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QUELLI DEL THINK TANK

DI EUGENIO BENETAZZO

eugeniobenetazzo.com

Tratto dai meeting minutes di Campbell Minsk & Associates, think tank indipendente finanziato da filantropi statunitensi. Testo recuperato e interpretato da [… omississ …].

Onorati Colleghi, ci ritroviamo anche quest’anno per definire le principali linee di azione e di pressione nei confronti delle più influenti lobby dei paesi industriali e delle nuove economie emergenti. Prima di passare la parola al primo dei nostri guest speaker il quale ci relazionerà sui main events di natura politica ed economica di maggior rilievo che si verificheranno durante quest’anno analizzando i possibili scenari ed impatti che questi ultimi potrebbero avere sulle attività economiche e finanziarie dei nostri Clienti, Noi del Board vogliamo focalizzare la nostra attenzione sull’importanza delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo che si terranno alla fine del mese di Maggio. A riguardo sono costantemente visti in crescendo sia in termini di consenso che di visibilità numerosi partiti euroscettici. Questo fenomeno sembra essere trasversale in tutti gli stati europei, si va dalla Francia alla Finlandia, persino la Germania ha una forza politica a Noi avversa che si è attestata, per nostra fortuna, appena sotto la soglia del 5% alle passate elezioni.

Vogliamo spronarvi ad utilizzare tutta la vostra influenza ed ingerenza nei confronti dei vari canali mediatici in Europa per sminuire e ridimensionare sul nascere questa preoccupante forma di protesta e contrasto politico. Di contiguo a Noi anche alcune autorità sovranazionali ci hanno evidenziato i rischi sempre più oggettivi che si delineano all’orizzonte, nonostante i proclami istituzionali di tenore opposto. Vi ricordiamo, Onorati Colleghi, che i nostri Clienti e Sponsor non si possono permettere un esito elettorale controproducente, rischiando a quel punto di mandare in fumo il lavoro di quasi due decenni di pressing politico. Ritorneremo su questo comunque durante lo speech di Sir [… omississ …] che ci aiuterà a definire le varie criticità sistemiche del momento con un maggior grado di approfondimento. Tornando a Noi, ricordiamo come si stanno dimostrando molto efficaci le strategie che abbiamo intrapreso ormai da anni per disinnescare la bomba demografica che grava su questo pianeta, tema molto caro ai nostri principali finanziatori. L’opera di destabilizzazione e controllo della società moderna attraverso il ricorso a modelli di vita incentrati sulla conflittualità ed ambiguità sessuale deve per questo essere amplificata ulteriormente.

Soprattutto continuiamo a stimolare i mass media e le varie forze sociali affinchè focalizzino la loro attenzione sull’importanza dicotomica del sessualmente diverso, unitamente ad una maggior propulsione alla emancipazione economica della donna. Solo percorrendo questa strada possiamo diminuire i tassi di natalità nella popolazione umana. In tal senso i nostri finanziatori stanno assistendo con soddisfazione ad un calo della natalità proprio nei paesi asiatici, segno questo che il plagio della globalizzazione nelle giovani generazioni si sta rendendo più efficace del previsto. Di questo passo in Asia si invecchierà molto più in fretta che in Europa o negli States. Per questa ragione dovete incoraggiare anche i governi dei paesi di frontiera ad abbracciare la stessa dinamica favorendo i fenomeni di delocalizzazione industriale e di nuova penetrazione colonialista in modo tale da poter ottenere entro un decennio lo stesso tipo di risultato. Sempre per lo stesso motivo dobbiamo incentivare il più possibile i flussi di immigrazione verso le principali vie di ingresso nei confronti dei paesi industrializzati i quali possono essere più facilmente indeboliti dal contatto osmotico con culture non autoctone.

Sul fronte sociale si dovranno utilizzare tutte le risorse disponibili soprattutto grazie alle vostre entrature mediatiche affinchè si acceleri la diffusione delle modalità e degli strumenti di fruizione delle nuove tecnologie digitali che consentono a livello virtuale la condivisione delle proprie esperienze tra gli individui stessi congiuntamente al tracking delle interazioni e transazioni economiche di ogni persona. Dobbiamo cercare di rendere operativi sul mercato a livello retail i principali players entro due anni, in modo da avere il picco di massima diffusione entro il 2020. Questo ci consentirebbe di indebolire ancor di più quella nomenclatura collegata agli ideali cristiani, permettendoci di contrastare le istituzioni religiose che recentemente hanno tentato un recupero della loro credibilità e visibilità modificando internamente la propria leadership. Ricordiamoci, Onorati Colleghi, l’obiettivo finale che si prefiggono i nostri Sponsors: la creazione di una grande società globale con individui destabilizzati, privi di valori morali e di riferimenti culturali, ancorati esclusivamente a futili bisogni materiali grazie al plagio dei mass media che impongono di volta in volta mode, costumi e stili di vita pianificati e concepiti a tavolino per il controllo sistematico delle masse.
Eugenio Benetazzo
Fonte: http://www.eugeniobenetazzo.com
Link: http://www.eugeniobenetazzo.com/controllo-delle-masse.htm
11.01.2014

Pubblicato da Davide

  • fcastrini84

    Queste "persone" fanno veramente PAURA….!! Quello che è scritto qui sopra è allucinante!!

  • Quartino

    E’ possibile conoscere la fonte di questo documento?
    Grazie

  • senzaesclusiva

    Mi associo a Quartino; Link a documenti ? Docs,?

  • Franco-Traduttore

    Se si va su questo sito – http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_think_tanks [en.wikipedia.org]
    – si vede che non esiste un think tank chiamato “Campbell Minsk &
    Associates”. E dire che esso viene presentato come un’importante associazione finanziata
    da filantropi statunitensi.

    Ma il potere anglosassone, quello vero, di cui ogni tanto
    qualcuno ci parla, ha davvero bisogno di questi think tanks? Che si esprimono,
    per di più, in modo così avventato. Non c’è già, ad esempio, il “Club Of Isle”,
    dei cui meetings  non si riesce mai ad
    avere un report?

    Una bufala, vero?

  • rocks

    senz’altro una bufala, anche abbastanza pacchiana.

  • Nat

    Poniamo il caso che per ipotesi le tesi espresse nell’articolo siano vere e che il think tank Campbell Minsk & Associates esista. In questo caso divulgare tale report riservato ai soci del fantomatico Campbell Minsk & Associates sarebbe illegale e Benetazzo sarebbe passibile di querela e di incriminazione per detenzione e pubblicazione di atti riservati. Come sarebbe una pazzia citare la Campbell Minsk & Associates e non la fonte del leak.

    Ora su Benetazzo si può dire di tutto e di più ma non che sia uno sprovveduto. E’ anche vero che la vanità può giocare brutti scherzi.

    Ma è possibile e/o ammissibile che per promuovere un dibattito (se la tesi di fondo è vera) si citi una fonte falsa per non fare la fine di Assange o di Strauss-Kahn? Se il testo recuperato e interpretato esiste ma la fonte dichiarata non è quella corretta, Benetazzo non ha leso gli interessi di nessuno. Chi si può lamentare? Non di certo i complottisti maledetti. Sarebbe l’ennesima supercazzola per tecnolesi.

    Vale la pena, al di là della bontà delle fonti, verificare se c’è un minimo di contesto? E Benetazzo è il primo a dire queste cose?

  • Truman

    Confermo che non riesco a trovare traccia del think tank citato. Eppure quanto riportato mi appare maledettamente vero.

  • Nat

    La verifica delle fonti è sacrosanta. Quindi le contestazioni degli utenti sono più che legittime. Quello che verrebbe da dire è che Benetazzo, al pari di tanti altri soggetti dediti a fare propaganda e a sviare l’attenzione della pubblica opinione, stia sfruttando l’espediente del leak per introdurre un argomento scomodo e difficile da trattare/argomentare attribuendo l’onere di quanto suddetto ad una non ben precisata gola profonda.
    Però citare una fonte così farlocca e facilmente smentibile in quanto inesistente (pare) parrebbe troppo pure per La Repubblica o Il Giornale. Quindi la prima domanda che mi viene è: perché lo fa? Vuole diventare a tutti i costi il nuovo Stephen Glass o è un vanesio che cerca di affrontare un argomento tabù prima dei professori di provincia? Della serie “io l’ho detto per primo”.

    Inoltre non fornisce nessun quadro di riferimento preciso e non cita nessuno studio che illustri per esempio la dinamica demografica. Perché, sempre per esempio, a quella demografica si potrebbe (dovrebbe?) accostare un’analisi economico-finanziaria di lungo periodo. E penso che volendo, possegga gli strumenti per farla, dato che da almeno 15 anni fa il consulente finanziario, di investimento (presidente del consiglio di amministrazione della società Deltoro Holding SpA ) e di pianificazione societaria e fiscale internazionale (a livello istituzionale ricopre la carica di vicepresidente di Assoconsulenza con delega sull’area pianificazione patrimoniale e fiscale..). Insomma dovrebbe essere uno bravino a mettere insieme i numeri dato che ci campa con gli investment and strategy financial reports.

    Così la seconda domanda che verrebbe da porsi è: perché Benetazzo pur potendo non fornisce un minimo contesto di riferimento? .

    Una delle possibili risposte è che voglia creare false aspettative al fine di vendere qualche biglietto per i suoi convegni e perché no, anche qualche libro. Dico false aspettative perché pare che ci siano argomenti con cui si rischia di rovinarsi anche professionalmente, di farsi del male insomma.

    Però chissà, forse Truman ci sono abbastanza spunti per girare l’argomento al forum cosicché i complottisti di CDC si sfoghino per bene.

  • fcastrini84

    Comunque, bufala o no, quello che sta succedenso nella realtà, rispecchia molto quello che c’è scritto in questo articolo.

  • robertoz

    Per prima cosa quando si da del complottista a qualcuno mi da molto fastidio, come a dire che non si può avere idee diverse dal politically correct. Dov’è finita la libertà di pensiero?
    Quello che c’è scritto nell’articolo di Benetazzo non è una novità, basta guardarsi attorno e fare 2+2, ai complottisti risulta 4, a quelli che ficcano la testa sotto terra come fanno gli struzzi, risulta un numero diverso da 4.

  • Nat

    Immagino tu ti riferisca a me dato che sono l’unico che ha usato il termine “complottista”.
    Ti rispondo che ho usato quel termine in modo ironico nel senso che alle volte a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina ("i maledetti"). Infatti ho chiesto a Truman, sempre in modo ironico, di girare l’articolo al forum per aumentarne la visibilità (visti i pochi commenti). Quindi, W i complottisti!

    Sul fatto che basti “guardarsi attorno e fare 2+2” io però ho qualche dubbio. Nel senso che senza un minimo quadro di riferimento mi pare difficile da affrontare come argomento anche solo per ipotesi. D’altronde se fosse così scontata come cosa non ci sarebbe bisogno di citare una fonte inesistente (pare) e tutti i migliori professori, ricercatori e giornalisti ne parlerebbero da anni. Insomma, struzzi a parte, ci sarebbe da fare un lavorone. O no?