Home / ComeDonChisciotte / QUANTO E' INGENUO BECCHI (E QUANTO E' INFIDA REPUBBLICA)
11709-thumb.jpg

QUANTO E' INGENUO BECCHI (E QUANTO E' INFIDA REPUBBLICA)

DI MARCELLO FOA
blog.ilgiornale.it

E’ un caso da manuale: ci sono un professore di Università, Paolo Becchi, che in poche settimane diventa una star mediatica per l’audacia delle sue opinioni e soprattutto perchè considerato un ideologo di Grillo; un partito, il Movimento 5 Stelle, che dopo aver stravinto le elezioni con una campagna magistrale, ora dimostra di non sapersi difendere dai prevedibilissimi attacchi dell’establishment; un brillante conduttore radiofonico, Giuseppe Cruciani di Radio24, che fa bene il proprio mestiere e conosce le alchimie dell’audience; un giornale, la Repubblica, che da sempre si segnala per l’arbitrarietà e l’infidia con cui conduce le proprie campagne.Dunque: Cruciani chiama Becchi in diretta. Gli chiede se la visita di Letta alla Merkel è un segnale. Risposta di Secchi: “Ovviamente sì, io ho letto attentamente il discorso (di Letta), che è fumo nero: l’unica frase importante è questa: le premesse macroeconomiche sono quelle della Banca Centrale e dell’Unione europea. Si può dire che tutto il programma si basa su questo“.

E’ scandaloso? No, al punto che lo stesso Cruciani interloquisce assentendo (“è vero”); ma Cruciani è abile, cerca una dichiarazione più forte, e conoscendo bene Becchi rilancia.
Questo vuole dire che siamo governati dalla Merkel? gli chiede
Risposta di Becchi: “Certo, dalla Merkel, dalle banche e dal banchiere che abbiamo messo come ministro dell’Economia. Se poi qualcuno tra qualche mese – sto scherzando (intanto Cruciani lo incalza: no, vai vai…) qualcuno prende i fucili non sorprendiamoci. Le banche di guai ne hanno fatti abbastanza e il fatto di mettere a ministro dell’economia…
Cruciani rilancia: Tu dici: il fatto di aver messo un banchiere all’economia… la gente è esasperata se poi tra qualche mese imbraccia il fucile…
E Becchi, come da copione, non si trattiene: “Cosa vuoi che ti dica, la situazione se non migliora, peggiora. E non so per quanto tempo il Movimento 5 Stelle possa frenare questa violenza che è nella natura delle cose”.

Sintetizzando, il pensiero di Becchi è il seguente: la crisi provocata dal rigore finanziario, che è imposto dalle élite finanziarie e dalla Merkel. La situazione in Italia è drammatica, se le cose non migliorano non dobbiamo sorprenderci se poi la gente ricorre alla violenza come extrema ratio.

Richiedo: è scandaloso? No, il rischio è reale; basta ricordarsi cos’è successo in Grecia e, in parte, in Spagna. Altri commentatori in passato lo hanno evidenziato. Ma Becchi non è un comunicatore ed è chiaramente compiaciuto dal ruolo di maître à penser di cui beneficia da qualche tempo. Non capisce che frasi di questo genere pronunciate pochi giorni dopo la sparatoria di fronte a Palazzo Chigi possono assumere un altro significato. Tanto più in un contesto di polemica sul linguaggio usato da Beppe Grillo.

E infatti la prima ad accorgersi dell’esplosività delle frasi di Becchi è Repubblica che titola:
“Becchi (M5stelle): Qualcuno potrebbe prendere i fucili”
E’ un’operazione sporchissima, perché Becchi non fa parte del Movimento 5 Stelle, ma se l’obiettivo – ormai evidente – di Repubblica e non solo, in sintonia con diversi partiti, è quello di screditare Grillo, questa forzatura – incompatibile con i codici etici del giornalismo – rappresenta un’opportunità troppo ghiotta per non essere colta.
E va a a buon fine. Repubblica riesce a stabilire il “frame” della notizia ovvero la cornice, il filtro attraverso il quale la notizia deve giungere all’opinione pubblica: Becchi ovvero 5 stelle incoraggia la violenza armata.

Tutti i media, a cominciare dalle agenzie di stampa, riprendono la notizia nella chiave di Repubblica, che poi, una volta ottenuto lo scopo, correggerà il tiro facendo sparire dal titolo l’assocazione tra Becchi e il M5Stelle. Altri giornali, come il Corriere della Sera, riesumano precedenti dichiarazioni di Becchi sulla rielezione di Napolitano e sulle strane circostanze dell’attentato di Palazzo Chigi, che rilette oggi – con il frame stabilito da Repubblica – lo fanno apparire ancor più come un personaggio inquietante e pericoloso.

E Beppe Grillo cosa fa? E’ costretto a sconfessare un professore universitario che in realtà non fa parte del Movimento, ma è solo un opinionista simpatizzante. Titolo del Corriere:
Becchi: «Fucili? non lamentiamoci» E i Cinque Stelle scaricano l’ideologo

Grillo perde due volte: perché, ossessionato dalla disciplina dei suoi parlamentari, nelle scorse settimane ha lasciato che Becchi venisse associato al suo Movimento, rafforzando l’impressione che fosse un ispiratore occulto, un grande vecchio. E questo lo ha messo, ieri, in una situazione imbarazzante. Ma soprattutto perde perchè è stato costretto sulla difensiva.
Mettiamoci nei panni di un cittadino che orecchia le notizie – ascoltando i radiogiornali, guardando i tg, leggiucchiando qualche titolo sui giornali e su internet. Che cosa gli resta di questa vicenda? Non ha capito bene, ma prova una sensazione di disagio; associa confusamente Grillo a Becchi dunque alla violenza. Non è un giudizio definito, ma un’impressione. E’ il dubbio, crescente, che Grillo sia pericoloso perché attorniato da estremisti.

L’incidente è chiuso e sparirà presto dalle prime pagine. Ma quel che conta è il “frame”, quello resta. Come sempre.

Marcello Foa
Fonte: http://blog.ilgiornale.it/
Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2013/05/03/quanto-e-ingenuo-becchi-e-quanto-e-infida-repubblica/
3.04.2013

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Gran casino, professor Becchi. E come tutti i casini, in campo mediatico, la differenza la fa la consapevolezza: se dai fuoco alle polveri calcolando in anticipo gli effetti dell’esplosione sei un professionista. Magari criminale, ma un professionista. Altrimenti sei un fesso. Più o meno pericoloso, ma un fesso.

    I fatti sono ormai noti, vista la risonanza che hanno avuto a partire dalla serata di mercoledì scorso, ma riepilogandoli alla svelta si tratta di questo. Il suddetto professor Becchi, docente di filosofia del diritto a Genova e considerato/presentato/spacciato quale ideologo del MoVimento 5 Stelle, interviene in diretta radiofonica alla Zanzara di Radio24 e a un certo punto, pungolato in tutti i modi da quel provocatore in servizio permanente effettivo che è Giuseppe Cruciani, scodella amabilmente le seguenti considerazioni: «Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all’economia».

    Apriti cielo. A pochissimi giorni dalla sparatoria davanti a Palazzo Chigi, e comunque non vedendo l’ora di screditare chi si scaglia a muso duro contro l’establishment economico e politico, gli alfieri della legalità e del perbenismo insorgono. Si scandalizzano, gridano all’apologia di reato o all’istigazione a delinquere. Oppure, più genericamente, all’irresponsabilità verbale. Che poi però, vedi il caso di Luigi Preiti, rischia di armare la mano degli irresponsabili operativi.

    Tale è il putiferio, e le richieste esplicite di prendere le distanze dalla “sociologia dello schioppo”, che i parlamentari del MoVimento cedono subito alle pressioni e si chiamano fuori. «Il professor Becchi – puntualizza il comunicato ufficiale – non è un ideologo del M5S, si tratta semmai di un’etichetta attaccata al personaggio sulle cui posizioni deputati e senatori non si riconoscono affatto». Beppe Grillo approva e rilancia il messaggio via twitter: «Becchi non rappresenta il movimento 5 stelle».

    Precisazioni fin troppo sollecite, ma comprensibili. In effetti si potrebbe entrare nel merito e argomentare per filo e per segno, rigettando le letture capziose di chi confonde, o fa finta di confondere, le previsioni con gli auspici. Una cosa sono le constatazioni di fatto sulla possibilità di un’escalation violenta del malcontento; tutt’altra gli appelli a impugnare le carabine, o i kalashnikov, per fare piazza pulita di questa classe dirigente, che pure ha parecchio di cui rispondere. Essendo evidente, a meno di essere del tutto ottusi o in malafede, che se siamo arrivati al disastro odierno non è esattamente per caso.

    Tuttavia, ribadiamolo, la reazione di Grillo e del M5S è comprensibile. Non ci stanno a essere demonizzati come barricadieri d’accatto e mettono i puntini sulle i. Agevolati, in questo, dalla possibilità di evitare la discussione sostanziale ricusando ogni legame con Becchi. Il quale, a sua volta, riconosce la sua autonomia/estraneità, affermando «Non sono ideologo di un movimento che è anti-ideologico. Ho sempre parlato a titolo personale. Non sono nemmeno attivista del movimento, l’ho votato ma mai ho avuto la volontà di parlare per il M5S». Inoltre, ma è una pessima idea, prova a disconoscere il senso delle sue stesse parole: «La frase sui fucili? Stavo scherzando, si capisce anche dall’ audio che avete mandato in onda voi».

    Magari, fosse così facile rimediare. Non lo è. Il mondo dei media appare attraente, come quello del gioco d’azzardo. E infatti i più ci si gettano a capofitto, convinti di poter vincere: qualcuno pensa di essere bravo, qualcun altro di essere fortunato, qualcun altro ancora non pensa e basta. Si affida all’istinto, per così dire. O alla sua coglioneria, per dirla in maniera più spiccia: quella che spinge a scambiare la propria avventatezza, o cupidigia, o vanità, o un cocktail di tutte e tre, per la Chiamata del Destino.  

    Il resto viene da sé. Nei media, come nei casinò, è molto facile perdere. E più ci si lascia euforizzare dall’atmosfera circostante, più si è esposti al rischio di non capirci un accidente. Chi non è consapevole di questo, e delle molte altre insidie che si celano dietro le blandizie del conduttore di turno che ti allunga il microfono e mostra di pendere dalle tue labbra (in attesa che sia tu a pendere dalla corda con cui ti sei appena impiccato), farebbe molto meglio a tenersi alla larga.

    I talskshow, e non solo, sono perennemente a caccia di qualcuno che le spari grosse, per attirare l’attenzione dei numerosissimi gonzi che danno retta ai media mainstream. Uno dei capisaldi di questa manfrina è appioppare dei ruoli, in una versione aggiornata, e avvelenata, della commedia dell’arte. Ruoli che diventano maschere. Maschere che fissano dei cliché. Stereotipi che rimangono addosso come un marchio, e che sono più ardui da rimuovere degli stessi tatuaggi.

    Paolo Becchi, che già si espone alla caricatura per la sua barba da vecchio profeta un po’, o parecchio, strambo, è entrato a cuor leggero nella bottega di due dei sarti più infidi, l’atelier Cruciani & Parenzo, e si è lasciato cucire addosso il costume di Professor Doppietta. Poi, di fronte alla mala parata, ha detto che stava scherzando.    

    Error system: i media non sono mai uno scherzo. Anche, o soprattutto, quando sembrano tali.

    Federico Zamboni
    Fonte: http://www.ilribelle.com
    Link: http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2013/5/3/ci-dica-professor-becchi-e-le-spari-grosse-please.html
    3.05.2013

  • Georgejefferson

    Un pollo.Strano,come professore di filosofia,anche se non esperto di comunicazione..queste cose sono alquanto banali.

  • atamoro

    e cmq , siamo ancora qui a commentare PUTTANATE , di chi ha detto cosa , mentre voleva intendere qualcos’altro , allora io mi dissocio , invece lui non ci rappresenta , e giù a ricommentare : media bastardi , repubblica ignobile , radio24 merda … E INTANTO QUELLI TI DISTRUGGONO LA VITA!
    Cristo , vi prego , BASTA PUTTANATE ! ! !

    BASTAAAAAAAAAAAAAAAA.

  • Georgejefferson

    A..poi santoro ha fatto il resto ieri..

  • cardisem

    Posso dare qualche elemento aggiuntivo sul modo in cui opera Repubblica, che in una sua cronaca romana è tornata ad attaccare un altro filosofo del diritto, Antonio Caracciolo, già attaccato nell’ottobre del 2009… La cosa finì in un procedimento disciplinare alla Sapienza, dove il Caracciolo fu assolto per insussistenza del fatto e del diritto: si erano inventati inesistenti lezioni alla Sapienza… Il 14 aprile scorso ancora Repubblica ritorna sulla stesso evento, inventandosi un intervista che il ricercatore Antonio Caracciolo MAI concesse….

    Si dice testualmente:

    «A Repubblica Caracciolo DISSE: seguito da un virgolettato che è una estrapolazione e manipolazione di testi fuori contesto…

    La vicenda è in corso, ma richiede i suoi tempi che sono diversi dai tempi rapidi della diffamazione…

    Insomma, questa è la «Repubblica» del linciaggio, della gogna mediatica, della diffamazione:

    oggi tocca a questo, domani a quell’altro…

  • Truman

    Nell’articolo si dice che M5S sta perdendo la battaglia mediatica, perchè fa l’errore di dire ogni tanto qualcosa di vero, senza saper usare il mezzo.

    Potrebbe esserci qualcosa di vero.

    O forse no. Forse l’ingenuità rende.

    Comunque la risposta è semplice. A fine mese si vota per le elezioni comunali a Roma. Sono curioso di vedere come andrà a finire.

  • radisol

    Mah, le elezioni comunali e regionali sono ben diverse da quelle politiche … basti dire che i 5 Stelle, alle regionali del Lazio per le quali si votata lo stesso giorno delle politiche, hanno preso il 5 % in meno che appunto alle politiche …. quindi quel tipo di test conta poco …. comunque, tornando a Becchi, ha detto una sacrosanta verità … non tanto diversa da ciò che ha detto a caldo in tv Lucia Annunziata … e persino la neo-presidente della Camera Laura Boldrini alla manifestazione del 1 Maggio in Sicilia … solo che se lo dice Becchi ( e quindi implicitamente Grillo, cosa invece per niente scontata) diventa una cosa scandalosa …. è una infamia mediatica bella e buona ….

  • Truman

    Radisol, io sono curioso di vedere se riesce il colpo grosso e M5S prende Roma. Non è impossibile.

  • mimmogranoduro

    Non capisco tutta questa polemica dietro le parole di Becchi-ma ci vuole un filosofo per spiegare,che ,quando la maggioranza degl’italiani non cè la faranno piu,anziche organizzare un suicidio di massa metteranno mani alle armi e senza tante storie spareranno a destra e a manca senza pensarci su 2 volte?Stupidi,anche se io li comprendo,coloro che hanno reagito alla disperazione con un atto estremo,ma non tutti sono cosi,e prima o poi una reazione violenta a questa violenza mostruosa alla quale dobbiamo sottostare ci sarà,è solo questione di tempo,-ai voglia a stupirsi e fare finta di cadere dalle nuvole di fronte a certe esternazioni,ma cosa pensano questi signori,che siamo tutti disposti a porrere l’altra guancia?nella bibbia cè scritto anche -dente per dente occhio per occhio-

  • consulfin

    magari! Sto lavorando attivamente per

  • consulfin

    Giuseppe Cruciani che fa bene il proprio mestiere? Mmah. Forse il mestiere del giornalista sotto padrone (e che padrone! il Padrone dei Padroni) lo fa bene ma quello del giornalista che informa lo fa molto male. Stasera stava commentando le parole di Becchi nientepopodimeno che con … quel fulmine di guerra che risponde al nome di Maurizio Gasparri (strano che non abbia consultata la Santanchè), il quale ha colto (gli è stata fatta cogliere) l’occasione per spiegare il gesto del dito medio davanti a Monte Citorio: l’avrebbe fatto perché i poliziotti (che mascalzoni!) gli avrebbero impedito di avvicinarsi ai 300 (ha detto proprio trecento) manifestanti che lo insultavano.
    Per quanto riguarda Grillo, credo che stia effettivamente perdendo. Ma perde perché ha parzialmente abbandonata la strategia, di attacco su tutti i fronti, che ha adottata in campagna elettorale in favore di un atteggiamento difensivo. Mi sembra che si stiano muovendo molto meglio i parlamentari. L’episodio della sparatoria davanti a palazzo Chigi doveva essere presa e brandita per fare ancor più a pezzi la politica di sporco compromesso che miete vittime quotidianamente. Al mio paese si dice che chi mena per primo mena due volte.

  • Mattanza

    Che puttanate?Questo discorso e’ assai serio,sicuramente in molti centri del potere non vedono l’ora di poter criminalizzare e cancellare M5S.

  • eresiarca

    Quante cazzate su dell’aria fritta. Quando la gente è esasperata può fare qualsiasi cosa, Grillo o non Grillo, Becchi o non Becchi. E tra l’altro non servirà a nulla anche un pandemonio, perché la “rivoluzione” non è, come molti pensano, “un gran casino”. Una vera rivoluzione la si fa di tipo “legale”, coi mezzi messi a disposizione: vinci le elezioni e poi stabilisci di fare come vuoi tu, sostenuto da un consenso oceanico, e quando le cose son fatte bene la gente lo capisce, mica è scema del tutto.
    E poi, se vogliamo dircela tutta, se qualcuno ha incitato all’odio vero i “politici”, quelli sono stati Stella e Rizzo coi loro libri sulla “casta”; che però hanno fatto tanto comodo per la messinscena del passaggio da “seconda” a “terza repubblica”, quella in cui adesso “è bene che governino i tecnici”. “Repubblica” e “Corriere” poi sono solo due fabbriche di menzogne.

  • Tauk

    Grande Becchi, il tuo coraggio ti fa onore, continua così, fregatene di tutti i codardi e vai avanti per la tua strada!!!

  • Refosco

    Non ho visto il video dell’intervista, ma leggendo la ricostruzione fatta nell’articolo, non mi sembra che ci sia stata particolare ingenuitá da parte di Becchi.

    semmai, visto che le parole, le frasi, sono state ad arte manipolate, così come il legame inesistente Becchi-M5s, é da evidenziare il fatto che il sistema (e quindi Repubblica e poi tutti gli altri, compreso Santoro) é partito all’attacco del M5s per screditarlo in qualunque modo… ma questo giá lo sapevamo.

    quindi in realtá, qualunque cosa avesse detto (perché in fondo, che ha detto di così strano?) sarebbe stata (e sicuramente sará, e non solo di Becchi) manipolata ad arte.

    E tanto alla fine “… il cittadino che orecchia le notizie – ascoltando i radiogiornali, guardando i tg, leggiucchiando qualche titolo sui giornali e su internet. Che cosa gli resta di questa vicenda? Non ha capito bene, ma prova una sensazione di disagio; associa confusamente Grillo a Becchi dunque alla violenza” …

  • nigel

    Credo di aver compreso la stanchezza di atamoro (che è poi anche la mia). Becchi ha detto con garbo cose ovvie. Lo schifo e’ che mentre c’è’ chi si impicca, sui media ci si masturba come sempre spaccando il capello in 4 e utilizzando una vicenda sgradevole e se vogliamo anche oscura sotto molti punti di vista, come pretesto per attaccare avversari politici

  • Ercole

    BECCHI ha detto una verità sacrosanta che condivido e sostengo da tempo :L’unica cosa che fa veramente paura ai padroni e ai sostenitori dello stato borghese non sono le fanfare dei vari ciarlatani di turno sulla caste , sui costi della politica i referendum , movimenti riformisti ,e interclassisti (M5S – INGROIA ) e compagnia cantante . Ma solo il fatto stesso che cercano di esorcizzare l’idea che il proletariato possa un domani imbracciare i fucili e chiedere conto ai padroni la dice lunga su ciò che effettivamente fa paura alla classe dominante :impariamo a conoscere il nostro vero nemico e smettiamola di rincorrere l’ideologia borghese e i vari movimenti alla moda.

  • alvise

    Intanto Becchi è un filosofo (Vero), e questo purtroppo non viene enfatizzato come viene enfetizzato il dato, che luì è l’ideologo del M5S (Falso). E quindi come filosofo ha dato una lettura filosofica della situazione economica-politica odierna. Qual è la scienza della “Filosofia”? «E’ la scienza che tenta di dare un risposta a tutti le domande che l’uomo si pone». E Becchi, da filosofo, ha dato la sua risposta.Quindi i media o sono ignoranti in materia, o sono leccaculi, come santoro (lo dico per provocazione, non sono così ingenuo da non saperlo).Ovviamente quì sta l’ingenuità di Becchi, che conosco personalmente e che mi ha dato l’impressione, si di persona di Grande cultura, ma nello stesso tempo semplice ed ingenuo, il classico genio che si fa fregare dal primo imbecille che gli rifila una sola. Sperare che i media non ci avessero marciato, specialmente se a parlare è una voce 5Stellina, fingendo di dimenticarsi che un filosofo si pone anche di queste domande, è stata l’ingenuità di una persona al di sopra delle miserie che i media ci propinano. Sul tema contestato al professore, è anche vero secondo me, che siamo QUASI un po tutti filosofi.

  • alvise

    Intanto Becchi è un filosofo (Vero), e questo purtroppo non viene enfatizzato come viene enfetizzato il dato, che luì è l’ideologo del M5S (Falso). E quindi come filosofo ha dato una lettura filosofica della situazione economica-politica odierna. Qual è la scienza della “Filosofia”? «E’ la scienza che tenta di dare un risposta a tutti le domande che l’uomo si pone». E Becchi, da filosofo, ha dato la sua risposta.Quindi i media o sono ignoranti in materia, o sono leccaculi, come santoro (lo dico per provocazione, non sono così ingenuo da non saperlo).Ovviamente quì sta l’ingenuità di Becchi, che conosco personalmente e che mi ha dato l’impressione, si di persona di Grande cultura, ma nello stesso tempo semplice ed ingenuo, il classico genio che si fa fregare dal primo imbecille che gli rifila una sola. Sperare che i media non ci avessero marciato, specialmente se a parlare è una voce 5Stellina, fingendo di dimenticarsi che un filosofo si pone anche di queste domande, è stata l’ingenuità di una persona al di sopra delle miserie che i media ci propinano. Sul tema contestato al professore, è anche vero secondo me, che siamo QUASI un po tutti filosofi.