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RENZI: IL SEGRETO DEL CAZZARO

DI DANIELE BASCIU

econommt.com

Abbiamo Renzi che va avanti a ruota libera, con montagne di balle senza contraddittorio, forse perchè spesso i giornalisti non prendono la briga di leggere i documenti ufficiali del Governo, come il DEF.

Ieri ha dichiarato che taglierà le tasse per 18 mld:

La più grande riduzione” mai vista in Italia.

Il segreto del cazzaro è la sicurezza quando si sparano le balle, contro ogni evidenza. Così per lui non è un problema la tabella del DEF da cui risulta che dal 2014 al 2015

AUMENTERA’ LE TASSE DI 10 MILIARDI COMPLESSIVI !!!

def2

Ed è incredibile che non ci sia mezzo giornalista che gli rida in faccia, quando le racconta.

Daniele Basciu

Fonte: http://econommt.com

Link: http://econommt.com/2014/10/14/renzi-il-segreto-del-cazzaro/

14.10.2014

Pubblicato da Davide

  • Tao

     

    Ieri, 13.10.14, a Bergamo, davanti a un pubblico di Confindustria, Renzi annuncia tagli per 18 miliardi e pari riduzione della pressione fiscale per rilanciare l’economia, vantandosene. Questo annuncio è incompatibile con l’ultimo DEF e con la Nota di Aggiornamento, in cui il governo formalmente si vincola, anche nei confronti dell’UE, ad aumentare la pressione fiscale fino al 2017, pure se continuerà la recessione; inoltre vi sono clausole di salvaguardia che faranno scattare aumenti dell’IVA, se necessario a garantire i saldi obbligati di bilancio. Insomma, il governo non può ridurre la pressione fiscale, anzi necessariamente la aumenterà.

    Quindi Renzi ieri, a meno che intenda rompere con l’Eurozona, ha mentito pubblicamente. Ingannandoli, ha raccolto il plauso prima degli sprovveduti industriali presenti in sala, e poi dei mass media che stanno al  gioco suo e di chi l’ha messo lì e lo dirige. Quand’anche Renzi non avesse gli impegni di bilancio suddetti, non credo che gli sarebbe possibile trovare 18 miliardi senza tagliare trasferimenti alle pubbliche amministrazioni, senza tagliare i servizi ai cittadini o rincararli, senza aumentare altrove la pressione fiscale (penso alle incombenti revisioni catastali e alla solita introduzione di presunzioni di redditi inesistenti), cioè senza rivalersi diversamente sulla gente, come del resto ha fatto per la mancia degli € 80.  Non è possibile, perché gli apparati dei partiti e la burocrazia vivono mangiando spesa pubblica attraverso sprechi creste, quindi se Renzi cercasse di tagliare spesa pubblica inutile e parassitaria, essi lo silurerebbero.

    Ma anche se riuscisse a ridurre le tasse senza colpire in altro modo e cittadini, la cosa non avrebbe l’effetto di rilanciare l’economia nazionale, e ciò per due diverse ragioni, che adesso espongo.

    Prima ragione: spostare i soldi non fa ripartire l’economia. E’ come tirare una coperta corta. Bisogna allungare la coperta, per farla ripartire. L’esperienza giapponese (e di altri paesi) descritta e analizzata matematicamente da Richard Werner nei suoi saggi The Princes of the Yen e New Paradigms in Macroeconomics, dimostra che sono senza effetto, ai fini della rilancio dell’economia, tutte le manovre di spostamento di liquidità (dal settore pubblico a quello privato o viceversa, dai consumi agli investimenti o viceversa, dalle imposte dirette a quelle indirette o viceversa). L’unica manovra che abbia effetto di rilancio è l’aumento della liquidità nell’economia reale. Ma al contrario noi abbiamo oramai, in Italia, una continua sottrazione della liquidità, per effetto di 1)trasferimenti netti a UE (diamo all’UE più di quanto di ritorna); 2)trasferimenti al Meccanismo Europeo di Stabilità (57 miliardi);   3)fuga di capitali (solo quest’anno, 67 miliardi); 4)contrazione del credito concesso. Quindi la coperta continua ad accorciarsi, riducendo non solo la domanda e gli investimenti, ma la stessa solvibilità dei debiti già contratti, quindi facendo dilagare insolvenze e fallimenti e diffondendo un clima di cupa sfiducia nel futuro. Va precisato che questo dissanguamento monetario sistematico non è accidentale – altrimenti sarebbe inspiegabile – bensì viene portato avanti dalle istituzioni nazionali ed europee al fine di costringere l’Italia a svendere i suoi assets e mercati sottocosto a capitali finanziari stranieri, nonché a cedere loro il potere politico sul Paese. Si noti che gli oltre 2000 miliardi creati dalla Banca centrale europea e immessi nel sistema bancario dell’eurozona, non hanno prodotto alcun rilancio dell’economia reale, la quale sta rallentando persino in Germania e Finlandia; e questo perché sono andati in impieghi improduttivi, speculativi, e non nell’economia reale. Se Draghi e soci avessero voluto rilanciare l’economia, fare il bene della gente, avrebbero immesso quei soldi nel settore produttivo.

    Seconda ragione: Renzi potrebbe ancora dire che i suoi famosi 18 miliardi li sposterà, mediante una dura spending review, da impieghi pubblici aventi basso effetto moltiplicatore sul reddito nazionale – che so, 1,1 – a impieghi privati di famiglie e imprenditori aventi più alto moltiplicatore sul reddito nazionale – che so, 1,3, così che produrranno un aumento del reddito di  5,4 miliardi anziché di 1,8. Ma anche questo non può avvenire, perché condizione affinché le famiglie spendano di più anziché mettere da parte, e le imprese investano di più anziché tesaurizzare, è che il quadro complessivo del sistema-paese sia positivo e le aspettative siano pure positive, che ci sia fiducia. La famiglia non spende ma risparmia, se teme il futuro; e, se spende, compra prodotti di importazione, meno costosi – quindi quella spesa non aiuta il reddito nazionale ma peggiora la bilancia dei pagamenti. L’imprenditore, a sua volta, non investe e non assume, se non prevede una domanda che assorba i suoi prodotti. Il rimedio, allora, sarebbe quindi quello keynesiano: non tagliare la spesa pubblica, ma dirigerla per quanto possibile, anche aumentandola a deficit, in investimenti pubblici utili e ben progettati, infrastrutturali, che, traducendosi direttamente in appalti, inducano assunzione di forza lavoro quindi domanda solvibile, e insieme migliorino l’efficienza e la produttività, quindi la competitività, del sistema paese. Ma, nell’Europa del rigore, della crescita e della solidarietà, questo tema è tabù. Intanto, i capitali, le imprese migliori, i tecnici e i ricercatori, i giovani, stanno emigrando in massa, e l’Italia diviene una bara previdenziale-assistenziale, cioè un deposito, forse uno smaltitoio, di pensionati, di disoccupati, di sussidiati, di lavoratori a nero, di immigrati mantenuti. Questo processo oramai è consolidato e si alimenta da sé.

    Volete una ricetta per un lieto fine di questo articolo? Molto semplice: la BCE emette nuovo denaro e, invece di regalarlo alle banche, lo usa per pagare gli interessi sul debito pubblico dei paesi aderenti, rinunciando a richiedere loro il rimborso, ma con vincolo a destinare le somme così risparmiate per 1/3 a riduzione della pressione fiscale generale e per 2/3 a investimenti infrastrutturali nel senso sopra indicato. 

    Marco Della Luna

    Fonte: http://marcodellaluna.info

    Link: http://marcodellaluna.info/sito/2014/10/14/renzi-naso-lungo-coperta-corta-la-balla-degli-sgravi-fiscali/

    14.10.14

  • warewar

    Per essere precisi le tasse aumenteranno di 12,3 miliardi (+10,2 miliardi di tasse contro -2,1 di spese: la differenza è +12,3 mld di tasse)

  • cavalea

    "Volete una ricetta per un lieto fine di questo articolo? Molto semplice: la BCE emette nuovo denaro e, invece di regalarlo alle banche, lo usa per pagare gli interessi sul debito pubblico dei paesi aderenti, rinunciando a richiedere loro il rimborso, ma con vincolo a destinare le somme così risparmiate per 1/3 a riduzione della pressione fiscale generale e per 2/3 a investimenti infrastrutturali nel senso sopra indicato". 

    Semplice, fattibile, efficace, quindi non se ne farà nulla. 
    Avanti tutta con la cura consigliata dagli specialisti della UE, che ci divertiremo.
     
  • GiovanniMayer

    Piuttosto che la ricetta proposta dall’articolista, che ritengo impossibile, sarebbe meno difficile e più efficace, un’uscita unilaterale dall’eurozona unita a politiche di tipo keynesiano come quelle abbozzate nell’articolo.

  • RenatoT

    viene da ridere a leggere proiezioni datate 2016, 2017, 2018.

  • Lasumira

    Un albero si vede dai suoi frutti … !!

    ed ahimè, ,,,
    quelli che mangeremo saranno marci,

    se non si provvede, quanto prima,  ad estirparlo ed a sostituirlo!

    namastè

  • Truman

    Nei forum il commento di senzasoste:

    La finanziaria di Renzi? Serve per…

    Serve per allargare il terzo mercato obbligazionario al mondo. Quello del debito italiano

  • Mattanza

    Cavolo! Ma dire che: "…ha raccolto il plauso prima degli sprovveduti industriali presenti in sala…" non sta in piedi come discorso. Dato che gli industriali hanno stuoli di esperti che la tabellina sopracitata la conoscono eccome!! Quindi, probabilmente significa che quei 10 miliardi se li pigliano NON dagli industriali, ma dai soliti noti.

  • Simec

    Ma renzie è un governo fantoccio al servizio della troika. Se già mentono normalmente i governi, figurarsi quelli fantoccio. Come fa il Basciu a non vedere tale evidenza.
    Ah, se poi mi fa sapere dove trova UN giornalista mainstream, UNO SOLO, che non sia un dipendente pennivendolo prezzolato da una azienda che lo paga e lo ammaestra, me lo faccia sapere….giusto per sapere in quale pianeta…