Home / Notizie dal Mondo / REMIX DELLA GLOBALIZZAZIONE VS TRUMPISMO
logo le monde

REMIX DELLA GLOBALIZZAZIONE VS TRUMPISMO

DI PEPE ESCOBAR

facebook.com

Thomas Piketty, scrivendo per l’ex grande quotidiano Le Monde ora lacchè neoliberale, centra comunque alcuni punti. Si è accorto che Hillary è stata condannata dalla deregulation finanziario/commerciale: il Partito Democratico adora fare affari con Wall Street, il Partito Democratico se ne sbatte di Bernie. Ha ragione anche quando dice che “è ora di cambiare l’atteggiamento politico verso la globalizzazione”. (Come? Non dà suggerimenti) Ha anche ragione nell’affermare che lo sviluppo sostenibile necessita di “servizi pubblici, infrastrutture, sanità e sistema educativo” (Trump spinge molto sulle infrastrutture). Tutto quanto citato ha bisogno di “un sistema di tassazione equo”. La conclusione: “Se falliremo nel trasmettere questi messaggi, vincerà il Trumpismo”. Per cui il trumpismo ha alcuni punti di redenzione – sempre che queste vengano messe in opera. Piketty di base sogna che “la globalizzazione andrebbe reindirizzata”.

Quelli che scrivono le regole del gioco non lo permetteranno. Dimentichiamoci della loro volontà di “promuovere un modello di sviluppo equo e sostenibile”. Ci sarà sangue, un sacco di sangue.

Pepe Escobar
Fonte: www.facebook.com
Link: https://www.facebook.com/pepe.escobar.77377/posts/10154629602706678?pnref=story
16.11.2016

Traduzione a cura di FA RANCO

Pubblicato da Davide

  • PietroGE

    Da questo commento di Pepe Escobar non si capisce un bel niente.

    L’articolo di Thomas Piketty su l suo blog presso il quotidiano Le Monde è qui : http://piketty.blog.lemonde.fr/

    È intitolato : Pour une autre mondialisation e prima fa una breve analisi del voto americano affermando che la vittoria di Trump si spiega con le disuguaglianze economiche e territoriali che sono presenti da decenni negli USA. Un trend che è cominciato sotto l’amministrazione Clinton ed è proseguito con quelle repubblicane e la presidenza Obama, e tutto fa pensare che continuerà con la presidenza Trump.

    Piketty continua notando (cosa che non l’ho vista da altre parti) l’etnicizzazione del voto americano con i bianchi che al 60% votano per un partito (repubblicano) e i non bianchi che al 70% votano per l’altro. Una percentuale destinata a cambiare visti i cambiamenti demografici. La lezione per l’Europa, secondo Piketty è chiara : bisogna riorientare la globalizzazione attraverso trattati internazionali che sappiano combattere le diseguaglianze e il riscaldamento del pianeta (Les principaux défis de notre temps sont la montée des inégalités et le réchauffement climatique ).

    Piketty è dunque contro gli accordi di liberi scambio e il libero commercio e per tasse sull’inquinamento, per una base comune di imposte sulle multinazionali e per una rinascita degli investimenti pubblici in infrastrutture.

    Escobar ha evidentemente letto solo l’ultima riga dell’articolo dove effettivamente di dice :
    Faute de quoi le trumpisme finira par tout emporter.
    A me sembra che Piketty abbia ragione per quel che riguarda il liberismo commerciale, che va combattuto, sul riscaldamento globale non prende in considerazione gli sviluppi demografici della popolazione mondiale e non ne trae le conseguenze. Le tasse sul carbone non serviranno a niente con la popolazione mondiale destinata a raggiungere gli 11 miliardi per la fine del secolo.

    • Georgejefferson

      A parte la chiosa catastrofista finale…o, Pietro, ma non mi starai mica diventando di sinistra ne’?

      • PietroGE

        Non c’è pericolo George, il disastro che ha fatto il liberismo è sotto gli occhi di tutti, anche di quelli che un tempo ammiravano la Tatcher e Reagan.

  • ga950

    Se Donald, come tutto lascia supporre, è un uomo del fare e non del dire, avrà certamente visionato tutte le infrastrutture realizzate da Vladimiro da quando è al comando della Russia.
    Nessun altro capo di stato attuale ha costruito tanto.

  • Luigi za

    Quelli che scrivono le regole del gioco non lo permetteranno.
    Dimentichiamoci della loro volontà di “promuovere un modello di sviluppo equo e sostenibile”. Ci sarà sangue, un sacco di sangue.

    Fa piacere ogni tanto leggere qualcuno che pensa, correttamente, che legare l’ascesa del Trump con la 2.a FANTOMATICA Rivoluzione americana é una emerita caz.. fesseria.