dove mi sono trovato più vicino ad usarla, ho preferito “non fare l’indovino”. Tu invece, la usi in termini spregiativi a supporto della definizione che dai sulla mia concezione “sfocata”, “semplificata”, “grottesca” e “militante” della realtà. Ma non e’ che poi porti le prove. Oltre alla famigerata ed irresistibile tesi del “non si e’ mai visto sulla terra” (certamente, nella Babilonia non c’erano gli aeroplani per cui oggi non abbiamo gli aeroplani), parli solo di cose che qualsiasi spettatore della TV ipnotizzatrice può percepire: Globalizzazione, decadenza, corruzione ecc. Perché poi ci e’ cascata sulla testa tutta questa epidemia di sventure, come mai il capitalismo umano sia diventano un capitalismo vampiro, chi lo sa, sarà il destino.

    Che la realtà sia molto sfumata credo lo abbia esposto molto chiaramente sempre nel mio primo intervento dove, appunto, descrivevo la fermentazione sociale come un fenomeno NON dello scontro tra due schieramenti ben distinti mentre il resto della società sta sugli spalti. Non capisco che cosa mi sfugge per indurti a richiamare la mia attenzione sul fatto.

    E’ “grottesca” la mia idea sul gioco delle élite sulla questione degli immigrati? E la tua che suggerisce di “giocare sulla giustificata frustrazione della povera gente verso le orde di allogeni” (con il conseguente spargimento di sangue da ambo le parti) che cos’è? Realpolitik?

    Infine:

    Accentui pedagogicamente il discorso sul concetto di militanza quando parli di me ma fai lo sconto su te stesso descrivendo ciò che il “rivoluzionario” “dev’essere pronto a pagare”. E ciò che il rivoluzionario deve essere pronto a pagare (hai menzionato tu la prima guerra mondiale, io aggiungo anche la terza oltre alla seconda) sono alcune decine di milioni di morti? Per un trentennio di guerre civili o meno civili? Per educare il gregge? Mi ricorda qualcosa.

  • Viator

    … ti ricorda la realtà di ogni grande rivoluzione d’epoca moderna, da quella francese in poi.

    Sulla terra ci sono sette miliardi di capi di bestiame umano: è la carne più a buon mercato che esista. Figuriamoci che perdita se ne muoiono, non qualche decina di milioni, ma centinaia di milioni e miliardi. Sta’ sicuro che i sopravvissuti ricominceranno a figliare come conigli.