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QUESTO PER QUELLI CHE “NON STA SUCCEDENDO NIENTE”

DI MICHAEL SNYDER

theeconomiccollapseblog.com

C’è molta gente in giro che si aspettava succedesse qualcosa di grosso a settembre che, alla fine, non è successa; sono state tirate in ballo le teorie più pazze e, la maggior parte di queste, senza alcun fondamento nella realtà. Eppure, senza dubbio, sono comunque accadute delle cose molto importanti a settembre, come avevo preannunciato in tempi non sospetti stiamo assistendo al più importante collasso finanziario globale dalla fine del 2008 e tutte le più importanti borse mondiali stanno implodendo contemporaneamente.

Al momento, la quantità di ricchezza bruciata nel processo supera i 5 trilioni di dollari. Oltre ai mercati azionari stanno collassando anche i junk bonds e, usando le parole di Bank of America “è un disastro al rallentatore che sembra accelerare”. Per via del crollo dei prezzi delle commodity molte delle più importanti firme che ne trattano gli scambi sono adesso sull’orlo del baratro. Ho scritto ieri a proposito della spirale mortale in cui è entrata Glencore; martedì, il prezzo per azione della più grande firma asiatica che tratta commodity, la Noble Group, è precipitato come una sasso in caduta libera e un altro gigante del settore, Trafigura, sembra essere in uno stato ancora peggiore sia di Glencore che del Noble Group. La bancarotta di uno qualsiasi di questi gruppi potrebbe tranquillamente essere considerato un evento più rilevante del fallimento di Lehman Brothers nel 2008. Per tutte queste ragioni, onestamente, non riesco proprio a comprendere tutti quelli che ripetono “Non sta succedendo niente”. Occorre essere ignoranti ad un livello inimmaginabile per continuare a sostenere che oggi “Non sta succedendo niente” nel settore finanziario.

Negli ultimi 60 giorni abbiamo visto succedere diverse cose che non si erano mai verificate prima.

Per esempio, sapevate che lunedì 24 agosto avete assistito al più grande crollo del mercato azionario in una singola giornata dell’intera storia degli Stati Uniti?

Durante quel giorno, il Dow Jones Industrial Average è precipitato da un picco di 16,459.75 punti ad un minimo di 15,370.33 prima di riprendersi significativamente. Questa singolo movimento di ben 1,089 punti è stato il più grande ad essersi mai verificato negli USA.

In totale il Dow Jones ha perso 588.40 punti quel giorno, se si aggiungono a quella somma i 530.94 punti persi il venerdì precedente ottieni un calo totale di 1119.34 punti in due giorni di scambi consecutivi. Non era mai successo che il Dow perdesse più di 500 punti in un simile intervallo di tempo. Se un crollo del genere si fosse verificato in un unico giorno sarebbe stato di gran lunga il più grande tracollo della borsa americana a memoria d’uomo e adesso tutti andrebbero in giro dicendo che lo scrittore Jonathan Cahn ha avuto ancora una volta ragione.

Ma il fatto che questo crollo mastodontico si sia verificato invece nell’arco di due giorni rende in qualche modo le cose differenti?

Mi state prendendo in giro?

Su gente, usiamo un po’ di buon senso. Stiamo già osservando il più grande declino dei mercati azionari da 7 anni a questa parte e, dopo una breve pausa, gli eventi hanno cominciato ad accelerare ancora una volta. La notte scorsa, la borsa di Hong Kong era giù di 629 punti, quella giapponese di 714; negli USA il Nasdaq ha avuto una sfilza di giorni negativi e la “death cross” che si è formata sui grafici ha reso molti investitori estremamente nervosi

“Lunedì il Nasdaq Composite ha spaventato gli investitori dopo la comparsa di una death cross, uno schema nei grafici che mostra un declino nel breve termine ed è spesso anticipatore di future perdite.

Una death cross si forma quando la media mobile del breve termine di una security o di un indice sfora al di sotto del trend di lungo termine, in questo caso la media mobile dei 50 giorni è andata al di sotto di quella dei 200 giorni.

Nell’ultimo mese questo tipo di schema si era già verificato nell’S&P 500, nel Dow Jones e nel Russell 2000 (l’indice che misura l’andamento delle società a bassa capitalizzazione NdT) ma il Nasdaq era riuscito ad evitare la death cross, almeno fino a questo lunedì.”

Quello che abbiamo visto a settembre non è stata “la fine” proprio di un bel niente.

Anzi, è soltanto l’inizio.

E se ascoltate attentamente, alcuni dei più grandi nomi di Wall Street stanno lanciando dei funesti segnali d’allarme riguardo quello che sta per arrivare. Per esempio consideriamo quanto affermato da Carl Icahn

Pericolo in arrivo” è questo il messaggio lanciato da Carl Icahn in un video di martedì.

L’attivista afferma che il prolungato regime di rate basse ha causato delle bolle nel settore dell’arte, nel mercato immobiliare e nei junk bond con conseguenze potenziali drammatiche.

“È come dare a qualcuno una medicina e continuare a dargliela e ridargliela senza che si sappia davvero quali siano i suoi effetti, non si ha idea di quanto possa andare peggio. Quello che sappiamo è che quando l’abbiamo fatto pochi anni fa ha causato una catastrofe, il 2008. Fino a che punto siamo disposti a spingerci?>

Perfino gente come Jim Cramer comincia a farsela sotto. Recentemente ha detto al suo pubblico: “Abbiamo in corso un bear market (trend ribassista del mercato NdT) di prima classe!”

Jim Cramer, l’ex manager di hedge fund e conduttore dello show di CNBC Mad Money, è stato molto esplicito in onda ripetendo che non gli piacciono affatto gli attuali mercati e, la scorsa settimana, ha affermato: “Abbiamo in corso un bear market di prima classe!”. Allo stesso modo Gary Kaltbaum, presidente della Kaltbaum Capital Management, ha rilasciato delle note ai clienti e a questo giornale per settimane, affermando che i mediocri prezzi delle azioni nei mercati e in alcuni settori di peso come il comparto energetico e il settore del biotech, recentemente colpito molto duramente, hanno tutte le caratteristiche di un bear market. Nel weekend Kaltbaum ha detto: “Restiamo in un bear market globale per le borse”.

Come ho avvertito ripetutamente ci saranno continui su e giù. Il mercato azionario non affonderà ogni singolo giorno anzi, in alcune occasioni, subirà delle impennate impressionanti.

Eppure, senza ombra di dubbio, siamo entrati in quel periodo storico su cui ho messo a lungo in guardia. Il sistema finanziario globale sta cominciando adesso a sgretolarsi e qualsiasi notizia negativa accelererà probabilmente le cose.

Per esempio il collasso totale di Deutsche Bank, Petrobas, Glencore, il Noble Group, Trafigura o di qualsiasi altra rilevante istituzione finanziaria che sto tenendo sott’occhio in questo momento potrebbe creare il panico di massa nei mercati mondiali.

A questo si potrebbe aggiungere l’eventualità di un disastro naturale inaspettato che colpisca uno qualsiasi dei più importanti centri finanziari globali o di un attacco terroristico di grandi proporzioni in occidente… si tratta soltanto di alcuni esempi di possibili eventi che potrebbero velocizzare questo processo.

Il nostro mondo diventa sempre più instabile e tutti dobbiamo imparare ad aspettarci l’imprevedibile.

Il periodo di relativa pace e sicurezza che tutti abbiamo goduto così a lungo sta giungendo al termine e adesso il caos regnerà per un bel pezzo.

Perciò preparatevi adesso che ancora potete, perché rimane davvero poco tempo per farlo…

Michael Snyder

Fonte: http://theeconomiccollapseblog.com

Link: http://theeconomiccollapseblog.com/archives/this-is-for-the-nothing-is-happening-crowd

29.09.2015

Traduzione per www.comedonchisciotteorg a cura di DOSTOJEVSKIJ

Pubblicato da Davide

  • Giangiuz70

    "Mi state prendendo in giro?".

    No…caro gufo Michael… tranquillo, sarebbe come sparare sulla croce rossa.
    A parte i fallimenti e le bolle che si gonfiano e che scoppiano…impara a gioire anche te….se la borsa perde il 10%, vuol dire che c’è qualcuno che oggi sta comprando bene (o che pensa di farlo) e che comunque spende il 10% in meno di quello che avrebbe speso per comprare il giorno prima (vedi magari Volkswagen che ha i mezzi per ricomprarsi le sue azioni al "meglio" di ieri e fa buon viso a cattivo gioco).
    Ma per te no!!!!! 
    Per te anche i saldi sono una sfiga.
    Oddio! oggi i maglioncini valgono il 40% in meno!!!
    I maglioncini sono morti e presto seguiranno i giubbottini!
    Difficilmente ho mai letto un qualcosa di continuativamente così inconsistente e ottuso.
    Qualcuno si aspettava un implosione dell’economia mondiale a Settembre???
    Si vede che forse ti aveva preso troppo sul serio, anzi….è stato pure paziente…a sentire te doveva succedere già un anno fa.
    Poi è ovvio…se – e dico se – i mercati seguissero come trend di lungo periodo l’andamento approssimato dell’economia reale, starebbe nelle spese vedere, dopo un un quasi decennio di economia reale in fase di "consolidamento", un riallineamento delle variazioni macro dei valori di borsa a scostamenti più coerenti con i dati di andamento actual (ma si parla sempre di reale vs. scommesse, dove il banco sono di norma gli scommettitori stessi).
    Ma minchia!
    Una volta tanto che questi cazzo di mercati sembrano rientrare in maniera graduale, quasi come se tale rientro fosse controllato ad arte ("sembrano"…e mi sbilancio già in qualcosa di parecchio esoterico interpretando a posteriori un andamento aleatorio di breve periodo)…tu che fai…ti incazzi perché dici che questa "discesa" vista dal tuo angolo è un precipizio?
    Declino di chi?
    Di chi domani comprerà meglio o di chi domani dirà "vabbè…amen, io più di così non sono disposto a perdere…realizzo anche quel poco e lo vado a mettere da un’altra parte".
    Fuffa…come se io tentassi di parlare di catechismo.
    Anzi, peggio.
    Attendo con ansia il prossimo articolo e mi gusterò alla grande il titolo che hai nel cassetto con 4 parole a gioire…."Ve lo avevo detto!"…coraggio!
    Prima o poi quel giorno fortunato verrà.
  • yago

    Temo che non è un semplice riallineamento dei valori borsistici a quelli reali. Il mondo sta andando a rotoli ed economie di mezzo mondo sono sull’orlo del fallimento. In questo contesto qualsiasi azienda rischia grosse perdite e fare calcoli sui valori reali, non attuali ma futuri, è impossibile in quanto mai il futuro mondiale è stato cosi complesso. Stamperanno altro denaro e si inventeranno di sicuro altri stratagemmi ma finora tutto ciò che hanno fatto non sembra aver funzionato e la sensazione che la situazione stia sfuggendo di mano è palpabile.

    E’ vero che se qualcuno vende qualche altro compra ed è altrettanto vero che con le vendite allo scoperto qualcuno si arricchisce, ma queste sono solo scommesse. E’ l’economia reale che purtroppo lancia ogni giorno segnali sempre più allarmanti. Il brusco contraccolpo dell’economia tedesca, uno dei pochi capisaldi della fiducia mondiale, rischia di provocare sconquassi imprevedibili e questo di sicuro non aiuta.

  • Giangiuz70

    Tutti i sistemi socio-economici presentano gradi di convenzionalità più o meno definiti e punti deboli più o meno critici.
    Quello nel quale viviamo è forse il peggiore mai visto dal punto di vista delle criticità.
    Criticità che, permettendo fasi espansive basate sul nulla (e magari influenzate da scommesse con leve infinite o fatte con dei "pagherò"), permettono anche contrazioni dure e repentine (fino ai crolli e ai fallimenti ad effetto domino), queste ultime anche in momenti di relativa tranquillità del sistema e che si possono riflettere in maniera traumatica anche sugli aspetti più "solidi" della vita di tutti i giorni.

    Se si mettessero dei paletti (ne basterebbero pochi….una decina di punti basterebbero) il mercato finanziario sarebbe sostanzialmente un qualcosa di correlabile in maniera abbastanza stretta a fenomeni misurabili (seppur sempre usando delle misure per loro natura convenzionali…).
    Ma è proprio quello che non vuole questo mercato….la stabilità… in un mercato stabile guadagnerebbero e perderebbero tutti più o meno nella stessa misura e il mercato finanziario tornerebbe ad avere più una natura di supporto al sistema socio economico (mentre oggi è il sistema socio-economico che si trova a supporto del mercato finanziario stesso) 
    Tutto qua.
    Ma stare a gufare crolli o a pettinare le bambole legate all’andamento di singole azioni o comparti non porta a nulla… anzi, svilisce il vero dibattito sul nocciolo della questione… di che tipo di mercati finanziari avrebbe bisogno l’economia reale, in che misura, in quali settori, su quali beni/commodities, a quali fini e con che limiti.
    Detto questo il caro Michael secondo me – con le sue analisi – si mette a sua volta a supporto della finanza stessa…facendo esattamente il gioco che la finanza vuole.
    La finanza ha bisogno sia di gente che infonde entusiasmo, sia di gente che diffonde il panico…meglio ancora se questi ultimi portano pure sfiga (peccato che Michael anche come gufo valga pochetto, se no sarebbe già miliardario).

  • ilsanto

    Scusa ma io non ho 1 singola azione che mi frega se salgono o scendono ? tu sei preoccupato ? ma come mai, hai investito i risparmi dei genitori nella volkswagen ? Mi dispiace un sacco.

  • makkia

    Uhmmmm.. vuoi dire che i vari crack succedutisi dal 2006 a oggi non hanno avuto effetto su nessuno di quelli che ti circondano?

    Non hai notato che i ragazzi sono passati da considerare tollerabile guadagnare per tutta la vita 1000 euro al mese, a 700, a 500, e adesso girano i "500 euro LORDI" (per non sfondare in basso la soglia psicologica)?
    Non hai visto i negozi chiudere? Partendo dalle bottegucce, poi quelli a 3-4 vetrine, e adesso i primi supermercati?
    Non hai amici preoccupati per i figli 30enni che non trovano lavoro?
    Non vedi gente "normale" (non zingari o extracomunitari) che fruga nei bidoni?

    Davvero credi che le crisi non abbiano impatto sulla gente comune "perchè tanto i poveracci non comprano azioni"?
    Davvero vivi in un’isola felice dalla quale non vedi quello che succede?

    Ma, soprattutto: davvero credi che il famoso 1% (non lo 0,1% che comanda davvero, parlo dei "ricchi e potenti") si rassegnerà a cuccarsi le perdite senza cercare e trovare il modo di scaricarle su chi sta più in basso?

  • natascia

    Chiaro che costui si sta rivolgendo agli investitori. Specie oggi protetta,tossica in fase di violenta estinzione. Specie che ancora  prospera ai danni dell’economia reale e degli stati, oltre che dei cittadini.  Che dire… dopo tanti anni di saccheggio, sembra sia giunta l’ora della resa dei conti. A chi resteranno dei soldi, li investirà nel mattone, nel lingotto,  nel dipinto…e destinerà la piccola parte che rispecchia la sua propensione al rischio in borsa come se andasse al Casinò. Ci meraviglieremo pensando a come ci avevano ridotto, a quali  punti di  bassa autostima  tanto da da credere che tutta la società potesse diventare un mostruoso Casinò.