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RESA DEI CONTI IN EUROPA: LA GRECIA CONTRO LA PIOVRA-VAMPIRO

DI ELLEN BROWN

Counterpunch

La Grecia e la Troika (Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea e BCE) sembrano due galli in combattimento. I greci sono stati minacciati di una “bank-holiday prolungata come quella di Cipro” se avessero “votato male”. Ma da troppo tempo la Grecia è vittima di atti di bullismo e ora dice “basta”.

Il ritorno alle urne è stato deciso nel dicembre scorso, quando il Parlamento ha respinto la candidatura a presidente del Primo Ministro “pro-austerity” Antonis Samaras. Nell’elezione generale, fissata per il 25 gennaio, rischia di prevalere il partito di sinistra anti-austerity Syriza. Nei sondaggi pubblici del malcontento generale sulle nuove misure di austerità imposte dall’UE ad Atene in cambio di € 240.000.000.000 di salvataggio, il Syriza ha guadagnato un vantaggio del 3%.

Le stringenti misure di austerità hanno fatto sprofondare l’economia nazionale in una situazione peggiore di quella della Grande Depressione. Come osserva il Prof. Bill Black , la questione non è il perché il popolo greco si sta ribellando alle misure di austerità, ma perché ci ha messo così tanto a farlo.

Anche l’Irlanda fu costretta nello stesso modo a subire aspre misure di austerity a fronte di un salvataggio finanziario dall’UE. Recentemente sono state pubblicate delle lettere che mostrano chiaramente che per il Governo Irlandese si è trattato di un vero e proprio ricatto, con la minaccia che la BCE avrebbe tagliato ogni liquidità alle banche Irlandesi. Stessa minaccia è ora usata contro i Greci, ma questa volta non abboccheranno all’amo.

SCHIACCIATI DALLA PIOVRA

La minaccia “camuffata” è giunta al Parlamento Greco nel Dicembre scorso con un memo da parte della banca d’investimenti Goldman Sachs – la stessa a cui in precedenza fu attribuita la colpa principale per la crisi Greca. Matt Taibbi, giornalista del Rolling Stone, ha scritto un vivace articolo a questo proposito:

La prima cosa che è necessario sapere di Goldman Sachs è che è ovunque. La più potente banca d’investimenti del mondo è come una grande piovra-vampiro, con le sue spire avvolte intorno a tutta l’umanità, che succhia avidamente ovunque senta profumo di denaro. Possiamo dire che la storia della recente crisi finanziaria – ovvero la storia del rapido declino e della caduta dell’impero Americano dai piedi di carta – equivale a leggere il Who-is-Who di Goldman Sachs.

La Goldman ha ‘generato’ un insolito grande numero di funzionari UE e USA, con un potere pressoché ‘dittatoriale’ di promuovere e tutelare gli interessi delle grandi banche. Tra questi: il Segretario del Tesoro USA Robert Rubin, che nel 1999 mediò per l’abrogazione della legge Glass-Steagall e nel 2000 per l’approvazione della Commodity Futures Modernization Act; il Segretario del Tesoro USA Henry Paulson, che nel 2008 presiedette il salvataggio di Wall Street; Mario Draghi, attuale capo della Banca Centrale Europea; Mario Monti, che per un periodo è stato Primo Ministro Italiano di un governo di tecnocrati; e il Governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney, presidente del Financial Stability Board, organismo che stabilisce le norme finanziarie per i paesi del G20.

Il ruolo di Goldman nella crisi greca risale al 2001. La piovra-vampiro, annusando profumo di denaro nel problema del debito greco, conficcò la sua avida proboscide nella gestione fiscale del paese, succhiando ingenti ricchezze e camuffando la reale l’entità del debito in complessi contratti derivati. La piovra poi coprì le sue speculazioni cortocircuitando il debito greco. Le speculazioni al ribasso sul debito greco provocate da corposi hedge fund alla fine del 2009, esercitarono sull’euro pressioni a vendere, costringendo la Grecia a quelle misure di ‘salvataggio’ e di austerità che hanno distrutto la sua economia.

Prima delle elezioni presidenziali del Dicembre 2014, che hanno fatto cadere il Governo della Grecia, Goldman replicò quei giochi di potere che da tempo hanno messo l’Eurozona nelle mani di una leadership bancaria non eletta dal popolo. In una nota dal titolo “From GRecovery to GRelapse”, ripubblicata su Zerohedge, Goldman avvisava: “Lo spazio di manovra che ha la Grecia per rifiutare le riforme è estremamente limitato”.

Perché? Perché in caso di un “grave scontro” tra Grecia e finanziatori internazionali, gli sarebbe stata negata la liquidità bancaria. La Banca Centrale aveva il potere di negare o di concedere questa liquidità, a suo piacere: e senza di essa le banche sarebbe state insolventi.

Come disse il defunto Murray Rothbard, tecnicamente tutte le banche sono insolventi. Tutte prestano soldi che non hanno. Per potere far quadrare i conti, esse vivono sulla possibilità di ottenere prestiti da altre banche, dal mercato monetario o dalla banca centrale. La Banca Centrale, che ha il potere di stampare moneta, è l’ultimo attore necessario in questo gioco di prestigio, e quindi ne detiene il comando. Se la fonte della liquidità si prosciuga, le banche vanno giù.

La nota di Goldman Sachs diceva così:

Il rischio maggiore è l’interruzione del finanziamento delle banche greche da parte della BCE.

A che serve far pressione affinché il governo attui un programma di rifinanziamento del debito, se dietro al sistema bancario greco c’è sempre la BCE?

Ma è proprio questo il rischio maggiore per la Grecia. L’economia ha bisogno che la fonte ultima di finanziamento, la BCE, mantenga sempre aperta la possibilità di fornire liquidità. E questo non solo perché alle banche possano servire delle risorse per ridurre rischi futuri di indebitamento, ma anche perché le banche fanno già affidamento su titoli di stato o emessi dallo stato per mantenere costanti gli attuali livelli di liquidità.

Nell’eventualità di un grave scontro tra governo Greco e finanziatori internazionali, l’interruzione della liquidità da parte della BCE verso le banche greche potrebbe portare persino ad una “bank-holiday prolungata” come a Cipro. E i timori del mercato per i rischi di un possibile abbandono dell’Euro potrebbero persino arrivare a tanto. (!)

Il problema non è la situazione delle banche Greche. La pistola puntata alla testa delle banche è la minaccia che il flusso di liquidità proveniente dalla Banca Centrale si possa interrompere se le banche greche non si fossero adeguate alle “riforme”. Infatti, qualsiasi altro paese che ha tentato di resistere alle riforme, ora si ritrova con le proprie banche senza più liquidità.

E’ quello che è avvenuto a Cipro nel 2013. Le banche dichiarate insolventi avevano superato l’ultima tornata di stress-test della BCE ed erano “salvabili” tanto quanto molte altre banche – finché la Troika non gli ha chiesto altri 600 miliardi di € per poter mantenere in piedi la linea di credito della banca centrale.

Stessa minaccia paventata al governo irlandese prima che accettasse il “salvataggio”; la stessa fatta alla Grecia nel dicembre scorso. Il Ministro delle Finanze Greco Gikas Hardouvelis ha detto in un’intervista:

“La chiave per il futuro della nostra economia nel 2015 e oltre, è nelle mani della BCE… una chiave che può essere utilizzata in qualsiasi momento per bloccare il finanziamento alle banche e, quindi, soffocare definitivamente l’economia greca nel giro di un attimo”.

E’ IL MOMENTO DI UNA LEHMAN EUROPEA?

Questa era dunque la minaccia; ma, come ha notato Zerohedge, in questo caso la BCE potrebbe avere le mani legate: se la Grecia decidesse di non accettare, tutte quelle centinaia di miliardi di titoli Greci da un giorno all’altro varrebbero niente, causando massicce perdite di valore non contabilizzate: ciò dimostra ancora una volta che il vero potere contrattuale è nelle mani della Grecia.

Nonostante quel rischio, il 3 Gennaio il Der Spiegel riportava che il Governo Tedesco è convinto che ora l’Eurozona sarà in grado di sopportare l’eventuale uscita della Grecia dall’Euro. Il rischio di un “contagio” ora è limitato poiché le grandi banche sono protette dalla nuova Unione Bancaria Europea.

Le banche sono protette, sì, ma i risparmiatori potrebbero non esserlo. In base alle nuove regole di “bail-in” (salvataggio su cauzione) imposte dal Financial Stability Board (organismo per la stabilità finanziaria), confermate dall’Unione Bancaria Europea nella scorsa primavera, ogni piano di salvataggio di un governo europeo deve essere preceduto da una “cauzione” in fondi creditori, compresi i fondi dei risparmiatori. Come a Cipro, potrebbe toccare ai risparmiatori e non alle banche.

E le assicurazioni su deposito? Quello doveva essere il terzo pilastro dell’Unione Bancaria, ma non è stato ancora concordato alcun programma europeo sulle assicurazioni. Questo significa che i risparmiatori potrebbero solo sperare in un eventuale rimborso da parte dei loro governi in bancarotta, rimborsi che, si sa, non sono mai certi.

Quello che il protocollo di “bail-in” invece garantisce sono i titoli derivati speculativi di Goldman e di altre grandi banche internazionali. In un articolo del Maggio 2013 di Forbes dal titolo: “Il “salvataggio” della Cyprus Bank non è che un’ennesima truffa bancaria clientelare,” disse chiaro e e tondo Nathan Lewis:

“A prima vista, il “salvataggio” appare come il classico procedimento capitalistico di ristrutturazione del debito che si applica quando una banca diventa insolvente…

La differenza nel “bail-in” è che l’ordine nella graduatoria dei creditori è diverso. In altre parole, è un ordine clientelare: i primi sono sempre gli stessi (ovvero altre banche e altri governi). E gli ultimi sono tutti gli altri. Gli “amici” prendono il 100% e anche più; i “non-amici”, compresi i risparmi senza interessi che dovrebbero essere i favoriti in assoluto, prendono invece…un bel pugno nello stomaco.

In principio, i risparmiatori dovrebbero essere considerati i primi creditori di una banca. E invece non lo sono più da quando è entrata in vigore la nuova normativa sulla bancarotta nel 2005, che ha dato la precedenza ai contratti derivati. In altre parole, i contratti derivati sono i primi ad essere rimborsati, in ogni caso sempre prima di qualsiasi altro creditore “non-amico”, come i semplici risparmiatori. Considerando l’enorme massa di contratti derivati che le banche trattano e la possibilità di affibbiarne qualcuno anche all’ultimo momento a qualsiasi banca, è ovvio che per tutti gli altri creditori non resta un bel niente.”

Anche nella peggiore bancarotta bancaria della Grande Depressione, ha scritto Lewis, i creditori alla fine hanno recuperato quasi tutte le loro risorse. E conclude:

Se dopo un intervento di “salvataggio” i grandi risparmiatori riportano perdite del 50% e più, è chiaro che è stato commesso un vero e proprio crimine.

ADDIO ALL’EURO?

La Grecia potrebbe riconquistare la sua sovranità recedendo dal debito, abbandonando la BCE e l’Euro ed emettendo la propria valuta nazionale (dracma) attraverso la propria banca centrale. Ma questo potrebbe danneggiare l’eurozona fino a distruggerla definitivamente.

La Troika correrebbe forse questo rischio? Il 2015 si sta profilando come un anno molto interessante.

Ellen Brown è procuratore, fondatrice del Public Banking Institute e autrice di dodici libri, tra cui il best-seller “La Rete del Debito” – Web of Debt. Il suo ultimo libro “La soluzione della Banca Pubblica” – The Public Bank Solution, esplora modelli bancari storici ed internazionali di successo. I suoi 200 e più interventi nel suo blog sul sito: EllenBrown.com

Fonte: www.counterpunch.org

Link: http://www.counterpunch.org/2015/01/07/greece-takes-on-the-vampire-squid/

6.01.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Pubblicato da Truman

  • albsorio

    L’errore sta nel rinegoziare il debito pubblico greco come italiano etc.

    Ogni Paese aderente alla moneta unica quando vuole euro da debito in cambio, quindi la cartamoneta e i numeretti nei PC sono di questo o quel Paese europeo che li ha chiesti a BCE.
    Draghi interrogato sulla proprietà degli euro dice che all’atto della emissione sono di BCE, ovvio ma un attimo dopo quando viene dato il debito pubblico in contropartita quegli euro apparterranno alla Grecia o alla’Italia etc.
    La Grecia come l’Italia dovrebbero emettere la propria moneta fiat, DEL POPOLO, emessa SENZA DEBITO PUBBLICO.
    Il debito pregresso va ricomprato e azzerato.
    Per i fautori dello spauracchio inflazione giova ricordare che sono le banche a generarlo aumentando impropriamente la massa monetaria, questa prerogativa non spetta loro.
    Con la teoria di rinegoziare il debito fanno la fine del’Argentina 
  • albsorio

    Per i derivati non so come riusciamo a salvarci tutti, o ci facciamo dichiarare incapaci di intendere e volere e quindi rifiutiamo, come popoli, questa pratica e le relative conseguenze oppure non so come andremo a finire.

  • Ossimoro

    Si risolvono per impossibilità sopravvenuta.

    Art 1256 c2 cc e art 1463 cc
  • adriano_53

    La Grecia riconquista la sua sovranità
    recedendo dal debito, abbandonando la BCE e l’Euro ed emettendo la
    propria valuta nazionale (dracma) attraverso la propria banca centrale.
    E, conditio sine qua non, collocarsi internazionalmente fuori dalla Nato.

    E, ora si, questo potrebbe danneggiare l’eurozona fino a distruggerla
    definitivamente.

    In ogni caso in Grecia si verserà sangue non metaforico.

  • Suntsu

    Corretto. In teoria. Ma secondo voi, ad un paesetto da undici milioni di abitanti, in quella posizione geopolitica, verrà consentito liberamente tutto questo? Le cosi-dette "guerre di liberazione" passate, presenti e future non insegnano niente? IL paese ha già attraversato una feroce guerra civile nel 45, che continua ad uno stato latente a tutt’oggi! (Regime dei colonnelli, Alba Dorata). E poi siamo così sicuri che tutti i greci (italiani, portoghesi ecc) vogliano questo? Il giorno prima di una decisione del genere la Grecia sparirà dalla mappa geografica…