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QUALCUNO SI STUPISCE ?

DI CLAUDIO MARTINI
il-main-stream.blogspot.it

Non si sa esattamente come commentare il voto “municipale” francese. Il vero vincitore della giornata, l’UMP, non è però il protagonista dell’evento politico che si è consumato in questi giorni. I protagonisti reali sono il Partito Socialista e Marine Le Pen. Ci si chiede se sia più notevole la vittoria dell’una o la disfatta dell’altro. La sconfitta di quest’ultimo è infatti impressionante, e trascina con sé tutta la multiforme sinistra francese. I socialisti, con un’opportuna alleanza con i Verdi, riusciranno probabilmente a conservare il governo di Parigi.

Ma Parigi non è la Francia. Nella provincia francese la sinistra perde ovunque. E spesso la sua disfatta coincide con la crescita dei gruppi di Le Pen. In particolare a Marsiglia e nel Sud la sconfitta è rovinosa: sugli otto arrondissement in cui si divide la metropoli portuale, uno è stato conquistato al primo turno dal UMP, in due il ballottaggio è tra UMP e PS, e il primo è in vantaggio, mentre in quattro il ballottaggio è tra Fronte Nazionale e UMP. Solo in un settore cittadino si registra un vantaggio del PS; ma la somma dei voti delle destre è ben maggiore rispetto ai suffragi del partito di Hollande.

Quest’ultimo fenomeno è una costante dei risultati elettorali, in ogni angolo del paese. Ci sono molti casi di vittoria al primo turno del UMP, come Bordeaux, Le Havre, Nizza, Orleans, Tolone, Amiens (e negli ultimi quattro casi il secondo classificato è il FN, non il PS). Ma anche nei luoghi dove il PS è competitivo, come a Lione, Lille, Dieppe o Rouen, è probabilissimo che i voti delle destre si sommino al secondo turno, determinando la sconfitta del partito di governo. Sono pochi i casi in cui è plausibile che la sinistra prevalga al ballottaggio, ed è significativo che dove ciò accade (Tolosa, Nantes e Montpellier) è perché è fortemente radicato il partito ecologista. Ma la regola, in quasi tutti i territori, è la prevalenza dell’UMP. Persino nelle roccaforti di Arras, Brest, Lens, La Rochelle, il PS non riesce a vincere al primo turno.

Insomma, una catastrofe. Il paese ha divorziato dal governo. Ed è probabile che il voto francese vada letto come un voto anti-Hollande, più che anti-euro: altrimenti non si spiegherebbe la messe di consensi guadagnata da un partito ultra-europeista come l’UMP. Semplicemente, Hollande ha fallito. E il suo partito non riesce ad attirare fiducia e mobilitazione, strappandoli ad una astensione dilagante (in queste elezioni il non voto nella fascia tra i 18 e 24 anni ha superato il 60%).
Ciò non significa che il partito anti-euro per eccellenza non abbia raccolto un grande successo. Anzi, un successo molto più grande di quel che appare. Marine Le Pen ha schierato 600 candidati nei 36000 comuni nei quali si votava (in molti dei quali si è presentato un unico candidato, eletto con la totalità dei voti). Concentrandoci solo sulle realtà più importanti, vediamo che il FN ha conquistato la maggioranza relativa ad Avignone, a Perpignano, a Frejus, in gran parte dell’Alta Savoia. I dirigenti del PS hanno immediatamente proposto a quelli dell’UMP di fare fronte comune per impedire che il FN prevalga al ballottaggio, e questi hanno risposto picche (segnale molto importante); il che significa che queste importanti città (insieme ad alcuni altri centri minori) saranno con tutta probabilità amministrati dagli esponenti del gruppo di Le Pen. Qualcuno potrebbe commentare: perché la vittoria in una percentuale piccolissima dei 36000 comuni francesi dovrebbe rappresentare un grande trionfo? Per la stessa ragione per cui anche le municipali del 1995 furono considerate come una vittoria del Fronte; eppure in quel caso Le Pen conquistò solo tre sindaci.
Il fatto è che, fino a ieri, il FN godeva di un radicamento territoriale scarsissimo. Il sostegno all’estrema destra è sempre stato visto come un voto d’opinione, da esprimere preferibilmente alle elezioni presidenziali. Il 18% conquistato da Marine Le Pen alle elezioni presidenziali non era un evento rivoluzionario nella vita politica francese: suo padre nel 2002 era arrivato al ballottaggio con il 17. Ma i francesi che votavano il candidato presidente FN, fino a ieri, non ripetevano la stessa scelta nemmeno per elezioni legislative. Questo fenomeno, insieme alla sostanziale chiusura del sistema politico francese (determinata in primo luogo dalla legge elettorale maggioritaria), ha per anni fatto sì che il Fronte godesse di una rappresentanza parlamentare assolutamente trascurabile; e il discorso si ripeteva, moltiplicato, per le elezioni per gli enti locali. Tanto per fare un paragone, alle ultime elezioni municipali del 2008 (in Francia la carica di sindaco dura 6 anni) Marine Le Pen presentò metà delle liste rispetto ad oggi, e non riuscì a eleggere nemmeno un sindaco.
Un successo oltre ogni aspettativa, dunque. La sinistra dell’euro è riuscita nell’intento di dare al FN un vero radicamento territoriale. Ora si può dire che Le Pen dispone di basi più solide per conquistare il governo del paese. Complimenti.
Claudio Martini
Fonte: http://il-main-stream.blogspot.it
Link: http://il-main-stream.blogspot.it/2014/03/qualcuno-si-stupisce.html
24.03.2014

Pubblicato da Davide