Home / ComeDonChisciotte / RENZI, IL TONY BLAIR DE’ NOANTRI E LA NOTTE DEI LICANTROPI
14477-thumb.jpg

RENZI, IL TONY BLAIR DE’ NOANTRI E LA NOTTE DEI LICANTROPI

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Forse qualcuno non si è ancora accorto che il diritto rappresentativo democratico, quale si è affermato e consolidato nell’Italia repubblicana dal dopoguerra ad oggi, si sta polverizzando sotto i nostri occhi, frantumato dal revisionismo costituzionale in atto da diverso tempo, ma ora arrivato tragicamente alle ultime battute d’arresto di un golpe finanziario euroatlantico, che ha usurpato giorno dopo giorno la coscienza democratica di questo Paese.

Del resto non è poi così difficile ingannare il prossimo, da parte di oligarchie di potere che sono ben addestrate nell’amabile compito di distrarre i cittadini/spettatori del nuovo ordine mondiale autoritario, dove il camouflage tra realtà e interpretazione del reale, ad opera degli organi di distrazione di massa, si fa sempre più densamente ipocrita. Lo diceva anche Machiavelli, il padre dell’arte politica moderna “Gli uomini sono così ingenui e legati alle esigenze del momento che chi vuole ingannare troverà sempre chi si lascerà ingannare.” (N.Machiavelli, Il Principe).

Qualcosa di assolutamente inedito negli ultimi 70 anni di storia repubblicana si è consumato nella notte del 13 febbraio: un governo ha modificato la Costituzione unilateralmente, cioè un gruppo di parlamentari semplicemente “nominati”, pur non avendo avuto la maggioranza alle ultime elezioni, ma avendola ottenuta solo in forza di una legge elettorale dichiarata incostituzionale, ha modificato da solo la Costituzione asfaltando in un solo colpo la democrazia.

Il golpe notturno è stato eseguito in apnea di democrazia, ovvero un Parlamento eletto in base a una legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Corte, stravolge una Costituzione approvata da un’Assemblea Costituente eletta nel 1946 secondo un equo sistema proporzionale, che garantiva piena rappresentanza a tutte le forze politiche. Il che significa che chi non ha ottenuto la legittimità del potere, neppure per legiferare e governare, ora sta revisionando la Carta fondamentale dello Stato italiano, divenuta obsoleta e superflua per il profitto dei banksters della “finanza onnipervasiva” (Marco Revelli, La lotta di classe esiste e l’hanno vinta i ricchi) .

Nel dicembre 2013 la Consulta aveva deciso che il Porcellum è incostituzionale, e poi è stata chiamata a pronunciarsi sulla legittimità della norma con cui sono stati eletti gli ultimi tre parlamenti (2006, 2008 e 2013). Il risultato è che sarebbero incostituzionali, sia il premio di maggioranza che la mancanza delle preferenze (cioè le liste bloccate). Tradotto: gli italiani non avrebbero dovuto più a votare con la ‘porcata’ sfornata dal leghista Roberto Calderoli. E invece è accaduto, perché come disse il grande Georg Wilhelm Friedrich Hegel: “Tutto ciò che è reale è razionale e ciò che è razionale è reale”. Ma quando dice questo Hegel, non vuole intendere che il reale sia veramente reale, così come il razionale sia veramente razionale. Però che “qualunque cosa sia, è giusta”, perché espressione diretta dello Spirito Assoluto. Logica metafisica 
e abissi della mente …

Ecco perché nel febbraio 2013 si è votato ancora con il famigerato Porcellum, che più che reale o razionale è una vera porcata. Il «Porcellum» è una legge ancor più devastante dei diritti di rappresentanza democratica della legge Acerbo imposta da Mussolini. Infatti non c’ è nemmeno bisogno del 25% dei voti per ottenere il premio di maggioranza: chi arriva primo fra le varie liste e coalizioni, quale che sia la percentuale, ottiene la maggioranza di 340 seggi a Montecitorio. Di qui la tendenza alla formazione di coalizioni sempre più ampie possibili e sottoposte al ricatto.

La riforma del Senato poi, promossa dal governo Renzi, s’inserisce in un processo di revisione costituzionale che è in corso da diversi anni, e prevede la fine del bicameralismo perfetto e l’abolizione del Senato elettivo, sostituito con una Camera composta da consiglieri regionali e sindaci e ridotta da 315 a 100 membri. Il nuovo Senato non voterà più la fiducia al governo e per di più non gli sarà consentito di legiferare, ad eccezione che su alcuni temi, come riforme costituzionali e trattati internazionali. In realtà questa proposta di riforma è solo l’ultima di un susseguirsi progressivo di riforme, infatti dal 1948 fino al 1999 (51 anni) la Costituzione è stata modificata solo 14 volte, mentre dal 1999 al 2012 (13 anni), ben 11 volte. E poi fino al ’99 le modifiche riguardavano solo singole norme, mentre poi è stato avviato un “revisionismo costituzionale” a spettro più ampio, durante il quale interi comparti sono stati sottoposti a modifica.

La suddetta pseudo/riforma, a dimostrazione che le “Riforme” non sono necessariamente espressione di una volontà democratica, sospende il diritto repubblicano e si inserisce in una fase di “anomalia legislativa” che si discosta dai caratteri fondanti dello Stato italiano, inaugurando così la transizione da un regime rappresentativo, espressione dialettica tra i vari gruppi sociali e politici, a uno autocratico, che tende ad semplificare i metodi deliberativi, per imporre la volontà esclusiva di gruppi di potere oligarchico. La logica non è più quella della collaborazione e del compromesso, di conciliazione delle diverse istanze, ma espressione della richiesta di più spedita efficienza del processo deliberativo, inteso come mera applicazione di una volontà autocratica.

Il biennio 1999-2001 poi ha raggiunto alcuni risultati stranianti rispetto all’applicazione della Carta: potenziamento degli organi esecutivi e indebolimento di quelli legislativi; decentramento amministrativo e indebolimento del potere dello stato centrale (riforma del Titolo V- regionalizzazione della sanità); subalternità delle istanze di carattere nazionale rispetto agli assetti delle istituzioni sovranazionali europee.

Le ultime riforme previste dunque prevedono una riduzione ulteriore dei poteri democratici del Parlamento attraverso la trasformazione di un ramo delle Camere da organo legislativo a pieno titolo, a mera funzione di collegamento tra stato ed enti locali. Con la nuova riforma la procedura legislativa riguarderà soltanto i deputati della Camera, e ciò, assieme alla nuova legge elettorale, che dovrà prevedere un ampio premio di maggioranza per il partito più votato, assegnerà più potere alle maggioranze e ai governi, indebolendo invece il Parlamento e le opposizioni.

Alle elezioni del 2013 però a piazzarsi nei primi tre posti erano stati Grillo (1° partito alla Camera), Bersani e Berlusconi. La riforma costituzionale invece ora la sta facendo Renzi, il rottam-attore non eletto da nessuno che sta rottamando la democrazia. E’ una situazione molto vicina al colpo di Stato, e la “notte dei lupi funanboli” lo dimostra, perché sospesi sulla fune, oscillando tra reale e razionale, hanno dato libero sfogo al loro odio per la Costituzione, per la democrazia, per il loro paese, per i cittadini del loro Paese, trattati da loro semplicemente come sudditi privi di diritti.

Il problema dunque è sostanzialmente quello di salvare le Istituzioni e la Costituzione, perché il sistema democratico si sta sgretolando, giorno dopo giorno, sotto i nostri occhi ed ora è arrivato ad un bivio. E’ la notte della democrazia, e i licantropi si contendono la preda. Il Parlamento è caduto nell’isteria più totale e un uomo solo comanda, pilotato dalla Bce, finché si arriva alle percosse fisiche (il PD si azzuffa con SEL), alle offese (il Presidente Giachetti dà dei fascisti ai 5Stelle), insulti e ingiurie (il piddino Sanna dà della “Troika” a Carla Ruocco), mentre la Boschi, imperturbabile, chatta al cellulare. Alla fine arriva Renzi alle tre di notte, per imporre ancora i suoi diktat.

Novello funambolo, esperto di virtualità mediatiche ed abile sperimentatore della politica da casinò che ci governa, si trova a camminare sulle rovine di castelli istituzionali, protetto dalle rassicuranti ringhiere del brand economico/finanziario, e pronto a liberare la società italiana dalle pastoie della democrazia, lasciandola al rischio della precarietà esistenziale priva di tutele e diritti. Ma l’eroe licantropo, spregiudicato e temerario, non teme le sabbie mobili di una situazione economica sempre più vicina al collasso, perché decisamente sorretto dalle certezze neoliberiste dei banksters.

Eroe del populismo postmoderno, è stato un abile impresario politico della virtualità rassicurante, un valido affabulatore della narrazione neo-liberista blairiana, fino a trasformare il male che erode nel profondo il nostro sistema democratico in energia positiva, mentre il pubblico degli elettori, incredibilmente raggirati e vilipesi, pendono dalle sue labbra enfatizzate dai media e pagano due euro per vedersi destinare ad una esistenza di precariato professionale perpetuo.

Certo il “golpe” viene da lontano, e fu segnato da passaggi chiave nella storia economico politica italiana. L’assassinio di Moro, nel maggio 1978, serviva per impedire la partecipazione dei comunisti al governo, evento traumatico per gli USA, ma ciò giovò anche al progetto dell’area valutaria europea, infatti nel marzo del ’79 ci fu l’incriminazione del Governatore della Banca d’Italia Paolo Baffi, il quale poi, benché prosciolto da tutte le accuse, dovette dimettersi.

Immediatamente dopo il Capo del Governo Giulio Andreotti ufficializzerà l’entrata dell’Italia nello SME. Nel 1981, con l’accordo Ciampi/Andreatta, verrà sancito il cosiddetto “divorzio” Banca d’Italia/Tesoro, dando inizio così all’impennata dell’aumento degli interessi sul debito pubblico. Nel ’92 poi si aprì la stagione di Manipulite, una “rivoluzione mediatico-giudiziaria” che avrebbe provocato la demonizzazione della classe politica dirigente della Prima Repubblica, ovvero quella casta che, pur tra episodi di corruzione, aveva permesso la crescita economica e l’aumento dei salari. A seguito il primo processo di liberalizzazioni/privatizzazioni. Infine le dimissioni di Berlusconi nel 2011, pilotate dalla Bundesbank, provocarono il succedersi dei governi Monti/Letta/Renzi, non votati da nessuno, 
e il via libera per la strategia Usa di destabilizzazione del Medio Oriente, in un’ottica ostile alla Russia.

Ora le famigerate e sbandierate “Riforme” in cantiere sono tante in agenda e transiteranno la società italiana verso un assetto sociale darwininiano, dove la distanza tra le classi si farà sempre più marcata, perché difenderà i privilegi della borghesia, demolendo quel sistema di welfare che ha salvaguardato il benessere dei cittadini fino ad ora, praticando privatizzazioni, abbattimento dei diritti del lavoro, tassazione spietata sulle fasce più basse, riduzione degli ammortizzatori sociali e della Pubblica Amministrazione, limitazione della democrazia e dell’autonomia delle assemblee rappresentative.

Del resto ha scritto il quotidiano britannico “Daily Mirror”: «Renzi è il Blair italiano non solo nelle intenzioni politiche, ma anche nelle alleanze economiche. Un esempio? La Jp Morgan». Riforma della Costituzione, del Senato, Jobs Act, della Rai, della pubblica amministrazione, della giustizia, della scuola pubblica, riforma elettorale. Così ha deciso il presidente del consiglio Matteo Renzi, su suggerimento della banca d’affari Jp Morgan, che ha arruolato proprio Blair tra i suoi consiglieri strategici.

Benvenuti nel nuovo mondo dei licantropi, che praticano quotidianamente l’equilibrio funambolesco del potere, oscillante tra virtualità rassicuranti e rovine sociali.




Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

26.02.2015

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    Lupi? I Lupi hanno una loro dignità, questi li chiamerei Ratti, più che Lupi!

  • Primadellesabbie

    Sono molto sospettoso, se non addirittura contrario al così detto sovranismo. Ne parlo il meno possibile per rispetto ai tanti che qui ne perorano la causa ed esprimono spesso cose sensate, che andrebbero perse ficcandosi in polemiche senza via di uscita.

    Qui però una domanda si impone. Dove la metti tutta questa gente? Come pensi di liberarti di loro e dell’inclinazione ad un modo di essere che accomuna quasi tutto questo Paese?
    Non vorrai rispondere che hai trovato il modo di combattere la passività perché questa é passività attiva che ha superato tutte le prove cui é stata sottoposta fin dall’unità, e caratterizza il Paese da sempre, e che evidentemente offre vantaggi talmente affini alla filosofia di questi popoli da non poter essere messa in discussione, se non provocando diffidenza e sospetto diffusi, che si risolvono immancabilmente con un ritorno al punto di partenza.
  • Tetris1917

    Renzi non esiste, è una bambola gonfiabile che ha ricevuto l’alito divino del capitale e dei suoi accoliti ed è stato messo in movimento nella casa parlamentare per fare quello che Rosanna Spadini dice egregiamente. In effetti mi ricorda Pinocchio, toscano pure lui.

  • GioCo

    Oh no! C’è un errore: Renzi una strega è! Lo dice anche la canzone!
    Sua mamma è un licantropo, suo padre un vampiro: lo sanno tutti i fans del cartone animato! :)))

  • lucamartinelli

    L’articolo è indubbiamente interessante ma c’è un passaggio che non condivido assolutamente, laddove la Spadini afferma che" ha usurpato giorno dopo giorno la coscienza democratica di questo Paese. "
    Ebbene, questo paese, o meglio i suoi abitanti, cosa sia la coscienza democratica deve ancora impararlo.

  • Cataldo

    La disgregazione dello Stato è ormai ben oltre il punto di non ritorno, questi pochi mesi di governo renzi hanno fatto più danni del ventennio precedente.
    La democrazia rappresentativa non esiste più.
    Le ultime mosse del governo sono di una efferatezza senza precedenti, dalla distruzione dei diritti dei lavoratori alla museruola ai magistrati, per arrivare alla chiusura del cerchio sul controllo della tv. Per tutti questi anni ho sempre scritto che si stavano esaurendo gli spazi per esercitare il dissenso attraverso gli strumenti istituzionali, eccoci : sono finiti.
     

  • Rosanna

    Ciao Primadellesabbie,
    non capisco perché tu sia contrario al sovranismo, che vuol dire in termini concreti: autonomia economico politica di uno stato nella gestione della propria vita sociale. Quindi il sovranismo mi sembra essenziale, per poter decidere con la nostra testa, rispondendo alle nostre esigenze, e secondo quei principi democratici, che proprio la mancanza di sovranismo ha minato alle radici.

    Quanto alla "passività" sociale e ineluttabile del popolo italiano, ne sono convinta anch’io, e se ricordiamo quel famoso monologo del Principe di Salina del Gattopardo, ne abbiamo le prove:
    ""I Siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che
    credono di essere perfetti: la loro vanità è più forte della loro
    miseria, ogni intromissione di estranei sia per origine sia anche, se si
    tratti di Siciliani, per indipendenza di spirito, sconvolge il loro
    vaneggiare di raggiunta compiutezza, rischia di turbare la loro
    compiaciuta attesa del nulla."

    Però il popolo italiano ha conosciuto anche momenti migliori, nell’immediato dopoguerra, quando al capitale servivano quadri dirigenziali per la soddisfazione dei propri interessi, allora le valigie di cartone, tenute insieme con lo spago, viaggiavano dal sud al nord, in Parlamento c’erano forze rappresentative di varie tendenze politiche, votate direttamente dai cittadini elettori, la disoccupazio e era bassa, l’economia procedeva verso il boom economica, e i diritti sociali erano decentemente rispettati. 

  • Rosanna

    Hai ragione lucamartinelli,
    infatti se Benedetto Croce diceva che il fascismo era stato un "intermezzo drammatico" tra un prima liberale e un dopo democratico, quindi avrebbe spezzato una linea virtuosa progressiva verso dinamiche sempre più rispettose dei diritti sociali, in realtà non sembra che il Croce abbia pienamente ragione a questo proposito. 

    Ne dà una risposta più lucida Alberto Cavaglion, che sostiene invece in alcuni capitoli della sua opera
    "La Resistenza spiegata a mia figlia! che il fascismo è stato una malattia "endemica" della società italiana. Gli italiani, in gran massa, sono fascisti fin nel midollo osseo, hanno i fasci stampati nel Dna, vogliono essere governati con il pugno di ferro, solo così ne escono soddisfatti. Quindi NON il fascismo è stato un’anomalia, ma i valori democratici rappresentati dalla Costituzione sono stati un’anomalia.

  • Rosanna

    Certo, lo stato si è ormai dissolto sotto i colpi dei diversi interventi dettati dalle oligarchie euroatlantiche, come ho segnalato nell’articolo, però nella storia dell’umanità, la forma democratica di governo è nata solo all’interno dello stato nazione, proprio perché solo la sovranità economico politica può essere garanzia di libertà, difesa dei diritti sociali, diritto al lavoro, difesa del welfare state.

    E’ stato un intervallo breve nell’arco della storia millenaria dell’Italia, dal dopoguerra ad oggi, espressione dei valori della Costituzione, ma ora la pretesa di dissoluzione viene da poteri sovranazionali, che operano spesso in incognita, fuori dai circuiti vituali dei media, ma che decidono della vita di milioni di persone.
    Fine dello stato, fine della democrazia, fine dei diritti.

  • maxvax

    In fondo, e semplificando (al netto delle analisi giustissime dell’articolo), sta arrivando a compimento il piano di rinascita democratica della P2. Alla fine non importa granché chi sia (o sia stato) lo scolaro più efficiente e ligio.
    Contava portarlo a termine e ci stanno riuscendo (con ritocchi verso il basso e in peggio nel suo adattamento ai tempi "moderni" della "seconda repubblica").

  • Rosanna

    Perfettamente, il testo viene di seguito, commentato da Marco Travaglio, un giornalista "giustizialista" secondo molti partiti politici:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/07/Il-Piano-di-rinascita-democratica-della-P2-commentato-da-Marco-Travaglio.pdf

    E’ la perfetta riproduzione di quello che sta avvenendo.

  • Primadellesabbie

    Ricambio con pacere il saluto, Rosanna, cosa dirti, non la finirei più.

    Sinteticamente.
    Ospitiamo popoli che non rinunciano, legittimamente, a percorrere vie radicalmente diverse e a perseguire modelli di vita inconciliabili, anche per raggiungere gli stessi obiettivi.
    Abbiamo vissuto, fin dall’inizio, tragedie nazionali enormi, evitando accuratamente di coglierne il significato e sfruttarne le conseguenze a fini unificanti (come hanno saputo fare bene i cugini oltralpe, ad es.).
    La classe egemone non ha usato l’occasione irripetibile rappresentata dalla ricchezza prodotta nel dopoguerra, e le strutture compatibili, ereditate dalla dittatura per consolidare e dare una forma al Paese, che si é così rassegnato a diffidare definitivamente (puoi esprimere la cosa in mille maniere ma il succo non cambia).
    Non abbiamo voluto scrollarci di dosso la tutela post bellica prendendo a pretesto gli attentati, da piazza Fontana in poi, di chiara provenienza (circostanza irripetibile che avrebbe portato in piazza anche i più restii), perché una parte dello Stato collaborava e dipendeva dai tutori (anche qui le buone motivazioni abbondano, ma il fatto é quello).
    Adesso non siamo in grado, di tutta evidenza, non di modernizzare il Paese, che é un’espressione priva di senso, ma di dotarci delle strutture con cui tutti i Paesi appartenenti alla stessa area e con storia assimilabile, si sono attrezzati per praticare la vita di quest’epoca ed essere in grado di adattarsi ai cambiamenti che vediamo.
    Affidarsi a proclami o affermazioni di principio, in queste condizioni, non basta a raddrizzare una barca inadatta e costruita con troppa approssimazione. E credo lo capiscano tutti, dentro e fuori il Paese.
  • maxvax

    Secondo me, rileggendolo per intero, quello conosciuto come piano di rinascita democratica (sottile uso delle parole, ovvio), era necessariamente una bozza.
    Stanno sicuramente andando più a fondo, perché alcune cose non potevano essere perfettamente previste o delineate alla fine degli anni ’70, ma solo in linea di massima ipotizzate.
    Ne hanno il potere e la forza data la totale assenza di un opposizione di massa pesante e istruita (e non parlo di semplice opposizione parlamentare che conta come il due di bastoni a briscola).
    Oserei dire che anche la stessa presenza di una "voce dissonante" (virgolette volute) come Travaglio, era necessaria allo scopo.
    Mi rimarrà sempre il dubbio (ça va sans dire) di chi sia stato effettivamente l’estensore del piano della P2. Non sono mai stato sicuro al 100% che fosse tutta farina del sacco di Gelli. Dalle ipotesi più estreme a quelle più semplici si corre il rischio di arrivare alla metafisica 😀
    Ciò non toglie che quello era e questo abbiamo oggi.

  • Rosanna

    Beh, su alcuni punti concordo, su altri meno. Certo la sovranità l’abbiamo persa dal dopoguerra ad oggi, ed è stato il capitale che ha voluto così, in entrambi i casi. Il popolo italiano ha sicuramente le sue colpe, attribuibili al suo Dna, alle sue tare psicologiche millenarie, alla sua perdita di "aureola culturale", alle sue numerose corruttele, ai suoi atavici clientelismi.

    Però in pochi decenni ha saputo riprendersi dallo sfacelo prodotto dalla guerra, diventare un Paese industrializzato tra i più avanzati del mondo, il terzo contribuente netto d’Europa, dotato di un welfare state invidiabile in tantissime parti del globo.

    Quindi, come dicevo prima, l’imperialismo euroatlantico ci sta distruggendo, non solo nei diritti democratici, non solo nella sovranità istituzionale, ma anche nella cultura e nella lingua.

    Sai cosa sta succedendo nella scuola italiana? ebbene viene insegnata la Storia dell’arte italiana, in lingua inglese, agli studenti italiani …  hai capito il senso ? La periferia dell’impero è destinata ad essere assimilata completamente dalla lingua e dalla cultura imperiale.

  • Primadellesabbie

    Rosanna, il modello imperiale euroatlantico che richiami, funziona ormai da solo anche togliendo le batterie. É guidato dagli eredi diretti di quelli che hanno perseguito il presente modello di industrializzazione e che, per stabilirne le basi, hanno trasformato l’Europa in nazioni, e hanno fatto l’Italia, come si usa dire.

    Ci siamo dentro da quando abbiamo concordato l’unificazione, per scopi che non erano certo dei nostri popoli, rinunciando alle nostre culture e, per giunta, fingendo di conquistarla, inutile piangerci sopra.
    Il fatto é che non ha funzionato e tutto indica che non funzionerà, e bisognerebbe avere il buon senso di trarne le conseguenze.
    Le ultime briciole che ci distinguevano le abbiamo dissipate proprio inseguendo irresponsabilmente una caratterizzazione visionaria, fasulla e posticcia risoltasi nell’ultima guerra, e poi perseguendo il progresso economico del dopoguerra.
    Non posso immaginare che tu possa condividere pensieri condensati in due righe, ma lo strumento é questo.
  • Primadellesabbie

    @ maxvax

    Non intendo fare una battuta: quelli della P1.
  • adriano_53

    Quest’articolo non è analisi della situazione politica italiana, ma una stralunata dichiarazione amorosa nei confronti del "tutto ciccia e brufoli" governante nazionale.

    Renzi è utile come oggetto di studio- la sua conquista del potere politico, ad esempio-, ma, sempre salvaguardando la soggettività estetica, come oggetto affettivo fa decisamente ribrezzo.

  • Rosanna

    What?   Sindrome del complottista o analisi junghiana dell’uomo e dei suoi simboli ?

  • Rosanna

    Prendo spunto dal web:

    La vita di Licio Gelli connette il Vaticano, la CIA e Reagan al Nuovo Ordine Mondiale

    "Il mondo è pronto per raggiungere un governo mondiale. La
    sovranità sovranazionale di una elite intellettuale e di banchieri
    mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale
    praticata nei secoli passati ."
    – David Rockefeller, 1991 –
    "lasciati prendere per mano dal bambino di Betlemme, non temere, fidati
    di lui, la forza vivificante della sua luce ti incoraggia ad impegnarti
    nell’edificazione di un Nuovo Ordine Mondiale…"
    – Papa Benedetto XVI –

    http://nwo-truthresearch.blogspot.it/2011/02/la-vita-di-licio-gelli-connette-il.html

    "Anche Gelli, guarda caso, è un agente della CIA e si iscrive alla
    massoneria nel 1965, quando Gigliotti sparisce. Il Gran maestro
    Gamberini (altro agente della CIA), gli dà subito alcuni incarichi
    importanti e nel 1970 il Gan maestro Salvini gli affida la direzione
    della loggia P2 con il potere – senza precedenti – di "iniziare" i nuovi
    iscritti alla loggia."

    http://www.webalice.it/gangited/_L/Mass_P2.html

    La Loggia P2 e Licio Gelli fino a Berlusconi – fisica/mente

    [www.google.it]

    http://www.fisicamente.net/MEMORIA/index-867.htm

  • andriun

    Tutto, come al solito(anche se scomodo dirlo), legato al femminismo e al popolo di effeminati che le sostengono: facciamola finita con le femmine e gli effeminati al governo, e le cose ricominceranno ad avere un senso logico. Capisci ammè! Viceversa non lamentiamoci che non serve a nulla. 

  • ProjectCivilization

    Il tipo di populismo a cui si conforma l’articolo , mi mette molta piu’ angoscia di Renzi . Perché Renzi non e’ quello che viene descritto , ma un incaricato del potere , con una sua capacita’ di autonomia , e grandi qualita’ . Mai abbiamo avuto governanti di qualita’ . E’ il primo . Un successo per la meritocrazia , e per l’intelligenza . La ricostruzione storica nell’articolo , e’ ridicola , infantile , spero sia in malafede . Noi non veniamo da un passato Democratico . Abbiamo perso una guerra , dopo aver esaltato un militarista . Al momento di ripartire , non abbiamo saputo contribuire nulla ai disegni dei vincitori . Il voto , il parlamento , i rappresentanti deputati e senatori , nulla hanno a che fare con la Giustizia , l’equita’ , la Democrazia . L’unica cosa che e’ cambiata , e’ che , finalmente , il potere ha deciso di riformare un sistema insostenibile proprio per via dei partiti e del parlamento , ed oramai corrotto in modo estremo . E’ per questo che non si vota piu’ . La sospensione del voto , e’ indice di serieta’ riformista . Non avevamo , per niente , un sistema calibrato per il buon governo . L’unico modo rispettabile di criticare Renzi , non e’ fare del populismo demagogico in stile sinistra del dopoguerra , ma prendersi la Responsabilita’ di introdurre quelle cose che Renzi non ha mandato di fare perché non esiste un interlocutore popolare Democratico . L’unico interlocutore possibile , e’ la massoneria . Smentitemi , e si aprira’ un nuovo scenario .

  • maxvax

    Beh, si, ma ovviamente mica i nomi reali vengono fuori. Come detto, dato che puoi solo ipotizzare (e facilmente ci prendi), si rischia di fare solo esercizio retorico. O metafisico 😀

  • maxvax

    Si, purtroppo (o ahime :-D) tutte cose ben note. E comunque siamo arrivati al 2015 e praticamente hanno portato a compimento il disegno (ancora qualche piccolo tassello ed è fatta, e noi siamo fatti. Attenzione alla prossima riforma della scuola 😉 ).
    E’ però incredibile che ci si possa solo fare ora una specie di analisi storica di un qualcosa ancora in itinere e non un’analisi sociologica di quanto è avvenuto in questi ultimi 45 anni 😀
    Manca molto Pier Paolo Pasolini ….

  • maxvax

    Aggiungo, per banale dimenticanza, che è utile leggere "Questo è Cefis. L’altra faccia dell’onorato presidente", da cui sicuramente prese spunto il citato Pasolini.
    D’altronde se si vuole capire ciò che succede oggi, e i vari passaggi che ci sono stati, bisogna andare indietro (anche in maniera acritica)

  • ProjectCivilization

    Verissimo , ma disagevole . Voglio scendere .