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QUANTO DURA QUESTA ROBA ?

DI ALDO GIANNULI
aldogiannuli.it

Gradite uno yoghurt scaduto o un po’ di provolone ammuffito?

Fra parlamentari, giornalisti e funzionari conto ancora diversi amici a Montecitorio e Palazzo Madama, per cui ieri ho fatto una decina di telefonate per sondare gli umori, raccogliere indicazioni e previsioni: niente di più inutile. Valutazioni non ne mancano, ovviamente, ma quando vai sulle previsioni, nessuno si azzarda a farne e tutti descrivono la situazione come “Confusa”, “disperata ma non seria”, “desolante”, “incomprensibile”. Il migliore è stato un vecchio Dc (inossidabile parlamentare-salamandra passato attraverso il fuoco di crisi politiche e di sistema) che se n’è uscito con un serafico “Situazione aperta ad ogni esito e, dunque, ricca di opportunità”. Come dire che dopo Fukushima abbiamo la possibilità di scegliere il miglior arredo urbano per la nuova città.Andiamo al sodo; sin dall’inizio di questa legislatura, le possibilità di fare una maggioranza (o qualcosa che gli somigli) stanno in due formule: o Pd+M5s oppure Pd+Pdl. Non si scappa, questi sono i numeri e valgono sia per il governo che per l’elezione del capo dello Stato o per fare una nuova legge elettorale. Bersani ci ha provato con Grillo (rimediando solo una montagna di insulti), poi con il Pdl (perdendosi più di mezzo partito). Ora, il partito è dilaniato. A quanto pare, la situazione può prendere due strade (forse ce n’ è una terza): o intesa Pd-M5s ed il candidato che ci piacerebbe è sicuramente Rodotà, ma, temo, ha più probabilità di farcela quel provolone Prodi, oppure Pd+Pdl ed il candidato è D’Alema.

Scegliere fra Prodi e Dalema è come scegliere fra un provolone con la muffa ed uno yoghurt andato a male: tutto sommato, dal provolone puoi sempre raschiare la muffa; fa un po’ schifo ma l’alternativa sarebbe peggiore.

Però, non sottovalutiamo un’altra maggioranza, che potrebbe venire fuori: Pdl+ Scelta Civica+Renzi e qualche altro, magari veltroniani o cani sciolti. Non sottovalutiamo il segnale della candidatura di Chiamparino che ha sfiorato i 100 voti; diciamo così: 270 di centro destra + 69 Scelta Civica + 80 renziani + 80 “pd Altri” (veltroniani, Centro Democratico, area Fioroni, Pd “sbandati” e qualcuno del gruppo “Autonomie”) fa già 499, se rimediano sei o sette voti fra i “Pd sbandati” e i “vari” (deputati esteri, qualche senatore a vita ecc.) possono farcela di strettissima misura. Difficile, molto difficile, ma non impossibile. Va da sé che questo significherebbe la fine del Pd in meno di un’ora dal risultato.

Ma, a pensarci bene, anche se il presidente fosse Prodi eletto da M5s, Sel ed un pezzo di Pd, contro il resto del Pd o, al contrario, Dalema con la destra, Scelta civica ed un pezzo di Pd contro un altro pezzo di Pd, il risultato non cambierebbe: il Pd finirebbe in pezzi.

Nel 1971 la Dc era in una situazione simile, i gruppi parlamentari dovevano scegliere fra Moro e Leone e prevalse il secondo di pochissimi voti. Dopo, però, tutti i Dc votarono disciplinatamente per Leone che, pur di poco, vinse. E la Dc si salvò dalla spaccatura. Altri tempi, altra situazione… Sapranno fare altrettanto quelli del Pd? Il fatto è che la Dc era un partito vivo (brutto, ma vivo), con una sua cultura politica, un vero gruppo dirigente e, soprattutto, una sua ragion d’essere che non era solo l’occupazione del potere (come, un po’ miopemente, pensavamo noi all’estrema sinistra). Il Pd, al contrario, non ha una cultura politica, ha un gruppo dirigente da operetta, è un aborto politico e, soprattutto, non ha alcuna ragione di esistere che non sia una federazione di emirati contro il Califfo Berlusconi. Prodi o Dalema, quanto dura questa roba?

Aldo Giannuli
Fonte: www.aldogiannuli.it
Link: http://www.aldogiannuli.it/2013/04/yoghurt-scaduto-o-provolone-ammuffito/
19.04.2013

Pubblicato da Davide