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RIVELAZIONI SU BITCOIN: IL SITO “ASSASSINATION MARKET” RACCOGLIE MONETA VIRTUALE PER INGAGGIARE ASSASSINI CHE HANNO COME BERSAGLIO I PRINCIPALI PERSONAGGI DEGLI USA

DI DAVID USBORNE
The Independent

Sul sito sarebbero presi di mira il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, il presidente Obama e direttore della NSA Keith Alexander.

Bitcoin, la moneta virtuale on-line, é stata a lungo associata con il lato oscuro del web. L’anonimato che fornisce lo ha reso un ritrovo preferito di spacciatori e chiunque altro cerca di vendere beni o servizi illeciti.
Ma cominciano ad emergere esempi ancora più allarmanti dello sfruttamento di Bitcoin da parte della criminalità, tra i quali le dichiarazioni fatte questa settimana a un giornalista della rivista Forbes da parte di un anonimo che sostiene di essere la mente dietro un sito web chiamato Assassination market, che vuole incoraggiare le persone a versare denaro tramite Bitcoin in fondi di massa (crowd-sourced funds nell’originale, ndt) i quali a loro volta possono essere usati per retribuire coloro che uccidono alti funzionari del governo.

L’idea – ammesso che non sia una truffa solo per ingannare i seguaci creduloni del sempre più prezioso Bitcoin – é tanto semplice quanto grottesca. Più crescono i fondi, maggiore sarà il pagamento a coloro che cancellano con successo i funzionari federali le cui azioni appaiono più atroci per gli utenti del sito. Per ricevere la loro ricompensa, i tiratori devono dimostrare che sono dietro a un colpo andato a segno.

Finora i presunti bersagli del sito, che corre sulla rete criptata Tor che garantisce l’anonimato, includono il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, il presidente Barack Obama e il direttore della NSA Keith Alexander. La maggiore taglia offerta é per la testa di Bernanke – 124,14 Bitcoin, circa $ 75.000 ( £ 46.500 ) o di più se il valore della moneta continua a salire.

Contattato dal giornalista Andy Greenberg di Forbes, il creatore di “Assassination market” si é identificato come Kuwabatake Sanjuro e ha detto che lo scopo era quello di distruggere “tutti i governi, ovunque”. Ha detto che ha concepito il sito dopo aver letto le notizie di operazioni di spionaggio della NSA, fatte trapelare da Edward Snowden.

“Grazie a questo sistema, è decisamente alla nostra portata un mondo senza guerre, retate … sorveglianza, armi nucleari, eserciti, la repressione, manipolazione di denaro, e limiti al commercio, per appena un paio di Bitcoin a persona. Credo anche che non appena alcuni politici vengono fatti fuori e si renderanno conto che hanno perso la guerra contro la privacy, gli omicidi si potranno fermare e saremo in grado di transitare verso una fase di pace, privacy e laissez-faire “.

Attualmente ci sono in circolazione circa 12 milioni di Bitcoin – non esistono come unità fisiche della moneta, ma come un valore nominale espresso dal software – e possono essere usati per accquistare su Internet praticamente di tutto, dai libri alle biciclette. Ma per ora essi non sono regolati da nessun governo o banca centrale.

Il grosso del clamore sul lato più oscuro del Bitcoin é stato centrato sull’arresto avvenuto ad ottobre di Ross William Ulbricht, 29 anni, conosciuto anche online come “Dread Pirate Roberts”, che è accusato di gestire un sito online profondamente criptato chiamato “La via della seta” il quale presumibilmente serviva principalmente come una sorta di Amazon per gli spacciatori e per i loro clienti. L’FBI ritiene inoltre che il reclutamento di sicari per commettere omicidi potesse essere una sua competenza.

Ulbricht viene accusato anche di aver usato il suo sito per incoraggiare l’uccisione di un utente con cui aveva una controversia. “Non mi dispiacerebbe se fosse giustiziato” egli avrebbe scritto sul sito, condividendo anche i dettagli del potenziale bersaglio.

Il prezzo di Bitcoin che é salito in seguito alle osservazioni da parte di funzionari degli USA in una prima seduta formale del Congresso il lunedì, del suo emergere come alternativa alle valute tradizionali.

Ma ogni entusiasmo é stato smorzato dagli scambi su Bitcoin che consentono ai criminali di eludere la legge. “le monete virtuali … in particolare Bitcoin, hanno catturato l’immaginazione di alcuni, hanno impaurito altri e confuso grandemente il resto di noi “, ha detto il senatore Tom Carper. Ha detto che Bitcoin é utilizzato per crimini che includono “la vendita armi, la pornografia infantile e anche servizi di ‘omicidio a pagamento’ “.

Fonte: www.independent.co.uk

Link: http://www.independent.co.uk/news/world/americas/underworld-exploitation-of-bitcoin-assassination-market

19.11.2013

Traduzione per Comedonchisciotte.org a cura di Alex T.

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Pubblicato da Davide

  • MrStewie

    Ho letto questo post, insieme a tutti quelli linkati, ma non ho trovato risposta ad alcune domande fondamentali sul bitcoin, pure cercando fra i commenti.
    Ad esempio: 1) il bitcoin sostanzialmente scavalca il controllo statale, bancario, etc, al contrario delle altre valute altrettanto virtuali che usiamo giornalmente; questa sua natura “libera” ha senso in un ristretto circolo di soggetti, ma è semplicemente terrificante se diventasse globale (ammesso e non concesso che possa accadere). Significherebbe la fine delle istituzioni statali, con tutto ciò che esso comporta. E comporterebbe parecchio, non solo meno tasse.
    2) si dice che il bitcoin non sia di nessuno, perchè è come la matematica, è un protocollo informatico, è un p2p. Bella cazzata: chi gestirebbe il mio “conto corrente” dove accumulo bitcoins? E, molto più importante: se è basato su internet, è semplicemente evidente che chi detiene il controllo delle strutture che mi permettono di accedere ad internet (da chi vende pc, ai provider, etc) sono i reali detentori del mio credito, non diversamente di chi sta dall’altra parte del bancomat quando prelevo soldi. Questo senza neanche aver accennato ai gestori della corrente elettrica: ragazzi, la società in cui viviamo che ci fornisce cibo, materiali e sostanze chimiche di ogni natura è strutturata in grosse centrali distributive. esempio definitivo: i pannelli fotovoltaici. l’energia elettrica sarebbe tua, ma semplicemente la ributti nella rete e tu hai solo uno sconto in bolletta, altro che indipendenza energetica.
    3) in questo momento, un bitcoin dovrebbe essere pari a 600 euro. come funziona la sua valutazione? semplicemente aumenta all’infinito? Che differenza avrebbe, dunque, rispetto all’attuale sistema monetario? In altre parole, qual’è la reale aspettativa di valore di questa moneta virtuale in un contesto di decenni (non nella fase rampante che può avere ora)?
    Grazie in anticipo

  • GioCo

    Se si attacca il cervello alla bocca le domande sull’articolo fioccano come la neve a natale.
    Mi viene a mente ad esempio di quella volta che lessi, tanto tempo fa, su un giornale di un detenuto che si era suicidato con un sacchetto della spesa in testa (per soffocamento): non riuscivo a immaginare come ci fosse riuscito; oppure di un tizio che si suicidò “con due colpi di pistola alla tempia”.
    Il punto è che certe notizie sono in sé difficili da confermare, e la relativa (im)probabilità (non è impossibile uccidersi con due colpi di pistola, magari il secondo colpo è il risultato di una contrazione muscolare o il primo non ci ha “regalato” l’incoscienza) ci lascia nudi difronte alla medesima, incapaci di reagire se non con la nostra parte emotiva.
    Però, però, se poi uno attacca il cervello inizia a capire che qualcosa puzza di marcio. Tanto per cominciare la convenienza di chi scrive (o per conto di chi scrive) come ad esempio banalmnte “fare notizia”, quindi la reale portata della stessa. Ad esempio: qual’è il killer professionista (perché scusate, ma a me può venirmi a uccidere anche il vicino sotto casa se organizzo un party fuori orario, ma non mi pare che Bernake sia raggiungibile allo stesso modo) “davvero” professionista che accetta una tale offerta? E poi chi controlla chi? Voglio dire, mettiamo che qualcuno uccida Bernake: come lo riscuote il credito? Va all’enalotto e lo chiede insieme al conto del bollo auto?
    Insomma è chiaro che l’articolo è una cagata colossale, come troppa cacca giornalistica che circola (soprattutto a livello “professionale” del giornalismo) ed è chiaro che un articolo così, non ragionato ha l’intento di farci dire “ooh, come è pericoloso il bitcoin” alla sciura che pulisce le scale (cioé a chi non ha gli strumenti per capire che diamine sia un bitcoin).
    Poi, personalmente rimango contrario al bitcoin, e non so se attrae la malavita (credo che la stessa abbia aperto canali ben più efficienti a Washinton) ma so che a prescindere da quello che dicono gli inventori della moneta virtuale, in un mondo impazzito in cui la carta moneta non esiste più, il bitcoin rimane una proposta stupida fatta per gli stupidi, cioè per coloro che ancora non hanno capito come sta girando realmente il mondo da almeno due decenni: su monenta completamente virtuale che però appare a tutti reale, per un effetto di prestigio.

  • Onofrio

    Cosa Puoi Comprare In Italia su Una Darknet (Cioè Comprare “erba” col BitCoin in Italia)

    Nota di RischioCalcolato: articolo da leggere assolutamente, tratto da Vice.com, uno squarcio sul futuro del BitCoin, delle criptovalute e delle conseguenze anche sulla criminalità organizzata (io se fossi il capo della Ndrangheta sarei seriamente preoccupato, sostituendo a Ndrangheta, Governi o Banche Centrali si ottiene una valida applicazione della proprietà transitiva)

    DISCLAIMER: questo articolo è stato pubblicato con lo scopo di avviare una riflessione sull’evoluzione della darknet in Italia e non vi invita in alcun modo a replicare l’esperienza compiuta dall’autore. Anzi, vi sconsigliamo vivamente di farlo, in quanto è illegale e vi creerebbe seri problemi con la legge.

    Lo scorso 2 ottobre l’FBI chiude Silk Road, il più popolare mercato per il libero scambio di stupefacenti, medicinali e illegalità varie. Nei due anni e mezzo in cui il sito ha operato sono state registrate 1.229.465 transazioni per un volume d’affari che l’agenzia investigativa federale americana ha provato a stimare in un miliardo di euro. Di questi, una cifra considerevole di provenienza italiana, stando alla classifica utenti di Silk Road che vedeva il nostro paese al nono posto nella Top 10 degli acquirenti registrati.

    Ma dopo l’arresto del presunto fondatore di Silk Road, Ross William Ulbricht conosciuto anche come “Dread Pirate Roberts”, cosa è cambiato nei mercati neri disponibili online? Come nella quasi totalità dei casi in cui Governi e autorità intervengono per fermare l’anima anarchica della Rete il problema che cercavano di limitare è ora diventato più grosso e cattivo.

    Nuovi e più sofisticati siti sono nati, o si sono rafforzati, dopo l’intervento dell’FBI. Alcuni complete truffe, come Project Black Flag che ha marciato normalmente per qualche settimana prima che il suo fondatore, Metta DPR, abbandonasse la nave — queste le esatte parole usate — per il troppo stress, sparendo con i Bitcoin di tutti gli utenti e venditori del sito. Molti altri sono invece intenzionati a continuare con la filosofia di Silk Road, come Black Market Reloaded, il più popolare in questo momento, Sheep Marketplace e un nuovo Silk Road riesumato in “versione 2.0″ lo scorso 5 novembre. La maggior parte cerca di rassicurare una clientela comprensibilmente scossa dagli avvenimenti degli ultimi due mesi sulla propria onestà, sui nuovi sistemi di sicurezza e criptazione, e soprattutto sul fatto di essere fedeli alla missione.

    Ciò che infatti sembra sfuggire a forze dell’ordine, governi e media mainstream è chi si cela veramente dietro questi mercati. Non sono uomini in tute di acetato che vivono in ville con colonne romane e piscine a forma di Calabria, non possiedono cuccioli di tigri e mogli trofeo estoni. Non si nascondono in bunker che Roberto Saviano può bombardare di avverbi e paragrafi. La novità che spiazza le polizie di tutto il mondo è la certezza di avere come avversari questa volta persone che vedono il libero utilizzo di droghe (e in alcuni casi armi) come un diritto inalienabile della propria persona. Non hanno avuto infanzie stereotipate da “strada” e non sono affascinati da vite criminali promosse nei video rap. Nessuno vanta affiliazioni a Mafie o organizzazioni criminali varie, solo prese di posizione etiche e ideologiche, da libertari radicalizzati che idolatrano figure come Ayn Rand e Ludwing von Mises. Vedono una persona che desidera fare un uso ricreativo di una droga in tutta sicurezza da una parte e “il sistema” che cerca di impedirlo dall’altra come un problema eccitante da risolvere con un algoritmo. La “guerra alla droga” trasformata in un bug da estinguere con l’ingegno e linee di codice, come un sistema operativo che non funziona come dovrebbe.

    “Desidero utilizzare le teorie economiche come strumenti per abolire l’aggressione e la coercizione nell’umanità,” scrive Ross Ulbricht nella sua bio di Linkedin ancora liberamente accessibile. “L’uso più diffuso e sistematico della forza si può trovare nelle istituzioni e nei governi, ed è questo l’ambito in cui mi voglio concentrare. Per questo motivo sto creando una simulazione economica per dare alla gente un’esperienza diretta su cosa voglia dire vivere in un mondo privo di costrizioni.” Lo stesso FBI, nel dossier sulla cattura di Ulbricht, spiega come la scuola austriaca di economia abbia “messo le basi filosofiche per l’esistenza di Silk Road.”

    Non è quindi strano registrare come la figura di Ulbricht venga ora avvicinata da qualcuno ai recenti “martiri” caduti per la “contro-cultura di Internet”: a Julian Assange chiuso in un’ambasciata di Londra per Wikileaks e Edward Snowden in esilio per il Datagate, a Bradley Manning in prigione e Aaron Swartz morto suicida dopo essere stato perseguitato dal governo americano per la sua battaglia a favore della conoscenza libera.

    Queste, per la gran parte, sono però battaglie e problemi culturali americani. Quanto è vicina la rivoluzione dei mercati neri online alla realtà italiana? Che cambiamenti possono apportare? Per capire meglio questo, e testare se l’FBI ha veramente interrotto qualcosa, ho voluto provare a comprare anch’io.

    Il percorso comincia con l’entrata in TOR, un sistema di comunicazione nato con lo scopo di mantenere l’anonimato di attivisti e perseguitati politici in luoghi dove Internet è censurato dallo Stato.

    Scarico il browser, inserisco l’URL .onion di Black Market Reloaded e sono dentro. I lettori delCorriere, le signore che svengono aggrappandosi al filo di perle e i capitani d’industria a cui salta il monocolo dallo spavento, hanno ragione. C’è tanta, tantissima droga! Divisa in una perfetta tassonomia a seconda delle specificità e con prezzi che piegherebbero qualsiasi concorrenza in piazze come Milano e Roma. Cocaina pura all’84 percento venduta a 70 euro al grammo, quando tagliata si trova a 80. Varietà particolari, alcune introvabili, di marijuana a cinque o sei euro al grammo in meno rispetto al mercato italiano. Poi ci sono le proposte esotiche: da farmaci per la concentrazione che non esistono in Italia, ma estremamente popolari in università tipo Harvard o Stanford per passare gli esami, come l’Adderall, al “blue meth” di Breaking Bad trasformato in realtà. “We got that Walter White!“, scrivono pure orgogliosi i venditori della metanfetamina nella pagina di presentazione.

    Più sfoglio le pagine e le offerte su BMR e più capisco i toni terrorizzati delle “inchieste” diCorriere e Repubblica. Ciò che spaventa e fa arrabbiare non sembrano essere i cataloghi di droghe liberamente consultabili, o il fatto che chiunque possa acquistare ciò che desidera, ma che mentre decidi cosa vuoi, magari cambi idea e ci ripensi e svuoti il tuo carrello virtuale e nessuno ti prende a schiaffi finché quel cazzo di carrello non lo riempi di nuovo e vaffanculo non mi far perdere tempo. Sono terrorizzati perché nessuno deve lasciare il proprio numero di telefono nelle rubriche di tizi che iniziano ogni frase con “Zio-virgola”, convinti di parlare in un codice che solo loro riuscirebbero a decifrare. Li lascia sgomenti il non costringere la gente a vagare la notte intorno ai parchi più squallidi, in cerca di stereotipi razziali.

    L’idea del consumo di droga, e di zone e luoghi di spaccio nelle nostre città in cui è possibile recuperarla, sembra essere accettata da alcune persone perché si trova rassicurante l’idea che sia pericoloso farlo.

    È un deterrente adeguato, come l’opzione nucleare durante la Guerra Fredda. L’angoscia di essere fermati e annusati da pastori tedeschi sovreccitati, l’ansia nel non conoscere la qualità di cosa fai entrare nel tuo corpo, il doversi rapportare a sconosciuti dalla dubbia reputazione.

    Ciò che rende immorali i mercati neri online è quindi la mancanza di un palpabile e probabile pericolo fisico e la possibilità di dover passare i prossimi tre anni della tua vita in prigione o, peggio, in una comunità di pretiopinionisti televisivi.

    Trasformare la compravendita di droga in una routine relativamente sicura e banale è un peccato peggiore del consumo stesso di stupefacenti. Per questo così tante risorse sono state spese per fermare Silk Road, con un solo miliardo di euro di fatturato in quasi tre anni di scambio globale, quando solo nel nostro paese il giro di affari legato alla droga è di 24 miliardi di euro all’anno.

    E le droghe sono anche la parte meno interessante dei mercati come BMR. Lo scandalo deibiglietti clonati dell’ATAC a Roma ha scosso l’opinione pubblica negli ultimi tempi, ma nessuno sembra essersi accorto come qualcuno abbia replicato lo stesso sistema con l’ATM a Milano. È possibile infatti acquistare biglietti e abbonamenti scontati più del doppio rispetto ai normali prezzi. Un biglietto singolo in vendita in edicola a 1,50 euro passa a 0,50 euro su BMR. E così via: gli 11,30 euro per un settimanale diventano 5 euro, gli abbonamenti annuali che costano 330 euro qui li puoi avere a 50. La bontà di ciò che viene messo in vendita è assicurata dal sistema di feedback, come su eBay o TripAdvisor: se il venditore è un truffatore il suo rating precipita in rosso e nessuno proverà più ad acquistare merce da lui. Il seller dei biglietti ha oltre 15 “pollici in su” che lo ringraziano per “l’onestà” e l’efficienza.

    Trovo su BMR anche un venditore di maschere ultra-realistiche, come quelle che indossa Ryan Gosling nel terzo atto di Drive. Con 260 euro—e delle foto in alta risoluzione della persona che vuoi replicare—in un paio di settimane arrivano a casa tua dalla Cina. “Perfette per i passaporti!”, commenta l’utente “666″.

    C’è anche un nutrito traffico di prodotti intangibili. Diecimila follower su Instagram o Twittervengono via per circa 45 euro. Per un milione di visualizzazioni “organiche e insospettabili” su Youtube bisogna pagare invece 2.800 euro, il costo di una pagina di pubblicità per una major discografica. Questo servizio si trova anche a meno della metà sul web accessibile a tutti, ma il seller insiste essere un buon investimento. “Ho lavorato con artisti e società di altissimo profilo,” dice. “Nessuno ha mai avuto problemi con Google.”

    Ciò che invece compro io per testare il mercato è molto più semplice, 3.5g di White Widow a 35 euro. Per farlo devo prima però recuperare dei Bitcoin, una criptomoneta creata nel 2009 da “Satoshi Nakamoto”, pseudonimo di una persona (o collettivo) mai identificata. È la sola moneta accettata sui mercati neri; l’unico sito che consentiva anche pagamenti in dollari è stato chiuso dalla DEA. Per questo molti pensano che i Bitcoin siano una moneta completamente anonima e non tracciabile, e che il loro successo si basi sul commercio illegale; si tratta però di fantasie. Lo scambio su Silk Road interessava solo il 2 percento dell’intera circolazione e un gruppo di ricercatori californiano ha dimostrato di essere capace di seguire le transazioni online con estrema precisione. Chi di solito utilizza la moneta per attività illegali si avvale quindi di strumenti come “Bitcoin Tumbler” che, per una piccola commissione, “mischia” i Bitcoin passando fra diversi intermediari per poi tornare puliti nel tuo portafoglio. I più paranoici hanno ancheLocalBitcoins, che permette loro di comprare moneta in contanti incontrando i venditori di persona. Io opto per un più banale IBAN, e 24 ore dopo posso finalmente proseguire.

    Su BMR acquistare 1kg di metanfetamine è paradossalmente più sicuro che ordinare un libro su Amazon o IBS. Il sistema si basa su Escrow, e consente di congelare il pagamento in un limbo fino a quando non si ottiene fisicamente la merce. Con zero feedback come compratore devo però pagare immediatamente se voglio procedere, e soprattutto fidarmi di questa venditrice con un nome femminile e dalla provenienza sconosciuta che promette di servire tutta l’Europa in due, massimo dieci, giorni.

    E a questo punto la fiducia diventa fondamentale. Tutti i sistemi di criptazione e gli anonimizzatori che usi diventano irrilevanti quando arrivi al punto in cui devi comunicare un indirizzo di spedizione e un nome e cognome. Le comunicazioni sono protette attraverso una chiave PGP, ma nessuno può assicurarti che la persona dall’altra parte non sia compromessa, o addirittura un agente. Ulbricht è stato catturato non perché TOR o gli altri sistemi di sicurezza abbiano fallito, ma per stupidità e fiducia tradita. Prima di aprire Silk Road chiese informazioni su un forum di TOR utilizzando una mail personale contenente il proprio nome e cognome e assunse, utilizzando il proprio sito, un killer per uccidere un dipendente che lo stava minacciando. Il killer inviò, usando PGP, foto della vittima a prova della missione compiuta, e Ulbricht versò come compenso 80.000 dollari in Bitcoin. Peccato che il “killer” fosse un agente dell’FBI e il tentato omicidio sia ora una delle accuse più pesanti contro di lui.

    La vera sicurezza, quindi, sembrerebbe derivare dalla consapevolezza che, online o offline, alla polizia non interessi generalmente il consumatore finale, ma i grossi distributori e produttori. Ci sono state eccezioni però; dopo la chiusura di Silk Road diversi utenti sono stati arrestati in Inghilterra, Stati Uniti e Svezia. E il capo della Polizia Postale australiana ha affermato recentemente di riuscire a monitorare venditori e compratori anche attraverso Tor.

    Dopo 24 ore la venditrice mi invia un messaggio personale—la busta è in viaggio in modalità “priority stealth”. Come tutti, anche lei ha teorie e convinzioni personali sul metodo migliore da utilizzare per passare la dogana; si usano scatole delle scarpe, bustine sottovuoto risucchiate dentro altre tre, quattro o cinque buste sottovuoto, si finge di inviare una lettera personale. “Se non ti dovesse arrivare nulla in 10 giorni,” mi rassicura, “Ti rimborsiamo il 50 percento della spesa o rispediamo il pacco, senza spese aggiuntive.” Mi dice anche che nel 99 percento dei casi la merce arriva a destinazione senza ostacoli; i rari problemi di mancata consegna, a quanto pare, non sono causati dall’Antidroga che intercetta pacchi sospetti, ma dalla vecchia e rassicurante inefficienza delle Poste. Di certo, con milioni di buste e pacchi spediti ogni giorno in tutta Europa, la statistica è a loro favore.

    Il giorno dopo sono comunque in ansia. Ispeziono la buca della posta quando mi sveglio e poi altre due volte. Ovviamente non è ancora arrivata. Provo allora il forum di BMR, c’è una sezione italiana che spero contenga esperienze rassicuranti. “Per le spedizioni se le quantità sono modeste si tengono il pacco e chi si e visto si e visto,” scrive un venditore italiano in risposta a qualcuno con i miei stessi timori. “Ma devono essere davvero importanti. Comunque in Italia i controlli sono abbastanza scarsi, puoi tranquillamente fare arrivare quello che vuoi da dove vuoi a patto che il metodo di spedizione sia abbastanza professionale e non dia nell’occhio. Vai più che tranquillo”. Un altro utente è d’accordo con lui. “Ricordatevi dei trattati di Schengen: i pacchi dei paesi dell’Unione Europea (quelli che hanno firmato l’accordo) non vengono controllati alla dogana. Discorso diverso per i pacchi fuori dall’UE, che sono più pericolosi.”

    La mia busta arriva in sei giorni lavorativi. Scopro dai tre francobolli che la “venditrice” è olandese. Dietro c’è anche un indirizzo di ritorno, è intestato a un’etichetta underground di musica elettronica piuttosto nota di base a Rotterdam. Forse un sistema che qualche spacciatore ha trovato per fare un regalo ai propri artisti preferiti in caso di problemi di spedizione. Provo ad annusare il contenuto, nulla. Apro la busta, e dentro trovo un’altra busta. Al suo interno una confezione di un DVD senza cover, al posto del DVD della stagnola con due bustine sottovuoto e dell’erba super-compressa. Non serve neanche avvicinarsi per sentire l’odore quando la libero dai suoi due involucri. È pungente, capace di riempire l’intero soggiorno, come se avessi appena scostato la porta di una piccola serra e non aperto una bustina che risiede nel mio palmo.

    Mi trovo a testarla con qualche amico. Vedo il primo prepararsi una mista con il tabacco, fare un tiro e poi tossire per quasi due minuti. “Molto buona, molto buona,” riesce solo a dire mentre ridiamo. Gli altri rivedono le proporzioni a cui sono abituati, a favore del tabacco. “Sì, un’ottima White Widow,” è l’opinione comune. “Molto buona, non trascendentale,” dice un altro amico con la consapevolezza di un assaggiatore di Château Canon. “È la qualità standard di un coffe-shop olandese. In Italia è difficile, ma non impossibile trovarla. Probabilmente però l’avresti pagata 45 o 50 euro.”

    In meno di una settimana, e senza nessuna precedente esperienza, sono quindi riuscito ad avere in mano un prodotto di qualità, spendendo il 40 percento in meno confrontando quelli che sembrano essere i prezzi di strada, e affrontando meno rischi rispetto alla routine di chi fuma quotidianamente. È qualcosa di riproducibile a lungo termine? Dipende dall’attenzione e la pressione che i media mainstream metteranno alle forze dell’ordine.

    È una situazione che mi ricorda quello che avvenne nel 1999 con Napster. Il cambiamento fu così radicale, e la nuova esperienza così nettamente migliore rispetto a prima, che l’unica soluzione del sistema fu una violenta rappresaglia legale nei confronti dei creatori, chiudendo l’applicazione nel 2001, e poi contro i consumatori di MP3 con decine di migliaia di cause legali in tutto il mondo negli anni a seguire. Tutto completamente inutile. L’industria discografica ha speso miliardi di dollari per combattere una guerra contro i suoi stessi clienti che alla fine ha “vinto” solo quando ha scelto di arrendersi al cambiamento, offrendo un servizio migliore dell’alternativa illegale. Perché pagare una canzone 0.99 centesimi e ascoltarla dopo 20 secondi è più gratificante che rovistare su Google attraverso banner porno e applicazioni auto-installanti sperando che qualcuno degli 8 link che ti propongono funzioni. Perché avere accesso a tutti gli album della storia al prezzo di un jingle di assorbenti è meno snervante che cercare il giusto .torrent.

    Il futuro dei prossimi Silk Road sarà con molta probabilità il medesimo. Passeranno anni in cui altri Ulbricht cadranno, e gli obiettivi primari diventeranno magari i consumatori finali, in modo da scoraggiare il commercio. Ma nessuno è mai riuscito a interrompere l’inerzia di una nuova tecnologia che penetra un mercato dall’interno per stravolgerlo. Il modo per fermare qualcosa come Black Market Reloaded non passa attraverso la forza, ma offrendo ancora una volta un’alternativa legale migliore. Chiudere, quindi, con l’era fallimentare della “Guerra alla droga”, che è costata decine di miliardi di euro e riesce nell’incredibile impresa di mantenere le Mafie riempiendo allo stesso tempo le carceri di persone che commettono “crimini” senza vittime. Cominciando magari con accettare di tassare e legalizzare la marijuana, un evento che porterebbe le casse dello stato a riempirsi di due miliardi di euro in più.

    Questi cambiamenti possono ovviamente venire solo dall’alto. Richiedono il coraggio di rinunciare a decenni di politiche semplicistiche e la forza di smettere di pensare che le aziende responsabili per la carriera di Miley Cyrus e Justin Bieber abbiano leadership più brillanti e responsabili della nostra classe politica

    http://www.rischiocalcolato.it/2013/11/cosa-puoi-comprare-in-italia-su-una-darknet.html

  • Firenze137

    Mi sto interessando al Bitcoin e lo trovo – pur con dei propri limiti “fisiologici” – geniale. E’ ovvio che il bitcoin, essendo uno strumento di pagamento non è di per se nè Satana nè la manna caduta dal Cielo. E’ un mezzo inventato dall’uomo per scambiare beni. Uno dei tanti anche se questo ha il presupposto, la sua ragion d’essere, di esistere e di essere utilizzato nel fatto che esiste il Computer.

    Il Computer oggi la porta di accesso al “mondo” nel quale la mente degli uomini passa sempre più tempo e si sposta quasi alla velocità della luce da una parte all’altra del globo, pur rimanendo il navigante web col proprio corpo fisici inchidato alla propria sedia durante i flash mentali che si avvicendano in sincrono ad ogni cambio di scheramata. Essere attori che si muovono alla veloctà della luce in di questo mondo così performante da indubbiamente un potere inimaginabile – in confronto a quello reale – di poter realizzare propri progetti, disegni belli o brutti. Quindi la facilità di poter operare rapidamente ed anonimamente (se così è veramente – cioè se l’anonimato è effettivo e non sulla carta ) rende il bitcoin uno strumento davvero utilizzabile per gli scopi di cui all’articolo. In fondo quello che riesce oggi a fare la ‘ndranghta con i mezzi informatici (il giudice gratteri dice che la ‘ndrngheta ha archivi più aggiornati di quelli della polizia) la dice lunga sul fatto che il Computer e dintorni è una sorta di “ampliicatore” e /o potenziatore delle forze, “braccia”, “gambe” umane che può essere davvero decisivo anche nel malaffare.

    Però ritornando al problema della moneta e dei “crimini” perpetrati oggi dai poteri forti / banche centrali / politici maggiordomi della banche – con le monete “tradizionali” , io mi sentirei di dire BENVENGA un sistema di pagamento – il bitcoin – che con l’eliminazione della necessità di una “BAnca Centrale” / Fed e simili ormai in mano a bande bassotti più o meno dichiarate e/o più o meno note , “toglie ossigeno” al bubbone della moneta a debito, delle politiche monetarie di distruzione di massa di un paese e reati simili.

    se davvero il sistema di pagamento basato sul bitcoin può essere un effettivo sistema che per sua natura è garantito dalla MAGGIORANZA dei suoi utilizzatori, che credo oggi siano di più di una eventuale minoranza criminale, e tale maggioranza è di fatto (senza bisogno della “politica” e di doversi iscrivere ad un partito..) l’aspetto, il parametro che garantisce che il Bitcoin sia oltre che un mezzo di pagamento anche una sorta di “azione” condivisa da milioni di utilizzatori “buoni”, credo che siamo sulla buona strada.

    E’ ovvio che la maggioranza può essere anche non-buona. In fondo questa maggioranza di cui sopra esclude tutti coloro che non possiedono un PC o anche se lo possiedono magari non hanno la consuetudine o la facilità di operare con esso. Ma questa è un’altra storia …

  • dana74

    che stronzate, un altro attacco all’anonimato e per giunta a salvaguardia del finto denaro elettronico…..un capolavoro dell’elite
    E l’Nsa che spia tutti non saprebbe chi sono sti tizi?

    Ma per favore

  • paulo

    Solo un articolo spazzatura. Se seguiamo la “logica” dell’articolo dobbiamo condannare per primo il dollaro USA (e poi tutte le altre monete) per stare indietro a tutti i tipi di operazioni illegali in tutto il mondo.

  • kawataxi

    ecco un giornalista noob che fa’ un giro nella darknet e grida al lupo.
    e’ rinomato nella comunita’ TOR che il sito a cui fa’ riferimento l’articolo e’ “scam” cioe una fregatura.

    p.s. ero un assiduo frequentatore di CDC, ma mi sono reso conto che il 90% delle notizie pubblicate qui e in rete, generalmente parlando; sono delle cavolate pazzesche, pubblicate solo per far rumore e visite alla pagina fonte.

    quod demonstrandum erat.

  • Truman

    Se il 10% di ciò che pubblica Comedonchisciotte è buono, la percentuale è comunque molto migliore della stampa italiana (salverei meno dell’1%). In quanto alla TV non so proprio valutare, visto che non la guardo più, ma è peggio della stampa.

    Se posso dare un consiglio, comunque il lettore deve saper filtrare. Il problema vero si ha quando filtrando non resta niente.

    A parte questo, la fonte dell’articolo è ben evidenziata. Se si sa la fonte, anche la Pravda dei tempi di Breznev può avere utilità, perchè un giornale che riporta il punto di vista del potere può mostrare le sue paure là dove vorrebbe incutere paura al lettore. Insomma staccare un articolo dal suo giornale e dal suo ambiente di lettura normale può consentire di leggerlo in modo critico e ricavare informazione dalla spazzatura.