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RIDE BENE CHI RIDE PER ULTIMO (ULTIME DALLA GRECIA)

DI GEORGIOS

comedonchisciotte.org

Il tempo storico in Grecia scorre in una forma altamente condensata. Ciò che in condizioni “normali” richiederebbe dei mesi o degli anni per accadere, oggi, in Grecia, e’ forse questione di giorni o addirittura di ore.

Il governo di Tsipras, dopo alcune mosse iniziali che davano l’impressione, largamente aspettata dai greci, di andare contro l’establishment europeo, ha cominciato una sterzata su tutti i fronti.

Non si parla più di un ripudio, sia pure parziale, del debito, ma di una proroga di qualche mese del contratto di prestito. Un “ponte” come dice il giocoliere dell’economia, il “marxista casual che in verità vuole salvare l’Europa dalle sue tendenze autolesionistiche” ossia il ministro Varoufakis. Eppure, all’interno del paese si continua a proclamare che “il tempo dei memoranda e’ finito”.

Come si possono conciliare le due cose? Come e’ possibile parlare di acqua senza dire H2O? Misteri dell’economia. Si sa che i memoranda sono la conseguenza diretta del contratto di prestito con il quale la Grecia, grazie ai venduti della maggioranza ma anche con la complicità (o, nel caso migliore, l’inerzia) dell’opposizione del 2010, ha volontariamente rinunciato al suo diritto (riconosciuto internazionalmente) di esercitare la propria sovranità nazionale in materia di debito. Insomma, dire contratto di prestito equivale a dire memorandum (che e’ la sua applicazione pratica) e viceversa.

Ma qui si fa un gran parlare della fine della troika e dei memoranda. E Schauble non ha certo perso l’occasione per esprimere una volta ancora la sua stima verso i greci: “Se non vogliono più parlare di troika e di memoranda, questo e’ qualcosa che si può risolvere. L’importante e’ che il programma vada avanti”.

La cosa che sembra strana però e’ che malgrado Tsipras e Varoufakis:

1) abbiano accettato tutto in cambio di questa trovata del “ponte” che, indebitando ulteriormente il paese, non cambia niente alla finanziaria del precedente governo e alla sua realizzazione ma che, sperano, permetta, previa manipolazione mediatica, di salvare la faccia al governo che “avrebbe ottenuto un grande successo ai negoziati”, e

2) abbiano promesso che non ci sarebbe stata nessuna azione unilaterale senza l’approvazione dei nostri “partners”,

la tedesca ha puntato i piedi e tramite il famigerato Dijsselbloem ha fatto cinicamente capire che la Grecia ha tempo fino a Venerdì 20/2. Dopo, c’è solo il diluvio universale.

Pare che questa casta di ariani che comanda l’Europa non si accontenta più di governanti succubi ma vuole avere ai propri piedi popoli interi. I greci devono pentirsi di aver eletto un governo che non rientrava nei piani e ora e’ preteso da loro un atto di sottomissione massiccia e completa. In altre parole il sadismo e’ una parte importante della politica internazionale in casi del genere.

Certo, per cosi come sono messe le cose, non solo in Grecia, si può più semplicemente affermare che ora, esaurite le condizioni dei contratti sociali o dei metodi di consenso comprato (tramite programmi di concessioni, finanziamenti, sussidi o anche favoreggiamenti) verso alcune classi sociali, il capitale mostra la sua vera e feroce faccia. E non si parla delle intenzioni di alcune menti malate, ma della vera natura del capitale finanziario il quale pretende un estratto conto in continuo aumento qualsiasi fosse il prezzo da pagare: dalla tratta degli schiavi moderni fino alle guerre che ormai stanno approdando nel cuore dell’Europa. Gli ultimi episodi in Belgio, Francia e Danimarca non sono casuali.

Tutto va in liquidazione per servire l’avidità innata del capitale. Non esistono più nazioni e paesi. Solo dei terreni in svendita e a tale scopo bisogna sbarazzarsi dei nativi o eliminandoli o trasformandoli in nomadi. Il sadismo non e’ una scelta ma una conseguenza logica in un processo del genere.

Tornando a SYRIZA, l’altro ieri e’ stato eletto il nuovo Presidente della Repubblica. Si chiama Prokòpis Pavlòpoulos, per gli amici “Pakis”, ed e’ un politico del partito di destra Nuova Democrazia, cioè lo stesso dell’ex premier Samaràs. Si tratta però dello stretto collaboratore di Kostas Karamanlìs, primo ministro anche lui alcuni anni fa e predecessore di Samaràs alla guida del partito.

Pavlòpoulos e’ il classico esempio del travestimento politico: Ha sempre criticato i memoranda che poi però ha sempre e puntualmente votato. Di professione costituzionalista, esiste una sua intervista nella quale dichiara che ha dovuto votare in senso anticostituzionale perché… non esisteva altro modo per salvare la Costituzione. La sua elezione e’ stata una vera doccia fredda per i greci che hanno espresso in molte circostanze il proprio dissenso e disappunto. Come mai questa scelta di Tsipras in pieno contrasto con il sentimento popolare?

L’unica spiegazione possibile e’ che si profila un’alleanza tra la parte maggioritaria e condiscendente verso la troika di SYRIZA e la parte “democratica” di Nuova Democrazia di Karamanlìs: un vero e proprio governo di “salvezza nazionale”. Questo a sua volta implica la scissione di ambedue i partiti: Fuori dal SYRIZA i patrioti “impenitenti” e fuori dalla Nuova Democrazia i fascisti (questi non virgolettati) di Samaràs.

Un clima surreale quello greco. Una finta televisione di stato (NERIT) ancora in mano a Samaràs che continua a trattare SYRIZA come se fosse l’opposizione e SYRIZA che non fa niente per ristabilire la legalità nell’informazione: gli ex lavoratori della ERT, la vera televisione di stato licenziati 2 anni fa, trasmettono in condizioni di clandestinità per radio da uno stabilimento di fortuna proprio difronte al palazzo radiotelevisivo di Aghìa Paraskevì, sede dell’illegale NERIT. E sono ormai passati 25 giorni dalla vittoria elettorale di SYRIZA.

Ma la parte migliore e’ questa: I greci, sia pure disinformati, sia pure disorientati, sia pure “stin kosmàra tus” come si dice qua (che si trovano in un loro proprio mondo paradossale e grossolano ma fortemente provocatorio e sardonico) guardano le prestazioni (comiche per una persona competente) di Varoufakis, ci credono e se la godono un mondo: “Ma che vadano a… questi cavolo di Tedeschi!” dicono. Un effetto collaterale del tutto inaspettato.

E’ il punto in cui gli eurocrati non hanno fatto bene i calcoli. Non li avevano fatti bene neanche durante la prima occupazione come per esempio quando morì Kostìs Palamàs, un nostro grandissimo poeta, improvvisamente, davanti ai loro occhi sbalorditi, le strade di Atene occupata sono state inondate da una marea di gente.

Non conoscono la mentalità di questo popolo. Tsipras e Varoufakis la conoscono bene e cercano di avvertirli, ma, si sa, i sadici sono anche dei prepotenti.

Meglio cosi, perché ride bene chi ride per ultimo.

Georgios

Fonte: www.comedonchisciotte.org

20.02.2015

Pubblicato da Davide

  • mucia

    per me li mettono sotto

    come metteranno sotto tutti in un modo o nell altro

    reta il fatto che l unica via d uscita é prendere le propietà delle chiese e company
    dichiararle illegali e dannose terroriste
    mi aspetto questo

    tra un po almeno visto che anche l onu ha ritirato gli appoggi a queste aziende formato divino

  • passante

    Di questo articolo non ho capito nulla. 

    Cosa vuoi dirci Georgios? Che Tspiras e Voltafaccis sono farlocchi? Lo sospettavamo.
    Che il popolo greco è ubriaco? Ne più ne meno di tutti gli altri. Scendono in piazza a far festa e casino, ma non contano nulla e con un paio di promesse e qualche pacca sulle spalle, se ne tornano felici a casa…una grande prova di democrazia!?! Mi ricordano le manifestazioni sindacali in Italia…meno male che se ne fanno sempre meno!
    W Renzi. Non ha il fascino, un po tenebroso ma sicuramente virile, di Berlusconi, che è stato capace di far innamorare milioni di italiani (soprattutto italiane), ma il sorrisetto da presa per il culo è quello giusto.
    La base e fondamento, della democrazia è la proprietà. Chi parla di un Europa dei popoli mente, sapendo di mentire.
  • Gracco

    La base e fondamento, della democrazia è la proprietà


    queste poche e semplici parole sono da incorniciare, perché spiegano tutto
  • oriundo2006

    E’ l’articolo di una persona sfiduciata, a mio avviso. Ma tornando al contenuto forse sarebbe dire che oramai è GUERRA aperta fra i cittadini e la Eu, nel senso che quest’ultima applica dei diktat alle nazioni come se fossero vinte e dunque ‘naturalmente’ obbligate ad obbedire. Infatti si ripete che NON c’è altra strada, che i Trattati NON prevedono il ‘grexit’ ( il che non è vero ), che la moneta unica è irreversibile ( ricordate le parole analoghe del Pcus quando asseriva lo stesso del ‘socialismo reale’ ? ), che la Grecia è obbligata a questo e a quello ed insomma a tutto quello che il direttorio Eu stabilisce ed impone a suo insindacabile giudizio, facendolo poi firmare alle elites ( tutte in grembialino d’ordinanza: anche il pres. della Rep. greca lo è ) locali, tenute sempre e comunque a rispettare quanto hanno firmato e fatto i precedessori, anche se coartati con l’inganno o la menzogna o con la corruzione. Adesso la Grecia deve sfruttare quanto gli rimane di tempo fino alle prossime scadenze per tentare una manovra di ‘sgancio’. Dipenderà dalle ‘bravura’ dei suoi ministri trovare degli spazi che non limitino così tanto la sua azione politica ed economica. Io punterei tutto sui giacimenti di gas e petrolio dell’Egeo cercando di affidarmi ad imprese non -Eu per lo sfruttamento. Così tanto per far capire che la strada intrapresa di eleutheria dall’Eu è anch’essa irreversibile.

  • patrocloo

    Il tuo spacciatore stavolta ti ha rifilato roba avariata a quanto vedo

  • Jor-el

    Vuole dire questo: In Grecia sta succedendo quel che è successo in Italia: una coalizione fra sinistra moderata e centro-destra. Chiarito che la maggioranza di Syriza è saldamente eurista, penso anch’io che Tsipras metterà alla catena la minoranza e sceglierà, per la Grecia, una soluzione "italiana": riforme strutturali FMI chiamate con altro nome e spartizione del potere con il centro-destra europeista. E il popolo? Mazzate e, se insistono, pallottole. con la scusa dei nazisti di Alba Dorata.

  • SeveroMagiusto

    Caro Georgios,

    concordo pienamente con quanto scrivi, se ho capito bene
    quel che intendi nelle ultime righe del tuo pezzo. Cioè – dimmi se sbaglio –
    che al di là di tutte le questioni “politiche” ed “economiche” l’ago della
    bilancia di tutto rimane l’atteggiamento del Popolo greco. Un Popolo abituato a
    sopportare ogni cosa, ma pronto a reagire se punto sul vivo. Devo dire che
    seguo le vicende greche con grande interesse, dato che ritengo che noi Italiani
    saremo i Greci del futuro: quello che sta accadendo oggi a voi, domani potrebbe
    succedere a noi Italiani (sì lo so, i fondamentali della nostra economia non
    hanno niente a che vedere con quelli della Grecia…). Penso che ciò che si
    prospetta al vostro Paese sarà purtroppo un futuro di altre lacrime ed altro
    sangue, perché secondo me la Troika – a parte il gusto innato per il sadismo di
    certa “gente” – agisce nei vostri confronti secondo il detto “punirne uno per
    educarne cento” [1].

    A questo punto se vogliamo fare un salto di qualità nel
    nostro ragionare bisognerebbe smetterla di farlo secondo gli schemi coi quali
    siamo abituati a farlo, cioè per categorie. Greci, Italiani, Tedeschi; destra,
    sinistra, centro; marxisti, capitalisti, economisti; cristiani, ebrei,
    musulmani; comunisti, fascisti; nazionalisti, europeisti, e così via… Così
    facendo non facciamo altro che costruire steccati. Viceversa se vogliamo
    evitare di essere trattati da Popolo-bue e desideriamo emendarci dobbiamo
    smetterla di auto-recintarci. La realtà è che esistono solo due “gruppi”
    sociali: governanti (e loro servitori) e governati (il popolo con tutte le sue
    sfaccettature). O predatori e prede se vi piace di più come definizione.

    La via per la libertà passa giocoforza nell’accettare questa
    realtà e…opporvisi! Dimostrare cioè che non siamo una mandria di buoi, ma che
    viceversa siamo in grado di pensare e
    magari anche di agire
    di conseguenza [2]. Allora nel caso in questione
    non dobbiamo più considerare l’attacco alla Grecia come una questione “estera” –
    e che quindi come Italiani non ci deve interessare più di tanto – ma come una
    ferita inferta dal “Potere europeo” a noi stessi in quanto “Popolo europeo”.

    Per questo quando l’altro giorno Barnard ha lanciato il suo
    appello a sostegno della Grecia, ho colto la palla al balzo e ho agito di
    conseguenza – non so se hai seguito il mio intervento dell’altro giorno [3] e
    sei andato a rileggerti l’interessante post scritto da Varoufakis – secondo quello
    che ritenevo potesse contribuire al dibattito. E sempre nell’ottica di cui
    sopra, l’azione che ne è derivata è stata l’invio di una lettera ai Greci, che
    non ho indirizzato al Ministro dell’Economia, ma ai media ellenici, dato che il
    mio target è il Popolo greco. Se abitassi a Roma magari sarei andato a qualche
    manifestazione pro-Grecia davanti alla sede di qualche Istituzione. Ma abitando
    in una cittadina della periferia, ciò che ho ritenuto di poter fare è di
    esprimere la mia solidarietà ai Greci. Da Popolo a Popolo.

    Ti prego di dirmi se ho colto nel segno [4].

    Oggetto: “Nuove Termopili”

    “ Cari amici greci, vi scrivo seguendo l’appello del giornalista
    italiano Paolo Barnard, che chiede al Governo Greco di invitare come consulente
    l’economista Warren Mosler, in quanto esperto di operazioni monetarie. Se
    consideriamo la questione da un punto di vista “tecnico”, è vero, e avere Mosler
    al vostro fianco potrebbe essere una grande opportunità per la Grecia nel
    tentativo di lasciare la palude economica nella quale state affondando.

    Tuttavia la battaglia che state affrontando non è solo una
    questione economica, ma ha a che fare con l’amministrazione del potere. Ci sono
    alcune persone al mondo che attraverso l’utilizzo delle proprie attività
    economiche – banche e imprese – e con l’aiuto di Governi ed Istituzioni
    corrotte, controllano ogni cosa. Possiedono già la maggior parte delle risorse,
    ma ne vogliono sempre di più. Qualsiasi sia il valore che vogliono dalla Grecia
    – gas, porti, condutture, o qualsiasi altro bene – cercheranno di rubarvelo.
    Non importa quale sarà il prezzo che VOI dovrete per questo pagare.

    Varoufakis sa benissimo che deve affrontare la cosa su
    questi due piani: quello economico e quello, diciamo così, “diplomatico” –
    cercando un accordo con i “superpoteri” che si nascondono dietro, per esempio,
    a marionette tipo Frau Merkel o Madame Lagarde. Più di un paio di anni fa ho
    letto un articolo sul suo blog ( http://yanisvaroufakis.eu/2012/06/24/and-the-good-ship-greece-sails-on-letter-to-an-italian-colleague/ [yanisvaroufakis.eu]):
    una perfetta analisi che penso si adatti molto bene alla attuale situazione.
    Come ho fatto a quei tempi nel mio commento, vi esorto a fare affidamento a
    quella qualità che i Greci hanno sempre dimostrato nel corso della storia: per
    salvare la vostra Nazione non avete bisogno di trovare il modo di ripagare il
    debito, ma dovete trovare l’orgoglio di stare in piedi e di dire NO!

    Ancora una volta l’Europa del Popolo dovrà dire grazie al
    coraggio dei guerrieri greci, perché queste sono le Termopili della Democrazia:
    una volta è stato contro i Persiani, oggi è contro l’Impero del Male.

    Buona fortuna

     

    Severo
    Magiusto

    severo.magiusto@hotmail.com

     

     

     

    [1] http://it.wikipedia.org/wiki/Unum_castigabis,_centum_emendabis [it.wikipedia.org]

    [2] mio vecchio pallino: l’”azione” per essere efficace
    presuppone che debba essere organizzata. Quindi ci vuole un coordinamento. E’ inutile che
    stiamo a protestare singolarmente. Dobbiamo fare lobby (eh sì, proprio come
    fanno i potenti…). Migliaia di blog, milioni di blogger. Ognuno per conto
    proprio. Così non si va da nessuna parte. Come detto sopra, dato che abbiamo un
    nemico che ci accomuna, sarebbe sensato agire tutti insieme. Questa piattaforma
    nella quale ci ritroviamo potrebbe fare la sua parte. Truman, Davide, se ci
    siete battete un colpo… Sarebbe utile aprire un dibattito su cosa potrebbe
    essere CDC se “usato” in maniera diversa. I padroni del vapore siete voi. A
    meno che – come malevolmente sospetta qualcuno – non siate anche voi uno
    strumento del potere . Per la cronaca non sono fra quelli: penso che
    semplicemente non abbiate ne tempo né voglia di fare dell’altro.

    [3] http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=80861%5b

    [4] Fino ad ora nessuno mi ha pubblicato (la lettera è in
    inglese): ho scritto a Eleftherotipia,
    Ekathimerini, Tovima, Tvxs e un blog che si chiama Volcanotimes. Problemi
    tecnici con Tanea e In.gr. Penso che proverò ancora con qualche blog. Non
    parlando greco faccio fatica a capire a chi e dove inviare la mail.

    Sempre
    che ne valga la pena. Qualche suggerimento? Anche un mavaff… purchè motivato, è
    gradito.

  • Truman

    Rispondo solo nel merito di comedonchisciotte: tenere in funzione un mezzo d’informazione ha un costo (in termini di tempo e impegno) altissimo. E per campare bisogna avere un’altra occupazione, perchè se entri nel circuito mediatico diventi come la stampa asservita. Fare questo per anni ed anni affatica.
    Insomma non c’è molto spazio per altre iniziative.

    Eppure il problema principale nell’idea di fare un movimento è che dove si fa informazione bisogna informare, mentre un movimento segue la logica che punta al potere. Insomma Comedonchisciotte si snaturerebbe se appoggiasse nettamente  un punto di vista, perchè la scelta nostra è sempre stata di privilegiare la verità sull’appartenenza.
    Poi in momenti particolari abbiamo tentato di dare appoggio a chi si dava da fare, ad esempio alle ultime politiche un po’ di sostegno a M5S lo abbiamo dato.

  • SeveroMagiusto

    Caro Truman, ti ringrazio della risposta e di aver ancora una volta dimostrato l’attenzione che tu ed i tuoi compagni di avventura dedicate a questa vostra "creatura". Come ho già avuto modo di dire, CDC è decisamente uno dei siti di informazione migliori del web. So benissimo quanto tempo ci vuole a confezionare un buon "prodotto", dato che nel mio piccolo anch’io ci ho provato. L’idea era sempre quella: cercare di dar voce a quello che dovrebbe essere il soggetto principale della società (la gente comune, il Popolo) e che invece si vede preso per i fondelli da chi sta in alto e da chi asserisce di volerci rappresentare. In realtà il Popolo non viene mai interpellato ed è costretto a subire le decisioni altrui (la chiamano democrazia…). Trovare un luogo dove la gente possa esprimere le proprie opinioni e mettersi d’accordo su quali sono i propri desideri e quindi quali sono le richieste da avanzare ai propri governanti è per me una cosa fondamentale. Evidentemente per i suoi creatori CDC rappresenta solo la prima fase di questo processo. Secondo me la seconda parte avrebbe dovuto essere consequenziale. Ho un’audience è quindi ho la responsabilità di far sì che i desiderata dei miei lettori possa in qualche modo esprimersi. Per un po’ ci ho provato con "La voce della plebaglia", ma come dici tu, il tempo è tiranno, specie per un blog che non fa solo "copia/incolla" ma cerca di produrre dei contenuti propri. Nel mio caso in genere erano scritti semi-seri, ma qualche pezzo decente credo di averlo scritto. L’idea era quella di riuscire a coinvolgere qualche amico e di riuscire ad avere un po’ di audience. Il passo successivo sarebbe potuto essere appunto quello di accordarsi con altri blog e stabilire un percorso comune. "E pluribus unum", come dicono anche i nostri padroni. Purtroppo ho abbandonato il mio progetto e mi "accontento" di postare qualcosa qui su CDC (immagino che qualcuno in questo momento stia pensando "nessuno ti costringe…"). Certo che vedere che appunto qui avete saputo creare una bellissima realtà e pensare a cosa si potrebbe fare con un "mezzo" simile, un po’ mi piange il cuore.

    Con stima e riconoscenza.

    Severo

  • rutzboy

    Questa frase è assolutamente incorretta "I greci devono pentirsi di aver eletto un governo che non rientrava nei piani "

  • Georgios

    Tento una risposta generale rivolgendomi un po’ a tutti che sono
    intervenuti finora. E lo faccio per “statements” sperando di
    coprire tutto lo spettro delle domande o delle osservazioni fatte.

    1. Il mio articolo non ha carattere personale, non cerco di sfogarmi
    o di esternare le mie preoccupazioni in cerca di conforto o di
    consiglio. Non ne ho proprio bisogno e nemmeno e’ questa la sede per
    qualcosa del genere. Per cui scrivendolo non mi sentivo né ottimista
    né pessimista. L’unica ragione per scrivere, sfruttando la mia
    conoscenza (assolutamente non perfetta) della lingua italiana, e’ di
    informare ma soprattutto avvertire, potrei dire “educare”
    sperando di non essere frainteso, basandomi sulle proprie esperienze
    in un paese che per sua sfortuna si trova sulla prima linea
    dell’attacco neoliberista.

    2. Come ha osservato giustamente qualcuno qui, si cerca di “punirne
    uno per educarne cento”. Perché se la Grecia fa il botto comincia
    la reazione a catena: Portogallo, Spagna, Irlanda, Italia e via
    dicendo. E questo accadrà non tanto per la volontà dei governi di
    questi paesi, ma per la spinta inesorabile che proverrà dal basso,
    dai popoli. I primi segnali ci sono già stati dopo la vittoria di
    SYRIZA in tutta l’Europa.

    Parallelamente però non si deve minimamente sottovalutare la
    prospettiva che se non agite coordinati ed in tempo, siete
    matematicamente condannati a vivere l’esperienza greca in casa
    vostra. D’altronde il processo e’ già cominciato anche in Italia e
    da tempo.

    3. I miei sentimenti verso SYRIZA sono ben noti a chi ha seguito i
    miei articoli e i miei commenti durante gli ultimi 2 anni che
    frequento questo sito, che mi sento di ringraziare e di lodare
    pubblicamente per il suo senso democratico circa l’uso
    dell’espressione. Questo anche se non sempre sono stato d’accordo con
    certe sue scelte.

    Più precisamente ho sempre e aspramente criticato SYRIZA per la sua
    politica, nel caso migliore miope e nel caso peggiore traditrice sia
    dal punto di vista di classe ma, quel che e’ più importante, dal
    punto di vista patriottico e della sovranità nazionale.

    4. Soffermandomi su certe vicende riguardanti questo partito da
    quando ha vinto le recenti elezioni, sia che fossero episodi
    “ottimistici” sia che fossero “pessimistici”, non mi
    interessava più di tanto parlare bene o male di SYRIZA che conosco
    molto bene dalla realtà greca. Volevo trasmettere agli amici
    italiani le loro ripercussioni sul morale o la volontà di lotta del
    popolo. Come popoli possiamo molto più facilmente intenderci e
    trasmettere delle idee o sentimenti di lotta l’uno all’altro
    piuttosto che come persone singole.

    Di conseguenza se da una parte non mi interessa un
    accidente se avete capito o meno che “Tspiras
    e Voltafaccis sono farlocchi”, dall’altra
    mi interessa moltissimo togliervi dalla testa che i popoli “scendono
    in piazza a far festa e casino”, non perché lo dico io, ma perché
    l’ho visto con i miei occhi che non e’ cosi. Naturalmente non mi
    aspetto di convincere tutti. E’ la maggioranza che conta, non alcune
    teste arrugginite.

    5. Un punto molto importante da capire e’ che ormai in Grecia il
    problema non e’ di tipo economico ma strettamente politico. Non
    sottovaluto nessuna alternativa di tipo economico (non possiedo i
    requisiti scientifici per farlo) ma in questo momento il problema
    numero uno in Grecia e’ togliersi di dosso le catene dell’occupazione
    straniera e mettere fine al genocidio che affligge la popolazione.

    Di conseguenza, l’occasione che non va perduta e’ approfittare di
    questo scontro fittizio a livello di Bruxelles per trasformarlo in
    uno scontro vero tra Bruxelles e il popolo greco per l’uscita
    dall’euro e dall’eurozona e il ritorno alla moneta nazionale sovrana,
    nazionalizzazione delle banche, controllo alle frontiere dei capitali
    e istituzione di rapporti commerciali bilaterali con altri paesi del
    mondo senza il cappio euro-tedesco.

    6. Rivolgersi dall’estero a dei giornali greci per informare, aiutare
    o proporre, e’ un’azione lodevole ma ingenua. Specie se ci si rivolge
    alle testate che ho letto e in più con il titolo “Nuove
    Termopili”. Loro hanno in mano quasi tutto l’apparato
    dell’informazione in Grecia e ci sono dei giornalisti che hanno
    seguito dei corsi speciali sul come trarre in inganno, impaurire,
    intimidire, minacciare e disorientare la gente facendo leva sugli
    istinti più bassi possibili. E poi non e’ che in Italia sia troppo
    diversa la cosa.

    Per concludere: Informatevi e agite di conseguenza. Non sono tanto le
    opinioni di ciascuno che contano. Ma e’ la prospettiva della nascita
    dell’opinione del popolo che vuole trasformarsi in proposta ed azione
    politica.

    E se non credete nel popolo, cioè se non credete in voi stessi, mi
    dispiace davvero. Come cerco di spiegare nell’articolo l’unico
    antagonista alla logica del capitale oggi e’ il popolo unito.

  • SeveroMagiusto

    Grazie.

  • Georgios

    L’accordo per il famigerato
    “ponte” di 4 mesi:

    1. Le riforme sono obbligatorie e si basano sulla
    finanziaria del governo precedente

    2. Ci sarà una valutazione prima di ogni sborsamento

    3. I soldi vanno solo alla ricapitalizzazione delle
    banche e per il pagamento dei debiti dopo approvazione della BCE

    4. Il governo si impegna di collaborare con la troika
    (che ora viene chiamata “istituzioni”)

    5. Oltre all’UE, protagonisti rimangono gli altri due
    membri delle istituzioni (troika) cioè BCE e IMF

    6. Il governo si impegna senza riserve a pagare il
    totale del debito entro i tempi stabiliti (niente haircut o pagamenti
    posticipati)

    7. Il governo si impegna di continuare a produrre
    avanzi primari (quegli stessi che fino a ieri diceva che non
    esistevano)

    8. Il governo si impegna di non prendere delle misure
    o azioni unilaterali che influenzeranno negativamente sugli
    obbiettivi fiscali come stabiliti dalle istituzioni (la troika)

    9. L’accordo e’ sottoscritto solo perché il governo
    greco offre gli impegni richiesti

    10. L’UE continuerà a supportare la Grecia solo se
    quest’ultima continuerà a mantenere gli impegni presi

    (Le note in parentesi sono mie)

    La lista dei quisling e’ ulteriormente allungata. E questi criminali non hanno neanche la spregevole scusante di essere stati ricattati.

    Per
    il momento sorridono da veri e propri co….. .

    Ma ride bene chi ride per ultimo.

  • rebel69

    Che andassero a cagare sti psicopatici burocrati sadici di Bruxelles Berlino Wall street la city di Londra e Basilea,solo la morte è irreversibile, quella  di loro spero.Pensandoci bene non ci sono tante via di scampo,sia democratiche, M5S con otto milioni e mezzo di voti e Siryza lo stanno dimostrando, sia con manifestazioni ,violente o meno.Forse i Brics organizzeranno qualche rivoluzione colorata da noi cercando di rovesciare governi già fantocci?Credo proprio che bisognerà aspettare inermi ma consapevoli che presto o tardi ci toglieranno tutto e allora forse,come insegnava quel ebreo barbuto vissuto 2000 e rotti anni fa ,nella povertà saremo liberi, sempre che non ci trasformeremo come cani randagi che si azzuffano per un pezzo di pane.In quel caso ben venga l’estinzione della maggior parte della razza umana e tanto di cappello a persone come Francis Galton.